Google traduttore

domenica 20 luglio 2014

A serbetta per L'Italia nel Piatto

Ci avviamo verso la stagione più calda dell'anno...o almeno così dovrebbe essere, tranne poi fare i conti con temperature che si aggirano intorno ai 18 °C a luglio, ma questo è un altro discorso.
Noi de L'Italia nel Piatto abbiamo pensato, questo mese, di concentrarci su preparazioni "fredde" in senso lato, da preparare in anticipo, da poter mangiare fredde o fredde in assoluto, come ho fatto io.
Come sempre ho attinto alla tradizione molisana, quella più antica, ma sicuramente condivisa da altre regioni.
Più sfoglio e realizzo ricette molisane e più mi rendo conto di quanto la cucina italiana sia ricca e varia, ma al tempo stesso simile in tutto lo stivale.
Quella di oggi è una non-ricetta, è semplicemente un ricordo, trasmesso a voce dalla mia mamma e anche dalla mia cara nonna, che sapeva raccontarmi di un paesino freddo e spazzato dal vento sia d'estate che d'inverno.
Mi diceva di cumuli di neve davanti alla porta di casa, impossibili da rimuovere, mi mostrava la vecchia ghiacciaia, la "nevera", del paese, dove si accumulava il ghiaccio che sarebbe servito nella stagione estiva, quando i frigoriferi ancora non esistevano.
In realtà questa ricetta veniva realizzata prevalentemente in inverno, proprio quando la neve scendeva copiosa ed era sufficiente allungare un braccio fuori dalla finestra e raccoglierne un pò in un bicchiere per realizzare una golosità inaspettata per i ragazzi: a serbetta, semplicemente ghiaccio grattugiato ( o neve fresca) e mosto cotto,disponibile gratis fino a quando non arrivava la bella stagione,oppure pagando , in estate, due soldi al gelataio, che nel frattempo si riforniva del ghiaccio conservato e faceva il suo piccolo commercio con il carrettino colorato di sciroppi.
Alle Quercigliole di Ripalimosani , paesino in provincia di Campobasso, il 12 agosto, festa di S.Maria della Neve, tra una corsa e l'altra degli asini, si poteva rinfrescarsi con un bicchiere di serbetta, realizzata invece che con la neve , con ghiaccio grattato.
Questo il mio omaggio al Molise, lasciando sempre l'invito a visitare una regione che nasconde preziose meraviglie ancora tutte da scoprire.

Per le altre ricette della nostra bella Italia potete seguire i link

Trentino Alto Adige: Pomodori estivi ripieni
http://afiammadolce.blogspot.com/2014/07/pomodori-estivi-ripieni.html

Lombardia: Torta fredda di patate, fagiolini e raspadura con salsa tonnata
http://kucinadikiara.blogspot.com/2014/07/torta-fredda-di-patate-fagiolini-e.html

Veneto:Crostini di polenta alla montelliana http://ely-tenerezze.blogspot.it/2014/07/crostini-di-polenta-alla-montelliana.html

Liguria: insalata di pomodori e bottarga
http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/07/litalia-nel-piatto-le-ricette-fredde.html

Emilia Romagna: Spinacino ripieno http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/07/spinacino-ripieno-per-litalia-nel-piatto.html

Marche: Suri sottovento - http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/07/suri-sottovento-ricetta-tipica-delle.html

Umbria: frittata con i fiori di zucca- http://amichecucina.blogspot.com/2014/07/frittata-con-fiori-di-zucca-per-litalia.html



Campania:Insalata di polpo al profumo di limone
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/07/insalata-di-polpo-al-profumo-di-limone.html

Puglia: Le friselle - http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2014/07/cucina-pugliese-le-friselle.html

Calabria:lestopitta, ovvero pitta veloce http://ilmondodirina.blogspot.it/2014/07/la-lestopitta-ovvero-pitta-veloce.html

Sardegna: Fregola con verdure all'insalata  http://blog.giallozafferano.it/vickyart/fregola-con-verdure-all-insalata/ ‎

e il Molise con A Serbetta



Per realizzare questa "ulia" ( golosità in dialetto molisano) è sufficiente avere a disposizione del ghiaccio a cubetti da tritare e dell'ottimo mosto cotto.
Tritare bene il ghiaccio e versarvi sopra il mostocotto e gustare!


Nella cartolina in foto è possibile vedere Montagano, il paese di mia nonna, completamente innevato, l'uomo che cammina sulla destra, invece era il mio prozio, zio Sergio, detto Sergio la guardia, per via del suo lavoro, dai compaesani.

Vi ricordo sempre di seguirci sulla pagina fb de L'Italia nel piatto
Finalmente a breve l'Italia sarà riunita, ecco i vincitori del contest che faranno parte della nostra squadra dalle prossime uscite :

Ecco i vincitori:

VALLE D'AOSTA: A TUTTO PEPE
PIEMONTE: IL POMODORO ROSSO
FRIULI VENEZIA GIULIA: IL PICCOLO ARTUSI
TOSCANA: ACQUA COTTA E FANTASIA
LAZIO: BEUF A' LA MODE
ABRUZZO: IL MONDO DI BETTY
BASILICATA: PROFUMO DI CANNELLA
SICILIA: BURRO E VANIGLIA

Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

giovedì 17 luglio 2014

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' QUESTO E' PIÙ BELLO!

 INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' QUESTO E' PIÙ BELLO!
Il secondo libro dell'MTChallenge

Perchè l'MTChallenge è la Community più bella del web  e questo secondo libro lo dimostra.
Avete nella libreria L'Ora del patè?
Nooo!!!
Correte a richiederlo alla Sagep editori insieme a questo che è il secondo libro nato dalla mente della inarrestabile Alessandra Gennaro e dal contributo di tutte ( o buona parte) delle partecipanti all'MTC.

L'argomento questa volta sono le insalate, come non le avete mai viste, da semplice contorno, diventano piatti unici, ricchi, sontuosi ed eleganti , proprio come le avrebbe immaginate Escoffier ai tempi della nascita dell'alta ristorazione.


Come sempre lo sforzo comune è per un buon fine, anche questa volta un progetto da sostenere, perchè le MTCine oltre ad essere incredibilmente brave, hanno un cuore grande.
Allora correte a cercare Insalata da Tiffany, ordinate, sfogliatelo, fatevi tentare dalla bellezza delle ricette e dall'eleganza delle immagini, cristalli preziosi, gioielli, prime edizioni di libri antichi, per rendere importanti quelle che comunemente vengono definite "insalate".










Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.



il libro è edito da Sagep Editori
le fotografie sono di Paolo Picciotto
le illustrazioni di Mai Esteve

l'impaginazione è di Barbara Ottonello di Sagep Editori
la direzione editoriale è di Fabrizio Fazzari
il prezzo è di 18,00 euro.in vendita in tutte le librerie  e su Amazon, IBS etc 


 

Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

mercoledì 9 luglio 2014

Torta cocco e lemon curd

Care, amiche, lettrici e navigatori del  web, sono indaffarata, indaffaratissima.
Penso sempre al mio blogghino solo e abbandonato, penso alle amiche virtuali , ma la vita reale mi ha richiamato all'ordine, a un bell'ordine: finalmente il maritino è riuscito a d aprire la sua trattoria.
Si lavora tanto e, naturalmente, il mio tempo da dedicare alla MIA cucina è completamente sparito, ma siamo soddisfatti così.
Vi lascio un dolcino e l'invito a venirci a trovare a Sulmona  alla trattoria Don Ciccio, pochi tavoli, ottima cucina e una città da scoprire.
Vi aspettiamo!Anche sulla nostra pagina fb

Trattoria Don Ciccio
Corso Ovidio 79/81
67039 Sulmona (Aq)
per prenotazioni:0864/660973
Pagina fb: https://www.facebook.com/pages/Trattoria-Don-Ciccio/267073400143530?ref_type=bookmark




Torta al cocco e lemon curd
tre tortiere da 18 cm
  • 300 g albumi
  • 150 g fecola di patate
  • 120 g farina di cocco più altra per la finitura
  • 170 g burro
  • 300 g di zucchero
  • 6 g lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 250 ml panna montata per decorare
  • lemon curd per farcire
Far sciogliere il burro a fiamma dolce.

Montare gli albumi a neve ferma, setacciare la fecola, con il lievito e il pizzico di sale e unire delicatamente agli albumi.Incorporare anche la farina di cocco.
Aggiungere lo zucchero in 2-3 volte alternandolo al burro fuso.

Versare nei tre stampi, imburrati, infarinati e , volendo, foderati con carta forno.
Cuocere in forno caldo a 200° C per 30'.

Fare sempre la prova stecchino, deve uscire perfettamente asciutto , far raffreddare rimuovendo la carta forno.


Lemon curd
( Troverete anche la versione di Martha Stewart su questo blog, ma questa è la mia ed è quella che preferisco)


Dose per circa 250 g di crema
  • 74 g tuorli ( circa 4)
  • 120 g zucchero semolato
  • 50 g succo di limone filtrato
  • 10 g burro
Mescolare, in un contenitore adatto al bagnomaria, con una frusta a mano, i tuorli, lo zucchero e il succo di limone.
Porre su un bagnomaria e a fuoco bassissimo cuocere, mescolando sempre, fino a quando il composto non velerà il cucchiaio.

Al termine unire il burro e mescolare bene fino a quando non sarà assorbito completamente.

Far raffreddare a temperatura ambiente, poi conservare in frigo.

Se pensate di non utilizzarla, potete conservarla in un barattolo sterillizzato, in frigo per almeno tre settimane.


Comporre la torta

Rifilare i tre dischi di torta al cocco.
Fare degli strati farcendo con la lemon curd, terminare con un disco di torta.

Coprire tutta la torta con la panna montata zuccherata e spolverare con cocco grattugiato.

Volendo è possibile bagnare leggermente i vari strati di pasta con uno sciroppo aromatizzato con limoncello o liquore a piacere o semplicemente acqua e zucchero.





Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

mercoledì 25 giugno 2014

Victoria sponge cake.

Un'altra base per torte.

Ho già detto che a me le torte tradizionali non piacciono, non amo particolarmente il pan di spagna, così soffice, asciutto e dal sapore di uovo.

Questa torta è uno spettacolo, facile, buona, riesce e si può farcire tranquillamente senza bagnarla con sciroppi vari.

Ideale per realizzare quelle bellissime torte decorate in pasta di zucchero, ma non ve l'aspettate da me!


Victoria sponge cake
per uno stampo da 20 cm oppure due da 14 cm e da 16 cm
  • 220 g farina 00
  • 220 g zucchero
  • 220 g burro morbido
  • 4 uova medie a temperatura ambiente
  • 8 g lievito per dolci
  • vaniglia
Montare il burro e lo zucchero a crema, unire un uovo alla volta e aspettare che sia ben amalgamato prima di inserire il successivo.
Aggiungere l'essenza di vaniglia, o i semi di una bacca, in ultimo la farina setacciata con il lievito.

Versare in uno stampo imburrato e infarinato.

Cuocere in forno caldo , ventilato a 180° per 35', fare sempre la prova stecchino.


Quella provata da me è stata farcita con  questa crema e decorata con panna montata.
È una base che lascia spazio a infinite varianti.





Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

venerdì 20 giugno 2014

Pollo a "ciffe e ciaffe" per la cucina molisana de L'Italia nel piatto

Il sugo a " ciffe e ciaffe" era un ottimo sistema per ammorbidire il pollo ruspante, sodo e compatto per lo scorrazzare libero sull'aia, cosa oramai quasi impensabile per noi consumatori del XXI secolo.
Oramai pretendiamo polli dalle carni tenere, che vengano via con facilità dalle ossa , ma i nostri nonni erano abituati a far funzionare la mandibola più di noi.

Questa ricetta tradizionale molisana riporta a quei tempi in cui anche la spartizione del pollo seguiva regole ben precise: le parti migliori toccavano agli uomini.
Al capo di casa il petto, ai giovani, che dovevavo lavorare e irrobustirsi, le cosce, alle vecchie, che avevano pazienza e tempo, il collo, alle ragazze le ali come augurio di convolare a giuste nozze e alla regina indiscussa della casa, toccava " il boccone del re", vale a dire la parte carnosa del volatile dove...non coce 'o sole ( per citare Pino Daniele!).

Oggi può essere tutto più semplice, o più complicato se si assecondano i gusti di tutti i commensali, ma, comunque sia, è sempre un piacere ritrovarsi insieme attorno ad una tavola imbandita e mangiare, magari dimenticandosi delle posate.

Il tema di questo mese per noi de L'Italia nel Piatto è il pollo, ogni regione ha la propria ricetta , seguiteci nel nostro consueto viaggio gastronomico:

Trentino Alto Adige - Petti di pollo ai mirtilli
http://afiammadolce.blogspot.it/2014/06/petti-di-pollo-ai-mirtilli.html

Lombardia -assente per questo mese

Veneto - assente per questo mese

Emilia Romagna - Pollo in galera http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/06/pollo-in-galera-per-litalia-nel-piatto.html

Liguria: pollo alla cacciatora http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/06/litalia-nel-piatto-le-ricette-con-il.html

Marche - Pollo alla 'ncip 'nciap http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/06/pollo-alla-ncip-nciap-ricetta-tipica.html

Umbria - Gnocchi con sugo di piccione
http://amichecucina.blogspot.com/2014/06/gnocchi-con-sugo-di-piccione-per.html

Campania - Tagliata di pollo cotto su pietra lavica
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/06/tagliata-di-pollo-cotto-su-pietra-lavica.html
Puglia - Non partecipa

Calabria - Pollo cu pipi salati
http://ilmondodirina.blogspot.it/2014/06/pollo-cu-pipi-salati.html

Sardegna - Pollo con olive e capperi a succhittu ricetta sarda
http://blog.giallozafferano.it/vickyart/pollo-con-olive-e-capperi-a-succhittu/

e il Molise con il Pollo a ciffe e ciaffe



Pollo a "ciffe e ciaffe"
  • un pollo ruspante ( da catturare rigorosamente sull'aia)
  • 500 g di pomodori pelati
  • 2 spicchi di aglio
  • un peperoncino piccante
  • un rametto di rosmarino
  • un bicchiere di olio extravergine di oliva
  • sale q.b.
Avete catturato il vostro polletto? Bene, adesso procedete al trapasso e alla pulizia.
Spennatelo e spiumatelo, bruciacchiate sulla fiamma l'eventuale peluria ( e ritornate con la memoria a quando era la vostra mamma o nonna a farlo), sventratelo, estraete  le interiora e lavatelo in acqua corrente.
Più semplice , ma di vcerto meno avventuroso, l'acquisto di un pollo ruspante, bello e pulito e magai anche già a pezzi.

Tagliatelo a piccoli pezzi ( se l'avete catturato e pulito voi) e fatelo rosolare a fuoco moderato in una "tiella" di coccio con l'olio e tutti gli odori, mescolando spesso con un cucchiaio di  legno.
Appena la carne sarà diventata dorata, insaporitela con il sale e il peperoncino, unire i pomodori pelati e fate cuocere per circa un'ora, aggiungendo se necessario, un pò di acqua calda.

Il sughetto dovrà risultare piuttosto denso e piccante, ideale accompagnamento di questo piatto è la pizza "de randinie".




Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

giovedì 19 giugno 2014

La piadina con stracciata e friarielli ovvero il mio street food




Quando ero bambina lo STREET FOOD non esisteva, o meglio esisteva, ma aveva tutto un altro senso.

Mi piace associare il cibo di strada a quella che era la merenda dei bambini del quartiere popolare, che giocavano a pallone fino a non avere più fiato, oppure che si precipitavano per le poco trafficate strade in discesa con le “carrozzelle”, costruite con tavolacce recuperate ovunque e cuscinetti a sfera, estorti all’amico dello sfascio, godendo dell’ebbrezza della velocità.

Le mamme si affacciavano alla finestra urlando i nomi e io quelli dei ragazzini che mi abitavano intorno me li ricordo tutti:
“Costantinoooooo!!! Viè alla casa!"
“Osvaldooooo, se t’acchiappa patete! ( Se ti prende tuo padre)"

E poi arrivava la merenda che i ragazzi correvano a prendere a casa, ma mangiavano rigorosamente per strada, seduti, uno dopo l’altro, sui muretti di pietra confinanti con giardini pieni di erbacce; merenda a base di fette di pane afferrate da mani sporche di terra e  lubrificante dei cuscinetti:
pane bagnato, anzi affunnato nell’olio, quello avanzato dalla cottura dei friarielli, saporito e gustoso.

A questi sapori e a questi ricordi mi sono voluta ispirare  per la sfida dell’MTC.

Ci sono tanti cibi di strada di cui, oramai, si parla, ma ho preferito trovare un gancio con la mia infanzia e con un profumo e un sapore facilmente riconoscibile, perché dalle mie parti più che le madeleines ha potuto il “friariello”.



PIADINA ROMAGNOLA ricetta di L'ombelico di Venere
per 6 piadine
  • 500 g di farina 00
  • 125 g di acqua
  • 125 g di latte parzialmente scremato fresco
  • 100 g di strutto
  • 15 g di lievito per torte salate o anche lievito per dolci
  • 10 g di sale fine
  • 1 pizzico di bicarbonato di sodio

Far intiepidire il latte e lacqua, far ammorbidire lo strutto fuori dal frigo per 30 minuti, versare tutti gli ingredienti nella planetaria e lavorare per 7/8 minuti, il composto dovrà risultare morbido , ma non appiccicoso.
Mettere l'impasto in una ciotola, coprire con la pellicola e lasciare in frigo per 48 ore a max 20°C, lasciare ambientare 2 ore prima di utilizzare.

Dividere l'impasto in 6 pezzi, stendere su un piano infarinato, girandola spesso per mantenere la forma tonda, dovrà essere di circa 20 cm di diametro e 0,5 cm di aspessore.
Cuocere su un testo o sull'apposita teglia in terracotta, oppure su una padella antiaderente piuttosto larga, regolando bene il calore per evitare che la fiamma alta bruci l'esterno lasciando crudo l'interno.
Sovrapporre le piadine man mano che sono pronte per mantenere il calore.
Farcire a piacere.


Per farcire le mie piadine ho utilizzato
  • stracciata 400 g
  • friarielli ( peperoncini verdi) 30 pezzi circa
  • olio extravergine di oliva
  • sale
La stracciata è un latticino a base di pasta filata di mozzarella  e panna, si presenta abbastanza liquido.

Pulire i friarielli con un canovaccio da cucina.
Bucherellarli con una forchetta ( e anche questa operazione è uno dei miei primi ricordi di collaborazione in cucina , la forchetta infilzata con forza nella polpa croccante del friariello è un piacere per pochi estimatori!).

Scaldare l'olio e friggere i friarielli, avendo cura di girarli a metà cottura, far sgocciolare su carta da cucina, salare e tenere da parte.



Farcire le piadine con una parte di stracciata e coprire con 4/5 peperoncini fritti.
Ripiegare e servire.


E con questo ricordo e questa piadina partecipo all'MTC del mese di giugno





Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

mercoledì 18 giugno 2014

Pane semintegrale...perchè è una delle poche cose che riesco ancora a preparare

Periodo intenso e decisivo.
Non riesco a cucinare quasi nulla, trascorro tutto il mio tempo libero pulendo, sverniciando, pitturando, sistemando e vedendo crescere giorno dopo giorno un piccolo sogno condiviso davanti ai miei occhi.

Per ora continuerò a mantenere il segreto, ma solo per scaramanzia, ma presto spero di tornare in cucina, nella mia  a provare ricette e a godere del piacere di avere un blog.

Vi lascio l'ennesimo pane provato per la mia famiglia, ho una scorta esagerata di farina integrale e tocca smaltirla in qualche modo.

Questa ricetta viene direttamente da un gruppo di panificatori seriali, di facebook, è stata condivisa semplicemente , così come si fa tra vecchie amiche o nuove conoscenze al supermercato e con altrettanta facilità riesce, l'ideatrice è Stefi Rocchegiani, l'esecuzione, in questo caso, è mia.


Pane semintegrale
  • 300 g farina 0
  • 100 g farina integrale
  • 100 g semola rimacinata
  • 300 ml acqua + 50 ml
  • un cucchiaino di malto in polvere ( o sciroppo di malto o miele)
  • 50 g lievito madre attivo 
  • sale 10 g
Fare un autolisi impastando grossolanamente le farine con i 300 ml di acqua.
Dopo 30 minuti unire il malto, il lievito madre e altri 50 ml di acqua, lavorare per 10 minuti e aggiungere il sale.
Proseguire nella lavorazione per altri 5 minuti.

Lasciar riposare a temperatura ambiente per 2 ore, poi dare una serie di pieghe a tre a distanza di un'ora l'una dall'altra.
Dopo mezz'ora dall'ultima piega dare la forma a pagnotta e lasciar riposare in un cestino con un canovaccio spolverato di farina, con le pieghe rivolte verso l'alto.

Far lievitare per 5 ore e, una volta raddoppiato, cuocere in forno caldo a 240°C con un pentolino di acqua sul fondo e le pieghe in basso.
Dopo 15 minuti abbassare a 200°C, rimuovere l'acqua e proseguire la cottura per altri 30 minuti,proseguire per altri 15' con lo sportello a fessura, abbassando a 180°C.
Far raffreddare nel forno spento, sulla gratella.





Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

venerdì 6 giugno 2014

Crocchette di piselli secchi e asiago

Continua la fase niente carne, dalle mie parti.
Complicato pensare sempre a qualcosa di alternativo e nutriente, ma anche una buona occasione per provare ricette che altrimenti non avrei sperimentato.

Non amo particolarmente i piselli, nè freschi, nè conservati, quelli secchi non li avevo mai presi in considerazione.
Si son rivelati utili e ottimi per preparare delle crocchette vegetariane e anche gluten free, basta sostituire il pan grattugiato con quello gluten free o con della farina di mandorle.



Crocchette di piselli secchi e asiago
dose per 4 persone
  • 250 g piselli secchi
  • patate medie lessate 3
  • un uovo
  • un albume
  • 100 g asiago
  • 50 g  parmigiano grattugiato ( o pecorino se amate i gusti decisi)
  • pane grattugiato ( gluten free) o farina di mandorle
  • sale q.b.
Mettere in ammollo i piselli in acqua per 3 ore.
Scolare, sciacquare e versare in una pentola coprendo con l'acqua a filo.
Controllare la cottura, i piselli dovranno diventare morbidi ( ma non troppo) senza disfarsi, salare.
Far intiepidire.
Versare in un contenitore le patate lessate e passate, unire i piselli, un uovo, il sale ( se occorre), l'asiago a dadini e il formagggio grattugiato, mescolare bene, far riposare in frigorifero per un paio di ore.

Formare delle crocchette, aiutandovi con due cucchiai,  rotolarle in un albume, leggermente battuto con una forchetta, passare nella panatura scelta ( pan grattugiato oppure farina di mandorle).
Cuocere in olio di arachidi fino a doratura.
Sgocciolare e servire tiepide o fredde.





Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

mercoledì 4 giugno 2014

Pane con farina Einkorn

Una farina speciale mette sempre un pò di soggezione.
Mi è capitato con questa farina, ero talmente bloccata da temere di sprecarla con la preparazione sbagliata, così ho atteso e ho trovato la ricetta giusta per provarla.
Merito di Valentina e del suo entusiasmo, sono riuscita a buttarmi anche io.
Questa ricetta è speciale proprio per l'ingrediente principale, il pane ha un profumo ed un sapore unico, se volete provarla procuratevi  questa farina e provate.


Pane con farina Einkorn
  • 520 g farina EinKorn del Molino Grassi
  • 360g acqua a 36°C
  • 5 g lievito secco (o 15 g lievito di birra fresco)
  • 5 g malto
  • 8 g sale
Unire all'acqua il sale e il lievito.( Di solito non è consigliato, ma questa ricetta prevede proprio questo sistema e funziona così).

Unire la farina, il malto e mescolare grossolanamente con un cucchiaio di legno, aiutandovi con le mani per inglobare tutta la farina, ma senza lavorare troppo.
Lavorare in un recipiente munito di coperchio, che si lascerà appoggiato e non chiuso, asciare a temperatura ambiente per 2 ore, poi passare in frigorifero per 24 ore.

Trascorso questo tempo lasciarlo acclimatare per un'ora.
Rovesciare su un piano infarinato e dividere in 4 pezzi.
Formare delle pagnottine arrotondando  come mostrato qui.

Lasciar riposare 40 minuti coperto.

Preriscaldare il forno , se possibile conla pietra refrattaria al suo interno, a 240°C.

Infornare versando dell'acqua in un recipiente in metallo posto sul fondo, abbassare a 210°C e cuocere per 30'.



Per conoscere le caratteristiche di questa farina vi copioincollo la scheda del Molino Grassi:

Farina Einkorn
Il farro piccolo o monococco fu tra i primi cereali coltivati dall'uomo, nelle zone più orientali del Mediterraneo.
Lo fu sino al 3.000 a.C., quando fu pian piano sostituito da farro dicocco e farro spelta, in grado di garantire raccolti più abbondanti.
In realtà ha un alto contenuto di antiossidanti che, uniti ai sali minerali del grano tenero tipo 1, garantiscono notevoli vantaggi nutrizionali.


Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

venerdì 30 maggio 2014

Rotolo solo albumi con namelaka al limone

Lo so!
Sono noiosa, sempre ricette con gli albumi, ma quanti albumi avrò ancora da smaltire?
Tanti, tantissimi.

Questa ricetta l'ho vista da Natalia, che a riciclo di albumi mi batte.

Vederla e realizzarla è stato immediato, poi avevo della namelaka al limone, vista da Pinella, pronta in frigo ed è stato l'abbinamento ideale.



Rotolo solo albumi con namelaka al limone

Per la base di albumi
  • 200 g di albumi ( circa 6)
  • 150 g zucchero
  • 125 g farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci ( 8 g)
  • vaniglia
Montare gli albumi a neve ferma, unendo lo zucchero in 3 volte.

Al termine aggiungere la farina setacciata con il lievito, mescolando dal basso verso l'alto, senza smontare .
Unire qualche goccia di vaniglia o i semini di mezza bacca grattati con la punta di un coltello.

Stendere su cartaforno, livellando con una spatola, allo spessore di due centimetri circa.

Cuocere in forno caldo a 180°C, modalità statica, per 15' circa ( valutate in base al vostro forno).

Sfornare, avvolgere utilizzando la stessa cartaforno e far raffreddare, lasciandolo arrotolato.

Namelaka al limone
  • 100 g latte intero ( io latte ad alta digeribilità)
  • 2,5 g gelatina in fogli
  • 12 g acqua ( per idratare la gelatina)
  • 170 g cioccolato bianco di qualità
  • 200 ml panna liquida fresca
  • 60 g succo di limone
  •  scorza di mezzo limone bio
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria.
Mettere ad ammollare la gelatina nell'acqua prevista per almeno 10 minuti.
Far bollire il latte, allontanare dal fuoco e unire la gelatina strizzata dall'acqua, mescolare bene facendola sciogliere.

Versare in 3 volte sul cioccolato sciolto, mescolando bene.

Aggiungere la panna liquida fredda di frigo e mescolare con un minipimer, SENZA inglobare aria.

Completare con il succo di limone filtrato e profumare con la buccia di limone.

Si può utilizzare versandola direttamente nei bicchierini e conservando in freezer, oppure, ponendo della pellicola per alimenti a contatto, si può conservare per 8-12 ore in frigorifero e utilizzare poi per farcire il dolce.

Composizione del dolce.
Srotolare il rotolo e versare uno strato di namelaka, arrotolare e conservare in frigorifero, per 3-4 ore.

Tagliare in tronchetti , spolverizzare con zucchero a velo e servire.




Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...