mercoledì 3 febbraio 2016

PATÈ DI TOPINAMBUR

Il topinambur esercita su di me uno strano fascino.
Lo acquisto sempre e riesco anche a farlo mangiare a tutta la famiglia.

Trovo che il suo gusto ( tra il carciofo e il cardo) sia semplicemente perfetto abbinato alla consistenza ( una specie di patata) e praticamente ideale per una come me che detesta gli ortaggi con troppi scarti ( come i carciofi).
La quantità acquistata è stata utilizzata per un risotto, una vellutata e questo patè che arriva direttamente dalle amicizie virtuali con cui  perdo  trascorro buona parte del mio tempo su fb.
Per la precisione la ricetta è di Roberta Cornali , veloce da realizzare e ottima :grazie per la dritta, Roberta!  ;)

Qui potrete trovare altri modi per utilizzarlo.


PATÈ AL TOPINAMBUR

per un barattolino da 150 ml

  • 200 g topinambur
  • 500 ml acqua
  • 500 ml aceto di vino bianco
  • sale
  • origano 
  • aglio rosso di Sulmona 3 spicchi
  • olio extravergine di oliva
Pulite con un pelapatate i topinambur, lavateli e affettateli sottilmente.
In una pentola versate l'acqua e l'aceto,  aggiungere i topinambur e poco sale.
Portare a bollore e proseguire la cottura fino a quando non risulteranno teneri, ma non disfatti.
( Non ho cronometrato il tempo , ma sicuramente i miei sono rimasti sul fuoco per più di 30 minuti).

Una volta pronti sgocciolateli bene, versarli nel bicchiere del mixer, unite una presa generosa di origano e gli spicchi di aglio sbucciati, iniziare a frullare unendo l'olio a filo.
Non ne occorrerà moltissimo.
Una volta raggiunta la consistenza cremosa, versare tutto in un barattolo sterilizzato, coprire con altro olio , chiudere e conservare in frigorifero.

Ottimo spalmato su delle tartine.





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sabato 30 gennaio 2016

Biscotti all'avena, farro e segale senza burro, senza uovo

 Il problema di chi sperimenta in cucina è l'acquisto degli ingredienti, nel senso che spesso per una dose minima, ma necessaria, restano in dispensa pacchi quasi interi.

È accaduto anche per un pacco di fiocchi di avena, acquistati per inserirne 50 g in un barattolo di preparato per biscotti ed è rimasto lì, a guardare fuori con aria di attesa fiduciosa ogni volta che apro lo scaffale.
Utilizzarlo nel latte non è contemplato, sono più tipo da biscotti da inzuppo, però il web anche questa volta è stato un'ottima risorsa.
La moda delle ricette "senza" stavolta mi è andata bene, ricettina veloce, perfetta per utilizzare una parte dei fiocchi d'avena e anche della farina di farro e segale ;)




BISCOTTI ALL'AVENA , FARRO E SEGALE
Ricetta presa da qui 

Dose per 20/25 pezzi
  • 250 g farina di farro e segale ( integrale nella ricetta originale)
  • 125 g fiocchi d'avena tritati
  • 125 g zucchero di canna
  • 50 ml caffè della moka freddo
  • 120 ml olio di semi
  • 30 ml acqua
  • 6 g lievito per dolci
  • sale

Mescolare tutti gli ingredienti secchi.
Unire l'olio e il caffè, allungato con l'acqua.
Lavorare con le mani , si otterrà un impasto molto granuloso che lega poco, ma non importa, cercate di compattarlo e lasciatelo riposare in frigorifero, avvolto nella pellicola, per un paio di ore .

Utilizzando un foglio di cartaforno stendere e appiattire il composto, dando uno spessore di 5/6 mm, utilizzando un tagliabiscotti dare la forma preferita.

Cuocere in forno caldo a 180°C per 10'-15'.
Eventualmente lasciarli in forno spento con lo sportello aperto.


* Appena cotti prevale l'odore dell'olio di semi, tende a svanire il giorno successivo .

Si conservano, in un barattolo di latta, per 7 giorni.



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domenica 24 gennaio 2016

Dolcetti di finta sfoglia con crema al bergamotto nell'impasto

La crema di bergamotto avanzata dalla produzione di questo liquore è stata prontamente utilizzata , secondo il vecchio adagio: " non si butta via niente"!

La ricetta originale la trovate nel blog di Erika , io l'ho adattata agli ingredienti presenti nella mia cucina , non ho provato, ma , secondo me, si potrebbe avere un buon risultato anche utilizzando della ricotta....idea ancora da sperimentare.
La base di questi dolcetti, pur essendo priva di zucchero è molto bilanciata nell'insieme, nel mio caso gli aromi della crema avanzata sicuramente regalano un sapore più ricco, mi sentirei di consigliare di aromatizzare il composto con della buccia di limone o con della vaniglia.



DOLCETTI DI FINTA SFOGLIA CON CREMA AL BERGAMOTTO NELL'IMPASTO
Dose per circa 20 pezzi piccoli
  • 120 g crema da liquore al bergamotto ( ricetta originale  formaggio cremoso)
  • 110 g burro morbido
  • 180 g farina 00
  • sale
  •  
  • marmellata a piacere per farcire ( per me lamponi e amarene)


Montare per 2'-3' il burro morbido e la crema di formaggio, in planetaria con gancio a k.
Unire un pizzico di sale e la farina.

Una volta ottenuto un composto compatto, rimuovere dalla ciotola, formare una palla, avvolgere nella pellicola e lasciare riposare in frigo per un paio di ore, minimo, per me tutta la notte.

Preriscaldare il forno a 180°C.
Stendere l'impasto allo spessore di 3-4 mm e ritagliare nelle forme che preferite, tonde o quadrate, idonee per essere farcite.

Ho utilizzato dei tagliabiscotti tondi di 8 cm di diametro e li ho farciti con un cucchiaino di marmellata di lamponi e amarene.

Sigillare bene i bordi, magari utilizzando un pochino di acqua o dell'albume.

Cuocere per 20'.








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martedì 19 gennaio 2016

Liquore al bergamotto per la settima na degli agrumi del Calendario del Cibo dell'AIFB

Il regalo che mi sono fatta questo Natale è stato di quelli da lasciare senza parole.
Commovente a ripensarci.

Per la prima volta ho trovato al mercato dei bergamotti, provenienti direttamente dalla Calabria.
Vederli e desiderarli è stato un tutt'uno.

Mai e poi mai avrei pensato che questo liquore sarebbe stato perfetto per il Calendario del Cibo , dell'AIFB, che vede questa settimana dedicata agli agrumi e così, nel mio piccolo dò un contributo, rimandando al post bellissimo ed esauriente di Aurelia Bartoletti che trovate sul sito dell'AIFB.

Dopo aver realizzato quello che avevo in mente ( cioè un dolce al bicchiere) ne sono avanzati tre.
Non potevo assolutamente sprecarli, ho cercato un poco in rete e  mi sono illusa di essere capitata su un sito affidabile, vedo una bellissima crema di bergamotto e decido di provarla.

Nel frattempo leggo anche qualche altra ricetta, ma poi decido di procedere.

Non amo bere alcolici, ma amo molto fare liquori, tanto prima o poi trovo qualcuno a cui farli provare.

Nel leggere la ricetta mi è venuto il dubbio che, forse, unendo il succo dei bergamotti al latte caldo avrei potutto innescare una reazione, non proprio voluta, ho voluto provare la ricetta così come era...sbagliando, ma riuscendo così ad ottenere un'altra cosa e , forse, anche migliore.



LIQUORE AL BERGAMOTTO
Dose per un litro e mezzo

  • 1 lt latte ( se fresco, è meglio)
  • succo di 3 bergamotti filtrato
  • buccia grattugiata di un bergamotto
  • 470 g zucchero
  • 325 ml alcool per liquori
  Mettere la buccia del bergamotto grattugiata in infusione nell'alcool.
Tenere da parte.

In una pentola versare il latte, il succo e lo zucchero, mescolare facendo andare su fuoco lento per 15'-20'.

Noterete che il latte formerà dei grumetti, non importa, ( questo è il punto farlocco della ricetta originale), lasciate raffreddare bene.

Versare l'alcool, filtrato dalle bucce , nel latte e conservare in frigo per una settimana, ma anche più.

Noterete che il liquido si dividerà, formando una parte bianca sul fondo e una parte giallina in alto.

Trascorsi i giorni di attesa procedete al filtraggio.

Utilizzate un chinois o un imbuto per marmellate, inserite un filtro per il caffè e versate il composto, la prima parte, quella più liquida, scendera più rapidamente, la parte più densa impiegherà più tempo.



NON ABBIATE FRETTA.

Versatene un poco alla volta e lasciate che il tempo e la gravità facciano il loro corso.

Al termine otterrete un bel liquore limpido, giallino e profumato di bergamotto.


Nei filtri vi resterà una crema densa, bianca e dall'inebriante sapore di bergamotto, leggermente alcolica, non buttatela via, conservatela in un barattolo in frigo ed utilizzatela come meglio credete...io ne ho fatto dei dolcetti che, spero, riuscirò a postare presto.







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martedì 12 gennaio 2016

A volte ritornano...sbrisolona alla crema al limone

Sono tornata.

Lo so che nessuno, o quasi, si è accorto della mia assenza.
Lungo periodo di riflessione e di lavoro e iperproduzione di dolci che mi ha fatto rendere conto di quanto il virtuale sia solo virtuale.
Legami più sottili di fili di ragnatela, per la serie : fino a quando ci sei  bene, se non ci sei è lo stesso.
Essendo per mia natura uno spirito portato al non sentirsi indispensabile, diciamo che non ne ho sofferto, ma semplicemente ho avuto delle conferme sui rapporti virtuali.
Comunque eccomi qui, decisa a scrivere e postare in tempo reale uno dei tanti dolci che continuo a sfornare.
Considerando che la famigliola è sempre la stessa e, dopo le feste, la voglia di dolci proprio non esiste, resta un mistero il motivo per il quale io continui a fare dolci, ma per scoprire le motivazioni profonde ed incoscie di questo scellerato agire, lascio il campo a Piero Angela, quando sarò diventata anche io una specie in estinzione.

Passiamo alla ricetta.
Come oramai faccio sovente, ho visto su un blog , che non conoscevo, questo dolce e mi è venuta voglia.
In questi mesi di assenza ho imparato un'altra cosa, a non avere pregiudizi e a guardare un pochino oltre il mio orticello.
È  bellissimo avere dei blog di riferimento, è come avere degli amici, ma esistono anche milioni di altri blog che possono essere altrettanto validi e credibili nel proporre una ricetta, perchè in fondo in fondo  quello che io cerco sono ricette da provare  che, possibilmente riescano.





Ecco quindi la ricetta realizzata, una SBRISOLONA ALLA CREMA AL LIMONEHo utilizzato uno stampo rettangolare, ma sicuramente uno tondo di circa 22/24  cm è meglio.

La ricetta consiste in tre step:
Preparazione del lemon curd
preparazione della crema pasticcera
preparazione della base e copertura

Tempo totale di realizzazione, esclusa la cottura, un'ora e trenta.

Crema al limone
  • 2 uova intere
  • 60 g burro
  • 100 g zucchero
  • 2 limoni bio ( succo e buccia )
  • 1 cucchiaino di maizena
Fondere il burro a bagnomaria , o a fuoco dolcissimo, unire il succo e la buccia dei limoni, lo zucchero e le uova, mescolare e aggiungere la maizena passata al setaccio.
Porre sul fuoco bassissimo e , mescolando sempre, far addensare.
Lasciare raffreddare.

Crema pasticcera
  • 2 tuorli
  • 80 g zucchero
  • 250 ml latte 
  • semi di mezza bacca di vaniglia
  • 25 g farina
Portare a bollore il latte con la mezza bacca di vaniglia svuotata dei semi.
Lavorare i tuorli con lo zucchero, i semi della vaniglia e la farina.
Inire in due volte il latte caldo, mescolando bene, porre sul fuoco e , continuando a mescolare, far addensare.

Raffreddare e unire al lemon curd.
Nel frattempo preparare la base.

Base 
  • 260  farina 00
  • 1 uovo intero ( medio)
  • 100 g zucchero di canna
  • 120 g burro
  • 1 cucchiaino scarso di lievito per dolci
Lavorare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto bricioloso.

Versarne una metà in uno stampo imburrato ed infarinato bene, oppure foderato con cartaforno.
Coprire con il composto di creme, ricoprire completamente con la metà dell'impasto tenuto da parte.

Preriscaldare il forno a 180°C e cuocere per 45 minuti.





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giovedì 16 luglio 2015

Insalata con caciocavallo di Agnone, frutta secca e miele di castagno dal Molise per L'Italia nel Piatto

Cari amici e affezionati lettori de L'Italia nel Piatto è estate.
Fa caldo, siamo felici di trascorrere le giornate all'aperto e la voglia di cucinare è davvero pochissima, ma non potevamo lasciarvi senza il consueto appuntamento con la cucina regionale e così abbiamo pensato di darvi degli spunti per utilizzare prodotti tipici di ogni regione in modo veloce e fresco.
Oggi , noi de L'Italia nel Piatto vi stuzzicheremo la curiosità e l'appetito raccontandovi di eccellenze da utilizzare semplicemente nelle nostre cucine.Quasi senza accendere il gas ;-)

Qui trovate le regioni partecipanti ( in formazione leggermente ridotta, ma il caldo colpisce ancora!)
Valle d'Aosta:

Piemonte: Pesche al cioccolato 2.0 http://alterkitchen.it/2015/07/16/pesche-al-cioccolato-2-0/

Trentino-Alto Adige:Insalata di cavolo cappuccio e mela al cumino
http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/07/insalata-di-ca…ppuccio-e-mela.html

Friuli-Venezia Giulia: non partecipa

Lombardia: non partecipa

Veneto: non partecipa

Emilia Romagna: Insalata di pesche con songino, noci e Parmigiano Reggiano  http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/07/insalata-di-pesche-con-songino-noci-e.html

Liguria: insalata di pasta e polpo http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/07/litalia-nel-piatto-piatti-freddi-e.html

Toscana: Prosciutto e fichi con gelato al tartufino del Mugello
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/07/prosciutto-e-fichi-con-gelato-al.html

Marche: non partecipa

Umbria: Fagiolini all'agllio e mentuccia http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/07/fagiolini-allaglio-e-mentuccia.html

Abruzzo:Insalata di patate e rucola http://ilmondodibetty.it/insalata-di-patate-e-rucola/

Molise: Insalata con caciocavallo di Agnone, frutta secca e miele di castagno
http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/07/insalata-con-caciocavallo-di-agnone.html

Lazio:  non partecipa

Campania: non partecipa

Basilicata:  non partecipa

Puglia:  non partecipa

Calabria: Antipasto freddo alla calabrese  http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/07/antipasto-freddo-alla-calabrese.html

Sicilia:  non partecipa

Sardegna: non partecipa


Il nostro blog - http://litalianelpiatto.blogspot.it/


Per quanto riguarda il Molise, ho voluto rendergli omaggio utilizzando uno dei suoi prodotti di punta: il caciocavallo.
Il caciocavallo è un formaggio prodotto con latte vaccino e prodotto tipico molisano.
 È un formaggio originario del comune montano di Agnone fin dai tempi della Magna Grecia. L’usanza di appenderlo a cavallo di una pertica, denota una tecnica produttiva comune nel Meridione italiano.
 Il latte crudo viene riscaldato alla temperatura di 36-38° e addizionato con caglio in pasta di agnello o di capretto. La cagliata, presamica, viene rotta in due fasi: la prima in modo grossolano, la seconda, dopo una breve sosta, alle dimensioni di un chicco di mais. Estratta una parte del siero, la si riscalda a 65° per poi riversarla nella caldaia, sopra la pasta depositata sul fondo. Ad acidificazione avvenuta, si estrae la pasta, la si taglia a fette sottili e si procede alla filatura con acqua a 85°. La formatura avviene a mano e la salatura è in salamoia, per un periodo variabile di 12-20 ore.
 Dopo una breve maturazione di 20 giorni, le forme devono stagionare, spesso in grotte naturali, per un minimo di tre mesi.
 La crosta è dura e sottile, di colore paglierino nelle forme di breve stagionatura, di colore marrone chiaro nelle più stagionate. La pasta è dura, compatta, untuosa, con piccole fessurazioni, di colore paglierino chiaro che varia d'intensità in base alla stagionatura.
Come produzione tipica molisana è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf).
Il caciocavallo di Agnone è inserito nell'arca del Gusto di Slow Food.
 ( Notizie prese  qui e qui )




INSALATA CON CACIOCAVALLO DI AGNONE, FRUTTA SECCA E MIELE DI CASTAGNO

Ingredienti per 2 persone
  • 80 g insalata tipo iceberg o lattuga
  • 100 g caciocavallo di Agnone semistagionato in una sola fetta
  • frutta secca : noci, semi di zucca, mandorle , nocciole, pistacchi
  • olio extravergine di oliva q.b. ( per me molisano)
  • sale
  •  un cucchiaio abbondante di miele di castagno
Lavare e asciugare l'insalata, ridurla a striscioline e adagiarla sul fondo di un piatto.
Tagliare la fetta di caciocavallo a cubetti non troppo piccoli, circa 1,5 cm.
Disporli sull'insalata.
Cospargere a piacere con la frutta secca, aggiustare di sale e olio e , in ultimo versare un filo di miele di castagno e...BUON APPETITO.


Come per tutte le ricette semplici anche  qui la differenza la fa la qualità dei prodotti utilizzati.


Buona estate a tutti da noi de L'Italia nel Piatto, 
ci si rilegge a settembre.


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giovedì 2 luglio 2015

Torta al formaggio molisana per L'Italia nel Piatto

Un nuovo appuntamento con la rubrica de L'Italia nel Piatto, ci porta oggi a parlare di piatti salati, rustici, flan, frittate e simili, buone da mangiare, facili da fare e , magari, comode anche da trasportare nella cesta del picnic.

Qui trovate tutte le regioni partecipanti:

Valle d'Aosta:

Piemonte: La tartràhttp://j.mp/tartra

Trentino-Alto Adige: El Flam
http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/06/el-flam.html

Friuli-Venezia Giulia: Sassaka con pane di segale 
http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/sassaka-con-pane-di-segale-per-litalia-nel-piatto 

Lombardia: Torta di melanzane e strachì tund http://www.kucinadikiara.it/2015/07/torta-di-melanzane-e-strachi-tund.html

Veneto:

Emilia Romagna: Le crescentine http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/07/le-crescentine-per-litalia-nel-piatto.html

Liguria: Torta de Carlevà http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/07/litalia-nel-piatto-i-rustici-salati.html

Toscana: Porrea, torta di porri dei monaci di S. Lorenzo in Firenze
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/07/porrea-torta-di-porri-dei-monaci-di-s.html

Marche:

Umbria: Crostata del pastore http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/07/crostata-del-pastore.html

Abruzzo:Torta Rustica Abruzzese http://ilmondodibetty.it/torta-rustica-abruzzese/

Molise: Torta al formaggio molisana
http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/07/torta-al-formaggio-molisana-per-litalia.html

Lazio: Pizza coi frizzoli 
http://beufalamode.blogspot.com/2015/07/pizza-coi-frizzoli-con-sorpresa-per.html

Campania:

Basilicata: Pizza rustica
http://blog.alice.tv/profumodicannella/2015/07/29/pizza-rustica-comoda-pratica-e-golosa/

Puglia: Pitta di patate salentina http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/07/cucina-pugliese-pitta-di-patate.html

Calabria:Fraguni 'e ricotta
http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/07/fraguni-e-ricotta.html

Sicilia: non partecipa

Sardegna:


Il nostro blog - http://litalianelpiatto.blogspot.it/

E qui da me, come sempre, trovate una ricetta del Molise.

Mi è piaciuta moltissimo questa ricetta tradizionale, a cominciare dalla base utilizzata per il guscio, una specie di brisèe che utilizza lo strutto al posto del burro.

Ero piuttosto titubante sul gusto, ma devo ammettere che lo strutto negli impasti regala un sapore e una friabilità unica.



TORTA AL FORMAGGIO MOLISANA
Dose per 4 monoporzioni ( cm 12)

Per la pasta
  • 250 g farina 00
  • 60/70 g strutto
  • 2 tuorli d'uovo  + un albume se dovesse servire
  • sale
 Per il ripieno
  • 250 g provolone dolce grattugiato
  • 1 cipolla grande o 5 cipollotti freschi
  • 2 uova
  • 6 cucchiai di latte
  • pepe nero
  • noce moscata
  • sale
Disporre la farina a fontana, sciogliere lo strutto su fuoco dolce e versare nella fossetta, unire i tuorli e un pizzico di sale, se occorre unire parte dell'albume.

Lasciar riposare coperto per 30 minuti circa.

Pulire la cipolla, affettarla e versarla in un tegame con un bicchiere di acqua, lasciar cuocere dolcemente, cercando di non far asciugare l'acqua prima che risulti morbida ( se occorre aggiungere altra acqua).Salare e pepare.


Foderare con la pasta quattro ciotole monoporzione, unte di strutto e infarinate.
Passare in forno caldo a 180°C per 10'.

Nel frattempo mescolare le uova con le cipolle, il latte, il sale, il pepe e la noce moscata.

Sfornare i gusci , fare uno strato con i 2/3 del formaggio , coprire con il composto di uova e cospargere con il restante formaggio.


Cuocere per 30' a 180°C in forno caldo.

Servire subito.





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venerdì 26 giugno 2015

Deliziose napoletane

Queste erano le paste che mangiavo da bambina.
So che sono di origine napoletana, ma, nel Molise, la pasticceria ha una forte influenza campana e ( per fortuna) anche i dolci presenti sono quelli che si possono trovare a Napoli: sfogliatelle lisce e ricce, pastiere, rafaioli e le deliziose.

Non ho mai pensato di realizzarle in casa e, in questo periodo frenetico , riuscire a provarle è stata quasi un'impresa.
Avendole realizzate nei ritagli di tempo e realizzandone metà dose, ho adattato la ricetta che circola in rete ( per me questa qui ), modificandola un pò, ma devo ancora perfezionarla e, soprattutto,  trovare la dose giusta per la crema come piace a me.



Deliziose napoletane

Dose per 7 paste accoppiate  di 8/9 cm di diametro
Pasta frolla:
  • 250 gr.di farina 00
  • 100 gr.di strutto
  • 50 gr.di zucchero
  • 1 uovo
  • 1/2 guscio d'uovo di acqua
  • 1 pizzico di sale
  • buccia di limone grattugiata
Lavorare la frolla come d'abitudine e farla riposare in frigo almeno 2 ore.

Crema al burro:
  • 250 gr.di crema pasticcera*
  • 80 gr.di zucchero
  • 125 gr.di burro morbido
  • 1 cucchiai di pasta di nocciola ( realizzata frullando fino a renderle cremose, delle nocciole caramellate)

*Preparare la crema pasticcera: lavorate 2 tuorli con 50 g di zucchero e 15 g di farina 00, nel frattempo portate a bollore 250 ml di latte, una volta che bolle stemperare il composto di uova con un pò di latte e versare tutto nel latte.
Mescolare e far addensare.
Nel frattempo lavorare il burro a crema con lo zucchero previsto e montare fino a quando diventa  soffice, unire la crema e la pasta di nocciola e amalgamare bene, mettere in frigo a rassodare. (Ho notato che con questa quantità di burro la crema, nonostante il riposo di quasi 15 ore in frigo, era comunque morbida, esistono altre versioni che prevedono la dose di burro pari a quella della crema, ma personalmente trovo che sia troppo anche ai fini del gusto. La prossima volta piuttosto provo ad unire un pò di meringa all'italiana e forse otterrò una consistenza ideale!)
Stendere la pasta frolla e tagliare i dischi (spessore 5mm, con un coppa pasta di 8/9 cm di diametro)

Cuocere in forno caldo a 180°C per 12 minuti circa, stare molto attenti non devono scurire.
Far raffreddare e farcire con uno strato di crema, sovrapporre l'altro disco e cospargere i bordi con granella di nocciole.
Piccola nota sul gusto di questa frolla: non provate a sostituire lo strutto con il burro, NON è la stessa cosa!
Lo strutto regala un gusto e una friabilità che è la peculiarità di questi dolci.
Se avete voglia di una frolla burrosa fatela pure, ma non chiamatela deliziosa.

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martedì 16 giugno 2015

Scapece molisana, i Misteri di Campobasso per L'Italia nel Piatto

Cari amici, appassionati della nostra rubrica L'Italia nel Piatto, oggi ci piacerebbe portarvi con noi a  respirare l'aria di mare, a godere del sole, delle feste, a immergervi nei sapori delle sagre .

In particolare oggi vi racconteremo, a modo nostro, di ricette con  il pesce e di sagre o fiere a base di pesce.

Qui trovate tutte le regioni partecipanti:

Trentino-Alto Adige:

Friuli-Venezia Giulia: Tris di Regina di San Daniele
http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/tris-di-regina-di-san-daniele-per-litalia-nel-piatto 

Lombardia: Trota saporita alla gardesana http://www.kucinadikiara.it/2015/06/trota-saporita-alla-gardesana-per.html

Veneto: Spaghetti con acciughe e barba di frate
http://ely-tenerezze.blogspot.com/2015/06/spaghetti-con-acciughe-e-barba-di-frate.html

Valle d'Aosta: Il pesce di montagna http://www.atuttopepe.ifood.it/2015/06/valle-daosta-n…ce-in-montagna.html

Piemonte: Trota in carpione http://j.mp/trota-in-carpione

Liguria: La sagra dello stoccafisso e il cappuccino di stocco http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/06/litalia-nel-piatto-la-sagra-dello.html

Emilia Romagna: La sagra del pesce a Gorino di Goro http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/06/sagra-del-pesce-gorino-di-goro-per.html

Lazio:

Toscana: Spaghetti con le vongole (alla livornese)
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/06/spaghetti-con-le-vongole-alla-livornese.html

Marche:

Abruzzo:Spaghetti alla chitarra con vongole veraci e ceci http://ilmondodibetty.it/spaghetti-alla…-veraci-e-ceci

Molise: La scapece molisana - http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/06/scapece-molisana-i-misteri-di.html

Umbria: Trota al tartufo-  http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/06/trota-al-tartufo.html

Basilicata: NON PARTECIPA

Campania:

Puglia: Polpo con le patate al fornohttp://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/06/cucina-pugliese-polpo-con-le-patate-al.html

Calabria:Quadaru 'i pisci - http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/06/quadaru-i-pisci.html

Sicilia: Turbante di pesce bandierahttp://www.burroevaniglia.it/2015/06/turbante-di-pesce-bandiera.html

Sardegna:

Il nostro blog - http://litalianelpiatto.blogspot.it/

Per il Molise oggi vorrei raccontarvi di una preparazione immancabile e irrinunciabile per gli amanti del genere, in ogni fiera, festa o sagra che si rispetti: la SCAPECE molisana.

Fino a poco tempo fa ( io me lo ricordo e non sono così " vecchia") questa specialità veniva conservata in grandi tini di legno.
Questa preparazione a base di pesce , aceto e zafferano deriva il proprio nome dalla tecnica di preparazione utilizzata, l'escabeche, giunta nel contado di Molise grazie alla dominazione spagnola.

La "scapece" classica molisana è quella di razza, ma spesso vengono utilizzati anche pesci di diversa qualità o di minor pregio, come polpi, calamari, merluzzetti o palombo.







Questa volta sono riuscita a trovare la "scapece" durante la festività del Corpus Domini a Campobasso. svoltasi il 6 giugno scorso.


Se volete cimentarvi a preparavela in casa vi lascio la ricetta:

SCAPECE MOLISANA
  • 2 kg di razza
  • farina di semola q.b.
  • olio per friggere
  • 2 bustine di zafferano
  • 1/2 litro di aceto di vino bianco
  • sale q.b.
Spellate la razza, lavatela e tagliatela a pezzi.
Infarinatela e friggetela in abbondante olio bollente.
Sgocciolate e fate asciugare dall'unto eccessivo.

Sistemate i pezzi, affiancandoli , in una terrina e preparate la miscela di aceto e aromi.
In un tegame portare a abollore l'aceto con un pizzico di sale e lo zafferano, una volta pronto , spegnere e versarlo sul pesce.

Conservare in frigorifero per alcuni giorni prima di gustarla.


Una festa , quella dei Misteri di Campobasso che merita di essere vista almeno una volta.
I 13 "Ingegni" o Misteri, creati dal Di Zinno nel 1740, rappresentano delle "scene sacre" viventi, statiche eppure vivissime.
I figuranti, bambini e adulti, letteralmente "appesi" sui Misteri, riescono a ricreare la magia degli angeli in volo.
Il lavoro maggiore è svolto dai portatori che permettono ai Misteri di percorrere un lungo tragitto di quasi tre ore all'interno del centro cittadino, concludendosi poi con la benedizione dal balcone del Municipio, a tutti i Misteri , da parte del Vescovo.

Prendete nota di questo evento, ogni anno, nel giorno del Corpus Domini, Campobasso festeggia con i Misteri e con la " scapece", naturalmente.


Mistero di Sant'Isidoro
Mistero di San Crispino


Mistero di Sant'Antonio Abate
Questo Mistero è uno dei più popolari, insieme a quello di San Michele , per la presenza dei diavoli e, in questo caso, della Donzella che dovrà evitare di ridere o sorridere a tutti gli sberleffi che il diavolo le farà.
Non so come , ma riesce sempre a rimanere serissima!
 
Mistero di San Michele
La tradizione vuole che ad ogni sosta prevista,il diavolo prenda in braccio i bambini per colorare loro il viso di nero.
Una specie di "battesimo" del vero campobassano.


Mistero del Ss Cuore di Gesù

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