Questo sta succedendo al blog di Crysania farina-del-mio-sacco
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Il commento a questo muffin della figliola é  stato : Non me li fare più,  altrimenti li mangio tutti.  Troppo buoni. 
Considerato che sono velocissimi da fare, almeno quanto lo sono nello sparire, prepararli di nuovo nel giro di ventiquattr'ore é una tentazione a cui si cede facilmente.
La ricetta viene da questo profilo Instagram .





Muffin al cioccolato 
Dose per 8 pezzi

  • 2 uova a temperatura ambiente 
  • 60 g farina 00
  • 60 g maizena 
  • 70 g latte  vegetale 
  • 50 g zucchero 
  • 50 g zucchero muscovado ( per me zucchero candito) 
  • 8 g lievito per dolci 
  • 50 ml olio di cocco 
  • 30 g cacao amaro in polvere 
  • 60 g caffè espresso 
  • Cioccolato fondente in gocce
Preriscaldare il forno a 180°C. 
Montare le uova con lo zucchero, inserire il latte, le farine e il lievito,  cacao e un pizzico di sale. 
In ultimo inserire olio e caffè. 
Aggiungere un pugno di  gocce di cioccolato. 
Versare negli stampi da muffin e  decorare con il resto delle gocce di cioccolato. 
Cottura per 20'/25' , fare sempre la prova stecchino. 
Consumare tiepidi,  ma anche freddi sono buonissimi. 
Ogni muffin apporta circa 225 kcal. 
Un dolce che profuma ancora di Natale,  da gustare con una tazza fumante e un buon libro.
Particolare per la presenza dei datteri frullati  nell'impasto che regala una bella sofficità, la farina utilizzata é quella di segale e c'é anche la mia amata panna acida ( sempre al limite della scadenza).
Ho dosato le spezie secondo i miei gusti,  un'ottima torta da colazione che si mantiene soffice a lungo.
La ricetta originale viene dal blog Fragole a merenda. 




Torta speziata ai datteri 
Dose per uno stampo da 20 cm

  • 150 g datteri denocciolati 
  • 150 ml thè nero bollente 
  • 200 g farina di segale
  • 1 cucchiaino cacao amaro
  • 1 cucchiaino bicarbonato di sodio 
  • 1 cucchiaino cannella 
  • ¼ di cucchiaino di chiodi di garofano in polvere 
  • ½ cucchiaino cardamomo in polvere 
  • 1 cucchiaino  miscela 4 spezie  ( per me pisto) 
  • sale
  • 150 g zucchero di canna muscovado + 2 cucchiai per la finitura 
  • 80 g burro 
  • 2 uova
  • 100 g panna acida 
Mettere i datteri a pezzi nel the  bollente. 
Lasciare almeno 30' ( massimo una notte)  poi frullare finemente  con un mixer.
In una ciotola  setacciare la farina  , le spezie, il cacao,  il bicarbonato, il sale e mescolare. 
In planetaria montare le uova con lo zucchero e far triplicare. 
Fondere il burro e lasciare intiepidire. 
Unire al composto di uova, aggiungere la panna acida e il composto di datteri .
Lavorare per amalgamare tutto. 
Inserire le farine e mescolare con una spatola, poi proseguire con la frusta per altro 10".
Versare in uno stampo imburrato e infarinato con cartaforno sul fondo. 
Spolverizzare con zucchero di canna. 
Cottura a 180°C  per 50', dopo 40' tastare,  dovrà risultare morbido al tatto, leggermente gommosa. 
Far raffreddare 10' nello stampo,  poi sformare. 
Mi piacciono le frattaglie e le ricette che ne prevedono l' utilizzo,  mangio con gusto coratella,  fegatini di pollo, di maiale,  di vitello, torcinelli ( specialità molisana) ,  cotiche, lingua . Mancava all'appello la coda.
Mi reco, tutta baldanzosa nel supermercato  dove sono certa di trovarla e,  con altrettanta  sicurezza prelevo il vassoio dal banco frigo e lo metto nel carrello,  fidandomi  dei miei occhi.
Per poi tornare a casa, anche con un bel mazzo di sedano, e rendermi conto che non avevo comprato la coda,  ma due colli di tacchino.
Poco male,  li ho utilizzato per un ottimo brodo e sono andata dal macellaio a recuperare una coda che,  per fortuna,  ho trovato:  felicità .

La ricetta della tradizione romana prende il nome dai vaccinari,  gli uomini addetti alla macellazione, che risiedevano nel quartiere "Regola".
Piatto principe del quinto quarto,  prevede due versioni,  entrambe originali : con o senza aggiunta di cacao,  pinoli,uvetta e spezie, può essere preparata nel modo tradizionale o con la pentola a pressione,  io ho usato quest' ultima.

Se vi dovesse venire la voglia e non siete a Roma,  procuratevi una coda,  fatevela tagliare  in rocchi , pezzi,  dal vostro macellaio  e procedete con la preparazione.
Io ho seguito questa ricetta .




Coda alla vaccinara
Per 3/4 persone 

  • 1,5 kg coda di vitello , tagliata a pezzi 
  • 1 litro di passata di pomodori
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 8 coste di sedano
  • 1 spicchio di aglio 
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • ½ lt di brodo di carne
  • Olio extravergine d'oliva 
  • Sale
Lavare la coda  sotto l' acqua corrente  e lessarla per pochi minuti,  scolarla è tamponarla  per asciugarla. 
Fare un trito di carota,  cipolla e aglio e far soffriggere  con olio nella pentola a pressione,  senza il coperchio. 
Unire la coda e farla rosolare bene, quando  risulterà sigillata da tutti i lati,  sfumare con il vino bianco e farlo evaporare. 
Aggiungere la passata di pomodoro e il brodo,  chiudere la pentola a pressione  e proseguire la cottura per due ore circa,  su fuoco al  minimo, una volta raggiunta la pressione. 
Nel frattempo tagliare il sedano in pezzi di circa un cm e lessare per pochi minuti,  scolare e riservare. 
Dopo le due ore porre la pentola a pressione  sotto un getto di acqua fredda,  per far diminuire la pressione, controllare la cottura,  la carne dovrà quasi staccarsi dall'osso e il fondo dovrà  essere abbastanza addensato, nel caso prolungare la cottura,  al termine  inserire il sedano e proseguire la cottura per 10'.
Servire calda e godersela. 


Mi sono ripromessa di provare tutte le torte di mele del libro che mi ha inviato la cara Helga ( fate un salto sul suo blog), mi sembra un buon proposito  per questo 2020 .
Il libro viene dalla Francia  e si intitola La tarte aux pomme revisitez! 20 variations autour d'une ricette culte di Eva Gare.
Sono partita dalla prima ricetta, quella classica che prevede una base di pasta sablée  e  tante mele.
C'era già la possibilità di una prima variante  per ottenere la Tarte aux pommes à l'alsacienne, che prevede l'aggiunta di una migaine o appareil,  a base di uova , panna e zucchero, da versare sulle mele,  sarà  la prossima da realizzare.
   Cara Helga,  sarai spessissimo a         farmi  compagnia  nelle mie colazioni   solitarie con il mio dolce preferito. 






Tarte aux pommes n°173
Per uno stampo da 22 cm

Paté sablée 

  • 250 g farina 00
  • 125 g burro morbido 
  • 80 g zucchero semolato 
  • 1 tuorlo d'uovo 
Versare in una ciotola la farina,  creare una fossettial centro e esporvi il burro a pezzetti. 
Aggiungere lo zucchero e mescolare con la punta delle dita fino ad ottenere un composto  sabbioso. 
Incorporare il tuorlo  e poca acqua per legare. 
Lavorare la pasta fino ad avere un composto  omogeneo. 
Appiattire,  avvolgere nella pellicola e conservare in frigo per 30'.

Stendere la pasta allo spessore di 4 mm,  foderare una teglia imburrata, con cartaforno sul fondo. 

Per la farcia
  • 6 mele
  • 50 g zucchero semolato 
  • 30 g burro 
  • Cannella in polvere (facoltativa) 
  • Gelatina di albicocche per spennellare  ( mia aggiunta )
Sbucciare le mele,  tagliarle in fette sottili e  disporle sulla pasta, sul fondo dello stampo. 
Spolverizzare con lo zucchero  e deporre piccoli pezzi di burro su tutta la superficie,  volendo aggiungere anche della cannella. 
Far cuocere a 180°C per 35' circa,  la pasta dovrà  risultare dorata. 
Far raffreddare  e spennellare  con gelatina di albicocche  tutta la superficie. 
Durata due,  tre giorni al massimo, poi tende ad assorbire umidità e a diventare un po' morbido il guscio,  volendo di potrebbe creare tra  la base e le mele uno strato di biscotti  secchi sbriciolati  ( tipo amaretti  o savoiardi).


Versione salata di questa ricetta, per me modificata da quella originale di Paoletta Anice e Cannella.
Ottima in questo formato, ma praticamente perfetta per essere trasformata in qualsivoglia forma : cornetti, panini, danubio, torta delle rose, panbrioche.
Questa è la ricetta, voi scegliete la forma.




Cornetti salati alla farina di semola  4 e 4/8 

Lievitino 

  • 150 g farina w 280- 330
  • 75 g acqua
  • 15 g lievito di birra
Sciogliere il lievito con l'acqua, unire la farina setacciata, creare un impasto, coprire con pellicola e far lievitare per un'ora e un quarto, circa.

Impasto
  • 330 g farina w 280/330
  • 70 g  semola rimacinata di grano duro
  • 1 uovo
  •  2 tuorli
  • 150 ml latte ( + 15 g se occorre)
  • 60 g burro
  • 15 g olio extravergine d'oliva
  • 11 g sale
  • 40 g zucchero
 Per spennellare : albume, sale, 2 cucchiai di latte.

Versare nella ciotola della planetaria il latte, l'uovo, i tuorli, lo zucchero, mescolare con la foglia, versare tutta la farina poi l'olio.
Se occorre unire i 15 g di latte , se l' impasto dovesse risultare troppo consistente montare il gancio.
Spezzettare il lievitino e unire all'impasto.
Far legare, unire il sale, rimontare la foglia e lavorare bene, inserire il burro spatolato, un fiocco alla volta.
Capovolgere l'impasto dopo ogni inserimento.
Arrotondare.
Far riposare, coperto, per 40'.
Trascorso questo tempo, dare una serie di pieghe del tipo 2.


Riposo , coperto, per 20'.
Dare la forma preferita, per i panini circa 60 g.
Far lievitare per 30'/ 45'.
Spennellare con albume e latte.
Cottura per la forma a cornetti e panini a 150°C per 25'/30'.
Se  volete fare un unico panbrioche per un kg di impasto cuocere a 160°C per 40' / 45'.





Acquisto abitualmente  panna acida per alcune ricette,  la lunga scadenza mi permette di non sentirmi pressata,  ma stavolta sono arrivata al limite e ho dovuto trovare il modo di utilizzarla.
Provvidenziale é stata la ricetta condivisa da Glogg the blog,  viene dal libro T'ha Finnish Cookbook di Beatrice Ojakanga  .
La ciambella che si ottiene ha un gusto aromatico,  non ho omesso nessuna spezia e posso assicurare che il pepe non crea nessun fastidio.
La presenza della panna acida permette di evitare l'aggiunta di altri grassi.
Ho leggermente diminuito la quantità di zucchero e la panna acida ( quella che trovo qui é da confezioni  da 200 g)   per il resto é tutto come da ricetta originale.



Ciambella finlandese alla panna acida 
Stampo a ciambella da 26 cm

  • 2 uova
  • 400 g panna acida ( 470 g nella ricetta originale) 
  • 350 g zucchero  ( 380 g nella ricetta originale )
  • ½ cucchiaino essenza di vaniglia 
  • ½ cucchiaino estratto di mandorle 
  • 360 g farina 00
  • 1 cucchiaino lievito per dolci 
  • ½ cucchiaino di sale 
  • ½ cucchiaino di pepe nero macinato al momento 
  • ¾ cucchiaino di cannella
  • ½  cucchiaino cardamomo in polvere 
In planetaria amalgamare  uova,  panna,  zucchero , vaniglia e aroma di mandorle,  fino ad ottenere un composto omogeneo. 
In una ciotola setacciare la farina,  il lievito,  sale,  pepe,  cannella e cardamomo. 
Unire poco alla volta al composto di uova. 
Imburrare uno stampo a ciambella,  cospargere di zucchero e versare il composto. 
Cuocere in forno preriscaldato a 175°C  per 60' circa,  fare sempre la prova stecchino,  nel caso prolungare  la cottura .




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