Per una colazione speciale ho preparato una torta speciale, direi che è stata apprezzata.
La ricetta viene da questo blog
Torta cookies
Per uno stampo da 24 cm
La ricetta viene da questo blog
Torta cookies
Per uno stampo da 24 cm
- 230 g farina 00
- 70 g zucchero semolato
- 70 g zucchero di canna
- 1 uovo
- 120/130 g burro morbido
- 2 cucchiaini rasi di lievito per dolci
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
- Vaniglia
- 200g cioccolato fondente tritato
- 80 g nocciole tritate
- Nutella per farcire
In planetaria mescolare zuccheri, burro e mescolare, unire uovo e vaniglia.
Aggiungere farina, lievito e bicarbonato e sale, mescolare fino ad ottenere delle briciole.
Unire cioccolato tritato grossolanamente e nocciole.
Versare in un stampo con carta forno, metà dell'impasto, fare uno strato di Nutella, coprire con il resto dell' impasto ridotto in briciole.
Cottura in forno statico a 180°C' per 25'/30'.
Durata circa 3 giorni.
Non conservare in frigo.
Posta un commento
I dolci al limone mi piacciono moltissimo, i cake al limone, burrosi e che ti fanno gongolare ad ogni morso, anche.
Avevo salvato questa ricetta, letta sul blog Starbooks e dopo tanto l'ho provata, dimezzando le dosi.
La ricetta è semplice, ma non dovete ASSOLUTAMENTE evitare la glassa che è esattamente quello che renderà speciale questo cake e che ne preserverá la sofficità, un' altra piccola accortezza, che permetterà di ottenere una crosticina croccante, é l'utilizzo del pane grattugiato al posto della farina, per lo stampo.
Per la storia di questo dolce americano, (ma si era capito no?) vi rimando direttamente sul blog dello Starbooks , io vi lascio la dose dimezzata per uno stampo della capacità di 1,4 l.
East 62nd Street Lemon Cake
Stampo da 1,4 l di capacità
Avevo salvato questa ricetta, letta sul blog Starbooks e dopo tanto l'ho provata, dimezzando le dosi.
La ricetta è semplice, ma non dovete ASSOLUTAMENTE evitare la glassa che è esattamente quello che renderà speciale questo cake e che ne preserverá la sofficità, un' altra piccola accortezza, che permetterà di ottenere una crosticina croccante, é l'utilizzo del pane grattugiato al posto della farina, per lo stampo.
Per la storia di questo dolce americano, (ma si era capito no?) vi rimando direttamente sul blog dello Starbooks , io vi lascio la dose dimezzata per uno stampo della capacità di 1,4 l.
East 62nd Street Lemon Cake
Stampo da 1,4 l di capacità
- 165 g farina 00
- 1 cucchiaino di lievito
- ¼ cucchiaino di sale
- 112 g burro morbido
- 200 g zucchero semolato
- 2 uova grandi
- 122 g latte
- 1 cucchiaino e ½ buccia di limone
- burro e pan grattato fine per lo stampo
Glassa
- 70 g zucchero
- 40 g succo di limone
Preriscaldare il forno a 175°C.
In una ciotola mescolare farina, sale e lievito.
In planetaria, con la foglia, montare il burro per due minuti , aggiungere lo zucchero e continuare a montare altri tre minuti.
Inserire un uovo alla volta e aspettare che sia inglobato prima di inserire il successivo.
Abbassare la velocità al minimo e inserire le polveri alternate al latte.
In ultimo inserire la buccia di limone grattugiata.
Imburrare lo stampo scelto (preferibilmente poco lavorato per permettere di sformare meglio il cake cotto) e cospargere di pane grattugiato .
Inserire l' impasto e cuocere per circa 65' / 70'.
Fare la prova stecchino, sfornare, far riposare 5' e capovolgere.
Mescolare zucchero e limone e, aiutandovi con un pennello da cucina, spennellare su tutto il dolce caldo , facendo assorbire.
Il gusto migliora con un riposo di ventiquattr'ore.
Non impazzisco per i cookies e neanche per il cioccolato, ma se la figliola mi richiede espressamente una ricetta e me ne segna altre dieci, il minimo é provare ad accontentarla.
La ricetta viene dal libro Biscotti di Martha Stewart ed é velocissima da realizzare, come sempre ho realizzato mezza dose, ma la dose intera sarebbe stata spazzolata ugualmente.
Cookies soffici con cioccolato di Martha Stewart
Dose per 18 pezzi
La ricetta viene dal libro Biscotti di Martha Stewart ed é velocissima da realizzare, come sempre ho realizzato mezza dose, ma la dose intera sarebbe stata spazzolata ugualmente.
Cookies soffici con cioccolato di Martha Stewart
Dose per 18 pezzi
- 160 g farina 00
- 1/4 cucchiaino di bicarbonato di sodio
- 105 g burro
- 75 g zucchero semolato
- 25 g zucchero di canna
- 1/2 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaino essenza di vaniglia
- 1 uovo grande
- 170 g cioccolato fondente tritato o in gocce
Preriscaldare il forno a 180°C'.
Setacciare farina e bicarbonato.
In planetaria lavorare a media velocità il burro e gli zuccheri, per 2', rendere chiaro e spumoso, inserire sale, vaniglia e uova e amalgamare, per circa, 1', abbassanodo la velocità.
Incorporare la farina e poi aggiungere il cioccolato.
Versare grosse cucchiaiate su teglia del forno rivestita con carta forno, lasciando 5 cm tra un biscotto e l'altro.
Infornare a 180°C per 10'/12', avendo cura di ruotare la teglia a metà cottura.
I cookies dovranno risultare duri al centro e dorati sui bordi.
Lasciar raffreddare per 2' e poi spostarli su griglia.
Si conse
Le ricette delle torte di mele hanno su di me lo stesso potere di attrazione degli spaghetti per Alberto Sordi, la battuta è scontata : Torta di mele tu mi hai provocato e io ti provo.
Così è stato dopo il post di Mariella, che non posso che ringraziare, per aver pensato a me e alla miafissazione raccolta di ricette di torte di mele , raccontandomi e raccomandandomi di provare questo dolce, e io? Non potevo non rispondere alla chiamata.
A mia discolpa confesso di aver dimezzato le dosi, ottenendo una tortina di 15 cm di diametro e 18 cm di altezza, ma la bontà quella c'è tutta, non posso che convenire con Mariella nel dire che è un dolce strepitoso.
Ho modificato solo l'esecuzione della base, lavorando tutto insieme , dividendo nelle tre teglie e cucinando poi contemporaneamente, inoltre ho aggiunto della granella di noci pecan sulle basi, prima della cottura per dare una nota croccante.
La ricetta è meno complicata di quel che sembra , procedendo a step, non sarà stressante.
Toffee apple and cinnamon cake
Dose per una torta da 20 cm
La torta si compone di 3 strati di pan di spagna alla cannella, farcia di mele sciroppate, panna montata e caramello.
Pan di spagna alla cannella
Farcia
Montare la panna con lo zucchero a velo, lasciandola morbida.
Montaggio
Porre il primo pandispagna su una base, sgocciolare le mele dallo sciroppo e utilizzare quest'ultimo per umettare leggermente la base.
Fare uno strato con metà delle mele, fare uno strato di panna e aggiungere il caramello a proprio gusto, proseguire con il secondo strato, allo stesso modo, lasciando qualche mela , la panna e il caramello per completare il dolce.
Aggiungere l'ultimo strato, coprire con la panna , tirarla anche sui lati , decorare la superficie con qualche mela sciroppata e il caramello.
Far riposare una notte in frigorifero.
Così è stato dopo il post di Mariella, che non posso che ringraziare, per aver pensato a me e alla mia
A mia discolpa confesso di aver dimezzato le dosi, ottenendo una tortina di 15 cm di diametro e 18 cm di altezza, ma la bontà quella c'è tutta, non posso che convenire con Mariella nel dire che è un dolce strepitoso.
Ho modificato solo l'esecuzione della base, lavorando tutto insieme , dividendo nelle tre teglie e cucinando poi contemporaneamente, inoltre ho aggiunto della granella di noci pecan sulle basi, prima della cottura per dare una nota croccante.
La ricetta è meno complicata di quel che sembra , procedendo a step, non sarà stressante.
Toffee apple and cinnamon cake
Dose per una torta da 20 cm
La torta si compone di 3 strati di pan di spagna alla cannella, farcia di mele sciroppate, panna montata e caramello.
Pan di spagna alla cannella
- 6 uova a temperatura ambiente
- 180 g zucchero semolato
- 180 g farina 00
- Una bustina lievito per dolci
- 3 cucchiaini vaniglia
- 1 cucchiaino e ½ di cannella
- Poche noci pecan tritate per la superficie.
Montare le uova con lo zucchero fono a farle triplicare di volume, occorreranno circa 12'.
Setacciare la farina con il lievito, per due volte, inserire nelle uova con una spatola senza smontare, in tre volte, inserire anche la cannella e la vaniglia.
Preriscaldare il forno a 180°C modalità ventilato, dividere il composto negli stampi scelti, adeguatamente foderati con cartaforno o trattati con spray antiattaccante.
Versare un terzo del composto in ogni stampo, coprire con la granella di noci e cuocere per 16' / 18' .
Far raffreddare .
Caramello
- 180 g zucchero
- 120 g acqua
- 75 g burro
- 80 ml panna fresca
In una casseruola dal fondo spesso versare lo zucchero e l'acqua, fare un caramello biondo, senza mescolare.
Lontano dal fuoco inserire il burro e la panna fatta intiepidire, ATTENZIONE AGLI SCHIZZI.
Mescolare bene , ottenendo una salsa omogenea.
Far raffreddare, conservare per il montaggio.
Mele sciroppate
- 5 mele ( per me annurche )
- 350 g zucchero
- 200 ml acqua
- Cannella
Sbucciare le mele e tagliarle a cubetti di circa 2,5 cm.
In una pentola versare lo zucchero e l'acqua , far sciogliere lo zucchero e versarvi le mele, proseguire la cottura a fuoco medio/basso fino a quando le mele non risulteranno morbide, ma non disfatte.
Versare in un contenitore con tutto lo sciroppo, unire la cannella e conservare fino al montaggio.
Farcia
- 500 ml Panna fresca
- 1 cucchiaio di zucchero a velo
Montare la panna con lo zucchero a velo, lasciandola morbida.
Montaggio
Porre il primo pandispagna su una base, sgocciolare le mele dallo sciroppo e utilizzare quest'ultimo per umettare leggermente la base.
Fare uno strato con metà delle mele, fare uno strato di panna e aggiungere il caramello a proprio gusto, proseguire con il secondo strato, allo stesso modo, lasciando qualche mela , la panna e il caramello per completare il dolce.
Aggiungere l'ultimo strato, coprire con la panna , tirarla anche sui lati , decorare la superficie con qualche mela sciroppata e il caramello.
Far riposare una notte in frigorifero.
Non avevo molta voglia di preparare biscotti per Natale, ma poi la figliola, universitaria fuori sede, mi ha chiesto espressamente questi dolci qui , e visto che mi ci trovavo mi ha chiesto di preparare anche questi e questi e alla fine che due gingerbread non li impasto?
Mi sono lasciata ispirare dalla ricetta di Marina La tarte maison, a sua volta presa da Federica e ho pensato bene anche di decorarli .
Rispetto alla ricetta di Marina ho fatto una modifica nelle farine ho utilizzato infatti la farina di solina ( qui qualche notizia sulla solina ) oltre a quella 00 e integrale.
Con le dosi riportate si ottengono circa 20 omini oppure 40 biscotti leggermente più piccoli.
Gingerbread alla farina di solina
Mi sono lasciata ispirare dalla ricetta di Marina La tarte maison, a sua volta presa da Federica e ho pensato bene anche di decorarli .
Rispetto alla ricetta di Marina ho fatto una modifica nelle farine ho utilizzato infatti la farina di solina ( qui qualche notizia sulla solina ) oltre a quella 00 e integrale.
Con le dosi riportate si ottengono circa 20 omini oppure 40 biscotti leggermente più piccoli.
Gingerbread alla farina di solina
- 90 g burro morbido
- 100 g zucchero di canna
- 100 g miele
- 1 uovo
- 150 g farina 00
- 70 g farina di solina
- 80 g farina integrale
- 4 g pisto ( spezie per dolci tipici campani sostituibile con cannella, chiodi di garofano, noce moscata )
- 1 cucchiaino di zenzero in polvere
- scorza grattugiata di un'arancia bio
- 1 cucchiaino di lievito per dolci
In planetaria con la foglia montare burro morbido e zucchero, fino ad avere un composto montato, inserire l'uovo e far inglobare bene, poi unire il miele, la buccia di arancia bio grattugiata, le farine setacciate con il lievito, le spezie e il sale.
Ottenere un composto omogeneo, formare una palla , avvolgere nella pellicola e far riposare in frigorifero per una notte.
Il giorno seguente stendere il composto tra due fogli di cartaforno allo spessore di 4/5 mm , ritagliare i biscotti porre su teglia e cuocere a 170°C per 12' / 15'.
Far raffreddare.
Glassa
da una ricetta di Iginio Massari
- 150 g zucchero a velo
- 15 g albume
- 5 g succo di limone
Versare lo zucchero nella ciotola della planetaria, inserire l'albume e lavorare con la foglia SENZA montare, inserire il succo di limone e continuare a miscelare.
Versare in un conetto di carta o in una sac à poche monouso e utilizzare subito per decorare i biscotti.
La glassa tende a seccare velocemente, se non la utilizzate subito lasciatela in un contenitore coperto con un canovaccio umido.
Versare in un conetto di carta o in una sac à poche monouso e utilizzare subito per decorare i biscotti.
La glassa tende a seccare velocemente, se non la utilizzate subito lasciatela in un contenitore coperto con un canovaccio umido.
Prendi una ricetta e modificala, questo potrebbe essere il mio motto.
In effetti la ricetta originale di Menta e Cioccolato è per una torta, ma mi sono lasciata tentare dalla voglia di sperimentare e così ne ho fatto delle tortine mini per assaggiare in anteprima, sono buonissime, soffici e con quello che in questo momento è un ortaggio presente su ogni tavola : la zucca.
La ricetta della torta è ottima e vi suggerisco di provarla così come riportata da Morena, ma anche le tortine da sole meritano un posto a tavola.
Tortine alla zucca o Pumpkin cake
Ingredienti per una torta di 20 cm di diametro o per 6/8 muffin
In effetti la ricetta originale di Menta e Cioccolato è per una torta, ma mi sono lasciata tentare dalla voglia di sperimentare e così ne ho fatto delle tortine mini per assaggiare in anteprima, sono buonissime, soffici e con quello che in questo momento è un ortaggio presente su ogni tavola : la zucca.
La ricetta della torta è ottima e vi suggerisco di provarla così come riportata da Morena, ma anche le tortine da sole meritano un posto a tavola.
Tortine alla zucca o Pumpkin cake
Ingredienti per una torta di 20 cm di diametro o per 6/8 muffin
- 210 g di farina 00
- 200 g di zucca lessata e passata
- 200 g di zucchero semolato
- 40 g di farina di nocciole
- 4 uova
- 60 g di burro
- 1 bustina di lievito per dolci
- 1 pizzico di sale
- Noci o semi per la finitura per i muffin
In planetaria montare le uova con lo zucchero fino a farle triplicare di volume, inserire la zucca passata, lavorando a bassa velocità, inserire anche il burro fuso.
Aggiungere le polveri, poco alla volta con una spatola.
Versare il composto in stampini per muffin oppure in uno stampo unico di 20/22 cm di diametro imburrato e infarinato.
Volendo coprire con semi misti o un gheriglio di noce o dello zucchero a granella.
Volendo coprire con semi misti o un gheriglio di noce o dello zucchero a granella.
Cuocere in forno caldo a 170°C per 25'/30' per i muffin e 40'/50' per la torta.
Fare sempre la prova stecchino.
La falsa illusione nel pensare che vegan sia sinonimo di dietetico e di sano.
In questo caso direi né l'una né l'altra cosa.
E però io avevo in dispensa un barattolo di burro di arachidi crunchy, vale a dire con pezzetti di arachidi, e in qualche modo dovevo trovare il modo di utilizzarlo, così decido di voler provare questi biscotti, nella vana speranza che senza le uova e il burro saranno quasi dietetici.
Mi rifiuto di fare il calcolo delle calorie per pezzo, di solito compenso alle mie scorpacciate mattutine saltando il pranzo , per evitare questo basterà limitarsi a mangiarne solo un paio, se ci riuscite.
Alla fine il calcolo l'ho fatto per ogni biscotto si avranno circa 81 Kcal (considerando 28 pezzi in totale ).
Ricetta presa dal blog Tortainsú
Biscotti vegan al burro di arachidi
Dose per 28 pezzi
Incorporare la farina poco alla volta, in ultimo inserire il burro di arachidi e il lievito.
Lavorare con le mani fino ad avere un composto omogeneo.
Formare delle palline, adagiare su cartaforno , appiattire leggermente e decorare con i rebbi di una forchetta.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 13' / 15' .
Far raffreddare prima di rimuovere dalla teglia.
***********
I biscotti sono friabili al punto giusto, il sapore del burro di arachidi si sente e la presenza di pezzetti di arachidi regala una piacevole sensazione al palato.
In questo caso direi né l'una né l'altra cosa.
E però io avevo in dispensa un barattolo di burro di arachidi crunchy, vale a dire con pezzetti di arachidi, e in qualche modo dovevo trovare il modo di utilizzarlo, così decido di voler provare questi biscotti, nella vana speranza che senza le uova e il burro saranno quasi dietetici.
Mi rifiuto di fare il calcolo delle calorie per pezzo, di solito compenso alle mie scorpacciate mattutine saltando il pranzo , per evitare questo basterà limitarsi a mangiarne solo un paio, se ci riuscite.
Alla fine il calcolo l'ho fatto per ogni biscotto si avranno circa 81 Kcal (considerando 28 pezzi in totale ).
Ricetta presa dal blog Tortainsú
Biscotti vegan al burro di arachidi
Dose per 28 pezzi
- 240 g farina 00
- 80 ml olio di semi
- 80 g zucchero di canna
- 40 ml latte di soia
Sciogliere lo zucchero nel latte, unire l'olio.
- 70 g burro di arachidi, per me crunchy
- ½ cucchiaino lievito per dolci
Incorporare la farina poco alla volta, in ultimo inserire il burro di arachidi e il lievito.
Lavorare con le mani fino ad avere un composto omogeneo.
Formare delle palline, adagiare su cartaforno , appiattire leggermente e decorare con i rebbi di una forchetta.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 13' / 15' .
Far raffreddare prima di rimuovere dalla teglia.
***********
I biscotti sono friabili al punto giusto, il sapore del burro di arachidi si sente e la presenza di pezzetti di arachidi regala una piacevole sensazione al palato.
I primi cookies della mia vita, fatti per cercare di venire in contro alla richiesta di un giovane collega.
Mi chiedeva espressamente un cookie dalla consistenza leggermente gommosa all'interno.
La prova assaggio é stata superata, la cannella rende questi biscotti perfetti.
PROMOSSA.
Ricetta presa da qui.
Cinnamon cookies soft cheewy snickersdoodle
Per 20 pezzi circa
Mi chiedeva espressamente un cookie dalla consistenza leggermente gommosa all'interno.
La prova assaggio é stata superata, la cannella rende questi biscotti perfetti.
PROMOSSA.
Ricetta presa da qui.
Cinnamon cookies soft cheewy snickersdoodle
Per 20 pezzi circa
- 230 g burro
- 1 cucchiaio essenza di vaniglia
- 200 g zucchero semolato
- 75 g zucchero di canna
- 2 uova intere
- 345 g farina 00
- 4 g cremore di tartaro
- 5 g bicarbonato di sodio
- ¼ sale
- Zucchero e cannella per la finitura
Lavorare a crema il burro e la vaniglia, unire lo zucchero semolato e lo zucchero di canna.
Unire un uovo alla volta, la farina , le polveri lievitanti e il sale.
Coprire in una ciotola con della pellicola.
Lasciare in frigo per un paio di ore.
Riprendere il composto e formare delle palline grandi come polpette, rotolarle nel mix di zucchero e cannella.
Porre su cartaforno ben distanziate , in cottura si allargheranno molto.
Cottura in forno preriscaldato , ventilato, a 190°C per 10 minuti.
Esistono mode nel web.
Si assiste ad esaltazioni inspiegabili per ricette che, a ben vedere, non sono niente di così eccezionale.
Già agli albori di questo blog tentavo di dare una chance a questo dolce americano, più bello da vedere che buono da mangiare.
Una consistenza spugnosa, un sapore abbastanza neutro, un uso spropositato di uova per una base che ha dalla sua una certa fotogenicitá e possibilità di modificarla a piacimento , persino nel nome.
Non pensavo che avrei dato una nuova possibilità a questa preparazione, ma poi Alice del blog Pane Libri e Nuvole ha solleticato la mia curiosità, per gli aromi utilizzati ( caffè e cardamomo ) e per la ricetta che si colloca a metà strada tra una chiffon cake e una Angel cake e per la mia cronica ossessione di accumulare albumi.
Per la ricetta originale qui.
Vi lascio la mia versione e qualche suggerimento per rendere il sapore un po' più definito e incisivo, tra l'altro ho anche modificato il procedimento, ma il risultato non ne ha risentito, per cui vi racconto la mia:
CHIFFON CAKE AL CAFFÈ E CARDAMOMO
Per uno stampo americano da 26 cm
Si assiste ad esaltazioni inspiegabili per ricette che, a ben vedere, non sono niente di così eccezionale.
Già agli albori di questo blog tentavo di dare una chance a questo dolce americano, più bello da vedere che buono da mangiare.
Una consistenza spugnosa, un sapore abbastanza neutro, un uso spropositato di uova per una base che ha dalla sua una certa fotogenicitá e possibilità di modificarla a piacimento , persino nel nome.
Non pensavo che avrei dato una nuova possibilità a questa preparazione, ma poi Alice del blog Pane Libri e Nuvole ha solleticato la mia curiosità, per gli aromi utilizzati ( caffè e cardamomo ) e per la ricetta che si colloca a metà strada tra una chiffon cake e una Angel cake e per la mia cronica ossessione di accumulare albumi.
Per la ricetta originale qui.
Vi lascio la mia versione e qualche suggerimento per rendere il sapore un po' più definito e incisivo, tra l'altro ho anche modificato il procedimento, ma il risultato non ne ha risentito, per cui vi racconto la mia:
CHIFFON CAKE AL CAFFÈ E CARDAMOMO
Per uno stampo americano da 26 cm
- 300 gr di farina 00
- 250 gr di zucchero semolato
- 130 ml di olio di semi
- 180 ml di caffè ( utilizzare due espressi , allungare con il caffè della moka fino ad arrivare alla quantità necessaria )
- 2 cucchiai di caffè solubile
- 300 g di albumi (circa 10)
- 2 tuorli
- 6-7 baccelli di cardamomo ( da schiacciare grossolanamente e inserire nell'acqua della moka per fare il caffè)
- Mezzo cucchiaino di cardamomo in polvere, da aumentare se vi piace percepire un sapore più riconoscibile
- 1 bustina di lievito per dolci
- la punto di un cucchino di cremor tartaro
Preparare il caffè con la moka, mettendo nell'acqua della caldaia i baccelli di cardamomo pestati grossolanamente.
Una volta che è pronto aggiungerlo a due caffè espressi fino a raggiungere i 180 ml necessari, sciegliervi il caffè solubile e tenere da parte.
In una ciotola setacciare la farina con il lievito, unire lo zucchero, il cardamomo in polvere , il caffè e l'olio di semi, mescolare bene per sciogliere i grumi.
Nel frattempo montare a neve gli albumi con il cremor tartaro, una volta pronti inserire i due tuorli, facendoli inglobare con l'aiuto di una spatola , senza smontare il composto.
Inserire gli albumi e tuorli alla farina, caffè e olio, mescolare bene con movimenti dal basso verso l'alto.
Preriscaldare il forno a 170°C , modalità ventilato, versare il composto nello stampo americano SENZA IMBURRARE , cuocere per 45'/50'.
Fare sempre la prova stecchino.
Sfornare e capovolgere lo stampo su una tazzina, se non é di quelli con i piedini predisposti, e lasciar raffreddare completamente per due ore.
Trascorso questo tempo, aiutandosi con una lama, staccare delicatamente dal bordo e dal fondo dello stampo .
Gustare da solo o accompagnandolo con panna montata e una leggera spolverata di caffè solubile.
Che io non ami i fritti é cosa risaputa.
I miei figli , se non fosse stato per le nonne, non avrebbero mai capito che la vera cotoletta và fritta e non passata in forno.
Non cedo per le patatine, né per gli struffoli, unico strappo a carnevale per le chiacchiere, ma questa volta ho capitolato.
Il piccolo di casa non apprezza molto i dolci, non ama creme, bignè, consistenze soffici o roba cioccolatosa, però ha un debole per le ciambelle ...fritte.
Come potevo non preparargliele visto che avevo anche ( stranamente ) una domenica mattina libera?
E così alla richiesta é seguita l'azione , grazie anche ad una ricetta postata da questo blog francese C'est ma fournée!
La prova ha avuto l' approvazione dell'esperto di casa, io ho provato anche a cuocerli in forno, esperimento riuscito, quindi vi passo entrambi i procedimenti di cottura.
I miei figli , se non fosse stato per le nonne, non avrebbero mai capito che la vera cotoletta và fritta e non passata in forno.
Non cedo per le patatine, né per gli struffoli, unico strappo a carnevale per le chiacchiere, ma questa volta ho capitolato.
Il piccolo di casa non apprezza molto i dolci, non ama creme, bignè, consistenze soffici o roba cioccolatosa, però ha un debole per le ciambelle ...fritte.
Come potevo non preparargliele visto che avevo anche ( stranamente ) una domenica mattina libera?
E così alla richiesta é seguita l'azione , grazie anche ad una ricetta postata da questo blog francese C'est ma fournée!
La prova ha avuto l' approvazione dell'esperto di casa, io ho provato anche a cuocerli in forno, esperimento riuscito, quindi vi passo entrambi i procedimenti di cottura.
DONUTS
Ricetta originale QUI
- 500 g farina di forza (manitoba )
- 15 g lievito di birra o 7 g lievito secco
- 1 uovo medio 50 g
- 195 g latte
- 50 g zucchero
- 60 g burro fuso tiepido
- 10 g sale
- Aromi a piacere ( per me vaniglia )
Per la glassa
- Zucchero a velo
- Acqua minerale
- Vaniglia ( per me un cucchiaio di preparato per milk shake alla banana acquistato da Tiger 😉 )
Intiepidire il latte.
Nella ciotola della planetaria versare lievito secco e latte, mescolare e far sciogliere leggermente.
Aggiungere la farina setacciata, l.uovo leggermente battuto, burro fuso tiepido, zucchero, sale e aromi.
Far lavorare per 10' a bassa velocità.
Arrotondare, lasciare nella ciotola, coprire con la pellicola e far lievitare al raddoppio per due ore.
Trascorso questo tempo rovesciare su un piano, sgonfiare e appiattire a. 1 cm di spessore, aiutandovi con le mani e staccando più volte la pasta dal piano, per permettere alla maglia glutinica di distendersi.
Ritagliare delle ciambelle di 7 cm di diametro, fare un buco al centro di 2 cm, lo spessore della pasta deve essere di circa 8 mm.
Porre ogni ciambella su un pezzetto di carta forno e far lievitare per 45'/ un'ora circa.
Scaldare in un tegame dell'olio di semi di girasole, portandolo a 170°C.
Adagiare i donuts con la carta forno in alto, coprire con qualche cucchiaio d'olio bollore per farla staccare e cuocere per poco più di un minuto per parte.
Evitate l'olio troppo bollente che brucerebbe l'esterno, lasciando crudo l'interno.
Sgocciolare su carta assorbente.
Per la cottura in forno preriscaldate a 1 180°C modalità ventilato, spennellare con poco albume e latte e una spolverata di zucchero a velo, cuocere per 12 minuti.
Per la glassa
Setacciare lo zucchero a velo, aggiungere poca acqua minerale e l'aroma scelto, fino ad avere una consistenza mediamente fluida, tuffarci un donuts , cospargere con le decorazioni scelte e far solidificare.
Ottimi mangiati tiepidi e il giorno stesso, coperti possono mantenere una buona sofficitá anche il giorno successivo.
Una Signora Sfida quella che porta il numero 49 dell'MTChallenge, ma non lo dico ogni mese, da circa 41 sfide?
Con l'MTC è così, non fai in tempo a riprenderti dal turbinio delle proposte sempre più creative e fantasiose del mese precedente, che si resetta tutto e si riparte.
Nuovo giro, nuova corsa, nuova ricetta, nuova possibilità di dare voce allo chef che è in noi e che scalpita e che tutte vorremmo poter fare esprimere...più o meno.
Diciamo che a me questa "dimensione" casalinga sta più che bene, anzi, rispetto alla responsabilità di cucinare "sul serio", questa è la situazione ideale: posso provare quello che mi pare, non avvelenerò nessuno, nella peggiore delle ipotesi avrò solo messo sottosopra la cucina, sporcato questo e quell'altro mondo e rovesciato due scatole di ammennicoli vari, usati per creare il set.
Nella migliore delle ipotesi avrò tirato fuori una versione della ricetta della sfida che farà mugulare i figlioli per il piacere dell'assaggio.
Non riuscirò mai a ringraziare abbastanza la bravissima Arianna, vincitrice della sfida sugli spaghetti: con la sua proposta ha naturalmente avuto immediatamente il consenso del piccolo di casa, mentre la figliola ha subito fatto richiesta di una versione vegetariana...io, che sono una madre perfida, ho realizzato una ed una sola versione per 4, esclusivamente a base di carne, ma il profumo ha talmente stuzzicato le narici della vegetariana in erba ( mi sa che sono ispirata!!!!), che ha prontamente svestito l'abito di mite agnellino ( sempre per restare in tema di erba) per indossare quello di lupo famelico.
In parole povere, cara la mia Mazzetta, la figliola solo per una volta e solo per dare onore all'hamburger preparato per la tua sfida, ha chiuso gli occhi e addentato un panino di quelli che non mangiava più da secoli...sono quasi commossa, che mi vien voglia di sacrificare un agnello,ecco, l'ho detto!
Il post di Arianna è dettagliatissimo e ricco di spunti e suggerimenti: dal panino, alle salse; dopo aver provato a realizzare un VERO panino farcito, in casa, NIENTE sarà più come prima, quindi ORGANIZZATEVI e non perdete questa possibilità.
Questa volta ho dovuto trovare il fine settimana giusto per poter realizzare la ricetta che avevo in mente, sono partita da una delle idee più banali a cui si possa pensare per risolvere velocemente un antipasto o una cena veloce: prosciutto e melone.
Ho costruito tutto intorno a questo abbinamento, senza strafare, ma cercando di esaltare e "amplificare" i sapori.
Riporto le testuali palore che hanno accompagnato l'assaggio :
(la scena si svolge nel più assoluto disordine di una cucina di casa, con sportelli di pensili semiaperti, frigo lasciato spalancato, tavolo e piani di lavoro ingombri di piatti, taglieri, meloni, cibo, tovaglie, tovagliette, una macchina fotografica pericolosamente in bilico su un cavalletto instabile e due ragazzi di 9 e quasi18 anni in piedi davanti ad un piatto con un panino).
- Hmmmmmmm!
-Bbbuono!!
-Fai provare anche a me, anche se non dovrei, ma il profumo è TROPPO invitante....Hmmmmmmmm, ma è una squisitezza.
...e la faccio finita qui!
HAMBURGER PROSCIUTTO E MELONE ovvero L'HAMBURGER ALL'ITALIANA
Dosi per 4 persone.
BUNS CON LIEVITO NATURALE
(la ricetta è rigorosamente quella di Arianna, la riporto solo per promemoria, ma potete leggerla qui)
per 4 panini del diametro di 10 cm circa
Spezzettate il lievito in una ciotola, unite il latte a temperatura ambiente e scioglietelo, unire le farine setacciate, lo zucchero, il miele, lo strutto e il burro morbido, in ultimo unire il sale.
Lavorare energicamente fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.
Formare una palla e porre a lievitare in una ciotola coperta con pellicola e con un canovaccio.
Al raddoppio ( che varierà in base alla temperatura ambiente) dare una serie di pieghe a tre, porre nuovamente a lievitare con la chiusura delle pieghe in basso.
Dopo un'ora dividere l'impasto in quattro pezzi uguali, arrotondare bene, per formare i buns, adagiarli sulla teglia coperta con cartaforno, schiacciarli leggermente e lasciare lievitare per un'altra ora coperti con della pellicola.
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.
HAMBURGER AL PROSCIUTTO E MARSALA
per 4 hamburger dello stesso diametro dei panini
Mescolare senza scaldare troppo il composto, come suggerisce Arianna meglio non superare i 22°C per evitare di sciogliere il grasso contenuto nella carne.
Dividere in 4 parti, schiacciare leggermente e tenere da parte.
La dimensione dovrà essere di poco più grande di quella dei panini.
RIDUZIONE ALL'ACETO BALSAMICO
per la riduzione all'aceto balsamico
Cuocere fino a che la salsa sia ridotta della metà, allontanare da fuoco e tenere da parte.
È possibile preparare la salsa in anticipo e conservarla anche a temperatura ambiente in una bottiglietta.
PER FARCIRE
per 4 persone
In un piatto mescolare la rucola con i dadini di melone, unire il sale e l'olio e terminare con un filo di riduzione all'aceto balsamico.
COMPOSIZIONE DEL PANINO
Scaldare bene la griglia su fuoco medio /alto, cuocere gli hamburger per circa 3 minuti per lato, evitare di schiacciare.
Essendo un hamburger abbastanza ricco di grasso, in cottura questo si scioglierà è il vostro piano cottura non sarà più quello di prima ;)
Nel frattempo, in un pentolino antiaderente, rosolare senza nessun condimento le fette di prosciutto.
Tagliare i panini a metà, porre una fetta di scamorza affumicata, l'hamburger caldissimo, le fettine di melone, la fetta di prosciutto, una generosa dose di riduzione, chiudere con il resto del pane.
Servire con accompagnamento di insalata di rucola , melone e riduzione all'aceto balsamico.
Con l'MTC è così, non fai in tempo a riprenderti dal turbinio delle proposte sempre più creative e fantasiose del mese precedente, che si resetta tutto e si riparte.
Nuovo giro, nuova corsa, nuova ricetta, nuova possibilità di dare voce allo chef che è in noi e che scalpita e che tutte vorremmo poter fare esprimere...più o meno.
Diciamo che a me questa "dimensione" casalinga sta più che bene, anzi, rispetto alla responsabilità di cucinare "sul serio", questa è la situazione ideale: posso provare quello che mi pare, non avvelenerò nessuno, nella peggiore delle ipotesi avrò solo messo sottosopra la cucina, sporcato questo e quell'altro mondo e rovesciato due scatole di ammennicoli vari, usati per creare il set.
Nella migliore delle ipotesi avrò tirato fuori una versione della ricetta della sfida che farà mugulare i figlioli per il piacere dell'assaggio.
Non riuscirò mai a ringraziare abbastanza la bravissima Arianna, vincitrice della sfida sugli spaghetti: con la sua proposta ha naturalmente avuto immediatamente il consenso del piccolo di casa, mentre la figliola ha subito fatto richiesta di una versione vegetariana...io, che sono una madre perfida, ho realizzato una ed una sola versione per 4, esclusivamente a base di carne, ma il profumo ha talmente stuzzicato le narici della vegetariana in erba ( mi sa che sono ispirata!!!!), che ha prontamente svestito l'abito di mite agnellino ( sempre per restare in tema di erba) per indossare quello di lupo famelico.
In parole povere, cara la mia Mazzetta, la figliola solo per una volta e solo per dare onore all'hamburger preparato per la tua sfida, ha chiuso gli occhi e addentato un panino di quelli che non mangiava più da secoli...sono quasi commossa, che mi vien voglia di sacrificare un agnello,ecco, l'ho detto!
Il post di Arianna è dettagliatissimo e ricco di spunti e suggerimenti: dal panino, alle salse; dopo aver provato a realizzare un VERO panino farcito, in casa, NIENTE sarà più come prima, quindi ORGANIZZATEVI e non perdete questa possibilità.
Questa volta ho dovuto trovare il fine settimana giusto per poter realizzare la ricetta che avevo in mente, sono partita da una delle idee più banali a cui si possa pensare per risolvere velocemente un antipasto o una cena veloce: prosciutto e melone.
Ho costruito tutto intorno a questo abbinamento, senza strafare, ma cercando di esaltare e "amplificare" i sapori.
Riporto le testuali palore che hanno accompagnato l'assaggio :
(la scena si svolge nel più assoluto disordine di una cucina di casa, con sportelli di pensili semiaperti, frigo lasciato spalancato, tavolo e piani di lavoro ingombri di piatti, taglieri, meloni, cibo, tovaglie, tovagliette, una macchina fotografica pericolosamente in bilico su un cavalletto instabile e due ragazzi di 9 e quasi18 anni in piedi davanti ad un piatto con un panino).
- Hmmmmmmm!
-Bbbuono!!
-Fai provare anche a me, anche se non dovrei, ma il profumo è TROPPO invitante....Hmmmmmmmm, ma è una squisitezza.
...e la faccio finita qui!
HAMBURGER PROSCIUTTO E MELONE ovvero L'HAMBURGER ALL'ITALIANA
Dosi per 4 persone.
BUNS CON LIEVITO NATURALE
(la ricetta è rigorosamente quella di Arianna, la riporto solo per promemoria, ma potete leggerla qui)
per 4 panini del diametro di 10 cm circa
- 250 g di farina (00 e Manitoba al 50%)
- 150 g di latte
- 60 g di lievito madre rinfrescato almeno due volte
- 20 g di burro
- 15 g di zucchero
- 5 g di strutto
- 5 g di sale
- 1 cucchiaino di miele
Spezzettate il lievito in una ciotola, unite il latte a temperatura ambiente e scioglietelo, unire le farine setacciate, lo zucchero, il miele, lo strutto e il burro morbido, in ultimo unire il sale.
Lavorare energicamente fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.
Formare una palla e porre a lievitare in una ciotola coperta con pellicola e con un canovaccio.
Al raddoppio ( che varierà in base alla temperatura ambiente) dare una serie di pieghe a tre, porre nuovamente a lievitare con la chiusura delle pieghe in basso.
Dopo un'ora dividere l'impasto in quattro pezzi uguali, arrotondare bene, per formare i buns, adagiarli sulla teglia coperta con cartaforno, schiacciarli leggermente e lasciare lievitare per un'altra ora coperti con della pellicola.
Trascorso questo tempo preparare una miscela con un uovo battuto e poco latte, spennellare la superficie dei buns, coprire con i semi scelti ( per me sesamo e zucca) , preriscaldare il forno a 180°C e cuocere per circa 20'-25'.
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.
HAMBURGER AL PROSCIUTTO E MARSALA
per 4 hamburger dello stesso diametro dei panini
- 250 g spalla di vitello macinata al momento
- 100 g prosciutto crudo
- 1 cucchiaino di cipolla tritata finemente
- 1 spicchio di aglio piccolo tritato finemente
- un cucchiaio e mezzo di Marsala
- sale un pizzico
Mescolare senza scaldare troppo il composto, come suggerisce Arianna meglio non superare i 22°C per evitare di sciogliere il grasso contenuto nella carne.
Dividere in 4 parti, schiacciare leggermente e tenere da parte.
La dimensione dovrà essere di poco più grande di quella dei panini.
RIDUZIONE ALL'ACETO BALSAMICO
per la riduzione all'aceto balsamico
- 300 ml aceto balsamico
- 25 g zucchero
- 25 g miele di castagno
Cuocere fino a che la salsa sia ridotta della metà, allontanare da fuoco e tenere da parte.
È possibile preparare la salsa in anticipo e conservarla anche a temperatura ambiente in una bottiglietta.
PER FARCIRE
- scamorza affumicata tagliate a fette sottili ( 1 fetta per ogni panino)
- prosciutto crudo a fette ( 1 fettina per panino)
- melone retato a fettine sottilissime
per 4 persone
- rucola 100 g
- melone retato 300 g
- riduzione all'aceto balsamico
- sale
- olio extravergine di oliva
In un piatto mescolare la rucola con i dadini di melone, unire il sale e l'olio e terminare con un filo di riduzione all'aceto balsamico.
COMPOSIZIONE DEL PANINO
Scaldare bene la griglia su fuoco medio /alto, cuocere gli hamburger per circa 3 minuti per lato, evitare di schiacciare.
Essendo un hamburger abbastanza ricco di grasso, in cottura questo si scioglierà è il vostro piano cottura non sarà più quello di prima ;)
Nel frattempo, in un pentolino antiaderente, rosolare senza nessun condimento le fette di prosciutto.
Tagliare i panini a metà, porre una fetta di scamorza affumicata, l'hamburger caldissimo, le fettine di melone, la fetta di prosciutto, una generosa dose di riduzione, chiudere con il resto del pane.
Servire con accompagnamento di insalata di rucola , melone e riduzione all'aceto balsamico.
Con questa ricetta partecipo all'MTC n°49
Nel giro di un paio di minuti, il Bruco si tolse di bocca il narghilè, tirò qualche sbadiglio, e si dette una scrollatina. Poi scivolò giù dal fungo e si allontanò strisciando in mezzo all'erba, dicendo solo :
"Un lato ti farà diventare più grande, l'altro più piccola."
"Un lato di che cosa? L'altro lato di che cosa?" pensò Alice fra sè e sè.
"Del fungo." Rispose il Bruco, proprio come se lei avesse fatto la domanda a voce alta, e in un attimo scomparve alla vista.
Alice contemplò il fungo pensosamente per un minuto , cercando di indovinare quali fossero i due lati del fungo,e, siccome era perfettamente rotondo, il problema non era di facile soluzione. Comunque alla fine allargò le braccia e tendendole il più possibile, abbracciò il fungo e ne staccò dal bordo un pezzettino per parte con ciascuna mano.
"E adesso,quale pezzetto è per quale direzione?" si chiese, e rosicchiò un angolino del pezzetto che teneva nella destra per provarne l'effetto. Fu questione di un attimo, e sentì un colpo violento sotto il mento: era andata a sbattere contro il proprio piede!
Una corrispondenza semplice a questo giro dell'MTC ( GRAZIE Francy!!!!), sarà che mi sento un pò come Alice nel Paese delle meraviglie, sarà che non ho ancora capito bene dove mi trovo e cosa ci faccio, sarà che (ogni tanto) mi piacerebbe "tornare" alla mia solita vita, come Alice, che sonnecchiava annoiata sotto un albero. Solo che non si può.
Il Bianconiglio che ho seguito mi ha condotto per una strada sicuramente faticosa, ma anche molto gratificante, ma, ogni tanto, mi domando, non potrei finire in una storia in cui invece che il ruolo di quella che lavora come una matta,( e non sono il Cappellaio) ho quello di chi è semplicemente uno spettatore?
Prima o poi andrò a lamentarmi con chi scrive 'ste robe chiedendogli di cambiarei il finale !!!
Per tornare alla storia che ho scelto ho voluto dedicare il mio muffin salato ad un libro che amo molto, per i suoi personaggi assurdi, per i suoi dialoghi strampalati e per tutto quello che nasconde, giochi di parole, matematici, filastrocche e poesie .
Ho pensato al bosco, in cui Alice finisce, poi mi è tornato sotto gli occhi il dialogo tra il Bruco e Alice e, lì, l'ingrediente era chiaro, chiarissimo: il fungo.
Ad avercene di funghi in grado di tirarci fuori dai guai facendoci cambiare a nostro piacimento.
Il Bruco fumava placidamente un narghilè e allora ho voluto aggiungere un elemento legato al fumo, semplicemente del sale affumicato , della robiola per legare il tutto e una crema al mascarpone e gorgonzola perchè...perchè non c'entra un bel niente e proprio per questo ci sta benissimo, in fondo nel mondo di Alice non è tutto un pò senza senso?
Anche questo muffin lo è.
Per il resto cosa aggiungere? Sono qui che vago nel bosco, ho perso le tracce del Bianconiglio, correva dicendo che era in ritardo...per caso l'avete visto passare?
Muffin salati ai funghi con crema al mascarpone e gorgonzola
Per tutte le spiegazioni tecniche e le indicazioni vi rimando al post di Francy
Dose per 12 pezzi
- 300 g di farina 00
- 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
- 100 g di robiola
- 1/2 cucchiaino di sale affumicato
- un pizzico di timo
- 8 g di lievito in polvere per salati
- un pizzico di bicarbonato
- 400 di funghi freschi, lavati e affettati
- uno spicchio di aglio in camicia
- olio evo
- mezzo bicchiere di vino bianco ( per me del Pecorino abruzzese)
- 125 g di latte
- 70 g di burro + una noce per completare ( che io ho dimenticato!)
- 2 uova medie
Far cuocere dolcemente, fino a quando non risulteranno rosolati, a quel punto sfumare con il vino bianco e salare con il sale affumicato.
Dopo la cottura il peso sarà di circa la metà.
Preriscaldare il forno a 190°C modalità statica.
Preparare il contenitore per la cottura dei muffin o imburrando ed infarinando oppure utilizzando gli appositi pirottini.
Far sciogliere il burro a bagnomaria e tenere da parte.
In una ciotola setacciare la farina con il lievito e il pizzico di bicarbonato, aggiungere il parmigiano grattugiato, il timo, il sale affumicato.
In un'altra ciotola mescolare le uova con la robiola, il latte, i funghi e il burro fuso , mescolare bene e versare nella ciotola degli ingredienti secchi.
Dare una mescolata approssimativa ( non più di 10 giri come dice la Francy ) e aiutandovi con un cucchiaio versate negli appositi stampini, riempiendo per i 2/3.
Cuocere in forno , abbassando la temperatura a 180°C per 20'-25'.
Fare sempre la prova stecchino.
Fare intiepidire.
Per la crema al mascarpone e gorgonzola
- 100 g gorgonzola dolce
- 100 g mascarpone
- 250 g di besciamella
- sale affumicato
- 500 lt latte intero
- 30 g burro
- 35 g farina 0
- sale affumicato
- pepe
Scaldare il latte fin quasi al bollore.
Sciogliere il burro in un pentolino, lontano dal fuoco unire la farina setacciata e mescolare energicamente con un cucchiaio di legno, unire il latte bollente poco alla volta, rimettere sul fuoco e continuare a mescolare, far addensare, cercando di mantenerla piuttosto liquida.
Salare poco e pepare.
Versare nella besciamella calda il gorgonzola, mescolare fino a farlo sciogliere unire il mascarpone e far amalgamare bene.
Versare la crema al gorgonzola sui muffin e completare con una macinata di sale affumicato.
Una domenica in famiglia.
La gita programmata si è dissolta per un diluvio improvviso.
La sveglia mattutina viene zittita e si continua a dormire.
Con lentezza e placido ozio inizia la domenica a casa mia, ciondoliamo in pigiama, ognuno occupato nelle proprie pigre faccende...e io?
Io mi tuffo nella nuova sfida dell'MTC che, ancora una volta, mi appare difficile e complicata, questo mese le uova la fanno da padrone, e per me è ancora più difficile da affrontare, ma mi metto in gioco e corro da Roberta ad imparare a memoria il suo post.
Trascorro un'intera mattinata a preparare salse, pane, uova, macedonie, e poi assemblo, cuocio, monto, sciroppo e, alla fine, VOILA': il risultato che fa mugulare di compiacimento la figliola.
Dopo aver utilizzato più di metà della giornata per la sfida dell'MTC, la seconda tocca ai pargoli che decidono, di comune accordo, di voler vedere insieme un film dell'orrore, che visto alle tre del pomeriggio, insieme a me , fa meno effetto e poi con le mie battute diventa persino divertente.
Tutto questo per dire che all'inizio del film scelto ( a proposito era 1408 , si intitolava proprio così!), dopo aver pensato a come preparare un uovo alla Benedict per tutta la mattina, mi ritrovo la battuta del protagonista che, uscendo da un hotel in cui avrebbe dovuto vedere dei fantasmi, dice:
"...In ogni caso le uova alla Benedict sono squisite!".
E la figliola può confermarlo!
In tutto questo non ho ancora capito se questa versione di una colazione americana può ritenersi in gara oppure no.
Iniziamo dalla base: il pane che ho utilizzato è un pane arabo.
L'uovo è rigorosamente in camicia ( da notte, considerando l'abbigliamento del resto della famiglia!).
La salsa, con le uova, come da regolamento.
La bevanda di accompagnamento ha subito la contaminazione del pane e della recente esperienza di Cagliari, ho provato ad abbinare il famoso carcadè preparato secondo le modalità dello chef egiziano,Moustafa El Refaye.
La frutta di accompagnamento , rigorosamente ridotta in macedonia, è condita con uno sciroppo al cardamomo , pistacchi a pezzi e chicchi di melograno, per dare una nota croccante, come dicono gli chef veri, in tv.
Insomma non sarà un pò troppo contaminata dalle influenze mediterranee, questa colazione?
Nel dubbio noi ce la siamo gustata tutta e con piacere, riuscendo anche ad utilizzare la salsa avanzata come piscina in cui tuffare bastoncini di focaccia bianca , per merenda.
E adesso beccatevi la spiegazione chilometrica per riuscire a realizzare questo American Breakfast.
Colazione all'americana contaminata
Pane arabo ( trovate la ricetta anche qui)
Unire il sale e proseguire per altri 5'.
Rovesciare il composto in una ciotola unta di olio, coprire con della pellicola e far lievitare al caldo per 3 ore.
Trascorso questo tempo rovesciare l'impasto su una tavola cosparsa con farina di semola di grano dura, dividere in 6 pezzi e formare delle palline, schiacciarle, come per fare la pizza, adagiare su cartaforno e far lievitare per altre 2 ore.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 20'.
Salsa universale per carpaccio di Cipriani
Questa salsa fu "creata"nel 1950 da Giuseppe Cipriani, fondatore dell'Harry's Bar di Venezia per
la contessa Amalia Nani Mocenigo,che poteva mangiare solamente carne non cotta. Il nome venne dato in onore del pittore Vittore Carpaccio, in quanto a Giuseppe Cipriani il colore della carne cruda ricordava i colori intensi dei quadri del pittore ed in quel periodo si teneva una mostra a lui dedicata.
Più precisamente il carpaccio che propose Cipriani consisteva in fettine sottilissime di controfiletto di manzo disposte su un piatto e decorate con una salsa che viene chiamata universale.
Maionese
Dose per 300 ml
In un recipiente mescolare i due tipi di olio e versare goccia a goccia nelle uova, continuando a montare alla massima velocità , finoa quando non ne avrete versato la metà.
A questo punto fermare la frusta e aggiungere metà aceto e metà succo di limone, sale e pepe e sbattere lentamente per amalgamare il tutto.
Ricominciare ad unire l'olio rimasto, poco alla volta, riportando la frusta alla massima velocità, terminare con il resto dell'aceto e del succo di limone. Conservare in un recipiente coperto.
Si conserva in frigo per tre giorni.
Per la Salsa Universale
Aggiungere la panna mescolando delicatamente fino ad avere un composto ben amalgamato.
Conservare in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Uovo alla Benedict
Si tratta di un uovo in camicia, come racconta benissimo Roberta, le tecniche per realizzarlo possono essere diverse, io, ad esempio, uso cuocerlo in abbondante acqua portata al bollore, lo lascio scivolare, abbasso immediatamente il fuoco e faccio cuocere per 3 minuti esatti.
Scolo utilizzando un mestolo forato e lascio asciugare brevemente.
L'importante è avere l'albume che circondi il tuorlo e mantenere la consistenza del tuorlo liquida.
Macedonia con sciroppo al cardamomo
Lavare e tagliare la frutta in pezzi piuttosto piccoli, sgranare il melograno, mescolare tutto e condire con lo sciroppo al cardamomo.
Decorare con i pistacchi tritati grossolanamente.
Carcadè
per due bicchieri
Versare nel bicchiere del minipimer il carcadè e il ghiaccio a cubetti e frullare fino ad ottenere un schiuma densa in superficie.
Versare nei bicchieri.
Comporre la colazione :
Dividere in due il pane arabo, adagiarvi l'uovo.
Versare la salsa fino a coprire l'uovo, adagiare due fette di carpaccio tagliate a listarelle, chiudere con l'altra metà del panino.
Servire con il carcadè e la macedonia.
E anche la ricetta che invio alla cara Vatinee per il suo contest, che dici è abbastanza contaminata la mia colazione? ;)
La gita programmata si è dissolta per un diluvio improvviso.
La sveglia mattutina viene zittita e si continua a dormire.
Con lentezza e placido ozio inizia la domenica a casa mia, ciondoliamo in pigiama, ognuno occupato nelle proprie pigre faccende...e io?
Io mi tuffo nella nuova sfida dell'MTC che, ancora una volta, mi appare difficile e complicata, questo mese le uova la fanno da padrone, e per me è ancora più difficile da affrontare, ma mi metto in gioco e corro da Roberta ad imparare a memoria il suo post.
Trascorro un'intera mattinata a preparare salse, pane, uova, macedonie, e poi assemblo, cuocio, monto, sciroppo e, alla fine, VOILA': il risultato che fa mugulare di compiacimento la figliola.
Dopo aver utilizzato più di metà della giornata per la sfida dell'MTC, la seconda tocca ai pargoli che decidono, di comune accordo, di voler vedere insieme un film dell'orrore, che visto alle tre del pomeriggio, insieme a me , fa meno effetto e poi con le mie battute diventa persino divertente.
Tutto questo per dire che all'inizio del film scelto ( a proposito era 1408 , si intitolava proprio così!), dopo aver pensato a come preparare un uovo alla Benedict per tutta la mattina, mi ritrovo la battuta del protagonista che, uscendo da un hotel in cui avrebbe dovuto vedere dei fantasmi, dice:
"...In ogni caso le uova alla Benedict sono squisite!".
E la figliola può confermarlo!
In tutto questo non ho ancora capito se questa versione di una colazione americana può ritenersi in gara oppure no.
Iniziamo dalla base: il pane che ho utilizzato è un pane arabo.
L'uovo è rigorosamente in camicia ( da notte, considerando l'abbigliamento del resto della famiglia!).
La salsa, con le uova, come da regolamento.
La bevanda di accompagnamento ha subito la contaminazione del pane e della recente esperienza di Cagliari, ho provato ad abbinare il famoso carcadè preparato secondo le modalità dello chef egiziano,Moustafa El Refaye.
La frutta di accompagnamento , rigorosamente ridotta in macedonia, è condita con uno sciroppo al cardamomo , pistacchi a pezzi e chicchi di melograno, per dare una nota croccante, come dicono gli chef veri, in tv.
Insomma non sarà un pò troppo contaminata dalle influenze mediterranee, questa colazione?
Nel dubbio noi ce la siamo gustata tutta e con piacere, riuscendo anche ad utilizzare la salsa avanzata come piscina in cui tuffare bastoncini di focaccia bianca , per merenda.
E adesso beccatevi la spiegazione chilometrica per riuscire a realizzare questo American Breakfast.
Colazione all'americana contaminata
- pane arabo
- uova
- salsa universale per carpaccio
- carpaccio di manzo
- carcadè
- macedonia di frutta
Pane arabo ( trovate la ricetta anche qui)
- 100 g di lievito madre NON rinfrescato
- 300 g manitoba
- 150 g acqua
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- 1/2 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
- farina di semola
Unire il sale e proseguire per altri 5'.
Rovesciare il composto in una ciotola unta di olio, coprire con della pellicola e far lievitare al caldo per 3 ore.
Trascorso questo tempo rovesciare l'impasto su una tavola cosparsa con farina di semola di grano dura, dividere in 6 pezzi e formare delle palline, schiacciarle, come per fare la pizza, adagiare su cartaforno e far lievitare per altre 2 ore.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 20'.
Salsa universale per carpaccio di Cipriani
Questa salsa fu "creata"nel 1950 da Giuseppe Cipriani, fondatore dell'Harry's Bar di Venezia per
la contessa Amalia Nani Mocenigo,che poteva mangiare solamente carne non cotta. Il nome venne dato in onore del pittore Vittore Carpaccio, in quanto a Giuseppe Cipriani il colore della carne cruda ricordava i colori intensi dei quadri del pittore ed in quel periodo si teneva una mostra a lui dedicata.
Più precisamente il carpaccio che propose Cipriani consisteva in fettine sottilissime di controfiletto di manzo disposte su un piatto e decorate con una salsa che viene chiamata universale.
Maionese
Dose per 300 ml
- 2 tuorli
- 150 ml olio extravergine di oliva delicato
- 150 ml di olio di semi di girasole
- 7,5 ml aceto di vino bianco
- 7,5 ml succo di limone
- sale
- pepe macinato al momento
In un recipiente mescolare i due tipi di olio e versare goccia a goccia nelle uova, continuando a montare alla massima velocità , finoa quando non ne avrete versato la metà.
A questo punto fermare la frusta e aggiungere metà aceto e metà succo di limone, sale e pepe e sbattere lentamente per amalgamare il tutto.
Ricominciare ad unire l'olio rimasto, poco alla volta, riportando la frusta alla massima velocità, terminare con il resto dell'aceto e del succo di limone. Conservare in un recipiente coperto.
Si conserva in frigo per tre giorni.
Per la Salsa Universale
- una ciotola di maionese 200 ml
- 20 g senape di Digione
- 7 g salsa Worcester
- 10 g brandy
- 10 gr whisky
- 50 g panna fresca
Aggiungere la panna mescolando delicatamente fino ad avere un composto ben amalgamato.
Conservare in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Uovo alla Benedict
Si tratta di un uovo in camicia, come racconta benissimo Roberta, le tecniche per realizzarlo possono essere diverse, io, ad esempio, uso cuocerlo in abbondante acqua portata al bollore, lo lascio scivolare, abbasso immediatamente il fuoco e faccio cuocere per 3 minuti esatti.
Scolo utilizzando un mestolo forato e lascio asciugare brevemente.
L'importante è avere l'albume che circondi il tuorlo e mantenere la consistenza del tuorlo liquida.
Macedonia con sciroppo al cardamomo
- uva bianca pizzutella
- banan
- mandarino
- pugne nere
- prugne gialle
- melograno
- pistacchi non salati
- zucchero
- acqua cardamomo in bacche
Lavare e tagliare la frutta in pezzi piuttosto piccoli, sgranare il melograno, mescolare tutto e condire con lo sciroppo al cardamomo.
Decorare con i pistacchi tritati grossolanamente.
Carcadè
per due bicchieri
- 24 gr di carcadè
- 500 ml acqua
- 15 gr zucchero
- 6 cubetti di ghiaccio
Versare nel bicchiere del minipimer il carcadè e il ghiaccio a cubetti e frullare fino ad ottenere un schiuma densa in superficie.
Versare nei bicchieri.
Comporre la colazione :
Dividere in due il pane arabo, adagiarvi l'uovo.
Versare la salsa fino a coprire l'uovo, adagiare due fette di carpaccio tagliate a listarelle, chiudere con l'altra metà del panino.
Servire con il carcadè e la macedonia.
E questa è la mia colazione per l'MTC di ottobre
E anche la ricetta che invio alla cara Vatinee per il suo contest, che dici è abbastanza contaminata la mia colazione? ;)
Iscriviti a:
Post (Atom)