Quando la voglia di cioccolato  chiama,  la mamma risponde prontamente realizzando l' ultima ,  in ordine di arrivo,  delle ricette di biscotti che la figliola condivide con me. 

Se lei  trascorre tutta la mattina davanti al pc, qualcuno dovrà pure provvedere alle sue pause per rifocillarsi e non c' è niente di più gradito di un cookie  al triplo cioccolato. 

La ricetta viene da qui e ci è  piaciuta moltissimo, l'ho leggermente modificata utilizzando solo albumi e diminuendo la quantità di lievito. 





Biscotti al triplo cioccolato senza burro

Dose per 20/25 pezzi

  • 250 g farina 00
  • 100 g cioccolato fondente 
  • 100 g zucchero semolato ( ma secondo me anche di canna ci sta benissimo )
  • 75 g gocce di cioccolato 
  • 50 g olio di semi 
  • 25 g cacao amaro in polvere 
  • 85/90 g albumi ( oppure due uova intere) 
  • 1 cucchiaino raso di di lievito per dolci 
  • 1 cucchiaino raso di bicarbonato di sodio 
  • vaniglia
Nella ciotola della planetaria  inserire farina,  zucchero,  lievito e bicarbonato,  mescolare. 
Fondere il cioccolato al microonde e inserire nella ciotola,  mescolando con la foglia,  unire l' olio,  gli albumi , la vaniglia e in ultimo le gocce di cioccolato.
Ottenere un composto omogeneo,  se occorre aggiungere qualche altri cucchiaio di albume. 
Formare delle palline grandi come noci,  rotolare nello zucchero semolato porre su una teglia coperta da carta forno,  appiattire leggermente,  cospargere con zucchero a velo. 
Cuocere in forno  preriscaldato a 180°C  per 20'.
Far raffreddare e rimuovere dalla teglia.  

 Ho una passione per la cucina,  meno per il mangiare in sé,  ma adoro provare cibi nuovi,  nuovi abbinamenti e anche nuove tecniche di cottura. 

Sono in pieno fermento da vasocottura al microonde,  tecnica di Rosella Errante  che utilizzo abbondantemente sopratutto per la comodità di preparare in anticipo e avere una bella scorta per quindici giorni che con tre minuti di microonde saranno pronti da gustare ( per tutte le informazioni potete vedere sul blog di Rosella )

Si sa che da cosa nasce cosa e dopo aver provato primi,  secondi,  zuppe e contorni  mi è venuta voglia di sperimentare con i dolci, che in linea di massima non vanno proprio d'accordo  con la vasocottura al microonde,  ma con la vasocottura al forno si e così,  dopo qualche ricerca,  aspettando di provare con un lievitato,  ho sperimentato con un plumcake. 

La ricetta viene da Non solo zucchero vol. I di Iginio Massari, ho provato a utilizzare la tecnica della vasocottura al forno,  sembrerebbe essere riuscita,  ma per la certezza dovrò aspettare circa quattro mesi... resisteró?

Nel frattempo vi lascio la ricetta tradizionale che,  inutile dirlo,  merita di essere assaggiata,  il caro Massari non sbaglia un colpo. 


Plumcake al limone di Iginio Massari  tradizionale e in vasocottura al forno 

Dose per 3 vasetti da 500 ml e uno stampo da plumcake da 500 g. 

  • 250 g burro a temperatura ambiente 
  • 2 g sale
  • 10 g buccia di limone bio grattugiata 
  • 280 g zucchero a velo 
  • 218 g uova intere 
  • 94 g latte
  • 250 g farina 00
  • 90 g fecola 
  • 7,5 g lievito per dolci 
Montare in planetaria , con  la foglia a velocitá media,  burro,  zucchero,  sale e limone. 
Incorporare uova e latte alternate alle farine setacciate due volte con il lievito. 
Ottenere un composto omogeneo e cremoso. 
A questo punto potete scegliere se procedere con una cottura tradizionale o con la vasocottura. 
Per la vasocottura procurarsi dei barattoli tipo Fido della Bormioli,  rimuovere il tappo con la guarnizione. 
Imburrare ogni barattolo e inserire circa 250/300 g di impasto,  battere leggermente il fondo di un piano,  per livellare e porre sulla teglia da forno. 
Preriscaldare il forno a 170°C  modalità ventilato,  cuocere per 40'.
Al termine fare la prova stecchino, sfornare e chiudere subito con i tappi con la guarnizione. 
Rovesciare e far raffreddare. 
Dura dai 4 ai 6 mesi, per la certezza occorre attendere. 

Cottura tradizionale al forno 
In uno stampo al silicone o in acciaio foderato con carta forno  versare l' impasto,  fare un taglio longitudinale con una spatola immersa nel burro fuso. 
Cuocere in forno preriscaldato a 180°C  per 35', per 500 g di impasto. 

Suggerimento 
Per evitare la doppia cottura io ho infornato sia i barattoli che lo stampo da plumcake alla temperatura prevista per i barattoli,  se occorre  prolungare di qualche minuto per il plumcake dopo aver tirato fuori i barattoli. 





 Se non devo friggere sono felice,  ma se riesco ugualmente ad ottenere un ottimo risultato  sono ancora più  felice. 

Questa ricetta mi ha attirato quando l'ho letta qui , soprattutto per la leggerezza dell' impasto e la possibilità di glassarla. 

Ai critici di casa é piaciuta sia la versione senza glassa,  magari con un po'  di marmellata,  che la versione al cioccolato. 

Sicuramente una buona ricetta da ripetere. 




Ciambelle al forno senza lattosio  con glassa rocher 

  • 500 g farina con 11% di proteine
  • 220/230 g acqua 
  • 1 uovo 
  • 40 g olio di semi
  • 6 g lievito di birra secco
  • 110 g zucchero 
  • vaniglia  2 cucchiaini 
  • sale
Nella ciotola della planetaria  con il gancio  versare farina,  lievito,  sale, zucchero e mescolare,  unire l' uovo,  poi l' acqua in tre volte e in ultimo l' olio a filo. 

Far lavorare bene,  fino a quando l' impasto non si staccherà dalle pareti e resterà aggrappato al gancio. 
Rovesciare su un piano infarinato e lavorare con le mani per uninuto, arrotondandolo. 
Porre in una ciotola,  coprire e far lievitare al raddoppio,  circa due ore. 
Trascorso questo tempo rovesciare su un piano infarinato,  stendere allo spessore di 8 mm e ritagliate delle ciambelle di 10 cm di diametro,  creando un buco al centro con una punta da pasticcere. 
Porre su teglia con carta forno,  coprire e far lievitare altri 45'.
Preriscaldare il forno e cuocere per 8'/9' , non superare questo tempo,  le ciambelle devono rimanere chiare. 
Far raffreddare  bene. 

Preparare la glassa rocher
  • 175 g  cioccolato fondente 
  • 50 g olio di semi
  • Granella di nocciole 
Fondere il cioccolato al microonde o a bagnomaria,  unire l' olio di semi e mescolare fino a quando non si otterrà un composto ben amalgamato.

Unire la granella di nocciole. 

Lasciare le ciambelle per un po'  in frigorifero e poi  tuffarli nella glassa. 
Riporre in frigo per far rapprendere la glassa,  riportare a casa temperatura ambiente prima di consumare. 










Sono tanti anni che preparo il ciambellone di Santin e mi sono accorta di non averlo mai scritto su  questo blog. 

É una ricetta facile,  che riesce ( e non poteva essere altrimenti),  con ingredienti di facile reperibilità  .

L' ho preparato una mattina  andandolo a cercare in uno dei miei tanti quadernini e così  ho deciso di farlo approdare su queste pagine virtuali. 







Ciambellone di Maurizio Santin 

Per uno stampo a ciambella di 26/28 cm

  • 300 g farina 00
  • 250 g zucchero 
  • 4 uova 
  • 150 ml olio di semi 
  • 120 ml latte
  • 7 g lievito per dolci 
  • 5 g sale fino
  • vaniglia o buccia di limone
Montare gli albumi a neve,  riservare. 
In planetaria montare i tuorli con lo zucchero , far triplicare,  inserire il sale e gli aromi e aggiungere a filo l' olio e il latte. 
Inserire la farina setacciata con il lievito inglobandola  con una spatola. 
Incorporare anche gli albumi  senza far smontare il composto. 
Versare in uno stampo a ciambella  unto con burro  , cospargere con zucchero a granella  e cuocere in forno caldo  a 180°C  per 40'/45'.


 Esperimenti su esperimenti,  soprattutto nella speranza di trovare il connubio perfetto in questi dolci vegani. 

Mi sono fatta incuriosire dall' utilizzo della patata dolce che ho scoperto da relativamente poco tempo e così è  finita sia nell'impasto che nella farcia di questa torta. 

Devo ammettere che la base è  ottima e molto versatile, mentre la farcia mi ha convinto meno, ma c' è da aggiungere che i sapori migliorano con il riposo  e tendono ad amalgamarsi bene. 

La prossima volta utilizzerò  questa ganache   , oppure questa crema, ma se siete audaci provate questa a base di patate dolci. 

La ricetta viene dal profilo Instagram  Thisisnotcake











Torta al cioccolato vegana alle patate dolci

Dose per due basi da 20 cm

Base

  • 320 g manitoba
  • 200 g zucchero di canna 
  • 70 g cacao amaro in polvere 
  • 8 g lievito per dolci 
  • 360 g latte vegetale 
  • 1 cucchiaio di aceto di mele 
  • 250 g patata dolce cotta a vapore
  • 120 ml caffè 
  • 140 ml olio di semi 
Farcia
  • 300 g patate dolci cotte al vapore 
  • 150 g cioccolato fondente 70%
  • Un cucchiaio sciroppo di acero/agave
  • Composta di lamponi per farcire
In ciotola unire il latte e aceto e far iniziare a cagliare poi aggiungere gli altri liquidi e la patata ridotta in purea. 
In un' altra ciotola mescolare le polveri. Unire i due composti e mescolare bene. 
Versare in due tortiere ad anello,  foderate con carta forno , cuocere in forno caldo a 180°C  per 25'/30'.
Sfornare e far raffreddare,  se occorre ritagliare la sommità per ottenere due dischi piatti. 

Preparare la farcia mentre cuociono le basi. 
Cuocere la patata al vapore e ridi et la on purea,  fondere il cioccolato ad l microonde  e  unire alla patata,  frullare con un mixer ad immersione  per ottenere un composto liscio,  aggiungere lo sciroppo d'acero e  frullare ancora. 
Utilizzare tiepido per farcire la torta. 

Montaggio del dolce
Su una delle basi pareggiata stendere uno strato di confettura di lamponi e un terzo del frosting ancora tiepido. Coprire con il secondo disco e utilizzare il frosting rimasto per coprire tutta la torta. 
Decorare la superficie  volendo con lamponi freschi e riccioli di cioccolato,  io non l' ho fatto. 

 Tutti abbiamo la ricetta di famiglia,  quella della nonna,  della suocera,  della zia Mariuccia e tutti giuriamo e spergiuriamo sulla bontà,  anche io ho tante ricette  così su questo blog,  ma quando un Pasticcere come Gino Fabbri regala ai suoi seguaci una ricetta,  io la replico ad occhi chiusi. 

Il risultato,  come dice lo stesso Fabbri,  é una crostata piuttosto rustica, casalinga,ma posso garantire che in pochissimo tempo e con una giusta quantità di burro si otterrà un ottimo risultato che non deluderà.  Se poi utilizzate una marmellata fatta in casa ( per me di amarene della suocera)  il risultato sarà eccellente. 








Crostata di Gino Fabbri 

Dose per uno stampo da 24 cm

  • 280 g farina 00
  • 55 g burro
  • 10 g lievito per dolci 
  • 110 g zucchero 
  • 1 uovo
  • scorza di ½ limone bio grattugiata 
  • 30 g latte 
  • Marmellata a piacere 
Grattugiare il limone nello zucchero .
Ammorbidire leggermente il burro,  sabbiare la farina, mescolata con il lievito, con il burro. 
Aggiungere lo zucchero  poi l' uovo,  in ultimo il latte,  il composto sembra poco idratato,  ma continuate a lavorare con la foglia e si otterrà la giusta consistenza. 
Avvolgere nella pellicola e far riposare in frigo per almeno 10', ma anche di più. 
Su un piano appiattire la frolla tra due fogli di carta forno,  spolverando con farina se occorre.  Appiattire allo spessore di 3/4 mm,  contenendo lievito la frolla tende a crescere un po' in cottura. 
Foderare una teglia in alluminio precedentemente oliata o imburrata e adagiarvi la frolla, versare un abbondante strato di marmellata, ( come suggerisce Massari la marmellata deve essere il 30% sul peso della frolla ) ,   creare delle strisce, ritagliare i lati. 
Lucidare con un uovo oppure con albume e poco latte. 
Cuocere in forno preriscaldato,  a 180°C per 25'.

Mi sembra così strano notare come il mio modo di cucinare sia virato verso preparazioni più  leggere e tendenzialmente vegane. 
Non so se sia una moda,  resta il fatto che circolano davvero tante ricette e io sono una persona curiosa e senza pregiudizi,  quindi ben vengano nuovi piatti alternativi. 
La ricetta viene dal blog Taste and Soul




Torta di grano saraceno vegana e glutei free 
Per uno stampo da 20 cm

  • 150 g farina di grano saraceno 
  • 150 g farina di nocciole  ( o mandorle) 
  • 100 g olio di cocco
  • 120 g sciroppo d'acero o d' agave
  • 100 g latte vegetale ( per me di mandorle) 
  • 150 g acqua faba fredda di frigo 
  • buccia grattugiata di ½ limone biologico 
  • 1 cucchiaino bicarbonato di dodio
  • un pizzico di sale
  • Vaniglia
  • Aroma di mandorla amara ( mia aggiunta) 
  • Composta di frutti rossi per farcire
Mescolare farine,  sale, aromi e bicarbonato. 
In una ciotola sciogliere olio di cocco con sciroppo d'acero,  versare sulle farine insieme al latte vegetale,  mescolare con una spatola. 
Montare a neve ferma l' acqua faba,  questa operazione vi riuscirà solo conservando l' acqua faba  in frigorifero. 
Umore a cucchiaiate nel composto  precedente,  mescolando dal basso verso l'alto per non notare il composto.
Versare in uno stampo foderato con carta forno  e cuocere a 170°C  per 30',  far raffreddare  bene prima di sformare. 
Dividere  in due dischi ( la torta è  molto friabile,  io mi sono aiutata con una base per torta per separare le due parti tagliate),  farcire con la composta,  sovrapporre il secondo disco. 
Cospargere con zucchero a velo,  far riposare prima di consumare. 

La torta è  friabilissima, da mangiare servita in un piattino con una forchettina,  per la gioia di Csaba della Zorza 😉 .
Dura al massimo per tre giorni. 
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