Esistono infinite versioni di questi biscottini.
Quasi ogni regione ne possiede una ricetta codificata.
I confini regionali, probabilmente non erano così rigidi nel passato, tanto da permettere che una ricetta tipica regionale diventasse patrimonio un po' di tutti.
Questa che propongo, esattamente con questo nome, è contenuta nel libro : La cucina molisana di Lombardi-Mastropaolo ed. Arti Grafiche La Regione 1986.
ALBANESI
per una teglia da forno
Versare il vino in una ciotola, aggiungere l'olio, lo zucchero e amalgamare facendo cadere a pioggia la farina, tanta quanta ne assorbe l'impasto.
Dovrà risultare un composto abbastanza consistente, non appiccicoso, ma neanche difficile da lavorare e che si sbricioli.Nel caso dovesse risultare poco idratato aggiungere un altro poco di vino e di olio, gradualmente.
Rovesciarlo sulla spianatoia e lavorarlo fino ad avere un panetto liscio ed omogeneo.
Dividere la pasta in bastoncini della lunghezza di 8/10 cm e dare la forma di tarallini.
Passarli nello zucchero, adagiarli su cartaforno e cuocere in forno caldo , ventilato, a 180°C fino a quando non risulteranno leggermente coloriti, circa 25 minuti, ma prestate attenzione dopo i primi 15 minuti.
Far raffreddare e accompagnare con un buon bicchiere di vino.
Quasi ogni regione ne possiede una ricetta codificata.
I confini regionali, probabilmente non erano così rigidi nel passato, tanto da permettere che una ricetta tipica regionale diventasse patrimonio un po' di tutti.
Questa che propongo, esattamente con questo nome, è contenuta nel libro : La cucina molisana di Lombardi-Mastropaolo ed. Arti Grafiche La Regione 1986.
ALBANESI
per una teglia da forno
- 50 g olio extravergine di oliva
- 50 g zucchero
- 50 g vino bianco
- 200 g farina 00 ( valutare la consistenza)
- zucchero semolato per la finitura
Versare il vino in una ciotola, aggiungere l'olio, lo zucchero e amalgamare facendo cadere a pioggia la farina, tanta quanta ne assorbe l'impasto.
Dovrà risultare un composto abbastanza consistente, non appiccicoso, ma neanche difficile da lavorare e che si sbricioli.Nel caso dovesse risultare poco idratato aggiungere un altro poco di vino e di olio, gradualmente.
Rovesciarlo sulla spianatoia e lavorarlo fino ad avere un panetto liscio ed omogeneo.
Dividere la pasta in bastoncini della lunghezza di 8/10 cm e dare la forma di tarallini.
Passarli nello zucchero, adagiarli su cartaforno e cuocere in forno caldo , ventilato, a 180°C fino a quando non risulteranno leggermente coloriti, circa 25 minuti, ma prestate attenzione dopo i primi 15 minuti.
Far raffreddare e accompagnare con un buon bicchiere di vino.
2 commenti
Buongiorno cari amici, oggi un appuntamento che ci teletrasporta direttamente nell'atmosfera e nei profumi della festa più bella dell'anno: il Natale.
Noi de L'Italia nel Piatto abbiamo voluto regalarvi tante ricette legate alla tradizione e a questa festa , sono sicura che vi piaceranno e vi verrà voglia di passare da una regione all'altra seguendo la scia di profumo, allora siete pronti per il tour?
Trentino-Alto Adige: Husarenkrapfen
Friuli-Venezia Giulia: Gubana
Lombardia: Il torrone di Cremona
Veneto: Bussolà
Liguria: raviéu co-u tuccu
Emilia Romagna: Panone di Natale Bolognese
Lazio: Pan giallo
Marche: Fustringolo marchigiano
Abruzzo:Il Parrozzo
Puglia: Pane fenìscke
Calabria: Petrali
Calabria: Petrali
Sicilia: Cous cous dolce di Natale
Per quel che riguarda il Molise ho voluto proporre un piatto che prevede l'utilizzo della carne di agnello, in un mondo in cui questo animale era molto presente, non deve stupire di ritrovarlo in un piatto specifico del Natale.
Questo piatto
tradizionale vede le patate fare da robusto accompagnamento alla carne, facendolo
diventare un piatto unico proprio nelle rare occasioni in cui l’agnello veniva
ucciso per la famiglia.
Le brave massaie
sapevano bene che “l’agnello è traditore” e provvedevano prontamente ad inserire
le patate capaci di raccogliere tutto il condimento e l’aroma e, al tempo
stesso, a saziare, più di quanto il solo agnello potesse fare.
Agnello alla molisana
Tempo di preparazione
30 minuti
Tempo di cottura
1 ora circa
Dose per 4 persone
- 1,5 kg di agnello
- 1,5 kg patate
- Due bicchieri di olio extravergine di oliva
- Due cipolle piccole
- Due spicchi di aglio
- Un ciuffo abbondante di prezzemolo
- Pepe macinato
- Sale
- Un cucchiaio di sugna ( strutto)
Copri il fondo di un ruoto ben unto con le patate
precedentemente pelate, lavate e tagliate a spicchi e deponi su di esse i pezzi
di agnello.
Insaporisci il tutto con fiocchetti di sugna ( questo come
da tradizione, volendo si può omettere), rondelle di cipolla, l’aglio a filetti
e un trito generoso di prezzemolo.
Unisci il sale, il pepe, irrora tutto con abbondante olio e
con un bicchiere e mezzo di acqua.
Preriscalda il forno a 180°C , statico, inforna per circa un’ora e dieci minuti, coperto con
della carta argentata, scopri gli ultimi 20 minuti per permettere all’agnello
di rosolare bene.
Ricordatevi di fare un salto sul blog de L'Italia nel Piatto
Una passeggiata nei boschi per questo nuovo appuntamento con le regioni d'Italia.
Vi invitiamo a seguirci in questa passeggiata virtuale, troverete il profumo dell'autunno, castagne, tartufi, funghi e tutto quello che i boschi sanno regalarci in questo periodo.
Come sempre vi invito a fare un giro nelle altre regioni:
Trentino-Alto Adige: Crostatine ai funghi mi sti di bosco
Friuli -Venezia Giulia: Strùcul di mont Lombardia: Foiade di castagne ai funghi porcini
Veneto: Budin con la farina de maròn
Valle d'Aosta: Risotto alle castagne
Liguria: tocco de funzi
Emilia Romagna: Tagliatelle di castagne con sugo di funghi
Lazio: Frittelle di castagne e mele
Toscana: Necci
Marche: Il tartufo e la 49° fiera nazionale del tartufo bianco di Acqualagna
Abruzzo:Funghi all'Abruzzese
Umbria: Costolette d'agnello con roveja e tartufo
Basilicata: Polpette al vino rosso con cardoncelli e lampascioni in agrodolce
Puglia: Recchjetèdde e cardengiedde
Calabria: Il castagnaccio dei monti Reventino, Tiriolo, Mancuso
e il Molise con una zuppa di lenticchie e castagne.
Capracotta è un paese, in provincia di Isernia, famoso soprattutto per la sagra della "pezzata", carne di pecora bollita in paioli con acqua e erbe aromatiche.
Piatto nato dall'esigenza da parte dei pastori di utilizzare qualche capo di bestiame azzoppatosi durante la transumanza dalle montagne dell'Alto Molise al Tavoliere delle Puglie e diventato una prelibatezza da buongustai.
Oggi invece vi racconto di un'altra eccellenza, meno famosa , ma sicuramente da scoprire: le miccole.
Le lenticchie di Capracotta vengono coltivate sui terreni pietrosi dei monti del capracottese, anche l'altezza /(dai 1400m ai 1600m s.l.m) contribuisce a dare alle miccole un gusto e delle proprietà organolettiche uniche.
Zuppa di lenticchie di Capracotta e castagne
dose per 4 persone
Lessare in abbondante acqua le castagne secche morbide per circa 35-40 minuti.
Verso la fine della cottura delle lenticchie completare con le castagne bollite precedentemente.
Condire con l'olio, versare nelle scodelle sulle fette di pane tostato.
Aggiungere un altro abbondante giro di olio.
E ricordatevi di fare un salto sul blog de L'Italia nel piatto.
Vi invitiamo a seguirci in questa passeggiata virtuale, troverete il profumo dell'autunno, castagne, tartufi, funghi e tutto quello che i boschi sanno regalarci in questo periodo.
Come sempre vi invito a fare un giro nelle altre regioni:
Trentino-Alto Adige: Crostatine ai funghi mi sti di bosco
Friuli -Venezia Giulia: Strùcul di mont Lombardia: Foiade di castagne ai funghi porcini
Veneto: Budin con la farina de maròn
Valle d'Aosta: Risotto alle castagne
Liguria: tocco de funzi
Emilia Romagna: Tagliatelle di castagne con sugo di funghi
Lazio: Frittelle di castagne e mele
Toscana: Necci
Marche: Il tartufo e la 49° fiera nazionale del tartufo bianco di Acqualagna
Abruzzo:Funghi all'Abruzzese
Umbria: Costolette d'agnello con roveja e tartufo
Basilicata: Polpette al vino rosso con cardoncelli e lampascioni in agrodolce
Puglia: Recchjetèdde e cardengiedde
Calabria: Il castagnaccio dei monti Reventino, Tiriolo, Mancuso
e il Molise con una zuppa di lenticchie e castagne.
Capracotta è un paese, in provincia di Isernia, famoso soprattutto per la sagra della "pezzata", carne di pecora bollita in paioli con acqua e erbe aromatiche.
Piatto nato dall'esigenza da parte dei pastori di utilizzare qualche capo di bestiame azzoppatosi durante la transumanza dalle montagne dell'Alto Molise al Tavoliere delle Puglie e diventato una prelibatezza da buongustai.
Oggi invece vi racconto di un'altra eccellenza, meno famosa , ma sicuramente da scoprire: le miccole.
Le lenticchie di Capracotta vengono coltivate sui terreni pietrosi dei monti del capracottese, anche l'altezza /(dai 1400m ai 1600m s.l.m) contribuisce a dare alle miccole un gusto e delle proprietà organolettiche uniche.
Le varietà endemiche coltivate sono due.La cultivar, di più antica memoria rispetto all'altra, presenta una marcata policromia che va dal nero-marrone scuro, arancio, fino al rosso mattone e una struttura tegumentale ben sviluppata e robusta.
Dopo la cottura ( che non supera mai i 20-30 minuti) questa lenticchia noon si spappola, ma rimane sempre soda e saporitissima.
Sia nella prima che nella seconda varietà di lenticchia di Capracotta, le dimensioni del seme sono molto ridotte ed il sapore è pressochè identico ed eccellente.
Notizie riportate dall'azienda Le Miccole -Capracotta (Is)
Zuppa di lenticchie di Capracotta e castagne
dose per 4 persone
- 300 g lenticchie di Capracotta
- 150 g castagne secche morbide ( vengono denominate proprio così dai venditori)
- 2 spicchi di aglio
- prezzemolo
- foglie di alloro
- pane abbrustolito
- olio di frantoio
- sale
Lessare in abbondante acqua le castagne secche morbide per circa 35-40 minuti.
Verso la fine della cottura delle lenticchie completare con le castagne bollite precedentemente.
Condire con l'olio, versare nelle scodelle sulle fette di pane tostato.
Aggiungere un altro abbondante giro di olio.
E ricordatevi di fare un salto sul blog de L'Italia nel piatto.
Ricetta corroborante che per secoli ha smorzato appetiti, calmato dolori, riscaldato corpi infreddoliti, assecondato sonni tranquilli (La cucina molisana -Lombardi-Mastropaolo).
Visto che il tema per questa uscita de L'Italia nel Piatto è il comfort food, ho pensato di proporre questo piatto, che sa scaldare anima e corpo.
Essendo una ricetta antica quasi non ci sono dosi, ma il risultato si ottiene ugualmente.
Qui dalle mie parti la neve ha fatto la comparsa sulle montagne e una cena a base di suscelle è stata semplicemente perfetta per questa stagione.
Qui trovate tutte le altre proposte delle regioni partecipanti
Trentino-Alto Adige: Pane di molche (El Pam de molche) con le noci
http://www.afiammadolce.it/ 2014/11/ pane-di-molche-pam-de-molche-co n-le-noci.html
Friuli-Venezia Giulia: Goulash di oca alla friulana con polenta e frico croccante
http:// ilpiccoloartusi.blogspot.com/ 2014/11/ goulash-doca-alla-friulana-con- polenta.html
Lombardia: Ravioli di zucca (Raviöi de ssüca)
http:// kucinadikiara.blogspot.com/ 2014/11/ ravioli-di-zucca-ravioi-de-ssuc a.html
Veneto: Pearà
http://ely-tenerezze.blogspot.it/2014/11/peara.html
Valle d'Aosta: Budino di pane di segale http:// atuttopepe.blogspot.com/2014/ 11/ budino-di-pane-di-segalela-vall e-daosta.html
Piemonte: Non partecipa
Liguria: Ciuppin http:// arbanelladibasilico.blogspot.co m/2014/11/ litalia-nel-piatto-comfort-food .html
Emilia Romagna: Zuppa imperiale http:// zibaldoneculinario.blogspot.com /2014/11/ zuppa-imperiale-per-litalia-nel -piatto.html
Lazio: Minestra di ceci e castagne
http:// beufalamode.blogspot.com/2014/ 11/ minestra-di-ceci-e-castagne-per -litalia.html
Toscana: Pappa al pomodoro http:// acquacottaf.blogspot.com/2014/ 11/pappa-al-pomodoro.html
Marche: Olive all'ascolana http:// lacreativitaeisuoicolori.blogsp ot.com/2014/11/ olive-allascolana-ricetta-tipic a-delle.html
Abruzzo:Scrippelle 'mbusse http:// ilmondodibetty.blogspot.com/ 2014/11/ scrippelle-mbusse-per-litalia-n el-piatto.html
Umbria: Zuppa di cecere http:// amichecucina.blogspot.com/2014/ 11/ zuppa-di-cecere-per-litalia-nel -piatto.html
Basilicata: Lagane e ceci
http://blog.alice.tv/ profumodicannella/2014/10/31/ lagane-e-ceci-infallibile-comfo rt-food/
Campania: Pettole e fagioli sfritte -http:// www.isaporidelmediterraneo.it/ 2014/11/ pettole-e-fagioli-sfritte.html
Puglia: Cavatelli, cozze e fagioli - http:// breakfastdadonaflor.blogspot.co m/2014/11/ cucina-pugliese-cavatelli-cozze -e.html
Calabria:Marzallette -http:// ilmondodirina.blogspot.com/ 2014/11/marzallette.html
Sicilia: I taralli siciliani - http:// burro-e-vaniglia.blogspot.com/ 2014/11/ i-taralli-siciliani.html
Sardegna: NON PARTECIPA
e il Molise con U Suscelle
U Suscelle
Dose per 4 persone
Nel frattempo in una terrina battete le uova con il formaggio, unite la mollica di pane sbriciolata, un pizzico di sale e il prezzemolo tritato.
Amalgamate e versatelo a cucchiaiate nel brodo che bolle.
Mescolate con un cucchiaio di legno, fate cuocere per un altro paio di minuti fino a quando si sarà formato "u suscelle"; versatelo con il brodo nei piatti e mangiarlo cosparso di abbondante formaggio grattugiato.
Visto che il tema per questa uscita de L'Italia nel Piatto è il comfort food, ho pensato di proporre questo piatto, che sa scaldare anima e corpo.
Essendo una ricetta antica quasi non ci sono dosi, ma il risultato si ottiene ugualmente.
Qui dalle mie parti la neve ha fatto la comparsa sulle montagne e una cena a base di suscelle è stata semplicemente perfetta per questa stagione.
Qui trovate tutte le altre proposte delle regioni partecipanti
Trentino-Alto Adige: Pane di molche (El Pam de molche) con le noci
http://www.afiammadolce.it/
Friuli-Venezia Giulia: Goulash di oca alla friulana con polenta e frico croccante
http://
Lombardia: Ravioli di zucca (Raviöi de ssüca)
http://
Veneto: Pearà
http://ely-tenerezze.blogspot.it/2014/11/peara.html
Valle d'Aosta: Budino di pane di segale http://
Piemonte: Non partecipa
Liguria: Ciuppin http://
Emilia Romagna: Zuppa imperiale http://
Lazio: Minestra di ceci e castagne
http://
Toscana: Pappa al pomodoro http://
Marche: Olive all'ascolana http://
Abruzzo:Scrippelle 'mbusse http://
Umbria: Zuppa di cecere http://
Basilicata: Lagane e ceci
http://blog.alice.tv/
Campania: Pettole e fagioli sfritte -http://
Puglia: Cavatelli, cozze e fagioli - http://
Calabria:Marzallette -http://
Sicilia: I taralli siciliani - http://
Sardegna: NON PARTECIPA
e il Molise con U Suscelle
U Suscelle
Dose per 4 persone
- 6 uova
- una manciata di pane raffermo ridotto a mollica
- una manciata di formaggio grattugiato misto ( parmigiano/ pecorino)
- un ciuffo di prezzemolo tritato finemente ( omesso perchè non l'avevo)
- sale
- un litro di acqua
- 1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
- una costa di sedano
- una cipolla
- un pomodoro
- sale q.b.
- formaggio grattugiato a piacere
Nel frattempo in una terrina battete le uova con il formaggio, unite la mollica di pane sbriciolata, un pizzico di sale e il prezzemolo tritato.
Amalgamate e versatelo a cucchiaiate nel brodo che bolle.
Mescolate con un cucchiaio di legno, fate cuocere per un altro paio di minuti fino a quando si sarà formato "u suscelle"; versatelo con il brodo nei piatti e mangiarlo cosparso di abbondante formaggio grattugiato.
Vi ricordo il blog de L'Italia nel Piatto
L'autunno è arrivato anche sulle nostre tavole.
Il tempo della vendemmia ha ispirato noi, de L'Italia nel piatto, ad utilizzare l'uva e i suoi derivati in questa nuova carrellata di ricette regionali, ma soprattutto tutti i vapori e gli effluvi ci hanno dato un pò alla testa facendoci trovare il coraggio ( e il tempo, per chi ci si è dedicato) di aprire un blog specifico de L'Italia nel Piatto.
Abbiamo sempre creduto in questo progetto, riunire l'Italia attraverso le sue ricette ci è sembrato un modo bello per approcciarsi alle tradizioni e alla ricchezza che il nostro territorio offre in fatto di ingredienti, di eccellenze e di cultura culinaria.
Grazie all'impegno di alcuni membri ( grazie, grazie, grazie) finalmente tutto il capitale di tradizioni verrà valorizzato.
Allora cosa aspettate ad andare sul blog de L'Italia nel piatto? Vi aspettiamo, tutti, ma prima fate un giretto e lasciatevi inebriare dal profumo del mosto, dell'uva e da un bel bicchiere di vino.
La mia proposta affonda le radici nella cucina povera del Molise, nelle sere autunnali.
Subito dopo la vendemmia, in molti paesi del Molise si preparava la pasta "vinnisca" e si invitavano parenti ed amici per mangiarla insieme.
Proprio ieri sera descrivevo, al telefono , alla mia mamma questa ricetta e lei mi ricordava della nostra vicina di casa che ogni anno, nel periodo della vendemmia, ci portava un piattino di questo dolce e un pò di uva appena colta.
Raccontare di queste ricette, antiche e anche un pò distanti dai nostri gusti "moderni" è come rispolverare vecchi abiti e merletti realizzati dalle mani delle nonne fanciulle, un patrimonio da difendere e da condividere.
In alcuni paesi si utilizza la farina di granone, invece che la farina bianca.
A Campobasso viene chiamata "farnata", ovvero farinata.
Riporto con piacere una poesia di una poetessa molisana che racconta e coglie lo spirito della vendemmia.
Pasta vinnisca
Dose per 4/5 monoporzioni
Se come me avete optato per la prima soluzione, dopo aver pigiato per bene l'uva, precedentemente ben lavata e sgranata, passate il tutto attraverso un setaccino fino ad averne un litro.
Ponete il mosto in un tegame, sul fuoco dolce e lasciatelo bollire fino a farlo ridurre un pò ( dovranno restare circa i 2/3 ).
A questo punto , lontano dal fuoco, unite a pioggia la farina, mescolando vigorosamente con una frusta, per evitare grumi, proseguite con tutta la farina ( ma regolatevi se per caso dovesse essere un pò troppa).
Ponete nuovamente sul fuoco , basso, e mescolate, come fosse una polenta, fino a quando non si staccherà dalle pareti del tegame.
Versare su un piatto e lasciar raffreddare oppure in 4 ciotoline monoporzione.
La ricetta termina qui, ma se volete renderla un pochino più ricca e golosa, potete aggiungere della frutta secca nel composto, prima di versarla nelle ciotole.Il contrasto tra le due consistenze sarà piacevole e ancora più gustoso.
Qui trovate l'elenco delle altre regioni, mi raccomando inebriatevi di uva, vino , mosto e lasciatevi guidare nel nostro tour virtuale .
Trentino-Alto Adige: Strudel altoatesino d'uva e mandorle
http:// afiammadolce.blogspot.com/2014/ 10/ strudel-altoatesino-duva-e-mand orle.html
Friuli-Venezia Giulia: Pierçolade o zuppa di pesche
http:// ilpiccoloartusi.blogspot.com/ 2014/10/ piercolade-per-litalia-nel-piat to.html
Lombardia: Risotto allo Spumeggio
http:// kucinadikiara.blogspot.com/ 2014/10/ risotto-allo-spumeggio.html
Veneto: Mosto d'uva cotto https:// ely-tenerezze.blogspot.it/2014/ 10/ mosto-duva-cotto-per-litalia-ne l-piatto.html
Valle d'Aosta: Filetto con riduzione al Torrette http:// atuttopepe.blogspot.com/2014/ 10/ filetto-con-riduzione-al-torret te-la.html
Piemonte: anocra assente.
Liguria: torta di pane e miele (torta de pan e amè) http:// arbanelladibasilico.blogspot.co m/2014/10/ litalia-nel-piatto-uva-e-vino.h tml
Emilia Romagna: Sugo d'uva http:// zibaldoneculinario.blogspot.com /2014/10/ sugo-duva-per-litalia-nel-piatt o.html
Lazio: Ciambelle al mosto http:// beufalamode.blogspot.com/2014/ 09/ ciambella-al-mosto-per-litalia- nel.html
Toscana: Schiacciata con l'uva e crema al vin santo http:// acquacottaf.blogspot.com/2014/ 10/schiacciata-con-luva.html
Marche: Crescia co lu paulittu http:// lacreativitaeisuoicolori.blogsp ot.com/2014/09/ crescia-co-lu-paulittu-ricetta- tipica.html
Abruzzo:Confettura d'uva Montepulciano d'Abruzzo http:// ilmondodibetty.blogspot.com/ 2014/10/ confettura-duva-montepulciano-d abruzzo.html
Umbria: Maritozzi con il mosto http:// amichecucina.blogspot.com/2014/ 10/ maritozzi-con-il-mosto-per-lita lia-nel.html
Basilicata: Cotto d'Uva http://blog.alice.tv/ profumodicannella/2014/10/01/ cotto-duva-vincotto-mosto-cotto -saba-o-sapa
Campania: Ciambelle al vino http:// www.isaporidelmediterraneo.it/ 2014/10/ciambelle-al-vino.html
Puglia: U Cuètte (Vincotto) - http:// breakfastdadonaflor.blogspot.co m/2014/10/ cucina-pugliese-u-cuette.html
Calabria: Gurpinella di mustarda
http:// ilmondodirina.blogspot.com/ 2014/10/ gurpinella-di-mustarda.htm
Sicilia: La mostata siciliana
http:// burro-e-vaniglia.blogspot.com/ 2014/10/mostata-siciliana.html
Sardegna:Tiliccas o caschettas dolci sardi alle mandorle http:// blog.giallozafferano.it/ vickyart/ tiliccas-o-caschettas-dolci-sar di-alle-mandorle
Il nostro blog L'Italia nel Piatto http:// litalianelpiatto.blogspot.it/
Il tempo della vendemmia ha ispirato noi, de L'Italia nel piatto, ad utilizzare l'uva e i suoi derivati in questa nuova carrellata di ricette regionali, ma soprattutto tutti i vapori e gli effluvi ci hanno dato un pò alla testa facendoci trovare il coraggio ( e il tempo, per chi ci si è dedicato) di aprire un blog specifico de L'Italia nel Piatto.
Abbiamo sempre creduto in questo progetto, riunire l'Italia attraverso le sue ricette ci è sembrato un modo bello per approcciarsi alle tradizioni e alla ricchezza che il nostro territorio offre in fatto di ingredienti, di eccellenze e di cultura culinaria.
Grazie all'impegno di alcuni membri ( grazie, grazie, grazie) finalmente tutto il capitale di tradizioni verrà valorizzato.
Allora cosa aspettate ad andare sul blog de L'Italia nel piatto? Vi aspettiamo, tutti, ma prima fate un giretto e lasciatevi inebriare dal profumo del mosto, dell'uva e da un bel bicchiere di vino.
La mia proposta affonda le radici nella cucina povera del Molise, nelle sere autunnali.
Subito dopo la vendemmia, in molti paesi del Molise si preparava la pasta "vinnisca" e si invitavano parenti ed amici per mangiarla insieme.
Proprio ieri sera descrivevo, al telefono , alla mia mamma questa ricetta e lei mi ricordava della nostra vicina di casa che ogni anno, nel periodo della vendemmia, ci portava un piattino di questo dolce e un pò di uva appena colta.
Raccontare di queste ricette, antiche e anche un pò distanti dai nostri gusti "moderni" è come rispolverare vecchi abiti e merletti realizzati dalle mani delle nonne fanciulle, un patrimonio da difendere e da condividere.
In alcuni paesi si utilizza la farina di granone, invece che la farina bianca.
A Campobasso viene chiamata "farnata", ovvero farinata.
Riporto con piacere una poesia di una poetessa molisana che racconta e coglie lo spirito della vendemmia.
La vellegna
A la vellegna, siente, è n'auta cosa!
Tu cumme arrive sorre a le sarmiente
t'abbuotte d'uva a quatte palemiente:
refà lu capetale-prima cosa!-
po te ne turne che la mappetella:
tutte le mostre d'uva: ghianca, nera,
pe spresce, pe sputà, pe la fruttera
...pure nu raspe 'e chella muscatella
e...- chella Teresina...nz'è scurdata!-
n'aute de chella roscia, fraulata.
Cuscì, se tiè gulije re farnata,
la spreisce, cuoce 'u muste assieme a quatte
jummelle de farina: gire, sbatte...
e la pulenta che lu vine è fatte!
Nina Guerrizio
La vendemmia
Quando si vendemmia, ascolta, è tutta un'altra cosa!
Come arrivi nei pressi dei tralci
ti rimpinzi di uva a quattro palmenti:
rifai il capitale, per prima cosa!
poi te ne ritorni con il fazzoletto:
tutti i tipi di uva: bianca, nera,
da spremitura, per sputare , per la fruttiera
...anche un raspo di quella moscatella
e.. .-quella Teresina ...non se ne è dimenticata!-
un'altra di quella rossa, fragola.
Così, se hai voglia di farnata,
la spremi, cuoci il mosto insieme a quattro
manciate di farina: gira, sbatti...
e la polenta con il vino è fatta!
La vendemmia
Quando si vendemmia, ascolta, è tutta un'altra cosa!
Come arrivi nei pressi dei tralci
ti rimpinzi di uva a quattro palmenti:
rifai il capitale, per prima cosa!
poi te ne ritorni con il fazzoletto:
tutti i tipi di uva: bianca, nera,
da spremitura, per sputare , per la fruttiera
...anche un raspo di quella moscatella
e.. .-quella Teresina ...non se ne è dimenticata!-
un'altra di quella rossa, fragola.
Così, se hai voglia di farnata,
la spremi, cuoci il mosto insieme a quattro
manciate di farina: gira, sbatti...
e la polenta con il vino è fatta!
Dose per 4/5 monoporzioni
- 1 lt di mosto di vino bianco
- 200 g circa di farina di grano tenero
Se come me avete optato per la prima soluzione, dopo aver pigiato per bene l'uva, precedentemente ben lavata e sgranata, passate il tutto attraverso un setaccino fino ad averne un litro.
Ponete il mosto in un tegame, sul fuoco dolce e lasciatelo bollire fino a farlo ridurre un pò ( dovranno restare circa i 2/3 ).
A questo punto , lontano dal fuoco, unite a pioggia la farina, mescolando vigorosamente con una frusta, per evitare grumi, proseguite con tutta la farina ( ma regolatevi se per caso dovesse essere un pò troppa).
Ponete nuovamente sul fuoco , basso, e mescolate, come fosse una polenta, fino a quando non si staccherà dalle pareti del tegame.
Versare su un piatto e lasciar raffreddare oppure in 4 ciotoline monoporzione.
La ricetta termina qui, ma se volete renderla un pochino più ricca e golosa, potete aggiungere della frutta secca nel composto, prima di versarla nelle ciotole.Il contrasto tra le due consistenze sarà piacevole e ancora più gustoso.
Qui trovate l'elenco delle altre regioni, mi raccomando inebriatevi di uva, vino , mosto e lasciatevi guidare nel nostro tour virtuale .
Trentino-Alto Adige: Strudel altoatesino d'uva e mandorle
http://
Friuli-Venezia Giulia: Pierçolade o zuppa di pesche
http://
Lombardia: Risotto allo Spumeggio
http://
Veneto: Mosto d'uva cotto https://
Valle d'Aosta: Filetto con riduzione al Torrette http://
Piemonte: anocra assente.
Liguria: torta di pane e miele (torta de pan e amè) http://
Emilia Romagna: Sugo d'uva http://
Lazio: Ciambelle al mosto http://
Toscana: Schiacciata con l'uva e crema al vin santo http://
Marche: Crescia co lu paulittu http://
Abruzzo:Confettura d'uva Montepulciano d'Abruzzo http://
Umbria: Maritozzi con il mosto http://
Basilicata: Cotto d'Uva http://blog.alice.tv/
Campania: Ciambelle al vino http://
Puglia: U Cuètte (Vincotto) - http://
Calabria: Gurpinella di mustarda
http://
Sicilia: La mostata siciliana
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Sardegna:Tiliccas o caschettas dolci sardi alle mandorle http://
Il nostro blog L'Italia nel Piatto http://
Inizia oggi un nuovo capitolo per noi de L'Italia nel Piatto.
Abbiamo deciso di avere una seconda uscita mensile, in cui parlare delle nostre regioni in modo più libero e vario, lo faremo raccontando di prodotti tipici, di luoghi speciali, di fiere e sagre o con ricette rivisitate.
Questa volta l'argomento che la farà da padrona sarà legato ai formaggi, ma anche a sagre e a tradizioni varie, qui da me si racconta del costume tradizionale molisano.
Ho pensato di far conoscere meglio la mia regione di origine, il Molise, partendo dai suoi costumi in senso stretto, gli abiti che hanno caratterizzato questa terra, spero che sarà piacevole seguirmi nel viaggio virtuale che, mese dopo mese, mi permetterà di svelare una regione piccola, poco conosciuta, ma che merita di essere apprezzata.
Il Molise e i suoi costumi
I costumi molisani, con le fogge che si sono conservate fino agli inizi di questo secolo, entrarono nella “moda” del mondo contadino a partire dal XVI secolo per influenza degli Spagnoli, ma non sembrano ad essi estranee influenze di bulgari, slavi ed albanesi, popoli che nel corso dei secoli hanno visto stanziate in alcune zone del Molise delle loro colonie. Sotto gli Aragonesi si diffusero nuove fogge di vestire che, abbandonata la tunica usata nei molti secoli precedenti, prediligevano per le donne l’ampia gonna con stretto corpetto allacciato davanti e la camicia larga con maniche a sbuffo.
Le caratteristiche fondamentali dei costumi molisani rimasero inalterate per i tre secoli successivi, fino al loro progressivo abbandono a partire dagli inizi del XX secolo.
I gusti dell’alta nobiltà aragonese influenzarono anche le fogge del mondo contadino molisano, con i prevedibili adattamenti dovuti sia alla carenza di tessuti (quelli più disponibili erano i panni di lana tessuti in casa e sottoposti a trattamento finale nelle gualchiere, e le pesanti e resistenti tele di canapa, anch’esse ottenute in casa), sia alle scarsissime disponibilità economiche che limitavano eventuali rifornimenti in mercati lontani, sia infine alle esigenze lavorative che richiedevano indumenti pratici.
La ricchezza di ornamenti ed accessori che si ammirano in molti costumi molisani devono la loro origine soprattutto al secolo XVIII a partire dall’inizio della dominazione borbonica nel regno di Napoli; in quell’epoca cominciarono a sorgere anche fabbriche locali di tessuti pregiati e di guarnizioni, delle quali quella di S. Leucio riforniva il Molise di buoni prodotti molto più facilmente che nel secolo precedente.
Furono proprio gli accessori e le decorazioni a determinare le distinzioni da zona a zona ed a segnare le peculiarità dei costumi, ad evidenziare i “messaggi” ed i simboli, a dare significati riferiti allo status.
Per la donna veniva inequivocabilmente rimarcato lo status di nubile rispetto alla donna maritata e, ancora più visibilmente, rispetto alla vedova.
A Cercemaggiore, ad esempio, la gonna della donna sposata presenta, sul tergo, due fessure bordate di rosso, alla sommità delle quali sono sospesi con nastri rossi due pendagli d’argento, accessori entrambi che erano ridotti ad uno nel vestito della ragazza nubile;
A Baranello le donne maritate si individuano dalle cinque file di nastro di seta rossa applicati al bordo della gonna nonché dagli spilloncini infilati nel copricapo (uno per ogni anno di matrimonio);
A Sepino le maritate ostentano il loro status mediante un’ampia fettuccia (verde o rossa) applicata al bordo della gonna. L’abbigliamento nuziale raggiunge il massimo della ricchezza di accessori, guarnizioni, gioielli, la vedova elimina invece ogni decorazione e bandisce i colori.
Nel costume maschile tali “segni”, pur
presenti, sono meno rilevanti e meno frequenti: i legacci per le calze, il
fazzoletto da collo, i ricami sui polsini o sui colletti. Taluni oggetti,
gioielli ed accessori dell’abbigliamento rispondono ad un rigoroso cerimoniale,
soprattutto quelli legati alle ricorrenze importanti nella vita: il
fidanzamento, le nozze, la morte.
Il coltello con manico intarsiato e le forbici erano i doni dello sposo; le stringhe policrome per le calze e soprattutto il fazzoletto (da naso o da collo), ricamato in rosso con frasi d’amore lungo i bordi sono il dono della fidanzata al promesso sposo (“quando viene la stagione e il sudor ti bagna il petto, ammirando il fazzoletto ricordati di me” è la frase ricamata a punto croce su un fazzoletto da Cercemaggiore); un panno bianco inamidato e la lunga collana d’oro è il dono della suocera alla nuora il giorno delle nozze, al momento dell’ingresso nella casa.
Nel costume femminile il capo fondamentale è la gonna (vunnèlla), scura, molto ampia, arricciata in vita o plissettata “ad organetto”, liscia davanti in modo da ricevere agevolmente il grembiule. Il corpetto, stretto e preferibilmente allacciato davanti, può essere sia unito sia più comunemente staccato dalla gonna, realizzato in modo da stringere la vita e tenere ben sollevato il seno, con la stessa funzione del busto (solo in qualche caso schiaccia e copre il seno). Il grembiule (zinale), nato per fini pratici, finì con il diventare un complemento essenziale, di valenza non solo decorativa ma anche fortemente simbolica: il grembiule è protezione del sesso, e, donato allo sposo, è simbolo di possesso esclusivo da parte di quest’ultimo, il grembiule bianco che le donne del contado di Baranello, sempre nel Molise, portano il giorno delle nozze, verrà tolto dalla futura suocera non appena ella entrerà nella sua nuova casa.
Il copricapo di panno (mappa) è anch’esso fortemente caratterizzato sia nella forma che nelle decorazioni, adatto ad evidenziare e valorizzare il viso, arricchito di spilloni in metallo prezioso talora di dimensioni gigantesca (come a Cercemaggiore ed a Guardiaregia).
Generalmente il copricapo è una prerogativa delle donne maritate, non usato nei giorni feriali. Altro capo, non strettamente funzionale e per questo non presente in alcuni costumi, è il fazzoletto da collo (scolla), bianca o di colore chiaro (nera o scura per le vedove), ricamata spesso in rosso con frasi d’amore.
Il significato simbolico investe anche i gioielli (di oro, argento, corallo) indossati numerosi il giorno delle nozze e nelle feste importanti. L’abbigliamento maschile presenta poche varianti da zona a zona; il colore è sempre scuro (tranne alcuni casi nelle zone costiere per il costume estivo, che era di canapa) e i capi si limitano ai calzoni, generalmente lunghi fin sotto il ginocchio, alla camicia bianca, alla camiciola (gilet) e alla giacca corta; per l’inverno in alcuni casi c’è il mantello scuro a ruota.
(Bibliografia: A. Trombetta, Mondo contadino d’altri tempi, i costumi del Molise, Napoli 1989).
Qui l'elenco delle altre regioni, per continuare questo tour virtuale
Trentino-Alto Adige: Lago di Tenno, Fiavè e i suoi formaggi
http:// afiammadolce.blogspot.com/2014/ 09/ lago-di-tenno-fiave-e-i-suoi-fo rmaggi.html
Friuli-Venezia Giulia: Friuli Doc
http:// ilpiccoloartusi.blogspot.com/ 2014/09/ friuli-doc-per-litalia-nel-piat to.html
Lombardia: Sagra dell'uva a San Colombano al Lambro (MI)
http:// kucinadikiara.blogspot.com/ 2014/09/ sagra-delluva-san-colombano-al- lambro-mi.html
Veneto: Risotto zucca speck e Monte Veronese http://ely-tenerezze.blogspot.it/2014/09/veneto-risotto-zucca-speck-e-monte.html
Valle d'Aosta: assente
Piemonte:assente
Liguria: Festa della patata quarantina di Montoggio http:// arbanelladibasilico.blogspot.co m/2014/09/ litalia-nel-piatto-la-festa-del le.html
Emilia Romagna: Crostini con squacquerone di Romagna DOP http:// zibaldoneculinario.blogspot.com /2014/09/ crostini-allo-squacquerone-di-r omagna.html
Lazio: Melanzane fritte con ricotta di pecora
http:// beufalamode.blogspot.com/2014/ 09/ melanzane-fritte-con-ricotta-di -pecora.html
Toscana: Zuppa tartara con la ricotta di Pienza http:// acquacottaf.blogspot.com/2014/ 09/ zuppa-tartara-con-la-ricotta-di -pienza.html
Marche: Il brodetto fanese e il festival internazionale delle zuppe di pesce http:// lacreativitaeisuoicolori.blogsp ot.com/2014/09/ brodetto-fanese-e-il-festival.h tml
Abruzzo:Pallotte Cacio e Ove http://ilmondodibetty.blogspot.it/2014/09/pallotte-cacio-e-ove-per-litalia-nel.html
Umbria: Tortino di patate e cipolle con fonduta di Pecorino di Norcia http://amichecucina.blogspot.it/2014/09/tortino-di-patate-e-cipolle-con-fonduta.html
Basilicata: in preparazione
Campania: Focaccia di impasto liquido, con rucola,noci e caciocavallo podolico di Zungoli
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/09/focaccia-di-impasto-liquido-con-rucola-noci-e-caciocavallo-podolico.html
Puglia: Burrata e stracciatella:delizie e specialità pugliesi http://breakfastdadonaflor.blogspot.it/2014/09/cucina-pugliese-burrata-e-stracciatella.html
Calabria: Spicchi di caciocavallo silano fritte
http://ilmondodirina.blogspot.it/2014/09/fette-di-caciocavallo-silano-dop-fritte.html
Sicilia: Cacio all'argintiera http:// burro-e-vaniglia.blogspot.com/ 2014/09/ cacio-allargintiera-per-litalia -nel.html
Sardegna: assente
Alla prossima uscita , il 2 ottobre, per nuovi e profumati piatti regionali.
Abbiamo deciso di avere una seconda uscita mensile, in cui parlare delle nostre regioni in modo più libero e vario, lo faremo raccontando di prodotti tipici, di luoghi speciali, di fiere e sagre o con ricette rivisitate.
Questa volta l'argomento che la farà da padrona sarà legato ai formaggi, ma anche a sagre e a tradizioni varie, qui da me si racconta del costume tradizionale molisano.
Ho pensato di far conoscere meglio la mia regione di origine, il Molise, partendo dai suoi costumi in senso stretto, gli abiti che hanno caratterizzato questa terra, spero che sarà piacevole seguirmi nel viaggio virtuale che, mese dopo mese, mi permetterà di svelare una regione piccola, poco conosciuta, ma che merita di essere apprezzata.
Il Molise e i suoi costumi
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Donne di San Polo Matese Immagine presa dal web |
I costumi molisani, con le fogge che si sono conservate fino agli inizi di questo secolo, entrarono nella “moda” del mondo contadino a partire dal XVI secolo per influenza degli Spagnoli, ma non sembrano ad essi estranee influenze di bulgari, slavi ed albanesi, popoli che nel corso dei secoli hanno visto stanziate in alcune zone del Molise delle loro colonie. Sotto gli Aragonesi si diffusero nuove fogge di vestire che, abbandonata la tunica usata nei molti secoli precedenti, prediligevano per le donne l’ampia gonna con stretto corpetto allacciato davanti e la camicia larga con maniche a sbuffo.
Le caratteristiche fondamentali dei costumi molisani rimasero inalterate per i tre secoli successivi, fino al loro progressivo abbandono a partire dagli inizi del XX secolo.
I gusti dell’alta nobiltà aragonese influenzarono anche le fogge del mondo contadino molisano, con i prevedibili adattamenti dovuti sia alla carenza di tessuti (quelli più disponibili erano i panni di lana tessuti in casa e sottoposti a trattamento finale nelle gualchiere, e le pesanti e resistenti tele di canapa, anch’esse ottenute in casa), sia alle scarsissime disponibilità economiche che limitavano eventuali rifornimenti in mercati lontani, sia infine alle esigenze lavorative che richiedevano indumenti pratici.
La ricchezza di ornamenti ed accessori che si ammirano in molti costumi molisani devono la loro origine soprattutto al secolo XVIII a partire dall’inizio della dominazione borbonica nel regno di Napoli; in quell’epoca cominciarono a sorgere anche fabbriche locali di tessuti pregiati e di guarnizioni, delle quali quella di S. Leucio riforniva il Molise di buoni prodotti molto più facilmente che nel secolo precedente.
Furono proprio gli accessori e le decorazioni a determinare le distinzioni da zona a zona ed a segnare le peculiarità dei costumi, ad evidenziare i “messaggi” ed i simboli, a dare significati riferiti allo status.
Per la donna veniva inequivocabilmente rimarcato lo status di nubile rispetto alla donna maritata e, ancora più visibilmente, rispetto alla vedova.
A Cercemaggiore, ad esempio, la gonna della donna sposata presenta, sul tergo, due fessure bordate di rosso, alla sommità delle quali sono sospesi con nastri rossi due pendagli d’argento, accessori entrambi che erano ridotti ad uno nel vestito della ragazza nubile;
Costume di Cercemaggiore Immagine presa dal web |
A Baranello le donne maritate si individuano dalle cinque file di nastro di seta rossa applicati al bordo della gonna nonché dagli spilloncini infilati nel copricapo (uno per ogni anno di matrimonio);
A Sepino le maritate ostentano il loro status mediante un’ampia fettuccia (verde o rossa) applicata al bordo della gonna. L’abbigliamento nuziale raggiunge il massimo della ricchezza di accessori, guarnizioni, gioielli, la vedova elimina invece ogni decorazione e bandisce i colori.
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Costume di Sepino Immagine presa dal web |
Il coltello con manico intarsiato e le forbici erano i doni dello sposo; le stringhe policrome per le calze e soprattutto il fazzoletto (da naso o da collo), ricamato in rosso con frasi d’amore lungo i bordi sono il dono della fidanzata al promesso sposo (“quando viene la stagione e il sudor ti bagna il petto, ammirando il fazzoletto ricordati di me” è la frase ricamata a punto croce su un fazzoletto da Cercemaggiore); un panno bianco inamidato e la lunga collana d’oro è il dono della suocera alla nuora il giorno delle nozze, al momento dell’ingresso nella casa.
Nel costume femminile il capo fondamentale è la gonna (vunnèlla), scura, molto ampia, arricciata in vita o plissettata “ad organetto”, liscia davanti in modo da ricevere agevolmente il grembiule. Il corpetto, stretto e preferibilmente allacciato davanti, può essere sia unito sia più comunemente staccato dalla gonna, realizzato in modo da stringere la vita e tenere ben sollevato il seno, con la stessa funzione del busto (solo in qualche caso schiaccia e copre il seno). Il grembiule (zinale), nato per fini pratici, finì con il diventare un complemento essenziale, di valenza non solo decorativa ma anche fortemente simbolica: il grembiule è protezione del sesso, e, donato allo sposo, è simbolo di possesso esclusivo da parte di quest’ultimo, il grembiule bianco che le donne del contado di Baranello, sempre nel Molise, portano il giorno delle nozze, verrà tolto dalla futura suocera non appena ella entrerà nella sua nuova casa.
Il copricapo di panno (mappa) è anch’esso fortemente caratterizzato sia nella forma che nelle decorazioni, adatto ad evidenziare e valorizzare il viso, arricchito di spilloni in metallo prezioso talora di dimensioni gigantesca (come a Cercemaggiore ed a Guardiaregia).
Costume di Cercemaggiore |
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Costume di Guardiaregia | Immagine presa dal web |
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Costume di Roccamandolfi Immagine presa dal web |
Generalmente il copricapo è una prerogativa delle donne maritate, non usato nei giorni feriali. Altro capo, non strettamente funzionale e per questo non presente in alcuni costumi, è il fazzoletto da collo (scolla), bianca o di colore chiaro (nera o scura per le vedove), ricamata spesso in rosso con frasi d’amore.
Il significato simbolico investe anche i gioielli (di oro, argento, corallo) indossati numerosi il giorno delle nozze e nelle feste importanti. L’abbigliamento maschile presenta poche varianti da zona a zona; il colore è sempre scuro (tranne alcuni casi nelle zone costiere per il costume estivo, che era di canapa) e i capi si limitano ai calzoni, generalmente lunghi fin sotto il ginocchio, alla camicia bianca, alla camiciola (gilet) e alla giacca corta; per l’inverno in alcuni casi c’è il mantello scuro a ruota.
(Bibliografia: A. Trombetta, Mondo contadino d’altri tempi, i costumi del Molise, Napoli 1989).
Qui l'elenco delle altre regioni, per continuare questo tour virtuale
Trentino-Alto Adige: Lago di Tenno, Fiavè e i suoi formaggi
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Friuli-Venezia Giulia: Friuli Doc
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Lombardia: Sagra dell'uva a San Colombano al Lambro (MI)
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Veneto: Risotto zucca speck e Monte Veronese http://ely-tenerezze.blogspot.it/2014/09/veneto-risotto-zucca-speck-e-monte.html
Valle d'Aosta: assente
Piemonte:assente
Liguria: Festa della patata quarantina di Montoggio http://
Emilia Romagna: Crostini con squacquerone di Romagna DOP http://
Lazio: Melanzane fritte con ricotta di pecora
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Toscana: Zuppa tartara con la ricotta di Pienza http://
Marche: Il brodetto fanese e il festival internazionale delle zuppe di pesce http://
Abruzzo:Pallotte Cacio e Ove http://ilmondodibetty.blogspot.it/2014/09/pallotte-cacio-e-ove-per-litalia-nel.html
Umbria: Tortino di patate e cipolle con fonduta di Pecorino di Norcia http://amichecucina.blogspot.it/2014/09/tortino-di-patate-e-cipolle-con-fonduta.html
Basilicata: in preparazione
Campania: Focaccia di impasto liquido, con rucola,noci e caciocavallo podolico di Zungoli
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/09/focaccia-di-impasto-liquido-con-rucola-noci-e-caciocavallo-podolico.html
Puglia: Burrata e stracciatella:delizie e specialità pugliesi http://breakfastdadonaflor.blogspot.it/2014/09/cucina-pugliese-burrata-e-stracciatella.html
Calabria: Spicchi di caciocavallo silano fritte
http://ilmondodirina.blogspot.it/2014/09/fette-di-caciocavallo-silano-dop-fritte.html
Sicilia: Cacio all'argintiera http://
Sardegna: assente
Alla prossima uscita , il 2 ottobre, per nuovi e profumati piatti regionali.
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