Aspettando l' estate che tarda ad arrivare io mi preparo un salmorejo ,
una zuppa tipica di Cordoba e ideale per combattere le torride giornate andaluse, dove è facile che l’estate le temperature superino i 40°C, e pur non avendo ancora queste giornate mi fa piacere illudermi che l' estate sia alle porte.
La ricetta viene dal Calendario del cibo dove vi consiglio di andare a leggere anche tutta la storia e l'evoluzione di questo piatto.
Salmorejo de Cordoba
Ingredienti
Per 5 persone
- 1 Kg di pomodori ramati ben maturi
- 200 g di mollica di pane raffermo
- 100 g di olio extravergine d’oliva dal gusto deciso
- 1 spicchio d’aglio rosso di Sulmona
- 10 g di sale fino
- Acqua e aceto, q.b.
- Uova sode, prosciutto crudo e crostini per accompagnare
Mettere a bagno il pane a pezzetti in poca acqua e aceto (volendo l’aceto si può eliminare o aggiungere alla fine per dare più gusto).
Lavare e sbucciare i pomodori (per un risultato più vellutato), tagliarli a cubetti e mettere in un frullatore insieme al pane strizzato, l’olio, il sale e l’aglio. Frullare per qualche minuto o fino ad ottenere una crema ben liscia.
Servire ben fresco in ciotole accompagnato da prosciutto, crostini e uovo sodo che ogni commensale potrà scegliere liberamente per guarnire il proprio salmorejo.
1 commento
La voglia di piatti strani è sempre dietro l'angolo e io la assecondo volentieri, soprattutto quando ho scorte da smaltire, acquistate senza sapere realmente cosa farne.
Ho cercato in rete e ho trovato degli ottimi suggerimenti sul sito de La Cucina Italiana .
La ricetta é semplicissima nell' esecuzione, occorre solo lessare i noodles, la presenza del lime, del cipollotto e del limone alleggeriscono il gusto del burro di arachidi.
Noodles al burro di arachidi e lime
Dose per due persone
Ho cercato in rete e ho trovato degli ottimi suggerimenti sul sito de La Cucina Italiana .
La ricetta é semplicissima nell' esecuzione, occorre solo lessare i noodles, la presenza del lime, del cipollotto e del limone alleggeriscono il gusto del burro di arachidi.
Noodles al burro di arachidi e lime
Dose per due persone
- 150 g noodles
- 3 cucchiai di burro di arachidi
- 1 + ½ salsa di soia
- 3 / 4 cucchiai acqua calda
- 2 cucchiai succo di lime
- scorza grattugiata di un limone bio
- erba cipollina
- cipollotto fresco
Lessare i noodles come previsto.
Nel frattempo, in una ciotola adatta a contenere i noodles, mescolare il burro di arachidi, stemperandolo con l'acqua calda, aggiungere la salsa di soia, il succo di lime e la scorza di limone.
Scolare i noodles, versarli nel condimento, mescolare, se occorre aggiungere qualche cucchiaio di acqua calda, terminare con il cipollotto a fettine e l'erba cipollina.
Non avevo mai provato il sedano rapa, poi complice un sabato pomeriggio libero da impegni , ho preso una rapa, di petto e l'ho preparata.
Per la ricetta mi sono affidata a questa adattandola a quello che la mia dispensa offriva, mi é andata bene, le castagne lessate le avevo.
Il risultato mi è piaciuto molto, naturalmente i tempi di cottura sono lunghissimi, io ho abbondantemente superato le due ore, ma il gusto c'è tutto, considerando che si tratta pur sempre di una rapa e non di un filetto.
Con la metà della rapa avanzata il giorno successivo ho preparato della pasta a base di soli albumi e con un condimento ottenuto dalla rapa arrosto.
Arrosto di sedano rapa e castagne
Dose per 3-4 porzioni
Per la ricetta mi sono affidata a questa adattandola a quello che la mia dispensa offriva, mi é andata bene, le castagne lessate le avevo.
Il risultato mi è piaciuto molto, naturalmente i tempi di cottura sono lunghissimi, io ho abbondantemente superato le due ore, ma il gusto c'è tutto, considerando che si tratta pur sempre di una rapa e non di un filetto.
Con la metà della rapa avanzata il giorno successivo ho preparato della pasta a base di soli albumi e con un condimento ottenuto dalla rapa arrosto.
Arrosto di sedano rapa e castagne
Dose per 3-4 porzioni
- 1 Sedano rapa
- 200 g castagne lessate
- Rosmarino 4/5 rametti
- Timo 4/5 rametti
- Maggiorana
- Salvia
- Aglio 4 spicchi
- Sale
- Olio extravergine d'oliva
Spazzolare bene il sedano rapa, lavare e tamponare con carta da cucina.
Tagliare il sedano rapa in fette spesse circa un centimetro, lasciandolebunite sul fondo.
Preparare un trito con le erbe scelte, tritare finemente gli spicchi di aglio.
In una teglia posizionare un foglio di carta argentata, sufficientemente grande da poter avvolgere il cartoccio, porre sopra della carta forno appoggiarci il sedano rapa e cospargere con olio, erbe aromatiche, aglio e sale, posizionare le castagne, cosparse con olio e erbe, lateralmente, aggiungere una tazzina da caffè di acqua, avvolgere il cartoccio e chiudere ulteriormente con la carta argentata.
Porre in forno preriscaldato a 200°C' è cuocere per circa due ore, dopo 90' aprire il cartoccio, recuperare il fondo di cottura e irrorare la rapa, provare con la punta di un coltello la cottura, se dovesse risultare ancora tenace, proseguire per altri 30'.
Far raffreddare, servire con il fondo di cottura.
Ragù di sedano rapa arrosto
Per due porzioni
- Metà sedano rapa arrosto con il suo fondo
- Brodo vegetale q.b. circa 800ml
In un robot da cucina versare il sedano rapa arrosto spezzettato e il suo fondo di cottura, allungare con del brodo e azionare fino ad ottenere un composto cremoso.
Stringozzi o pasta fresca agli albumi
Dose per due porzioni abbondantissime
- 150 g albumi
- 240 g farina 00
- 60 g semola rimacinata di grano duro
Il totale delle farine dovrà essere il doppio degli albumi così divise : 80% farina 00 e 20% semola.
Lavorare bene la pasta almeno 10 minuti così come per la pasta all'uovo, farla riposare per 20/30 minuti circa e stenderla alla quarta tacca dell'imperia, se si stende col mattarello, circa 2,5 mm.
Portare a bollore l'acqua , salare e cuocere la pasta, svolare e versare nel condimento, fatto scaldare in una larga padella, volendo aggiungere del formaggio grattugiato , parmigiano o pecorino .
Gustare.
Non sono un'appassionata di pastasciutta.
Mangio la pasta, mediamente, non più di una volta a settimana.
La domanda che mi rivolgono sempre le persone a cui lo confesso è : Ma cosa mangi?
Chiariamoci, io non sarò una fan della pasta, ma esistono altri milioni di alimenti che nutrono, saziano, sono buoni e permettono di vivere e sopravvivere anche senza la pasta!
Fatta questa premessa passo a dire che questa sfida, proposta da Paola , la vincitrice dello scorso MTC, targata MTC n°48 mi ha leggermente mandato in crisi, per prima cosa per l'essenza stessa del piatto da preparare ( la pasta!) e poi per il condimento da abbinare: sugo di pomodoro fresco, PUNTO, semplicemente questo.
Paola ha saputo spiegarcelo in maniera esauriente, riuscendo a rendere un piatto di pasta al pomodoro un'opera d'arte, da eseguire con tutti i crismi e i sentimenti.
Stavolta la mente ha faticato più del solito a concentrarsi e a tirare fuori qualcosa.
Poi mi sono ricordata di uno dei miei primi cavalli di battaglia ( si fa per dire) nei pranzi ufficiali con i suoceri, ben sapendo che troppa originalità non sarebbe stata compresa, e il confronto con la madre del consorte non sarebbe mai stato superato.
Questa è la prima ricetta che mia suocera mi ha chiesto di passarle ! ;D
Altro discorso per il secondo condimento: ho preso ispirazione da una piantina di mentuccia che , ripetutamente, è apparsa su questo blog, come sfondo alle ricette, anche in altre sfide dell'MTC, e che mi è stata donata dalla cara Sabina .
Lei mi aveva raccomandato di utilizzarla per la vera ricetta dei carciofi alla giudia, io ho promesso di farlo , ma poi...il tempo è trascorso, la piantina è cresciuta, sono riuscita anche a non ammazzarla prima del tempo ( ricordandomi di darle un pò di acqua ogni tanto, ma solo perchè la tengo vicina al lavandino della cucina) e i carciofi non li ho praticamente più comprati.
In compenso ogni mattina strofino una fogliolina e mi annuso le dita ( su su, non fate quelle facce, ognuno si annusa quello che vuole, no?) e da questo è partita l'ispirazione, poi, visto che la mentuccia con la feta è la morte sua, il passaggio è stato facile ed ecco qui il piatto, che la figliola vegetariana ( e per giunta a dieta) mi ha promosso con un : è più buona anche di quella che mi faceva papà!
(Per curiosità : la pasta tanto decantata risale a quando la figliola aveva circa 6/7 anni ed era una semplice pasta all'olio e parmigiano ... e sono soddisfazioni anche queste!)
Spaghetti gamberi, bresaola, rucola e pomodori
Per 4 persone
Unire 8 gamberi sgusciati e privati della testa .
Dopo pochi minuti unire i pomodorini, lavati e tagliati a metà , cuocere per una decina di minuti , poi aggiungere i gtamberi interi ed eventualmente dell'acqua di cottura, salare e coprire con un coperchio.
Controllare la cottura, cercando di schiacciare leggermente i pomodorini con il cucchiaio di legno.
Dopo circa 20 minuti il condimento sarà pronto.Lavate e tritate finemente la rucola e tenetela da parte.
Nel frattempo portare a bollore una pentola con dell'acqua, salare, versare gli spaghetti e cuocerli al dente per il tempo riportato sulla confezione.
Scolare e passare direttamente nella padella del condimento, versare la rucola e mescolare, lasciando cuocere per un paio di minuti, su fuoco vivace, badando a non far restringere troppo il fondo..
Servire .
******************************************************************************
Pennette rigate con sugo al pomodoro fresco, feta, origano e mentuccia
Per 4 persone
Cuocere su fuoco vivace, aggiustare di sale e unire un abbondante pizzico di origano secco, coprire e proseguire la cottura per circa trenta minuti.
Se occorre unire un pò di acqua di cottura della pasta.
Quando l'acqua raggiunge il bollore, salarla e verare la pasta.
Cuocere per il tempo previsto per ottenere una pasta al dente, scolare e versare nella padella con il condimento, sbriciolare la feta, unire la mentuccia spezzettata e mescolare, su fiamma vivace, unendo un pò di acqua di cottura della pasta per permettere alla feta di sciogliersi e amalgamarsi al pomodoro e alla pasta.
Mescolare bene e servire.
Mangio la pasta, mediamente, non più di una volta a settimana.
La domanda che mi rivolgono sempre le persone a cui lo confesso è : Ma cosa mangi?
Chiariamoci, io non sarò una fan della pasta, ma esistono altri milioni di alimenti che nutrono, saziano, sono buoni e permettono di vivere e sopravvivere anche senza la pasta!
Fatta questa premessa passo a dire che questa sfida, proposta da Paola , la vincitrice dello scorso MTC, targata MTC n°48 mi ha leggermente mandato in crisi, per prima cosa per l'essenza stessa del piatto da preparare ( la pasta!) e poi per il condimento da abbinare: sugo di pomodoro fresco, PUNTO, semplicemente questo.
Paola ha saputo spiegarcelo in maniera esauriente, riuscendo a rendere un piatto di pasta al pomodoro un'opera d'arte, da eseguire con tutti i crismi e i sentimenti.
Stavolta la mente ha faticato più del solito a concentrarsi e a tirare fuori qualcosa.
Poi mi sono ricordata di uno dei miei primi cavalli di battaglia ( si fa per dire) nei pranzi ufficiali con i suoceri, ben sapendo che troppa originalità non sarebbe stata compresa, e il confronto con la madre del consorte non sarebbe mai stato superato.
Questa è la prima ricetta che mia suocera mi ha chiesto di passarle ! ;D
Altro discorso per il secondo condimento: ho preso ispirazione da una piantina di mentuccia che , ripetutamente, è apparsa su questo blog, come sfondo alle ricette, anche in altre sfide dell'MTC, e che mi è stata donata dalla cara Sabina .
Lei mi aveva raccomandato di utilizzarla per la vera ricetta dei carciofi alla giudia, io ho promesso di farlo , ma poi...il tempo è trascorso, la piantina è cresciuta, sono riuscita anche a non ammazzarla prima del tempo ( ricordandomi di darle un pò di acqua ogni tanto, ma solo perchè la tengo vicina al lavandino della cucina) e i carciofi non li ho praticamente più comprati.
In compenso ogni mattina strofino una fogliolina e mi annuso le dita ( su su, non fate quelle facce, ognuno si annusa quello che vuole, no?) e da questo è partita l'ispirazione, poi, visto che la mentuccia con la feta è la morte sua, il passaggio è stato facile ed ecco qui il piatto, che la figliola vegetariana ( e per giunta a dieta) mi ha promosso con un : è più buona anche di quella che mi faceva papà!
(Per curiosità : la pasta tanto decantata risale a quando la figliola aveva circa 6/7 anni ed era una semplice pasta all'olio e parmigiano ... e sono soddisfazioni anche queste!)
Spaghetti gamberi, bresaola, rucola e pomodori
Per 4 persone
- 320 g spaghetti
- 1 kg pomodori ciliegini
- 12 gamberi
- 100 g bresaola in una sola fetta
- 200 g rucola
- olio extravergine di oliva
- aglio
- peperoncino ( facoltativo)
- sale
Unire 8 gamberi sgusciati e privati della testa .
Dopo pochi minuti unire i pomodorini, lavati e tagliati a metà , cuocere per una decina di minuti , poi aggiungere i gtamberi interi ed eventualmente dell'acqua di cottura, salare e coprire con un coperchio.
Controllare la cottura, cercando di schiacciare leggermente i pomodorini con il cucchiaio di legno.
Dopo circa 20 minuti il condimento sarà pronto.Lavate e tritate finemente la rucola e tenetela da parte.
Nel frattempo portare a bollore una pentola con dell'acqua, salare, versare gli spaghetti e cuocerli al dente per il tempo riportato sulla confezione.
Scolare e passare direttamente nella padella del condimento, versare la rucola e mescolare, lasciando cuocere per un paio di minuti, su fuoco vivace, badando a non far restringere troppo il fondo..
Servire .
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Pennette rigate con sugo al pomodoro fresco, feta, origano e mentuccia
Per 4 persone
- 320 g pennette corte rigate
- 1 kg pomodori ciliegini
- 200 g feta
- origano secco
- mentuccia romana fresca
- olio extravergine di oliva
- sale
Cuocere su fuoco vivace, aggiustare di sale e unire un abbondante pizzico di origano secco, coprire e proseguire la cottura per circa trenta minuti.
Se occorre unire un pò di acqua di cottura della pasta.
Quando l'acqua raggiunge il bollore, salarla e verare la pasta.
Cuocere per il tempo previsto per ottenere una pasta al dente, scolare e versare nella padella con il condimento, sbriciolare la feta, unire la mentuccia spezzettata e mescolare, su fiamma vivace, unendo un pò di acqua di cottura della pasta per permettere alla feta di sciogliersi e amalgamarsi al pomodoro e alla pasta.
Mescolare bene e servire.
Con queste ricette partecipo all'MTC n°48
Questa sfida per l'MTC mi ha visto particolarmente affannata, più del
solito, se possibile, ma determinata a partecipare a tutti i costi.
Perchè?
Semplicemente perchè all'MTC si impara da chi propone la sfida, ma anche dagli altri e questa sfida in effetti mi ha permesso di saldare un vecchio conto in sospeso con sfoglia e mattarello.
Dai tempi delle tagliatelle mi era rimasto il dubbio di sapere se ero io ad essere completamente impedita con gli impasti a mano o semplicemente erano loro a non amarmi.
Grazie alla sfida di Sabrina ( solo per me Annamaria) pace fatta con sfoglie, tavole e mattarello, ma soprattutto la possibilità e il piacere di cercare il legame con il territorio utilizzando una farina: la Solina, tipica di queste parti.
Sono
andata a cercare questa farina direttamente in un piccolo mulino a
conduzione familiare, di Castelvecchio Subequo, ho parlato con il nipote
del titolare che continua, nonostante la difficoltà del momento ad
appassionarsi al proprio lavoro.
Il mulino è passato dalle macine a pietra a quelle meccaniche, ma la passione è la stessa.
La solina utilizzata è coltivata tutta nella della provincia dell'Aquila, in particolare a Prezza.
Lasagne con farina di solina alla pecorara
Dose per 4 persone
Per la pasta
Per il ragù alla pecorara
Per la besciamella al pecorino
Cacioricotta di vacca grattugiato per completare il piatto
Preparare la sfoglia
Preparare la sfoglia mescolando le due farine, fare una fossetta e sgusciarvi le uova, mescolare con una forchetta e , lentamente iniziare a far assorbire la farina.
Lavorare energicamente fino ad avere un impasto omogeneo.
Coprire con una ciotola o un canovaccio e lasciar riposare per 30 minuti.
Trascorso questo tempo cospargere il piano con della farina di semola e iniziare a stendere l’impasto con un matterello lungo e sottile, fino ad avere una sfoglia spessa un paio di millimetri ( per me anche meno).
Ritagliare delle sfoglie rettangolari, cospargere con semola e tenerle da parte.
Preparare il ragù
In un tegame di coccio versare l’olio, unire il trito di sedano , carota e cipolla e far soffriggere dolcemente.
Aggiungere le carni tritate, far rosolare, sfumare con il vino e farlo evaporare.
Versare la passata e lasciar cuocere fino a quando non affiorerà l’olio.
Non aggiungo sale utilizzando una passata già salata al momento della preparazione.
(La passata che utilizzo è preparata dalla suocera, cotta direttamente sul fuoco ed ha un sapore unico che, da solo basta a rendere un piatto speciale.)
Nel frattempo lavare e asciugare le verdure e tagliarle a julienne, versarle in una teglia da forno, coprire con abbondante olio , sale e pepe.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 25 minuti.
Preparare la besciamella
Scaldare il latte fin quasi al bollore.
Sciogliere il burro in un pentolino, lontano dal fuoco unire la farina setacciata e mescolare energicamente con un cucchiaio di legno, unire il latte bollente poco alla volta, rimettere sul fuoco e continuare a mescolare, quando inizia ad addensarsi aggiungere il pecorino grattugiato e far sciogliere.
Salare se occorre.
Lessare le sfoglie di pasta in acqua salata in ebollizione, passandole rapidamente in acqua ghiacciata e mettendole ad asciugare su un canovaccio pulito.
Preparare una teglia versando sul fondo un mestolo di ragù fare uno strato con le sfoglie, coprire con ragù, besciamella e le verdure, proseguire fino ad aver esaurito tutte le sfoglie.
Terminare con ragù, besciamella e verdure.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 20’/25’.
Una volta pronto far riposare qualche minuto in forno caldo, al momento di servire cospargere con il cacioricotta grattugiato.
Perchè?
Semplicemente perchè all'MTC si impara da chi propone la sfida, ma anche dagli altri e questa sfida in effetti mi ha permesso di saldare un vecchio conto in sospeso con sfoglia e mattarello.
Dai tempi delle tagliatelle mi era rimasto il dubbio di sapere se ero io ad essere completamente impedita con gli impasti a mano o semplicemente erano loro a non amarmi.
Grazie alla sfida di Sabrina ( solo per me Annamaria) pace fatta con sfoglie, tavole e mattarello, ma soprattutto la possibilità e il piacere di cercare il legame con il territorio utilizzando una farina: la Solina, tipica di queste parti.
La "Solina" è un particolare tipo di grano tenero coltivato in alcuni Comuni montani della provincia dell'Aquila, localizzati all'interno del territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso.Per le sue caratteristiche è adatta alla coltivazione con i metodi dell'agricoltura biologica, in quanto non richiede elevati apporti di azoto e riesce a competere con le erbe infestanti, non rendendo così necessario il ricorso al diserbo chimico.
In tutto l'Abruzzo interno quando si parla di grano (le rène, lo rano) s'intende la Solina.
Essendo un grano resistente e di facile coltivazione, in passato ha costituito la base dell'alimentazione popolare , il profumo della pasta e del pane realizzato con questa farina è unico ed ancora impresso nella memoria degli anziani.
Dopo un periodo in cui era quasi completamente scomparsa, sta vivendo una nuova età dell'oro.
La sua origine antica è tramandata anche da alcuni detti popolari("ogni grano torna a Solina" e "la Solina è la mamma di tutti i grani") che ne esaltano le caratteristiche organolettiche del frumento: si sostiene infatti che, "quella di Solina" è superiore a tutte le farine.
Esistono anche documenti storici in cui si ha traccia di questo particolare grano, quali alcuni atti di compravendita del 1500 stipulati presso la Fiera di Lanciano e in un testo di fine ‘700, il saggio di Michele Torcia Pel paese de' Peligni che così recita "Non dimenticheremo il pane di Popoli che non la cede se non al solo di Teramo in tutta laMonarchia...Il pane a Popoli esce dal grano solino...".
Notizie prese dal web
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Il fondatore del mulino, anticamente a pietra , sullo sfondo Catelvecchio Subequo |
Il mulino è passato dalle macine a pietra a quelle meccaniche, ma la passione è la stessa.
La solina utilizzata è coltivata tutta nella della provincia dell'Aquila, in particolare a Prezza.
Lasagne con farina di solina alla pecorara
Dose per 4 persone
Per la pasta
- 100 g farina di solina
- 200 g farina di semola
- 3 uova intere da allevamento a terra
Per il ragù alla pecorara
- 250 g tra vitello, maiale e agnello macinati
- Carota piccola
- Sedano mezzo gambo
- Cipolla piccola
- 100 ml di vino Montepulciano
- Passata di pomodoro circa un litro e mezzo
- Una zucchina
- Una melanzana piccola
- Un peperone rosso
- Olio extravergine di oliva
- Sale pepe
Per la besciamella al pecorino
- 1 lt latte intero
- 60 g burro
- 75 g farina 0
- Pecorino grattugiato 100 g
Cacioricotta di vacca grattugiato per completare il piatto
Preparare la sfoglia
Preparare la sfoglia mescolando le due farine, fare una fossetta e sgusciarvi le uova, mescolare con una forchetta e , lentamente iniziare a far assorbire la farina.
Lavorare energicamente fino ad avere un impasto omogeneo.
Coprire con una ciotola o un canovaccio e lasciar riposare per 30 minuti.
Trascorso questo tempo cospargere il piano con della farina di semola e iniziare a stendere l’impasto con un matterello lungo e sottile, fino ad avere una sfoglia spessa un paio di millimetri ( per me anche meno).
Ritagliare delle sfoglie rettangolari, cospargere con semola e tenerle da parte.
Preparare il ragù
In un tegame di coccio versare l’olio, unire il trito di sedano , carota e cipolla e far soffriggere dolcemente.
Aggiungere le carni tritate, far rosolare, sfumare con il vino e farlo evaporare.
Versare la passata e lasciar cuocere fino a quando non affiorerà l’olio.
Non aggiungo sale utilizzando una passata già salata al momento della preparazione.
(La passata che utilizzo è preparata dalla suocera, cotta direttamente sul fuoco ed ha un sapore unico che, da solo basta a rendere un piatto speciale.)
Nel frattempo lavare e asciugare le verdure e tagliarle a julienne, versarle in una teglia da forno, coprire con abbondante olio , sale e pepe.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 25 minuti.
Preparare la besciamella
Scaldare il latte fin quasi al bollore.
Sciogliere il burro in un pentolino, lontano dal fuoco unire la farina setacciata e mescolare energicamente con un cucchiaio di legno, unire il latte bollente poco alla volta, rimettere sul fuoco e continuare a mescolare, quando inizia ad addensarsi aggiungere il pecorino grattugiato e far sciogliere.
Salare se occorre.
Lessare le sfoglie di pasta in acqua salata in ebollizione, passandole rapidamente in acqua ghiacciata e mettendole ad asciugare su un canovaccio pulito.
Preparare una teglia versando sul fondo un mestolo di ragù fare uno strato con le sfoglie, coprire con ragù, besciamella e le verdure, proseguire fino ad aver esaurito tutte le sfoglie.
Terminare con ragù, besciamella e verdure.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 20’/25’.
Una volta pronto far riposare qualche minuto in forno caldo, al momento di servire cospargere con il cacioricotta grattugiato.
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di ottobre 2014
Apprezzo i soufflè, soprattutto nella versione salata.
Ne ho preparati diversi, seguendo i fondamenti della ricetta canonica che prevede una bechamelle a cui unire poi il resto degli ingredienti.
Con molto interesse, quindi, ho letto la ricetta della nuova sfida dell'MTC di Fabiana, un soufflè che utilizza come base della panna fresca, dello chef stellato Cyril Lignac.
Mi è sembrato molto interessante da provare, ma, ancora più della preparazione ( veloce e semplice con l'unico passaggio critico nel mescolare bene sul fuoco la panna con la maizena) ha potuto la prova assaggio.
Ragazze mie, qui siamo all'indescrivibile, quello che vi ritroverete ad assaporare avrà la consistenza di una nuvola, leggero, sofficissimo e, cosa fondamentale per me, non sa assolutamente di uovo.
Naturalmente la parte complicata della sfida è stato pensare ad una ricetta e ad una salsa,
il mio freezer ha dato prova di un grande potere, tirando fuori dai suoi meandri niente meno che una parte di farcia utilizzata per i Ravioli alla scapolese.
Per un soufflè così saporito ho dovuto necessariamente pensare ad una salsa di accompagnamento di quelle belle "toste" e così sono andata su un sugo a base di salsa di pomodoro ( rigorosamente fatto in casa dalla suocera) con della 'nduja che quasi si sbriciola soffriggendo leggermente nell'olio , donando all'insieme un sapore difficile da ignorare e finendo automaticamente fuori gara, ma sarebbe stato un sacrilegio non abbinare questa salsa a questo soufflè!
Per i fondi e le altre salse aspettatemi al soufflè numero due.
Soufflè alla scapolese con salsa alla 'nduja
Per il soufflé ( ricetta di Fabiana )
Ripieno alla scapolese
Potrete utilizzare il ripieno che avanza per farcire dei ravioli o potrete congelarlo e utilizzarlo in seguito.
Salsa alla 'nduja
Se proprio vi è toccato utilizzare una passata del supermercato, considerate di raddoppiare i tempi di cottura e di aggiungere un pochino di sale.
Mentre la salsa cuoce preparare i soufflè e scaldare il forno a 200°.
Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo.
Lavorare il ripieno alla scapolese con un cucchiaio e unirlo alla massa .
Salare, poco, solo se occorre e mescolare bene.
Montare gli albumi, a neve ferma , ma non fermissima e unire al composto, mescolando dal basso verso l'alto, senza smontare.
Riempire gli stampi per i 2/3 e porre in forno a 200°C per 15'/18' in caso di stampini piccoli, 20'/25' in caso di stampo unico, evitando di aprire il forno per i primi 15'.
Per accentuare la colorazione del soufflè è possibile cospargere la superficie con del formaggio grattugiato, prima di infornare, come suggerisce Fabiana.
L'esterno dovrà risultare compatto e l'interno umido e soffice come una nuvola, ed è esattamente il risultato che si otterrà con questa ricetta.
Servire con la salsa alla 'nduja, che farà da degno corollario a questo soufflè.
Ne ho preparati diversi, seguendo i fondamenti della ricetta canonica che prevede una bechamelle a cui unire poi il resto degli ingredienti.
Con molto interesse, quindi, ho letto la ricetta della nuova sfida dell'MTC di Fabiana, un soufflè che utilizza come base della panna fresca, dello chef stellato Cyril Lignac.
Mi è sembrato molto interessante da provare, ma, ancora più della preparazione ( veloce e semplice con l'unico passaggio critico nel mescolare bene sul fuoco la panna con la maizena) ha potuto la prova assaggio.
Ragazze mie, qui siamo all'indescrivibile, quello che vi ritroverete ad assaporare avrà la consistenza di una nuvola, leggero, sofficissimo e, cosa fondamentale per me, non sa assolutamente di uovo.
Naturalmente la parte complicata della sfida è stato pensare ad una ricetta e ad una salsa,
il mio freezer ha dato prova di un grande potere, tirando fuori dai suoi meandri niente meno che una parte di farcia utilizzata per i Ravioli alla scapolese.
Per un soufflè così saporito ho dovuto necessariamente pensare ad una salsa di accompagnamento di quelle belle "toste" e così sono andata su un sugo a base di salsa di pomodoro ( rigorosamente fatto in casa dalla suocera) con della 'nduja che quasi si sbriciola soffriggendo leggermente nell'olio , donando all'insieme un sapore difficile da ignorare e finendo automaticamente fuori gara, ma sarebbe stato un sacrilegio non abbinare questa salsa a questo soufflè!
Per i fondi e le altre salse aspettatemi al soufflè numero due.
Soufflè alla scapolese con salsa alla 'nduja
Per il soufflé ( ricetta di Fabiana )
- 300 ml di panna fresca
- 3 cucchiai da minestra di maizena ( 30 g )
- 30 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi
- 6 uova medie a temperatura ambiente
- 220 g di ripieno alla scapolese
- sale, poco
- pecorino grattugiato a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi, circa 3 cucchiai
Ripieno alla scapolese
- 165 gr di salsiccia secca , conservata sotto sugna e aromatizzata con cumino ( "petratta"), finocchietto selvatico e poco peperoncino piccante;
- 50 gr di pancetta magra o guanciale;
- 130 gr di bietola lessata a foglie piccole, corte con venature rosse ( in sostituzione quella a coste e foglie più grandi purchè ben lessate e sminuzzate);
- 650 kg di patate lesse
- 165 gr tra ricotta secca di capra e formaggio locale ( misto pecora -capra) ben stagionati da utilizzare grattugiati;
- 115 gr di formaggio di mucca e capra semifresco;
- 2 uova intere;
- 1 tuorli;
- sale
Potrete utilizzare il ripieno che avanza per farcire dei ravioli o potrete congelarlo e utilizzarlo in seguito.
Salsa alla 'nduja
- salsa di pomodoro fatta in casa ( non bluffate, quella comprata non darà lo stesso risultato)
- 'nduja a fette ( abbondate se amate i gusti strong)
- olio extravergine di oliva
Se proprio vi è toccato utilizzare una passata del supermercato, considerate di raddoppiare i tempi di cottura e di aggiungere un pochino di sale.
Mentre la salsa cuoce preparare i soufflè e scaldare il forno a 200°.
Imburrare gli stampi o lo stampo che
devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e
bordi.
Copargere il formaggio grattugiato negli stampi
in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare
più l'interno con le dita.
Riporre in freezer fino al momento del riempimento.
Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente
In una ciotolina mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco.
Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre, abbastanza rapidamente.
Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa.( Accadrà molto rapidamente e più la panna è bollente, più rapidamente la miscela si ispessirà).
Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a mescolare.
Rompere le uova tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli
dagli albumi.Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo.
Lavorare il ripieno alla scapolese con un cucchiaio e unirlo alla massa .
Salare, poco, solo se occorre e mescolare bene.
Montare gli albumi, a neve ferma , ma non fermissima e unire al composto, mescolando dal basso verso l'alto, senza smontare.
Riempire gli stampi per i 2/3 e porre in forno a 200°C per 15'/18' in caso di stampini piccoli, 20'/25' in caso di stampo unico, evitando di aprire il forno per i primi 15'.
Per accentuare la colorazione del soufflè è possibile cospargere la superficie con del formaggio grattugiato, prima di infornare, come suggerisce Fabiana.
L'esterno dovrà risultare compatto e l'interno umido e soffice come una nuvola, ed è esattamente il risultato che si otterrà con questa ricetta.
Servire con la salsa alla 'nduja, che farà da degno corollario a questo soufflè.
Con questa ricetta partecipo all'MTC di marzo
e, visto che è anche senza glutine,
lo invio al 100% Gluten (Fri)day
Versione numero due.
Sempre Mari, sempre MTChallenge, sempre strudel in versione salata.
Sapore, sapore, quando non vado di dolci, vado di sapori belli decisi.
Ho pensato al Sud, questa volta e ho unito : pomodori secchi, olive nere al forno,origano e una salsa di alici, non avrò esagerato?....naaaaaaa!
Strudel ai pomodori secchi con salsa alle alici
per 4 persone
per la sfoglia
per il ripieno
Preparare il ripieno
In una ciotola lavorare la ricotta e lo yogurt unendo l'uovo.
Far rinvenire i pomodori secchi in 300 ml di acqua bollente, 50 ml di vino bianco e 30 ml di aceto di vino bianco, per un paio di minuti.
Sgocciolare e tagliare in pezzi grossolani.
Snocciolare le olive e tagliarle in pezzi.
Sempre Mari, sempre MTChallenge, sempre strudel in versione salata.
Sapore, sapore, quando non vado di dolci, vado di sapori belli decisi.
Ho pensato al Sud, questa volta e ho unito : pomodori secchi, olive nere al forno,origano e una salsa di alici, non avrò esagerato?....naaaaaaa!
Strudel ai pomodori secchi con salsa alle alici
per 4 persone
per la sfoglia
- 150 g di farina 00
- 50 ml di acqua ( per me 70 ml)
- 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
- 1 pizzico di sale
- 250 g ricotta di qualità
- 50 g yogurt greco
- 1 uovo
- 7 pomodori secchi
- 10 olive nere al forno
- origano secco
- sale
- 10 alici sott'olio
- olio extravergine d'oliva
- acqua
Preparate l’impasto per la sfoglia
Scaldare l’acqua, deve essere
abbastanza calda ma non bollente.
Setacciare
la farina in un recipiente,
aggiungere il sale e l’olio e versare a mano a mano l’acqua calda
mescolando.
Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliere l’impasto dal
recipiente e cominciare a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un
paio
di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, ho aggiunto un altro po'
di acqua, per ottenere un impasto omogeneo, anche se non morbidissimo.
Far riposare l’impasto , coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa
mezz’ora. Preparare il ripieno
In una ciotola lavorare la ricotta e lo yogurt unendo l'uovo.
Far rinvenire i pomodori secchi in 300 ml di acqua bollente, 50 ml di vino bianco e 30 ml di aceto di vino bianco, per un paio di minuti.
Sgocciolare e tagliare in pezzi grossolani.
Snocciolare le olive e tagliarle in pezzi.
Ricoprire
la sfoglia con la ricotta, coprire con i pomodori secchi, le olive e abbondante origano, lasciando 2 cm liberi tutto intorno , e
iniziare ad arrotolare, aiutandosi con il canovaccio .
Dopo i primi giri , piegare verso l'interno i bordi liberi laterali, per evitare alla farcia di uscire durante la cottura.
Terminare di arrotolare.
Avvolgere nel telo.
Fermare con dello spago da cucina e adagiare nell'acqua bollente, salata, evitando di fargli toccare il fondo, lasciando sobbolire per 30 minuti.
Una volta pronto , tirarlo fuori, rimuovere il canovaccio, far intiepidire e tagliare a fette, in obliquo.
Preparare la salsa
In una padella versare un paio di cucchiai di olio e farlo scaldare, versare i filetti di acciuga e farli sciogliere , mescolando con un cucchiaio di legno.
Allungare con dell'acqua bollente fino ad avere una consistenza abbastanza liquida.
Non salare, le alici danno al condimento una buona sapidità.
Versare la salsa sulle fette adagiate in un piatto e servire.
Preparare la salsa
In una padella versare un paio di cucchiai di olio e farlo scaldare, versare i filetti di acciuga e farli sciogliere , mescolando con un cucchiaio di legno.
Allungare con dell'acqua bollente fino ad avere una consistenza abbastanza liquida.
Non salare, le alici danno al condimento una buona sapidità.
Versare la salsa sulle fette adagiate in un piatto e servire.
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di febbraio
Dallo spezzatino allo strudel, l'invasione continua.
Questo mese la bravissima Mari ci ha proposto una sfida nella doppia versione dolce -salato.
Una ricetta che conoscevo ,grazie alla mia collega di Bolzano, che apprezzo moltissimo, ma che mi ha colpito per la possibilità di farla diventare un primo.
L'input per questa ricetta è partito dall'idea di proporre una versione bella carica di sapore, ho pensato a quello che , a mio giudizio, è uno dei piatti più facilmente replicato da chiunque si avvicini alla cucina.
Ricordo le gite al mare e i chili di spaghetti conditi in questo modo, per sfamare un gruppo di adolescenti in piena tempesta ormonale.
Certo, nelle prime esperienze culinarie si pensava anche di poter cuocere due chili di pasta in un litro di acqua, arrivando, a termine cottura, a non scolare praticamente più nulla, ma questo fa parte di quel bagaglio che ognuno di noi porta dentro di sè e tira fuori ogni tre per due per sorridere di se stesso.
Alla fine, comunque, spaghetti scolati o meno il condimento era sempre quello: la carbonara.
Sole o pioggia , freddo o caldo, in qualunque stagione, è il piatto che si è sempre cucinato e mangiato con molto gusto.
Facendo questo volo nel passato, e riprecipitando 30 anni dopo, ho voluto andare sul sicuro e provare a rendere lo strudel salato proposto da Mari, uno strudel un pò più vicino al centro Italia e ai miei ricordi.
La ricetta è stata naturalmente scomposta per adattarla a questa originale versione, il guanciale e la cipolla sono passate all'interno della farcia, insieme alla ricotta , allo yogurt e all'uovo, mentre la parte cremosa l'ho resa con una crema di pecorino e parmigiano , usata per accompagnare e arricchire il tutto.
Giudizio della happy family? Promosso!
Strudel alla carbonara con salsa al pecorino
per 4 persone
per la sfoglia
per il ripieno
Questo mese la bravissima Mari ci ha proposto una sfida nella doppia versione dolce -salato.
Una ricetta che conoscevo ,grazie alla mia collega di Bolzano, che apprezzo moltissimo, ma che mi ha colpito per la possibilità di farla diventare un primo.
L'input per questa ricetta è partito dall'idea di proporre una versione bella carica di sapore, ho pensato a quello che , a mio giudizio, è uno dei piatti più facilmente replicato da chiunque si avvicini alla cucina.
Ricordo le gite al mare e i chili di spaghetti conditi in questo modo, per sfamare un gruppo di adolescenti in piena tempesta ormonale.
Certo, nelle prime esperienze culinarie si pensava anche di poter cuocere due chili di pasta in un litro di acqua, arrivando, a termine cottura, a non scolare praticamente più nulla, ma questo fa parte di quel bagaglio che ognuno di noi porta dentro di sè e tira fuori ogni tre per due per sorridere di se stesso.
Alla fine, comunque, spaghetti scolati o meno il condimento era sempre quello: la carbonara.
Sole o pioggia , freddo o caldo, in qualunque stagione, è il piatto che si è sempre cucinato e mangiato con molto gusto.
Facendo questo volo nel passato, e riprecipitando 30 anni dopo, ho voluto andare sul sicuro e provare a rendere lo strudel salato proposto da Mari, uno strudel un pò più vicino al centro Italia e ai miei ricordi.
La ricetta è stata naturalmente scomposta per adattarla a questa originale versione, il guanciale e la cipolla sono passate all'interno della farcia, insieme alla ricotta , allo yogurt e all'uovo, mentre la parte cremosa l'ho resa con una crema di pecorino e parmigiano , usata per accompagnare e arricchire il tutto.
Giudizio della happy family? Promosso!
Strudel alla carbonara con salsa al pecorino
per 4 persone
- 150 g di farina 00
- 50 ml di acqua ( per me 70 ml)
- 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
- 1 pizzico di sale
- 250 g di ricotta di buona qualità
- 50 g di yogurt greco
- 1 uovo
- 50 g guanciale di maiale
- 30 g cipolla
- olio extravergine di oliva
- sale
- pepe
- 2 tuorli d'uovo
- 150 ml di brodo vegetale
- 25 g parmigiano reggiano grattugiato
- 25 g pecorino grattugiato
- sale
- pepe
Preparate l’impasto per la sfoglia
Scaldare l’acqua, deve essere
abbastanza calda ma non bollente.
Setacciare la farina in un recipiente,
aggiungere il sale e l’olio e versare a mano a mano l’acqua calda
mescolando.
Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliere l’impasto dal
recipiente e cominciare a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un
paio
di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, ho aggiunto un altro po' di acqua, per ottenere un impasto omogeneo, anche se non morbidissimo.
Far riposare l’impasto , coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa
mezz’ora.
Preparare il ripieno
Versare in una padella qualche cucchiaio di olio, tagliare a fette sottili la cipolla e il guanciale e farli rosolare dolcemente, il guanciale dovrà diventare trasparente e la cipolla dovrà risultare morbida.
Tenere da parte.
Posizionare una pentola piena di acqua sul gas e accenderla, dovrà contenere lo strudel per permettere la bollitura.
In una ciotola lavorare la ricotta , unire lo yogurt e l'uovo e mescolare, aggiungere il guanciale e la cipolla, sgocciolati dal fondo di cottura, aggiustare di sale e pepe.
Su un piano posizionare il canovaccio pulito e asciutto ( per sicurezza l'ho fatto bollire due volte in acqua bollente per eliminare i residui di detersivo) , cospargerlo di farina e iniziare ad allargarlo con le mani, poi aiutandosi con il mattarello, tirandolo alla larghezza di 25X25cm e allo spessore di 3/4 mm.
Ricoprire la sfoglia con il ripieno, lasciando 2 cm liberi tutto intorno , e iniziare ad arrotolare, aiutandosi con il canovaccio .
Dopo i primi giri , piegare verso l'interno i bordi liberi laterali, per evitare alla farcia di uscire durante la cottura.
Terminare di arrotolare.
Avvolgere nel telo.
Fermare con dello spago da cucina e adagiare nell'acqua bollente, salata, evitando di fargli toccare il fondo, lasciando sobbolire per 30 minuti.
Una volta pronto , tirarlo fuori, rimuovere il canovaccio, far intiepidire e tagliare a fette, in obliquo.
Preparare la salsa al pecorino
In un pentolino dal fondo spesso, lavorare i tuorli con i formaggi, diluire con il brodo vegetale caldo e porre sul fuoco bassissimo.
Cuocere mescolando sempre, fino ad avere una consistenza cremosa; se utilizzate un termometro da cucina deve raggiungere i 95°C per avere la giusta consistenza.
Occorreranno circa 15'-20', praticamente il tempo per bollire lo strudel.
Comporre il piatto: posizionare le fette di strudel e versare la salsa al pecorino.
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di febbraio
Una ricetta di quelle da tenere a mente, ma anche no, diciamo di quelle da improvvisare quando proprio non si hanno altre idee.
Pochi ingredienti che permettono di ottenere un gran risultato.
Se avete del lievito madre in esubero e proprio non occorre del pane, fateci la pasta.
Li avevo già provati qui, stavolta il condimento valorizza il formato.
Pencianelli con crema alla feta
per 4 persone
Rovesciare l'impasto su un piano infarinato e far riposare, coperto con uno strofinaccio, per 30 minuti.
Staccare dei pezzi e allungarli con le mani formando dei vermicelli, più sono sottili prima si cuoceranno.
Cercare di farli tutti dello stesso spessore.
Lasciare su un piano infarinato, ben allargati per evitare che si attacchino.
Cuocere in abbondante acqua salata, fino a quando non saliranno in superficie.
Per il condimento
Farla sciogliere mescolando con un cucchiaio di legno, unire il latte e continuare a mescolare.
Cospargere con una presa generosa di origano secco e far restringere, se occorre unire qualche cucchiaiata di acqua di cottura della pasta.
Versare la pasta scolata, unire il parmigiano grattugiato, mescolare velocemente .
Servire caldo.
Pochi ingredienti che permettono di ottenere un gran risultato.
Se avete del lievito madre in esubero e proprio non occorre del pane, fateci la pasta.
Li avevo già provati qui, stavolta il condimento valorizza il formato.
Pencianelli con crema alla feta
per 4 persone
- 200 g lievito madre rinfrescato da 2/3 giorni
- 200 g semola rimacinata di grano duro
- 200 g farina 00
- 300 ml di acqua circa
Rovesciare l'impasto su un piano infarinato e far riposare, coperto con uno strofinaccio, per 30 minuti.
Staccare dei pezzi e allungarli con le mani formando dei vermicelli, più sono sottili prima si cuoceranno.
Cercare di farli tutti dello stesso spessore.
Lasciare su un piano infarinato, ben allargati per evitare che si attacchino.
Cuocere in abbondante acqua salata, fino a quando non saliranno in superficie.
Per il condimento
- 100 g feta
- 30 ml olio extravergine di oliva
- origano secco
- 100 ml latte
- sale
- parmigiano grattugiato
Farla sciogliere mescolando con un cucchiaio di legno, unire il latte e continuare a mescolare.
Cospargere con una presa generosa di origano secco e far restringere, se occorre unire qualche cucchiaiata di acqua di cottura della pasta.
Versare la pasta scolata, unire il parmigiano grattugiato, mescolare velocemente .
Servire caldo.
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