Sono stata per la prima volta da una nutrizionista, quando mi ha visto è stata chiara la domanda sul suo viso "ma che sarà venuta a fare?" , poi ho spiegato.

Come tutte le donne anche io mi ritrovo in quel momento di transizione che mi renderà finalmente libera dall'odiatissimo ciclo che mi ha condizionato per più di quarant'anni.

Attendo il momento con vera gioia, ma nel frattempo meglio prepararsi, si sa che il metabolismo cambierà e quindi ho deciso di iniziare ad entrare in una nuova prospettiva anche per quanto riguarda l'alimentazione.

Inutile illudersi, i bei tempi del saltare la cena e ritrovarsi due chili in meno sono finiti, quindi meglio arrivarci preparate anche fisicamente.

La nutrizionista mi ha ribilanciato e riequilibrato la dieta  permettendomi anche la colazione con i miei amati dolci sperimentali e quindi io continuo a sperimentare.

Quello che segue è un cake vegano soffice e friabile alle nocciole e limone, molto buono e soddisfacente al palato.

La ricetta viene da un gruppo vegano, ma ho modificato qualcosa, incluso la cottura ( suggerita per il microonde, ma io l'ho cotta nel forno)

Dolce che si prepara con una ciotola e una frusta,





Torta vegana alle nocciole e limone

Per una torta da 18 cm

  • 75 g farina di grano saraceno
  • 50 g farina di riso
  • 70 g farina di nocciole
  • Scorza di un limone bio grattugiata
  • 5 g lievito per dolci
  • bicarbonato di sodio la punta di un cucchiaino
  • 75 g zucchero di canna
  • 100 ml olio di semi
  • 140 ml acqua
Versare le farine, lo zucchero e i lieviti in una ciotola, mescolare bene con una frusta, unire la buccia di limone, l'olio e l'acqua. Mescolare bene,versare in una tortiera di 18 cm precedentemente oliata e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 30'/35' modalità ventilato.
Fare sempre la prova stecchino.
Far raffreddare e rovesciare su un piatto.



 

Altra scorta di aquafaba a casa mia, altra ricetta per provare a utilizzarla.

In realtà la ricetta originale era per realizzare un gateau moelleux, ma dopo averlo provato la prima volta ed aver ottenuto un prodotto poco cotto, ho deciso di farla nuovamente apportando delle modifiche, vi lascio la mia versione.

Ho utilizzato uno stampo da ciambella standard, il composto resta piuttosto basso, se volete un dolce più alto utilizzare uno stampo più piccolo , anche senza buco.






Ciambella soffice vegana al limone, banana e aquafaba

Dose per uno stampo a ciambella

  • 1 limone bio scorza e succo
  • 50 g farina di mandorle
  • 90 olio di cocco
  • 1 banana matura ( circa 130 g)
  • 100 g zucchero di canna ( da aumentare fino a 120 se lo preferite più dolce)
  • 180 g farina 00
  • 100 g aquafaba fredda di frigo
  • 8 g lievito per dolci
Montare l'aquafaba a neve fermissima e riservare.
Ridurre la banana a purea, unire tutti gli ingredienti, tranne la farina e l'aquafaba, mescolare bene con una forchetta.
Aggiungere la farina setacciata con il lievito e in ultimo inserire l'aquafaba cercando di non smontare troppo il composto.




Preriscaldare il forno a 180°C .
Ungere lo stampo da ciambella con poco olio di cocco, versare il composto e cuocere per circa 45', facendo la prova stecchino,nel caso prolungare la cottura.
Volendo un dolce più alto utilizzare uno stampo più piccolo, ma prolungare la cottura.

Il dolce ha un gusto ottimo, prevale il sapore del limone e la consistenza è molto soffice.

 Più passa il tempo e meno ho voglia di stare lì ad allestire set, tirare fuori props o coccitielli come direbbe la mia mamma. Spesso penso anche che non ho voglia nemmeno di riportare la ricetta sul blog, ma poi so che non mi ricorderò in quale degli infiniti quaderni l'ho segnata e quindi scriverla sul blog è il modo più semplice per ritrovarla.

Questo significa semplicemente che le foto di questo banana bread non sono delle migliori, ma la ricetta, amiche mie, è da non perdere.

Si otterrà un dolce sofficissimo e molto gustoso, perfetto anche nel contrasto regalato dall'effetto crunch dato dalle arachidi a pezzetti presenti nel burro di arachidi.

Che aggiungere se non che dopo aver provato un banana bread al miele e ricotta e un banana bread al cacao anche questo merita un assaggio e, per giunta, si fa con una forchetta e una ciotola, cosa volere di più?

La targa nelle foto? Una piccola conquista del pargolo.

La ricetta viene dal sito della Chiquita, ma l'ho adattata alle banane che avevo in casa, mi raccomando rigorosamente mature quasi al limite, otterrete un prodotto più dolce e più profumato.





Banana bread vegano al burro di arachidi

Per uno stampo da plumcake di 28 X 12 cm

  • 3 banane mature, molto mature
  • 160 g farina 00 ( anche altri tipi vanno bene)
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 130 g zucchero di canna
  • 60 ml olio di semi
  • 100 g burro di arachidi ( per me con arachidi a pezzetti )
In una ciotola schiacciare le banane con i rebbi di una forchetta, unire il burro di arachidi , l'olio e lo zucchero, mescolare.
Aggiungere farina, lievito e bicarbonato e amalgamare bene.
Versare in uno stampo da plumcake foderato con carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 50' / 60'.

 Si può cuocere il dolce al microonde utilizzando uno stampo da plumcake al silicone adatto e cuocendo per 9' con la funzione COMBI ( forno+ grill).

 So che scorrendo questo blog si potrebbe pensare che io mi nutra esclusivamente di dolci, non è proprio così, spesso, anzi quasi sempre, i miei pasti non finiscono su questo blog, soprattutto da quando ho scoperto la vasocottura al microonde, che mi facilita la vita in cucina, ma non ho mai proposto qui.

 Ogni tanto preparo qualcosa, prevalentemente ricette vegetariane che piacciono a tutti.

Queste polpettine di carote dei falafel hanno solo la forma e l'utilizzo dei ceci sottoforma di farina, ma sono buonissime e dalle mie parti sono già state ripetute più volte.

La ricetta viene dal sito Vegolosi.





Falafel di carote speziati

  • 400 g carote
  • 100 g farina di ceci
  • 1 cipollotto
  • 1 mazzetto di prezzemolo ( omesso )
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaio di curry
  • aglio in polvere
  • un pizzico di bicarbonato di sodio
  • sale 
  • pepe
Tagliere a tocchetti cipolle e carote, versare nel robot e tritare con il prezzemolo, grossolanamente.
Versare in una ciotola e unire l'olio, sale, pepe, curry, aglio e bicarbonato.
Mescolare e unire la farina di ceci, far assorbire bene utilizzando una spatola.
Formare 16 polpettine grandi come una noce 
Disporre su teglia coperta con cartaforno.
Cuocere a 180°C in forno preriscaldato, per 15', poi spennellare con olio e infornare nuovamente per altri 15'.

Volendo accompagnare con una salsa fatta con yogurt naturale, senape , sale.

 Ancora una ricetta con l'aquafaba, si, dalle mie parti di consumano abbastanza frequentemente i ceci e io non perdo l'occasione per farne scorta.

Di solito la conservo in frigorifero, ma se serve anche in freezer.

Stavolta dei cookies davvero golosi, dono partita dalla ricetta di FrancescoSaccomandi su Instagram, ma l'ho modificata, a mio gusto e provando anche una versione al cacao.

Ho anche diminuito gli zuccheri e variato le farine, comunque qualunque sia la vostra ricetta, fateli e rifateli, non riuscirete a resistere alla bontà.





     Versione al cacao




Cookies all'aquafaba al caffè e cacao

Per circa 16/ 20 pezzi

  • 70 ml aquafaba ( acqua di governo dei ceci in scatola)
  • 100 g zucchero di canna ( 35 g + 65 g)
  • 100 g sciroppo d'acero
  • 60 g olio di cocco
  • 200 g farina di riso
  • 100 g maizena o fecola di patate
  • 30 g farina di mandorle
  • 13 g cacao amaro per la versione al cacao oppure 2 cucchiai di caffè solubile per la versione al caffè
  • ½ cucchiaino lievito per dolci
  • ½ cucchiaino bicarbonato di sodio
  • 80 g gocce di cioccolato
  • Vaniglia
Per la versione al caffè sciogliere in qualche cucchiaio di aquafaba il caffè solubile, riservare.
Montare il resto dell'aquafaba freddissima con i 35 g di zucchero, quando inizia a montare inserire il caffè e continuare a montare.
In una ciotola mescolare i 65 g di zucchero, lo sciroppo d'acero, l'olio e unire l'aquafaba, senza smontare.
Terminare con le polveri ( per la versione al cacao inserire anche il cacao setacciato alle farine), mescolare con una spatola, aggiungere gli aromi  e le gocce di cioccolato.
Creare delle palline aiutandovi con un cucchiaio, porre di una teglia foderata con cartaforno.
Disporre i vostri cookies distanziati, in cottura di allargano un pochino.
Preriscaldare il forno a 180°C cuocere per 15'/ 18'.
Far raffreddare prima di rimuovere.
Si conservano in una scatola di latta anche oltre una settimana.


 Avevo conservato dell'acquafaba in freezer e ho deciso di scongelarla per poterla utilizzare. Non avevo assolutamente idea di cosa farne, non avevo voglia di replicare ricette già provate che potete trovare qui, così mi sono ricordata di una torta che avevo visto sul profilo Instagram di Taste_and_Soul e ho voluto farla, modificandola a modo mio.

Il risultato è una torte sofficissima dal gusto decisamente pieno del cioccolato amplificato dalla presenza del caffè.

La prossima volta che userete dei ceci non buttate via l'acqua,  può sempre tornare utile in assenza di uova e se la voglia di dolce vi assale all'improvviso.






Torta vegana al caffè e al doppio cioccolato

Dose per uno stampo da 18/20 cm

  • 200 g farina integrale + 00
  • 125 g zucchero di canna
  • 20 g cacao amaro in polvere
  • 16 g lievito per dolci
  • sale un pizzico
  • 100 g cioccolato fondente al 55% tritato
  • 100g olio di cocco sciolto
  • 100 g acquafaba fredda di frigo
  • 200 ml latte di mandorle
  • 2 cucchiai colmi di caffè solubile
Scaldare il latte con il caffè solubile, portare quasi all'ebollizione e versare sul cioccolato tritato e far sciogliere, tenere da parte.
In planetaria mescolare con la foglia, l'olio di cocco, sciolto, con 70 g di zucchero di canna, aggiungere le polveri setacciate, unire anche il composto di cioccolato, latte e caffè e mescolare bene.
Montare l'acquafaba fredda di frigo con le fruste, quando inizia a gonfiare aggiungere i 55 g di zucchero rimasto, ottenere una consistenza a neve ferma.
Inserire nel composto al cioccolato poco alla volta cercando di non smontare.
Versare in uno stampo foderato con cartaforno e unto sui bordi con olio di semi .
Cuocere in forno preriscaldato, modalità ventilato, a 170°C per 40'/45'.
Fare la prova stecchino e prolungare la cottura se occorre.



 Uno dei tanti burger vegetariani che ultimamente, dalle mie parti, risolvono i pasti.

Un modo veloce per portare in tavola degli ottimi burger a base di borlotti, gustosi, saporiti e anche semplici da realizzare.

La ricetta viene dalla rivista We veg di aprile 2020.



Burger di borlotti, carote e mandorle

Dose per 4 burger grandi o 6 medio/piccoli

  • 300 g borlotti cotti
  • 150 g carote
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 50 g mandorle ( volendo di possono diminuire o omettere)
  • prezzemolo
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • ½ cucchiaino di paprika affumicata
  • pangrattato
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe
Tritare carote, sedano e cipolla.
In una padella rosolare 3 cucchiai di olio caldo con il trito preparato, per 7'/8'.
Unire i fagioli, sale, pepe e far insaporire per 4'/5'.
Lasciar raffreddare.
Frullare tutto con le mandorle, il prezzemolo, la curcuma e la paprika, se serve aggiungere del pangrattato per avere una consistenza sufficientemente lavorabile con le mani.
Ungere leggermente le mani con olio e firmare i burger.
Far riposare in frigorifero per almeno 40'.
Cuocere in padella con un filo d'olio.




 Non ho mai capito perché i cavoletti di Bruxelles siano  così poco apprezzati, almeno dalle mie parti. 

Credo di non averli mai assaggiati  da bambina,  nessuno me li ha mai proposti, ma penso che se anche fosse accaduto , non li avrei graditi.

Con il passare degli anni ho iniziato a dargli una possibilità,  ma la svolta c'è  stata questo inverno , li preparo spesso per portarmeli per pranzo,  appestando tutto l' ufficio in cui lavoro , ma sono davvero comodi e gustosi. 

Ho scoperto un ulteriore modo per prepararli e,  soprattutto,  ho capito che più  cuociono,  più  avranno un odore intenso , ben vengano i cavoletti,  ma con meno puzza. 

Questa ricetta permette  di ottenere un piatto unico,  vegano e speziato,  io l' ho trovata sul blog La ragazza delle spezie  1982. 




Curry di cavoletti di Bruxelles 

Per due porzioni medie o una abbondante 

  • 200 / 250 g cavoletti di Bruxelles 
  • 1 cipolla tagliata finemente 
  • 1 pomodoro  grande o 7/8 pomodorini
  • olio extravergine d'oliva 
  • 2 spicchi di aglio tritati
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • ½ cucchiaino di curcuma
  • ½ cucchiaino di peperoncino  ( omesso) 
  • ½ cucchiaino  semi di finocchio 
  • 1 cucchiaino coriandolo in polvere
  • 150 g piselli o 2 patate 
  • sale
In una larga padella far scaldare l' olio e soffriggere l' aglio,  i semi di cumino. Aggiungere la cipolla e far rosolare dolcemente. 
Unire il pomodoro  a cubetti,  la curcuma,  il sale, cuocere per un paio di minuti  o fino quando il pomodoro sarà morbido. 
Aggiungere il coriandolo in polvere  e il finocchietto. 
Soffriggere 2' / 3' e unire i cavoletti e poi i piselli ( o le patate ) , cuocere altri 3'. Unire un paio di cucchiai di acqua se si dovesse ritirare troppo. 
Cuocere per 5' e servire con coriandolo ( se lo trovate). 

 Il titolo descrive già  la ricetta. Anche io,  come tanti,  ho voluto provare la ricetta che impazza su Instagram,  una non ricetta in realtà,  considersto che si realizza con due ingredienti : cachi e cacao. 

Dato che in questo periodo è  meglio mantenersi leggeri,  ma la voglia di un dolcino in cui affondare il cucchiaino viene sempre,  mi sono decisa a provarla e a scriverla qui,  così non la dimenticherò. 

Visto che per me la nota dolce è  fondamentale,  ho aggiunto una bustina di stevia  e,  per dare una nota croccante, l'ho decorato con della granella di nocciole e dei lamponi per la nota di acidità. 

La prossima volta farò  aumentare le calorie provando a realizzare una specie di dolce alternato a savoiardi inzuppati con il caffè, secondo me sarà  buonissimo lo stesso,  non appena lo provo lo condividerò. 





Budino ai cachi e cacao 

Dose per due monoporzioni

  • un cachi maturo 150 g
  • 15 g cacao amaro in polvere 
  • 1 bustina di stevia 
  • Nocciole a granella,  frutta fresca per decorare 
Frullare il cachi privato della buccia con il cacao e la stevia. 
Versare in due ciotoline, porre in frigorifero per almeno tre ore. 
Potete usare qualunque materiale per creare il budino,  dopo il riposo in frigo si rapprende e riesce a sformarsi bene da qualunque contenitore. 

La ricetta è terminata,  adesso gustatevelo senza sensi di colpa. 

 Trovo quasi ridicolo condividere questa granola,  ma visto che la faccio e rifaccio è giusto non tenere solo per me questa scoperta. 

La ricetta l' ho vista sul profilo Instagram  di Non_chiamatela_dieta, ero alla ricerca di qualcosa di croccante da inserire nello yogurt,  ma che non fosse troppo ricco di zucchero, questa ricetta mi ha risolto il problema,  semplicemente banana,  fiocchi d'avena,  cocco rapè e,  volendo,  granella di nocciole.  

Potrei anche fermarmi qui,  la ricetta è finita,  ma dato che so che qualche indicazione in più  può  servire,  la scriverò per esteso. 




Granola light vegana

  • una banana media molto matura 
  • 120/150 g fiocchi d' avena 
  • 2 cucchiai  cocco rapè 
  • 2 cucchiai  granella di nocciole
In una ciotola schiacciare con una forchetta la banana matura fino a ridurla in purea,  aggiungere il cocco e la granella di nocciole,  in ultimo i fiocchi d' avena. Regolatevi inserendone un po' meno,  molto dipende dalla grandezza della banana per ottenere la giusta compattezza. Non appena il composto mostra di poter essere steso con le mani,  versarlo in una teglia coperta da carta forno,  appiattire a mezzo centimetro e porre in forno caldo a 180°C, ventilato,  per 20' circa,  dopo 10' girare il composto per farlo asciugare bene,  se occorre prolungare la cottura fino ad ottenere la doratura e croccantezza voluta. 
Far raffreddare e conservare in una scatola di latta. 

 Esperimenti su esperimenti,  soprattutto nella speranza di trovare il connubio perfetto in questi dolci vegani. 

Mi sono fatta incuriosire dall' utilizzo della patata dolce che ho scoperto da relativamente poco tempo e così è  finita sia nell'impasto che nella farcia di questa torta. 

Devo ammettere che la base è  ottima e molto versatile, mentre la farcia mi ha convinto meno, ma c' è da aggiungere che i sapori migliorano con il riposo  e tendono ad amalgamarsi bene. 

La prossima volta utilizzerò  questa ganache   , oppure questa crema, ma se siete audaci provate questa a base di patate dolci. 

La ricetta viene dal profilo Instagram  Thisisnotcake











Torta al cioccolato vegana alle patate dolci

Dose per due basi da 20 cm

Base

  • 320 g manitoba
  • 200 g zucchero di canna 
  • 70 g cacao amaro in polvere 
  • 8 g lievito per dolci 
  • 360 g latte vegetale 
  • 1 cucchiaio di aceto di mele 
  • 250 g patata dolce cotta a vapore
  • 120 ml caffè 
  • 140 ml olio di semi 
Farcia
  • 300 g patate dolci cotte al vapore 
  • 150 g cioccolato fondente 70%
  • Un cucchiaio sciroppo di acero/agave
  • Composta di lamponi per farcire
In ciotola unire il latte e aceto e far iniziare a cagliare poi aggiungere gli altri liquidi e la patata ridotta in purea. 
In un' altra ciotola mescolare le polveri. Unire i due composti e mescolare bene. 
Versare in due tortiere ad anello,  foderate con carta forno , cuocere in forno caldo a 180°C  per 25'/30'.
Sfornare e far raffreddare,  se occorre ritagliare la sommità per ottenere due dischi piatti. 

Preparare la farcia mentre cuociono le basi. 
Cuocere la patata al vapore e ridurre a purea,  fondere il cioccolato al microonde  e  unire alla patata,  frullare con un mixer ad immersione  per ottenere un composto liscio,  aggiungere lo sciroppo d'acero e  frullare ancora. 
Utilizzare tiepido per farcire la torta. 

Montaggio del dolce
Su una delle basi pareggiata stendere uno strato di confettura di lamponi e un terzo del frosting ancora tiepido. Coprire con il secondo disco e utilizzare il frosting rimasto per coprire tutta la torta. 
Decorare la superficie  volendo con lamponi freschi e riccioli di cioccolato,  io non l' ho fatto. 

Mi sembra così strano notare come il mio modo di cucinare sia virato verso preparazioni più  leggere e tendenzialmente vegane. 
Non so se sia una moda,  resta il fatto che circolano davvero tante ricette e io sono una persona curiosa e senza pregiudizi,  quindi ben vengano nuovi piatti alternativi. 
La ricetta viene dal blog Taste and Soul




Torta di grano saraceno vegana e glutei free 
Per uno stampo da 20 cm

  • 150 g farina di grano saraceno 
  • 150 g farina di nocciole  ( o mandorle) 
  • 100 g olio di cocco
  • 120 g sciroppo d'acero o d' agave
  • 100 g latte vegetale ( per me di mandorle) 
  • 150 g acquafaba fredda di frigo 
  • buccia grattugiata di ½ limone biologico 
  • 1 cucchiaino bicarbonato di dodio
  • un pizzico di sale
  • Vaniglia
  • Aroma di mandorla amara ( mia aggiunta) 
  • Composta di frutti rossi per farcire
Mescolare farine,  sale, aromi e bicarbonato. 
In una ciotola sciogliere olio di cocco con sciroppo d'acero,  versare sulle farine insieme al latte vegetale,  mescolare con una spatola. 
Montare a neve ferma l' acqua faba,  questa operazione vi riuscirà solo conservando l' acqua faba  in frigorifero. 
Umore a cucchiaiate nel composto  precedente,  mescolando dal basso verso l'alto per non notare il composto.
Versare in uno stampo foderato con carta forno  e cuocere a 170°C  per 30',  far raffreddare  bene prima di sformare. 
Dividere  in due dischi ( la torta è  molto friabile,  io mi sono aiutata con una base per torta per separare le due parti tagliate),  farcire con la composta,  sovrapporre il secondo disco. 
Cospargere con zucchero a velo,  far riposare prima di consumare. 

La torta è  friabilissima, da mangiare servita in un piattino con una forchettina,  per la gioia di Csaba della Zorza 😉 .
Dura al massimo per tre giorni. 

 Oramai ho dei biscotti che non mancano sul tavolo della colazione, questi cookies e questi alle banane e arachidi,  li faccio sempre perché sono buoni a qualunque ora del giorno.

Casualmente ho intercettato questa ricetta,  data al volo in un gruppo Facebook  e l' ho segnata su un pezzetto di carta ( che dopo la realizzazione ho perso e mi sono dannata per ritrovarlo,  ma questa è  un' altra storia) .

La ricetta é semplicissima,  permette di utilizzare banane molto mature e di ottenere dei biscotti sofficissimi, dolci al punto giusto,  senza uova,  senza burro, quasi   dietetici, si realizza in cinque minuti utilizzando solo una forchetta e una ciotola, cosa volere di più? 

Personalmente ho trovato che consumarli dopo 24 ore ne migliori il gusto,  ma voi fate pure come meglio credete. 




Biscotti vegani alla banana e cioccolato 

Dose per 15 biscotti circa

  • una banana matura (circa 100 g )
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna 
  • 1 cucchiaio di olio di semi 
  • 140 g farina di avena o farina 00
  • ½ cucchiaino di bicarbonato 
  • 50 g cioccolato fondente in gocce o tritato per me al 70%
Schiacciare,  in una ciotola,  la banana con una forchetta,  fino a renderla una purea,  inserire lo zucchero e l' olio e mescolare. Aggiungere farina e bicarbonato  e continuare a mescola con la forchetta,  in ultimo il cioccolato. 

Preriscaldare il forno a 180°C,  modalità ventilato. 

Su una teglia,  con carta forno,  creare dei mucchietti aiutandovi con un cucchiaio. 

Cuocere per 15'/18'   .

 Primo tentativo di formaggio cremoso vegano da una ricetta di Taste and Soul Blog,  forse avrei dovuto frullare ancora di più,  comunque il sapore mi piace, non vi aspettate il gusto del formaggio,  è un' altra cosa,  ma molto gustoso. 





Formaggio cremoso vegano 

  • 100 g anacardi
  • 200 ml acqua
  • 10 g lievito alimentare in scaglie 
  • 40 ml vino bianco secco 
  • ½ spicchio di aglio o la punta di un cucchiaino di aglio in polvere 
  • Sale
  • Pepe

Frullare tutto,  benissimo. 

Porre sul fuoco e,  mescolando,  far sobbollire per 5' / 10', fino a quando non si accendeva. 

Aggiustare di sale e pepe. 

Far raffreddare prima di gustare. 

Mi sorprendo a notare quanto,  sempre di più,  le mie preferenze  stiamo virando verso dolci più  leggeri,  alternativi,  senza uova  e vegani.
Non so se è  una moda o semplicemente  una maggiore offerta di ricette,  resta il fatto che senza é anche buono e io ne sono felice,  se poi é anche con le mele,  non posso chiedere di piu.
Questa torta di mele porta il numero 123 sul mio quadernino dedicato che é arrivato già a quota 180, prevedo ancora molte piacevoli colazioni con il mio dolce preferito.
La ricetta viene da qui,  ma ho fatto delle modifiche,  soprattutto  nel dosaggio del lievito, sempre usato in quantità eccessiva per i miei gusti.





Torta di mele vegana allo sciroppo d'acero  n°123
Per una tortiera di 20/22 cm

  • 200 g farina integrale 
  • 200 ml latte di mandorle 
  • 5 g lievito per dolci 
  • 1 limone ( succo e buccia grattugiata )
  • 2 mele per l' impasto + 1 mela per la superficie 
  • 160 ml olio di semi 
  • 50 g mandorle  a lamelle
  • 10 g pinoli per la finitura
  • ½ cucchiaino di cannella
  • 50 g sciroppo d'acero 
Sbucciare le due mele e tagliarle a cubetti di meno di un centimetro di spessore,  mettere in una ciotola,  aggiungere il succo di un limone piccolo e la buccia grattugiata, la cannella,  l' olio,  il latte,  le mandorle a lamelle e  lo sciroppo d'acero,  mescolare. 
Setacciare la farina con il lievito e inserire poco alla volta nel composto. 
Versare in una tortiera con cartaforno sul fondo,  lineare. 
Sbucciare e affettare finemente la mela rimasta,  disporre sulla superficie del dolce,  cospargere con i pinoli e infornare  in forno preriscaldato a 175°/180° C,  modalità ventilato,  per 50', a metà  cottura  spennellare con sciroppo d'acero. 
Fare la prova stecchino prima di sfornare. 
Volendo lucidare con gelatina. 
Durata massima 3 giorni. 

 Ora a sperimentare e a mettere a dura prova la temperatura della cucina siamo in due : io e la figliola. 

Ricette dolci e salate vegane ,  vegetariane o semplicemente strane  inevitabilmente vengono messe nella lista da provare, seguite dal nome di chi le realizzerà. 

Questi biscotti li ha provati Alice,  apportando delle modifiche alla ricetta originale vista su questo profilo Instagram. 








Biscotti vegani al cioccolato e vaniglia di Alice

Per 14 pezzi circa

  • 40 g olio di semi 
  • 50 g latte vegetale 
  • 50 g zucchero semolato 
  • vaniglia un cucchiaino 
  • 200 g farina 00
  • 40 g cioccolato fondente tritato in gocce 
In una ciotola mescolare olio,  latte,  zucchero e vaniglia. 
Unire la farina setacciata e il cioccolato. 
Su una teglia coperta da carta forno  creare dei mucchietti di impasto,  aiutandovi con due cucchiai. 
Cuocere in forno caldo a 180°C ,  ventilato,  per 15' / 18'.

 Sto iniziando ad avere la stessa fissazione con l' acquafaba  come quella con gli albumi,  cerco sempre ricette nuove per utilizzarla e sono contenta quando ne trovo. Questa ricetta è una specie di pan di spagna,  ho voluto utilizzare uno stampo diverso da quello indicato e sono cambiati i tempi di cottura,  ma il dolce è buono e semplice da fare, comunque la prossima volta userò una teglia più larga per avere un dolce più basso. 

La ricetta l' ho trovata su un gruppo di ricette vegane,  ma ho perso l' autore,  chi la riconosce si faccia avanti e aggiornerò prontamente tutto. 




Pan di Spagna vegano al cacao 

Per uno stampo rotondo da 20 cm

  • 300 g farina tipo 1
  • 80 g  + 60 g di zucchero 
  • 100 g acquafaba fredda di frigo 
  • 1 bustina di lievito per dolci vegani  ( per me lievito per dolci tradizionale) 
  • 180 g latte vegetale ( per me di mandorle) 
  • 60 g olio di semi 
  • 2 cucchiai di cacao amaro 
Montare l' acquafaba a neve per 10'/15'.
Aggiungere 80 g di zucchero  e continuare a mescolare con un cucchiaio di legno. 
In una ciotola unire latte e olio e inserire poco alla volta nell' acquafaba montata. 
In un' altra ciotola  setacciare la farina con il cacao,  aggiungere il resto dello zucchero  ( 60 g) e il lievito,  aggiungere poco alla volta al composto precedente,  mescolando senza smontare. 
Versare in una tortiera foderata con carta forno. 
Infornare a 180°C  per 25'/30'.
Fare la prova stecchino,  se occorre prolungare la cottura. 
Ho utilizzato uno stampo a ciambella da 20 cm e ho dovuto prolungare la cottura di 20'.
Il dolce si mantiene per 3/4 giorni sotto una campana. 


 Mi sono accorta di avere questa strana abitudine, il giorno prima di ferragosto  metto le mani in pasta. 

Pensavo di essermela cavata con le sperimentazione della vasocottura al microonde,  ma poi,  complice un licoli bello rinfrescato,  ci sono ricaduta. 

Facendo seguito alla tendenza vegana/ vegetariana  che mi sta accompagnando in questo periodo,  ho provato una ricetta di maritozzi vegana,  ma ho modificato la ricetta originale,  con lievito di birra,  per utilizzare il licoli.

Con la temperatura della mia cucina la lievitazione è stata una bomba. 

Il tempo totale per la ricetta é stato di circa nove ore, dall' impasto alla cottura. Ho iniziato alle 14,30 e sfornato alle 23 circa. 

La ricetta originale viene da Instagram  dal profilo di Sementis.veg.





Maritozzi vegani con licoli

Per 12 pezzi da 75/80 g

  • 225 g farina 00
  • 225 g farina per pizza o tipo 1
  • 110 g zucchero di canna 
  • 200 ml latte vegetale ( per me di mandorle) 
  • 80 g olio di semi
  • 100 g licoli rinfrescato 
  • Buccia di arancia e limone grattugiata 
  • Sale
* Per la versione con lievito di birra utilizzare 500 g di farina totale,  250 g di latte e 18 g di lievito di birra. Considerare 2/3 ore per la prima lievitazione e 30' circa per la seconda.

In planetaria versare il latte tiepido,  il licoli e lo zucchero,  mescolare per far sciogliere lo zucchero,  aggiungere l' olio. 
Unire le farine setacciate, gli aromi e il sale,  lavorare con la foglia a media velocità fino ad avere un composto liscio e incordato. 
Arrotondare e porre in un contenitore,  coprire e far raddoppiare a temperatura ambiente ( ad agosto la temperatura è ideale)  per me sono state necessarie 3/4 ore. 
Rovesciare su un piano leggermente infarinato,  dividere in pezzi da circa 80 g,  arrrotondare, porre su teglia con carta forno  coprire con pellicola e far lievitare per altre 2/3 ore. 
Preriscaldare il forno a 180°C,  spennellare i maritozzi con una miscela di latte vegetale olio di semi  e infornare per 15', fino a doratura. 

Far raffreddare  e farcire con panna montata vegetale aromatizzata con vaniglia e zucchero a velo. 
Spolverizzare con zucchero a velo e gustare. 

Questa ricetta si realizza in cinque minuti,  a me è venuta voglia di prepararla alle undici di sera  e sapere che al mattino avrei trovato un dolcino fresco ad aspettarmi,  mi ha reso il sonno più piacevole, se anche voi volete fare una bella figura senza troppo impegno,  portatela in tavola per ferragosto,  magari accompagnata da frutta fresca e granella di frutta secca. 
La ricetta viene da quella miniera inesauribile di spunti che é Vegolosi, fatevi un giro da loro,  non ve  ne pentirete.
Ho modificato la ricetta originale sostituendo lo zucchero previsto con della stevia,  giusto per renderla un tantino più dietetica. 





Budino al cioccolato vegan con stevia
Dose per circa 500 g di budino per me  7 bicchierini monoporzione

  • 500 ml latte vegetale
  • 15 g stevia ( oppure 65 g zucchero di canna) 
  • 50 g cioccolato fondente al 74%
  • 25 g cacao amaro
  • 15 g fecola di patate 
  • ⅓ cucchiaino di agar agar 
  • ½ cucchiaino di caffè solubile 
  • Vaniglia
Mescolare fecola,  cacao setacciato,  agar agar,  vaniglia,  unire poco latte e far sciogliere bene le polveri, mescolando con una spatola per eliminare tutti i grumi. 
Aggiungere a filo il resto del latte,  unire la stevia ( o lo zucchero) , il caffè  e il cioccolato fondente tritato. 
Porre sul fuoco a fiamma media,  mescolare sempre fino a quando non compariranno le prime bolle,  proseguire la cottura per altri 2' , mescolando sempre. 
Versare nei bicchieri o nello stampo scelto.  Far intiepidire  , conservare in frigorifero. 
Per sformare immergere lo stampo in acqua bollente  per qualche secondo e rovesciare su un piatto. 
Per compensare il post incandescente dell' altro giorno  ecco una ricetta fresca,  facile e pure vegana , se si considera che per me l'ha preparata la figliola,  direi che di più non potevo chiedere. 
Preparata in anticipo e gustata fredda di frigo è una vera delizia. 
La ricetta viene dal blog The vegan side of the moon ed è assolutamente promossa. 
Fatela,  ma prima procuratevi un panetto di tofu. 

Chiedo venia per la foto,  scattata al volo,  ma questa maionese meritava di essere memorizzata su queste pagine. 



Insalata russa con maionese vegana 
 
Per la maionese vegana
  • 200 g tofu ( se lo trovate il tipo velluto) 
  • 1 cucchiaio succo di limone
  • sale pochissimo 
  • 1 cucchiaio di senape  ( un cucchiaino nella ricetta originale )
  • Curcuma un pizzico solo per dare il colore 
In un bicchiere alto, con un frullatore ad immersione , mixare tutti gli ingredienti fino ad avere una consistenza giusta. 
Utilizzare per condire un' insalata russa. 

Insalata russa
  • 200 g patate al vapore
  • 250 g carote al vapore 
  • Piselli in scatola 
  • q. b.  Aceto balsamico 
Cuocere le patate al vapore,  tagliandole a cubetti , per circa 25'/20'.
Far raffreddare. 
Cuocere allo stesso modo le carote. 
In una ciotola riunire tutte le verdure,  condire con poco aceto balsamico e la maionese vegana,  se serve aggiustare di sale. 
Mescolare bene e conservare in frigorifero. 
Si mantiene per due giorni,  conservata in frigorifero. 
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