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venerdì 18 aprile 2014

Mousse al cioccolato e marshmallow fluff e mousse alla banana gluten free per un dessert perfetto per Pasqua

Ancora a curiosare da Stefania e ancora il marshmallow fluff da utilizzare, prima che finisca mangiato a cucchiaiate e siamo già a metà.
Generalmente cerco di evitare cibi spudoratamente inutili, ma quando io e la figliola , dopo la mezza giornata a Roma , siamo finite da Castroni, sono rimasta a contemplare quel barattolo e a rigirarmelo tra le mani per 10 minuti buoni, ripetendo tra me e me: lo compro, no! Non lo compro…ma si lo compro.
Decisivo  l’intervento della figliola:Daaaaiiii, mamma e su e compralo e lo voglio assaggiare e chissà come è buono e…ok, comprato!
Ho poi cercato qualche ricetta per il suo utilizzo, ma non mi ero mai decisa seriamente fino a quando non ho trovato una torta ( che vedrete prossimamente) e la mousse che propongo oggi.
Utilizzo di due ricette per un solo dessert, che mi sembrava perfetto per la tavola di Pasqua, ma non solo.


Mousse al cioccolato e mousse alla banana in ovetto di cioccolato
ricette di Stefania

• Ovetti di cioccolato a metà, cavi
• Mousse al cioccolato
• Mousse alla banana


Mousse alla banana gluten free
Da preparare in anticipo rispetto a quella al cioccolato, perché necessita di un riposo in frigo di un paio di ore.

Dose per 4 porzioni

• 2 banane mature
• 2 cucchiai di zucchero a velo
• 2 cucchiai di cocco grattugiato
• 200 ml panna fresca
• Succo di mezzo limone
• 2 cucchiai di rum
• 2 fogli di colla di pesce (4/5 g circa)

Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda per 10 minuti.
Tagliare le banane a fette e frullarle insieme al succo di limone e allo zucchero a velo.
Strizzare la gelatina messa in ammollo, versarla in un pentolino con il rum e, a bagnomaria, far sciogliere bene .
Unire alla banana frullata passando attraverso un setaccino e mescolare bene.
Lasciare da parte.
Montare la panna e unirla al composto lasciato da parte.
Versare in una sac à poche, munita di punta a stella,  e conservare in frigorifero per un paio di ore.

Mousse al cioccolato e marshmallow
( Se i marshmalloz sono gluten free anche questa ricetta è adatta agli amici celiaci)
Dose per 4 porzioni

• 100 g cioccolato fondente
• 50 g burro
• 50 g marshmallow oppure marshmallow fluff
• 50 ml acqua o liquore a piacere
• 200 ml panna montata

In un pentolino, a fuoco bassissimo o, ancora meglio, a bagnomaria, sciogliere il cioccolato spezzettato, il burro, il liquore e il marshmallow.


Allontanare dal fuoco e far raffreddare.
Montare la panna e unirla delicatamente al composto freddo ( io l’ho lasciato in freezer per 10 minuti) senza smontare.
Versare in una sac à poche e conservare in frigo fino all’utilizzo.

Prendere un mezzo ovetto di cioccolato e riempire con la mousse al cioccolato e la mousse alla banana.
Decorare a piacere, volendo anche con una fragola.





Naturalmente invio questa ricetta alle amiche del GFFD


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mercoledì 16 aprile 2014

Colomba con lievito madre di Giovanni Pina con una lavorazione ispirata dal maestro Massari e le mie immancabili modifiche

Nutro e moltiplico il mio lievito madre per tutto l'anno e , quando arrivano i periodi a lui dedicati, non posso evitare di metterlo alla prova ( leggi panettoni e colombe).
Anche quest'anno ero partita con l'idea di fare solo due colombe, giusto per provare...sono a quota sei e , devo dire, con molta soddisfazione e meno ansia.

Dopo prove e tentativi, fallimenti e impasti volati direttamente nella spazzatura, sono riuscita a gesire tempi, temperature e quantità e mi sono stressata molto meno.

Ho voluto sperimentare il metodo di lavorazione suggerito da Teresa sulla ricetta di Giovanni Pina.
Grande risultato e facilità di esecuzione, fermo restando la difficoltà oggettiva di un grande lievitato, ma comunque realizzabile con pochissimi accorgimenti.

Ho apportato delle modifiche nell'inserimento degli ingredienti del secondo impasto e nel mix aromatico da aggiungere, unendo ricette diverse per un risultato che a noi è piaciuto molto.


Premessa indispensabile per una buona riuscita è la forza del lievito madre.
I giorni precedenti provvedete a rinfreschi ravvicinati, arrivando all'ultimo rinfresco la mattina del giorno previsto, ottenendo che raddoppi di volume in tre ore.



 La colomba a lievitazione naturale di Giovanni Pina , metodo Massari e mie modifiche
 Dose per 2 colombe da 750 g

Per prima cosa prepariamo la glassa:


  • Farina di mandorle dolci 110 g
  • Farina di mandorle amare 25 g
  • Zucchero 200 g
  • Farina gialla 4 g
  • Farina 4 g
  • Albumi 120 g
Mescolare tutti gli ingredienti, conservare in un contenitore chiuso in frigorifero, fino al giorno successivo.



Primo impasto, intorno alle ore 14 ( oppure alle 20 con riposo in frigorifero)

  • Farina  360 g
  • Lievito naturale 120 g attivo
  • Tuorli 90 g
  • Zucchero semolato 100 g
  • Acqua 140 g
  • Burro 120 g


Utilizzando il gancio, impastare la farina, lo zucchero sciolto nell’acqua, il burro morbido e 1/3 dei tuorli fino ad ottenere una prima incordatura dell'impasto. Aggiungere il lievito madre a piccoli pezzi e poi il resto dei tuorli, un po' per volta, leggermente sbattuti e aggiunti un cucchiaino alla volta.

Lavorare la pasta fino ad ottenere un composto liscio, ma non eccessivamente lucido. Controllare durante questa fase che l'impasto non superi la temperatura di 26°C per permettere un avvio veloce della lievitazione.
Mettere a lievitare a 26/28° fino a che non sia triplicato di volume.
Versare una pallina di impasto in un bicchierino spia , per controllare i tempi di lievitazione, segnando l'inizio dell'impasto e coprendo con della pellicola.


Note mie: ho preparato il primo impasto la sera verso le 20, l'ho lasciato lievitare per tutta la notte e al mattino era più che triplicato.
Ho messo la ciotola e il bicchierino in frigorifero e ( ogni tanto mi tocca) sono andata al lavoro.
Alle 13 ho riportato la ciotola a temperatura ambiente e alle 14 ho iniziato il secondo impasto.

Importantissimo che il primo impasto sia triplicato o ne risentirà anche la lievitazione successiva.

2° impasto ( da fare al mattino o alle 14 se fatto il riposo in frigo)

Farina  125 g
Zucchero 90 g
Tuorli 90 g
Sale 6 gr
Miele d’acacia 22 g
Acqua 45 g
Burro 120 g
Mix aromatico 25 g da preparare il giorno prima
Arancia candita a cubetti 360 g

Prima di riprendere l'impasto, riporlo per un po' a bassa temperatura. ( solo se non ha fatto il riposo in frigo).

Prepariamo il mix aromatico:
  • burro 15 g
  • miele 8 g ( possibilmente di arancia o acacia, per me di sulla)
  • cioccolato bianco tritato o burro di cacao 15 g
  • buccia di arancia bio grattugiata
  • semini di una bacca di vaniglia o 1 cucchiaino di estratto
Sciogliere il burro e il miele con gli aromi. Lontano dal fuoco aggiungere il cioccolato grattugiato e mescolare con una frusta.
Far raffreddare.


Reimpastare l’impasto lievitato (se si usa una planetaria sempre a velocità bassa) e aggiungere la farina e il miele.
L'impasto avrà difficoltà ad assorbire tutta la farina, ma non importa, unendo i tuorli , si amalgamerà bene.
Aggiungere  lo zucchero leggermente sbattuto con 2/3 dei tuorli, un cucchiaio alla volta mantenendo sempre l’impasto liscio, aggiungere il sale e il resto dei tuorli , leggermente sbattuti , un cucchiaio alla volta.
Quando la pasta è di nuovo bella elastica ed omogenea incorporare il burro morbido e il mix aromatico. 
Questo è il punto più critico , per chi si accinge a provare un lievitato come la colomba, si ha quasi l'impressione che l'impasto non riesca ad assorbire tutti quei grassi, ma non temete, in piccole quantità e facendo assorbire bene prima dell'inserimento successivo, l'impasto riuscirà ad inglobare tutto.
Mantenere la velocità sempre su 1,5, max 2.
Impastare aggiungendo  l'acqua, un cucchiaio alla volta . Lavorare quindi fino a quando l'impasto non si presenta ben elastico (deve fare il velo).

Nota: se durante la lavorazione l'impasto dovesse tendere a non mantenere l'incordatura e a diventare troppo lucido, staccare gancio e ciotola e porre una decina di minuti in freezer.
Infine inserire i canditi, a bassissima velocità , io li amalgamo a mano, rovesciando l'impasto su un piano imburrato.
Dopo aver aggiunto i canditi, lasciare sempre sul piano imburrato e far puntare per un'ora.

Dividere l'impasto in due pezzi ( ciascuno peserà circa 850 g) pirlare e lasciar riposare , sempre all'aria, 30 minuti.
Ripetere l'operazione altre tre volte, al termine dividere ciascun impasto in due parti con cui fare il corpo e le ali della colomba e porre nel pirottino a lievitare, coperto da pellicola.
 

L'impasto che ho tenuto in frigo, ha lievitato per tutta la notte, alle 5 di mattina era pronto ( regolatevi con i tempi se non volete fare levatacce).
Rispettando la tabella di marcia data, invece, la sera le colombe dovrebbero essere pronte per essere infornate.
Una volta che la lievitazione ha raggiunto quasi il bordo ( un centimetro sotto), rimuovere la pellicola e lasciare all'aria per 30 minuti, nel frattempo preriscaldare il forno a 175°C.
Trascorsi i 30 minuti procedere con la glassatura (  avremo provveduto a versare la glassa in una sac à poche con bocchetta piatta), dopo aver glassato tutta la colomba cospargere con zucchero a granella, mandorle con la buccia e spolverizzare con zucchero a velo.

Cuocere in forno caldo , ( su pietra refrattaria se la possedete) nel ripiano basso per circa 45 minuti  la temperatura al cuore dovrà essere di 95°C.
Spegnere e infilzare le colombe con due ferri, rovesciarle a testa in giù e lasciare raffreddare e all'aria per 24 ore.
Il giorno successivo vaporizzare dell'alcool a 95° in buste di cellophane e conservarvi le colombe.
Far riposare almeno 4/5 giorni prima di consumare, si mantengono benissimo per quasi un mese, migliorando anche nel gusto.

E anche per quest'anno ce l'ho fatta.





E le mie confezioni

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domenica 13 aprile 2014

Il quinto quarto secondo me : Agrodolce alla molisana e fegato di agnello su letto di albicocche all'anice stellato , ecc

Quello che le blogger non dicono.
No, non è il rifacimento di una nota canzone, ma è quello che un post e relativa ricetta e foto nascondono.
Segreti incoffessabili che neanche la fantasia più fervida potrebbe intuire.

La famiglia che si intravede dietro il mio blog è soggetta ad invidia da parte di conoscenti .
"Beati voi che mangiate tutte quelle prelibatezze!"
"Che fortuna avere tutti i giorni chi cucina queste bontà!"

La realtà è un'altra e meno splendida di quanto si possa immaginare, lo dichiaro una volta per tutte per far cessare immediatamente i pensieri di invidia e tramutarli all'istante in una sorta di compatimento, piuttosto.
Faccio outing e chiedo venia.

Cucino prevalentemente monoporzioni.
Cucino abitualmente intorno alle 9 di mattina, per avere una buona luce e poter fotografare.
Mangio quello che ho cucinato subito dopo averlo fotografato, alle 10 del mattino, solitamente... anche stavolta e per entrambe le ricette che sto per mostrare.
Spesso mi dimentico di preparare pranzo o cena e si risolve rapidamente con quello che si trova in frigo.
Il piatto più amato dai miei figli è costituito da pane a cassetta con salsa di pomodoro e origano, passato in forno a mò di pizzette...forse qualcosa non funziona proprio come dovrebbe, ma questa è la realtà vera.
Non provate più ad invidiare i miei e siate felici dei piatti che preparate o vi preparano due volte al giorno le persone che vi sono vicine , con un pensiero a quella sforunata famiglia ( la mia) tirata su a pane, acqua e foto per il blog ;)


E adesso passiamo alla sfida di questo mese per l'MTC.
Cristiana ci ha messo di fronte al cibo povero per eccellenza, quello delle nostre nonne , quello che maggiormente ripugna e che richiede particolari cure nella pulizia, nella preparazione, oltre che stomaci forti per la degustazione: il quinto quarto, ma che sa appagare come e meglio di qualunque piatto gourmet, per sapere tutto, ma proprio tutto leggete tutti gli approfondimenti iniziando da questo di Eli.

Personalmente ne sono stata felicissima, mangio di tutto e mi spiace aver avuto poco tempo per sperimentare la coda alla vaccinara, a questo turno, ma tanto posso sempre provarci.

Mi sono cimentata che quello che è maggiormente reperibile in questo periodo, la coratella di agnello.
Ho realizzato due ricette, una che si richiama alla tradizione molisana ( tanto per non smentire le mie origini) , semplicemente rivisitata un pò  e un'altra di pura invenzione e divertimento, perchè in cucina gode solo chi osa sperimentare ( se poi si evitasse di sperimentare la mattina, con solo un'ora e mezza a disposizione per preparare, cucinare, fotografare e pulire prima di andare al lavoro alle dodici, sarebbe moooolto meglio).


Millefoglie di fegato di agnello in agrodolce alla molisana
Per due porzioni
  • un fegato di agnello
  • fette di pane casereccio raffermo
  • un uovo
  • aceto di vino bianco
  • mostocotto
  • olio extravergine di oliva
  • sale
Lavare e tamponare il fegato.
Tagliarlo a pezzi molto piccoli.
Versare in una pentola con dell'acqua e portare ad ebollizione, proseguire la cottura per 5 minuti dopo aver fatto tornare a bollore.
Scolare il fegato conservando l'acqua di cottura.

Tagliare le fette di pane allo spessore di 2 mm, passarle in forno e farle tostare.
Una volta pronte inzupparle nell'acqua di cottura del fegato, rapidamente, farle sgocciolare.
In una ciotola battere le uova e aggiustare di sale, bagnarvi le fette di pane sgocciolate e friggerle in abbondante olio di oliva caldo, tenere da parte.
Proseguire con tutte le fette di pane.
Al termine friggere, nello stesso olio il fegato precedentemente lessato, facendo attenzione agli schizzi, fino a che non risulti ben rosolato.
Salare.

Nel frattempo, in un pentolino portare a bollore una parte di mosto cotto e due parti di aceto, far bollire qualche minuto e lasciare intiepidire leggermente.

Comporre il piatto alternando una fetta di pane e dei cubetti di agnello.
Terminare con l'agnello.
Versare su tutto il mosto cotto e l'aceto, facendo impregnare bene le fette di pane.



Fegato di agnello su letto di albicocche all’anice stellato , con riduzione di mosto cotto, arancia e finocchietto selvatico


Per 2 persone

•Un fegato di agnello
•10 albicocche secche
•100 ml liquore all’anice stellato ( se non si reperisce è possibile sostituirlo con del liquore all’anice allungato con dell’acqua,1 parte di anice, due parti di acqua)
•Succo di un’arancia
•Aceto di vino bianco
•Mosto cotto
•Finocchietto selvatico
•Sale
•Olio evo

In un contenitore porre le albicocche secche e versarvi il liquore all’anice stellato, lasciar ammorbidire per almeno 30 minuti ( volendo anche di più).
Sgocciolare le albicocche, ridurle in poltiglia con un robot da cucina, allungando con qualche cucchiaio di liquore della marinata.
Tenere da parte il liquore avanzato.

Lavare il fegato.
Tamponarlo con della carta assorbente.
Tagliare delle fette spesse poco più di un centimetro e larghe 5 cm x 5 cm, ricavando 6 cubotti in totale.
 Unire10 ml di aceto bianco, 20 ml di mosto cotto, portare a bollore per alcuni minuti e far intiepidire( io ho usato quello avanzato dalla preparazione precedente)
In una ciotola versare il succo d’arancia e l'agrodolce preparato, fatto intiepidire.
Porre le fette di fegato nella marinata per 10 minuti.
Scaldare una padella antiaderente a fuoco vivo, adagiarvi il fegato sgocciolato dalla marinata.
Far cuocere pochi minuti per lato, voltare, salare, versare un paio di cucchiai del liquore all’anice avanzato dalle albicocche e proseguire la cottura facendolo evaporare.


Versare su un piatto un cucchiaio di purea di albicocche, adagiarvi il fegato.
Nella padella utilizzata per la cottura del fegato, versare 40 ml del miscuglio di arancia, mosto cotto e aceto, salare e far ridurre.
Versare qualche cucchiaio della riduzione sul fegato.
Cospargere con finocchietto selvatico.
Servire.



Con queste ricette partecipo alla sfida dell'MTC del mese di aprile .



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venerdì 11 aprile 2014

Insalata di quinoa e verdure per il venerdì del GFFD

Sono stata piuttosto assente .
Il bello del blog è andare in giro nelle cucine degli altri, da un pò lo faccio poco, pochissimo e me ne dispiace.
Si perdono quei contatti che sono la peculiarità dell'avere un blog.
Per fortuna che Elisa c'è, con il suo The Recipe-tionist, riesce sempre a farmi tornare la voglia di andare a sbirciare a casa di qualcuno: questo mese siamo tutte ospiti da Stefania, vorrei poter passare dal virtuale al reale e provare i suoi piatti che sono incredibilmente appetitosi, dalla cucina tradizionale ai dolci, da lei c'è solo da copiare, esattamente quello che ho fatto e che continuerò a fare.

Avevo un mezzo pacchetto di quinoa avanzato da una delle fisse alimentari del maritino ( leggi dieta del ciclista), non avevo assolutamente idea di cosa farne, non è che abbia tutto questo feeling con semi, cereali e robe simili.
Provvidenziale come non mai è arrivata la ricetta di Stefania, buona, ideale per tutti , anche per la figliola che da un pò ha deciso di passare ad un'alimentazione con meno carne ( come mi divertirò a rifilarle tutte le verdure che ha sempre snobbato per 16 anni!! ...hihihihi).

Ho modificato  la mela con la mozzarella appassita molisana, esclusivamente per una questione di allergia alimentare della figliola, ed ho aggiunto delle carote  chips per dare una nota croccante e una zucchina al posto della cipolla.
L'insieme da leccarsi i baffi.
Naturalmente le mie modifiche, in rosso, mi manderanno fuori concorso, ma non importa :)
La ricetta è stata apprezzata .





Insalata di quinoa con verdure al profumo d'estate

Per 3-4 persone


  • 250 gr di quinoa ( 200 g)
  • 1 melanzana
  • 1 peperone
  • 1 piccola cipolla (una zucchina)
  • due carote
  • 4 cucchiai di pesto di basilico
  • scorza grattugiata di mezzo limone
  • 1/2 mela a dadini (mezza mozzarella appassita molisana)
  • sale, pepe, basilico, curry
  • buccia di limone bio grattugiata
  • olio q.b.



Lavare le verdure e tagliarle a cubetti di quasi un cm di lato, condire con due, tre cucchiai di olio, salare e unire due cucchiaini di curry.Versare in una teglia che le contenga comodamente.
Grattare le carote e tagliarle a chips sottilissime, versare in un'altra teglia, su carta forno, versare l'olio e il sale .
porre le verdure in forno caldo a 200°C per 40'-50'.
A metà cottura mescolare le verdure con un cucchiaio di legno e girare le carote, facendo attenzione alla cottura di queste ultime, non devono bruciare.
Farle intiepidire.

Nel frattempo versare circa 500 ml di acqua in una pentola, unire la quinoa e porre sul fuoco, con poco sale.
Una volta raggiunto il bollore abbassare la fiamma e proseguire la cottura per 20 minuti.

Spegnere e lasciar gonfiare altri 5 minuti.
Teoricamente non dovrebbe esserci acqua residua , nel caso eliminarla.
Lasciar intiepidire , unire le verdure rosolate , la mozzarella tagliata a dadini, il pesto e mescolare bene.
Aggiungere le carote al momento di servire, per non far perdere la croccantezza e la buccia di limone grattugiata.

Ricetta ideale anche da mangiare in questa stagione, servita tiepida.
Per le sere d'estate è sufficiente porre in frigo a raffreddare, una volta condita e servire fredda .




 





Naturalmente invio questa ricetta alle amiche del GFFD , direi che piano piano, sto componendo un bel menù tutto gluten free.




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mercoledì 9 aprile 2014

Quiche con farina di kamut, lievito madre non rinfrescato , porri e finocchi

Gli ultimi porri e finocchi dell'orto del nonno, stagionalità che di più non si può.
In aggiunta ci si è messa anche la figliola con la decisione di non voler più mangiare carne...cosa che mi dispiace relativamente, considerando che già normalmente la mangiamo massimo due volte a settimana.
Riuscirò a farle mangiare quello che finora ha sempre snobbato, tutte le verdure del mondo e anche di più, quindi preparatevi a tanti piatti senza la carne, se mai vi foste accorti della sua massiccia presenza su questi schermi.






Rustico porri e finocchi in crosta al kamut e lievito madre non rinfrescato

Per una teglia da 20 cm

Per la base
60 g lievito madre non rinfrescato ( max due giorni)
65/75 ml latte a temperatura ambiente
65 g farina di kamut
60 g farina 00
sale


Per il ripieno
Porri ( se piccoli come quelli del nonno 5-6, altrimenti 1 di quelli standard da supemercato)
Finocchi 1 medio-piccolo ( anche qui i raccolti del nonno non garantiscono risultati extralarge)
Burro 30 g
Uova 4
Mozzarella appassita 100 g
Parmigiano grattugiato 30 g
sale


Preparare la pasta sciogliendo il lievito, riportato a temperatura ambiente, nel latte.
Unire le farine setacciate e il sale, lavorare fino ad avere un composto ben amalgamato.

Arrotondare e porre in una ciotola coperta, al caldo, a riposare per 2 ore.

Preparare il ripieno.
Sbucciare i porri e tagliarli a rondelle, tenere da parte.
Lavare il finocchio , tagliarlo a cubetti piccoli.
In una padella versare il burro e farlo scaldare, unire i porri e i finocchi e far stufare dolcemente, per circa 15'-20', a metà cottura salare e coprire con un coperchio, far intiepidire.
In una ciotola sgusciare le uova e batterle insieme al parmigiano e al sale.
Tagliare la mozzarella a cubetti o fettine sottili.
Stendere la pasta in un disco di circa 35 cm di diametro, adagiare in una teglia foderata con della carta forno, lasciare i bordi eccedenti fuori ( vi serviranno per ripiegarli sul ripieno, in seguito).

Cospargere il fondo della pasta con i porri e i finocchi, coprire con i dadini di mozzarella  e versare su tutto le uova .
Ricoprire con l'eccedenza di pasta dei bordi ( il centro resterà libero, ma va bene così) e cuocere in forno caldo a 180°C per 35'.





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lunedì 7 aprile 2014

Panini wurstel e verdure con farina Einkorn e lievito madre

Ho voluto riproporre questa ricetta, già sperimentata con altre farine, con la farina Einkorn del Molino Grassi, una farina speciale che ho già provato facendo i panini secondo la ricetta condivisa da Valentina ( ma che ancora non posto), semplicemente unica.

Ho voluto  utilizzarla in questa preparazione che , lo ammetto, ha suscitato l'entusiasmo dei miei figli sin dalla prima versione; questa volta, oltre alla farina che ha reso  ottimo l'impasto, ho pensato di arricchire un pò l'interno, realizzando una versione anche per vegetariani.

Panini intrecciati alla farina Einkorn con wurstel e verdure versione 2

Dose per 3 maxipanini e 5 involtini vegetariani



Panini wurstel e verdure con farina Einkorn e lievito madre

Impasto
90 g lievito madre anche rinfrescato il giorno precedente
150 ml acqua tiepida a 36°C
1/2 cuchiaino malto d'orzo
280 g farina Einkorn
sale 5 g
oilo extravergine d'oliva
sale e spezie varie

Per farcire
3 wurstel maxi
zucchine gratinate a fette
provolone dolce a fette

Sciogliere il lievito madre, precedentemente lasciato ambientare, con l'acqua e il malto.
Unire la farina, gradualmente, il sale e l'olio.

Arrotondare e far lievitare in una ciotola, coperta con della pellicola, in forno per 3 ore.
Spolverare di farina un piano di legno, rovesciare l'impasto, sgonfiare e appiattire.
Allargare, formando un rettangolo di 25 cm x 36 cm circa, non troppo sottile, 3/4 mm.
Dividere in 4 strisce uguali, porre al centro di ogni striscia il wurstel, le zucchine grigliate e le fette di provolone.
Incidere i lati della pasta rimasta libera, con tagli a spina di pesce e intrecciare cercando di avvolgere il ripieno.
Spennellare la superficie con l'olio e cospargere con il sale e le spezie scelte ( per me rosmarino e poco pepe).
Porre su cartaforno a lievitare per 25 minuti circa.

Per gli involtini vegetariani coprire la base di pasta avanzata con le zucchine grigliate e il provolone.
Avvolgere a spirale, ritagliare in tronchetti di circa 6 cm e porre su cartaforno a lievitare per 25 minuti.

Nel frattempo preriscaldare il forno a 180°C, trascorso il periodo della seconda lievitazione infornare per 20/25 minuti.





Con questa ricetta partecipo al contest Blogger love QB del Molino Grassi 
 
 

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venerdì 4 aprile 2014

Arrosto di tacchino ovvero Chili-citrus Turkey breast di Martha Stewart


Succede di ricordarsi che oggi è venerdì e che la giornata dedicata alle ricette gluten free.
Capita anche che si posti una ricaetta nella convinzione che sia perfetta per le amiche celiache, per poi rendersi conto ( dopo esplicita domanda di Stefania Cardamomo) di aver utilizzato della FARINA!!!!
Ma si può?...no, non si può, eppure l'ho fatto.

Adesso prima di ogni pubblicazione del venerdì, mi rileggo con attenzione l'elenco degli ingredienti.

Direi che anche stavolta mi è andata bene, niente farina e glutine nell'aria.




Chili-citrus Turkey breast di Martha Stewart

Ingredienti
  •   5 peperoncini piccanti freschi     
  •   Succo di 2 arance
  •   Succo di 1 lime
  •   5 spicchi di aglio
  •   1 piccola cipolla bianca tritata
  •   1 cucchiaino di sale grosso
  •   1 petto di tacchino  di circa 2 kg
  •   24 tortillas di mais  per servire ( realizzate con questa ricetta)
Martha Stewart suggerisce di preparare la salsa di peperoncini facendoli tostare in una padella antiaderente a fuoco medio, girandoli di tanto in tanto, fino a quando non risulteranno ammorbiditi, dopo  circa 5 minuti.
 Togliere i semi e le costole. Mettere i peperoncini in una ciotola e coprire con acqua bollente. Lasciar riposare per 10 minuti.
    Con un mestolo forato, trasferire i peperoncini in un frullatore. Aggiungere i succhi d'arancia e lime, l’aglio, la cipolla e il sale, tritare fino ad avere una salsa. Tenere da parte i 3/4 in una ciotola e conservare in frigorifero.

 

    Strofinare il tacchino con la salsa rimanente e adagiare in una teglia da forno. Coprire con pellicola trasparente e lasciar marinare in frigorifero almeno 2 ore (fino a un massimo di 12 ore).

    Rimuovere il tacchino dal frigo 30 minuti prima della cottura. Preriscaldare il forno a 200° gradi .

    Cuocere l’arrosto per circa 1 ora - 1 ora e 20 minuti, fino a che la temperatura interna raggiunga i 75°gradi. Trasferire il tacchino su un tagliere, lasciar riposare circa 10 minuti prima di affettarlo. Servire con tortillas calde e la salsa lasciata da parte.




Invio questa ricetta alle amiche del #GFFD





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mercoledì 2 aprile 2014

Biscottini con farina multicereali qb

 Ammetto che ho avuto qualche resistenza psicologica a procedere e postare questa ricetta per il contest del Molino Grassi, sarà che per me una ricetta con delle farine di qualità deve essere un lievitato, sarà che un biscottino è sempre qualcosa di quasi banale, eppure una di quelle coccole che sanno accontentare il palato senza esagerare.

Alla fine mi sono convinta ed ho deciso di procedere.
Ricetta semplicissima, prevede l'utilizzo di soli albumi, la consistenza migliora con il passare dei giorni, l'insieme dei sapori sa regalare piacevoli sensazioni, pur nella sua semplicità.
Per ora è solo la prima, intanto continuano le prove per il lievitato ;)

Questa è la scheda, presa dal sito del Molino Grassi, della farina che ho utilizzato, in tante altre preparazioni e tutte apprezzate dai commensali.

  Multicereali: miscela di farina tipo 0 di grano tenero Manitoba biologico, farina di segale biologica, farina di orzo biologico, farina di riso biologico e farina di avena biologica. Risultato dell’unione del grano Manitoba con segale, orzo, riso e avena, raggiunge alti valori nutrizionali e una qualità unica.



Biscottini con farina multicereali, mandorle e arancia
  • 100 g burro
  • 120 g zucchero a velo
  • 120 g albumi
  • 150 g farina multicereali del Molino Grassi
  • 60 g farina di mandorle
  • 6 g arancia grattugiata disidratata
 Lavorare il burro a crema, unire lo zucchero a velo.
Inserire gradualmente gli albumi, far inglobare e proseguire con l'arancia e le due farine mischiate.

Versare in una sac à poche e lasciare in frigo per 30'.

Formare dei biscotti di circa 4 cm di diametro, su della cartaforno.

Cuocere in forno caldo a 170°C per 20'.

Aspettare almeno 24 ore prima di consumare, migliorano con il tempo.

Si conservano a lungo in un contenitore di latta o vetro.




Con questa ricetta partecipo al contest Blogger love QB del Molino Grassi



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lunedì 31 marzo 2014

Panini ai wurstel con lievito madre NON rinfrescato

La ricetta del pane per il guscio di questi wurstel è sempre la stessa, ho sempre lievito madre in esubero e dovrò pure inventarmi qualcosa.

Devo ammettere che i figli ne sono stati più che entusiasti.
Trovo sia una semplice soluzione anche da portarsi dietro nelle varie gite fuori porta che si iniziano a fare.

Io ho inserito solo wurstel, ma penso che sia possibile aggiungere anche della salsa o del formaggio.
Se sperimentate fatemelo sapere!



Panini ai wurstel con lievito madre NON rinfrescato

  • 100 g di lievito madre NON rinfrescato
  • 300 g manitoba
  • 150 g acqua
  • 1/2 cucchiaino di zucchero
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • farina di semola per il piano di lavoro
  • Wurstel giganti 
  • spezie a piacere
Nella planetaria con il gancio versare farina, lievito madre, zucchero e acqua e far girare a vel.1 per amalgamare bene gli ingredienti, proseguire per altri 5' a vel.2.

Unire il sale e proseguire per altri 5'.

Rovesciare il composto in una ciotola unta di olio, coprire con della pellicola e far lievitare al caldo per 3 ore.
Trascorso questo tempo rovesciare su un piano infarinato, stendere e ritagliare dei rettangoli in cui ingabbiare i wurstel.
Spennellare con olio e cospargere con spezie a piacere e poco sale.
Far lievitare un paio di ore e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 20' circa.

Io ho seguito, più o meno questo sistema per ingabbiare i wurstel:
Immagine presa da Pinterest



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