Un piatto , quello proposto dalla vincitrice dell'MTC di novembre, che mi ha fatto sentire immediatamente parte di una grande nazione.
Vedere e leggere come il pane, e il suo riciclo, sia un comune denominatore da nord a sud della nostra penisola , mi ha rallegrato.
Oggi, per rendere onore a Monica e alla sua ricetta ribattezzerò le "pallotte" canederli, ma ( e Monica mi comprenderà) non sono riuscita ad allontanarmi dal mio territorio e così la contaminazione è totale, il formaggio è quello molisano: il caciocavallo di Agnone, mentre il brodo di accompagnamento è rigorosamente abruzzese , il risultato di quelli che sanno scaldare stomaco e cuore .

Grazie a Monica e grazie, ancora una volta all'MTC.

Per questa ricetta l'elemento fondamentale è il pane.
Come spiega benissimo Monica nel suo post, è necessario procurarsi del pane raffermo, possibilmente abbastanza chiuso nell'alveolatura e dalla crosta sottile.

Da fanatica della panificazione quale sono ( fanatica, ma non maestra e questo , per una volta, ha giocato a mio favore) mi ritrovo sempre quantità industriali di pane raffermo, questo perchè è troppo basso, questo perchè è poco alveolato e questo perchè sa troppo di lievito naturale...insomma pane da smaltire dalle mie parti non manca mai.
Questa sfida , quindi, è caduta a pennello tra la necessità di eliminare le scorte ( non sia mai che si debba buttare il pane!) e l'ennesimo desiderio della figliola /vegetariana a giorni alterni/a me non mi accontenti mai.

Detto fatto, pane  pronto all'uopo, ma la ricetta ve la passo lo stesso, alla fine.

Per quanto riguarda la preparazione, nonostante il mio piatto preveda un brodo di accompagnamento, ho preferito cuocere i canederli in un brodo vegetale semplice e servirli poi con il brodo all'abruzzese.








Canederli al caciocavallo in brodo all'abruzzese

Per 4 per persone

Per il brodo all'abruzzese
  • un pezzo di punta di petto di vitello
  • mezza gallina
  • un'ala di tacchino
  • mezza cipolla
  • 1 pomodoro maturo
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • qualche gambo di prezzemolo
  • sale
 Da aggiungere in seguito:
  • 1 cespo di scarola riccia
 Per la stracciatella:
  • 2 uova
  • 70 g parmigiano grattugiato 
  • 30 g pecorino grattugiato

Per i canederli al caciocavallo di Agnone
  • 300 g di pane raffermo con lievito naturale tagliato a cubetti di 1 cm di lato
  • 200 ml di latte 
  • 2 uova
  • 200 g di caciocavallo di Agnone semistagionato grattugiato 
  • 40 g parmigiano grattugiato
  • sale 
  • pepe macinato al momento
  • un cucchiaio colmo di farina 00

Brodo vegetale preparato con sedano, carota, cipolla , prezzemolo, sale e acqua, per cuocere i canederli.

Iniziamo preparando il brodo all'abruzzese

Laviamo bene la carne con acqua fredda.
Poniamola in una pentola capace e copriamo il tutto con abbondante acqua, uniamo la mezza cipolla sbucciata, il pomodoro intero, il sedano, la carota pelata , i gambi di prezzemolo e lasciamo cuocere per almeno 3/4 ore.
Salare a metà cottura.

Lavare e lessare la scarola, lasciandola leggermente croccante.
Scolarla e sminuzzarla con un coltello da cucina.

( La ricetta originale del brodo all'abruzzese prevede l'aggiunta di polpettine di vitello fritte, naturalmente in questo caso le ho omesse per lasciare ai canederli il ruolo di protagonista ).

Nel frattempo prepariamo i canederli seguendo le istruzioni di Monica:



In una ciotola poniamo i dadini di pane raffermo.

In un altro recipiente mescoliamo le uova al latte, a temperatura ambiente.
Versiamo sul pane e lasciamo riposare per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto.
Proviamo la consistenza, se dovesse risultare troppo umido strizzarlo leggermente con le mani , eliminando i liquidi in eccesso, se invece dovesse apparire asciutto, non aggiungete nulla.
Uniamo il caciocavallo grattugiato grossolanamente, il sale, il pepe e lavoriamo tutto fino ad avere una consistenza non appiccicosa, uniamo il cucchiaio di farina e formiamo delle palline grandi poco più di una noce.
Ho scelto di non aggiungere ulteriori aromi a questi canederli, il formaggio utilizzato merita di essere apprezzato quasi in purezza, giusto un poco di pepe e basta.


Cuocere pochi alla volta in un brodo vegetale , fatto sobbollire, per circa 5 minuti.
Scolarli e tenere da parte.

Proseguire nella preparazione del brodo all'abruzzese.

Filtrare il brodo, riportare a bollore e unire la scarola.
In una ciotola mescolare le 2 uova con i formaggi , la consistenza dovrà essere piuttosto densa, se occorre unire altro fromaggio grattugiato.
Versare il miscuglio di uova nel brodo bollente e frustare energicamente per alcuni minuti.

In una ciotola versare una parte di brodo all'abruzzese e aggiungere 4/5 canederli a testa.



Pane con lievito naturale

Per la biga , da preparare la sera prima
  • 100 g lievito madre attivo
  • 100 g manitoba
  • 100 g acqua
 Far lievitare 12 ore.

Impasto del mattino
  • biga
  • 400 g manitoba
  • 200 g semola rimacinata di grano duro 
  • 300 g acqua 
  • 10 g sale
  • 1 cucchiaino di malto d'orzo

Impastare tutto, valutando se occorre altra acqua, dipende molto dalla farina, valutare, io ho aggiunto 20 g in più.
Porre in un contenitore unto e lasciar lievitare al caldo per un'ora, trascorso questo tempo dare delle pieghe ( per me di tipo 2) senza stringere troppo.
Ripetere per altre 2 volte.
Far lievitare fino al raddoppio coprendo con della pellicola e un canovaccio.
Preriscaldare il forno a 220°.
Inserire la placca e vaporizzare un pò di acqua alla base del forno, oppure porre un contenitore con un pò di acqua, per pochi minuti.
Dopo 20' abbassare la temperatura a 200°.
Cottura totale di 40'-45'.
Gli ultimi 10' aprire il forno a fessura.
Una volta cotto lasciar raffreddare in forno aperto, in posizione verticale.

Lasciate che diventi raffermo e utilizzatelo per questa ricetta ;) 





 Con questa ricetto partecipo all'MTC N.44

http://www.mtchallenge.it/2015/01/mtc-n-44-la-ricetta-di-gennaio-2015-e.html

Il sugo a " ciffe e ciaffe" era un ottimo sistema per ammorbidire il pollo ruspante, sodo e compatto per lo scorrazzare libero sull'aia, cosa oramai quasi impensabile per noi consumatori del XXI secolo.
Oramai pretendiamo polli dalle carni tenere, che vengano via con facilità dalle ossa , ma i nostri nonni erano abituati a far funzionare la mandibola più di noi.

Questa ricetta tradizionale molisana riporta a quei tempi in cui anche la spartizione del pollo seguiva regole ben precise: le parti migliori toccavano agli uomini.
Al capo di casa il petto, ai giovani, che dovevavo lavorare e irrobustirsi, le cosce, alle vecchie, che avevano pazienza e tempo, il collo, alle ragazze le ali come augurio di convolare a giuste nozze e alla regina indiscussa della casa, toccava " il boccone del re", vale a dire la parte carnosa del volatile dove...non coce 'o sole ( per citare Pino Daniele!).

Oggi può essere tutto più semplice, o più complicato se si assecondano i gusti di tutti i commensali, ma, comunque sia, è sempre un piacere ritrovarsi insieme attorno ad una tavola imbandita e mangiare, magari dimenticandosi delle posate.

Il tema di questo mese per noi de L'Italia nel Piatto è il pollo, ogni regione ha la propria ricetta , seguiteci nel nostro consueto viaggio gastronomico:

Trentino Alto Adige - Petti di pollo ai mirtilli
http://afiammadolce.blogspot.it/2014/06/petti-di-pollo-ai-mirtilli.html

Lombardia -assente per questo mese

Veneto - assente per questo mese

Emilia Romagna - Pollo in galera http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/06/pollo-in-galera-per-litalia-nel-piatto.html

Liguria: pollo alla cacciatora http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/06/litalia-nel-piatto-le-ricette-con-il.html

Marche - Pollo alla 'ncip 'nciap http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/06/pollo-alla-ncip-nciap-ricetta-tipica.html

Umbria - Gnocchi con sugo di piccione
http://amichecucina.blogspot.com/2014/06/gnocchi-con-sugo-di-piccione-per.html

Campania - Tagliata di pollo cotto su pietra lavica
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/06/tagliata-di-pollo-cotto-su-pietra-lavica.html
Puglia - Non partecipa

Calabria - Pollo cu pipi salati
http://ilmondodirina.blogspot.it/2014/06/pollo-cu-pipi-salati.html

Sardegna - Pollo con olive e capperi a succhittu ricetta sarda
http://blog.giallozafferano.it/vickyart/pollo-con-olive-e-capperi-a-succhittu/

e il Molise con il Pollo a ciffe e ciaffe



Pollo a "ciffe e ciaffe"
  • un pollo ruspante ( da catturare rigorosamente sull'aia)
  • 500 g di pomodori pelati
  • 2 spicchi di aglio
  • un peperoncino piccante
  • un rametto di rosmarino
  • un bicchiere di olio extravergine di oliva
  • sale q.b.
Avete catturato il vostro polletto? Bene, adesso procedete al trapasso e alla pulizia.
Spennatelo e spiumatelo, bruciacchiate sulla fiamma l'eventuale peluria ( e ritornate con la memoria a quando era la vostra mamma o nonna a farlo), sventratelo, estraete  le interiora e lavatelo in acqua corrente.
Più semplice , ma di vcerto meno avventuroso, l'acquisto di un pollo ruspante, bello e pulito e magai anche già a pezzi.

Tagliatelo a piccoli pezzi ( se l'avete catturato e pulito voi) e fatelo rosolare a fuoco moderato in una "tiella" di coccio con l'olio e tutti gli odori, mescolando spesso con un cucchiaio di  legno.
Appena la carne sarà diventata dorata, insaporitela con il sale e il peperoncino, unire i pomodori pelati e fate cuocere per circa un'ora, aggiungendo se necessario, un pò di acqua calda.

Il sughetto dovrà risultare piuttosto denso e piccante, ideale accompagnamento di questo piatto è la pizza "de randinie".



 E perfino mio padre, si è accorto del tema della sfida di questo mese, ma giuro che questo è l'ultimo.

Tocca, però, fare un piccolo riepilogo e provare a tirare le conclusioni su una sfida che mi ha vista partecipare quasi al limite delle presenze concesse.

Tanti fattori potevano deporre contro questa sfida, per primo il tempo necessario alla preparazione del piatto: una LUNGA COTTURA sembra quasi impensabile nelle nostre vite frenetiche eppure, forte dell'allenamento fatto con il lievito madre, mi sono resa conto che è meno impegnativo del previsto.

In fondo si tratta di mettere insieme gli ingredienti e poi dimenticarseli sul fuoco, andando a curiosare solo ogni tanto, per le necessità eventuali.
Nel frattempo si può: chiamare le amiche, ipnotizzarsi davanti a fb, dedicarsi a quella montagna di panni da stirare che si fa sempre finta di non vedere o a tutte quelle altre mille faccende che di certo non mancano mai.

Altro punto debole, per quanto mi riguarda, di questa sfida era l'UTILIZZO DELLA CARNE.
Riconosco la mia completa ignoranza in materia, non distinguo un pezzo da un altro e, se non ci fossero le etichette ben leggibili, brancolerei nel buio più totale.
Anche stavolta l'esercizio obbligato della sfida mi ha permesso di comprendere qualcosa in più, sulla differenza tra i vari tagli e tipi di carne, se un vitello e un capriolo erano perfetti in queste ricette, il petto di pollo, magari la prossima volto posso provare a cuocerlo un pò meno, oppure ad utilizzare parti anatomiche per loro natura meno asciutte.
Ho imparato che oltre al tempo è necessario un fuoco basso, bassissimo, dolce dolce che non stressi le fibre della carne utilizzata, ma permetta invece di sciogliere il collagene presente e rendere il boccone morbido da sciogliersi in bocca.
Dopo tutta questa tiritera potevo stupirvi con uno spezzatino di quelli tosti, che se stanno sul fuoco dieci ore saranno semplicemente perfetti e invece no.

Visto che ho la testa dura, visto che adoro smentire chi afferma il contrario, visto che sono una dilettante in cucina, ho scelto uno spezzatino di coniglio, ancora carni bianche, ancora cotture preferibilmente meno lunghe, ma il risultato è stato talmente sorprendente che il cucciolo di casa alla prova assaggio ha esclamato: Com'è morbido!...e non l'ho pagato.

E visto che se la vita non è complicata , me la complico io, ho avuto anche la brillante idea di disossare il coniglio in questione, per la serie come trascorrere il sabato pomeriggio in casa.
Per fortuna un minimo di nozioni di anatomia tornano sempre utili, anche per disossare un coniglio.

L'idea di questo spezzatino mi è venuta da una ricetta che ho già postato qui , l'ho rivisitata trasformandola da un primo in un secondo, diverso il risultato finale, ma ugualmente appagante.

Ringrazio di cuore Marta e Chiara  per questa sfida e per tutto quello che , ancora una volta, ho imparato semplicemente divertendomi.



Spezzatino di coniglio, zucca e fiori di lavanda su pane carasau al lievito madre
Ingredienti per lo spezzatino

  •  700 g di coniglio disossato
  •  4 cucchiai di aceto di mele ai lamponi
  •  2 spicchi di aglio
  •  rosmarino
  •  salvia
  • 10 bacche di ginepro
  • 10 grani di pepe nero
  • carota
  • sedano
  • cipolla
  • 600 g zucca pulita
  •  6 mestoli di brodo vegetale 
  •  3 cucchiai di triplo concentrato di pomodoro
  • 15 fiori di lavanda secchi
  •  sale
  • olio evo bio

Far marinare il coniglio in acqua e aceto con gli spicchi di aglio tagliati a metà, il rosmarino, la salvia, il ginepro, i grani di pepe e un filo d'olio, per circa 2 ore, in frigorifero.
Scolare il coniglio dalla sua marinata e tagliarlo al coltello a pezzi piccoli.


Ho versato l'olio e fatto soffriggere  sedano, carota e cipolla, precedentemente tritati finemente, ho aggiunto il coniglio,due foglie di salvia e fatto rosolare bene  bagnando  con il brodo ( tre mestoli ).
Ho aggiunto il concentrato e fatto cuocere per un'ora, a fuoco bassissimo, unendo altro brodo se risultava necessario. A questo punto ho unito la zucca tagliata a cubetti di circa 2 cm per 2, i fiori di lavanda e proseguito la cottura per altri 40'.
Nel caso il fondo dovesse risultare troppo abbondante farlo restringere su fuoco vivace, fino ad avere la densità voluta.



Pane carasau

( Ricetta di Sara Papa)

600 g semola rimacinata di grano duro
360 g acqua
150 g lievito madre attivo ( oppure 12 g lievito di birra)
12 g sale

Impastare gli ingredienti con il lievito e l'acqua a 22°C fino ad avere un composto elastico e omogeneo.
Spezzare l'impasto e formare palline del peso di 150g, far lievitare coperte fino a che saranno raddoppiate di volume.

Stendere in sfoglie sottili di 35-40 cm di diametro e allo spessore di 2-3 mm e far lievitare, coperte per altri 35'-40'.
Scaldare il forno alla massima temperatura, se possibile cuocere ogni sfoglia su una pietra refrattaria o su una teglia posta a contatto con la base del forno.A contatto con con la superficie bollente il pane si gonfierà formando uno spazio all'interno della sfoglia.


Sfornare il disco di pasta, prima che sia cotto completamente e non appena si gonfia bene e dividere le due parti rapidamente, adagiare nuovamente in forno, con la parte ruvida in alto e lasciare asciugare, questa è la "carasatura", che permetterà al pane di essere conservato a lungo.










Composizione del piatto: adagiare un foglio di pane carasau in un piatto e versarvi un mestolo colmo di spezzatino, con tutto il fondo, il sughetto ammorbidirà il pane e permetterà di gustare al meglio ogni boccone di conigli e zucca.




Con questa ( ennesima) ricetta partecipo all' MTChallenge di gennaio

http://www.mtchallenge.it/2014/01/mtc-n-35-la-ricetta-della-sfida-di.html




Bentornato a questo appuntamento, devo dire che mi è mancato non cucinare per L'Italia nel piatto.

È stato un mese abbastanza movimentato e, questa volta, mancherà più di una regione al nostro consueto tour, ma sono sicura che ci ritroveremo presto tutti insieme, intanto godetevi l'argomento di questo mese.

Cosa c'è di meglio di zuppe e minestre per superare il grigiore e il freddo di questo mese?
Lo abbiamo pensato anche noi e vi regaliamo piatti fumanti e gustosi, mi raccomando portate il cucchiaio che al resto pensiamo noi!!
Ecco allora le regioni che riscalderanno i vostri palati :


  • Valle D'Aosta-Minestra al latte, soupe au lait di Cinzia ai fornelli
  • Piemonte - Tempesta  di La casa di Artù (qui da me)
  • Lombardia - Sbrofadei  di Le delizie della mia cucina
  • Trentino Alto Adige - Zuppa di vino  di A fiamma dolce
  • Veneto -  Minestra de fasoi  di Le tenerezze di Ely
  • Friuli Venezia Giulia - (non partecipa) di Nuvole di farina
  • Emilia Romagna - Strichetti alla bolognese di Zibaldone culinario
  • Liguria -  çeixei in zemin di un'arbanella di basilico
  • Toscana -  Minestra di pane  di Non solo piccante
  • Umbria - minestra di riso e verza  di 2 amiche in cucina
  • Marche - Pasta reale in brodo di La creatività e i suoi colori
  • Abruzzo -   (non partecipa) di In cucina da Eva
  • Lazio -  Lacne e fagioli di Chez entity
  • Campania - Minestra broccolo nero e maiale di I sapori del Mediterraneo
  • Puglia -  Minestra di carciofi e piselli di Breakfast da Donaflor
  • Basilicata - Minestra di pasta e fagioli di Pasticciando con Magica Nanà
  • Calabria - (non partecipa) di Io cucino così
  • Sicilia - Minestra di pasta e lenticchie di Cucina che ti passa
  • Sardegna - (non partecipa) di Arte in cucina


  • E il Molise con una: Zuppa di ceci alla molisana
    per 4 porzioni
    • 200 g ceci secchi
    • 4 uova
    • 2 scamorze appassite
    • 8 fette di pane casareccio
    • parmigiano grattugiato
    • mezza cipolla
    • olio extravergine di oliva un bicchiere
    • sale 
    Mettere in  ammollo i ceci, dopo averli puliti e lavati, per una notte.
    Il giorno successivo scolare , versare in una pentola di terracotta ( se possibile), coprire con acqua e far cuocere, a fine cottura aggiungere il sale.

    In un tegame versare l'olio e la cipolla affettata, far soffriggere dolcemente, unire i ceci e un pò dell'acqua di cottura.


    In una ciotola battere le due uova con un pizzico di sale.
    Tostare le fette di pane e bagnarle nelle uova.

    In una teglia fare uno strato con le fette di pane, cospargere con i ceci, fettine di scamorza e abbondante formaggio grattugiato, procedere con un altro strato allo stesso modo.
    Terminare coprendo con l'acqua di cottura dei ceci.

    Infornare in forno caldo a 180°C per 20'.

    Servire caldo, fumante e filante ;)






     Vi ricordo di fare un salto sulla  pagina FB


    Secondo esperimento  con lo spezzatino per la prova dell'MTC.

    Questa volta avevo casualmente del capriolo regalatomi dalla mia giovane collega che ha la fortuna di avere il papà cacciatore e procacciatore di porcini e la sfortuna di avere me come collega.
    La ricetta della sfida di questo mese cade proprio a fagiolo e allora ho iniziato a pensare a come utilizzare il capriolo in mio possesso.

    Ho letto un pò di ricette in rete e mi sono ispirata ad un classico piatto dell'Alto Adige, modificando qualcosa secondo il mio gusto.
    Non c'è verdura, a parte il trito di aromi, ma ho utilizzato i mirtilli,  so che questo mi spedirà fuori gara, comunque il mio spezzatino ve lo passo , così come l'ho realizzato.

    Lo chef di casa, quello vero, lo ha assaggiato e ha deciso di darmi una stellina su cinque, il buongustaio di casa ( vale a dire il piccolo) lo ha apprezzato moltissimo, mangiandolo tutto fino all'ultimo bocconcino.

    Ho accompagnato questo piatto con un pane inglese a base di farina integrale,il pane di Grant, ricetta semplice e rapida da realizzare, ideata da Doris Grant e pubblicata nel suo ricettario nel 1940.
    L'impasto non necessita di un'eccessiva lavorazione e si mantiene per diversi giorni.


    Spezzatino di capriolo ai mirtilli
    per due persone

     per la marinata
    • 500 g capriolo a pezzi, privato delle ossa
    • 1 lt vino rosso Montepulciano
    • bacche di ginepro
    • grani di pepe
    • foglie di alloro
    • uno spicchio di aglio
    • una rondella di cipolla
    •  buccia di arancia bio
    • rosmarino fresco
    Per lo spezzatino
    • capriolo sgocciolato dalla marinata
    •  marinata filtrata
    • una carota
    • una costa di sedano
    • una cipolla piccola
    • olio extravergine di oliva 30 ml
    • due cucchiai di farina 
    • sale
    • 120 g di mirtilli freschi
    Mescolare, in un contenitore adatto ad andare in frigo , tutti gli ingredienti per la marinata, unire i pezzi di carne, precedentemente lavati, e lasciare in frigorifero per 24 ore.

    Sgocciolare la carne dalla marinata, tamponare leggermente con della carta da cucina.

    Nel frattempo preparare un trito con la carota,il sedano e la cipolla, versare in una pentola con l'olio e far soffriggere dolcemente.
    Infarinare la carne, scuotere dalla farina in eccesso e versare nella pentola, far dorare e coprire con la marinata filtrata.
    A metà cottura salare.
    Far cuocere per un'ora e mezza a recipiente coperto.

    Lavare e asciugare i mirtilli.
     Rimuovere lo spezzatino dalla pentola e tenere da parte. Versare i mirtilli nel fondo e cuocere per 5 minuti.
    Passare tutto al mixer, fino ad ottenere un composto liscio e versarvi lo spezzatino lasciato da parte.
    Mescolare e servire.


    Pane di Grant
    ( da Il Pane fatto in casa di Ingram- Shapter )

    per uno stampo di circa 21 x 11 x 6 cm ( per me uno stampo da plumcake)

    •  450 g di farina integrale
    • 6 g di sale
    • 5 g di lievito secco
    • 400 ml di acqua calda (35°-38°C )
    • 1 cucchiaio di zucchero di canna
    Ungere bene lo stampo  e conservarlo al caldo.

    Setacciare la farina, insieme al sale, in una terrina capiente e leggermente riscaldata.

    Versare il lievito in 100 ml di acqua, dopo un paio di minuti aggiungere e mescolare lo zucchero.
    Lasciar riposare 10'.

    Disporre la farina a fontana e aggiungere il composto di lievito, acqua e zucchero e l'acqua rimanente.

    L'impasto risulterà piuttosto liquido.

    Mescolare per circa 1 minuto.
    Versare nello stampo preparato precedentemente.
    Coprire con della pellicola oleata e lasciar crescere al caldo per 30', fino a quando l'impasto arriverà ad un centimetro dal bordo.

    Preriscaldare il forno a 200°C, rimuovere la pellicola e infornare per 40' o fino a quando la pagnotta non sarà croccante e suonerà vuota se colpita sul fondo.

    Rimuovere dallo stampo e lasciar raffreddare.

    Tagliare a fette e servire con lo spezzatino.





      Con questa ricetta partecipo all'MTC di gennaio


    Prima ricetta dell'anno nuovo per l'MTChallenge.

    Momento per una riflessione che mi sento di condividere con le tante amiche che partecipano a quello che definire gioco è riduttivo.

    Dopo quasi due anni di appuntamenti fissi, mi sono ritrovata il 6 gennaio a cucinare nuovamente, con gioia, la ricetta della sfida proposta questo mese dalle Sisters de La Cucina Spontanea.
    Può sembrare strano detto da una che cucinerebbe a qualunque ora del giorno e della notte (ma che preferisce la mattina per la luce), scoprire la nuova sfida il 5 del mese e iniziare a pensare, leggere, scartabellare e inventare è talmente stimolante, creativo, divertente che se non ci fosse l'MTC il piacere di avere il mio blog sarebbe sicuramente inferiore.

    Ogni volta mi sento parte di quella Community che unisce tutte le appassionate di cucina, tutte coloro che amano mettersi in gioco e continuare a giocare, ma , soprattutto, imparare sempre e da tutti.

    Oramai sappiamo che questo tipo di spirito dà ottimi risultati, continua a raccontarlo il libro L'Ora del patè, continua a dimostrarlo ogni nuova sfida  e arriviamo a quella del mese di gennaio:cosa c'è di più caldo, confortevole e buono di uno spezzatino fumante?

    Chiara e Marta hanno proposto quello tradizionale , preparato sempre dalla loro mamma,anzi del signor Pelliccia con tante patate e poca ciccia, quello che racconta di casa, di abbracci, di volti sorridenti attorno ad una tavola.
    Avrei voluto proporre anche io quello che fa sempre la mia mamma, ma sono partita un pò più genericamente da un classico della cucina, anzi da uno dei pilastri portanti della "cucina sperimentata".
    Ogni ricetta  dell'Artusi è stata testata prima di essere inserita ne La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, ed è ESATTAMENTE lo stesso concetto che accompagna le sfide dell'MTC, ogni preparazione è pensata, cucinata, mangiata e approvata e poi condivisa con la Community.

    Piccole modifiche da parte mia solo per utilizzare quello che avevo in casa.

    Questo il primo risultato: APPROVATO dalla FAMILY.



    Spezzatino di vitello coi finocchi e ferratelle al parmigiano

    È possibile preparare le ferratelle al parmigiano il giorno prima e conservarle in una busta di cellophane, per mantenerle morbide.

    Ferratelle al parmigiano
    per 6 pezzi
    • 2 uova medie
    • 180 g farina 00
    • 25 g di olio di semi
    • 50 ml di latte
    • 30 g parmigiano grattugiato
    • sale 
    • pepe
    • la punta di un cucchiaino di bicarbonato
    Mescolare tutto insieme, fino ad avere un composto abbastanza morbido, nel caso aggiungere un altro pò di latte.

    Scaldare una piastra per waffel , versare due cucchiai di composto e cuocere 2' , dovranno risultare dorate.

    Conservare  in una busta, una volta raffreddate.


    Spezzatino di vitello e finocchi
    per 2 persone
    • 400 g bocconcini di vitello
    • 2 finocchi
    • salsiccia di cinghiale secca ( in sostituzione alla carne secca suggerita dall'Artusi)
    • aglio
    • prezzemolo
    • carota
    • sedano
    • 200 ml di salsa di pomodoro ( possibilmente di casa)
    • 300/400 ml di brodo vegetale
    • olio extravergine di oliva
    • un cucchiaio di farina
    • una noce di burro
    Mondate e tagliate a grossi spicchi i finocchi, dare una mezza cottura in acqua salata e poi ripassarli in padella con una noce di burro.
    Tenere da parte.

    In una casseruola ( per me di coccio, anche se l'Artusi preferirebbe quelle di rame ben stagnate) versare l'olio e un battuto fatto con aglio, prezzemolo, sedano , carota e 5/6 fette di salsiccia di cinghiale secca, tritata finemente.
    Unire i bocconcini di vitello, sale e pepe e far rosolare alquanto.
    Una volta rosolato cospargere con il cucchiaio di farina, unire la salsa e allungare con il brodo, proseguire la cottura a tegame coperto per circa un'ora e mezza.
    Trascorso questo tempo unire i finocchi e cuocere per sltri 30 minuti, controllando che il liquido presente si ritiri un pò.

    Servire caldo accompagnando con le ferratelle al parmigiano.





    Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di gennaio


    Freddo, fa freddo!

    Cosa c'è di meglio quando il tempo è ostile dello stare in casa, al tepore e sentire il profumo di un piatto a lunga cottura spandersi per tutta la casa?

    Abbiamo pensato, noi de L'Italia nel piatto di darvi tante idee per restare in casa e prepararvi piatti senza fretta, di quelli che ogni tanto guardi, che accudisci con affetto , ben sapendo di quanto si verrà ripagati di tale attesa.

    Queste le proposte delle altre regioni:

    e questa quella del Molise:



    Ragù misto di maiale alla molisana
    • 500 g polpa di prosciutto di maiale
    • salsiccia di carne fresca ( un "cacchio")
    • salsiccia di fegato fresca ( un "cacchio")
    • 400 g costine di maiale ( "tracchiolelle")
    • 1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
    • 1/2 + 1/2 bicchiere di vino bianco secco
    • una fetta di ventresca
    • una cipolla
    • due spicchi di aglio
    • una spolverata di pepe
    • un ciuffo di prezzemolo
    • un "diavolillo"
    • un litro e mezzo di passata di pomodoro fatta in casa


    Affettare finemente la cipolla e metterla insieme all'aglio, al prezzemolo e alla ventresca tagliata a tocchetti nella "tiella" di terracotta.

    Allargare la polpa di maiale, al centro disporvi striscioline di ventresca, foglie di prezzemolo e fettine di aglio; salarla, peparla, avvolgerla e legarla stretta con dello spago da cucina.

    Disporre nella tiella la braciola insieme alle tracchiolelle e i pezzi di salsiccia, versarvi l'olio e far rosolare a fuoco dolce insieme agli altri ingredienti.


    Non appena le cipolle sono imbiondite e i tocchetti di ventresca inizieranno a "fischiare", sfumate con il vino bianco e fate cuocere molto lentamente, bagnandola di tanto in tanto con altro vino.

    Una volta che il vino è sfumato, versate la salsa e tirate il ragù per circa due ore, girandolo con la "cucchiarella" per evitare che si attacchi sul fondo.
    Il ragù sarà pronto quando avrà acquistato una densità vellutata e la carne delle tracchiolelle inizierà a staccarsi dall'osso.

    Non è necessario salare , generalmente la passata fatta in casa è già salata a sufficienza.
    Utilizzatelo per condire della pasta di casa, i cavatelli sono perfetti per questo ragù.

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     Il prossimo mese vi aspettiamo per ben due appuntamenti il 10 dicembre e il 20 , mi raccomando : NON MANCATE


     Non sono una che và pazza per le castagne, tranne che per i marron glacè che potrei mangiare di seguito e all'infinito.

    All'annuncio della sfida del mese di novembre dell'MTC sono rimasta abbastanza sorpresa: per la prima volta la ricetta non è una ricetta, bensì un ingrediente.

    Panico totale, ho capito che funziono meglio con dei paletti, piuttosto che con il foglio bianco e mi sono ritrovata a non avere nessuna ricetta pronta per l'inizio della gara, eppure ho acquistato castagne fresche, secche, farina di castagne, ma niente, nessuna idea geniale, nessuna lampadina accesa.

    Sono andata con la memoria alla mia infanzia, in effetti neanche a casa mia c'è mai stato un grande utilizzo di castagne, tranne che arrosto e bollite.

    Quelle bollite mi divertivano molto, io e i miei fratelli facevamo un taglietto e poi le mangiavamo con il cucchiaino.

    Questo è tutto, niente ricette di famiglia, niente di niente.

    Per fortuna ho tra le mani un paio di libri di cucina tradizionale abruzzese e , guarda un pò, ho trovato proprio una minestra con le castagne.

    Visto che a fantasia questo mese vado male, ho pensato di riproporre questo piatto che viene riportato come molto antico , caduto in disuso e tipico della Vigilia di Natale.

    Questo il mio contributo per una sfida che, sono sicura, permetterà una raccolta di ricette di castagne a cui attingere per mille idee.

    Grazie a Serena, la Signorina Pici e Castagne e alla sua passione per il territorio e la sua regione.



    Ceci e castagne 
    • ceci secchi
    • castagne
    • olio extravergine di oliva
    • aglio
    • sale
    Mettere a bagnmo i ceci con acqua salata ( trucchetto che permette di NON salare i ceci in cottura) per 24 ore.

    Scolarli dall'acqua di ammollo e cuocerli in una pentola di terracotta, a fuoco lento, avendo cura di rifornire , di tanto in tanto, l'acqua che deve essere sempre bollente.

    Io ho utilizzato una pentola a pressione, ho versato i ceci ( per me 250 gr) ho coperto con tre dita di acqua e fatto cuocere 15' dal fischio.

    Arrostire le castagne, sbucciarle e tagliarle a pezzetti.

    Quando i ceci saranno quasi cotti ( nel mio caso dopo 15' di pentola a pressione, aprire e continuare la cottura senza il coperchio), aggiungere le castagne preparate.
    Proseguire per altri 5' o fino a quando i ceci non avrenno la consistenza desiderata.

    In una pentola riscaldare l'olio con l'aglio tritato, farlo soffriggere dolcemente e unire i ceci e le castagne.
    Far insaporire e servire.


     Bibliografia: Le ricette della nonna - Nice Cortelli Lucrezi- Ed. Japadre Editore- L'Aquila









    E partecipo volentieri al 100% Gluten Free (fri) Day

    http://glutenfreetavelandliving.over-blog.com/2013/10/100-gluten-free-fri-day.html

    Avevo cominciato a parlare anche di libri, su queste  pagine, poi ho smesso...di scriverne, ma non di leggere.

    La lettura è uno di quei piaceri a cui difficilmente si rinuncia e, soprattutto, è un piacere da solitari , immergersi in un libro è come entrare in un'altra realtà, in cui le azioni, i pensieri si svolgono davanti ai nostri occhi e noi ne siamo spettatori e attori allo stesso tempo.

    Ho scovato il contest di Rosso Lampone. Sapori tra le righe  e ho immediatamente pensato alla ricetta da proporre: avevo appena terminato la lettura della trilogia della Pancol, scrittrice che non conoscevo , ma ho scoperto con molto piacere, passando da Gli occhi gialli dei coccodrilli a Il valzer lento delle tartarughe, per finire a Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì.

    A parte i titoli piuttosto originali, la storia è quella di una famiglia moderna, nel corso di circa dieci anni,ambientata tra Parigi, Londra e New York, avvenimenti e personaggi si incrociano, scompaiono e poi si ripresentano nel libro successivo, trattenendo il lettore con il naso nelle pagine per scoprire come e cosa e chi.
    La protagonista è Josephine , una donna quarantenne alle prese con un divorzio,con due figlie adolescenti, una vita da recuperare e una bugia: suo malgrado diventa famosa scrivendo un romanzo  al posto della sorella.
    Le cose si complicano: quando si scopre l'inganno, la sorella bellissima , ricchissima  cade in depressione, finisce in una clinica, si allontana dal figlio e dal marito, bello anche lui , ricco, e che te lo dicoaffà, che ama circondarsi di opere costosissime e pregiate.
    Si susseguono situazioni, personaggi, riflessioni sulla vita e sulla commedia umana , si viene presi dal vortice della lettura  e non si vorrebbe mai smettere, affezionandosi ad ogni singolo personaggio, nel bene e nel male.
    Non racconto altro della trama, anche perchè è talmente articolata che lascerebbe sicuramente qualcosa fuori, un solo consiglio, leggete questi libri.

    Nelle oltre 1800 pagine  si racconta senza esagerare, di cibo, se ne parla nella preparazione di un tacchino farcito per Natale, complice di un bacio rubato, ma quello che mi ha colpito maggiormente è la descrizione della preparazione di una vellutata di zucca nell'ultimo libro della serie.

    Becca, una barbona, viene accolta in casa da Philippe (il marito ricchissimo di cui sopra) su insistenza del figlio Alexandre, che in lei aveva trovato l'unica amica e confidente.
    Lei è una ex-étoile della danza , dimenticata da tutti, che ha scelto di vivere ai margini, trascinandosi su una sedia a rotelle e trasportando così i suoi pochi stracci.
    L'incontro con Alexandre le cambia la vita e la cambia anche a Philippe, và a vivere con loro e piano piano ognuno ricompone il puzzle dei proprio sentimenti che la vita aveva sparpagliato...anche Becca.
    Riesce finalmente a rifare pace con il suo amore, morto anni prima.
    Lei era vecchia, ma il suo amore era rimasto vivo...Il suo amore che la faceva danzare, saltare , la sollevava sopra la testa. [...]Quando lui se n'era andato, lei aveva incassato il colpo a bruciapelo. Pam! Era morta. Nessuno se n'era accorto, ma lei sapeva che si stava dissanguando a poco a poco. Era una ferita invisibile, una ferita su cui non si poteva soffermare più di tanto perchè era qualcosa che succedeva a tutti.Percò non ne parlava.
    Aveva continuato a perdere sangue.
    Tenendosi dritta, pallida, esile.Si era ritrovata per la strada.Su una sedia con le rotelle.Vecchia, infelice. E così banale. Banale di fronte alle disgrazie del mondo intero. Inutile.Come se per servire a qualcosa, [...], si dovesse essere giovani[...].Tuttavia si è vivi anche quando si è vecchi e non si è più esuberanti.
    Le sembrava di assomigliare alla zucca nell'acquaio.Si era ammorbidita e si lasciava sbucciare senza dire niente.[...]
    La tagliò a tocchetti e fu subito più semplice pulirli uno a uno. "Lasciamo ammorbidire la zucca con un pò di latte, burro salato e  scalogno." Aggiunse sale, pepe, mescolò con il cucchiaio, schiacciando la zucca che si disfava dolcemente, scoppiettando in bolle arancioni ai bordi della pentola.
    "Vedrà è buonissima, un cucchiaio di crème fraiche e sarà una delizia".
    Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì - Katherine Pancol

    Come finisce la storia? Questo vi consiglio di scoprirlo da soli, intanto godiamoci la

    Vellutata di zucca di Becca


     per 4 persone
    • 1 kg di zucca pulita a cubetti
    • lt 1,5 di latte fresco
    • scalogno 2
    • burro salato 50 gr
    • sale
    • pepe
    • crème fraiche e poco latte per la finitura del piatto
     Far sciogliere il burro in una pentola dai bordi alti, affettare lo scalogno e farlo ammorbidire nel burro.
    Unire la zucca a pezzetti, lasciarla rosolare brevemente e coprire tutto con il latte .
    Far bollire bolcemente fino a quando la zucca non sarà disfatta, aggiustare di sale.


    Per una consistenza più vellutata frullare tutto con un minipimer.

    Servire con del formaggio cremoso lavorato con poca panna o latte, fino ad avere un composto soffice.
    Versare una cucchiaiata sulla vellutata e cospargere con una macinata di pepe nero.



    Con questa ricetta partecipo al contest di Rosso Lampone


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