Sembrava quasi impossibile riuscire a tirare fuori qualcosa dal mio frigo dopo cinque giorni di quarantana e autosorveglianza. 

Per fortuna ho sfogliato il quadernino dedicato alle ricette vegetariane e ho scovato questo, una preparazione che viene dal blog Gavinedda Island  a cui vi rimando per la ricetta originale, tipica della Sardegna, dell'Ogliastra nello specifico, io l'ho adattata a quello che il frigorifero offriva , il risultato non delude.

È una ricetta velocissima, senza latticini, uova e lievito, se saprete attendere un'ora dopo la cottura avrete un gusto ancora più buono.

Vi lascio la ricetta con le mie modifiche.




Pane di zucca

Per una teglia di circa 33 cm di diametro

  • 200 g carote grattugiate ( zucchine nella ricetta originale)
  • 160 g polpa di zucca lessata e frullata
  • una cipolla dorata 60 g
  • 150 g pomodori datterini 
  • 140 / 150 g semola rimacinata di grano duro
  • 50 g olio extravergine d'oliva
  • sale
  • erbe aromatiche fresche ( basilico, erba cipollina, timo)
Tagliare i pomodorini a cubetti, la cipolla tritata, tritare ugualmente le erbe aromatiche, mescolare tutte le verdure e unire la polpa della zucca, il sale, inserire la semola  fino ad ottenere un composto appiccicoso e non troppo asciutto, in ultimo unire l'olio.
Versare il composto su una teglia con carta forno e livellare allo spessore di 3/4 mm.
Preriscaldare il forno a 170/180°C e cuocere per 25'/30' fino a doratura.
Far riposare un'ora prima di servire.
Ottima anche il giorno successivo.





 Sono stata per la prima volta da una nutrizionista, quando mi ha visto è stata chiara la domanda sul suo viso "ma che sarà venuta a fare?" , poi ho spiegato.

Come tutte le donne anche io mi ritrovo in quel momento di transizione che mi renderà finalmente libera dall'odiatissimo ciclo che mi ha condizionato per più di quarant'anni.

Attendo il momento con vera gioia, ma nel frattempo meglio prepararsi, si sa che il metabolismo cambierà e quindi ho deciso di iniziare ad entrare in una nuova prospettiva anche per quanto riguarda l'alimentazione.

Inutile illudersi, i bei tempi del saltare la cena e ritrovarsi due chili in meno sono finiti, quindi meglio arrivarci preparate anche fisicamente.

La nutrizionista mi ha ribilanciato e riequilibrato la dieta  permettendomi anche la colazione con i miei amati dolci sperimentali e quindi io continuo a sperimentare.

Quello che segue è un cake vegano soffice e friabile alle nocciole e limone, molto buono e soddisfacente al palato.

La ricetta viene da un gruppo vegano, ma ho modificato qualcosa, incluso la cottura ( suggerita per il microonde, ma io l'ho cotta nel forno)

Dolce che si prepara con una ciotola e una frusta,





Torta vegana alle nocciole e limone

Per una torta da 18 cm

  • 75 g farina di grano saraceno
  • 50 g farina di riso
  • 70 g farina di nocciole
  • Scorza di un limone bio grattugiata
  • 5 g lievito per dolci
  • bicarbonato di sodio la punta di un cucchiaino
  • 75 g zucchero di canna
  • 100 ml olio di semi
  • 140 ml acqua
Versare le farine, lo zucchero e i lieviti in una ciotola, mescolare bene con una frusta, unire la buccia di limone, l'olio e l'acqua. Mescolare bene,versare in una tortiera di 18 cm precedentemente oliata e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 30'/35' modalità ventilato.
Fare sempre la prova stecchino.
Far raffreddare e rovesciare su un piatto.



 

Altra scorta di aquafaba a casa mia, altra ricetta per provare a utilizzarla.

In realtà la ricetta originale era per realizzare un gateau moelleux, ma dopo averlo provato la prima volta ed aver ottenuto un prodotto poco cotto, ho deciso di farla nuovamente apportando delle modifiche, vi lascio la mia versione.

Ho utilizzato uno stampo da ciambella standard, il composto resta piuttosto basso, se volete un dolce più alto utilizzare uno stampo più piccolo , anche senza buco.






Ciambella soffice vegana al limone, banana e aquafaba

Dose per uno stampo a ciambella

  • 1 limone bio scorza e succo
  • 50 g farina di mandorle
  • 90 olio di cocco
  • 1 banana matura ( circa 130 g)
  • 100 g zucchero di canna ( da aumentare fino a 120 se lo preferite più dolce)
  • 180 g farina 00
  • 100 g aquafaba fredda di frigo
  • 8 g lievito per dolci
Montare l'aquafaba a neve fermissima e riservare.
Ridurre la banana a purea, unire tutti gli ingredienti, tranne la farina e l'aquafaba, mescolare bene con una forchetta.
Aggiungere la farina setacciata con il lievito e in ultimo inserire l'aquafaba cercando di non smontare troppo il composto.




Preriscaldare il forno a 180°C .
Ungere lo stampo da ciambella con poco olio di cocco, versare il composto e cuocere per circa 45', facendo la prova stecchino,nel caso prolungare la cottura.
Volendo un dolce più alto utilizzare uno stampo più piccolo, ma prolungare la cottura.

Il dolce ha un gusto ottimo, prevale il sapore del limone e la consistenza è molto soffice.

 Più passa il tempo e meno ho voglia di stare lì ad allestire set, tirare fuori props o coccitielli come direbbe la mia mamma. Spesso penso anche che non ho voglia nemmeno di riportare la ricetta sul blog, ma poi so che non mi ricorderò in quale degli infiniti quaderni l'ho segnata e quindi scriverla sul blog è il modo più semplice per ritrovarla.

Questo significa semplicemente che le foto di questo banana bread non sono delle migliori, ma la ricetta, amiche mie, è da non perdere.

Si otterrà un dolce sofficissimo e molto gustoso, perfetto anche nel contrasto regalato dall'effetto crunch dato dalle arachidi a pezzetti presenti nel burro di arachidi.

Che aggiungere se non che dopo aver provato un banana bread al miele e ricotta e un banana bread al cacao anche questo merita un assaggio e, per giunta, si fa con una forchetta e una ciotola, cosa volere di più?

La targa nelle foto? Una piccola conquista del pargolo.

La ricetta viene dal sito della Chiquita, ma l'ho adattata alle banane che avevo in casa, mi raccomando rigorosamente mature quasi al limite, otterrete un prodotto più dolce e più profumato.





Banana bread vegano al burro di arachidi

Per uno stampo da plumcake di 28 X 12 cm

  • 3 banane mature, molto mature
  • 160 g farina 00 ( anche altri tipi vanno bene)
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 130 g zucchero di canna
  • 60 ml olio di semi
  • 100 g burro di arachidi ( per me con arachidi a pezzetti )
In una ciotola schiacciare le banane con i rebbi di una forchetta, unire il burro di arachidi , l'olio e lo zucchero, mescolare.
Aggiungere farina, lievito e bicarbonato e amalgamare bene.
Versare in uno stampo da plumcake foderato con carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 50' / 60'.

 Si può cuocere il dolce al microonde utilizzando uno stampo da plumcake al silicone adatto e cuocendo per 9' con la funzione COMBI ( forno+ grill).

 So che scorrendo questo blog si potrebbe pensare che io mi nutra esclusivamente di dolci, non è proprio così, spesso, anzi quasi sempre, i miei pasti non finiscono su questo blog, soprattutto da quando ho scoperto la vasocottura al microonde, che mi facilita la vita in cucina, ma non ho mai proposto qui.

 Ogni tanto preparo qualcosa, prevalentemente ricette vegetariane che piacciono a tutti.

Queste polpettine di carote dei falafel hanno solo la forma e l'utilizzo dei ceci sottoforma di farina, ma sono buonissime e dalle mie parti sono già state ripetute più volte.

La ricetta viene dal sito Vegolosi.





Falafel di carote speziati

  • 400 g carote
  • 100 g farina di ceci
  • 1 cipollotto
  • 1 mazzetto di prezzemolo ( omesso )
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaio di curry
  • aglio in polvere
  • un pizzico di bicarbonato di sodio
  • sale 
  • pepe
Tagliere a tocchetti cipolle e carote, versare nel robot e tritare con il prezzemolo, grossolanamente.
Versare in una ciotola e unire l'olio, sale, pepe, curry, aglio e bicarbonato.
Mescolare e unire la farina di ceci, far assorbire bene utilizzando una spatola.
Formare 16 polpettine grandi come una noce 
Disporre su teglia coperta con cartaforno.
Cuocere a 180°C in forno preriscaldato, per 15', poi spennellare con olio e infornare nuovamente per altri 15'.

Volendo accompagnare con una salsa fatta con yogurt naturale, senape , sale.

 Ancora una ricetta con l'aquafaba, si, dalle mie parti di consumano abbastanza frequentemente i ceci e io non perdo l'occasione per farne scorta.

Di solito la conservo in frigorifero, ma se serve anche in freezer.

Stavolta dei cookies davvero golosi, dono partita dalla ricetta di FrancescoSaccomandi su Instagram, ma l'ho modificata, a mio gusto e provando anche una versione al cacao.

Ho anche diminuito gli zuccheri e variato le farine, comunque qualunque sia la vostra ricetta, fateli e rifateli, non riuscirete a resistere alla bontà.





     Versione al cacao




Cookies all'aquafaba al caffè e cacao

Per circa 16/ 20 pezzi

  • 70 ml aquafaba ( acqua di governo dei ceci in scatola)
  • 100 g zucchero di canna ( 35 g + 65 g)
  • 100 g sciroppo d'acero
  • 60 g olio di cocco
  • 200 g farina di riso
  • 100 g maizena o fecola di patate
  • 30 g farina di mandorle
  • 13 g cacao amaro per la versione al cacao oppure 2 cucchiai di caffè solubile per la versione al caffè
  • ½ cucchiaino lievito per dolci
  • ½ cucchiaino bicarbonato di sodio
  • 80 g gocce di cioccolato
  • Vaniglia
Per la versione al caffè sciogliere in qualche cucchiaio di aquafaba il caffè solubile, riservare.
Montare il resto dell'aquafaba freddissima con i 35 g di zucchero, quando inizia a montare inserire il caffè e continuare a montare.
In una ciotola mescolare i 65 g di zucchero, lo sciroppo d'acero, l'olio e unire l'aquafaba, senza smontare.
Terminare con le polveri ( per la versione al cacao inserire anche il cacao setacciato alle farine), mescolare con una spatola, aggiungere gli aromi  e le gocce di cioccolato.
Creare delle palline aiutandovi con un cucchiaio, porre di una teglia foderata con cartaforno.
Disporre i vostri cookies distanziati, in cottura di allargano un pochino.
Preriscaldare il forno a 180°C cuocere per 15'/ 18'.
Far raffreddare prima di rimuovere.
Si conservano in una scatola di latta anche oltre una settimana.


 Avevo conservato dell'acquafaba in freezer e ho deciso di scongelarla per poterla utilizzare. Non avevo assolutamente idea di cosa farne, non avevo voglia di replicare ricette già provate che potete trovare qui, così mi sono ricordata di una torta che avevo visto sul profilo Instagram di Taste_and_Soul e ho voluto farla, modificandola a modo mio.

Il risultato è una torte sofficissima dal gusto decisamente pieno del cioccolato amplificato dalla presenza del caffè.

La prossima volta che userete dei ceci non buttate via l'acqua,  può sempre tornare utile in assenza di uova e se la voglia di dolce vi assale all'improvviso.






Torta vegana al caffè e al doppio cioccolato

Dose per uno stampo da 18/20 cm

  • 200 g farina integrale + 00
  • 125 g zucchero di canna
  • 20 g cacao amaro in polvere
  • 16 g lievito per dolci
  • sale un pizzico
  • 100 g cioccolato fondente al 55% tritato
  • 100g olio di cocco sciolto
  • 100 g acquafaba fredda di frigo
  • 200 ml latte di mandorle
  • 2 cucchiai colmi di caffè solubile
Scaldare il latte con il caffè solubile, portare quasi all'ebollizione e versare sul cioccolato tritato e far sciogliere, tenere da parte.
In planetaria mescolare con la foglia, l'olio di cocco, sciolto, con 70 g di zucchero di canna, aggiungere le polveri setacciate, unire anche il composto di cioccolato, latte e caffè e mescolare bene.
Montare l'acquafaba fredda di frigo con le fruste, quando inizia a gonfiare aggiungere i 55 g di zucchero rimasto, ottenere una consistenza a neve ferma.
Inserire nel composto al cioccolato poco alla volta cercando di non smontare.
Versare in uno stampo foderato con cartaforno e unto sui bordi con olio di semi .
Cuocere in forno preriscaldato, modalità ventilato, a 170°C per 40'/45'.
Fare la prova stecchino e prolungare la cottura se occorre.



 Uno dei tanti burger vegetariani che ultimamente, dalle mie parti, risolvono i pasti.

Un modo veloce per portare in tavola degli ottimi burger a base di borlotti, gustosi, saporiti e anche semplici da realizzare.

La ricetta viene dalla rivista We veg di aprile 2020.



Burger di borlotti, carote e mandorle

Dose per 4 burger grandi o 6 medio/piccoli

  • 300 g borlotti cotti
  • 150 g carote
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 50 g mandorle ( volendo di possono diminuire o omettere)
  • prezzemolo
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • ½ cucchiaino di paprika affumicata
  • pangrattato
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe
Tritare carote, sedano e cipolla.
In una padella rosolare 3 cucchiai di olio caldo con il trito preparato, per 7'/8'.
Unire i fagioli, sale, pepe e far insaporire per 4'/5'.
Lasciar raffreddare.
Frullare tutto con le mandorle, il prezzemolo, la curcuma e la paprika, se serve aggiungere del pangrattato per avere una consistenza sufficientemente lavorabile con le mani.
Ungere leggermente le mani con olio e firmare i burger.
Far riposare in frigorifero per almeno 40'.
Cuocere in padella con un filo d'olio.




 Non ho mai capito perché i cavoletti di Bruxelles siano  così poco apprezzati, almeno dalle mie parti. 

Credo di non averli mai assaggiati  da bambina,  nessuno me li ha mai proposti, ma penso che se anche fosse accaduto , non li avrei graditi.

Con il passare degli anni ho iniziato a dargli una possibilità,  ma la svolta c'è  stata questo inverno , li preparo spesso per portarmeli per pranzo,  appestando tutto l' ufficio in cui lavoro , ma sono davvero comodi e gustosi. 

Ho scoperto un ulteriore modo per prepararli e,  soprattutto,  ho capito che più  cuociono,  più  avranno un odore intenso , ben vengano i cavoletti,  ma con meno puzza. 

Questa ricetta permette  di ottenere un piatto unico,  vegano e speziato,  io l' ho trovata sul blog La ragazza delle spezie  1982. 




Curry di cavoletti di Bruxelles 

Per due porzioni medie o una abbondante 

  • 200 / 250 g cavoletti di Bruxelles 
  • 1 cipolla tagliata finemente 
  • 1 pomodoro  grande o 7/8 pomodorini
  • olio extravergine d'oliva 
  • 2 spicchi di aglio tritati
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • ½ cucchiaino di curcuma
  • ½ cucchiaino di peperoncino  ( omesso) 
  • ½ cucchiaino  semi di finocchio 
  • 1 cucchiaino coriandolo in polvere
  • 150 g piselli o 2 patate 
  • sale
In una larga padella far scaldare l' olio e soffriggere l' aglio,  i semi di cumino. Aggiungere la cipolla e far rosolare dolcemente. 
Unire il pomodoro  a cubetti,  la curcuma,  il sale, cuocere per un paio di minuti  o fino quando il pomodoro sarà morbido. 
Aggiungere il coriandolo in polvere  e il finocchietto. 
Soffriggere 2' / 3' e unire i cavoletti e poi i piselli ( o le patate ) , cuocere altri 3'. Unire un paio di cucchiai di acqua se si dovesse ritirare troppo. 
Cuocere per 5' e servire con coriandolo ( se lo trovate). 

 Ci siamo,  manca solo l' Epifania e abbiamo concluso il ciclo anche per quest' anno. 

Tutto un po'  più  sottovoce,  atmosfere raccolte e casalinghe che non mi sono dispiaciute per niente. 

Anche la Befana non ha avuto bisogno di grandi cose,  quest' anno la calza la riempio con biscottini fatti da me , ho iniziato da questi visti sul sito di Cucina Naturale,  a base di farina di castagne,  miele e cioccolato,  con un aroma di arancia per arricchire l' insieme. 

Non prevedendo uova  e burro,  l' impasto tende ad essere un po'  bricioloso,  ma con poco succo di arancia si ottiene la consistenza giusta per essere stesa e ritagliata con le formine. 

Regalatevi pure un pomeriggio a biscottare, magari con figli o nipoti e godetevi questi giorni. 






Biscotti alla farina di castagne, miele e cioccolato 

  • 100 g farina di castagne 
  • 200 g farina 00
  • 8 g lievito per dolci ( volendo diminuire a 4/5 g g
  • buccia grattugiata di ½ arancia bio
  • succo di ½  arancia
  • 100 g miele 
  • 62 g olio di semi ( olio extravergine di oliva nella ricetta originale g
  • 100 g gocce di cioccolato fondente 
Preriscaldare il forno a 170°C modalità ventilato. 
Setacciare farine e lievito,  versare miele,  buccia di arancia grattugiata e olio. 
Impastare,  se il composto dovesse risultare poco legato aggiungere un poco di succo d' arancia fino ad avere una consistenza come una frolla. 
Aggiungere in ultimo le gocce di cioccolato. 
Stendere allo spessore di 3/4 mm ,  se occorre aiutarsi con dei fogli di carta forno,  ritagliare nelle forme volute e cuocere a 170°C  per 10'/12'.

 Questo Natale  si merita un ritorno alle tradizioni, uno stringersi più  forte agli affetti vicini e un abbracciarsi virtualmente con quelli lontani,  cercando di ricreare quell' atmosfera e quel calore dato anche da sapori che fanno parte della nostra memoria. 

Così  ho preparato per il maritino i pepatelli, secondo la ricetta della sua mamma.

 Rispetto alla ricetta conosciuta dai più  questa non prevede l' uso del pepe ( che poi é l'ingrediente che dà  il nome a questi dolcetti) , ma essendo la ricetta che più  di ogni altra cosa per mio marito rappresenta il Natale,  l' ho realizzata senza cambiare nulla. 

É una  ricetta semplicissima,  con pochi ingredienti,  ma ricca di sapore.  Migliora con il passare del tempo,  questi biscotti  appena realizzati sono molto duri,  ma con il passare dei giorni il miele rende tutto più  morbido,  con buona pace del dentista. 







Pepatelli alla molisana di Bice

Dose per tanti pepatelli,  volendo dimezzare o raddoppiare 😉

  • 500 g farina setacciata 00
  • 600 g miele
  • 500 g mandorle con la pelle
  • Buccia di mezzo mandarino non trattato tagliata finemente al coltello
  • 8 g lievito per dolci 
  • un pizzico di sale
Preriscaldare il forno a 250°C.
Scaldare il miele fino a renderlo liquido. 
Tritare finemente la buccia di mandarino precedentemente lavata e asciugata e privata della parte bianca.  
Lavare le mandorle con la pelle,  tamponare e utilizzarle bagnate. 
Non è  necessario lavorare in planetaria,  si può fare tutto a mano. 
In una ciotola capiente versare la farina,  fare una fontana e nel centro inserire il miele scaldato,  la buccia di mandarino,  il lievito e il sale. 
Lavorare e,  se occorre, unire altra farina fino ad avere in composto non appiccicoso,  poi inserire le mandorle e farle distribuire bene. 
Con le mani leggermente bagnate formare dei filoncini  di circa 6 cm di larghezza e 2/3 cm  di spessore, su carta forno,  posta su una teglia.
Infornare  e abbassare subito la temperatura  a 180°C / 200°C, regolarsi con il proprio forno,  non devono scurire. 
Cuocere per 30'/35' , sfornare e tagliare da caldi creando delle fette di meno di un centimetro. 
Raffreddandosi  diventeranno molto  duri,  riacquisteranno morbidezza con il passare dei giorni,  conservati on scatole di latta. 
La tradizione vuole che diano ancora più  buoni consumati verso l' Epifania. 
Vi suggerisco di prepararli ora e di sgranocchiarli durante tutto questo  periodo .

 Il titolo descrive già  la ricetta. Anche io,  come tanti,  ho voluto provare la ricetta che impazza su Instagram,  una non ricetta in realtà,  considersto che si realizza con due ingredienti : cachi e cacao. 

Dato che in questo periodo è  meglio mantenersi leggeri,  ma la voglia di un dolcino in cui affondare il cucchiaino viene sempre,  mi sono decisa a provarla e a scriverla qui,  così non la dimenticherò. 

Visto che per me la nota dolce è  fondamentale,  ho aggiunto una bustina di stevia  e,  per dare una nota croccante, l'ho decorato con della granella di nocciole e dei lamponi per la nota di acidità. 

La prossima volta farò  aumentare le calorie provando a realizzare una specie di dolce alternato a savoiardi inzuppati con il caffè, secondo me sarà  buonissimo lo stesso,  non appena lo provo lo condividerò. 





Budino ai cachi e cacao 

Dose per due monoporzioni

  • un cachi maturo 150 g
  • 15 g cacao amaro in polvere 
  • 1 bustina di stevia 
  • Nocciole a granella,  frutta fresca per decorare 
Frullare il cachi privato della buccia con il cacao e la stevia. 
Versare in due ciotoline, porre in frigorifero per almeno tre ore. 
Potete usare qualunque materiale per creare il budino,  dopo il riposo in frigo si rapprende e riesce a sformarsi bene da qualunque contenitore. 

La ricetta è terminata,  adesso gustatevelo senza sensi di colpa. 

 Siamo passati dal pane ai tarallini,  il resto della famiglia ha decisamente mostrato la propria preferenza pasteggiando con tarallini e così ho pensato di variare un po'. 

Se avete delle cime di rapa ripassate in padella  in programma per il pranzo,  sarà bene far avanzare una porzione e utilizzarla per questo tarallini,  non ve ne pentirete.





Tarallini alle cime di rapa

  • 400 g farina 00
  • 100 g semola rimacinata di grano duro 
  • 100 g cime di rapa ( o cicorione  se non le trovate)  ripassate in padella con olio,  aglio e peperoncino 
  • 10 g sale
  • 150 ml vino bianco
  • 125 g olio extravergine di oliva 
  • aglio in polvere la punta di un cucchiaino 
  • peperoncino  macinato
Frullare le cime di rapa con 25 g di olio. 
In planetaria inserire farina, rape,  olio,  vino,  aglio,  peperoncino  e sale e impastare tutto. 
Far riposare coperto per 30'.
Su un piano infarinato con poca semola formare i tarallini spesso circa 7/8 mm. 
 Porre sul gas una pentola con acqua salata e portare quasi al bollore , tuffare i tarallini,  pochi alla volta,  aspettare che tornino a galla,  far bollire per un minuto,  poi sgocciolare e porre su un canovaccio ad asciugare. 
Dopo circa 40' accendere il forno a 200°C  e far cuocere i tarallini  per circa 30'.
Dovranno risultare croccanti,  nel caso lasciare in forno spento dopo la cottura,  a fessura. 

Se volete evitare la doppia cottura ( e  semplificarvi la vita ) potete cuocere direttamente in forno a 170°C  per 30', fino ad avere un risultato asciutto e croccante. 

 Trovo quasi ridicolo condividere questa granola,  ma visto che la faccio e rifaccio è giusto non tenere solo per me questa scoperta. 

La ricetta l' ho vista sul profilo Instagram  di Non_chiamatela_dieta, ero alla ricerca di qualcosa di croccante da inserire nello yogurt,  ma che non fosse troppo ricco di zucchero, questa ricetta mi ha risolto il problema,  semplicemente banana,  fiocchi d'avena,  cocco rapè e,  volendo,  granella di nocciole.  

Potrei anche fermarmi qui,  la ricetta è finita,  ma dato che so che qualche indicazione in più  può  servire,  la scriverò per esteso. 




Granola light vegana

  • una banana media molto matura 
  • 120/150 g fiocchi d' avena 
  • 2 cucchiai  cocco rapè 
  • 2 cucchiai  granella di nocciole
In una ciotola schiacciare con una forchetta la banana matura fino a ridurla in purea,  aggiungere il cocco e la granella di nocciole,  in ultimo i fiocchi d' avena. Regolatevi inserendone un po' meno,  molto dipende dalla grandezza della banana per ottenere la giusta compattezza. Non appena il composto mostra di poter essere steso con le mani,  versarlo in una teglia coperta da carta forno,  appiattire a mezzo centimetro e porre in forno caldo a 180°C, ventilato,  per 20' circa,  dopo 10' girare il composto per farlo asciugare bene,  se occorre prolungare la cottura fino ad ottenere la doratura e croccantezza voluta. 
Far raffreddare e conservare in una scatola di latta. 

 Esperimenti su esperimenti,  soprattutto nella speranza di trovare il connubio perfetto in questi dolci vegani. 

Mi sono fatta incuriosire dall' utilizzo della patata dolce che ho scoperto da relativamente poco tempo e così è  finita sia nell'impasto che nella farcia di questa torta. 

Devo ammettere che la base è  ottima e molto versatile, mentre la farcia mi ha convinto meno, ma c' è da aggiungere che i sapori migliorano con il riposo  e tendono ad amalgamarsi bene. 

La prossima volta utilizzerò  questa ganache   , oppure questa crema, ma se siete audaci provate questa a base di patate dolci. 

La ricetta viene dal profilo Instagram  Thisisnotcake











Torta al cioccolato vegana alle patate dolci

Dose per due basi da 20 cm

Base

  • 320 g manitoba
  • 200 g zucchero di canna 
  • 70 g cacao amaro in polvere 
  • 8 g lievito per dolci 
  • 360 g latte vegetale 
  • 1 cucchiaio di aceto di mele 
  • 250 g patata dolce cotta a vapore
  • 120 ml caffè 
  • 140 ml olio di semi 
Farcia
  • 300 g patate dolci cotte al vapore 
  • 150 g cioccolato fondente 70%
  • Un cucchiaio sciroppo di acero/agave
  • Composta di lamponi per farcire
In ciotola unire il latte e aceto e far iniziare a cagliare poi aggiungere gli altri liquidi e la patata ridotta in purea. 
In un' altra ciotola mescolare le polveri. Unire i due composti e mescolare bene. 
Versare in due tortiere ad anello,  foderate con carta forno , cuocere in forno caldo a 180°C  per 25'/30'.
Sfornare e far raffreddare,  se occorre ritagliare la sommità per ottenere due dischi piatti. 

Preparare la farcia mentre cuociono le basi. 
Cuocere la patata al vapore e ridurre a purea,  fondere il cioccolato al microonde  e  unire alla patata,  frullare con un mixer ad immersione  per ottenere un composto liscio,  aggiungere lo sciroppo d'acero e  frullare ancora. 
Utilizzare tiepido per farcire la torta. 

Montaggio del dolce
Su una delle basi pareggiata stendere uno strato di confettura di lamponi e un terzo del frosting ancora tiepido. Coprire con il secondo disco e utilizzare il frosting rimasto per coprire tutta la torta. 
Decorare la superficie  volendo con lamponi freschi e riccioli di cioccolato,  io non l' ho fatto. 

Mi sembra così strano notare come il mio modo di cucinare sia virato verso preparazioni più  leggere e tendenzialmente vegane. 
Non so se sia una moda,  resta il fatto che circolano davvero tante ricette e io sono una persona curiosa e senza pregiudizi,  quindi ben vengano nuovi piatti alternativi. 
La ricetta viene dal blog Taste and Soul




Torta di grano saraceno vegana e glutei free 
Per uno stampo da 20 cm

  • 150 g farina di grano saraceno 
  • 150 g farina di nocciole  ( o mandorle) 
  • 100 g olio di cocco
  • 120 g sciroppo d'acero o d' agave
  • 100 g latte vegetale ( per me di mandorle) 
  • 150 g acquafaba fredda di frigo 
  • buccia grattugiata di ½ limone biologico 
  • 1 cucchiaino bicarbonato di dodio
  • un pizzico di sale
  • Vaniglia
  • Aroma di mandorla amara ( mia aggiunta) 
  • Composta di frutti rossi per farcire
Mescolare farine,  sale, aromi e bicarbonato. 
In una ciotola sciogliere olio di cocco con sciroppo d'acero,  versare sulle farine insieme al latte vegetale,  mescolare con una spatola. 
Montare a neve ferma l' acqua faba,  questa operazione vi riuscirà solo conservando l' acqua faba  in frigorifero. 
Umore a cucchiaiate nel composto  precedente,  mescolando dal basso verso l'alto per non notare il composto.
Versare in uno stampo foderato con carta forno  e cuocere a 170°C  per 30',  far raffreddare  bene prima di sformare. 
Dividere  in due dischi ( la torta è  molto friabile,  io mi sono aiutata con una base per torta per separare le due parti tagliate),  farcire con la composta,  sovrapporre il secondo disco. 
Cospargere con zucchero a velo,  far riposare prima di consumare. 

La torta è  friabilissima, da mangiare servita in un piattino con una forchettina,  per la gioia di Csaba della Zorza 😉 .
Dura al massimo per tre giorni. 

 Oramai ho dei biscotti che non mancano sul tavolo della colazione, questi cookies e questi alle banane e arachidi,  li faccio sempre perché sono buoni a qualunque ora del giorno.

Casualmente ho intercettato questa ricetta,  data al volo in un gruppo Facebook  e l' ho segnata su un pezzetto di carta ( che dopo la realizzazione ho perso e mi sono dannata per ritrovarlo,  ma questa è  un' altra storia) .

La ricetta é semplicissima,  permette di utilizzare banane molto mature e di ottenere dei biscotti sofficissimi, dolci al punto giusto,  senza uova,  senza burro, quasi   dietetici, si realizza in cinque minuti utilizzando solo una forchetta e una ciotola, cosa volere di più? 

Personalmente ho trovato che consumarli dopo 24 ore ne migliori il gusto,  ma voi fate pure come meglio credete. 




Biscotti vegani alla banana e cioccolato 

Dose per 15 biscotti circa

  • una banana matura (circa 100 g )
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna 
  • 1 cucchiaio di olio di semi 
  • 140 g farina di avena o farina 00
  • ½ cucchiaino di bicarbonato 
  • 50 g cioccolato fondente in gocce o tritato per me al 70%
Schiacciare,  in una ciotola,  la banana con una forchetta,  fino a renderla una purea,  inserire lo zucchero e l' olio e mescolare. Aggiungere farina e bicarbonato  e continuare a mescola con la forchetta,  in ultimo il cioccolato. 

Preriscaldare il forno a 180°C,  modalità ventilato. 

Su una teglia,  con carta forno,  creare dei mucchietti aiutandovi con un cucchiaio. 

Cuocere per 15'/18'   .

 Dopo lo spalmabile vegano é arrivato il momento di provare una consistenza  più  solida,  da tagliare con un coltello. 

É necessario utilizzare un latte di soia privo di zuccheri,  se ne trovano in commercio anche a prezzi abbordabili. 

La ricetta non richiede attenzioni particolari, tranne che per far addensare nel modo giusto. 

Non aspettatevi un formaggio,  é un' altra cosa,  ma ugualmente gustosa.

Ho provato la ricetta del formaggio vegan data da Francesco Negli in un gruppo di ricette vegane su Facebook .




Formaggio vegano alla soia

Dose per due stampini per ricotta da 250 g

  • 70 ml olio di semi 
  • 250 ml latte di soia
  • 50 g farina di riso 
  • 25 g amido di mais 
  • 25 g fecola di patate 
  • Sale aromatizzato 
  • Lievito in fiocchi per me un cucchiaio,  ma si può aumentare anche a tre
  • Aromi a piacere ( curcuma anche per il colore o quello che preferite) 

    Frullare tutto,  addensare in pentola mescolando sempre, dovrà risultare compatto e quasi staccarsi dalle pareti. 
      Versare in fustelle e far raffreddare. 
          Conservare almeno due giorni in frigo prima di consumare.
          La durata del formaggio é di circa 6/7 giorni,  ho consumato l' ultimo pezzo tagliato a fette e ripassato in padella con un filo di olio,  una spruzzata di aceto balsamico e un po' di origano, buono anche così.

           Primo tentativo di formaggio cremoso vegano da una ricetta di Taste and Soul Blog,  forse avrei dovuto frullare ancora di più,  comunque il sapore mi piace, non vi aspettate il gusto del formaggio,  è un' altra cosa,  ma molto gustoso. 





          Formaggio cremoso vegano 

          • 100 g anacardi
          • 200 ml acqua
          • 10 g lievito alimentare in scaglie 
          • 40 ml vino bianco secco 
          • ½ spicchio di aglio o la punta di un cucchiaino di aglio in polvere 
          • Sale
          • Pepe

          Frullare tutto,  benissimo. 

          Porre sul fuoco e,  mescolando,  far sobbollire per 5' / 10', fino a quando non si accendeva. 

          Aggiustare di sale e pepe. 

          Far raffreddare prima di gustare. 

          Mi sorprendo a notare quanto,  sempre di più,  le mie preferenze  stiamo virando verso dolci più  leggeri,  alternativi,  senza uova  e vegani.
          Non so se è  una moda o semplicemente  una maggiore offerta di ricette,  resta il fatto che senza é anche buono e io ne sono felice,  se poi é anche con le mele,  non posso chiedere di piu.
          Questa torta di mele porta il numero 123 sul mio quadernino dedicato che é arrivato già a quota 180, prevedo ancora molte piacevoli colazioni con il mio dolce preferito.
          La ricetta viene da qui,  ma ho fatto delle modifiche,  soprattutto  nel dosaggio del lievito, sempre usato in quantità eccessiva per i miei gusti.





          Torta di mele vegana allo sciroppo d'acero  n°123
          Per una tortiera di 20/22 cm

          • 200 g farina integrale 
          • 200 ml latte di mandorle 
          • 5 g lievito per dolci 
          • 1 limone ( succo e buccia grattugiata )
          • 2 mele per l' impasto + 1 mela per la superficie 
          • 160 ml olio di semi 
          • 50 g mandorle  a lamelle
          • 10 g pinoli per la finitura
          • ½ cucchiaino di cannella
          • 50 g sciroppo d'acero 
          Sbucciare le due mele e tagliarle a cubetti di meno di un centimetro di spessore,  mettere in una ciotola,  aggiungere il succo di un limone piccolo e la buccia grattugiata, la cannella,  l' olio,  il latte,  le mandorle a lamelle e  lo sciroppo d'acero,  mescolare. 
          Setacciare la farina con il lievito e inserire poco alla volta nel composto. 
          Versare in una tortiera con cartaforno sul fondo,  lineare. 
          Sbucciare e affettare finemente la mela rimasta,  disporre sulla superficie del dolce,  cospargere con i pinoli e infornare  in forno preriscaldato a 175°/180° C,  modalità ventilato,  per 50', a metà  cottura  spennellare con sciroppo d'acero. 
          Fare la prova stecchino prima di sfornare. 
          Volendo lucidare con gelatina. 
          Durata massima 3 giorni. 
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