Perchè la Community dell'MTChallenge non la ferma nessuno , ovvero non vi libererete tanto facilmente di noi!
Vi era piaciuto il primo? L'Ora del paTè?
Avete trovato entusiasmante il secondo? Insalata da Tiffany?
Allora il terzo sarà irresistibile!
Preparatevi a mettere le mani in pasta, questa volta si parte da una delle nostre
gare, quella sul babà, per spaziare anzi per andare a ritroso , all'epoca che vide nascere la pasticceria come arte autonoma ( tra il XVII e il XIX secolo.
Cosa vuol dire il titolo?
Non aspettatevi suggerimenti per l'ultima strenna da infilare sotto l'albero di Natale, noi facciamo sul serio e per regali intendiamo proprio regali, cioè "dei re", ma, come si sa, accanto alla cucina creata per stupire e dilettare, c'è sempre stata anche quella povera , quella nata dall'ingegno delle massaie che, con semplici ingredienti sapevano rendere speciale un giorno di festa e allora ecco krapfen, graffe, buchteln, buns, torte delle rose e molte altre gustose ricette.
Non aspettatevi suggerimenti per l'ultima strenna da infilare sotto l'albero di Natale, noi facciamo sul serio e per regali intendiamo proprio regali, cioè "dei re", ma, come si sa, accanto alla cucina creata per stupire e dilettare, c'è sempre stata anche quella povera , quella nata dall'ingegno delle massaie che, con semplici ingredienti sapevano rendere speciale un giorno di festa e allora ecco krapfen, graffe, buchteln, buns, torte delle rose e molte altre gustose ricette.
Vi sta venendo l'acquolina, vero?
Per concludere troverete il contributo della Community , in tre sezioni che spaziano dagli sciroppi, alle creme di accompagnamento , per finire a "la Dispensa del Castello" in cui troverete una raccolta di liquori, conserve, acque profumate, praline e altre goloserie.
Come sempre i libri dell'MTC non sono libri "normali", anche questa volta ci saranno i disegni di Mai Esteve a rallegrarvi e le foto di Paolo Picciotto a farvi venire la voglia di addentare la pagina ;)
Allora, visto che Natale è alle porte, fatevi un regalo che vi farà sentire anche più buoni, visto che dietro ogni libro dell'MTC c'è un progetto benefico :
Acquistando una copia di Dolci Regali, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.
DOLCI REGALI
Collana “I libri dell'MTChallenge”
SAGEP Editori- Genova
Prezzo di copertina: 18,00 euro
Foto Paolo Picciotto
Illustrazioni Mai Esteve
Editor: Fabrizio Fazzari
Impaginazione: Barbara Ottonello
in vendita in tutte le librerie ( se non lo trovate fatelo richiedere dal vostro libraio di fiducia!) e su Amazon, IBS.
1 commento
INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' QUESTO E' PIÙ BELLO!
Il secondo libro dell'MTChallenge
Perchè l'MTChallenge è la Community più bella del web e questo secondo libro lo dimostra.
Avete nella libreria L'Ora del patè?
Nooo!!!
Correte a richiederlo alla Sagep editori insieme a questo che è il secondo libro nato dalla mente della inarrestabile Alessandra Gennaro e dal contributo di tutte ( o buona parte) delle partecipanti all'MTC.
L'argomento questa volta sono le insalate, come non le avete mai viste, da semplice contorno, diventano piatti unici, ricchi, sontuosi ed eleganti , proprio come le avrebbe immaginate Escoffier ai tempi della nascita dell'alta ristorazione.
Come sempre lo sforzo comune è per un buon fine, anche questa volta un progetto da sostenere, perchè le MTCine oltre ad essere incredibilmente brave, hanno un cuore grande.
Allora correte a cercare Insalata da Tiffany, ordinate, sfogliatelo, fatevi tentare dalla bellezza delle ricette e dall'eleganza delle immagini, cristalli preziosi, gioielli, prime edizioni di libri antichi, per rendere importanti quelle che comunemente vengono definite "insalate".
Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http:// www.piazzadeimestieri.it/),
un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e
che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in
uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe
di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e,
ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira
dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove
persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi
culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la
centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in
questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi
con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà,
derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il
proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche
attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.
il libro è edito da Sagep Editori
le fotografie sono di Paolo Picciotto
le illustrazioni di Mai Esteve
Il secondo libro dell'MTChallenge
Perchè l'MTChallenge è la Community più bella del web e questo secondo libro lo dimostra.
Avete nella libreria L'Ora del patè?
Nooo!!!
Correte a richiederlo alla Sagep editori insieme a questo che è il secondo libro nato dalla mente della inarrestabile Alessandra Gennaro e dal contributo di tutte ( o buona parte) delle partecipanti all'MTC.
L'argomento questa volta sono le insalate, come non le avete mai viste, da semplice contorno, diventano piatti unici, ricchi, sontuosi ed eleganti , proprio come le avrebbe immaginate Escoffier ai tempi della nascita dell'alta ristorazione.
Come sempre lo sforzo comune è per un buon fine, anche questa volta un progetto da sostenere, perchè le MTCine oltre ad essere incredibilmente brave, hanno un cuore grande.
Allora correte a cercare Insalata da Tiffany, ordinate, sfogliatelo, fatevi tentare dalla bellezza delle ricette e dall'eleganza delle immagini, cristalli preziosi, gioielli, prime edizioni di libri antichi, per rendere importanti quelle che comunemente vengono definite "insalate".
Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://
il libro è edito da Sagep Editori
le fotografie sono di Paolo Picciotto
le illustrazioni di Mai Esteve
l'impaginazione è di Barbara Ottonello di Sagep Editori
la direzione editoriale è di Fabrizio Fazzari
il prezzo è di 18,00 euro.in
vendita in tutte le librerie e su Amazon, IBS etc Se ero convinta di essere una brava madre, ho avuto modo di ricredermi o, quanto meno, di farmi venire qualche dubbio.
Tutto parte da un titolo che mi attira immediatamente, ma che impiego all'incirca due anni ad acquistare : La meraviglia delle piccole cose - di Dawn French.
La storia di una famiglia, i Battles. La madre Mo, quarantanovenne, psicologa infantile, capace di entrare in contatto empatico con i suoi piccoli pazienti, ma di non trovare la chiave giusta per comunicare con i suoi figli, rispettivamente Peter,sedicenne intelligente,ironico e sarcastico che si ribattezza Oscar, come Wilde, di cui è un ammiratore e a cui cerca di somigliare in tutto e per tutto, e Dora, diciassettenne complicata e spigolosa, con un piede nella fanciullezza e uno nell'età adulta.
Sono loro a parlare in tutto il libro, ciascuno con il proprio stile, la propria età e le proprie esperienze, dalle loro parole emergono altri due protagonisti il marito, nonchè padre, di cui scopriamo il nome solo nell'ultima parola dell'ultima pagina del romanzo, ma che non vi rivelerò, e la nonna Pamela, che sembrerebbe la più equilibrata dei quattro, oltre ad essere fenomenale nello sfornare torte per ognuno dei protagonisti.
Ah, già, la storia...mettiamola così: ho letto le parole della madre, stanca e grigia,in una quasi crisi di mezza età e mi ci sono ritrovata, in parte;
ho letto le parole della figlia che continua a ripetere di odiare la madre e ci ho rivisto la figliola;
ho sorriso alle frasi forbite e ricercate del piccolo amante di Oscar Wilde, con un'autostima sicuramente ipertrofica;
mi sono arrabbiata con il marito , capace di defilarsi nei momenti in cui è richiesta la sua presenza,(perchè gli uomini sono tutti uguali?) ma che alla fine, da vero lottatore, ristabilisce confini e il proprio predominio su tutti i membri della famiglia.
Conclusione : un libro che sembra quasi uno specchio, ognuno ci vede riflesso qualcosa di sè e ci si ritrova, nel bene e nel male.
Mi sono sorpresa moltissimo nell'ultima sezione, quella tratta Dal ricettario di nonna P. in cui vengono riportate le ricette delle torte preparate da Pamela: alla figlia, Mo, la torta alle barbabietole, alla nipote Dora, la torta all'ananas capovolta, al genero, la torta al whisky e una voluttuosa Banoffee Pie per il nipote dandy, ed è proprio quella che ho realizzato .
Anche questa volta ho provato qualcosa che proprio non sta nelle mie corde, non amo il caramello, nè il sapore delle mou, eppure questa torta è stata una scoperta, i sapori si fondono lasciando il piacere di un gusto nuovo e avvolgente.
Visto quello che diceva Oscar Wilde: Ciò che non abbiamo osato, abbiamo certamente perduto, posso affermare che una fetta di questa torta non si può assolutamente perdere, quindi osate.
L'originale Banoffee pie è una torta inglese , creata nel 1972 dallo chef Ian Dowding del ristorante The Hungry Monk (ora chiuso) in Jevington , East Sussex.
L'idea di partenza nasce da una torta americana , la Coffee Toffee Pie di Blum, a base di caramello , caffè e panna, viene rielaborata e rinominata, creando una crasi tra le parole banana e toffee.
La ricetta originale prevede l'utilizzo di dulche de leche, io ho seguito la ricetta del libro con il procedimento imparato da Pamirilla.
da PensieriParole Banoffee pie di Oscar ( con le mie modifiche)
Per una torta di 16/18 cm
Per la base
Per la copertura
Versare il burro sciolto, mescolare bene e compattare sul fondo di una tortiera foderata con cartaforno. Mettere in frigorifero per almeno 30'.
Versare in un pentolino antiaderente lo zucchero e l'acqua e far sciogliere fino a quando lo zucchero non inizierà a colorire e profumare ( attenzione a non farlo buciare e a mantenere pulite le pareti dalle gocce di caramello), se possedete un termometro da cucina deve raggiungere i 150° ( i preziosi consigli di Pamirilla valgono sempre!).
Nel frattempo far scaldare la panna , una volta pronto il caramello versare, lentamente, la panna, poco alla volta e amalgamare bene, fino a quando non inizierà ad addensarsi un pò.Spegnere e far raffreddare.
Versare il caramello sulla base della torta.
Sbucciare e tagliare a fette sottili la banana e disporle sopra il caramello.
Montare la panna con lo zucchero a velo e l'estratto di vaniglia, fino ad avere un composto ben fermo, versare sulle banane e livellare.
Cospargere di cioccolato fondente a scaglie e conservare in frigo fino al momento di consumare.
Rimuovere dallo stampo staccando delicatamente dai bordi con una spatola ( io avevo rivestito con carta forno) e servire.
Tutto parte da un titolo che mi attira immediatamente, ma che impiego all'incirca due anni ad acquistare : La meraviglia delle piccole cose - di Dawn French.
La storia di una famiglia, i Battles. La madre Mo, quarantanovenne, psicologa infantile, capace di entrare in contatto empatico con i suoi piccoli pazienti, ma di non trovare la chiave giusta per comunicare con i suoi figli, rispettivamente Peter,sedicenne intelligente,ironico e sarcastico che si ribattezza Oscar, come Wilde, di cui è un ammiratore e a cui cerca di somigliare in tutto e per tutto, e Dora, diciassettenne complicata e spigolosa, con un piede nella fanciullezza e uno nell'età adulta.
Sono loro a parlare in tutto il libro, ciascuno con il proprio stile, la propria età e le proprie esperienze, dalle loro parole emergono altri due protagonisti il marito, nonchè padre, di cui scopriamo il nome solo nell'ultima parola dell'ultima pagina del romanzo, ma che non vi rivelerò, e la nonna Pamela, che sembrerebbe la più equilibrata dei quattro, oltre ad essere fenomenale nello sfornare torte per ognuno dei protagonisti.
Ah, già, la storia...mettiamola così: ho letto le parole della madre, stanca e grigia,in una quasi crisi di mezza età e mi ci sono ritrovata, in parte;
ho letto le parole della figlia che continua a ripetere di odiare la madre e ci ho rivisto la figliola;
ho sorriso alle frasi forbite e ricercate del piccolo amante di Oscar Wilde, con un'autostima sicuramente ipertrofica;
mi sono arrabbiata con il marito , capace di defilarsi nei momenti in cui è richiesta la sua presenza,(perchè gli uomini sono tutti uguali?) ma che alla fine, da vero lottatore, ristabilisce confini e il proprio predominio su tutti i membri della famiglia.
Conclusione : un libro che sembra quasi uno specchio, ognuno ci vede riflesso qualcosa di sè e ci si ritrova, nel bene e nel male.
Mi sono sorpresa moltissimo nell'ultima sezione, quella tratta Dal ricettario di nonna P. in cui vengono riportate le ricette delle torte preparate da Pamela: alla figlia, Mo, la torta alle barbabietole, alla nipote Dora, la torta all'ananas capovolta, al genero, la torta al whisky e una voluttuosa Banoffee Pie per il nipote dandy, ed è proprio quella che ho realizzato .
Anche questa volta ho provato qualcosa che proprio non sta nelle mie corde, non amo il caramello, nè il sapore delle mou, eppure questa torta è stata una scoperta, i sapori si fondono lasciando il piacere di un gusto nuovo e avvolgente.
Visto quello che diceva Oscar Wilde: Ciò che non abbiamo osato, abbiamo certamente perduto, posso affermare che una fetta di questa torta non si può assolutamente perdere, quindi osate.
L'originale Banoffee pie è una torta inglese , creata nel 1972 dallo chef Ian Dowding del ristorante The Hungry Monk (ora chiuso) in Jevington , East Sussex.
L'idea di partenza nasce da una torta americana , la Coffee Toffee Pie di Blum, a base di caramello , caffè e panna, viene rielaborata e rinominata, creando una crasi tra le parole banana e toffee.
La ricetta originale prevede l'utilizzo di dulche de leche, io ho seguito la ricetta del libro con il procedimento imparato da Pamirilla.
da PensieriParole
Per una torta di 16/18 cm
Per la base
- 80 gr di biscotti digestive ( o altri frollini secchi)
- 33 gr di noci pecan ( le ho omesse, non le avevo!)
- 30 gr di burro fuso
- 30 gr di burro
- 50 gr di zucchero di canna scuro
- 10 gr di acqua
- 80 gr di panna fresca
Per la copertura
- 1 banana grossa e matura
- 170 ml di panna fresca
- un cucchiaio raso di zucchero a velo
- 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
- Cioccolato fondente grattugiato per decorare
Versare il burro sciolto, mescolare bene e compattare sul fondo di una tortiera foderata con cartaforno. Mettere in frigorifero per almeno 30'.
Versare in un pentolino antiaderente lo zucchero e l'acqua e far sciogliere fino a quando lo zucchero non inizierà a colorire e profumare ( attenzione a non farlo buciare e a mantenere pulite le pareti dalle gocce di caramello), se possedete un termometro da cucina deve raggiungere i 150° ( i preziosi consigli di Pamirilla valgono sempre!).
Nel frattempo far scaldare la panna , una volta pronto il caramello versare, lentamente, la panna, poco alla volta e amalgamare bene, fino a quando non inizierà ad addensarsi un pò.Spegnere e far raffreddare.
Versare il caramello sulla base della torta.
Sbucciare e tagliare a fette sottili la banana e disporle sopra il caramello.
Montare la panna con lo zucchero a velo e l'estratto di vaniglia, fino ad avere un composto ben fermo, versare sulle banane e livellare.
Cospargere di cioccolato fondente a scaglie e conservare in frigo fino al momento di consumare.
Rimuovere dallo stampo staccando delicatamente dai bordi con una spatola ( io avevo rivestito con carta forno) e servire.
Con questa ricetta partecipo al contest Strati su Strati
Con questa ricetta partecipo al contest di Rosso Lampone: Sapori tra le righe
Con questa ricetta partecipo al contest di Rosso Lampone: Sapori tra le righe
Accabadora
"Invece a Maria la scuola piace...- proseguì decisa a non lasciar cadere il discorso. -...cosa vuoi diventare Maria, dottore di mandorla ? Professore di orli e di asole come Tzia Bonaria Urrai ?
Le altre sorelle risero , ma la ragazzina non si lasciò intimidire ; non era la prima volta che sua madre batteva su quel tasto per sfotterla, e sin dall' inizio del discorso aveva capito che anche quel giorno la stava aspettando al varco.
- La scuola serve a tutto, serve anche per fare i dolci.
- Come no. Noi senza scuola i dolci non li sapevamo fare , infatti. Ma cosa t'inventi ?
Maria smise di grattugiare il limone che aveva in mano e prese una delle palline di pasta di mandorle che Regina aveva appena finito di arrotondare. Poi la porse alla madre con aria di sfida.
- Lo sai perchè i gueffus si chiamano gueffus?
Anna Teresa Listru la guardò come se fosse diventata matta , mentre le sorelle avevano smesso di muovere le mani per godersi la scena.
- Che domanda. Si chiamano così perchè si sono sempre chiamati così.
- Si , ma perchè? Perchè non si chiamano bombette, o...trictrac?
Bonacatta si lasciò sfuggire una risatina, incassando subito lo sguardo di fuoco della madre.
- Non lo so . E tu lo sai ? Diccelo , maestra Maria , dai. Spiegaci questa cosa fondamentale.
- Perchè la parola deriva dai Guelfi, i combattenti che nel Medioevo sostennero il papa contro l'imperatore.
- Interessante. Si tiravano palle di pasta di mandorle ?
Stavolta le altre risero tutte , ma Maria proseguì imperterrita.
- Si chiamano così perchè quando li mettiamo a caramella nella carta, tagliuzziamo i bordi a denti piatti , come le torri dei castelli guelfi.
Anna Teresa Listru aveva ascoltato la spiegazione tra l'irritato e il divertito , ma ora si divertiva e basta.
- Roba da non credere...
Con grazia esibita prese un guefo dal tavolo infarinato e se lo portò alla bocca , dandogli un morso che ne staccò metà. Mentre masticava chiusa gli occhi e poi li sgranò improvvisamente , ostentando sorpresa.
- Mi scenda un lampo ... Adesso che so perchè si chiama così ha persino cambiato sapore ! Certo che se non me lo dicevi , Maria , non sapevo proprio cosa mi perdevo !
Giulia e Regina , che tra credere e non credere avevano furtivamente addentato un guefo tanto per gradire , per poco non si strozzarono dalle risate , mentre Bonacatta, preoccupata di non vanificare la preparazione dei suoi dolci, commentava con un sorriso la delusione di Maria :
- Per oggi la lezione ce l'hai fatta . Adesso fai un'altra cosa bella, finisci i limoni , che devo mettere la cappa ai pirichittus . E ti avviso che se mi chiedi perchè si chiamano così, io lo so.
- Ma te lo dice quando cresci -. Regina si prese uno scappellotto per quell'impertinenza, mentre Maria si rimise a grattugiare le scorze con furia degna di miglior causa.
Per tre giorni interi la casa della sposa fu un vero formicaio , un viavai di parenti e vicine di casa con le sporte piene di ingredienti freschi e vassoi in prestito su cui riporre i dolci finiti . Le sorelle Listru lavorarono quasi senza sosta , alternandosi i compiti per dar vita al miracolo di un esercito di capigliette ricamate di zucchero come trine [...] e centinaia di rotondi gueffus di mandorle, avvolti uno per uno a caramella nella carta velina bianca sfrangiata all'estremità come le torri guelfe.
Da Accabadora di Michela Murgia ed. Einaudi pag. 44
E per chi volesse leggerlo dico solo che è la storia di una donna e una bambina, "l'incontro di due solitudini che ha il sapore della grazia".
I gueffus
- 200 gr farina di mandorle
- 120 gr zucchero
- 3/4 di cucchiaio di acqua di fiori d'arancio ( io ho utilizzato mezza fialetta)
- 20 gr zucchero a velo
Continuare a mescolare senza far caramellare.
Dopo 10' versare la farina di mandorle.
Mescolare e cuocere fino a che il composto non sarà denso e abbastanza asciutto, non troppo altrimenti si sbriciolerà.
Fare delle palline grandi come una noce e rotolarle nello zucchero a velo.
Avvolgere ogni pallina a caramella in un pezzetto di carta velina sfrangiata alle estremità...a ricordare le torri dei Guelfi, come ci ha insegnato Maria.
Ricetta presa dal sito http://www.ideasardegna.com/i-gueffus/
Con questa ricetta partecipo al contest di Elisa
Con questa ricetta partecipo al contest di Stasera si cena da noi
E al contest di Cuochi da biblioteca
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