Questo Natale  si merita un ritorno alle tradizioni, uno stringersi più  forte agli affetti vicini e un abbracciarsi virtualmente con quelli lontani,  cercando di ricreare quell' atmosfera e quel calore dato anche da sapori che fanno parte della nostra memoria. 

Così  ho preparato per il maritino i pepatelli, secondo la ricetta della sua mamma.

 Rispetto alla ricetta conosciuta dai più  questa non prevede l' uso del pepe ( che poi é l'ingrediente che dà  il nome a questi dolcetti) , ma essendo la ricetta che più  di ogni altra cosa per mio marito rappresenta il Natale,  l' ho realizzata senza cambiare nulla. 

É una  ricetta semplicissima,  con pochi ingredienti,  ma ricca di sapore.  Migliora con il passare del tempo,  questi biscotti  appena realizzati sono molto duri,  ma con il passare dei giorni il miele rende tutto più  morbido,  con buona pace del dentista. 







Pepatelli alla molisana di Bice

Dose per tanti pepatelli,  volendo dimezzare o raddoppiare 😉

  • 500 g farina setacciata 00
  • 600 g miele
  • 500 g mandorle con la pelle
  • Buccia di mezzo mandarino non trattato tagliata finemente al coltello
  • 8 g lievito per dolci 
  • un pizzico di sale
Preriscaldare il forno a 250°C.
Scaldare il miele fino a renderlo liquido. 
Tritare finemente la buccia di mandarino precedentemente lavata e asciugata e privata della parte bianca.  
Lavare le mandorle con la pelle,  tamponare e utilizzarle bagnate. 
Non è  necessario lavorare in planetaria,  si può fare tutto a mano. 
In una ciotola capiente versare la farina,  fare una fontana e nel centro inserire il miele scaldato,  la buccia di mandarino,  il lievito e il sale. 
Lavorare e,  se occorre, unire altra farina fino ad avere in composto non appiccicoso,  poi inserire le mandorle e farle distribuire bene. 
Con le mani leggermente bagnate formare dei filoncini  di circa 6 cm di larghezza e 2/3 cm  di spessore, su carta forno,  posta su una teglia.
Infornare  e abbassare subito la temperatura  a 180°C / 200°C, regolarsi con il proprio forno,  non devono scurire. 
Cuocere per 30'/35' , sfornare e tagliare da caldi creando delle fette di meno di un centimetro. 
Raffreddandosi  diventeranno molto  duri,  riacquisteranno morbidezza con il passare dei giorni,  conservati on scatole di latta. 
La tradizione vuole che diano ancora più  buoni consumati verso l' Epifania. 
Vi suggerisco di prepararli ora e di sgranocchiarli durante tutto questo  periodo .

Esistono  ricette che,  nella loro semplicità,  sanno mettermi in difficoltà,  ricette  che ho provato  e riprovato  senza ottenere  mai il risultato  voluto. 
Mi é accaduto  la stessa cosa con la ricetta  degli gnocchi che non sono proprio  il mio cavallo di battaglia,  ma in quel caso non ho mai pensato di ostinarmi per perseguire  un risultato,  ho rinunciato  e basta. 
Cosa diversa per questi biscotti che fanno parte dei miei ricordi da bambina,  che accompagnavano sempre quel bicchiere di vino offerto senza tante cerimonie e che esistevano anche nella versione  golosa,  ricoperti di naspro, venduti dai forni. 
Finalmente  ho trovato una ricetta che mi ha permesso  di ottenere un ottimo risultato, quasi come quello originale. 
La ricetta con la relativa spiegazione  l' ho trovata su Scatti di Gusto ed è  quella che mi ha permesso di ottenere i taralli quasi perfetti.  
La ricetta parla di taralli pugliesi , ma posso assicurare che anche  nel Molise i taralli sono parte integrante  della cucina tradizionale di una volta. 
La ricetta é basica solo quattro ingredienti  reperibili sempre in casa : farina,  uova,  zucchero,  olio extravergine d'oliva. 
Il segreto vero é nella cottura, non possedendo  un forno a legna mi sono dovuta adattare con quello elettrico e ho capito che la modalità statica é quella che mi permette di ottenere il miglior risultato. 
Finora ho realizzato sempre la ricetta con dosi minime , ma considerando che i taralli durano tanto,  conviene abbondare,  così  come facevano le nostre nonne che,  come minimo utilizzavano 12 uova, la farina "che si ritira ", vale a dire circa un chilo. 





Taralli bolliti ( ricetta presa qui )
Dose per 5 pezzi grandi

  • 250 g farina 00 o 0
  • 3 uova
  • 1 cucchiaio  di zucchero
  • 25 g olio extravergine d'oliva 
  • (pizzico di bicarbonato  di sodio : OMESSO) 
Nella ciotola della planetaria  con la frusta, montare le uova fino a renderle  chiare e spumose,  aggiungere l'olio  a filo  e farle triplicare,  inserire  la farina setacciata. Ribaltare l'impasto piú volte,  sostituendo la frusta con la foglia. 
Quando la massa sarà omogenea,  anche se molle e  appiccicosa, rovesciarlo sulla spianatoia, cosparsa con farina,  compattare con le mani. 
Dividere in cinque  pezzi di pari peso. 
Rotolare sulla spianatoia ottenendo una specie di mezza luna dai 15 cm con gli estremi sottili,  sovrapporre  premendo  bene per sigillare. 
Portare abbondante acqua a 80°C / 90°C ( dovrà  sobollire e non raggiungere mai l'ebollizione vera e propria ), calare un paio di taralli alla volta e far cuocere fino a a quando non risulteranno chiari e sodi,  rigirarli un paio di volte quando  torneranno  in superficie. 
L'acqua non deve MAI bollire, nel caso aggiungere acqua fredda per abbassare la temperatura. 
Scolare e porre su un canovaccio ad asciugare  per 24 ore circa,  rigirandoli  spesso. 
Il giorno  successivo  incidere profondamente  con un coltello  a lama liscia ogni biscotto,  esternamente. 
Porre su teglia del forno. 
Preriscaldare il forno a 250°C' modalità statico , infornare,  quando i taralli si saranno gonfiati per bene,  abbassare la temperatura  a 220°C' è proseguire per altri 20' ( controllare che non brucino). 
Spegnere e lasciare  nel forno aperto a fessura. 







Il mio cibo della memoria ha un nome meno poetico delle madeleine, ma un gusto sicuramente molto più corposo: celli chieni.
Succede quando si hanno le proprie radici in una regione fino a qualche tempo fa data per inesistente : il Molise.
Una ricetta, questa, tramandata dalla mia prozia Maria, la sorella di mia nonna, quella che è andata in America, ma poi è tornata , perché si può anche avere cibo in tavola, ma se la nostalgia per il tuo paese non te lo fa apprezzare, meglio tornare indietro e accontentarsi di pane e cipolle.
Questi dolci tradizionali tipici di tutto il Molise sono cosa ben diversa da pane e cipolle, per fortuna.
Sicuramente questa è una versione rielaborata e riadattata dalla prozia, la differenza più importante l'ho notata nella presenza di marmellata di ciliegie invece che mostocotto, ma a casa nostra questi dolci sono quelli che danno il sapore del Natale, in qualunque stagione e noi li realizziamo seguendo la ricetta di zia Maria.

La frutta secca utilizzata, può essere modificata a piacere, così come i canditi.
Imprescindibile invece i chiodi di garofano per dare l'aroma giusto.





Celli chieni della prozia Maria

Dose per 60 pezzi

Pasta ( versione della prozia )

  • 600/700 g farina 00
  • 200 g zucchero
  • 180 g strutto
  • 100/150 ml latte
  • 2 uova intere
  • 8 g lievito per dolci
                            ************
Pasta versione tradizionale ( tratta da La cucina molisana vol. II ) 
Non l'ho provata, non garantisco sulla riuscita.
  • 500 g farina 00
  • 2 uova intere
  • 150 g strutto
  • 100 g zucchero
  • Un bicchiere di vino bianco
                            *************
Farcia

  • 150 g marmellata di ciliegie
  • 150 g fichi secchi
  • 150 g prugne secche
  • 150 g uva passa
  • 200 g mandorle tostate tritate
  • Buccia grattugiata di arancia bio
  • Buccia grattugiata di limone bio
  • Buccia grattugiata di mandarino bio ( se riuscite a trovarne altrimenti omettere )
  • 250 g miele
  • 1 cucchiaino scarso di polvere di chiodi di garofano
  • 2 cucchiai di cacao amaro in polvere
  • 1 uovo
Preparare la farcia che dovrà riposare una notte in frigo.

In un robot da cucina versare tutti gli ingredienti tranne il miele e frullare fino ad avere un composto omogeneo.
Scaldare il miele sul fuoco fino a che avrà un colore dorato.

Unire al composto di frutta e lavorare ancora con le lame.
Versare in una ciotola e conservare, coperto in frigorifero per una notte.

Il giorno seguente preparare la pasta.
Nella ciotola della planetaria versare la farina setacciata, il lievito, lo zucchero, le uova, lo strutto e iniziare a lavorare con la foglia inserendo il latte poco alla volta, potrebbe non servire tutto, regolatevi.
Si dovrà ottenere un impasto simile ad una frolla.

Su un piano leggermente infarinato stendere la pasta allo spessore di 3/4 mm , ritagliare dei cerchi di 8/9 cm di diametro , farcire con un cucchiaio di ripieno, chiudere sigillando bene i bordi, dare dei piccoli tagli con le forbici e adagiare su cartaforno.
Cuocere in forno preriscaldato a 180°C modalità ventilato per circa 15', dovranno risultare dorati.

Si conservano a lungo in scatole di latta.






Esistono infinite versioni di questi biscottini.
Quasi ogni regione ne possiede una ricetta codificata.
I confini regionali, probabilmente non erano così rigidi nel passato, tanto da permettere che una ricetta tipica regionale diventasse patrimonio un po' di tutti.

Questa che propongo, esattamente con questo nome, è contenuta nel libro  : La cucina molisana di Lombardi-Mastropaolo ed. Arti Grafiche La Regione 1986.



ALBANESI

per una teglia da forno

  • 50 g olio extravergine di oliva
  • 50 g zucchero
  • 50 g vino bianco
  • 200 g farina 00 ( valutare la consistenza)
  • zucchero semolato per la finitura

Versare il vino in una ciotola, aggiungere l'olio, lo zucchero e amalgamare facendo cadere a pioggia la farina, tanta quanta ne assorbe l'impasto.
Dovrà risultare un composto abbastanza consistente, non appiccicoso, ma neanche difficile da lavorare e che si sbricioli.Nel caso dovesse risultare poco idratato aggiungere un altro poco di vino e di olio, gradualmente.
Rovesciarlo sulla spianatoia e lavorarlo fino ad avere un panetto liscio ed omogeneo.
Dividere la pasta in bastoncini della lunghezza di 8/10 cm e dare la forma di tarallini.
Passarli nello zucchero, adagiarli su cartaforno e cuocere in forno caldo , ventilato, a 180°C fino a quando non risulteranno leggermente coloriti, circa 25 minuti, ma prestate attenzione dopo i primi 15 minuti.
Far raffreddare e accompagnare con un buon bicchiere di vino.








Cari amici e affezionati lettori de L'Italia nel Piatto è estate.
Fa caldo, siamo felici di trascorrere le giornate all'aperto e la voglia di cucinare è davvero pochissima, ma non potevamo lasciarvi senza il consueto appuntamento con la cucina regionale e così abbiamo pensato di darvi degli spunti per utilizzare prodotti tipici di ogni regione in modo veloce e fresco.
Oggi , noi de L'Italia nel Piatto vi stuzzicheremo la curiosità e l'appetito raccontandovi di eccellenze da utilizzare semplicemente nelle nostre cucine.Quasi senza accendere il gas ;-)

Qui trovate le regioni partecipanti ( in formazione leggermente ridotta, ma il caldo colpisce ancora!)
Valle d'Aosta:

Piemonte: Pesche al cioccolato 2.0 http://alterkitchen.it/2015/07/16/pesche-al-cioccolato-2-0/

Trentino-Alto Adige:Insalata di cavolo cappuccio e mela al cumino
http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/07/insalata-di-ca…ppuccio-e-mela.html

Friuli-Venezia Giulia: non partecipa

Lombardia: non partecipa

Veneto: non partecipa

Emilia Romagna: Insalata di pesche con songino, noci e Parmigiano Reggiano  http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/07/insalata-di-pesche-con-songino-noci-e.html

Liguria: insalata di pasta e polpo http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/07/litalia-nel-piatto-piatti-freddi-e.html

Toscana: Prosciutto e fichi con gelato al tartufino del Mugello
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/07/prosciutto-e-fichi-con-gelato-al.html

Marche: non partecipa

Umbria: Fagiolini all'agllio e mentuccia http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/07/fagiolini-allaglio-e-mentuccia.html

Abruzzo:Insalata di patate e rucola http://ilmondodibetty.it/insalata-di-patate-e-rucola/

Molise: Insalata con caciocavallo di Agnone, frutta secca e miele di castagno
http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/07/insalata-con-caciocavallo-di-agnone.html

Lazio:  non partecipa

Campania: non partecipa

Basilicata:  non partecipa

Puglia:  non partecipa

Calabria: Antipasto freddo alla calabrese  http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/07/antipasto-freddo-alla-calabrese.html

Sicilia:  non partecipa

Sardegna: non partecipa


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Per quanto riguarda il Molise, ho voluto rendergli omaggio utilizzando uno dei suoi prodotti di punta: il caciocavallo.
Il caciocavallo è un formaggio prodotto con latte vaccino e prodotto tipico molisano.
 È un formaggio originario del comune montano di Agnone fin dai tempi della Magna Grecia. L’usanza di appenderlo a cavallo di una pertica, denota una tecnica produttiva comune nel Meridione italiano.
 Il latte crudo viene riscaldato alla temperatura di 36-38° e addizionato con caglio in pasta di agnello o di capretto. La cagliata, presamica, viene rotta in due fasi: la prima in modo grossolano, la seconda, dopo una breve sosta, alle dimensioni di un chicco di mais. Estratta una parte del siero, la si riscalda a 65° per poi riversarla nella caldaia, sopra la pasta depositata sul fondo. Ad acidificazione avvenuta, si estrae la pasta, la si taglia a fette sottili e si procede alla filatura con acqua a 85°. La formatura avviene a mano e la salatura è in salamoia, per un periodo variabile di 12-20 ore.
 Dopo una breve maturazione di 20 giorni, le forme devono stagionare, spesso in grotte naturali, per un minimo di tre mesi.
 La crosta è dura e sottile, di colore paglierino nelle forme di breve stagionatura, di colore marrone chiaro nelle più stagionate. La pasta è dura, compatta, untuosa, con piccole fessurazioni, di colore paglierino chiaro che varia d'intensità in base alla stagionatura.
Come produzione tipica molisana è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf).
Il caciocavallo di Agnone è inserito nell'arca del Gusto di Slow Food.
 ( Notizie prese  qui e qui )




INSALATA CON CACIOCAVALLO DI AGNONE, FRUTTA SECCA E MIELE DI CASTAGNO

Ingredienti per 2 persone
  • 80 g insalata tipo iceberg o lattuga
  • 100 g caciocavallo di Agnone semistagionato in una sola fetta
  • frutta secca : noci, semi di zucca, mandorle , nocciole, pistacchi
  • olio extravergine di oliva q.b. ( per me molisano)
  • sale
  •  un cucchiaio abbondante di miele di castagno
Lavare e asciugare l'insalata, ridurla a striscioline e adagiarla sul fondo di un piatto.
Tagliare la fetta di caciocavallo a cubetti non troppo piccoli, circa 1,5 cm.
Disporli sull'insalata.
Cospargere a piacere con la frutta secca, aggiustare di sale e olio e , in ultimo versare un filo di miele di castagno e...BUON APPETITO.


Come per tutte le ricette semplici anche  qui la differenza la fa la qualità dei prodotti utilizzati.


Buona estate a tutti da noi de L'Italia nel Piatto, 
ci si rilegge a settembre.

Un nuovo appuntamento con la rubrica de L'Italia nel Piatto, ci porta oggi a parlare di piatti salati, rustici, flan, frittate e simili, buone da mangiare, facili da fare e , magari, comode anche da trasportare nella cesta del picnic.

Qui trovate tutte le regioni partecipanti:

Valle d'Aosta:

Piemonte: La tartràhttp://j.mp/tartra

Trentino-Alto Adige: El Flam
http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/06/el-flam.html

Friuli-Venezia Giulia: Sassaka con pane di segale 
http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/sassaka-con-pane-di-segale-per-litalia-nel-piatto 

Lombardia: Torta di melanzane e strachì tund http://www.kucinadikiara.it/2015/07/torta-di-melanzane-e-strachi-tund.html

Veneto:

Emilia Romagna: Le crescentine http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/07/le-crescentine-per-litalia-nel-piatto.html

Liguria: Torta de Carlevà http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/07/litalia-nel-piatto-i-rustici-salati.html

Toscana: Porrea, torta di porri dei monaci di S. Lorenzo in Firenze
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/07/porrea-torta-di-porri-dei-monaci-di-s.html

Marche:

Umbria: Crostata del pastore http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/07/crostata-del-pastore.html

Abruzzo:Torta Rustica Abruzzese http://ilmondodibetty.it/torta-rustica-abruzzese/

Molise: Torta al formaggio molisana
http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/07/torta-al-formaggio-molisana-per-litalia.html

Lazio: Pizza coi frizzoli 
http://beufalamode.blogspot.com/2015/07/pizza-coi-frizzoli-con-sorpresa-per.html

Campania:

Basilicata: Pizza rustica
http://blog.alice.tv/profumodicannella/2015/07/29/pizza-rustica-comoda-pratica-e-golosa/

Puglia: Pitta di patate salentina http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/07/cucina-pugliese-pitta-di-patate.html

Calabria:Fraguni 'e ricotta
http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/07/fraguni-e-ricotta.html

Sicilia: non partecipa

Sardegna:


Il nostro blog - http://litalianelpiatto.blogspot.it/

E qui da me, come sempre, trovate una ricetta del Molise.

Mi è piaciuta moltissimo questa ricetta tradizionale, a cominciare dalla base utilizzata per il guscio, una specie di brisèe che utilizza lo strutto al posto del burro.

Ero piuttosto titubante sul gusto, ma devo ammettere che lo strutto negli impasti regala un sapore e una friabilità unica.



TORTA AL FORMAGGIO MOLISANA
Dose per 4 monoporzioni ( cm 12)

Per la pasta
  • 250 g farina 00
  • 60/70 g strutto
  • 2 tuorli d'uovo  + un albume se dovesse servire
  • sale
 Per il ripieno
  • 250 g provolone dolce grattugiato
  • 1 cipolla grande o 5 cipollotti freschi
  • 2 uova
  • 6 cucchiai di latte
  • pepe nero
  • noce moscata
  • sale
Disporre la farina a fontana, sciogliere lo strutto su fuoco dolce e versare nella fossetta, unire i tuorli e un pizzico di sale, se occorre unire parte dell'albume.

Lasciar riposare coperto per 30 minuti circa.

Pulire la cipolla, affettarla e versarla in un tegame con un bicchiere di acqua, lasciar cuocere dolcemente, cercando di non far asciugare l'acqua prima che risulti morbida ( se occorre aggiungere altra acqua).Salare e pepare.


Foderare con la pasta quattro ciotole monoporzione, unte di strutto e infarinate.
Passare in forno caldo a 180°C per 10'.

Nel frattempo mescolare le uova con le cipolle, il latte, il sale, il pepe e la noce moscata.

Sfornare i gusci , fare uno strato con i 2/3 del formaggio , coprire con il composto di uova e cospargere con il restante formaggio.


Cuocere per 30' a 180°C in forno caldo.

Servire subito.




Cari amici, appassionati della nostra rubrica L'Italia nel Piatto, oggi ci piacerebbe portarvi con noi a  respirare l'aria di mare, a godere del sole, delle feste, a immergervi nei sapori delle sagre .

In particolare oggi vi racconteremo, a modo nostro, di ricette con  il pesce e di sagre o fiere a base di pesce.

Qui trovate tutte le regioni partecipanti:

Trentino-Alto Adige:

Friuli-Venezia Giulia: Tris di Regina di San Daniele
http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/tris-di-regina-di-san-daniele-per-litalia-nel-piatto 

Lombardia: Trota saporita alla gardesana http://www.kucinadikiara.it/2015/06/trota-saporita-alla-gardesana-per.html

Veneto: Spaghetti con acciughe e barba di frate
http://ely-tenerezze.blogspot.com/2015/06/spaghetti-con-acciughe-e-barba-di-frate.html

Valle d'Aosta: Il pesce di montagna http://www.atuttopepe.ifood.it/2015/06/valle-daosta-n…ce-in-montagna.html

Piemonte: Trota in carpione http://j.mp/trota-in-carpione

Liguria: La sagra dello stoccafisso e il cappuccino di stocco http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/06/litalia-nel-piatto-la-sagra-dello.html

Emilia Romagna: La sagra del pesce a Gorino di Goro http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/06/sagra-del-pesce-gorino-di-goro-per.html

Lazio:

Toscana: Spaghetti con le vongole (alla livornese)
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/06/spaghetti-con-le-vongole-alla-livornese.html

Marche:

Abruzzo:Spaghetti alla chitarra con vongole veraci e ceci http://ilmondodibetty.it/spaghetti-alla…-veraci-e-ceci

Molise: La scapece molisana - http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/06/scapece-molisana-i-misteri-di.html

Umbria: Trota al tartufo-  http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/06/trota-al-tartufo.html

Basilicata: NON PARTECIPA

Campania:

Puglia: Polpo con le patate al fornohttp://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/06/cucina-pugliese-polpo-con-le-patate-al.html

Calabria:Quadaru 'i pisci - http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/06/quadaru-i-pisci.html

Sicilia: Turbante di pesce bandierahttp://www.burroevaniglia.it/2015/06/turbante-di-pesce-bandiera.html

Sardegna:

Il nostro blog - http://litalianelpiatto.blogspot.it/

Per il Molise oggi vorrei raccontarvi di una preparazione immancabile e irrinunciabile per gli amanti del genere, in ogni fiera, festa o sagra che si rispetti: la SCAPECE molisana.

Fino a poco tempo fa ( io me lo ricordo e non sono così " vecchia") questa specialità veniva conservata in grandi tini di legno.
Questa preparazione a base di pesce , aceto e zafferano deriva il proprio nome dalla tecnica di preparazione utilizzata, l'escabeche, giunta nel contado di Molise grazie alla dominazione spagnola.

La "scapece" classica molisana è quella di razza, ma spesso vengono utilizzati anche pesci di diversa qualità o di minor pregio, come polpi, calamari, merluzzetti o palombo.







Questa volta sono riuscita a trovare la "scapece" durante la festività del Corpus Domini a Campobasso. svoltasi il 6 giugno scorso.


Se volete cimentarvi a preparavela in casa vi lascio la ricetta:

SCAPECE MOLISANA
  • 2 kg di razza
  • farina di semola q.b.
  • olio per friggere
  • 2 bustine di zafferano
  • 1/2 litro di aceto di vino bianco
  • sale q.b.
Spellate la razza, lavatela e tagliatela a pezzi.
Infarinatela e friggetela in abbondante olio bollente.
Sgocciolate e fate asciugare dall'unto eccessivo.

Sistemate i pezzi, affiancandoli , in una terrina e preparate la miscela di aceto e aromi.
In un tegame portare a abollore l'aceto con un pizzico di sale e lo zafferano, una volta pronto , spegnere e versarlo sul pesce.

Conservare in frigorifero per alcuni giorni prima di gustarla.


Una festa , quella dei Misteri di Campobasso che merita di essere vista almeno una volta.
I 13 "Ingegni" o Misteri, creati dal Di Zinno nel 1740, rappresentano delle "scene sacre" viventi, statiche eppure vivissime.
I figuranti, bambini e adulti, letteralmente "appesi" sui Misteri, riescono a ricreare la magia degli angeli in volo.
Il lavoro maggiore è svolto dai portatori che permettono ai Misteri di percorrere un lungo tragitto di quasi tre ore all'interno del centro cittadino, concludendosi poi con la benedizione dal balcone del Municipio, a tutti i Misteri , da parte del Vescovo.

Prendete nota di questo evento, ogni anno, nel giorno del Corpus Domini, Campobasso festeggia con i Misteri e con la " scapece", naturalmente.


Mistero di Sant'Isidoro
Mistero di San Crispino


Mistero di Sant'Antonio Abate
Questo Mistero è uno dei più popolari, insieme a quello di San Michele , per la presenza dei diavoli e, in questo caso, della Donzella che dovrà evitare di ridere o sorridere a tutti gli sberleffi che il diavolo le farà.
Non so come , ma riesce sempre a rimanere serissima!
 
Mistero di San Michele
La tradizione vuole che ad ogni sosta prevista,il diavolo prenda in braccio i bambini per colorare loro il viso di nero.
Una specie di "battesimo" del vero campobassano.


Mistero del Ss Cuore di Gesù
Nuovo appuntamento con noi de L’Italia nel Piatto, oggi vi racconteremo di frutta e verdura tipica o IGP o DOP delle nostre regioni.

Qui le regioni partecipanti:


Nel Molise non sono riuscita a trovare frutta o verdura che abbia già ottenuto tali denominazioni, pur riconoscendo che esistono aziende che lavorano cercando di salvaguardare prodotti tipici della zona.
Ho pensato di raccontare di un frutto che ha accompagnato la mia infanzia e che ancora oggi, quando riesco a reperirlo, ha la capacità di commuovermi: la mela Limoncella che è il simbolo del Molise.



Immagine presa da qui



Deriva da un’antica varietà di melo coltivata nelle aree interne a confine con la Campania, ma con un areale di distribuzione che coinvolgeva le zone limitrofe di Abruzzo, Campania e Puglia.

E’ la tipica mela da conservare per la sua straordinaria serbevolezza, conosciuta
e apprezzata(sapore, aspetti salutistici) solo a livello di mercati locali, particolarmente nella provincia di Campobasso. Un tempo, se non bastava il magazzino, la si conservava anche in bella vista per adornare e profumare la cucina e le stanze di soggiorno.
Le quantità prodotte oggi sono veramente modeste; da diversi anni questo
frutto è oggetto di mirate attività di ricerca (Università Politecnica
delle Marche, Ancona) al fine della sua valorizzazione per scopi produttivi
e commerciali.
I caratteri pomologici che la distinguono sono il peduncolo corto, la forma cilindrico-arrotondata,leggermente appuntita o cilindroconica oblunga, a volte leggermente
costoluta; il peso è di g 100-120; il colore della buccia è giallo dorata,
marmorizzata nella parte soleggiata, ruvida, cosparsa di lenticelle piccole rugginose di forma angolare.
 La polpa bianco crema è di consistenza soda, asciutta, fine, dal sapore zuccherino-acidulo, sapida, profumata e aromatica.
 Di grande interesse per l’agricoltura a basso impatto ambientale e per l’agricoltura tipica locale sono le sue peculiari caratteristiche come la fioritura tardiva, la resistenza al freddo, l’epoca di maturazione (ottobre/novembre) e, soprattutto, la naturale conservabilità (si conserva,senza avvizzire, fino a gennaio/ febbraio).
 Interessante è inoltre la tecnica colturale che richiede semplici e modesti apporti di concimazioni,di potature e di trattamenti.
 La mela limoncella è adatta per frutteti amatoriali, nei parchi, negli agriturismi e contribuisce, sicuramente, alla diversificazione del panorama varietale.

fonte ISPRA, Quaderni - Natura e Biodiversità n. 1/2010


Immagine presa da qui


Trascrivo con piacere una "ricetta" molisana che vede l'utilizzo di questa varietà di mele, utilizzate, in passato, anche per rendere un pò più "consistenti" le calze della Befana, insieme ad un mandarino, un pugno di fichi secchi e quattro torroncini.

Limongelle al forno 
  • 800 g mele limoncelle
  • zucchero q.b.
 Lavate le mele, asciugatele e, dopo averledisposte in un ruoto, fatele cuocere in forno caldo ( a 180°C).
Quando saranno ben cotte e la loro buccia sarà raggrinzita, spolverizzatele di zucchero e, dopo averle lasciate ancora qualche minuto in forno, disponetele su un vassoio e mangiatele calde calde.
  

Stavolta la voglia irrefrenabile di andare a fare una gita fuori porta ha preso anche noi de L'Italia nel Piatto.
Abbiamo pensato di invitare tutti ad un picnic virtuale che toccherà quasi tutte le regioni della nostra della penisola, solleticandovi con piatti tradizionali pensati apposta per rendere più appetitose le nostre gite.

Seguiteci nel nostro itinerario, qui trovate le regioni partecipanti:


Trentino-Alto Adige: La Pinza di Donna Simona http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/05/la-pinza-di-donna-simona.html
  
Friuli-Venezia Giulia: NON PARTECIPA

Veneto: Cuor di mela  http://ely-tenerezze.blogspot.com/2015/04/cuor-di-mela.html

Lombardia: Frittata con le cipolle (Fritada cun le sigule)
http://www.kucinadikiara.it/2015/05/frittata-con-le-cipolle-fritada-cun-le.html

Liguria: perline ripiene e polpettone di fagiolini http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/05/litalia-nel-piatto-le-ricette-per-il.html
   
Emilia Romagna: Bruciatini bolognesi e misticanza http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/05/bruciatini-bolognesi-e-misticanza-per.html

Toscana: Pan del pescatore
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/05/pan-del-pescatore.html 

Marche: non partecipa

Umbria: Insalata di farro http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/05/insalata-di-farro.html


Molise: Le Facenne http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/05/le-facenne-pizze-fritte-salate-con.html

Lazio: Cheesecake fave e pecorino http://beufalamode.blogspot.com/2015/05/cheese-cake-fave-e-pecorino-per-litalia.html

Campania: Frittata di spaghetti alla napoletana
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2015/05/frittata-di-spaghetti-alla-napoletana.html

Basilicata: Calzoni ripieni di carne: i Pastizzi http://blog.alice.tv/profumodicannella/2015/04/28/calzoni-con-la-carne-falagoni-di-rotondella-i-pastizzi/

Puglia: La focaccia alla baresehttp://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/05/cucina-pugliese-la-focaccia-alla-barese.html

Calabria:Pitta ripiena con tonno e cipolle rosse di Tropea
http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/05/pitta-ripiena-con-tonno-e-cipolle-di.html



Per il Molise  vi propongo delle frittelle tipiche della mietitura: le facenne.

Le facenne sono delle piccole pizze di pasta lievitata, fritte.
Venivano distribuite ai mietitori dopo la pennichella della "controra"; erano sempre accompagnate dalla " vevetella pomeridiana" e precedevano l'insalata che spegneva l'arsura e puliva la bocca.
A Montefalcone a quell'ora si cantava:
mo ve' ventun'ore a la Palata
e lu patrone 'nze vede che la 'nzalata..."
Oggi le facenne sono tradizionali delle scampagnate.





Le facenne

per 10 pezzi circa
  • 3 uova
  • 30 ml olio extravergine di oliva
  • 50 ml latte
  • 400 g farina 00
  • 50 g patate lessate schiacciate
  • 100 g lievito naturale 
  • sale q.b.
  • olio per friggere
In una terrina battete le uova fino a renderle spumose, unite l'olio, il latte e la farina, fatta cadere a pioggia ( teoricamente quanta ne assorbe il composto, io l'ho pesata ;)  ).
Aggiungete le patate schiacciate, il lievito naturale a pezzetti e il sale.
Lavorate nella ciotola della planetaria con il gancio fino a quando l'impasto non risulterà liscio ed omogeneo.


Rovesciatelo su un piano leggermente infarinato, date una forma rotonda e ponetelo in una ciotola, coperto con della pellicola, a lievitare fino al raddoppio ( circa 4/5 ore).


Trascorso il tempo necessario scaldate dell'olio in una padella.
Staccate dei pezzi di impasto , appiattiteli e allungateli leggermente e cuocete fino a doratura.



Buoni sia caldi che freddi, anche farciti possibilmente da salumi e formaggi molisani ;)




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