Sembrava quasi impossibile riuscire a tirare fuori qualcosa dal mio frigo dopo cinque giorni di quarantana e autosorveglianza. 

Per fortuna ho sfogliato il quadernino dedicato alle ricette vegetariane e ho scovato questo, una preparazione che viene dal blog Gavinedda Island  a cui vi rimando per la ricetta originale, tipica della Sardegna, dell'Ogliastra nello specifico, io l'ho adattata a quello che il frigorifero offriva , il risultato non delude.

È una ricetta velocissima, senza latticini, uova e lievito, se saprete attendere un'ora dopo la cottura avrete un gusto ancora più buono.

Vi lascio la ricetta con le mie modifiche.




Pane di zucca

Per una teglia di circa 33 cm di diametro

  • 200 g carote grattugiate ( zucchine nella ricetta originale)
  • 160 g polpa di zucca lessata e frullata
  • una cipolla dorata 60 g
  • 150 g pomodori datterini 
  • 140 / 150 g semola rimacinata di grano duro
  • 50 g olio extravergine d'oliva
  • sale
  • erbe aromatiche fresche ( basilico, erba cipollina, timo)
Tagliare i pomodorini a cubetti, la cipolla tritata, tritare ugualmente le erbe aromatiche, mescolare tutte le verdure e unire la polpa della zucca, il sale, inserire la semola  fino ad ottenere un composto appiccicoso e non troppo asciutto, in ultimo unire l'olio.
Versare il composto su una teglia con carta forno e livellare allo spessore di 3/4 mm.
Preriscaldare il forno a 170/180°C e cuocere per 25'/30' fino a doratura.
Far riposare un'ora prima di servire.
Ottima anche il giorno successivo.





 So che scorrendo questo blog si potrebbe pensare che io mi nutra esclusivamente di dolci, non è proprio così, spesso, anzi quasi sempre, i miei pasti non finiscono su questo blog, soprattutto da quando ho scoperto la vasocottura al microonde, che mi facilita la vita in cucina, ma non ho mai proposto qui.

 Ogni tanto preparo qualcosa, prevalentemente ricette vegetariane che piacciono a tutti.

Queste polpettine di carote dei falafel hanno solo la forma e l'utilizzo dei ceci sottoforma di farina, ma sono buonissime e dalle mie parti sono già state ripetute più volte.

La ricetta viene dal sito Vegolosi.





Falafel di carote speziati

  • 400 g carote
  • 100 g farina di ceci
  • 1 cipollotto
  • 1 mazzetto di prezzemolo ( omesso )
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaio di curry
  • aglio in polvere
  • un pizzico di bicarbonato di sodio
  • sale 
  • pepe
Tagliere a tocchetti cipolle e carote, versare nel robot e tritare con il prezzemolo, grossolanamente.
Versare in una ciotola e unire l'olio, sale, pepe, curry, aglio e bicarbonato.
Mescolare e unire la farina di ceci, far assorbire bene utilizzando una spatola.
Formare 16 polpettine grandi come una noce 
Disporre su teglia coperta con cartaforno.
Cuocere a 180°C in forno preriscaldato, per 15', poi spennellare con olio e infornare nuovamente per altri 15'.

Volendo accompagnare con una salsa fatta con yogurt naturale, senape , sale.

 Uno dei tanti burger vegetariani che ultimamente, dalle mie parti, risolvono i pasti.

Un modo veloce per portare in tavola degli ottimi burger a base di borlotti, gustosi, saporiti e anche semplici da realizzare.

La ricetta viene dalla rivista We veg di aprile 2020.



Burger di borlotti, carote e mandorle

Dose per 4 burger grandi o 6 medio/piccoli

  • 300 g borlotti cotti
  • 150 g carote
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 50 g mandorle ( volendo di possono diminuire o omettere)
  • prezzemolo
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • ½ cucchiaino di paprika affumicata
  • pangrattato
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe
Tritare carote, sedano e cipolla.
In una padella rosolare 3 cucchiai di olio caldo con il trito preparato, per 7'/8'.
Unire i fagioli, sale, pepe e far insaporire per 4'/5'.
Lasciar raffreddare.
Frullare tutto con le mandorle, il prezzemolo, la curcuma e la paprika, se serve aggiungere del pangrattato per avere una consistenza sufficientemente lavorabile con le mani.
Ungere leggermente le mani con olio e firmare i burger.
Far riposare in frigorifero per almeno 40'.
Cuocere in padella con un filo d'olio.




 Non ho mai capito perché i cavoletti di Bruxelles siano  così poco apprezzati, almeno dalle mie parti. 

Credo di non averli mai assaggiati  da bambina,  nessuno me li ha mai proposti, ma penso che se anche fosse accaduto , non li avrei graditi.

Con il passare degli anni ho iniziato a dargli una possibilità,  ma la svolta c'è  stata questo inverno , li preparo spesso per portarmeli per pranzo,  appestando tutto l' ufficio in cui lavoro , ma sono davvero comodi e gustosi. 

Ho scoperto un ulteriore modo per prepararli e,  soprattutto,  ho capito che più  cuociono,  più  avranno un odore intenso , ben vengano i cavoletti,  ma con meno puzza. 

Questa ricetta permette  di ottenere un piatto unico,  vegano e speziato,  io l' ho trovata sul blog La ragazza delle spezie  1982. 




Curry di cavoletti di Bruxelles 

Per due porzioni medie o una abbondante 

  • 200 / 250 g cavoletti di Bruxelles 
  • 1 cipolla tagliata finemente 
  • 1 pomodoro  grande o 7/8 pomodorini
  • olio extravergine d'oliva 
  • 2 spicchi di aglio tritati
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • ½ cucchiaino di curcuma
  • ½ cucchiaino di peperoncino  ( omesso) 
  • ½ cucchiaino  semi di finocchio 
  • 1 cucchiaino coriandolo in polvere
  • 150 g piselli o 2 patate 
  • sale
In una larga padella far scaldare l' olio e soffriggere l' aglio,  i semi di cumino. Aggiungere la cipolla e far rosolare dolcemente. 
Unire il pomodoro  a cubetti,  la curcuma,  il sale, cuocere per un paio di minuti  o fino quando il pomodoro sarà morbido. 
Aggiungere il coriandolo in polvere  e il finocchietto. 
Soffriggere 2' / 3' e unire i cavoletti e poi i piselli ( o le patate ) , cuocere altri 3'. Unire un paio di cucchiai di acqua se si dovesse ritirare troppo. 
Cuocere per 5' e servire con coriandolo ( se lo trovate). 

 Dopo lo spalmabile vegano é arrivato il momento di provare una consistenza  più  solida,  da tagliare con un coltello. 

É necessario utilizzare un latte di soia privo di zuccheri,  se ne trovano in commercio anche a prezzi abbordabili. 

La ricetta non richiede attenzioni particolari, tranne che per far addensare nel modo giusto. 

Non aspettatevi un formaggio,  é un' altra cosa,  ma ugualmente gustosa.

Ho provato la ricetta del formaggio vegan data da Francesco Negli in un gruppo di ricette vegane su Facebook .




Formaggio vegano alla soia

Dose per due stampini per ricotta da 250 g

  • 70 ml olio di semi 
  • 250 ml latte di soia
  • 50 g farina di riso 
  • 25 g amido di mais 
  • 25 g fecola di patate 
  • Sale aromatizzato 
  • Lievito in fiocchi per me un cucchiaio,  ma si può aumentare anche a tre
  • Aromi a piacere ( curcuma anche per il colore o quello che preferite) 

    Frullare tutto,  addensare in pentola mescolando sempre, dovrà risultare compatto e quasi staccarsi dalle pareti. 
      Versare in fustelle e far raffreddare. 
          Conservare almeno due giorni in frigo prima di consumare.
          La durata del formaggio é di circa 6/7 giorni,  ho consumato l' ultimo pezzo tagliato a fette e ripassato in padella con un filo di olio,  una spruzzata di aceto balsamico e un po' di origano, buono anche così.
          Nel gruppo Facebook Lievitati di Liguria dolci e salati  Valentina e Ilaria dispensano consigli e ricette per realizzare piatti della tradizione ligure. 
          Da questo gruppo ho già condiviso la ricetta delle olandesine e cornetti che trovate qui   e le ciabattine, ora tocca ad una ricetta salata che fa parte delle ricette tipiche liguri,  che mi sento di consigliare anche per la versatilità della sfoglia. 
          Questa stessa base potrete utilizzarla per torte salate,  per la mitica torta pasqualina, come guscio per panzerotti , farciti a piacere , da friggere o anche semplicemente stesa,  aromatizzata a piacere e ritagliata per farne dei croccanti salatini. 
          Se dovesse avanzare l' impasto si conserva per due giorni in frigo in una busta per alimenti o nella pellicola. 

          Suggerimenti : cercate un formaggio adatto a questa preparazione,  alcuni tendono a "sparire " dopo la cottura,  altri reggono meglio,  ma soprattutto  non lesinare,  la farcia deve esserci in abbondanza. 
          Provate pure la versione pizzata : è buonissima. 

           









          Focaccia di Recco 
          Dose per due stampi 30 X 40 cm
          • 600 g farina 300 W
          • 350 g acqua  come da disciplinare ( 300 g + 50 g latte per una maggiore colorazione  cuocendo in un forno casalinga) 
          • 60 g olio extravergine d'oliva 
          • 12 g sale 
          • 1 kg stracchino  o crescenza
          Lavorare farina,  acqua ( e latte),  olio e sale fino ad avere un impasto liscio e morbido. 
          Dividere in palline da 300 g per il fondo e da 150 g per la copertura. 
          Far riposare su un vassoio leggermente unto,  coperto con pellicola per 30' a temperatura ambiente. 
          Dopo il riposo,  di una tavola di legno,  iniziare a lavorare appiattendo l' impasto  prima con il mattarello,  poi proseguire con le nocche,  in pratica bisogna  infilare le mani,  chiuse a pugno,  sotto  l' impasto e allargarlo delicatamente,  senza farlo strappare,  fino a raggiungere la dimensione voluta. 
          Stendere su una teglia unta di 30 X 40 cm,  far aderire,  facendo fuoriuscire i bordi. 
          Farcire con lo stracchino , creando dei mucchietti,  non occorre spalmarlo,  coprire con la seconda sfoglia,  lavorata come la prima,  sigillare i bordi. 
          Dopo 10' rimuovere la pasta in eccesso .
          Creare dei buchi sulla sfoglia superiore,  per permettere la fuoriuscita dell' aria. 
          Cospargere con olio e sale. 
          Cottura a 270°C  per 6'/8' se possedete un forno che arrivi a questa temperatura. 
          Il mio forno arriva a 250°C,  quindi  ho prolungato la cottura fino a quando non ho ottenuto una superficie ben cotta. 

          Variante Focaccia Pizzata : sulla focaccia non ancora cotta versare della passata di pomodoro,  origano,  acciughe e capperi e cuocere. 





          Non me ne vogliano i puristi della vera piadina DOP,  DOC e  con tanto di disciplinare,  questa è la ricetta che faccio sempre per risolvere una cena e,  contemporaneamente, smaltire un po' di lievito in coltura liquida in esubero. 
          Se anche voi cercate sempre nuove ricette per utilizzare il licoli  segnatevi questa. 
          L' idea  originale viene da questo blog , ho aggiustato il tiro come succede con le ricette che si rifanno spesso. 
          Per bilanciare il momento goloso ho farcito la mia piadina con una crema spalmabile ai cannellini e arachidi  vista sulla rivista Vegetariani  di giugno/luglio 2020.







          Piadine con licoli 
          Dose per 6 piadine da 100 g circa l'una
          • 100 g licoli
          • 150/180 g latte e acqua
          • 200 g farina 0
          • 120 g farina integrale 
          • 7 g sale
          • 30 g olio extravergine d'oliva 
          Nella ciotola della planetaria con il gancio a K, sciogliere il licoli con i liquidi  previsti,  lasciare indietro  30 g  da aggiungere dopo aver inserito le farine,  se occorre. 
          Dovremo ottenere una leggera schiuma,  inserire le farine poco alla volta,  al termine,  se occorre,  inserire l' acqua lasciata da parte,  poco alla volta. 
          Far incordare,  inserire il sale e poi l' olio lentamente,  far assorbire bene. 
          Formare una palla e lasciare riposare,  coperto per un'ora.
          Dividere in pezzi da circa 100 g,  pirlare e far riposare  su un piano leggermente infarinato,  coperto con della pellicola. 
          Stendere ogni pezzo,  appiattendolo con le dita e proseguire con il mattarello allo spessore di 2/3 mm e un diametro di circa 22/23 cm. 
          Cuocere  su una padella antiaderente  messa a scaldare su fuoco medio. 
          Cuocere ogni lato per circa 4', farcire a piacere. 

          Crema spalmabile di cannellini alle arachidi 
          Per 4 persone 
          • 240 g cannellini precotti
          • 3 cucchiai di burro di arachidi 
          Nel mixer  versare i cannellini sgocciolati dall' acqua di conservazione,  versare nel mixer con il burro di arachidi e iniziare a frullare. 
          Il composto risulterà denso,  aggiungere acqua  quanto basta per ottenere  una crema spalmabile. 
          Utilizzare per farcire le piadine, accompagnare verdure crude o schiacciatine salate. 


          Aspettando l' estate che tarda ad arrivare io mi preparo un salmorejo ,
          una zuppa tipica di Cordoba e ideale per combattere le torride giornate andaluse, dove è facile che l’estate le temperature superino i 40°C, e pur non avendo ancora queste giornate mi fa piacere illudermi che l' estate sia alle porte. 
          La ricetta viene dal Calendario del cibo dove vi consiglio di andare a leggere anche tutta la storia e l'evoluzione di questo piatto. 




          Salmorejo de Cordoba

          Ingredienti
          Per 5 persone

          • 1 Kg di pomodori ramati ben maturi
          • 200 g di mollica di pane raffermo
          • 100 g di olio extravergine d’oliva dal gusto deciso
          • 1 spicchio d’aglio rosso di Sulmona 
          • 10 g di sale fino
          • Acqua e aceto, q.b.
          • Uova sode,  prosciutto  crudo e crostini per accompagnare
          Mettere a bagno il pane a pezzetti in poca acqua e aceto (volendo l’aceto si può eliminare o aggiungere alla fine per dare più  gusto).

          Lavare e sbucciare i pomodori (per un risultato più vellutato), tagliarli a cubetti e mettere in un frullatore insieme al pane strizzato, l’olio, il sale e l’aglio. Frullare per qualche minuto o fino ad ottenere una crema ben liscia.

          Servire ben fresco in ciotole accompagnato da prosciutto, crostini e uovo sodo  che ogni commensale potrà scegliere liberamente per guarnire il proprio salmorejo.
          A voi cosa ha regalato la quarantena?
          A me,  tra le altre cose,  anche la possibilità  di seguire delle dirette di panificazione e  pasticceria, giusto per non far diminuire la voglia di mettere le mani in pasta.
          Sono entrata a far parte del gruppo Facebook ChieraStyle Fan Club e lì  impazza la ricetta della pizza in teglia  della Eh,  la Marianna. 
          É un impasto che parte da una biga e,  pur avendo dei tempi lunghi,  permette di avere un risultato  incredibile,  un impasto leggero e pieno di di bolle,  proprio come piace a me.
          Ho preferito fare direttamente  delle porzioni per realizzare una pizza al piatto  e devo ammettere che un risultato così  non lo avevo mai ottenuto.
          Per la cottura ho usato la tecnica  padella,  forno e la cottura é stata perfetta.
          La prossima volta proverò la versione in teglia.
          Adesso armatevi di pazienza e leggete  tutto  oppure cercate il gruppo di Facebook e guardatevi i video che il maestro Chiera ha condiviso,  in cui fa un passo passo di tutta la lavorazione.





          Pizza al piatto o in teglia di Antonio Chiera
          Dose per 4 pizze al piatto o per due teglie da forno

          Biga da preparare il giorno prima per me ore 14 )

          • 500 g farina W 280
          • 250 g acqua  a 18°/ 20° C 
          • 3 g lievito di birra fresco 
          Con la foglia,  a bassa velocità,  mescolare acqua e lievito,  unire la farina e appena lega il tutto,  fermarsi. 
          L' impasto dovrà risultare piuttosto grezzo.. 
          Staccare dei piccoli pezzi,  porre in un contenitore  e coprire con pellicola. 
          Far fermentare a 18°/ 20°C per circa 20 ore. 
          Se la vostra cucina ha una temperatura di circa 24°C' dopo 6/7 ore passare in frigorifero, far ambientare per un' ora prima di utilizzare. 

          Giorno successivo  ( h 11)
          • 50 g semola rimacinata 
          • 50 g farina tipo 2 ( per me altri 50 g semola) 
          • 5 g malto
          • 160 g acqua ( per pizza al piatto)  ( 225 g per pizza alla pala )
          • 12 g sale
          • 20 g olio extravergine d'oliva 
          Lavorate con la foglia. 
          Porre nella ciotola della planetaria tutta la biga,  unire le farine,  il malto e  100 g di acqua e iniziare e iniziare ad impastare  a velocità 1, aumentare man mano la velocità. 
          Ogni volta che inserisco un po'  di acqua diminuisco la velocità  e la riaumento gradualmente. 
          Se serve ribaltare il composto con le mani. 
          Dare giri veloci dopo che tutta l' acqua inserita risulterà assorbita,   se occorre pulire bene le pareti della ciotola. 
          Inserire il sale e far assorbire  é in ultimo l' olio,  senza perdere mai l'incordatura. Continuare  a lavorare a velocità alta. 
          Rimuovere dalla macchina e mettere in una ciotola unta,  lasciar riposare per almeno 15', volendo anche di più. 

          Su un piano con olio ribaltare l' impasto,  dare due/tre serie di pieghe a tre e arrotondare leggermente, con mani unte. 
          Porre nel recipiente,  coprire e far raddoppiare  ( avverrà  in circa tre ore). 
          Su un piano infarinato con semola ribaltare l' impasto,  infarinare leggermente la parte superiore.
          Dividere in 4 parti ( per le pizze al piatto)  o in 2 parti ( per le teglie).

          Prendere l' impasto e arrotolarlo su sé  stesso,  poi ruotare di 90° e arrotolare ancora su sé  stesso, non stringere troppo per non perdere i gas di lievitazione.
          Chiudere le estremitá, sigillandole, lasciare su un piano infarinato con semola,  spolverizzare con altra semola la superficie dei panetti é coprire con pellicola,  far lievitare per circa 3 ore.
          Al termine della lievitazione ribaltare i panetti,  spolverare con farina e,  nel caso della pizza al piatto,  iniziare a schiacciare  leggermente  dal centro verso i bordi,  spingendo le bolle verso l' esterno.
          ( Per la stesura in teglia ribaltare l' impasto,  chiudere leggermente  intorno ai bordi, e   con le dita, senza  schiacciare,  fare delle fossette,  allargare leggermente  la pasta e porre su una teglia oliata,  attendere qui ad che minuto che l' impasto si rilassi  e allargarlo bene.  Far riposare 15'.
          Cottura in forno alla massima temperatura,  preriscaldato e  cuocere fino a doratura,  volendo farcire con si preferisce).

          Cottura pizza al piatto
          Dopo aver steso tutti e quattro i panetti arroventare sul fornello del gas una padella sufficientemente larga per contenere una pizza,  porre la pizza,  ABBASSARE  la fiamma,  altrimenti brucerà,  e  far cuocere per circa 3', controllare il fondo sollevando con una spatola,  farcire a piacere  con pomodoro , olio e origano e far cuocere qualche altro minuto.
          Una volta pronta passare in forno scaldato alla massima temperatura, su pietra refrattaria e proseguire la cottura per altri 4 ', aggiungere mozzarella o formaggi e dare altri 2' con funzione grill.


          Non porto neanche più  il conto dei giorni in cui non mangio pasta,  ma sinceramente  non mi manca assolutamente, anzi trovo particolarmente utile seguire un regime alimentare più  leggero con meno carboidrati e meno carne.
          Cadono a fagiolo le ricette che mi propone la figliola che segue un' alimentazione  tutta particolare,  ma comunque equilibrata.
          Questa ricetta é una di quelle,  a base di farina di ceci e patate dolci , gustosa e ottima anche mangiata fredda.
          L'idea iniziale viene dalla rivista Vegetariani in cucina, ma a parte la farina di ceci e la patata dolce, per il resto é diventata un' altra cosa.




          Farinata di ceci e patate dolci
          Dose per uno stampo da 22 cm

          • 100 g farina di ceci
          • 250 g acqua 
          • 2 cucchiai di parmigiano 
          • 1 patata dolce 
          • 1 cipollotto fresco 
          • rosmarino fresco
          • sale
          • pepe
          • olio extravergine d'oliva 
          Mescolare la farina di ceci con  l' acqua e lasciare riposare per un' ora,  volendo in frigorifero. 
          Sbucciare la patata dolce,  tagliare a cubetti. 
          Sbucciare il cipollotto  e affettare sottilmente. 
          In una padella versare l' olio e scaldarlo,  inserire il cipollotto e i cubetti di patate,  far rosolare e  aggiungere un bicchiere scarso di acqua,  aggiustare di sale e pepe e coprire , proseguire la cottura per cinque minuti,  poi scoprire e far terminare la cottura,  le patate dovranno risultare croccanti. 
          Mescolare alla pastella un cucchiaio di olio,  il rosmarino fresco tritato finemente,  il parmigiano,  sale e pepe. 
          In una teglia porre un foglio di cartaforno bagnato e strizzato,  versare le patate e coprire con la pastella. 
          Cuocere in forno caldo a 200°C'per 25'.
          Servire calda o tiepida,  ma anche  fredda ha un suo  perché. 
          Apprezzo il desiderio  di rispettare gli animali e la scelta di una alimentazione  più responsabile  e cruelty free,  ma una cosa proprio non capisco e cioè  la necessità di utilizzare il nome di prodotti per loro natura a base di animale per prodotti vegani.
          Non sarebbe più  corretto coniarne di nuovi e non rimandare sempre a quegli alimenti che in realtà  si cerca di non utilizzare più?
          Quindi perché parlare di prosciutto di muscolo di grano,  di spezzatino di soia,  di formaggio di tofu o di mortadella  vegana se è realizzata con fagioli?
          Al di là  di questa piccola critica,  per il resto a me le ricette vegan piacciono e danno anche molta soddisfazione  al palato.
          Ho trovato questa ricetta ed ho voluto provarla,  ho dovuto fare delle modifiche perché  non avevo tutti gli ingredienti,  ma il risultato l'ho ottenuto.
          La ricetta originale viene da qui.
          La dose é  abbondante,  si può  tranquillamente  dimezzare.





          Mortadella vegana e glutenfree 
          Dose per un rotolo di circa 25 cm X 7 cm, per ottenere il cilindro utilizzare un foglio di acetato arrotolato con pellicola sul fondo o una bottiglia di plastica privata della parte superiore 

          • 500 g fagioli bianchi di Spagna lessi ( per me fagioli tabacchini) 
          • ½ tazza di acqua 
          • olive verdi snocciolate  ( ho messo dei pistacchi,  ma risulta difficoltoso il taglio) 
          • Timo q. b. usatelo con parsimonia 
          • Aglio in polvere la punta di un cucchiaino 
          • Sale 
          • Pepe nero un pizzico
          • Liquido rilasciato dalle rape rosse da usare come colorante
          • 2 cucchiai di agar agar
          Frullare i fagioli,  se occorre aggiungere poca acqua di cottura,  ottenere una purea non troppo liquida. 
          Unire sale,  aglio, pepe,  timo e mescolare,  inserire il liquido delle râpée mescolare  ancora. 
          Porre sul fuoco un pentolino  con acqua e unire l' agar agar,  portare al bollore mescolando  é inserire nella purea di fagioli,  in ultimo aggiungere  le olive tagliate a rondelle ( per me i pistacchi g. 
          Arrotolare un foglio di acetato,  fermarlo con un elastico,  sigillare la parte inferiore con della pellicola e porre in un bicchiere graduato per mantenerlo in posizione verticale,  versare il composto cercando di non lasciare bolle d' aria.  Dare qualche colpetto su un piano per fare scivolare bene il composto,  sigillare con pellicola e porre in frigorifero per 5/6 ore. 
          Si conserva in frigorifero  per 2 giorni al massimo. 
          Utilizzando i pistacchi avrete qualche difficoltà nel taglio,  ma ci stanno comunque  bene. 
          Il colore ottenuto resta più  scuro avendo utilizzato dei fagioli marroni,  con i fagioli di Spagna  si otterrà  un bel colore rosa. 


          In questi giorni di quarantena forzata tocca a tutti rivedere anche le proprie abitudini alimentari  e,  soprattutto,  cercare di non sprecare.
          Questa volta la colpa è stata mia,  ho fatto il pane in casa,  pur sapendo che dalle nostre parti viene consumato pochissimo. Dopo tutta la fatica per farlo non potevo farlo sprecare e così ne é venuto fuori questo polpettone,  recuperando un po' di verdure che giacevano in frigo e quello che ho trovato.
          Naturalmente si potrà  realizzare in qualsiasi altro modo,  soprattutto per utilizzare quel che quasi non ci sembra più  presentabile.
          La nostra é una versione vegetariana,  ma niente impedisce di utilizzare anche avanzi di salumi.






          Polpettone di pane del riciclo

          • 400 g pane raffermo a fette messo in ammollo con acqua 
          • 30 g parmigiano grattugiato 
          • 2 uova fresche
          • sedano
          • 1 carota
          • 1 cipolla
          • 7 funghi champignon 
          • timo
          • rosmarino
          • due dita di vino bianco
          • sale
          • una mozzarella passita

          In una ciotola sbriciolare le fette di pane strizzate dall'acqua in eccesso.
          aggiungere il formaggio  grattugiato,  le uova.
          In una padella versare dell' olio,  scaldare ed unire carota,  sedano e cipolla tagliate a cubetti,  i funghi a fettine,  un pizzico di timo e di rosmarino,  salare e a metà  cottura sfumare con il vino.
          Non appena le verdure risulteranno cotte versare nella ciotola con il pane,  amalgamare bene,  inserire la passita tagliata a cubetti, aggiustare di sale se serve.
          Porre un foglio di cartaforno in una pirofila adatta alla cottura in forno,  oliare leggermente e,  aiutandovi con le mani,  modellare il composto  a forma  di polpettone, irrorare con un filo di olio.
          Porre in forno caldo a 180°C  per 45' , altri 10' funzione grill  per farlo colorire.
          Sfornare e far raffreddare.

          Ma chi ha detto che le lenticchie vanno bene solo a San Silvestro?
          Trovo che siano perfette per zuppe,  primi piatti,  polpette vegetariane,  l' importante è non proporle sempre nella stessa maniera. 
          Ho scovato questa ricetta sul sito  della Sunsweet  ed ho subito capito che mi sarebbe piaciuto. 
          La dose é  per tre / quattro  porzioni,  l'importante è non ritrovarvi commensali che hanno difficoltà a mangiare le prugne abbinate ad una zuppa  o un' allergia alle prugne. 
          Comunque si conserva bene in frigo e,  volendo,  si può anche rendere a vellutata, noi l'abbiamo mangiata  per due giorni di seguito,  ma non è  stato un sacrificio. 
          Ho adattato come sempre la ricetta alla mia dispensa. 




          Zuppa marocchina di lenticchie rosse e prugne 
          Per 3/4 porzioni 
          • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva 
          • 1 cipolla piccola
          • ⅔ cucchiaino di cumino
          • ½ cucchiaino di curcuma 
          • ¼ cucchiaino di cannella
          • 2 spicchi di aglio rosso
          • 3 carote medie
          • 150 g lenticchie rosse 
          • 100 g prugne secche snocciolate 
          • 400 g pomodori pelati 
          • 600 g brodo
          In una larga padella scaldare l'olio, unire la cipolla tagliata a cubetti,  far ammorbidire per 7 minuti. 
          Unire le spezie,  alzare la fiamma e cuocere per un minuto. 
          Unire le carote tagliate a cubetti e gli spicchi di aglio tritati finemente,  mescolare e cuocere per 5' abbassando la fiamma,  se occorre allungare con dell'acqua, trascorso questo tempo unire le lenticchie,  le prugne tagliate a tocchetti e i pelati e portare ad ebollizione, unire il brodo e proseguire la cottura per 30'.
          Controllare,  le lenticchie  dovranno risultare quasi disfatte , se é necessario prolungare la cottura  e,  nel caso,  allungare con altro brodo. 
          Assaggiare e aggiustare di sale. 

          Quando vado al supermercato  sono sempre tentata dal sedano rapa,  questo ortaggio  così poco  attraente,  ma che trovo buonissimo.
          Avevo già provato una ricetta qui , ma i tempi eccessivi di cottura mi avevano raffreddato l'entusiasmo.
          Per fortuna ho trovato questa ricetta che permette di ridurre  notevolmente i tempi dando prima una leggera bollitura alle fette di sedano rapa.
          La ricetta é gustosa e sazia sufficientemente,  ma non lesinate sugli aromi per avere un risultato appagante.
          La ricetta viene da qui. 






          Arrosto di sedano rapa all'arancia e patate
          Dose per 3/4 persone

          • 1 sedano rapa
          • 4/5 patate
          • Succo di mezza arancia
          • Mezza arancia pelata a vivo
          • Rosmarino
          • Salvia 
          • Sale
          Spazzolare il sedano rapa per rimuovere la terra. 
          Sbucciare con un pelapatate e tagliare delle fette di circa 1,5 cm. 
          Portare a bollore dell'acqua  e immergervi il sedano rapa per circa 4'/5'.
          Sgocciolare  e adagiare le fette in una teglia da forno, cosparsa di olio, condire con altro olio,  sale,  pepe,  rosmarino, salvia e gli spicchi di arancia pelati a vivo . 
          Sbucciare le patate , tagliare a tocchetti, condire con succo di arancia,  sale,  pepe,  rosmarino,  salvia,  olio e sistemare lateralmente al sedano rapa. 
          Cuocere in forno caldo a 200°C  per 30'/40'.


          Mi piacciono le frattaglie e le ricette che ne prevedono l' utilizzo,  mangio con gusto coratella,  fegatini di pollo, di maiale,  di vitello, torcinelli ( specialità molisana) ,  cotiche, lingua . Mancava all'appello la coda.
          Mi reco, tutta baldanzosa nel supermercato  dove sono certa di trovarla e,  con altrettanta  sicurezza prelevo il vassoio dal banco frigo e lo metto nel carrello,  fidandomi  dei miei occhi.
          Per poi tornare a casa, anche con un bel mazzo di sedano, e rendermi conto che non avevo comprato la coda,  ma due colli di tacchino.
          Poco male,  li ho utilizzato per un ottimo brodo e sono andata dal macellaio a recuperare una coda che,  per fortuna,  ho trovato:  felicità .

          La ricetta della tradizione romana prende il nome dai vaccinari,  gli uomini addetti alla macellazione, che risiedevano nel quartiere "Regola".
          Piatto principe del quinto quarto,  prevede due versioni,  entrambe originali : con o senza aggiunta di cacao,  pinoli,uvetta e spezie, può essere preparata nel modo tradizionale o con la pentola a pressione,  io ho usato quest' ultima.

          Se vi dovesse venire la voglia e non siete a Roma,  procuratevi una coda,  fatevela tagliare  in rocchi , pezzi,  dal vostro macellaio  e procedete con la preparazione.
          Io ho seguito questa ricetta .




          Coda alla vaccinara
          Per 3/4 persone 

          • 1,5 kg coda di vitello , tagliata a pezzi 
          • 1 litro di passata di pomodori
          • 1 cipolla
          • 1 carota
          • 8 coste di sedano
          • 1 spicchio di aglio 
          • 1 bicchiere di vino bianco
          • ½ lt di brodo di carne
          • Olio extravergine d'oliva 
          • Sale
          Lavare la coda  sotto l' acqua corrente  e lessarla per pochi minuti,  scolarla è tamponarla  per asciugarla. 
          Fare un trito di carota,  cipolla e aglio e far soffriggere  con olio nella pentola a pressione,  senza il coperchio. 
          Unire la coda e farla rosolare bene, quando  risulterà sigillata da tutti i lati,  sfumare con il vino bianco e farlo evaporare. 
          Aggiungere la passata di pomodoro e il brodo,  chiudere la pentola a pressione  e proseguire la cottura per due ore circa,  su fuoco al  minimo, una volta raggiunta la pressione. 
          Nel frattempo tagliare il sedano in pezzi di circa un cm e lessare per pochi minuti,  scolare e riservare. 
          Dopo le due ore porre la pentola a pressione  sotto un getto di acqua fredda,  per far diminuire la pressione, controllare la cottura,  la carne dovrà quasi staccarsi dall'osso e il fondo dovrà  essere abbastanza addensato, nel caso prolungare la cottura,  al termine  inserire il sedano e proseguire la cottura per 10'.
          Servire calda e godersela. 


          Lo so che ultimamente su questo blog si trovano solo ricette di dolci,  ma posso assicurare di avere una dieta varia e abbastanza corretta,  ma con una particolare  predilezione  per frattaglie,  quinto quarto e ammennicoli  vari.
          Quando ho visto su Facebook la ricetta della trippa alla trevigiana  condivisa da Daniela sul suo blog, ho avuto subito la voglia di replicarla  .
          Unica variante  alla ricetta é sulla crosta di formaggio  da inserire nel brodo di gallina,  Montasio  nella ricetta originale,  parmigiano  per me.
          Spero non me ne vogliano i puristi.




          Zuppa di trippa alla trevigiana  
          Dose per una persona 

          • 300 g trippa lessata
          • ½ cipolla steccata con un chiodo di garofano
          • 1 carota piccola
          • 1 costa di sedano 
          • ¼ di limone bio a fette
          • 1 foglia di alloro 
          • 2 foglie di  salvia 
          • Brodo di gallina  ( circa il doppio della trippa) 
          • Crosta di parmigiano ( montasio stagionato nella ricetta originale) 
          • Crostini di pane
          In una pentola versare la trippa,  coprire  di acqua,  aggiungere  cipolla, carota,  sedano,  alloro,  1 foglia di salvia  e il limone a fette. 
          Far bollire per 35'.
          Scolare e tagliare la trippa a dadini. 
          Versare circa 600 ml di brodo di gallina filtrato  in una pentola,  portare a bollore.  Aggiungere la trippa, la crosta di parmigiano lavata e grattata per rimuovere lo strato esterno superficiale, la salvia spezzettata. 
          Far bollire per 30'.
          Servire con crostini di pane. 
          Non avevo mai provato il sedano rapa,  poi complice un sabato pomeriggio libero da impegni , ho preso una rapa, di petto e l'ho preparata.
          Per la ricetta mi sono affidata a questa adattandola a quello che la mia dispensa offriva,  mi é andata bene,  le castagne lessate le avevo.
          Il risultato mi è  piaciuto molto,  naturalmente  i tempi di cottura sono lunghissimi,  io ho abbondantemente  superato le due ore, ma il gusto c'è tutto,  considerando che si tratta pur sempre di una rapa e non di un filetto.
           Con la metà  della rapa avanzata il giorno successivo ho preparato della pasta a base  di soli albumi e con un condimento ottenuto dalla rapa arrosto.






          Arrosto di sedano rapa e castagne 
          Dose per 3-4 porzioni

          • 1 Sedano rapa
          • 200 g castagne lessate 
          • Rosmarino 4/5 rametti
          • Timo 4/5 rametti
          • Maggiorana 
          • Salvia
          • Aglio 4 spicchi 
          • Sale 
          • Olio extravergine d'oliva 
          Spazzolare bene il  sedano rapa,  lavare e tamponare con carta da  cucina. 
          Tagliare il sedano rapa in fette spesse circa un centimetro,  lasciandolebunite sul fondo. 
          Preparare un trito con le erbe scelte, tritare finemente  gli spicchi di aglio. 
          In una teglia posizionare un foglio di carta argentata,  sufficientemente grande da poter avvolgere il cartoccio, porre sopra della carta forno  appoggiarci il sedano rapa e cospargere con olio,  erbe aromatiche,  aglio e sale,  posizionare  le castagne,  cosparse con olio e erbe,  lateralmente,  aggiungere una tazzina da caffè di acqua, avvolgere  il cartoccio e chiudere ulteriormente  con la carta argentata. 
          Porre in forno preriscaldato  a 200°C' è cuocere per circa due ore,  dopo 90' aprire il cartoccio,  recuperare  il fondo di cottura  e irrorare la rapa,  provare con la punta di un coltello la cottura,  se dovesse risultare ancora tenace,  proseguire per altri 30'.

          Far raffreddare,  servire con il fondo di cottura. 

          Ragù di sedano rapa arrosto 
          Per due porzioni 
          • Metà  sedano rapa arrosto con il suo fondo
          • Brodo vegetale q.b. circa 800ml
          In un robot da cucina  versare il sedano rapa arrosto spezzettato e il suo fondo di cottura,  allungare con del brodo e azionare fino ad ottenere un composto cremoso.

          Stringozzi o pasta fresca agli albumi
          Dose per  due porzioni abbondantissime
          • 150 g albumi 
          • 240 g farina  00 
          • 60 g semola rimacinata di grano duro 
          Il totale delle farine dovrà essere il doppio degli albumi così  divise : 80% farina 00 e 20% semola. 
          Lavorare bene la pasta almeno 10 minuti così come per la pasta all'uovo, farla riposare per 20/30 minuti circa e stenderla alla quarta  tacca dell'imperia, se si stende col mattarello, circa 2,5 mm.

          Portare a bollore l'acqua  , salare e cuocere la pasta,  svolare e versare nel condimento,  fatto scaldare in una larga padella,  volendo aggiungere del formaggio  grattugiato  , parmigiano  o pecorino .
          Gustare.


          Ho i miei tempi nel provare  le ricette,  ma poi ci arrivo.
          Nel gruppo Facebook  di Anice e Cannella alias Paoletta Sersante e Adriano  Continisio,  da tanto si parlava di questo lievitato  salato,  che ha anche una prima versione  dolce,  e finalmente  l'ho provato anche  io,  utilizzandolo come un danubio e farcendolo con piselli,  feta e prosciutto cotto.
          Non servono le mie lodi,  ma vi assicuro che la leggerezza  della pasta regala sensazioni piacevolissime.
          La ricetta originale  la trovate sul blog di Anice e Cannella,  io la riporto come promemoria  per il mio blog.





          Lady B,  quasi un Danubio
          Dose per una teglia 35 cm X 25 cm

          • 300 g farina  W330
          • 8 g lievitato di birra fresco
          • 1 uovo  medio 
          • 1 tuorlo
          • 35 g burro 
          • 10 g strutto 
          • 120 g latte
          • 50 g acqua 
          • 15 g zucchero 
          • 6 g sale
          • 15 g parmigiano  grattugiato  finemente 
          • Farcia a piacere (per me piselli,  feta e prosciutto cotto a dadini) 
          Preparare un lievitino con 120 g di latte, 120 g di farina presa dal totale , il lievito,  mescolare,  coprire e far lievitare fino alla comparsa delle prime fossette ( circa 90').
          Impasto
          In planetaria con la foglia lavorare il lievitino con l'acqua, l'albume e  la  farina q. b.  ad avere una massa morbida, ma legata. 
          Unire in due volte il tuorlo, lo zucchero e altra farina. 
          Riportare in corda,  ribaltare,  con l'ultimo  tuorlo unire il sale. 
          Terminare con la farina rimasta,  incordare ribaltando  due volte. 
          Spatolare il burro e unirlo a fiocchi,  poi il parmigiano  un cucchiaino  alla volta,  ribaltare,  terminare con lo strutto. 
          Far incordare. 
          Arrotondare e far riposare l'impasto  40'.
          Trascorso il riposo dare una serie di pieghe di tipo 2 e far riposare 20'.
          Spezzare in panetti  da 50 g ( se ne otterranno circa 12 ) e pizzicare portando  i lembi in su,  senza stringere.  Mettere la chiusura sotto. 
          Dopo 10' stendere A MANO partendo dalla prima pallina e sulla chiusura. 
          Farcire a piacere ( per me feta, piselli  e prosciutto  cotto) e chiudere portando i lembi in alto.
          Porre su teglia foderata con cartaforno,  con la chiusura  sotto. 
          Coprire e far lievitare un'ora. 
          Pennellare  con poco albume e latte,  volendo  cospargere con semi di a piacere. 
          Cuocere a 175°C' fino a doratura .





          Rustico veloce con pasta matta, peperoni, caciocavallo di Agnone e salume di manzo affumicato macedone.

          Ci é stato regalato un salume di manzo, giunto a noi direttamente dalla Macedonia.
          Un salume saporito e gustoso, con un sapore leggermente affumicato .
          Ho pensato di utilizzarlo in un rustico, di quelli veloci, quasi svuota frigo, in cui metti dentro i rimasugli di ben altri banchetti, che restano lì , tristi e non sai cosa farne.
          La base è una pasta matta, che di fare un impasto lievitato non mi riesce proprio ora, il ripieno é tutto un metti un po' di quello che trovi.
          Il risultato buono, buono





          Ingredienti per 4/6 persone

          Per la pasta matta
          • 150 g farina 00
          • 150 g farina 0 integrale
          • 75ml acqua
          • 75 ml vino bianco
          • 30 g olio extravergine d'oliva
          • Sale
          Setacciare le farine, versare acqua, vino , olio e sale.
          Lavorare tutto fino ad avere un composto ben amalgamato, compatto, non appiccicoso.
          Avvolgere in una pellicola e lasciar riposare a temperatura ambiente per un'ora.
          RIPIENO
          • 3 Peperoni arrosto
          • 3 uova
          • Una testa di caciocavallo di Agnone
          • 100 g carne di manzo affumicata ( o salame tipo ungherese)
          • Origano
          Sale
          Sgusciare le uova e batterle leggermente, unendo sale, origano, il formaggio a cubetti e la carne affumicata, aggiungere i peperoni arrosto a pezzetti.
          Stendere la pasta a 3/4 mm di spessore, ungere la teglia e adagiarvi la pasta , versare la farcita.
          Chiudere che la pasta in eccedenza, spennellare con poco uovo e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 50'.
          ************
          Questa ricetta si presta a infinite modifiche, utilizzate le verdure che preferite, il formaggio che staziona solo soletto in frigo insieme a quel fondo di salame, ma provatela.
           Nuovo appuntamento con la cucina de L'Italia nel Piatto, oggi un omaggio all'Italia con un piatto "patriottico".
          Ci saranno sicuramente regioni che avranno piatti specificatamente legati alla storia del nostro Paese, per quanto riguarda il Molise ho cercato qualcosa che potesse unire un pò tutte le regioni, uno di quei piatti che oramai è indice di Cucina Italiana , uscendo così dallo specifico della territorialità.

          Il Molise è una terra con una rinomata produzione casearia, non è stato difficile trovare nelle ricette tradizionali un piatto che preveda la sostituzione della carne con la più accessibile scamorza.

          E allora ecco la ricetta, semplice, come tutte le ricette tradizionali molisane, ma di sapore.

          Qui trovate tutte le altre regioni:

          Trentino-Alto Adige:  Canederli al pomodoro http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/06/canederli-al-pomodoro.html 
            
          Friuli-Venezia Giulia: Oca alla friulana http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/oca-alla-friulana-per-litalia-nel-piatto

          Lombardia: Risotto tricolore  http://www.kucinadikiara.it/2015/06/risotto-tricolore-per-litalia-nel-piatto.html

          Veneto: non partecipa

          Valle d'Aosta:non partecipa

          Piemonte: Bicerin http://j.mp/bicerin-italia-nel-piatto

          Liguria:  garibaldin mainà  http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/06/litalia-nel-piatto-piatti-patriottici.html

          Emilia Romagna: Garganelli tricolori per L'Italia nel piatto http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/06/garganelli-tricolori-per-litalia-nel.html

          Lazio: Ponce http://beufalamode.blogspot.com/2015/06/ponce-alla-romana-per-litalia-nel-piatto.html

          Toscana: Panzanella
          http://acquacottaf.blogspot.com/2015/06/panzanella.html

          Marche: non partecipa

          Abruzzo:Spaghetti Tricolore http://ilmondodibetty.it/spaghetti-tricolore/
            
          Molise: Scamorza alla pizzaiola http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/06/scamorza-alla-pizzaiola-alla-molisana.html

          Umbria: Gnocchi verdi con spinaci e ricotta: http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/05/gnocchi-verdi-con-spinaci-e-ricotta.html

          Basilicata: Bucatini alla maratiota:
          http://blog.alice.tv/profumodicannella/2015/06/01/bucatini-alla-maratiota-crudaiola-tutta-lucana/

          Campania: Caprese http://www.isaporidelmediterraneo.it/2015/06/caprese-con-fior-di-latte.html

          Puglia: A Bandir (La Bandiera) http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/06/cucina-pugliese-bandir-la-bandiera.html

          Calabria:Pastasciutta del brigante
             http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/05/pastasciutta-del-brigante.html

          Sicilia:non partecipa

          Sardegna: non partecipa

          Il nostro blog - http://litalianelpiatto.blogspot.it/


           Scamorza alla pizzaiola alla molisana

            per 4 persone
          • 4 scamorze appassite ( le mie del caseificio Di Nucci di Agnone)
          • 500 ml di passata di pomodoro fatta in casa ( in alternativa 500 g pomodori maturi)
          • olio extravergine di oliva ( circa mezzo bicchiere)
          • origano secco
          • uno spicchio di aglio
          • sale q.b.
          In una padella versate l'olio , fatelo scaldare con lo spicchio di aglio sbucciato, quando inizia a sfrigolare unite la passata di pomodoro e fatela cuocere fino a quando non risulterà sufficientemente ristretta, unendo a metà cottura l'origano e il sale.
          Se utilizzate i pomodori freschi procedete in questo modo: lavateli, tagliateli a pezzi , privandoli dei semi e fateli cuocere con olio e aglio,sale e origano, fino a quando non avranno formato un sughetto ( circa 30 minuti) .

          Abbassare la fiamma e adagiare nel condimento la scamorza divisa a metà, farla insaporire per circa 5 minuti poi girarla sull'altro lato , aspettare un altro paio di minuti e servire.








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