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martedì 16 settembre 2014

I costumi del Molise per un nuovo appuntamento de L'Italia nel piatto

Inizia oggi un  nuovo capitolo per noi de L'Italia nel Piatto.
Abbiamo deciso di avere una seconda uscita mensile, in cui parlare delle nostre regioni in modo più libero e vario, lo faremo raccontando di prodotti tipici, di luoghi speciali, di fiere e sagre o con ricette rivisitate.
Questa volta l'argomento che la farà da padrona sarà legato ai formaggi, ma anche a sagre e a tradizioni varie, qui da me si racconta del costume tradizionale molisano.

Ho pensato di far conoscere meglio la mia regione di origine, il Molise, partendo dai suoi costumi in senso stretto, gli abiti che hanno caratterizzato questa terra, spero che sarà piacevole seguirmi nel viaggio virtuale che, mese dopo mese, mi permetterà di svelare una regione piccola, poco conosciuta, ma che merita di essere apprezzata.


Il Molise e i suoi costumi

Donne di San Polo Matese
Immagine presa dal web



I costumi molisani, con le fogge che si sono conservate fino agli inizi di questo secolo, entrarono nella “moda” del mondo contadino a partire dal XVI secolo per influenza degli Spagnoli, ma non sembrano ad essi estranee influenze di bulgari, slavi ed albanesi, popoli che nel corso dei secoli hanno visto stanziate in alcune zone del Molise delle loro colonie. Sotto gli Aragonesi si diffusero nuove fogge di vestire che, abbandonata la tunica usata nei molti secoli precedenti, prediligevano per le donne l’ampia gonna con stretto corpetto allacciato davanti e la camicia larga con maniche a sbuffo.
Le caratteristiche fondamentali dei costumi molisani rimasero inalterate per i tre secoli successivi, fino al loro progressivo abbandono a partire dagli inizi del XX secolo.

I gusti dell’alta nobiltà aragonese influenzarono anche le fogge del mondo contadino molisano, con i prevedibili adattamenti dovuti sia alla carenza di tessuti (quelli più disponibili erano i panni di lana tessuti in casa e sottoposti a trattamento finale nelle gualchiere, e le pesanti e resistenti tele di canapa, anch’esse ottenute in casa), sia alle scarsissime disponibilità economiche che limitavano eventuali rifornimenti in mercati lontani, sia infine alle esigenze lavorative che richiedevano indumenti pratici.
La ricchezza di ornamenti ed accessori che si ammirano in molti costumi molisani devono la loro origine soprattutto al secolo XVIII a partire dall’inizio della dominazione borbonica nel regno di Napoli; in quell’epoca cominciarono a sorgere anche fabbriche locali di tessuti pregiati e di guarnizioni, delle quali quella di S. Leucio riforniva il Molise di buoni prodotti molto più facilmente che nel secolo precedente.
Furono proprio gli accessori e le decorazioni a determinare le distinzioni da zona a zona ed a segnare le peculiarità dei costumi, ad evidenziare i “messaggi” ed i simboli, a dare significati riferiti allo status.
Per la donna veniva inequivocabilmente rimarcato lo status di nubile rispetto alla donna maritata e, ancora più visibilmente, rispetto alla vedova.

 A Cercemaggiore, ad esempio, la gonna della donna sposata presenta, sul tergo, due fessure bordate di rosso, alla sommità delle quali sono sospesi con nastri rossi due pendagli d’argento, accessori entrambi che erano ridotti ad uno nel vestito della ragazza nubile;

Costume di Cercemaggiore
Immagine presa dal web

A Baranello le donne maritate si individuano dalle cinque file di nastro di seta rossa applicati al bordo della gonna nonché dagli spilloncini infilati nel copricapo (uno per ogni anno di matrimonio);



A Sepino le maritate ostentano il loro status mediante un’ampia fettuccia (verde o rossa) applicata al bordo della gonna. L’abbigliamento nuziale raggiunge il massimo della ricchezza di accessori, guarnizioni, gioielli, la vedova elimina invece ogni decorazione e bandisce i colori.

Costume di Sepino
Immagine presa dal web


Nel costume maschile tali “segni”, pur presenti, sono meno rilevanti e meno frequenti: i legacci per le calze, il fazzoletto da collo, i ricami sui polsini o sui colletti. Taluni oggetti, gioielli ed accessori dell’abbigliamento rispondono ad un rigoroso cerimoniale, soprattutto quelli legati alle ricorrenze importanti nella vita: il fidanzamento, le nozze, la morte.
Il coltello con manico intarsiato e le forbici erano i doni dello sposo; le stringhe policrome per le calze e soprattutto il fazzoletto (da naso o da collo), ricamato in rosso con frasi d’amore lungo i bordi sono il dono della fidanzata al promesso sposo (“quando viene la stagione e il sudor ti bagna il petto, ammirando il fazzoletto ricordati di me” è la frase ricamata a punto croce su un fazzoletto da Cercemaggiore); un panno bianco inamidato e la lunga collana d’oro è il dono della suocera alla nuora il giorno delle nozze, al momento dell’ingresso nella casa.

Nel costume femminile il capo fondamentale è la gonna (vunnèlla), scura, molto ampia, arricciata in vita o plissettata “ad organetto”, liscia davanti in modo da ricevere agevolmente il grembiule. Il corpetto, stretto e preferibilmente allacciato davanti, può essere sia unito sia più comunemente staccato dalla gonna, realizzato in modo da stringere la vita e tenere ben sollevato il seno, con la stessa funzione del busto (solo in qualche caso schiaccia e copre il seno). Il grembiule (zinale), nato per fini pratici, finì con il diventare un complemento essenziale, di valenza non solo decorativa ma anche fortemente simbolica: il grembiule è protezione del sesso, e, donato allo sposo, è simbolo di possesso esclusivo da parte di quest’ultimo, il grembiule bianco che le donne del contado di Baranello, sempre nel Molise, portano il giorno delle nozze, verrà tolto dalla futura suocera non appena ella entrerà nella sua nuova casa.


 Il copricapo di panno (mappa) è anch’esso fortemente caratterizzato sia nella forma che nelle decorazioni, adatto ad evidenziare e valorizzare il viso, arricchito di spilloni in metallo prezioso talora di dimensioni gigantesca (come a Cercemaggiore ed a Guardiaregia). 

Costume di Cercemaggiore

Costume di GuardiaregiaImmagine presa dal web
 
Costume di Roccamandolfi
Immagine presa dal web

Generalmente il copricapo è una prerogativa delle donne maritate, non usato nei giorni feriali. Altro capo, non strettamente funzionale e per questo non presente in alcuni costumi, è il fazzoletto da collo (scolla), bianca o di colore chiaro (nera o scura per le vedove), ricamata spesso in rosso con frasi d’amore.
Il significato simbolico investe anche i gioielli (di oro, argento, corallo) indossati numerosi il giorno delle nozze e nelle feste importanti. L’abbigliamento maschile presenta poche varianti da zona a zona; il colore è sempre scuro (tranne alcuni casi nelle zone costiere per il costume estivo, che era di canapa) e i capi si limitano ai calzoni, generalmente lunghi fin sotto il ginocchio, alla camicia bianca, alla camiciola (gilet) e alla giacca corta; per l’inverno in alcuni casi c’è il mantello scuro a ruota.


(Bibliografia: A. Trombetta, Mondo contadino d’altri tempi, i costumi del Molise, Napoli 1989).

Qui l'elenco delle altre regioni, per continuare questo tour virtuale


Trentino-Alto Adige: Lago di Tenno, Fiavè e i suoi formaggi
http://afiammadolce.blogspot.com/2014/09/lago-di-tenno-fiave-e-i-suoi-formaggi.html

Friuli-Venezia Giulia: Friuli Doc 
http://ilpiccoloartusi.blogspot.com/2014/09/friuli-doc-per-litalia-nel-piatto.html 

Lombardia: Sagra dell'uva a San Colombano al Lambro (MI)
http://kucinadikiara.blogspot.com/2014/09/sagra-delluva-san-colombano-al-lambro-mi.html

Veneto: Risotto zucca speck e Monte Veronese http://ely-tenerezze.blogspot.it/2014/09/veneto-risotto-zucca-speck-e-monte.html

Valle d'Aosta: assente

Piemonte:assente

Liguria:   Festa della patata quarantina di Montoggio http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/09/litalia-nel-piatto-la-festa-delle.html

Emilia Romagna:  Crostini con squacquerone di Romagna DOP  http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/09/crostini-allo-squacquerone-di-romagna.html

Lazio: Melanzane fritte con ricotta di pecora
http://beufalamode.blogspot.com/2014/09/melanzane-fritte-con-ricotta-di-pecora.html

Toscana: Zuppa tartara con la ricotta di Pienza http://acquacottaf.blogspot.com/2014/09/zuppa-tartara-con-la-ricotta-di-pienza.html

Marche: Il brodetto fanese e il festival internazionale delle zuppe di pesce  http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/09/brodetto-fanese-e-il-festival.html

Abruzzo:Pallotte Cacio e Ove http://ilmondodibetty.blogspot.it/2014/09/pallotte-cacio-e-ove-per-litalia-nel.html

Umbria: Tortino di patate e cipolle con fonduta di Pecorino di Norcia   http://amichecucina.blogspot.it/2014/09/tortino-di-patate-e-cipolle-con-fonduta.html
Basilicata: in preparazione

Campania: Focaccia di impasto liquido, con rucola,noci e caciocavallo podolico di Zungoli 
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/09/focaccia-di-impasto-liquido-con-rucola-noci-e-caciocavallo-podolico.html

Puglia: Burrata e stracciatella:delizie e specialità pugliesi  http://breakfastdadonaflor.blogspot.it/2014/09/cucina-pugliese-burrata-e-stracciatella.html

Calabria: Spicchi di caciocavallo silano fritte 

http://ilmondodirina.blogspot.it/2014/09/fette-di-caciocavallo-silano-dop-fritte.html

Sicilia: Cacio all'argintiera http://burro-e-vaniglia.blogspot.com/2014/09/cacio-allargintiera-per-litalia-nel.html

Sardegna: assente

Alla prossima uscita , il 2 ottobre, per nuovi e profumati piatti regionali.








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domenica 14 settembre 2014

Bavarese al riso, anice e arancia per l'MTChallenge

Si riparte con l'MTChallenge, il gioco più bello del web e la scuola di cucina più divertente che esista.

Questo mese siamo ospiti di Annalena "Acquavivascorre" , vincitrice dell'MTC di giugno, la nuova sfida che ci ha proposto è sul riso,su tre diverse modalità di cottura  ,come sempre, anche questa volta c'è tutto da imparare, sui tipi di riso, su quale sia il modo migliore per ottenere determinati risultati, insomma, con questo gioco non ci si annoia e si impara tanto.

Annalena ha proposto tre piatti diversi, ma io, come sempre, ho voluto sperimentare un dolce, ho preso coscienza che su di me tutto può fare effetto, ma ai dolci non resisto.

Per me il riso è il risotto e basta, lo confesso, altri utilizzi mi hanno sempre trovato piuttosto scettica, anche nei dolci.
Nella mia regione di origine, il Molise ( ;) ) viene utilizzato nella preparazione delle pastiere sia il grano che il riso, però, anche qui mi tocca tirar fuori scheletri dagli armadi, la vera pastiera, a casa mia, è solo quella con il grano, rigorosamente.

Come oramai è prassi, quindi, nonostante la possibilità di scelta per la varietà di proposte, ho titubato un pò di fronte all'idea di preparare un dolce con il riso.

La proposta di Annalena è stata così convincente e ha solleticato così tanto la mia voglia di mettermi in gioco, che ho deciso di modificare pochissimo la sua ricetta originale, ricetta che affonda le radici nelle tradizioni culinarie europee, mi sono documentata sui classici che stazionano stabilmente sul mio comodino ( l'Artusi, Il re dei cuochi e La cucina molisana ;) ) alla fine, però , ho fatto di testa mia, seguendo semplicemente le mie preferenze.

Sono partita dalla bavarese proposta e me ne sono discostata utilizzando un liquore all'anice stellato, invece che lo sherry, ho abbinato delle ottime scorze di arancia candite e delle mandorle tostate, tritate, per dare una piacevole nota croccante.
 L'esperimento sembrerebbe riuscito, le dosi riportate da Annalena sono state perfette per uno stampo a cupola della capacità di 700 cc.

Devo ammettere, nonostante tutto, che non è il genere di dolce che preferisco, non apprezzo particolarmente il riso al latte, ma per l'MTC si fa questo ed altro ;)



Bavarese di riso dell'imperatrice all'anice, arancia e mandorle tostate


Dose per uno stampo della capacità di 700 cc

Ingredienti
  • 650 ml latte
  • 150 ml panna da montare non zuccherata
  • 2 tuorli
  • 70 g marmellata di arance
  • 60 g riso originario
  • 50 g zucchero
  • 50 g  mandorle tostate
  • 15 g gelatina in fogli
  • 25 g arancia candita a cubetti
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • 3 cucchiai di liquore all'anice stellato ( per la preparazione leggere qui)

Riso Originario, chicco piccolo e tondo, quello consigliato per minestre

Far tostare le mandorle con la pelle in forno caldo a 180°C per 5', oppure in padella scuotendole spesso.
Tenere da parte.

Scottare il riso per in acqua bollente, per 2 minuti, scolarlo e sciacquarlo sotto l'acqua corrente.
Scaldare 350 ml di latte con 25 g di zucchero e il baccello di vaniglia aperto, unire il riso e proseguire la cottura a fuoco moderato per 30'-35', mescolando spesso per evitare che si attacchi sul fondo.
Trascorso il tempo previsto, il riso avrà assorbito la maggior parte del latte e risulterà morbido, rimuovere il baccello di vaniglia e far intiepidire.
Ammorbidire la gelatina in acqua fredda.

Preparare la crema inglese ( che avevamo già imparato a fare nella sfida sul gelato) .
Far scaldare 300 ml di latte sul fuoco, fin quasi al bollore, nel frattempo lavorare i due tuorli con 25 g di zucchero, unire qualche cucchiaiata di latte caldo e inserire il composto di tuorli nel latte caldo, abbassando la fiamma.
Mescolare fino a quando il composto non  velerà il cucchiaio, se possedete un termometro da cucina, dovrà raggiungere la temperatura di 85°C, se non lo possedete, attenzione , perchè il composto , se supera i 90°C tenderà a dividersi, facendo rapprendere il tuorlo.
Allontanare dal fuoco.
Sciogliere la gelatina, strizzata dall'acqua, nella crema inglese, mescolando bene.

Aggiungere il riso,unire  la marmellata di arancia e farla sciogliere perfettamente, aggiungere il liquore all'anice e far intiepidire.

Montare la panna, tritare le mandorle, aggiungere al composto di crema e riso, oramai a temperatura ambiente sia il croccante che l'arancia candita a cubetti.
Inserire in due - tre volte la panna montata , versare in un contenitore a semisfera, foderato con pellicola da cucina e porre in frigo a raffreddare per una notte.

Decorare con cubetti di arancia.




                                  Con questa ricetta partecipo all' MTChallenge di settembre


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martedì 2 settembre 2014

Fragoline al vino per L'Italia nel Piatto

L'estate sta finendo, ma con L'Italia nel Piatto no, noi non ci arrendiamo, siamo fiduciosi che il sole è ancora caldo abbastanza e quei nuvoloni neri sono lì solo per farcelo credere.
Eccoci tornati belli pimpanti e ritemprati ( più o meno, io no!), pronti a regalarvi piatti regionali a base di frutta e verdura di fine estate.

Ancora una volta ho attinto alla tradizione molisana, confesso che lo sforzo è stato minimo, complice anche il periodo, ho voluto cercare una ricetta semplice semplice, da preparare con pochissimi ingredienti, se di ricetta si può parlare.

La fatica di questa preparazione consiste nell'andare a raccogliere personalmente le fragoline di bosco, oppure affidarvi a delle ottime fragole ancora disponibili e sicuramente più saporite di quelle che si trovano a maggio.

Vi consiglio di proseguire il giro  nelle altre regioni per godere di colori, e profumi di questa fine estate:

Trentino-Alto Adige: Zuppa di finferli  http://afiammadolce.blogspot.com/2014/09/zuppa-di-finferli.html

Friuli-Venezia Giulia: Sarde in Saòr http://ilpiccoloartusi.blogspot.it/2014/09/sarde-in-saor-per-litalia-nel-piatto.html

Lombardia: Rigatoni con sugo di pomodori e basilico  http://kucinadikiara.blogspot.com/2014/09/rigatoni-con-sugo-crudo-di-pomodori-e.html

Veneto: Mezze penne con fagiolini in umido http://ely-tenerezze.blogspot.it/2014/09/mezze-penne-con-fagiolini-in-umido-per.html

Valle d'Aosta: Gnocchi di barbabietola con fonduta al Bleu d'Aoste http://atuttopepe.blogspot.com/2014/09/la-valle-daosta-nel-piatto-gnocchi-di.html

Piemonte:  non partecipa.

Liguria:   pesche ripiene (perseghe pinn-e) http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/09/litalia-nel-piatto-frutta-e-verdura-di.html

Emilia Romagna: Bargnolino o Liquore di Prugnoli http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/09/bargnolino-o-liquore-di-prugnoli-per.html

Lazio: Pollo ai peperoni  http://beufalamode.blogspot.com/2014/09/pollo-alla-romana-coi-peperoni-per.html

Toscana: Trusca di Casoli http://acquacottaf.blogspot.it/2014/09/trusca-di-casoli.html

Marche: Fregandò o fricò http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.it/2014/09/fregando-frico-ricetta-tipica-delle.html

Abruzzo:Peperoni arrostiti http://ilmondodibetty.blogspot.com/2014/09/peperoni-arrostiti-per-litalia-nel.html

Umbria: Cipollata  http://amichecucina.blogspot.com/2014/09/cipollata-per-litalia-nel-piatto.html


Basilicata: Strazzata di Noepoli - pizza in teglia con peperoni e pomodori  http://blog.alice.tv/profumodicannella/2014/09/02/pizza-in-teglia-con-pomodori-e-peperoni-la-strazzata-di-mia-nonna/

Campania: Parmigiana di melanzana contadina http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/09/parmigiana-di-melanzana-contadina.html

Puglia: Spaghetti con fagiolini pinti   http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2014/09/cucina-pugliese-spaghetti-con-fagiolini.html

Calabria:Melangiani chini http://ilmondodirina.blogspot.com/2014/08/melangiani-chini.html

Sicilia: Confettura di fichi e mandorle  http://burro-e-vaniglia.blogspot.it/2014/09/confettura-fichi-e-mandorle.html

Sardegna: Melanzane in padella con cipolla http://blog.giallozafferano.it/vickyart/melanzane-in-padella-con-cipolla-ricetta-sarda/

e il Molise con le fragoline al vino.

Da questo mese L'Italia nel piatto raddoppia le uscite, ci ritroveremo il 16 di ogni mese per un altro appuntamento, seguiteci ;)




Fragoline al vino
 dose per 4 persone
  • 400 g fragoline di bosco ( o fragole piccole)
  • 100 g zucchero
  • 200 ml vino bianco
Pulite le fragoline, lavatele rapidamente senza togliere il picciolo con acqua fredda, eliminate il picciolo e lasciatele sgocciolare.

Disponete le fragole in un'insalatiera, cospargetele di zucchero, irroratele di vino e mescolatele delicatamente.
Conservare in frigo fino al momento di consumarle.






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venerdì 22 agosto 2014

Bavarese al latte di cocco e vaniglia su coulis di melone e menta

Quanto mi piace il latte di cocco ancora non l'ho detto...mi piace tanto,tantissimo, anzi di più!

Non appena arriva il periodo giusto mi reco in un noto supermercato e ne compro una scorta con cui poi DEVO necessariamente fare i conti durante l'anno!


Oltre ai vari utilizzi in cucina ho scoperto che il latte di cocco ha tante proprietà.

La noce di cocco è ricca di potassio e rappresenta un ottimo alimento ricostituente per reintegrare i sali minerali in caso di bisogno; la buona presenza di vitamina B e C la rende utile nel trattamento di alcuni disturbi quali possono essere la debolezza in generale, problemi di nervosismo e i disturbi urinari.
Secondo alcuni studi la noce di cocco aiuterebbe ad eliminare l'aria presente in eccesso nello stomaco e nell'intestino e avrebbe anche proprietà utili al fine di eliminare le tossine presenti nell'apparato digerente.

L'acqua di noce di cocco è un alimento caratterizzato da molte proprietà e benefici che si esplicano nei confronti dell'organismo umano:contiene pochi grassi, molti microelementi, elementi minerali e vitamine che contribuiscono al mantenimento di un organismo sano.
La sua assunzione genera benefici al sistema immunitario rinforzandolo, ha effetti positivi sul sistema nervoso, aiuta la digestione, ed ha proprietà rigenerative a livello cellulare.
L'acqua di noce di cocco, per le sue caratteristiche, è considerata un ottimo sostituto del plasma sanguigno in quanto è una sostanza sterile che non distrugge i globuli rossi ed è tollerato senza difficoltà dall'organismo umano.
Infatti durante la seconda guerra mondiale e successivamente durante la guerra del Vietnam, l'acqua di noce di cocco veniva direttamente iniettata ai feriti quando non vi era a disposizione il siero del sangue.
Il latte di cocco non va confuso con l'acqua che si trova all'interno della noce; esso infatti è il liquido che si ottiene dalla spremitura della polpa di cocco insieme all'acqua con successiva filtrazione. In alcune isole dei mari del sud il latte di cocco viene ancora impiegato come bevanda alternativa al latte per lo svezzamento dei neonati.
Può essere preparato anche in ambito domestico grattugiando un paio di etti di polpa di cocco fresco che andranno poi ricoperti con il doppio di acqua calda; una volta raffreddato si potrà filtrare il tutto con un panno di cotone strizzandolo per bene alla fine.
Il latte di cocco non contiene lattosio, abbonda di acido laurico, presente anche nel latte umano ed è stato dimostrato che ha proprietà utili alla salute delle ossa.
Dopo tutte queste belle informazioni prese da qui passo alla  mia ricettina.


Bavarese al latte di cocco e vaniglia su coulis di melone e menta
  • 1,5 dl di latte
  • 2 dl di latte di cocco
  • 2,5 dl di panna fresca
  • 100 gr di zucchero
  • un baccello di vaniglia
  • 12 gr gelatina in fogli
  • un piccolo melone
  • foglie di menta fresca
Ammorbidire la gelatina in acqua fredda per 10 minuti.

Riunire in una casseruola il latte, lo zucchero, il latte di cocco e il baccello di vaniglia inciso a metà nel senso della lunghezza.

Mescolare e portare a ebollizione, allontanare dal fuoco, eliminare il baccello e incorporare la gelatina strizzata, mescolare fino al completo scioglimento.
Lasciar raffreddare a temperatura ambiente.

Montare la  panna e incorporarla al composto con una spatola, mescolando dal basso verso l'alto.
Versare il composto in uno stampo della capacità di un litro o in stampini  monoporzione.
Porre in frigo per 12 ore.
Al momento di servire tagliare 6 fette di melone a cubetti unire una ventina di foglie di menta e frullare.
Versare un paio di cucchiai di coulis di melone sul fondo di un piatto e adagiarvi la bavarese (per facilitare la fuoriuscita dall stampo, immergerlo brevemente in acqua calda).
Decorare con fettine di melone.





Si è capito che mi è piaciuto???




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domenica 20 luglio 2014

A serbetta per L'Italia nel Piatto

Ci avviamo verso la stagione più calda dell'anno...o almeno così dovrebbe essere, tranne poi fare i conti con temperature che si aggirano intorno ai 18 °C a luglio, ma questo è un altro discorso.
Noi de L'Italia nel Piatto abbiamo pensato, questo mese, di concentrarci su preparazioni "fredde" in senso lato, da preparare in anticipo, da poter mangiare fredde o fredde in assoluto, come ho fatto io.
Come sempre ho attinto alla tradizione molisana, quella più antica, ma sicuramente condivisa da altre regioni.
Più sfoglio e realizzo ricette molisane e più mi rendo conto di quanto la cucina italiana sia ricca e varia, ma al tempo stesso simile in tutto lo stivale.
Quella di oggi è una non-ricetta, è semplicemente un ricordo, trasmesso a voce dalla mia mamma e anche dalla mia cara nonna, che sapeva raccontarmi di un paesino freddo e spazzato dal vento sia d'estate che d'inverno.
Mi diceva di cumuli di neve davanti alla porta di casa, impossibili da rimuovere, mi mostrava la vecchia ghiacciaia, la "nevera", del paese, dove si accumulava il ghiaccio che sarebbe servito nella stagione estiva, quando i frigoriferi ancora non esistevano.
In realtà questa ricetta veniva realizzata prevalentemente in inverno, proprio quando la neve scendeva copiosa ed era sufficiente allungare un braccio fuori dalla finestra e raccoglierne un pò in un bicchiere per realizzare una golosità inaspettata per i ragazzi: a serbetta, semplicemente ghiaccio grattugiato ( o neve fresca) e mosto cotto,disponibile gratis fino a quando non arrivava la bella stagione,oppure pagando , in estate, due soldi al gelataio, che nel frattempo si riforniva del ghiaccio conservato e faceva il suo piccolo commercio con il carrettino colorato di sciroppi.
Alle Quercigliole di Ripalimosani , paesino in provincia di Campobasso, il 12 agosto, festa di S.Maria della Neve, tra una corsa e l'altra degli asini, si poteva rinfrescarsi con un bicchiere di serbetta, realizzata invece che con la neve , con ghiaccio grattato.
Questo il mio omaggio al Molise, lasciando sempre l'invito a visitare una regione che nasconde preziose meraviglie ancora tutte da scoprire.

Per le altre ricette della nostra bella Italia potete seguire i link

Trentino Alto Adige: Pomodori estivi ripieni
http://afiammadolce.blogspot.com/2014/07/pomodori-estivi-ripieni.html

Lombardia: Torta fredda di patate, fagiolini e raspadura con salsa tonnata
http://kucinadikiara.blogspot.com/2014/07/torta-fredda-di-patate-fagiolini-e.html

Veneto:Crostini di polenta alla montelliana http://ely-tenerezze.blogspot.it/2014/07/crostini-di-polenta-alla-montelliana.html

Liguria: insalata di pomodori e bottarga
http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/07/litalia-nel-piatto-le-ricette-fredde.html

Emilia Romagna: Spinacino ripieno http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/07/spinacino-ripieno-per-litalia-nel-piatto.html

Marche: Suri sottovento - http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/07/suri-sottovento-ricetta-tipica-delle.html

Umbria: frittata con i fiori di zucca- http://amichecucina.blogspot.com/2014/07/frittata-con-fiori-di-zucca-per-litalia.html



Campania:Insalata di polpo al profumo di limone
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/07/insalata-di-polpo-al-profumo-di-limone.html

Puglia: Le friselle - http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2014/07/cucina-pugliese-le-friselle.html

Calabria:lestopitta, ovvero pitta veloce http://ilmondodirina.blogspot.it/2014/07/la-lestopitta-ovvero-pitta-veloce.html

Sardegna: Fregola con verdure all'insalata  http://blog.giallozafferano.it/vickyart/fregola-con-verdure-all-insalata/ ‎

e il Molise con A Serbetta



Per realizzare questa "ulia" ( golosità in dialetto molisano) è sufficiente avere a disposizione del ghiaccio a cubetti da tritare e dell'ottimo mosto cotto.
Tritare bene il ghiaccio e versarvi sopra il mostocotto e gustare!


Nella cartolina in foto è possibile vedere Montagano, il paese di mia nonna, completamente innevato, l'uomo che cammina sulla destra, invece era il mio prozio, zio Sergio, detto Sergio la guardia, per via del suo lavoro, dai compaesani.

Vi ricordo sempre di seguirci sulla pagina fb de L'Italia nel piatto
Finalmente a breve l'Italia sarà riunita, ecco i vincitori del contest che faranno parte della nostra squadra dalle prossime uscite :

Ecco i vincitori:

VALLE D'AOSTA: A TUTTO PEPE
PIEMONTE: IL POMODORO ROSSO
FRIULI VENEZIA GIULIA: IL PICCOLO ARTUSI
TOSCANA: ACQUA COTTA E FANTASIA
LAZIO: BEUF A' LA MODE
ABRUZZO: IL MONDO DI BETTY
BASILICATA: PROFUMO DI CANNELLA
SICILIA: BURRO E VANIGLIA

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giovedì 17 luglio 2014

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' QUESTO E' PIÙ BELLO!

 INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' QUESTO E' PIÙ BELLO!
Il secondo libro dell'MTChallenge

Perchè l'MTChallenge è la Community più bella del web  e questo secondo libro lo dimostra.
Avete nella libreria L'Ora del patè?
Nooo!!!
Correte a richiederlo alla Sagep editori insieme a questo che è il secondo libro nato dalla mente della inarrestabile Alessandra Gennaro e dal contributo di tutte ( o buona parte) delle partecipanti all'MTC.

L'argomento questa volta sono le insalate, come non le avete mai viste, da semplice contorno, diventano piatti unici, ricchi, sontuosi ed eleganti , proprio come le avrebbe immaginate Escoffier ai tempi della nascita dell'alta ristorazione.


Come sempre lo sforzo comune è per un buon fine, anche questa volta un progetto da sostenere, perchè le MTCine oltre ad essere incredibilmente brave, hanno un cuore grande.
Allora correte a cercare Insalata da Tiffany, ordinate, sfogliatelo, fatevi tentare dalla bellezza delle ricette e dall'eleganza delle immagini, cristalli preziosi, gioielli, prime edizioni di libri antichi, per rendere importanti quelle che comunemente vengono definite "insalate".










Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.



il libro è edito da Sagep Editori
le fotografie sono di Paolo Picciotto
le illustrazioni di Mai Esteve

l'impaginazione è di Barbara Ottonello di Sagep Editori
la direzione editoriale è di Fabrizio Fazzari
il prezzo è di 18,00 euro.in vendita in tutte le librerie  e su Amazon, IBS etc 


 

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mercoledì 9 luglio 2014

Torta cocco e lemon curd

Care, amiche, lettrici e navigatori del  web, sono indaffarata, indaffaratissima.
Penso sempre al mio blogghino solo e abbandonato, penso alle amiche virtuali , ma la vita reale mi ha richiamato all'ordine, a un bell'ordine: finalmente il maritino è riuscito a d aprire la sua trattoria.
Si lavora tanto e, naturalmente, il mio tempo da dedicare alla MIA cucina è completamente sparito, ma siamo soddisfatti così.
Vi lascio un dolcino e l'invito a venirci a trovare a Sulmona  alla trattoria Don Ciccio, pochi tavoli, ottima cucina e una città da scoprire.
Vi aspettiamo!Anche sulla nostra pagina fb

Trattoria Don Ciccio
Corso Ovidio 79/81
67039 Sulmona (Aq)
per prenotazioni:0864/660973
Pagina fb: https://www.facebook.com/pages/Trattoria-Don-Ciccio/267073400143530?ref_type=bookmark




Torta al cocco e lemon curd
tre tortiere da 18 cm
  • 300 g albumi
  • 150 g fecola di patate
  • 120 g farina di cocco più altra per la finitura
  • 170 g burro
  • 300 g di zucchero
  • 6 g lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 250 ml panna montata per decorare
  • lemon curd per farcire
Far sciogliere il burro a fiamma dolce.

Montare gli albumi a neve ferma, setacciare la fecola, con il lievito e il pizzico di sale e unire delicatamente agli albumi.Incorporare anche la farina di cocco.
Aggiungere lo zucchero in 2-3 volte alternandolo al burro fuso.

Versare nei tre stampi, imburrati, infarinati e , volendo, foderati con carta forno.
Cuocere in forno caldo a 200° C per 30'.

Fare sempre la prova stecchino, deve uscire perfettamente asciutto , far raffreddare rimuovendo la carta forno.


Lemon curd
( Troverete anche la versione di Martha Stewart su questo blog, ma questa è la mia ed è quella che preferisco)


Dose per circa 250 g di crema
  • 74 g tuorli ( circa 4)
  • 120 g zucchero semolato
  • 50 g succo di limone filtrato
  • 10 g burro
Mescolare, in un contenitore adatto al bagnomaria, con una frusta a mano, i tuorli, lo zucchero e il succo di limone.
Porre su un bagnomaria e a fuoco bassissimo cuocere, mescolando sempre, fino a quando il composto non velerà il cucchiaio.

Al termine unire il burro e mescolare bene fino a quando non sarà assorbito completamente.

Far raffreddare a temperatura ambiente, poi conservare in frigo.

Se pensate di non utilizzarla, potete conservarla in un barattolo sterillizzato, in frigo per almeno tre settimane.


Comporre la torta

Rifilare i tre dischi di torta al cocco.
Fare degli strati farcendo con la lemon curd, terminare con un disco di torta.

Coprire tutta la torta con la panna montata zuccherata e spolverare con cocco grattugiato.

Volendo è possibile bagnare leggermente i vari strati di pasta con uno sciroppo aromatizzato con limoncello o liquore a piacere o semplicemente acqua e zucchero.





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mercoledì 25 giugno 2014

Victoria sponge cake.

Un'altra base per torte.

Ho già detto che a me le torte tradizionali non piacciono, non amo particolarmente il pan di spagna, così soffice, asciutto e dal sapore di uovo.

Questa torta è uno spettacolo, facile, buona, riesce e si può farcire tranquillamente senza bagnarla con sciroppi vari.

Ideale per realizzare quelle bellissime torte decorate in pasta di zucchero, ma non ve l'aspettate da me!


Victoria sponge cake
per uno stampo da 20 cm oppure due da 14 cm e da 16 cm
  • 220 g farina 00
  • 220 g zucchero
  • 220 g burro morbido
  • 4 uova medie a temperatura ambiente
  • 8 g lievito per dolci
  • vaniglia
Montare il burro e lo zucchero a crema, unire un uovo alla volta e aspettare che sia ben amalgamato prima di inserire il successivo.
Aggiungere l'essenza di vaniglia, o i semi di una bacca, in ultimo la farina setacciata con il lievito.

Versare in uno stampo imburrato e infarinato.

Cuocere in forno caldo , ventilato a 180° per 35', fare sempre la prova stecchino.


Quella provata da me è stata farcita con  questa crema e decorata con panna montata.
È una base che lascia spazio a infinite varianti.





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venerdì 20 giugno 2014

Pollo a "ciffe e ciaffe" per la cucina molisana de L'Italia nel piatto

Il sugo a " ciffe e ciaffe" era un ottimo sistema per ammorbidire il pollo ruspante, sodo e compatto per lo scorrazzare libero sull'aia, cosa oramai quasi impensabile per noi consumatori del XXI secolo.
Oramai pretendiamo polli dalle carni tenere, che vengano via con facilità dalle ossa , ma i nostri nonni erano abituati a far funzionare la mandibola più di noi.

Questa ricetta tradizionale molisana riporta a quei tempi in cui anche la spartizione del pollo seguiva regole ben precise: le parti migliori toccavano agli uomini.
Al capo di casa il petto, ai giovani, che dovevavo lavorare e irrobustirsi, le cosce, alle vecchie, che avevano pazienza e tempo, il collo, alle ragazze le ali come augurio di convolare a giuste nozze e alla regina indiscussa della casa, toccava " il boccone del re", vale a dire la parte carnosa del volatile dove...non coce 'o sole ( per citare Pino Daniele!).

Oggi può essere tutto più semplice, o più complicato se si assecondano i gusti di tutti i commensali, ma, comunque sia, è sempre un piacere ritrovarsi insieme attorno ad una tavola imbandita e mangiare, magari dimenticandosi delle posate.

Il tema di questo mese per noi de L'Italia nel Piatto è il pollo, ogni regione ha la propria ricetta , seguiteci nel nostro consueto viaggio gastronomico:

Trentino Alto Adige - Petti di pollo ai mirtilli
http://afiammadolce.blogspot.it/2014/06/petti-di-pollo-ai-mirtilli.html

Lombardia -assente per questo mese

Veneto - assente per questo mese

Emilia Romagna - Pollo in galera http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/06/pollo-in-galera-per-litalia-nel-piatto.html

Liguria: pollo alla cacciatora http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/06/litalia-nel-piatto-le-ricette-con-il.html

Marche - Pollo alla 'ncip 'nciap http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/06/pollo-alla-ncip-nciap-ricetta-tipica.html

Umbria - Gnocchi con sugo di piccione
http://amichecucina.blogspot.com/2014/06/gnocchi-con-sugo-di-piccione-per.html

Campania - Tagliata di pollo cotto su pietra lavica
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/06/tagliata-di-pollo-cotto-su-pietra-lavica.html
Puglia - Non partecipa

Calabria - Pollo cu pipi salati
http://ilmondodirina.blogspot.it/2014/06/pollo-cu-pipi-salati.html

Sardegna - Pollo con olive e capperi a succhittu ricetta sarda
http://blog.giallozafferano.it/vickyart/pollo-con-olive-e-capperi-a-succhittu/

e il Molise con il Pollo a ciffe e ciaffe



Pollo a "ciffe e ciaffe"
  • un pollo ruspante ( da catturare rigorosamente sull'aia)
  • 500 g di pomodori pelati
  • 2 spicchi di aglio
  • un peperoncino piccante
  • un rametto di rosmarino
  • un bicchiere di olio extravergine di oliva
  • sale q.b.
Avete catturato il vostro polletto? Bene, adesso procedete al trapasso e alla pulizia.
Spennatelo e spiumatelo, bruciacchiate sulla fiamma l'eventuale peluria ( e ritornate con la memoria a quando era la vostra mamma o nonna a farlo), sventratelo, estraete  le interiora e lavatelo in acqua corrente.
Più semplice , ma di vcerto meno avventuroso, l'acquisto di un pollo ruspante, bello e pulito e magai anche già a pezzi.

Tagliatelo a piccoli pezzi ( se l'avete catturato e pulito voi) e fatelo rosolare a fuoco moderato in una "tiella" di coccio con l'olio e tutti gli odori, mescolando spesso con un cucchiaio di  legno.
Appena la carne sarà diventata dorata, insaporitela con il sale e il peperoncino, unire i pomodori pelati e fate cuocere per circa un'ora, aggiungendo se necessario, un pò di acqua calda.

Il sughetto dovrà risultare piuttosto denso e piccante, ideale accompagnamento di questo piatto è la pizza "de randinie".




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