Il periodo è quello giusto per provare questa ricetta, l'ho scovata su facebook sulla pagina Profumo di basilico ed è tradizionale calabrese.

È una di quelle preparazioni quasi dimenticata, ma personalmente trovo sia ottima, quasi a costo zero, se si esclude l'olio e davvero gustosa ed originale da presentare come antipasto.

Non riporto le quantità, ma solo gli ingredienti, regolatevi a gusto personale.


Fichi acerbi a savuza

  • Fichi acerbi piccoli e non ancora maturi, l'interno deve risultare bianco
  • Aglio
  • Mentuccia romana 
  • Aceto di vino bianco
  • Zucchero
  • Sale
  • Olio extravergine di oliva
Lavare i fichi e inciderli dalla parte opposta al picciolo con un taglio a croce relativamente profondo. Portare a bollore acqua , salare e tuffarvi i fichi, lasciare cuocere per 10 minuti.
Provare la cottura con i rebbi di una forchetta,  dovranno risultare sufficientemente teneri.
Scolare e tenere in caldo.
Schiacciare uno spicchio di aglio e farlo soffriggere dolcemente in un tegame con abbondante olio , quando inizia ad imbiondire aggiungere delle foglie di mentuccia, unire una tazzina di aceto bianco e un cucchiaino di zucchero, lasciare sobbollire per cinque minuti.
Dopo questo tempo inserire i fichi nel tegame e lasciare insaporire per un altro paio di minuti rivoltandoli più volte.
Spegnere il fuoco e fare riposare per almeno un paio di ore .
Si consumano come antipasto a temperatura ambiente.

 Pur vivendo da quasi trent'anni in Abruzzo non conoscevo questi biscotti.

Ho scovato la ricetta sul blog Un'americana tra gli orsi e ho voluto provarla, la versione originale prevede la confettura di uva, tipica abruzzese, ma anche con altre confetture è ugualmente buona.

Semplice la realizzazione, buona la durata, ottimo il gusto, si può scegliere di realizzarli anche con altre farine, tocca solo provarla.

Io ho realizzato un solo rotolo e in cottura si è allargato troppo per i miei gusti, suggerisco di realizzarne due più piccoli per ottenere poi fette della misura giusta.






Biscotti arrotolati alla confettura abruzzesi

  • 2 uova
  • 130 g zucchero
  • sale un pizzico
  • buccia grattugiata di un limone bio
  • 80 ml olio di semi
  • 250/270 g farina 00
  • 100 g farina integrale ( volendo utilizzare tutta farina 00 o sperimentare con altre farine )
  • 8 g lievito per dolci
Per farcire : confettura di uva o altra a piacere.
Per la finitura: latte e zuccherini

Mescolare uova, zucchero, sale e buccia di limone grattugiata, inserire l'olio poco alla volta.
Unire le farine mescolate con il lievito in tre volte.
Se necessario aggiungere altra farina o liquidi per ottenere una frolla compatta e non appiccicosa.

Stendere la frolla allo spessore di mezzo cm, di cartaforno con uno spolvero di farina, creare due rettangoli.
Spalmare la confettura su tutto il rettangolo, lasciando un centimetro libero ai bordi.
Arrotolare e far capitare la chiusura al di sotto, sigillare bene le estremità, spennellare con latte e cospargere con zucchero a granella.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 30' o più se occorre.
Far raffreddare e tagliare a fette spesse circa 2/3 cm.

 Questa ricetta letta anni fa su Ammodomio ha sempre fatto parte delle mie tradizioni di Pasqua. A casa mia non si usa, ma a me è sempre piaciuta l'idea di un pane briosciato dal sapore deciso di formaggio e perfetto per accompagnare la colazione di Pasqua o pasquetta.

La ricetta è di Paola Lazzari e io non l'ho mai modificata, è perfetta così.

È una preparazione che necessita di tre giorni di riposo prima di essere gustata, si può quindi preparare in anticipo e gustarsela senza stress la mattina di Pasqua.

Vi lascio la ricetta così come la riportava il blog Ammodomio che, purtroppo, ha deciso di chiudere i battenti, ma potete ritrovarla anche sul blog di Anice e Cannella.

Provatela senza timore, non servono lieviti cresciuti come figli e accuditi accuratamente, qui il caro, bistrattato lievito di birra fa il suo lavoro e lo fa più che bene.

Non appena li aprirò provvederò ad inserire una foto della fetta.








Pizza di Pasqua al formaggio

Dose per due stampi a tronco di cono di 12 cm di base, 18 cm di ampiezza e 9 cm di altezza, oppure uno stampo di 16 cm, 21 cm e 12 cm di altezza.

  • 5 uova medie
  • 300 g farina 0
  • 200 g farina Manitoba
  • 100 ml acqua
  • 25/30 g lievito di birra fresco
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale se occorre
  • 1 cucchiaino di pepe
  • 5 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
  • 50 g strutto ( da non omettere o sostituire assolutamente)
  • 250 g formaggio grattugiato tra parmigiano e pecorino, per me 50/50
Sciogliere il lievito con lo zucchero nell'acqua tiepida prevista e far fermentare per 5'/6'.
In una ciotola inserire la farina, creare un buco al centro e versarvi il lievito fermentato, mescolare con una forchetta inserendo poca farina presa dai bordi, fino ad avere una consistenza tipo impasto della ciambella, coprire con poca farina e lasciare fermentare per 40'/50'.
Nel frattempo in una ciotola mescolare le uova con il pepe, formaggi e l'olio, assaggiare e se occorre aggiungere il sale.
Quando il pastello sarà screpolato iniziare a lavorare con la foglia inserendo gradualmente il composto di uova.
Far impastare bene, il composto dovrà risultare legato e incordato, aggrappato attorno alla foglia, se occorre aggiungere altri 50 g di farina, NON DI PIÙ.
In ultimo inserire lo strutto morbido poco alla volta.
Impastare a lungo .
Far riposare a temperatura ambiente per 45' , coperto, trascorso questo tempo arrotondare e porre nello stampo ben oliato e far lievitare fin quasi al bordo, coperto e al caldo.
Tempi di cottura adatti ad un unico impasto , se ne realizzate due dimezzate i tempi e fate la prova stecchino.

Preriscaldare il forno a 200°C lasciando lo sportello a fessura ( suggerimento preso da Paoletta di Anice e Cannella ), infornare inserendo dell'acqua sul fondo e cuocere per 20',proseguire senza vapore, rimuovendo il contenitore con l'acqua, per altri 20'/25', fare la prova stecchino ( regolatevi in base alle pezzature) nel caso proseguire per altri 5'.
Sfornare e coprire e far raffreddare, riacquisteranno sofficità.
Conservare in buste di cellophane per tre giorni prima di consumare.

 Serviva un lievitato per concludere in bellezza questo periodo e anche le ferie,  giorni all'insegna del relax , delle mani in pasta per scacciare il nervosismo che serpeggia dalle mie parti. Prima o poi ne verremo fuori,  nel frattempo io continuo a  impastare e a pensare che tutto andrà  per il meglio. 

Ho già  provato la galette des rois ai kumquat  lo scorso anno e,  per restare in tema di re magi ho deciso di realizzare questa ricetta che la tradizione  chiama roscón de Reyes (traduzione italiana Ciambella dei Re Magi) nota anche come rosca de Reyes in America Latina o rosco de Reyes (torta dei Re Magi) , un dolce spagnolo a forma di ciambella decorato con frutta candita o caramellata in vari colori.

L'origine del roscón de Reyes sembra essere in relazione con i Saturnalia romani, le feste dedicate al dio Saturno in concomitanza con i giorni successivi al solstizio di inverno. Per questi festeggiamenti, si elaboravano torte rotonde con fichi, datteri e miele, che venivano distribuite indistintamente a plebei e schiavi. Già nel secolo III, si introduceva all'interno del dolce una fava secca e il fortunato a cui capitava veniva nominato re dei re per un breve periodo di tempo precedentemente stabilito, oggi si introduce  nel dolce una figurina che decreterà il re, mentre è tradizione che colui che trova la fava paghi il roscón. Si mangia il 6 gennaio, in occasione dell'Epifania

Notizie prese da qui 

Tra le varie  ricette mi sono affidata a quella di Clelia FoodPhoto , leggermente modificata, vista su Instagram , ma siccome i canditi non sono molto apprezzati dalle mie parti, ho deciso di modificare un poco la ricetta inserendo una farcia golosa alla crema di pistacchi. 

I re Magi  saranno contenti lo stesso,  secondo me 😉







Roscon de reyes o ciambella dei Re Magi

Dose per una ciambella  

  • 250/300 g metà  farina 00 e metà farina manitoba
  • 50 g zucchero 
  • 5 g sale
  • 1 cucchiaio acqua di fiori d' arancio
  • 32 g latte freddo 
  • 2 uova
  • 10 g lievito di birra fresco 
  • 125 g burro freddo
In planetaria con la foglia inserire le farine,  sale e zucchero e mescolare per trenta  secondi .
In un bicchiere mescolare latte e lievito,  far sciogliere,  aggiungere le uova e l' acqua di fiori d' arancio,  versare questo composto,  poco alla volta,  in planetaria  a velocità 1.
A impasto incordato inserire il burro freddo a cubetti,  sostituire la foglia con il gancio e portare a velocità  media. 
Lavorare per 15', se occorre ribaltare l' impasto durante la lavorazione. 
Al termine arrotondare e porre su un piano,  far lievitare per 30' a temperatura ambiente,  coperto. 
Trascorso questa sto tempo sgonfiare la pasta,  avvolgere nella pellicola  e porre in frigo  per una notte. 

Farcia
La tradizione prevede una farcia a base di di frutta candita ( 40 g),  io ho voluto utilizzare della crema di pistacchi, gocce di cioccolato,  canditi di arancia e dei kumquat canditi. 
Avremo bisogno inoltre di gelatina di albicocche e zucchero a granella per la decorazione,  oltre ad una fava e una figurina da nascondere all' interno ( che io ho dimenticato  di inserire). 

Al mattino  ribaltare l' impasto su un piano di lavoro leggermente  infarinato,  stendere la pasta ottenendo un rettangolo,  farcire a piacere,  inserire anche la fava e la figurina ( se la si possiede e non lo si dimentica ),  avvolgere l' impasto, arrotolandolo . 
Su una teglia porre della carta forno  e un coppa pasta attorno a cui creeremo la ciambella,  sigillando bene le due estremità. 
Porre in forno  un pentolino con dell' acqua bollente per creare un ambiente umido e inserire la teglia con la ciambella,  far lievitare per un'ora e venti minuti. 
Rimuovere l' acqua e la teglia dal forno e preriscaldare a 170°C.
Cuocere per 20'/30'.
Se si preferisce una superficie dorata spennellare con tuorlo mescolato con poco latte prima di infornare.  
Dopo la cottura far raffreddare. 
Spennellare con la gelatina di albicocche calda,  decorare con zucchero a granella e frutta candita a piacere. 

 

 Ho voluto provare una ricetta tradizionale,  ma diversa da quella che si prepara a casa mia. 

Per quanto riguarda i mostaccioli posso dire che quasi ogni famiglia  ha la propria ricetta,  quella della mia mamma  é questa, ma abitando da anni in Abruzzo  ho avuto modo di apprezzare i mostaccioli di Castel di Sangro che hanno una consistenza soffice,  così  quando ho letto la ricetta su questo  blog ho deciso di vedere se potevano essere simili, esperimento riuscito. 

Sono buoni,  golosi e anche molto facili da fare,  una ricetta da tenere a mente per il prossimo anno. 





Mostaccioli napoletani morbidi 

Dose per circa 30 pezzi 

  • 250 g farina 00
  • 100 g zucchero 
  • 40 g mandorle tritate
  • 5 g ammoniaca per dolci
  • 20 g cacao amaro 
  • scorza di arancia bio grattugiata 
  • 100 ml acqua ( versarne poco alla volta potrebbe non servire tutta)
  • 50 ml succo di arancia
  • 25 g miele
  • 3 g pisto ( mix di cannella,  chiodi di garofano e noce moscata) 
  • 350 g cioccolato fondente per la copertura 
Riunire in una ciotola tutti gli ingredienti tranne l'acqua e lavorare fino ad avere un composto omogeneo, versando l'acqua poco alla volta fino ad avere la consistenza voluta.
Far riposare in frigo per almeno un'ora , avvolto in pellicola. 
Stendere tra due fogli di carta forno , oppure aiutarsi con poca farina, allo spessore di 5/6 mm,  ritagliare a forma di rombi. 
Porre su teglia , su carta forno  e cuocere a 180°C  per 7'/8'.
Se di aumenta lo spessore prolungare i tempi di cottura.
Far raffreddare. 
Fondere il cioccolato a bagnomaria e spennellare sui mostaccioli. 
Conservare in scatola di latta,  durata 10 giorni. 

Volendo si possono farcire realizzando delle sfoglie più sottili,  farcendo a piacere con crema spalmabile  o marmellata di amarene, chiudendo e sigillando bene . Cuocere come per gli altri,  glassare. 

 Questo Natale  si merita un ritorno alle tradizioni, uno stringersi più  forte agli affetti vicini e un abbracciarsi virtualmente con quelli lontani,  cercando di ricreare quell' atmosfera e quel calore dato anche da sapori che fanno parte della nostra memoria. 

Così  ho preparato per il maritino i pepatelli, secondo la ricetta della sua mamma.

 Rispetto alla ricetta conosciuta dai più  questa non prevede l' uso del pepe ( che poi é l'ingrediente che dà  il nome a questi dolcetti) , ma essendo la ricetta che più  di ogni altra cosa per mio marito rappresenta il Natale,  l' ho realizzata senza cambiare nulla. 

É una  ricetta semplicissima,  con pochi ingredienti,  ma ricca di sapore.  Migliora con il passare del tempo,  questi biscotti  appena realizzati sono molto duri,  ma con il passare dei giorni il miele rende tutto più  morbido,  con buona pace del dentista. 







Pepatelli alla molisana di Bice

Dose per tanti pepatelli,  volendo dimezzare o raddoppiare 😉

  • 500 g farina setacciata 00
  • 600 g miele
  • 500 g mandorle con la pelle
  • Buccia di mezzo mandarino non trattato tagliata finemente al coltello
  • 8 g lievito per dolci 
  • un pizzico di sale
Preriscaldare il forno a 250°C.
Scaldare il miele fino a renderlo liquido. 
Tritare finemente la buccia di mandarino precedentemente lavata e asciugata e privata della parte bianca.  
Lavare le mandorle con la pelle,  tamponare e utilizzarle bagnate. 
Non è  necessario lavorare in planetaria,  si può fare tutto a mano. 
In una ciotola capiente versare la farina,  fare una fontana e nel centro inserire il miele scaldato,  la buccia di mandarino,  il lievito e il sale. 
Lavorare e,  se occorre, unire altra farina fino ad avere in composto non appiccicoso,  poi inserire le mandorle e farle distribuire bene. 
Con le mani leggermente bagnate formare dei filoncini  di circa 6 cm di larghezza e 2/3 cm  di spessore, su carta forno,  posta su una teglia.
Infornare  e abbassare subito la temperatura  a 180°C / 200°C, regolarsi con il proprio forno,  non devono scurire. 
Cuocere per 30'/35' , sfornare e tagliare da caldi creando delle fette di meno di un centimetro. 
Raffreddandosi  diventeranno molto  duri,  riacquisteranno morbidezza con il passare dei giorni,  conservati on scatole di latta. 
La tradizione vuole che diano ancora più  buoni consumati verso l' Epifania. 
Vi suggerisco di prepararli ora e di sgranocchiarli durante tutto questo  periodo .

 Da quando ho visto questa ricetta da Fabio e Annalú  la preparo ad ogni Natale. 

Sono dei dolcetti gustosi e profumati, nati a Napoli dalle mani delle suore del Divino Amore e creati appositamente per la madre di Carlo II  D'Angió.

Non mancano sui vassoi di dolci delle feste a Napoli, ma vi assicuro che se li provate non mancheranno più  neanche dai vostri. 

Rispetto alla ricetta originale ho fatto delle piccole modifiche,  ho utilizzato farina di mandorle, invece che  mandorle con la pelle, e solo canditi di arancia .

Per la glassa questa volta ne  ho utilizzata una già  pronta,  ma altre volte ho usato quella data nella ricetta. 

Provateli e gustateveli. 



Dolci Divino Amore 

Per 20 pezzi 

  • 250 g mandorle con la pelle ( per me farina di mandorle) 
  • 250 g zucchero semolato 
  • 75 g canditi ( per me arancia candita) 
  • 1 cucchiaio essenza di vaniglia
  • buccia grattugiata di un limone bio
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • ostie
Per la glassa

  • 125 g zucchero a velo 
  • 60 g acqua 
  • succo di limone 
  • colorante rosa
  • Confettino argentati per la finitura
  • Gelatina di albicocche per spennellare 
Tritare finemente le mandorle con metà  dello zucchero ( io ho solo mescolato i due ingredienti),  tritare i canditi con l' altra metà dello zucchero,  unire i due composti in una ciotola,  inserire vaniglia e buccia di limone,  le uova e impastare. 
Coprire con la pellicola e porre in frigo per una notte.. 
Il giorno successivo  formare delle palline di circa 30 g e porre sull' ostia. 
Disporre i dolcetti su una teglia e cuocere in forno caldo a 180°C  , modalità statica,  per 15'/18'.
Estrarre i dolci dal forno  e far intiepidire, ritagliare l' ostia in eccesso, spennellare ogni dolcetto con gelatina di albicocche fatta intiepidire. 
Far raffreddare  completamente. 
 Preparare la glassa ( se non utilizzate una già  pronta). 
Unire lo zucchero,  l' acqua e qualche goccia di limone,  scaldare a 38°C,  mescolando. Aggiungere il colorante alimentare rosa. 
Immergere i dolcetti , solo dal lato superiore , nella glassa, far raffreddare,  porre dei confettini sulla glassa,  prima che rapprenda completamente. 
Far asciugare bene. 
Conservare in scatole di latta. 

Il cibo mi incuriosisce,  più che dalle belle fotografie sono attratta dalle ricette,  le leggo come fossero storie.

Se poi sono ricette che raccontano di Paesi lontani e di altre culture, mi intrigano ancora di più. 

Curiosando sul blog di Miria Due amiche in cucina ho trovato questa ricetta che mi ha subito fatto venire il prurito alle mani,  sono dei biscotti a base di un formaggio che si può autoprodurre partendo dal kefir,  oppure si può  sostituire con della ricotta. 

La sfida è  stata proprio quella di voler provare la ricetta originale con il tvorog preparato da me. 

La realizzazione é semplicissima,  unico fattore fondamentale è il tempo. 

I biscotti sono altrettanto semplici nella realizzazione e non avendo zucchero nell' impasto regalano anche l'illusione di mangiare un biscotto quasi dietetico. 

Unico difetto : con queste dosi si ottengono 10 dolci,  considerando che sono buonissimi  conviene raddoppiare le dosi. 







Iniziamo il giorno prima preparando il formaggio che servirà per l' impasto. 

Tvorog formaggio russo 

Dose per 100/120 g

  • 480 ml kefir 
Versare il kefir in un barattolo di vetro,  porre il barattolo in un tegame,  immerso in acqua per i ⅔.
Portare ad ebollizione,  abbassare e far sobbollire per 15'/20'.
Spegnere e lasciar raffreddare nella stessa pentola per 4/5 ore. 
Trascorso questo tempo porre un setaccio a maglie fitte coperto con una garzina di un recipiente e versare il kefir,  lasciar sgocciolare per tutta la la notte in frigo. 
Io ho utilizzato un filtro in carta per il caffè americano ed era proprio della misura giusta. 
Al mattino recuperare il tvorog filtrato,  pesare 100 g da utilizzare per la ricetta. 




Biscotti tvorogli pechenyelar biscotti uzbeki 
Dose per 10 pezzi
  • 100 g tvorog  o ricotta
  • 50 g  burro a temperatura ambiente 
  • 75 g farina 00
  • 3 g lievito per dolci 
  • ½ cucchiaino di vaniglia 
  • un pizzico di sale 
  • zucchero semolato per la finitura 
Lavorare il burro e il formaggio con una forchetta,  in una ciotola. Unire la farina setacciata con il il lievito,  la vaniglia  e il sale e impastare .
Formare un panetto,  se occorre aggiungere poca farina, avvolgere  nella pellicola  e porre in frigo per un' ora. 
Preriscaldare il forno a 200° C. 
Stendere la pasta su un piano leggermente infarinato, allo spessore di 3 mm,  ritagliare dei dischi di 9 cm di diametro. 
Passare nello zucchero semolato da entrambi i lati,  piegare a metà  e poi ancora a metà. 
Porre su teglia con carta forno e cuocere per 12'/15'.
Prestare attenzione dopo 12', per evitare di farli forare troppo. 

La ricetta è semplicissima e i biscotti assolutamente gustosi. 
Ottimi appena fatti,  ma anche il giorno dopo sono ancora fragranti.

 Tutti abbiamo la ricetta di famiglia,  quella della nonna,  della suocera,  della zia Mariuccia e tutti giuriamo e spergiuriamo sulla bontà,  anche io ho tante ricette  così su questo blog,  ma quando un Pasticcere come Gino Fabbri regala ai suoi seguaci una ricetta,  io la replico ad occhi chiusi. 

Il risultato,  come dice lo stesso Fabbri,  é una crostata piuttosto rustica, casalinga,ma posso garantire che in pochissimo tempo e con una giusta quantità di burro si otterrà un ottimo risultato che non deluderà.  Se poi utilizzate una marmellata fatta in casa ( per me di amarene della suocera)  il risultato sarà eccellente. 








Crostata di Gino Fabbri 

Dose per uno stampo da 24 cm

  • 280 g farina 00
  • 55 g burro
  • 10 g lievito per dolci 
  • 110 g zucchero 
  • 1 uovo
  • scorza di ½ limone bio grattugiata 
  • 30 g latte da aumentare se occorre
  • Marmellata a piacere 
Grattugiare il limone nello zucchero .
Ammorbidire leggermente il burro,  sabbiare la farina, mescolata con il lievito, con il burro. 
Aggiungere lo zucchero  poi l' uovo,  in ultimo il latte,  il composto sembra poco idratato,  ma continuate a lavorare con la foglia e si otterrà la giusta consistenza, nel caso aggiungere poco latte.
Avvolgere nella pellicola e far riposare in frigo per almeno 10', ma anche di più. 
Su un piano appiattire la frolla tra due fogli di carta forno,  spolverando con farina se occorre.  Appiattire allo spessore di 3/4 mm,  contenendo lievito la frolla tende a crescere un po' in cottura. 
Foderare una teglia in alluminio precedentemente oliata o imburrata e adagiarvi la frolla, versare un abbondante strato di marmellata, ( come suggerisce Massari la marmellata deve essere il 30% sul peso della frolla ) ,   creare delle strisce, ritagliare i lati. 
Lucidare con un uovo oppure con albume e poco latte. 
Cuocere in forno preriscaldato,  a 180°C per 25'.

 Ho necessità di tanto in tanto di tornare a ricette tradizionali,  di quelle che solitamente si vedono nei forni o ben confezionate sui banchi dei supermercati. 

Questa ricetta viene dal gruppo Facebook  Le ricette dei nostri dolci fatti in casa ed è stata condivisa nelle due versioni dalla signora Monica Dei , mi ha colpito subito, per l' abbinamento  dei sapori e per la possibilità di variare ( vedi versione al caffè ).

Assomiglia  alla ricetta dei Biscotti 'artagliat  già postato qui , l' unica differenza è nella biscottatura,  questi restano più  soffici. 

Un altro piccolo particolare è nella lavorazione,  nei biscotti artagliat  si montano prima le uova con lo zucchero  e poi si aggiungono gli altri  ingredienti, mentre in questa ricetta si lavora tutto insieme, quindi è ancora più  semplice da realizzare. 






Biscotti crostelli gusto zuppa inglese  o caffè 

Dose per due stampi da 20 X 30 cm

Versione zuppa inglese 

  • 4 uova
  • 450 g farina 00
  • 300 g zucchero 
  • 100 g burro fuso
  • 1 tazzina da caffè di latte
  • 1 tazzina da caffè di liquore dolce ( rum,  marsala,  passito) 
  • 16 g lievito per dolci 
  • sale un pizzico 
Per impasto all' alchermes 
  • un terzo dell' impasto base 
  • 1 tazzina da caffè di alchermes 
  • 1 cucchiaio di farina  00
Per impasto al cacao
  • un terzo dell' impasto base 
  • 2 cucchiai di cacao amaro in polvere 
  • 1 tazzina da caffè di latte 
Per impasto al caffè ( al posto dell' impasto all' alchermes) 
  • un terzo dell' impasto base 
  • 3 cucchiaini di caffè solubile
  • mezza tazzina da caffè di latte in cui sciogliere il caffè solubile
In planetaria lavorare tutti gli ingredienti dell' impasto base, con la foglia. 
Dividere l' impasto in tre parti e aggiungere gli ingredienti  per ottenere gli altri due composti , quello al cacao e quello all' alchermes. 
Versare in due teglie rettangolari foderate con carta forno,  alternando i tre composti e livellandoli,  considerare che in cottura tende a crescere, quindi non lasciarlo troppo alto. 
Infornare a 180° C  per 35', poi sfornare,  tagliare a fette di circa un centimetro abbondante,  adagiare su teglie da forno e biscottate a 100°C  per 20', se occorre a metà  del tempo girare i biscotti sotto sopra e proseguire  con la biscottatura,  lasciate nel forno spento. 

Per la versione al caffè  procedere come sopra,  inserendo il composto al caffè al posto dell' alchermes,  volendo aggiungere delle gocce di cioccolato nella base. 
Poi proseguire come da ricetta. 

Conservare in scatole di latta,  i biscotti non sono croccantissimi, ma giustamente biscottati.
La temperatura bassa del forno permette di mantenere il colore originale dei biscotti. 

 Senza tanti grilli per la testa questi biscotti. 

Semplicemente una buona ricetta per un risultato ideale da inzuppare,  direttamente dal Maestro pasticcere Gino Fabbri, ed è perfetta , sia nell' esecuzione che nel gusto. 

La dose é giusta , non dimezzate o ve ne pentirete. 











Biscotti da colazione di Gino Fabbri 

  • 500 g farina 00
  • 15 g lievito per dolci 
  • 100 g burro morbido 
  • 200 g zucchero 
  • 2 uova
  • 50 g latte
  • Buccia di limone bio
  • Vaniglia
  • Latte e zucchero per la finitura
In planetaria  amalgamare burro,  zucchero,  limone grattugiato  e vaniglia,  unire le uova e il latte e continuare a lavorare,  inserire tutta la farina setacciata con il lievito. 
Stendere su un piano infarinato allo spessore di 7 mm,  ritagliare i biscotti con le formine,  porre su teglia con carta forno , spennellare con latte e cospargere di zucchero semolato. 
Cuocere in forno preriscaldato,  ventilato a 150/160°C  per 12'/14'.



Nel gruppo Facebook Lievitati di Liguria dolci e salati  Valentina e Ilaria dispensano consigli e ricette per realizzare piatti della tradizione ligure. 
Da questo gruppo ho già condiviso la ricetta delle olandesine e cornetti che trovate qui   e le ciabattine, ora tocca ad una ricetta salata che fa parte delle ricette tipiche liguri,  che mi sento di consigliare anche per la versatilità della sfoglia. 
Questa stessa base potrete utilizzarla per torte salate,  per la mitica torta pasqualina, come guscio per panzerotti , farciti a piacere , da friggere o anche semplicemente stesa,  aromatizzata a piacere e ritagliata per farne dei croccanti salatini. 
Se dovesse avanzare l' impasto si conserva per due giorni in frigo in una busta per alimenti o nella pellicola. 

Suggerimenti : cercate un formaggio adatto a questa preparazione,  alcuni tendono a "sparire " dopo la cottura,  altri reggono meglio,  ma soprattutto  non lesinare,  la farcia deve esserci in abbondanza. 
Provate pure la versione pizzata : è buonissima. 

 









Focaccia di Recco 
Dose per due stampi 30 X 40 cm
  • 600 g farina 300 W
  • 350 g acqua  come da disciplinare ( 300 g + 50 g latte per una maggiore colorazione  cuocendo in un forno casalinga) 
  • 60 g olio extravergine d'oliva 
  • 12 g sale 
  • 1 kg stracchino  o crescenza
Lavorare farina,  acqua ( e latte),  olio e sale fino ad avere un impasto liscio e morbido. 
Dividere in palline da 300 g per il fondo e da 150 g per la copertura. 
Far riposare su un vassoio leggermente unto,  coperto con pellicola per 30' a temperatura ambiente. 
Dopo il riposo,  di una tavola di legno,  iniziare a lavorare appiattendo l' impasto  prima con il mattarello,  poi proseguire con le nocche,  in pratica bisogna  infilare le mani,  chiuse a pugno,  sotto  l' impasto e allargarlo delicatamente,  senza farlo strappare,  fino a raggiungere la dimensione voluta. 
Stendere su una teglia unta di 30 X 40 cm,  far aderire,  facendo fuoriuscire i bordi. 
Farcire con lo stracchino , creando dei mucchietti,  non occorre spalmarlo,  coprire con la seconda sfoglia,  lavorata come la prima,  sigillare i bordi. 
Dopo 10' rimuovere la pasta in eccesso .
Creare dei buchi sulla sfoglia superiore,  per permettere la fuoriuscita dell' aria. 
Cospargere con olio e sale. 
Cottura a 270°C  per 6'/8' se possedete un forno che arrivi a questa temperatura. 
Il mio forno arriva a 250°C,  quindi  ho prolungato la cottura fino a quando non ho ottenuto una superficie ben cotta. 

Variante Focaccia Pizzata : sulla focaccia non ancora cotta versare della passata di pomodoro,  origano,  acciughe e capperi e cuocere. 





Era da tanto che non preparavo una torta. 
Il penultimo giorno di ferie ha portato la voglia di provare un dolce che mi ha sempre incuriosito : la torta Medovik. 
È un dolce di origine russa che deve il suo nome dalla parola  "miod" che vuol dire dire miele ed è  il principale ingrediente della torta. 
La leggenda attribuisce la nascita del primo “Medovik” al 1820, si dice che sia stato creato dallo chef personale della moglie dell’imperatore russo Alessandro I, Elizaveta Alekseevna, che detestava il miele, come tutti i cuochi della corte sapevano, ma non il giovane chef. 
Al momento del dessert  arrivano tanti dolci,  ma è proprio la torta Medovik a colpire l'imperatrice che,  una volta scoperto che era a base dell' ingrediente che lei non amava,  decide di premiare l' audacia  del giovane, e la bontà  della torta ,  facendolo diventare il suo dolce preferito. 
Non esiste una ricetta ufficiale,  quello che è  certo è  che si tratta di una torta con 8 strati di una pasta a base di miele alternati ad una crema al mascarpone e panna acida,  alcune versioni aggiungono anche delle noci,  io ho voluto replicare la ricetta vista su questo canale YouTube.

La preparazione richiede un po'  di tempo nella cottura degli strati, ma non presenta difficoltà particolari se non quella di stendere i panetti nella misura giusta e ritagliarli. Non fatevi scoraggiare,  volendo si può preparare in due step realizzando un giorno le basi e il giorno dopo assemblando con la crema. 
La crema è semplicissima,  consiste nell'unire mascarpone,  panna acida e panna montata e un po'  di gelatina per stabilizzare,  ma volendo si può  omettere. 
Il resto lo fa il riposo e la bontà dell' insieme. 
Vi suggerisco di dare un' occhiata al video,  è chiarissimo e permette di ottenere un ottimo risultato. 





Torta Medovik 
Dose per 10 /12 persone,  per una torta di 22/23 cm

Base 
Dose per 8 strati
  • 400 g farina 00
  • 100 g miele
  • 130 g zucchero semolato 
  • 2 uova
  • 50 g burro 
  • 20 ml acqua
  • ½ cucchiaino di sale 
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio 
  • 12 g lievito per dolci 
Crema
  • 250 g mascarpone 
  • 30 g zucchero semolato 
  • vaniglia
  • 4 g gelatina in fogli 
  • 500 g panna fresca da montare
  • 80 g panna fresca per sciogliere la g et latina
  • 140 g panna acida ( se non riuscite a reperire potete prepararla unendo 20 ml di succo di limone a 120 g di panna fresca 15 minuti prima dell'utilizzo)
Bagna
  • Mezzo bicchiere d'acqua 
  • Un cucchiaino di miele
Finitura
  • 200 ml panna da montare
  • 15 g zucchero 
  • vaniglia
  • Briciole di biscotto al miele
Preparazione delle basi
Setacciare la farina e tenere da parte. 
In un pentolino porre il miele scaldare a fuoco medio /basso,  una volta sciolto aggiungere il bicarbonato  e,  lontano dal fuoco,  mescolare con un cucchiaio di legno fino a quando la schiuma che si verrà a creare non inizi a diminuire ( serviranno un paio di minuti). 
Porre nuovamente sul fuoco e unire lo zucchero,  il sale e l'acqua e mescolare fino a sciogliere tutto lo zucchero. 
A questo punto si può scegliere di proseguire ancora la cottura per avere un composto color caramello oppure procedere con la ricetta,  io ho proseguito nella cottura mescolando continuamente. 
Allontanare dal fuoco e inserire il burro freddo,  mescolando. 
Versare tutto in una ciotola e inserire le uova leggermente battute,  mescolando rapidamente per non farle coagulante. Utilizzare una forchetta,  servirà per tutto l' impasto. 

Iniziare ad inserire la farina poco alla volta,  quando si è  a metà aggiungere il lievito setacciati nella farina rimasta e terminare di inserire,  mescolando sempre con una forchetta. 
Si otterrà un composto ben amalgamato,  ma abbastanza morbido. 
Versare su una pellicola e avvolgere dando una forma cilindrica,  far riposare in frigorifero per almeno un' ora e mezza. 
Trascorso questo tempo porre l' impasto su un piano infarinato e dividere in 8 pezzi del peso di 100 g ciascuno. 
Formare delle palline,  porre su un piatto infarinato e coprire con la pellicola,  mentre si lavorano le basi. 
Preriscaldare il forno a 175°C,  ventilato. 
Ritagliare 8 pezzi di cartaforno e iniziare a stendere la prima base. 
Su cartaforno leggermente infarinata appiattire con le mani una pallina di impasto,  allargare bene e proseguite con il matterello,  infarinando bene per non far attaccare la pasta,  ottenere una circonferenza , ritagliare una base,  aiutandovi con un anello per torte, di circa 22 cm,  lasciare gli scarti sul foglio,  ma allontanateli dalla base, bucherellare la base con una forchetta,  rimuovere la farina in eccesso e procedere alla cottura per 5'/6'.
Prestare attenzione che cuoce rapidamente,  non far scurire troppo. 
Appena sfornato,  porre su un tagliere per mantenere la forma piatta,  recuperare i ritagli e tenere da parte. 
Proseguire con tutte le otto basi,  cuocendo sempre i ritagli e  tenendoli da parte. 
Dopo l' ultima base sfornata,  su un foglio di cartaforno versare tutti i ritagli e inserire nel forno spento,  ma caldo per farli biscottare, per 4'/5'.
Una volta tostati porre in un frullatore e  frullare fino ad ottenere delle briciole,  serviranno per la finitura della torta. 
Tenere da parte. 












Preparare la bagna: scaldare l' acqua,  sciogliervi il miele e tenere da parte. 

Preparare la crema 
Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda. 
Se non avete la panna acida adesso è il momento di crearla unendo  i 120 g di panna e i 20 ml di succo di limone e facendo riposare per 15'.

Scaldare gli 80 g di panna e sciogliere la gelatina strizzata dall' acqua. 

Montare la panna,  a metà inserire lo zucchero e la vaniglia, ottenere una consistenza soda,  riservare. 
Ammorbidire il mascarpone con una frusta elettrica,  unire poco alla volta la panna acida,  mescolando sempre con la frusta elettrica,  iniziare ad unire la panna montata poco alla volta,  utilizzando una frusta a mano per non smontare il composto. 
Unire la gelatina sciolta nella panna poco alla volta,  mescolando sempre dal basso verso l'alto.

Montaggio
Su un piatto da portata versare un cucchiaino di crema e poggiare la prima base,  inserire in un anello regolabile con acetato o cartaforno sui bordi. 
Bagnare la base con un pennello da cucina con la bagna al miele,  bagnare poco. 
Aspettare 30 secondi per far assorbire  é inserire ⅛ della crema  preparata,  proseguire con le altre basi allo stesso modo, terminare con la crema. 
Sigillare con la pellicola e porre in frigo a stabilizzare per 5 ore circa. 

Montare la panna con lo zucchero e la vaniglia. 
Sformare la torta, rimuovere l'anello e  l' acetato,  creare con la spatola uno strato di panna sul top e sui lati della torta. 
Cospargere tutta la torta con le briciole di biscotto tenuto da parte,  iniziando dal top,  aiutandovi con un pennello da cucina per distribuire meglio le briciole,  passare ai lati e coprire con le briciole,  aiutandovi con una spatola. 




Aspettando l' estate che tarda ad arrivare io mi preparo un salmorejo ,
una zuppa tipica di Cordoba e ideale per combattere le torride giornate andaluse, dove è facile che l’estate le temperature superino i 40°C, e pur non avendo ancora queste giornate mi fa piacere illudermi che l' estate sia alle porte. 
La ricetta viene dal Calendario del cibo dove vi consiglio di andare a leggere anche tutta la storia e l'evoluzione di questo piatto. 




Salmorejo de Cordoba

Ingredienti
Per 5 persone

  • 1 Kg di pomodori ramati ben maturi
  • 200 g di mollica di pane raffermo
  • 100 g di olio extravergine d’oliva dal gusto deciso
  • 1 spicchio d’aglio rosso di Sulmona 
  • 10 g di sale fino
  • Acqua e aceto, q.b.
  • Uova sode,  prosciutto  crudo e crostini per accompagnare
Mettere a bagno il pane a pezzetti in poca acqua e aceto (volendo l’aceto si può eliminare o aggiungere alla fine per dare più  gusto).

Lavare e sbucciare i pomodori (per un risultato più vellutato), tagliarli a cubetti e mettere in un frullatore insieme al pane strizzato, l’olio, il sale e l’aglio. Frullare per qualche minuto o fino ad ottenere una crema ben liscia.

Servire ben fresco in ciotole accompagnato da prosciutto, crostini e uovo sodo  che ogni commensale potrà scegliere liberamente per guarnire il proprio salmorejo.
Tantissimi anni fa provai gli alfajores de maicena  naturalmente in una versione completamente stravolta e  con un curd al ribes, per me quindi gli alfajores erano quelli  e basta.
Frequentando il gruppo Facebook  Gli Amici di Samuel Gonzalez  ho scoperto che gli alfajores sono dei biscotti soffici al cacao,  con una farcia di dulce de leche e  ricoperto di cioccolato.
Mi sono informata un pochino ( san Wikipedia  ) e  ho trovato le seguenti informazioni :
Alfajor è un nome comune a diverse forme di dolci elaborati in Spagna e Sudamerica, che hanno le proprie origini nella tradizione culinaria araba, come testimonia anche il suo nome, che in arabo significa 'ripieno' (al-hasú).

In Argentina, Bolivia, Cile, Paraguay, Perù, Uruguay e altri paesi del Sudamerica, l'alfajor è composto da due biscotti uniti da un ripieno dolce (solitamente dulce de leche]) e generalmente bagnati nel cioccolato, glassa o zucchero in polvere. Esistono anche alfajor di frutta, mousse di cioccolato e differenti ripieni.

In Spagna, gli alfajor sono dolci tipicamente natalizi, propri dell'Andalusia e Murcia realizzati a partire da una pasta a base di mandorle, noci e miele, similmente ad altri dolci di tradizione araba, come il torrone o il marzapane. 
Qui termina il momento Quark e  passo alla descrizione della ricetta , si compone di due biscotti soffici che racchiudono una crema che non avevo mai realizzato,  ma talmente golosa da rischiare di finirla tutta a cucchiaiate prima di inserirla nei biscotti, ricoperti di cioccolato fondente temperato.

Occorre preparare prima il dulche de leche,  dalle foto riportate di otterrà un quantitativo maggiore  rispetto a quello richiesto,  ma la crema si conserva per un paio di mesi,  visto la gran quantità di zucchero.

Ho apportato una modifica realizzando la ricetta con del latte senza lattosio e il risultato è quello  nelle foto,  se non avete problemi di intolleranza potete seguire la ricetta.






Alfajores di Mar Del Pasta al dulce de leche 
Dose per 15/16 biscotti accoppiati

  • 100 g burro 
  • 100 g zucchero semolato  ( per me 50 g zucchero semolato  + 50 g zucchero candito) 
  • 25 g acqua 
  • 25 g miele 
  • 25 g sciroppo di malto ( oppure altri 25 g di miele) 
  • 40 g tuorli 
  • 25 g farina di mandorle 
  • 225 g farina 00
  • 8 g lievito per dolci 
Mescolare burro morbido  con lo zucchero,  il miele, l' acqua,  aggiungere i tuorli e il malto  ( o il miele)  e far amalgamare bene. 
Inserire le polveri setacciate,  l' impasto sarà  molto morbido. 
Coprire con pellicola e lasciare on frigorifero  per 5/6 ore. 
Tirare  l' impasto fuori dal frigo,  risulterà molto compatto , su un piano di lavoro leggermente infarinato  appiattire allo spessore di 4 mm e ritagliare dei biscotti  tondi del diametro di 5 cm.  In cottura  si gonfieranno un pochino,  per la presenza del lievito. 
Porre su una teglia con cartaforno,  prima di infornare lasciare per una ventina di minuti in frigorifero  ( mia iniziativa che non mi sembra abbia portato ad effetti negativi) .
Preriscaldare il forno a 180°C,  modalità statico,  e infornare  per 12'.
Non superare i tempi previsti altrimenti i biscotti perderanno di sofficità. 



Dulce de leche 
Da realizzare il giorno prima 
  • 1000 ml latte fresco  ( per me senza lattosio )
  • 250 g zucchero semolato 
  • 50 g glucosio 
  • 1 g di bicarbonato di sodio  ( per il colore marrone) 
  • 10 g maizena  da sciogliere in 30 g di latte fresco ( per me senza lattosio )
  • ½ bacca di vaniglia 
Lasciare da parte i 30 g di latte che serviranno per la maizena. 
Bollire il latte con zucchero e glucosio,  inserendo anche la vaniglia,  per circa due ore,  mescolando di tanto in tanto e tenendo il fuoco medio/basso, finché inizierà a prendere un colore marrone chiaro,  aggiungere il bicarbonato e mescolare,  cambierà colore diventando marrone più  scuro.
Continuare a far bollire fino a quando non addensa,  all' incirca dovrá arrivare  a 100° / 102° C,  passando un cucchiaio nel composto si dovrà riuscire a tracciare una riga che non dovrà riunirsi. 
Prima che arrivi a 100°C  inserire la maizena  reidratata  con il latte freddo,  continuare a mescolare fino ad avere una consistenza giusta. 
Per capire se la cottura é al punto giusto fare la prova piattino,  come per la marmellata,  nel caso proseguire  la cottura. 
Versare in barattoli sterilizzati,  far raffreddare e  conservare in frigo. 

Montaggio
Prendere un biscotto,  versare una porzione di dulche de leche,  chiudere con l' altro biscotto e proseguire con tutti gli altri accoppiandoli,  conservare in frigorifero. 
Nel frattempo fondere al microonde  250 g di cioccolato fondente in piccoli pezzi, alla max potenza per 20", recuperare la ciotola mescolare e porre nuovamente in microonde,  proseguire sempre ad intervalli di 20", fino a quando il cioccolato non raggiungerà  la temperatura di 31°C ( metodo visto sul sito della Callebaut ) ,  a questo punto mescolare bene con una spatola e tuffarci i biscotti accoppiati.
Far rapprendere in frigorifero e gustare. 

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