I dolci al limone mi piacciono moltissimo,  i cake  al limone,  burrosi e che ti fanno gongolare ad ogni morso,  anche.
Avevo salvato questa ricetta, letta sul blog Starbooks  e dopo  tanto l'ho provata,  dimezzando le dosi.
La ricetta è semplice, ma  non dovete ASSOLUTAMENTE  evitare la glassa che è esattamente quello che renderà  speciale questo cake e che ne preserverá la  sofficità,  un' altra piccola accortezza, che permetterà  di ottenere una crosticina croccante,  é l'utilizzo  del pane grattugiato  al posto della farina,  per lo stampo.
Per la storia di questo dolce americano, (ma si era capito no?) vi rimando direttamente sul blog dello Starbooks , io vi lascio la dose dimezzata  per uno stampo della capacità di 1,4 l.




East 62nd Street Lemon Cake
Stampo da 1,4 l di capacità 

  • 165 g farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito
  • ¼  cucchiaino di sale 
  • 112 g burro morbido 
  • 200 g zucchero semolato 
  • 2 uova grandi 
  • 122 g latte
  • 1 cucchiaino e ½ buccia di limone 
  • burro e pan grattato  fine per lo stampo 
Glassa
  • 70 g zucchero 
  • 40 g succo di limone 
Preriscaldare il forno  a 175°C.
In una ciotola  mescolare  farina,  sale e lievito. 
In planetaria,  con la foglia, montare il burro per due minuti  , aggiungere lo zucchero e continuare a montare altri tre minuti. 
Inserire un uovo alla volta e aspettare che sia inglobato prima di inserire il successivo. 
Abbassare la velocità al minimo e inserire le polveri alternate al latte. 
In ultimo inserire la buccia di limone grattugiata. 

Imburrare lo stampo scelto (preferibilmente  poco lavorato per permettere di sformare meglio il cake cotto)  e cospargere di pane grattugiato .
Inserire l' impasto  e cuocere per circa 65' / 70'.
Fare la prova stecchino, sfornare,  far riposare  5' e capovolgere. 
Mescolare zucchero e limone e,  aiutandovi con un pennello da cucina,  spennellare  su tutto il dolce caldo , facendo assorbire. 
Il gusto migliora con un riposo di ventiquattr'ore. 




Vista la stagione io continuo a pensare che sia giusto così, in fondo è estate dal 21 giugno...dicono.

La mattina mi alzo allegramente, apro il balcone, esco per "annusare" l'aria e , rabbrividendo e benedicendo ancora una volta il tempo, sbircio il termometro all'esterno e i 15° dicono tutto.

Mi annunciano una nuova giornata in cui non si suderà, in cui non dovrò fare opera di convincimento sul piccolo di casa per NON andare in piscina, non so com'è, ma non gli viene proprio voglia di chiedermelo.
Un pò, però, mi dispiace e allora cerco di preparare qualcosa che possa piacere anche a lui.
Ho già detto che i miei figli apprezzano relativamente poco i miei "esperimenti", continuano ad essere diffidenti anche alla sola prova assaggio, oppure mi chiedono: cosa c'è dentro?
Insomma un bel rapporto di fiducia nei miei confronti e nei confronti della mia cucina.

Fatto sta che anche per i gelati è andata così, quello ai Kumquat non ha superato la loro prova dell'assaggio, persino la mousse di cioccolato all'acqua ha ricevuto un no, da parte del piccolo, e un nì da parte della grande con la motivazione: sa troppo di cioccolato fondente!   

Ma non mi arrendo e mi sforzo di preparare qualcosa che possa coincidere con i loro gusti. Non appena il piccolo mi ha chiesto un gelato al limone , mi è apparsa in tutto il suo splendore l'Araba e la ricetta di David Lebovitz provata per lo Starbook del mese di giugno.

Questa volta il risultato e i gusti dei pargoli sono andati di pari passo, ricetta approvata da tutta la famiglia!



 Riporto la ricetta semplicemente per tenerla come promemoria personale, potete leggerla tranquillamente qui .
Rispetto alla ricetta originale non ho aggiunto la buccia grattugiata dei limoni, ero sicura che non sarebbe piaciuta ai ragazzi, se preferite andate alla ricetta originale e seguitela alla lettera.


Gelato al limone cremosissimo
da una ricetta di D.Lebovitz

Dose per circa 1 kg di gelato


  • 100 g di zucchero
  • 125 ml di succo di limone appena spremuto
  • 500 ml di panna fresca da montare NON zuccherata
  • un pizzico di sale 
 Versare lo zucchero e il succo di limone in un robot da cucina e far andare fino a quando lo zucchero non risulterà sciolto, aggiungere la panna fresca e far girare le lame per un paio di minuti.
La panna monterà leggermente rendendo il composto cremoso.
Passare tutto in frigorifero e una volta che sarà ben freddo, versare in un contenitore in acciaio tenuto in frezeer per un paio di ore, mescolare bene, per alcuni minuti, staccando delicatamente il composto dalle pareti.Riporre in frezeer e mescolare con una spatola ogni 30 minuti.
Una volta pronto coprire con della pellicola .
Tirare fuori dal frezeer 10 minuti prima di consumare.






E questa è la mia ricetta rifatta alla ( quasi) lettera e approvata all'unanimità per lo Starbooks Redone


Il condizionale è d'obbligo.
Stavolta non lo so se questa ricetta può andare bene.

Ho visto qui, testato da Ema-Arricciaspiccia, la ricetta di un sorbetto di David Lebovitz, me ne sono innamorata.

Ingredienti fondamentali: cioccolato e cocco.

Il cioccolato, si sa, non è proprio la mia passione, ma il latte di cocco...lo utilizzerei ovunque.

Ho letto tutta la descrizione della preparazione di questo sorbetto e mi sono soffermata sulle note di Ema...[ quando lo rifarò] proverò a mettere un pochino meno cioccolato e un goccino meno zucchero.
Unica pecca è che il cocco si sente un po' pochino. Il sapore del cioccolato è assolutamente predominante.

L'ho presa alla lettera : ho pensato di diminuire la quantità di cioccolato, di utilizzare quello bianco , invece che quello fondente, proprio per esaltare il sapore del cocco che, invece, preferisco rispetto a quello del cioccolato.Ho dovuto riproporzionare anche gli altri ingredienti in base alla quantità di latte di cocco disponibile.
Ho completamente rinunciato agli anacardi al miele , quindi non so se e come potessero stare con il sorbetto preparato da me.

Queste le premesse, una domanda sorge spontanea: con tutte queste modifiche si potrà parlare ancora di Redone o no?

Nel dubbio amletico io vi lascio la ricetta così come l'ho eseguita con un unico suggerimento: provatela, anche senza gelatiera, anche la mia ,oramai, mi ha abbandonato.


Sorbetto al cioccolato bianco e latte di cocco (da un'idea di David Lebovitz )
Per l'originale leggere qui

Per circa 800 gr di gelato
  • acqua 200 ml
  • zucchero 160 gr
  • sale un pizzico
  • cioccolato bianco di qualità 100 gr ( consentito da prontuario A.I.C.)
  • latte di cocco non zuccherato 400 ml
  • essenza di vaniglia 1/4 di cucchiaino
Scaldare acqua, zucchero e sale e far sciogliere bene lo zucchero.
Lontano dal fuoco unire il cioccolato a pezzetti e mescolare fino a che non risulterà completamente sciolto.

Unire il latte di cocco e la vaniglia, mescolare bene, lasciar raffreddare e conservare in frigorifero , fino al momento dell'utilizzo. Nel momento in cui lo tirate fuori dal frigo si sarà formata uno strato abbastanza compatto in superficie, mescolatelo con una frusta e non temete, con il passaggio in frezeer e le mescolate, si amalgamerà perfettamente al composto.

Passare in gelatiera, se l'avete, oppure porre il compostop, freddo di frigo in un contenitore di acciaio inox ( consiglio di tenerlo un paio di ore nel frezeer), mescolare bene e riporre in frezeer, mescolando ogni 30 minuti, nel giro di un paio di ore il sorbetto sarà pronto.

A questo punto ho prelevato tutto il sorbetto e l'ho conservato in un contenitore di plastica con il coperchio.

Non occorre tenerlo molto a temperatura ambiente per poterlo porzionare, risulta cremoso al punto giusto.

Ricetta PERFETTA !



  Con questa ricetta parteciperei ( amato condizionale)



Lo so che ultimamente sto copiando ricette a tutto spiano, ma non è colpa mia se , care amiche, pubblicate delle robe favolose che ho subito voglia di provare.

Stessa cosa per questi cioccolatini, visti con altre ricette per lo Starbooks di marzo.
Il libro da cui sono tratti è Paul A. Young, Adventures with Chocolate , la ricetta è quella provata da Stefania L'Araba Felice.

Una ricetta bella da vedere e che ha saputo suscitare in me una tale curiosità che ho immediatamente provveduto all'acquisto di cioccolato bianco di qualità ( e a me non piace neanche!), pepe rosa ( che non avevo mai provato) e fragole fresche.

Rispetto alla ricetta ho avuto qualche difficoltà per la consistenza dell'impasto, che anche dopo una notte in frigo non voleva saperne di essere solido da poter essere manipolato.
Ho pensato di apportare qualche piccola modifica, la prossima volta, che adesso scriverò.



TARTUFI DI CIOCCOLATO BIANCO ALLE FRAGOLE E PEPE ROSA
Paul A. Young, Adventures with Chocolate
per circa 40 pezzi
200 g di fragoline di bosco o fragole comuni
75 g di zucchero di canna
200 g di panna liquida fresca ( per me 100 gr)
450g di cioccolato bianco
10g di pepe rosa, pestato
per la copertura
300 g di cioccolato bianco
15 g di pepe rosa, pestato grossolanamente

Ho dimezzato la dose .
Lavare le fragole, tagliarle a pezzetti e versarle in un tegame con lo zucchero, cuocere a fuoco moderato fino a quando le fragole non inizino ad ammorbidirsi, far cuocere fino a quando il composto non sarà ridotto a meno della metà.
Passare la purea con un mixer e porre nuovamente sul fuoco, unire la panna ( la prossima volta la dimezzo) e il pepe.
Far sobbollire 2' e spegnere.
Versare sul cioccolato bianco spezzettato, mescolare fino a che non risulti ben sciolto, far raffreddare e conservare in frigo per una notte.

Formare delle palline , aiutandosi con amido di mais o zucchero a velo ( meglio di no, è già dolce).

Tenere in frigo, ma meglio in frezeer, fino al momento di usarle.

Ho avuto difficoltà nel formare le palline e allora ho proceduto come per normali cioccolatini, utilizzando uno stampo al silicone, in cui ho formatto dei gusci di cioccolato bianco, fatti raffreddare, riempiti con il composto e poi chiusi con  altro cioccolato.
Temperare il cioccolato bianco ( se volete, questa volta l'ho fatto):
Sciogliere i 2/3 della quantità prevista a bagnomaria, lontano dal fuoco aggiungere l'ultimo terzo e mescolare fino a quando la temperatura del cioccolato fuso sarà di 26°, rimettere sul bagnomaria, portare a 31° e rimuovere.

Immergervi le palline,( oppure spennellarvi l'interno degli stampini), rotolare in un pò di pepe rosa, conservare al fresco.




Con questa ricetta partecipo, per la prima volta allo Starbooks Redone




Template by pipdig