Ho un'amica che ogni tanto mi passa link di ricette da provare e ultimamente mi affianca in questo mio tentativo di viraggio verso il vegetariano/ veganesimo ( non so si dica così ), comunque mi ha fatto conoscere un sito da cui ho preso la ricetta di questi muffin.
Nascevano vegani, ma avendo in casa solo latte parzialmente scremato li ho realizzati ugualmente, sono comunque senza uova e senza burro.
Il sito è questo: Vegan Home, vi lascio la ricetta così come l'ho realizzata.
Nascevano vegani, ma avendo in casa solo latte parzialmente scremato li ho realizzati ugualmente, sono comunque senza uova e senza burro.
Il sito è questo: Vegan Home, vi lascio la ricetta così come l'ho realizzata.
Muffin vegetariani / vegani
Dose per 10/12 pezzi
- Un bicchiere di latte di riso ( per me latte p.s. )
- 80 g olio extravergine di oliva ( o di semi )
- 150 g zucchero di canna
- 1 banana matura ( o tre cucchiai di maizena )
- 300 g farina ( a scelta anche di farro o come preferite )
- 8 g lievito per dolci ( 16 g nella versione originale )
- Buccia di limone bio grattugiata
- Vaniglia un cucchiaino
- Un cucchiaio di cocco grattugiato da aggiungere nell'impasto più altro per la finitura
- Sale q.b.
Mescolare in una ciotola tutti i liquidi.
Unire la banana schiacciata con i rebbi della forchetta, unire le polveri.
Mescolare senza lavorare troppo.
Versare nei pirottini , cospargere la superficie con poco cocco rapé.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 30' circa.
Ottimi non limitando gli aromi, il cocco dona un gusto in più.
Durata tre / quattro giorni senza perdere in gusto e morbidezza.
2 commenti
Ultimamente sto frequentando gente virtuale strana: gente che preferisce un ragù di tofu ad uno vero alla bolognese, ma è importante non avere pregiudizi, né nei confronti delle persone , né nei confronti del cibo e quindi vado a spulciare blog e ricette e poi le provo anche per capire se quello di cui si parla tanto può piacermi o meno.
Probabilmente chi sta risentendo realmente dei miei esperimenti è il maritino, abituato a trovare ciambelle, biscotti al burro e crostate pronti per la colazione ( e quindi i suoi spuntini notturni ) si ritrova a dare un morso a biscotti senza niente e a plumcake strani.
Ho deciso : gli esperimenti li mangerò io, a lui ricomincio a sfornare dolci come si deve, però questi biscottini si possono mangiare tranquillamente e sono anche buoni.
Biscotti senza vegani
Dal sito Ricette Vegolose
Probabilmente chi sta risentendo realmente dei miei esperimenti è il maritino, abituato a trovare ciambelle, biscotti al burro e crostate pronti per la colazione ( e quindi i suoi spuntini notturni ) si ritrova a dare un morso a biscotti senza niente e a plumcake strani.
Ho deciso : gli esperimenti li mangerò io, a lui ricomincio a sfornare dolci come si deve, però questi biscottini si possono mangiare tranquillamente e sono anche buoni.
Biscotti senza vegani
Dal sito Ricette Vegolose
- 75 g farina di riso
- 75 g farina di grano saraceno
- 20 g farina di mandorle
- 30 g farina di piselli
- 70 ml latte di avena + altri 20 ml se serve
- 40 g uvetta
- sale un pizzico
- ½ cucchiaino di bicarbonato
Mettere l'uvetta in ammollo nel latte poi frullare bene, fino ad avere un composto liscio.
In una ciotola versare le farine, il sale e il bicarbonato.
Unire il latte frullato, impastare con le mani, ottenere un composto omogeneo.
Far riposare 10'.
Stendere a 3/4 mm di spessore e ritagliare i biscotti.
Porre su cartaforno e cuocere a 180°C modalità ventilato per 12'.
Durata: fino a 14 gg in barattolo di latta.
Adattissimi alla colazione, perfetti da farcire con tanta frutta fresca, con marmellata o con quello che volete.
La ricetta viene dal blog di Ale Ricette di cultura , ma poi ho modificato qualcosina adattando sempre alla mia dispensa quindi ho aggiunto un poco di farina di piselli, dei semi di chia al posto di quelli di lino, qui vi lascio la mia versione .
La dose data permette di ottenere 6/7 pezzi.
Conservati in una busta per alimenti permette ai waffles di mantenersi morbidi.
Waffles vegani al cacao, farina di piselli e semi di chia
Per 6/7 pezzi
La ricetta viene dal blog di Ale Ricette di cultura , ma poi ho modificato qualcosina adattando sempre alla mia dispensa quindi ho aggiunto un poco di farina di piselli, dei semi di chia al posto di quelli di lino, qui vi lascio la mia versione .
La dose data permette di ottenere 6/7 pezzi.
Conservati in una busta per alimenti permette ai waffles di mantenersi morbidi.
Waffles vegani al cacao, farina di piselli e semi di chia
Per 6/7 pezzi
- 155 g farina tipo 1
- 20 g farina di piselli
- 175 ml latte di soia
- 30 ml olio di semi
- 10 g cacao amaro
- 50 g zucchero di canna
- 10 g semi di chia
- 8 g lievito per dolci
- ½ cucchiaino di sale
- Aroma di mandorle
In una ciotola mescolare tutte le polveri, inserire il latte miscelato con l'olio,.
Riposo di qualche minuto.
Procedere alla cottura con l'apposita piastra da waffles, per circa tre/ quattro minuti.
Mai, mai , mai e poi mai avrei pensato di apprezzare un dolce al cucchiaio di questo tipo.
Noto però che negli ultimi tempi mi capita sempre più spesso, sarà segno di maturità o di vecchiaia?
Io la risposta ancora non me la sono data, però mi sento contenta nello scoprire che anche con poco e semplicemente, posso appagare la voglia di un dolce che non mi impegni una intera giornata e mi faccia ritrovare la cucina sottosopra.
Non é un dolce da strapparsi i capelli, ma basta poco per renderlo più goloso, una nota croccante, una spolverata di caffè solubile, un poco di cioccolata ed è subito coccola.
Ve la trascrivo come riportata nel blog DolciSognare .
Dolci delle cappuccine
Versione neutra
Dose per 4/6 monoporzioni
Noto però che negli ultimi tempi mi capita sempre più spesso, sarà segno di maturità o di vecchiaia?
Io la risposta ancora non me la sono data, però mi sento contenta nello scoprire che anche con poco e semplicemente, posso appagare la voglia di un dolce che non mi impegni una intera giornata e mi faccia ritrovare la cucina sottosopra.
Non é un dolce da strapparsi i capelli, ma basta poco per renderlo più goloso, una nota croccante, una spolverata di caffè solubile, un poco di cioccolata ed è subito coccola.
Ve la trascrivo come riportata nel blog DolciSognare .
Dolci delle cappuccine
Versione neutra
Dose per 4/6 monoporzioni
- 50 g burro
- 50 g farina ( la prossima volta provo con la maizena )
- 50 g zucchero
- Vaniglia
- 500 ml latte
- 100 g cioccolato per la versione al cioccolato
Per la finitura
- 50 g zucchero
- Poco caffè solubile
- Amaretti
- Cacao
- Crumble al cacao e nocciole
In un pentolino sciogliere il burro a fuoco basso. Unire tutta la farina setacciata e mescolare bene, inserire lo zucchero e la vaniglia ( o l'aroma scelto) e a filo il latte freddo, mescolare bene e porre nuovamente sul fuoco per far addensare.
Nel frattempo sciogliere lo zucchero a secco, fino ad avere un caramello che verserete nella ciotolina prescelta.
Inserire delle briciole di amaretto e della polvere di caffè solubile.
Coprire con il composto e conservare in frigorifero, anche per una notte.
Per la versione al cioccolato é sufficiente aggiungere il cioccolato spezzettato alla crema calda e versare nel contenitore .
Conservare in frigo per una notte.
In realtà io ho messo 2/3 di composto al cioccolato e 1/3 alla vaniglia per avere l'effetto bicolore.
Una volta sformato potete decorare la superficie con poco cacao amaro, delle briciole di crumble al cacao e nocciole e un macarons al cacao, oppure recuperate quello che avete in giro e...buon appetito.
Inserire delle briciole di amaretto e della polvere di caffè solubile.
Coprire con il composto e conservare in frigorifero, anche per una notte.
Per la versione al cioccolato é sufficiente aggiungere il cioccolato spezzettato alla crema calda e versare nel contenitore .
Conservare in frigo per una notte.
In realtà io ho messo 2/3 di composto al cioccolato e 1/3 alla vaniglia per avere l'effetto bicolore.
Una volta sformato potete decorare la superficie con poco cacao amaro, delle briciole di crumble al cacao e nocciole e un macarons al cacao, oppure recuperate quello che avete in giro e...buon appetito.
Ricetta velocissima, senza cottura, senza panna, senza cioccolata, ma con la stessa piacevole sensazione al palato. Perfetta per un regalino goloso.
Quando l'ho vista da Monica mi sono precipitata a realizzarla, temevo che il sapore del burro avrebbe coperto tutto, invece è giusta nell'equilibrio dei sapori, si può preparare in anticipo e non si sporca quasi nulla.
Kokosboller
ricetta presa da Un biscotto al giorno
Dose per circa 30/35 palline
I fiocchi d'avena in Italia non sono certificati Gluten free, se vi trovate negli Stati Uniti, fatene una bella scorta.
Montare il burro con lo zucchero semolato, unire lo zucchero a velo e il cacao setacciati.
Aggiungere l'avena e il caffè, un cucchiaino alla volta, fermandosi quando il composto non lo assorbirà più.
Formare delle palline non troppo grandi, rotolarle nel cocco, disporre nei pirottini e lasciare in frigo per almeno una notte.
Quando l'ho vista da Monica mi sono precipitata a realizzarla, temevo che il sapore del burro avrebbe coperto tutto, invece è giusta nell'equilibrio dei sapori, si può preparare in anticipo e non si sporca quasi nulla.
Kokosboller
ricetta presa da Un biscotto al giorno
Dose per circa 30/35 palline
- 100 gr burro
- 100 gr zucchero semolato
- 1 cucchiaio di zucchero a velo*
- 25 gr di cacao amaro*
- 100 gr fiocchi d'avena*
- 1-2 cucchiai di caffè freddo
- cocco grattugiato per la finitura
I fiocchi d'avena in Italia non sono certificati Gluten free, se vi trovate negli Stati Uniti, fatene una bella scorta.
Montare il burro con lo zucchero semolato, unire lo zucchero a velo e il cacao setacciati.
Aggiungere l'avena e il caffè, un cucchiaino alla volta, fermandosi quando il composto non lo assorbirà più.
Formare delle palline non troppo grandi, rotolarle nel cocco, disporre nei pirottini e lasciare in frigo per almeno una notte.
E visto che è venerdì e la ricetta è senza glutine mi sembra perfetta per le amiche del 100% Gluten Free (fri)Day ;)
Mi piace il limone, mi piacciono i dolci al limone in cui il limone non sia solo un tenue ricordo lontano, ma piuttosto un'onda che ti travolge.
Ho cercato spesso una ricetta di barrette che mi convincesse, che non sapesse troppo di altro che non fosse il limone.
Posso dire di aver trovato qualcosa che mi ha convinto all'ottanta per cento, il risultato , dopo 24 ore di riposo in frigo, mi ha soddisfatto abbastanza, le mie cavie ( figlia, marito e colleghe) hanno espresso un giudizio positivo, io...continuo a cercare e sperimentare, ma questa è comunque un'ottima ricetta, fa una bella figura anche su un buffet tagliata in porzioni da un boccone e via, e si può preparare in anticipo.
Altra nota positiva è che non prevede l'utilizzo di panna, formaggi, ecc, diciamo che è abbastanza basica , ma adesso bando alle ciance, ed eccovi la ricetta.
Barrette al limone / Lemon bars
ricetta presa da qui e adattata un pò
per una teglia di 20 x 28 cm
Per la base
Per la crema
In una ciotola mescolare farina, zucchero, sale e buccia di limone.
Unire il burro morbido fino ad ottenere un impasto sabbioso.
Io ho lavorato tutto nella planetaria con il gancio ed ho ottenuto una palla.
Foderare la teglia con cartaforno e schiacciare l'impasto ottenuto sul fondo, livellandolo con le mani. Non farlo salire sui bordi, sarà sufficiente la carta forno a contenere la crema, quando si aggiungerà.
Cuocere in forno caldo a 180° per 16'-19', regolatevi con i bordi che dovranno apparire dorati.
Mentre cuoce la base preparate la crema montanto le uova intere con lo zucchero, aggiungere il succo di limone e, una volta pronta la base, versarvi la crema e riposizionare in forno per altri 20' o fino a quando, scuotendo la teglia, la crema non risulterà ferma.
Far raffreddare e lasciare in frigorifero per almeno ventiquattr'ore, ma anche di più, con tutta la cartaforno.
Il giorno successivo ritagliare dei cubetti di 2 cm x 2 cm di lato, adagiarli in pirottini e conservare in frigo fino al momento di consumarli.
Ho provato a cospargere di zucchero a velo, ma scompare a causa dell'umidità della crema, probabilmente sarebbe necessario lo zucchero a velo bucaneve, che risulta idrorepellente, ma ancora non ho pensato di prepararmelo, se qualcuno ne volesse sapere di più può leggere qui
Ho cercato spesso una ricetta di barrette che mi convincesse, che non sapesse troppo di altro che non fosse il limone.
Posso dire di aver trovato qualcosa che mi ha convinto all'ottanta per cento, il risultato , dopo 24 ore di riposo in frigo, mi ha soddisfatto abbastanza, le mie cavie ( figlia, marito e colleghe) hanno espresso un giudizio positivo, io...continuo a cercare e sperimentare, ma questa è comunque un'ottima ricetta, fa una bella figura anche su un buffet tagliata in porzioni da un boccone e via, e si può preparare in anticipo.
Altra nota positiva è che non prevede l'utilizzo di panna, formaggi, ecc, diciamo che è abbastanza basica , ma adesso bando alle ciance, ed eccovi la ricetta.
Barrette al limone / Lemon bars
ricetta presa da qui e adattata un pò
per una teglia di 20 x 28 cm
Per la base
- 195 g farina 00
- 70 g zucchero
- 1/4 cucchiaino di sale
- 120 g burro a temperatura ambiente
- buccia grattugiata di un limone bio ( io non l'avevo e non l'ho messa, non se ne è sentita la mancanza!)
Per la crema
- 4 uova medie
- 265 g di zucchero
- 230 gr di succo di limone
In una ciotola mescolare farina, zucchero, sale e buccia di limone.
Unire il burro morbido fino ad ottenere un impasto sabbioso.
Io ho lavorato tutto nella planetaria con il gancio ed ho ottenuto una palla.
Foderare la teglia con cartaforno e schiacciare l'impasto ottenuto sul fondo, livellandolo con le mani. Non farlo salire sui bordi, sarà sufficiente la carta forno a contenere la crema, quando si aggiungerà.
Cuocere in forno caldo a 180° per 16'-19', regolatevi con i bordi che dovranno apparire dorati.
Mentre cuoce la base preparate la crema montanto le uova intere con lo zucchero, aggiungere il succo di limone e, una volta pronta la base, versarvi la crema e riposizionare in forno per altri 20' o fino a quando, scuotendo la teglia, la crema non risulterà ferma.
Far raffreddare e lasciare in frigorifero per almeno ventiquattr'ore, ma anche di più, con tutta la cartaforno.
Il giorno successivo ritagliare dei cubetti di 2 cm x 2 cm di lato, adagiarli in pirottini e conservare in frigo fino al momento di consumarli.
Ho provato a cospargere di zucchero a velo, ma scompare a causa dell'umidità della crema, probabilmente sarebbe necessario lo zucchero a velo bucaneve, che risulta idrorepellente, ma ancora non ho pensato di prepararmelo, se qualcuno ne volesse sapere di più può leggere qui
Il condizionale è d'obbligo.
Stavolta non lo so se questa ricetta può andare bene.
Ho visto qui, testato da Ema-Arricciaspiccia, la ricetta di un sorbetto di David Lebovitz, me ne sono innamorata.
Ingredienti fondamentali: cioccolato e cocco.
Il cioccolato, si sa, non è proprio la mia passione, ma il latte di cocco...lo utilizzerei ovunque.
Ho letto tutta la descrizione della preparazione di questo sorbetto e mi sono soffermata sulle note di Ema...[ quando lo rifarò] proverò a mettere un pochino meno cioccolato e un goccino meno zucchero.
Unica pecca è che il cocco si sente un po' pochino. Il sapore del cioccolato è assolutamente predominante.
L'ho presa alla lettera : ho pensato di diminuire la quantità di cioccolato, di utilizzare quello bianco , invece che quello fondente, proprio per esaltare il sapore del cocco che, invece, preferisco rispetto a quello del cioccolato.Ho dovuto riproporzionare anche gli altri ingredienti in base alla quantità di latte di cocco disponibile.
Ho completamente rinunciato agli anacardi al miele , quindi non so se e come potessero stare con il sorbetto preparato da me.
Queste le premesse, una domanda sorge spontanea: con tutte queste modifiche si potrà parlare ancora di Redone o no?
Nel dubbio amletico io vi lascio la ricetta così come l'ho eseguita con un unico suggerimento: provatela, anche senza gelatiera, anche la mia ,oramai, mi ha abbandonato.
Sorbetto al cioccolato bianco e latte di cocco (da un'idea di David Lebovitz )
Per l'originale leggere qui
Per circa 800 gr di gelato
Lontano dal fuoco unire il cioccolato a pezzetti e mescolare fino a che non risulterà completamente sciolto.
Unire il latte di cocco e la vaniglia, mescolare bene, lasciar raffreddare e conservare in frigorifero , fino al momento dell'utilizzo. Nel momento in cui lo tirate fuori dal frigo si sarà formata uno strato abbastanza compatto in superficie, mescolatelo con una frusta e non temete, con il passaggio in frezeer e le mescolate, si amalgamerà perfettamente al composto.
Passare in gelatiera, se l'avete, oppure porre il compostop, freddo di frigo in un contenitore di acciaio inox ( consiglio di tenerlo un paio di ore nel frezeer), mescolare bene e riporre in frezeer, mescolando ogni 30 minuti, nel giro di un paio di ore il sorbetto sarà pronto.
A questo punto ho prelevato tutto il sorbetto e l'ho conservato in un contenitore di plastica con il coperchio.
Non occorre tenerlo molto a temperatura ambiente per poterlo porzionare, risulta cremoso al punto giusto.
Ricetta PERFETTA !
Stavolta non lo so se questa ricetta può andare bene.
Ho visto qui, testato da Ema-Arricciaspiccia, la ricetta di un sorbetto di David Lebovitz, me ne sono innamorata.
Ingredienti fondamentali: cioccolato e cocco.
Il cioccolato, si sa, non è proprio la mia passione, ma il latte di cocco...lo utilizzerei ovunque.
Ho letto tutta la descrizione della preparazione di questo sorbetto e mi sono soffermata sulle note di Ema...[ quando lo rifarò] proverò a mettere un pochino meno cioccolato e un goccino meno zucchero.
Unica pecca è che il cocco si sente un po' pochino. Il sapore del cioccolato è assolutamente predominante.
L'ho presa alla lettera : ho pensato di diminuire la quantità di cioccolato, di utilizzare quello bianco , invece che quello fondente, proprio per esaltare il sapore del cocco che, invece, preferisco rispetto a quello del cioccolato.Ho dovuto riproporzionare anche gli altri ingredienti in base alla quantità di latte di cocco disponibile.
Ho completamente rinunciato agli anacardi al miele , quindi non so se e come potessero stare con il sorbetto preparato da me.
Queste le premesse, una domanda sorge spontanea: con tutte queste modifiche si potrà parlare ancora di Redone o no?
Nel dubbio amletico io vi lascio la ricetta così come l'ho eseguita con un unico suggerimento: provatela, anche senza gelatiera, anche la mia ,oramai, mi ha abbandonato.
Sorbetto al cioccolato bianco e latte di cocco (da un'idea di David Lebovitz )
Per l'originale leggere qui
Per circa 800 gr di gelato
- acqua 200 ml
- zucchero 160 gr
- sale un pizzico
- cioccolato bianco di qualità 100 gr ( consentito da prontuario A.I.C.)
- latte di cocco non zuccherato 400 ml
- essenza di vaniglia 1/4 di cucchiaino
Lontano dal fuoco unire il cioccolato a pezzetti e mescolare fino a che non risulterà completamente sciolto.
Unire il latte di cocco e la vaniglia, mescolare bene, lasciar raffreddare e conservare in frigorifero , fino al momento dell'utilizzo. Nel momento in cui lo tirate fuori dal frigo si sarà formata uno strato abbastanza compatto in superficie, mescolatelo con una frusta e non temete, con il passaggio in frezeer e le mescolate, si amalgamerà perfettamente al composto.
Passare in gelatiera, se l'avete, oppure porre il compostop, freddo di frigo in un contenitore di acciaio inox ( consiglio di tenerlo un paio di ore nel frezeer), mescolare bene e riporre in frezeer, mescolando ogni 30 minuti, nel giro di un paio di ore il sorbetto sarà pronto.
A questo punto ho prelevato tutto il sorbetto e l'ho conservato in un contenitore di plastica con il coperchio.
Non occorre tenerlo molto a temperatura ambiente per poterlo porzionare, risulta cremoso al punto giusto.
Ricetta PERFETTA !
Con questa ricetta parteciperei ( amato condizionale)
allo Starbooks Redone
Ma quanto ci si può divertire in cucina?
Tolti i piatti da lavare, la fatica di preparare, la spesa da fare, direi ...moltissimo!
L'importante è porsi con lo spirito giusto, che, nel mio caso, non è quello di voler mangiare, ma di voler PROVARE qualcosa di nuovo, di diverso, di strano, di curioso.
Se poi succede che quello che ne viene fuori è anche utile per un pranzo o una cena, ancora meglio, ma non capita poi così frequentemente, lo confesso.
E voi quanto vi divertite a sperimentare?
Guardando le infinite immagini presenti in rete, e non sono nemmeno una fanatica di Pinterest ( che ancora faccio fatica a seguire), ho scovato un bellissimo rotolo di pasta biscuit tutto decorato con le ciliegie.
Avendo la mia ricetta oramai più che collaudata , ho deciso di provarci, così, per puro divertimento.
So che alcuni preparano la pasta biscuit senza lievito e senza aggiungere grassi, proprio come un pan di spagna, ma ho trovato anche ne Le scuole del Gambero Rosso riportata una ricetta di biscuit con lievito , burro fuso e acqua, quindi io continuo a ritenere valida la mia e ve la lascio.
La possibilità di sperimentare e divertirsi ancora è illimitata, cosa aspettate a provare?
Rotolo di pasta biscuit decorato con ciliegie alla crema al latte e amarene
Per la pasta biscuit decorata
Montare le chiare a neve con lo zucchero rimasto, metterle sopra i tuorli e setacciarvi sopra farina, fecola e , per ultimo, il lievito.
Mescolare bene il tutto senza smontare.
In una ciotolina versare due cucchiai di impasto e qualche goccia di colorante verde, mescolare bene e tenere da parte.
In un'altra ciotola versare tre cucchiai di impasto e colorare con il rosso.
Posizionare un foglio di cartaforno su una teglia.
Versare il composto verde in una sac à poche e disegnare sul foglio gli steli delle ciliegie, distanziati tra loro e sparsi.
Versare il composto rosso in un'altra sac à poche e procedere disegnando una ciliegia all'estremità di ogni picciolo verde.
Per stendere al meglio il composto rimasto, senza rovinare i disegni, ho preferito usare sempre una sac à poche senza beccuccio, ma con un'apertura di circa un centimetro, ho creato tante righe sulla cartaforno decorata, fino a ricoprire tutti i disegni in maniera omogenea.
Ho battuto sul piano di lavoro la teglia, per eliminare le bolle d'aria, e ho messo in forno preriscaldato a 180° in modalità ventilata per 12', o comunque fino a quando non risulterà dorato.
Sfornare e avvolgere utilizzando la stessa carta forno.
Far raffreddare.
Per la crema al latte
Proseguire la cottura su fuoco basso, sempre mescolando, fino a che il composto non avrà la consistenza di una crema.
Far raffreddare bene.
Preparare la meringa all'italiana con un albume pesato, il doppio del peso di zucchero e la metà del peso di acqua.
Iniziare a montare l'albume, nel frattempo preparare uno sciroppo cpn lo zucchero e l'acqua, cuocere fino a quando la consistenza non sarà quella di uno sciroppo ( circa 3 minuti dal bollore), non deve caramellare, se possedete un termometro da cucina, deve raggiungere la temperatura di 121°.
A questo punto versare a filo sull'albume, continuando a montare fino a che tutto il composto non risulterà freddo ( almeno 10').
Una volta ottenuta la meringa unirla alla crema di latte fredda, mescolare piano, senza smontare.
Preparare il rotolo:
Srotolare la pasta delicatamente,staccandola dalla carta, fare uno strato abbondante di marmellata di amarene ( non lesinate, è piacevole trovarne tante), uno strato di crema al latte e arrotolate delicatamente.
Conservare in frigorifero avvolto nella carta forno o carta argentata, fino al momento di consumare.
Tolti i piatti da lavare, la fatica di preparare, la spesa da fare, direi ...moltissimo!
L'importante è porsi con lo spirito giusto, che, nel mio caso, non è quello di voler mangiare, ma di voler PROVARE qualcosa di nuovo, di diverso, di strano, di curioso.
Se poi succede che quello che ne viene fuori è anche utile per un pranzo o una cena, ancora meglio, ma non capita poi così frequentemente, lo confesso.
E voi quanto vi divertite a sperimentare?
Guardando le infinite immagini presenti in rete, e non sono nemmeno una fanatica di Pinterest ( che ancora faccio fatica a seguire), ho scovato un bellissimo rotolo di pasta biscuit tutto decorato con le ciliegie.
Avendo la mia ricetta oramai più che collaudata , ho deciso di provarci, così, per puro divertimento.
So che alcuni preparano la pasta biscuit senza lievito e senza aggiungere grassi, proprio come un pan di spagna, ma ho trovato anche ne Le scuole del Gambero Rosso riportata una ricetta di biscuit con lievito , burro fuso e acqua, quindi io continuo a ritenere valida la mia e ve la lascio.
La possibilità di sperimentare e divertirsi ancora è illimitata, cosa aspettate a provare?
Rotolo di pasta biscuit decorato con ciliegie alla crema al latte e amarene
- Pasta biscuit decorata
- Crema al latte con meringa
- Marmellata di amarene
Per la pasta biscuit decorata
- 4 uova
- 100 gr di zucchero + 50 gr
- 1 presa di sale
- vaniglia
- 100 gr farina 00
- 50 gr fecola di patate
- 6 gr di lievito per dolci
- 4 cucchiai di acqua bollente
- colorante alimentare verde e rosso
Montare le chiare a neve con lo zucchero rimasto, metterle sopra i tuorli e setacciarvi sopra farina, fecola e , per ultimo, il lievito.
Mescolare bene il tutto senza smontare.
In una ciotolina versare due cucchiai di impasto e qualche goccia di colorante verde, mescolare bene e tenere da parte.
In un'altra ciotola versare tre cucchiai di impasto e colorare con il rosso.
Posizionare un foglio di cartaforno su una teglia.
Versare il composto verde in una sac à poche e disegnare sul foglio gli steli delle ciliegie, distanziati tra loro e sparsi.
Versare il composto rosso in un'altra sac à poche e procedere disegnando una ciliegia all'estremità di ogni picciolo verde.
Per stendere al meglio il composto rimasto, senza rovinare i disegni, ho preferito usare sempre una sac à poche senza beccuccio, ma con un'apertura di circa un centimetro, ho creato tante righe sulla cartaforno decorata, fino a ricoprire tutti i disegni in maniera omogenea.
Ho battuto sul piano di lavoro la teglia, per eliminare le bolle d'aria, e ho messo in forno preriscaldato a 180° in modalità ventilata per 12', o comunque fino a quando non risulterà dorato.
Sfornare e avvolgere utilizzando la stessa carta forno.
Far raffreddare.
Per la crema al latte
- 250 ml latte
- 20 gr maizena
- aroma vaniglia mezzo cucchiaino
- 35 gr di zucchero semolato ( aumentarlo fino a 100 gr se non si utilizza la meringa all'italiana)
- 100 gr di meringa all'italiana
Proseguire la cottura su fuoco basso, sempre mescolando, fino a che il composto non avrà la consistenza di una crema.
Far raffreddare bene.
Preparare la meringa all'italiana con un albume pesato, il doppio del peso di zucchero e la metà del peso di acqua.
Iniziare a montare l'albume, nel frattempo preparare uno sciroppo cpn lo zucchero e l'acqua, cuocere fino a quando la consistenza non sarà quella di uno sciroppo ( circa 3 minuti dal bollore), non deve caramellare, se possedete un termometro da cucina, deve raggiungere la temperatura di 121°.
A questo punto versare a filo sull'albume, continuando a montare fino a che tutto il composto non risulterà freddo ( almeno 10').
Una volta ottenuta la meringa unirla alla crema di latte fredda, mescolare piano, senza smontare.
Preparare il rotolo:
Srotolare la pasta delicatamente,staccandola dalla carta, fare uno strato abbondante di marmellata di amarene ( non lesinate, è piacevole trovarne tante), uno strato di crema al latte e arrotolate delicatamente.
Conservare in frigorifero avvolto nella carta forno o carta argentata, fino al momento di consumare.
Con questa ricetta partecipo al contest della Cucina di Barbara Get an Aid in the Kitchen che è giunto alla sua terza edizione.
Dopo l'esperimento con il dolcificante adatto alla cottura, che mi ha attirato qualche disapprovazione da chi è, giustamente, attento alla salute, vi propongo un dolce leggerissimo, ma stavolta sul serio.
Non contiene panna, nè burro, nè cioccolata, nè dolcificanti di sintesi, solo 3 ingredienti:
LIMONI
ZUCCHERO
GELATINA IN FOGLI
e...ACQUA!! Se vogliamo considerarla un ingrediente.
Non è il solito dolce budinoso, gelatinoso, molleggiante e rimbalzante.
No, è proprio una mousse, bianca, spumosa, in cui tuffare il cucchiaio o qualche biscottino, ma anche una composta di frutta o pezzetti di frutta, da usare come farcia per un dolce o da mangiare così com'è.
Mi ha conquistato immadiatamente dopo la prima lettura, in effetti mi sono riletta la ricetta tre volte, perchè non credevo fosse possibile ottenere questo risultato, come san Tommaso ho subito provato e...mi è riuscito!
Non aggiungo altro che un invito a provarlo, con un piccolo accorgimento nell'attrezzatura, indispensabile una planetaria o uno sbattitore in grado di reggere 25 minuti di lavoro continuo.
La ricetta l'ho scovata da Alex di Ombra nel Portico , che la riporta come ricetta dello chef Gianluca Fusto.
Io ve la passo e ringrazio Alex per aver condiviso una tecnica così semplice che , sicuramente, mi vedrà sperimentare ancora!! :)
Mousse di limone
Con queste dosi si ottengono 6 porzioni abbondanti
Preparare lo sciroppo con zucchero e acqua.
Portare a ebollizione e far sciogliere bene lo zucchero, unire il succo di limone filtrato e riportare a bollore.
Nel frattempo mettere i fogli di gelatina in acqua fredda, una volta che risulteranno ammorbiditi strizzarli e unirli al composto di acqua, zucchero e limone lontano dal fuoco.
Far sciogliere bene e versare in un contenitore, passandoloo attraverso un colino.
Conservare una notte in frigo
Fin qui niente di straordinario, abbiamo fatto una gelatina al limone, neanche molto dolce, ma adesso arriva il tocco di genio!!
Il giorno successivo versare la gelatina nella planetaria e montarla per 20'-25' fino ad avere un composto montato come se fosse panna.
Volendo si può provare a montare il composto con delle fruste elettriche, considerando che i tempi per ottenere il risultato di cui parlo sono quelli, 20-25 minuti, quindi armatevi di pazienza e provateci!!
Versare nelle coppette e conservare in frigo, prima di servire decorare con frutta, sciroppo, macedonia o biscottini.
Io l'ho servita formando delle quenelle e aggiungendo dei kumquat sciroppati!!
Con questa ricetta partecipo al contest di Aboutfood : Dolci senza latte, senza uova
Non contiene panna, nè burro, nè cioccolata, nè dolcificanti di sintesi, solo 3 ingredienti:
LIMONI
ZUCCHERO
GELATINA IN FOGLI
e...ACQUA!! Se vogliamo considerarla un ingrediente.
Non è il solito dolce budinoso, gelatinoso, molleggiante e rimbalzante.
No, è proprio una mousse, bianca, spumosa, in cui tuffare il cucchiaio o qualche biscottino, ma anche una composta di frutta o pezzetti di frutta, da usare come farcia per un dolce o da mangiare così com'è.
Mi ha conquistato immadiatamente dopo la prima lettura, in effetti mi sono riletta la ricetta tre volte, perchè non credevo fosse possibile ottenere questo risultato, come san Tommaso ho subito provato e...mi è riuscito!
Non aggiungo altro che un invito a provarlo, con un piccolo accorgimento nell'attrezzatura, indispensabile una planetaria o uno sbattitore in grado di reggere 25 minuti di lavoro continuo.
La ricetta l'ho scovata da Alex di Ombra nel Portico , che la riporta come ricetta dello chef Gianluca Fusto.
Io ve la passo e ringrazio Alex per aver condiviso una tecnica così semplice che , sicuramente, mi vedrà sperimentare ancora!! :)
Mousse di limone
Con queste dosi si ottengono 6 porzioni abbondanti
- 150 gr acqua
- 175 gr di zucchero ( volendo si può aumentare fino a 200 gr, io non l'ho fatto)
- 160 gr di succo di limone
- 13 gr di gelatina in fogli ( colla di pesce)
Preparare lo sciroppo con zucchero e acqua.
Portare a ebollizione e far sciogliere bene lo zucchero, unire il succo di limone filtrato e riportare a bollore.
Nel frattempo mettere i fogli di gelatina in acqua fredda, una volta che risulteranno ammorbiditi strizzarli e unirli al composto di acqua, zucchero e limone lontano dal fuoco.
Far sciogliere bene e versare in un contenitore, passandoloo attraverso un colino.
Conservare una notte in frigo
Fin qui niente di straordinario, abbiamo fatto una gelatina al limone, neanche molto dolce, ma adesso arriva il tocco di genio!!
Il giorno successivo versare la gelatina nella planetaria e montarla per 20'-25' fino ad avere un composto montato come se fosse panna.
Volendo si può provare a montare il composto con delle fruste elettriche, considerando che i tempi per ottenere il risultato di cui parlo sono quelli, 20-25 minuti, quindi armatevi di pazienza e provateci!!
Versare nelle coppette e conservare in frigo, prima di servire decorare con frutta, sciroppo, macedonia o biscottini.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Lamponi e Tulipani
Con questa ricetta partecipo al contest di Crema e Panna
Con questa ricetta partecipo al contest di Crema e Panna
Con questa ricetta partecipo al contest di Aboutfood : Dolci senza latte, senza uova
Che belle queste giornate oramai quasi primaverili, tranne ieri che nevicava, ma oramai anche il tempo è impazzito!!
Tutto è verde, tenero, sa di terra fresca, di erba tenera...perfino la solita puzza dei gas di scarico ha un altro odore, non trovate?
Sarà merito delle ore di luce che sono aumentate, della temperatura che è finalmente risalita, insomma quale che sia il motivo, a me è venuta una gran voglia di ricominciare a pasticciare con i gelati.
La ricetta questa volta viene dall'India, da come riporta il libro a cui ho attinto , questo è un tradizionale gelato indiano a base di latte.
L'ho provato, il gusto è particolare, adatto a chi ama sapori non consueti e l'uso delle spezie.
Kulfi
( da Il grande libro del gelato e di dessert di J.Farrow e S. Lewis)
Per 4 persone ( facendone bicchierini si ottengono il doppio delle porzioni)
Portare a ebollizione, abbassare la fiamma e fate sobbollire per un'ora, mescolando di tanto in tanto.
mettere i baccelli di cardamomo in un mortaio e schiacciarli con un pestello.
Unire i baccelli e i semi al latte e continuare a far sobbollire per un'ora e trenta o finchè il latte si è ridotto a circa 475 ml.
Filtrare il latte attraverso un setaccio, unire lo zucchero, mescolare e lasciar raffreddare.
Tritare metà dei pistacchi con un frullatore, ottenendo una polvere omogenea.
Tagliare il resto dei pistacchi a scaglie e lasciare da parte per la decorazione.
Incorporare i pistacchi al composto con il latte.
Versare in stampini monodose, lasciare in frezeer tutta la notte, finchè non è solidificato.
Per rimuovere i kulfi dallo stampo immergere per 10 secondi gli stampini in acqua molto calda.
Tirarli fuori e capovolgerli su un piattino.
Decorare con i pistacchi e petali di rosa ( io non li ho trovati!)
Tutto è verde, tenero, sa di terra fresca, di erba tenera...perfino la solita puzza dei gas di scarico ha un altro odore, non trovate?
Sarà merito delle ore di luce che sono aumentate, della temperatura che è finalmente risalita, insomma quale che sia il motivo, a me è venuta una gran voglia di ricominciare a pasticciare con i gelati.
La ricetta questa volta viene dall'India, da come riporta il libro a cui ho attinto , questo è un tradizionale gelato indiano a base di latte.
L'ho provato, il gusto è particolare, adatto a chi ama sapori non consueti e l'uso delle spezie.
Kulfi
( da Il grande libro del gelato e di dessert di J.Farrow e S. Lewis)
Per 4 persone ( facendone bicchierini si ottengono il doppio delle porzioni)
- 1,5 lt. latte intero
- 3 baccelli cardamomo
- 25 gr zucchero semolato
- 50 gr pistacchi spellati non salati, più altri per decorare
Portare a ebollizione, abbassare la fiamma e fate sobbollire per un'ora, mescolando di tanto in tanto.
mettere i baccelli di cardamomo in un mortaio e schiacciarli con un pestello.
Unire i baccelli e i semi al latte e continuare a far sobbollire per un'ora e trenta o finchè il latte si è ridotto a circa 475 ml.
Filtrare il latte attraverso un setaccio, unire lo zucchero, mescolare e lasciar raffreddare.
Tritare metà dei pistacchi con un frullatore, ottenendo una polvere omogenea.
Tagliare il resto dei pistacchi a scaglie e lasciare da parte per la decorazione.
Incorporare i pistacchi al composto con il latte.
Versare in stampini monodose, lasciare in frezeer tutta la notte, finchè non è solidificato.
Per rimuovere i kulfi dallo stampo immergere per 10 secondi gli stampini in acqua molto calda.
Tirarli fuori e capovolgerli su un piattino.
Decorare con i pistacchi e petali di rosa ( io non li ho trovati!)
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Per questi gelati occorerebbero stampi a forna di cono, ma si possono utilizzare anche stampi per i ghiaccioli , bicchierini da finger food o delle tazzine.
Per abbreviare i tempi di preparazione si può utilizzare direttamente del latte condensato, ma il sapore sicuramente ne risentirebbe.
Con questa ricetta partecipo al calendario di Ammodomio per il mese di maggio
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