Inutile, ad un richiamo così dolce non ho saputo resistere.
Questo mese , per la gara più bella del web, l'MTC, i vincitori della sfida di gennaio, Eleonora e Michael Meyer, dal Blog Burro e Miele, hanno proposto non una ricetta codificata, ma un ingrediente : il miele.
In questi mesi di assenza ho seguito la gara, ho assistito al giubilo per la quota 50, horosicato gioito per gli amici presenti al primo raduno dell' MTC, ho visto audaci foodblogger maneggiare bisturi, mannaie e coltelli al grido di "mai più con lo sterno!", pur di rendere accogliente la cavità dell'animale prescelto, per questa sfida qui.
Per farla breve vi ho osservato , non mento dicendo che ho provato le ricette, non ci sono riuscita,ma le gare e gli sfidanti sono lì a formare uno dei più begli archivi di ricette in circolazione.
Il miele é un ingrediente particolare, lo si odia o lo si ama.
Lo si associa con ricette tradizionali, con rimedi della nonna, si conserva in dispensa come il ritratto di un vecchio avo di cui ci si è quasi dimenticato.
Lo teniamo lì e spesso non sappiamo cosa farne, se ci coglie la mania salutista riusciamo anche ad utilizzarlo nel cappuccino mentre addentiamo un cornetto farcito con crema all'olio di palma al gusto cioccolato, così stiamo a posto con la coscienza.
Personalmente non ho mai sopportato il miele, poi...
La mia più che una conversione graduale é stata una folgorazione.
Galeotto fu un miele di fico d'India regalatomi e provato nel caffè, niente é stato più come prima, ho iniziato a provare gusti a me sconosciuti : robinia , sulla, castagno, sambuco e perfino il miele di radura mandatomi da Annarita.
Ammetto di apprezzarlo molto in purezza, abbinato a formaggi, ma è rimasto sempre relativamente limitato l'utilizzo che ne ho fatto in cucina.
Dopo una lunga pausa dalla vita virtuale ho ricominciato, lentamente a postare e il richiamo dell' MTC é arrivato, con una scia di dolcezza che mi ha colpito al cuore.
Ricomincio in punta di piedi, con una ricetta che non si può proprio definire tale.
É stata un'amica d'infanzia,ma anche di adolescenza , che mi ha regalato il libro "Cucinare in lavastoviglie" di Lisa Casali, a farmi accendere la lampadina.
Dopo quasi un anno ho deciso di voler provare questa tecnica di cottura e così é nata una ricetta, prendendo spunto dai suggerimenti del libro , ma con lo sguardo alla sfida dell' MTC.
DESSERT DI MELE E ARANCIA CON MIELE DI ARANCIO E CARDAMOMO E CUBI DI PANE AL BURRO E CANNELLA, COTTO IN LAVASTOVIGLIE
Per 4 persone
Procurarsi 4 vasi a chiusura ermetica di 500 ml
Questo mese , per la gara più bella del web, l'MTC, i vincitori della sfida di gennaio, Eleonora e Michael Meyer, dal Blog Burro e Miele, hanno proposto non una ricetta codificata, ma un ingrediente : il miele.
In questi mesi di assenza ho seguito la gara, ho assistito al giubilo per la quota 50, ho
Per farla breve vi ho osservato , non mento dicendo che ho provato le ricette, non ci sono riuscita,ma le gare e gli sfidanti sono lì a formare uno dei più begli archivi di ricette in circolazione.
Il miele é un ingrediente particolare, lo si odia o lo si ama.
Lo si associa con ricette tradizionali, con rimedi della nonna, si conserva in dispensa come il ritratto di un vecchio avo di cui ci si è quasi dimenticato.
Lo teniamo lì e spesso non sappiamo cosa farne, se ci coglie la mania salutista riusciamo anche ad utilizzarlo nel cappuccino mentre addentiamo un cornetto farcito con crema all'olio di palma al gusto cioccolato, così stiamo a posto con la coscienza.
Personalmente non ho mai sopportato il miele, poi...
La mia più che una conversione graduale é stata una folgorazione.
Galeotto fu un miele di fico d'India regalatomi e provato nel caffè, niente é stato più come prima, ho iniziato a provare gusti a me sconosciuti : robinia , sulla, castagno, sambuco e perfino il miele di radura mandatomi da Annarita.
Ammetto di apprezzarlo molto in purezza, abbinato a formaggi, ma è rimasto sempre relativamente limitato l'utilizzo che ne ho fatto in cucina.
Dopo una lunga pausa dalla vita virtuale ho ricominciato, lentamente a postare e il richiamo dell' MTC é arrivato, con una scia di dolcezza che mi ha colpito al cuore.
Ricomincio in punta di piedi, con una ricetta che non si può proprio definire tale.
É stata un'amica d'infanzia,ma anche di adolescenza , che mi ha regalato il libro "Cucinare in lavastoviglie" di Lisa Casali, a farmi accendere la lampadina.
Dopo quasi un anno ho deciso di voler provare questa tecnica di cottura e così é nata una ricetta, prendendo spunto dai suggerimenti del libro , ma con lo sguardo alla sfida dell' MTC.
DESSERT DI MELE E ARANCIA CON MIELE DI ARANCIO E CARDAMOMO E CUBI DI PANE AL BURRO E CANNELLA, COTTO IN LAVASTOVIGLIE
Per 4 persone
Procurarsi 4 vasi a chiusura ermetica di 500 ml
- 4 mele golden delicious
- 4 arance ( per me biologiche provenienti dalla Sicilia)
- Miele biologico di arancio 50 g più altro per la finitura
- Cardamomo in polvere mezzo cucchiaino
- Due panini (come da ricetta *)
- Burro 50 g
- Cannella in polvere mezzo cucchiaino
- Zucchero a velo
*Per i panini , da preparare il giorno prima
Dose per 12 pezzi
Dose per 12 pezzi
- 350 g farina 0
- 150 g farina di semola rimacinata di grano duro
- 250 ml acqua
- 10 g lievito di birra
- 5 g zucchero
- 20 g strutto
- 6 g sale
In planetaria unire le due farine setacciate, versare 200 ml dell'acqua prevista e mescolare grossolanamente.
In un bicchiere versare i 50 ml di acqua , lo zucchero e sciogliervi il lievito.
Dopo dieci minuti versare sul composto di farina e iniziare ad impastare con la foglia aggiungendo lo strutto , in ultimo il sale.
Far lavorare fino a quando il composto non risulti ben incordato e agganciato alla foglia.
Rimuoverlo dalla planetaria,lavorarlo sulla spianatoia, dividerlo in pezzi di circa 70 g, arrotondarli e poggiarli su una teglia coperta con cartaforno, coprire con della pellicola e lasciar lievitare per circa tre ore , al caldo.
Preriscaldare il forno a 180°C , cuocere per 25'.
Far raffreddare e conservare in un sacchetto di cellophane.
PER IL DESSERT
Assicuratevi di avere una lavastoviglie quasi pronta per il lavaggio.
Preparate i quattro contenitori.
Sbucciare le arance e tagliarle a fette spesse poco meno di un centimetro, rimuovendo i semi se presenti.
In una padella larga far sciogliere il miele previsto, una volta caldo adagiare le fette di arancia e proseguire la cottura per circa 12 minuti, voltandole un paio di volte, fino a quando le arance non avranno assorbito quasi tutto il fondo, unire il cardamomo, un pizzico su ogni fetta.
Nel frattempo sbucciare le mele e tagliarle a cubetti piuttosto piccoli.
Versare sul fondo di ogni contenitore un paio di fette di arancia, tutta la mela a cubetti, altre fette di arancia e chiudere il contenitore.
Preparare allo stesso modo gli altri dessert.
Preparare allo stesso modo gli altri dessert.
Posizionare in lavastoviglie, nel cestello superiore e avviare il programma intensivo.
Mentre la lavastoviglie lava e cucina prepariamo la parte croccante della ricetta.
Tagliamo un panino a fette sottili e poi a cubetti.
In una padella fondiamo il burro e facciamo rosolare il pane, cospargendolo con la cannella e pochissimo zucchero a velo.
Tenere da parte.
Non appena sarà terminato il lavaggio rimuovere i contenitori dalla lavastoviglie, aprire solo davanti ai commensaie,cospargere con i dadini di pane e un filo di miele di arancio.
Gustare.
*************************---------------*******************************
Potrà sembrare strano l'abbinamento di questo pane con la frutta, avevo pensato a qualcosa di più dolce, ad un crumble, una frolla, delle tuiles, ma poi ho deciso di non sovrastare il sapore della frutta che, cucinata in questo modo, mantiene tutto l'aroma e il gusto .
Il pane utilizzato è particolarmente neutro , nell'insieme riesce a donare una nota croccante ed equilibrata nel sapore senza esagerare.
Gustare.
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Potrà sembrare strano l'abbinamento di questo pane con la frutta, avevo pensato a qualcosa di più dolce, ad un crumble, una frolla, delle tuiles, ma poi ho deciso di non sovrastare il sapore della frutta che, cucinata in questo modo, mantiene tutto l'aroma e il gusto .
Il pane utilizzato è particolarmente neutro , nell'insieme riesce a donare una nota croccante ed equilibrata nel sapore senza esagerare.
Con questa ricetta torno a partecipare all'MTC n° 54
12 commenti
Una Signora Sfida quella che porta il numero 49 dell'MTChallenge, ma non lo dico ogni mese, da circa 41 sfide?
Con l'MTC è così, non fai in tempo a riprenderti dal turbinio delle proposte sempre più creative e fantasiose del mese precedente, che si resetta tutto e si riparte.
Nuovo giro, nuova corsa, nuova ricetta, nuova possibilità di dare voce allo chef che è in noi e che scalpita e che tutte vorremmo poter fare esprimere...più o meno.
Diciamo che a me questa "dimensione" casalinga sta più che bene, anzi, rispetto alla responsabilità di cucinare "sul serio", questa è la situazione ideale: posso provare quello che mi pare, non avvelenerò nessuno, nella peggiore delle ipotesi avrò solo messo sottosopra la cucina, sporcato questo e quell'altro mondo e rovesciato due scatole di ammennicoli vari, usati per creare il set.
Nella migliore delle ipotesi avrò tirato fuori una versione della ricetta della sfida che farà mugulare i figlioli per il piacere dell'assaggio.
Non riuscirò mai a ringraziare abbastanza la bravissima Arianna, vincitrice della sfida sugli spaghetti: con la sua proposta ha naturalmente avuto immediatamente il consenso del piccolo di casa, mentre la figliola ha subito fatto richiesta di una versione vegetariana...io, che sono una madre perfida, ho realizzato una ed una sola versione per 4, esclusivamente a base di carne, ma il profumo ha talmente stuzzicato le narici della vegetariana in erba ( mi sa che sono ispirata!!!!), che ha prontamente svestito l'abito di mite agnellino ( sempre per restare in tema di erba) per indossare quello di lupo famelico.
In parole povere, cara la mia Mazzetta, la figliola solo per una volta e solo per dare onore all'hamburger preparato per la tua sfida, ha chiuso gli occhi e addentato un panino di quelli che non mangiava più da secoli...sono quasi commossa, che mi vien voglia di sacrificare un agnello,ecco, l'ho detto!
Il post di Arianna è dettagliatissimo e ricco di spunti e suggerimenti: dal panino, alle salse; dopo aver provato a realizzare un VERO panino farcito, in casa, NIENTE sarà più come prima, quindi ORGANIZZATEVI e non perdete questa possibilità.
Questa volta ho dovuto trovare il fine settimana giusto per poter realizzare la ricetta che avevo in mente, sono partita da una delle idee più banali a cui si possa pensare per risolvere velocemente un antipasto o una cena veloce: prosciutto e melone.
Ho costruito tutto intorno a questo abbinamento, senza strafare, ma cercando di esaltare e "amplificare" i sapori.
Riporto le testuali palore che hanno accompagnato l'assaggio :
(la scena si svolge nel più assoluto disordine di una cucina di casa, con sportelli di pensili semiaperti, frigo lasciato spalancato, tavolo e piani di lavoro ingombri di piatti, taglieri, meloni, cibo, tovaglie, tovagliette, una macchina fotografica pericolosamente in bilico su un cavalletto instabile e due ragazzi di 9 e quasi18 anni in piedi davanti ad un piatto con un panino).
- Hmmmmmmm!
-Bbbuono!!
-Fai provare anche a me, anche se non dovrei, ma il profumo è TROPPO invitante....Hmmmmmmmm, ma è una squisitezza.
...e la faccio finita qui!
HAMBURGER PROSCIUTTO E MELONE ovvero L'HAMBURGER ALL'ITALIANA
Dosi per 4 persone.
BUNS CON LIEVITO NATURALE
(la ricetta è rigorosamente quella di Arianna, la riporto solo per promemoria, ma potete leggerla qui)
per 4 panini del diametro di 10 cm circa
Spezzettate il lievito in una ciotola, unite il latte a temperatura ambiente e scioglietelo, unire le farine setacciate, lo zucchero, il miele, lo strutto e il burro morbido, in ultimo unire il sale.
Lavorare energicamente fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.
Formare una palla e porre a lievitare in una ciotola coperta con pellicola e con un canovaccio.
Al raddoppio ( che varierà in base alla temperatura ambiente) dare una serie di pieghe a tre, porre nuovamente a lievitare con la chiusura delle pieghe in basso.
Dopo un'ora dividere l'impasto in quattro pezzi uguali, arrotondare bene, per formare i buns, adagiarli sulla teglia coperta con cartaforno, schiacciarli leggermente e lasciare lievitare per un'altra ora coperti con della pellicola.
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.
HAMBURGER AL PROSCIUTTO E MARSALA
per 4 hamburger dello stesso diametro dei panini
Mescolare senza scaldare troppo il composto, come suggerisce Arianna meglio non superare i 22°C per evitare di sciogliere il grasso contenuto nella carne.
Dividere in 4 parti, schiacciare leggermente e tenere da parte.
La dimensione dovrà essere di poco più grande di quella dei panini.
RIDUZIONE ALL'ACETO BALSAMICO
per la riduzione all'aceto balsamico
Cuocere fino a che la salsa sia ridotta della metà, allontanare da fuoco e tenere da parte.
È possibile preparare la salsa in anticipo e conservarla anche a temperatura ambiente in una bottiglietta.
PER FARCIRE
per 4 persone
In un piatto mescolare la rucola con i dadini di melone, unire il sale e l'olio e terminare con un filo di riduzione all'aceto balsamico.
COMPOSIZIONE DEL PANINO
Scaldare bene la griglia su fuoco medio /alto, cuocere gli hamburger per circa 3 minuti per lato, evitare di schiacciare.
Essendo un hamburger abbastanza ricco di grasso, in cottura questo si scioglierà è il vostro piano cottura non sarà più quello di prima ;)
Nel frattempo, in un pentolino antiaderente, rosolare senza nessun condimento le fette di prosciutto.
Tagliare i panini a metà, porre una fetta di scamorza affumicata, l'hamburger caldissimo, le fettine di melone, la fetta di prosciutto, una generosa dose di riduzione, chiudere con il resto del pane.
Servire con accompagnamento di insalata di rucola , melone e riduzione all'aceto balsamico.
Con l'MTC è così, non fai in tempo a riprenderti dal turbinio delle proposte sempre più creative e fantasiose del mese precedente, che si resetta tutto e si riparte.
Nuovo giro, nuova corsa, nuova ricetta, nuova possibilità di dare voce allo chef che è in noi e che scalpita e che tutte vorremmo poter fare esprimere...più o meno.
Diciamo che a me questa "dimensione" casalinga sta più che bene, anzi, rispetto alla responsabilità di cucinare "sul serio", questa è la situazione ideale: posso provare quello che mi pare, non avvelenerò nessuno, nella peggiore delle ipotesi avrò solo messo sottosopra la cucina, sporcato questo e quell'altro mondo e rovesciato due scatole di ammennicoli vari, usati per creare il set.
Nella migliore delle ipotesi avrò tirato fuori una versione della ricetta della sfida che farà mugulare i figlioli per il piacere dell'assaggio.
Non riuscirò mai a ringraziare abbastanza la bravissima Arianna, vincitrice della sfida sugli spaghetti: con la sua proposta ha naturalmente avuto immediatamente il consenso del piccolo di casa, mentre la figliola ha subito fatto richiesta di una versione vegetariana...io, che sono una madre perfida, ho realizzato una ed una sola versione per 4, esclusivamente a base di carne, ma il profumo ha talmente stuzzicato le narici della vegetariana in erba ( mi sa che sono ispirata!!!!), che ha prontamente svestito l'abito di mite agnellino ( sempre per restare in tema di erba) per indossare quello di lupo famelico.
In parole povere, cara la mia Mazzetta, la figliola solo per una volta e solo per dare onore all'hamburger preparato per la tua sfida, ha chiuso gli occhi e addentato un panino di quelli che non mangiava più da secoli...sono quasi commossa, che mi vien voglia di sacrificare un agnello,ecco, l'ho detto!
Il post di Arianna è dettagliatissimo e ricco di spunti e suggerimenti: dal panino, alle salse; dopo aver provato a realizzare un VERO panino farcito, in casa, NIENTE sarà più come prima, quindi ORGANIZZATEVI e non perdete questa possibilità.
Questa volta ho dovuto trovare il fine settimana giusto per poter realizzare la ricetta che avevo in mente, sono partita da una delle idee più banali a cui si possa pensare per risolvere velocemente un antipasto o una cena veloce: prosciutto e melone.
Ho costruito tutto intorno a questo abbinamento, senza strafare, ma cercando di esaltare e "amplificare" i sapori.
Riporto le testuali palore che hanno accompagnato l'assaggio :
(la scena si svolge nel più assoluto disordine di una cucina di casa, con sportelli di pensili semiaperti, frigo lasciato spalancato, tavolo e piani di lavoro ingombri di piatti, taglieri, meloni, cibo, tovaglie, tovagliette, una macchina fotografica pericolosamente in bilico su un cavalletto instabile e due ragazzi di 9 e quasi18 anni in piedi davanti ad un piatto con un panino).
- Hmmmmmmm!
-Bbbuono!!
-Fai provare anche a me, anche se non dovrei, ma il profumo è TROPPO invitante....Hmmmmmmmm, ma è una squisitezza.
...e la faccio finita qui!
HAMBURGER PROSCIUTTO E MELONE ovvero L'HAMBURGER ALL'ITALIANA
Dosi per 4 persone.
BUNS CON LIEVITO NATURALE
(la ricetta è rigorosamente quella di Arianna, la riporto solo per promemoria, ma potete leggerla qui)
per 4 panini del diametro di 10 cm circa
- 250 g di farina (00 e Manitoba al 50%)
- 150 g di latte
- 60 g di lievito madre rinfrescato almeno due volte
- 20 g di burro
- 15 g di zucchero
- 5 g di strutto
- 5 g di sale
- 1 cucchiaino di miele
Spezzettate il lievito in una ciotola, unite il latte a temperatura ambiente e scioglietelo, unire le farine setacciate, lo zucchero, il miele, lo strutto e il burro morbido, in ultimo unire il sale.
Lavorare energicamente fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.
Formare una palla e porre a lievitare in una ciotola coperta con pellicola e con un canovaccio.
Al raddoppio ( che varierà in base alla temperatura ambiente) dare una serie di pieghe a tre, porre nuovamente a lievitare con la chiusura delle pieghe in basso.
Dopo un'ora dividere l'impasto in quattro pezzi uguali, arrotondare bene, per formare i buns, adagiarli sulla teglia coperta con cartaforno, schiacciarli leggermente e lasciare lievitare per un'altra ora coperti con della pellicola.
Trascorso questo tempo preparare una miscela con un uovo battuto e poco latte, spennellare la superficie dei buns, coprire con i semi scelti ( per me sesamo e zucca) , preriscaldare il forno a 180°C e cuocere per circa 20'-25'.
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.
HAMBURGER AL PROSCIUTTO E MARSALA
per 4 hamburger dello stesso diametro dei panini
- 250 g spalla di vitello macinata al momento
- 100 g prosciutto crudo
- 1 cucchiaino di cipolla tritata finemente
- 1 spicchio di aglio piccolo tritato finemente
- un cucchiaio e mezzo di Marsala
- sale un pizzico
Mescolare senza scaldare troppo il composto, come suggerisce Arianna meglio non superare i 22°C per evitare di sciogliere il grasso contenuto nella carne.
Dividere in 4 parti, schiacciare leggermente e tenere da parte.
La dimensione dovrà essere di poco più grande di quella dei panini.
RIDUZIONE ALL'ACETO BALSAMICO
per la riduzione all'aceto balsamico
- 300 ml aceto balsamico
- 25 g zucchero
- 25 g miele di castagno
Cuocere fino a che la salsa sia ridotta della metà, allontanare da fuoco e tenere da parte.
È possibile preparare la salsa in anticipo e conservarla anche a temperatura ambiente in una bottiglietta.
PER FARCIRE
- scamorza affumicata tagliate a fette sottili ( 1 fetta per ogni panino)
- prosciutto crudo a fette ( 1 fettina per panino)
- melone retato a fettine sottilissime
per 4 persone
- rucola 100 g
- melone retato 300 g
- riduzione all'aceto balsamico
- sale
- olio extravergine di oliva
In un piatto mescolare la rucola con i dadini di melone, unire il sale e l'olio e terminare con un filo di riduzione all'aceto balsamico.
COMPOSIZIONE DEL PANINO
Scaldare bene la griglia su fuoco medio /alto, cuocere gli hamburger per circa 3 minuti per lato, evitare di schiacciare.
Essendo un hamburger abbastanza ricco di grasso, in cottura questo si scioglierà è il vostro piano cottura non sarà più quello di prima ;)
Nel frattempo, in un pentolino antiaderente, rosolare senza nessun condimento le fette di prosciutto.
Tagliare i panini a metà, porre una fetta di scamorza affumicata, l'hamburger caldissimo, le fettine di melone, la fetta di prosciutto, una generosa dose di riduzione, chiudere con il resto del pane.
Servire con accompagnamento di insalata di rucola , melone e riduzione all'aceto balsamico.
Con questa ricetta partecipo all'MTC n°49
Non sono un'appassionata di pastasciutta.
Mangio la pasta, mediamente, non più di una volta a settimana.
La domanda che mi rivolgono sempre le persone a cui lo confesso è : Ma cosa mangi?
Chiariamoci, io non sarò una fan della pasta, ma esistono altri milioni di alimenti che nutrono, saziano, sono buoni e permettono di vivere e sopravvivere anche senza la pasta!
Fatta questa premessa passo a dire che questa sfida, proposta da Paola , la vincitrice dello scorso MTC, targata MTC n°48 mi ha leggermente mandato in crisi, per prima cosa per l'essenza stessa del piatto da preparare ( la pasta!) e poi per il condimento da abbinare: sugo di pomodoro fresco, PUNTO, semplicemente questo.
Paola ha saputo spiegarcelo in maniera esauriente, riuscendo a rendere un piatto di pasta al pomodoro un'opera d'arte, da eseguire con tutti i crismi e i sentimenti.
Stavolta la mente ha faticato più del solito a concentrarsi e a tirare fuori qualcosa.
Poi mi sono ricordata di uno dei miei primi cavalli di battaglia ( si fa per dire) nei pranzi ufficiali con i suoceri, ben sapendo che troppa originalità non sarebbe stata compresa, e il confronto con la madre del consorte non sarebbe mai stato superato.
Questa è la prima ricetta che mia suocera mi ha chiesto di passarle ! ;D
Altro discorso per il secondo condimento: ho preso ispirazione da una piantina di mentuccia che , ripetutamente, è apparsa su questo blog, come sfondo alle ricette, anche in altre sfide dell'MTC, e che mi è stata donata dalla cara Sabina .
Lei mi aveva raccomandato di utilizzarla per la vera ricetta dei carciofi alla giudia, io ho promesso di farlo , ma poi...il tempo è trascorso, la piantina è cresciuta, sono riuscita anche a non ammazzarla prima del tempo ( ricordandomi di darle un pò di acqua ogni tanto, ma solo perchè la tengo vicina al lavandino della cucina) e i carciofi non li ho praticamente più comprati.
In compenso ogni mattina strofino una fogliolina e mi annuso le dita ( su su, non fate quelle facce, ognuno si annusa quello che vuole, no?) e da questo è partita l'ispirazione, poi, visto che la mentuccia con la feta è la morte sua, il passaggio è stato facile ed ecco qui il piatto, che la figliola vegetariana ( e per giunta a dieta) mi ha promosso con un : è più buona anche di quella che mi faceva papà!
(Per curiosità : la pasta tanto decantata risale a quando la figliola aveva circa 6/7 anni ed era una semplice pasta all'olio e parmigiano ... e sono soddisfazioni anche queste!)
Spaghetti gamberi, bresaola, rucola e pomodori
Per 4 persone
Unire 8 gamberi sgusciati e privati della testa .
Dopo pochi minuti unire i pomodorini, lavati e tagliati a metà , cuocere per una decina di minuti , poi aggiungere i gtamberi interi ed eventualmente dell'acqua di cottura, salare e coprire con un coperchio.
Controllare la cottura, cercando di schiacciare leggermente i pomodorini con il cucchiaio di legno.
Dopo circa 20 minuti il condimento sarà pronto.Lavate e tritate finemente la rucola e tenetela da parte.
Nel frattempo portare a bollore una pentola con dell'acqua, salare, versare gli spaghetti e cuocerli al dente per il tempo riportato sulla confezione.
Scolare e passare direttamente nella padella del condimento, versare la rucola e mescolare, lasciando cuocere per un paio di minuti, su fuoco vivace, badando a non far restringere troppo il fondo..
Servire .
******************************************************************************
Pennette rigate con sugo al pomodoro fresco, feta, origano e mentuccia
Per 4 persone
Cuocere su fuoco vivace, aggiustare di sale e unire un abbondante pizzico di origano secco, coprire e proseguire la cottura per circa trenta minuti.
Se occorre unire un pò di acqua di cottura della pasta.
Quando l'acqua raggiunge il bollore, salarla e verare la pasta.
Cuocere per il tempo previsto per ottenere una pasta al dente, scolare e versare nella padella con il condimento, sbriciolare la feta, unire la mentuccia spezzettata e mescolare, su fiamma vivace, unendo un pò di acqua di cottura della pasta per permettere alla feta di sciogliersi e amalgamarsi al pomodoro e alla pasta.
Mescolare bene e servire.
Mangio la pasta, mediamente, non più di una volta a settimana.
La domanda che mi rivolgono sempre le persone a cui lo confesso è : Ma cosa mangi?
Chiariamoci, io non sarò una fan della pasta, ma esistono altri milioni di alimenti che nutrono, saziano, sono buoni e permettono di vivere e sopravvivere anche senza la pasta!
Fatta questa premessa passo a dire che questa sfida, proposta da Paola , la vincitrice dello scorso MTC, targata MTC n°48 mi ha leggermente mandato in crisi, per prima cosa per l'essenza stessa del piatto da preparare ( la pasta!) e poi per il condimento da abbinare: sugo di pomodoro fresco, PUNTO, semplicemente questo.
Paola ha saputo spiegarcelo in maniera esauriente, riuscendo a rendere un piatto di pasta al pomodoro un'opera d'arte, da eseguire con tutti i crismi e i sentimenti.
Stavolta la mente ha faticato più del solito a concentrarsi e a tirare fuori qualcosa.
Poi mi sono ricordata di uno dei miei primi cavalli di battaglia ( si fa per dire) nei pranzi ufficiali con i suoceri, ben sapendo che troppa originalità non sarebbe stata compresa, e il confronto con la madre del consorte non sarebbe mai stato superato.
Questa è la prima ricetta che mia suocera mi ha chiesto di passarle ! ;D
Altro discorso per il secondo condimento: ho preso ispirazione da una piantina di mentuccia che , ripetutamente, è apparsa su questo blog, come sfondo alle ricette, anche in altre sfide dell'MTC, e che mi è stata donata dalla cara Sabina .
Lei mi aveva raccomandato di utilizzarla per la vera ricetta dei carciofi alla giudia, io ho promesso di farlo , ma poi...il tempo è trascorso, la piantina è cresciuta, sono riuscita anche a non ammazzarla prima del tempo ( ricordandomi di darle un pò di acqua ogni tanto, ma solo perchè la tengo vicina al lavandino della cucina) e i carciofi non li ho praticamente più comprati.
In compenso ogni mattina strofino una fogliolina e mi annuso le dita ( su su, non fate quelle facce, ognuno si annusa quello che vuole, no?) e da questo è partita l'ispirazione, poi, visto che la mentuccia con la feta è la morte sua, il passaggio è stato facile ed ecco qui il piatto, che la figliola vegetariana ( e per giunta a dieta) mi ha promosso con un : è più buona anche di quella che mi faceva papà!
(Per curiosità : la pasta tanto decantata risale a quando la figliola aveva circa 6/7 anni ed era una semplice pasta all'olio e parmigiano ... e sono soddisfazioni anche queste!)
Spaghetti gamberi, bresaola, rucola e pomodori
Per 4 persone
- 320 g spaghetti
- 1 kg pomodori ciliegini
- 12 gamberi
- 100 g bresaola in una sola fetta
- 200 g rucola
- olio extravergine di oliva
- aglio
- peperoncino ( facoltativo)
- sale
Unire 8 gamberi sgusciati e privati della testa .
Dopo pochi minuti unire i pomodorini, lavati e tagliati a metà , cuocere per una decina di minuti , poi aggiungere i gtamberi interi ed eventualmente dell'acqua di cottura, salare e coprire con un coperchio.
Controllare la cottura, cercando di schiacciare leggermente i pomodorini con il cucchiaio di legno.
Dopo circa 20 minuti il condimento sarà pronto.Lavate e tritate finemente la rucola e tenetela da parte.
Nel frattempo portare a bollore una pentola con dell'acqua, salare, versare gli spaghetti e cuocerli al dente per il tempo riportato sulla confezione.
Scolare e passare direttamente nella padella del condimento, versare la rucola e mescolare, lasciando cuocere per un paio di minuti, su fuoco vivace, badando a non far restringere troppo il fondo..
Servire .
******************************************************************************
Pennette rigate con sugo al pomodoro fresco, feta, origano e mentuccia
Per 4 persone
- 320 g pennette corte rigate
- 1 kg pomodori ciliegini
- 200 g feta
- origano secco
- mentuccia romana fresca
- olio extravergine di oliva
- sale
Cuocere su fuoco vivace, aggiustare di sale e unire un abbondante pizzico di origano secco, coprire e proseguire la cottura per circa trenta minuti.
Se occorre unire un pò di acqua di cottura della pasta.
Quando l'acqua raggiunge il bollore, salarla e verare la pasta.
Cuocere per il tempo previsto per ottenere una pasta al dente, scolare e versare nella padella con il condimento, sbriciolare la feta, unire la mentuccia spezzettata e mescolare, su fiamma vivace, unendo un pò di acqua di cottura della pasta per permettere alla feta di sciogliersi e amalgamarsi al pomodoro e alla pasta.
Mescolare bene e servire.
Con queste ricette partecipo all'MTC n°48
Grande, grandissima sfida questo mese.
Caris , vincitrice dell'MTC n°46, ci ha teletrasportato direttamente in una scuola di pasticceria.
Una "semplice" ricetta come quella del pan di spagna si è rivelata un banco di prova sul quale sedersi umilmente per imparare tanto e di più da chi sa non solo passarti la ricetta sicura, ma anche darti quattro varianti della stessa e, soprattutto, spiegarti il perchè di errori comuni o semplici leggerezze.
Per tutti i particolari correte da Caris e sul blog dell'MTC, che con i suoi approfondimenti, sa regalarci vere lezioni di cucina.
Per quanto mi riguarda, ho provato subito la ricetta proposta da Caris per il pan di spagna di Massari tradizionale a freddo, perfetto per essere inzuppato per bene prima di essere farcito, è stato una piacevole scoperta che entrerà , anzi, è già entrata nella mia cucina e non solo.
La ricetta che ho pensato prevede l'utilizzo di un liquore tipico abruzzese, già decantato da D'Annunzio , che ne intuì da subito il valore , dandogli un nome che ne esaltava l'eccellenza: Aurum come "oro", il colore stesso del liquore; Aurum come la parola latina “arantium”, il frutto da cui si estraeva il liquore.
Ho pensato di creare una torta con una mousse leggera a profumata da questo liquore, che ha un sapore di arancia , leggermente dolce.
Ho aggiunto dei canditi di arancia frullati finemente , bagnato il tutto con uno sciroppo con un tocco di Aurum e coperto con la glassa al cioccolato che utilizzo solitamente per la Sacher,( cambiando però il metodo di preparazione ed utilizzando quello di Assunta La cuoca dentro), perchè cioccolato e arancia si sa che sono un'accoppiata perfetta.
Il risultato è semplicemente sublime, ma forse detto da me non conta molto.
Torta alla mousse all'Aurum e arancia con glassa al cioccolato
per il pan di spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari)
stampo da 24 cm
Ingredienti:
per circa15 minuti a media velocità .
Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia.
Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti per teglie alte 4-4,5 cm.
Se utilizzate un anello, poggiarlo su un foglio di cartaforno direttamente sulla placca.
Appena fuori dal forno cospargere con zucchero semolato ( io l'ho dimenticato!)
Far raffreddare e tagliare in tre dischi sottili.
Per la bagna all'Aurum
Far raffreddare e aggiungere il liquore.
Tenere da parte.
Per la mousse all'Aurum
Tritare finemente i canditi e tenere da parte.
Preparare la crema pasticcera scaldando 500 ml di latte , nel frattempo, in una ciotola lavorare 4 tuorli con 100 g di zucchero semolato e 30 g di farina setacciata.
Una volta che il latte sarà quasi al bollore, versarne un paio di cucchiai nel composto di uova, mescolare e aggiungere tutto il miscuglio di uova, al latte sul fuoco, mescolando fino a a quando non si avrà la giusta consistenza ( basteranno pochi minuti).
Unire l'arancia candita, mescolare bene.
Scaldare il liquore e, lontano dal fuoco, sciogliervi la gelatina strizzata dall'acqua.
Versare nella crema, attraverso un setaccio, mescolare e lasciar raffreddare.
Una volta che la crema risulterà fredda, semimontare la panna, unire alla crema e tenere da parte.
Composizione della torta
Su una base porre, in un anello per torte foderato con dell'acetato, il primo disco di pan di spagna, bagnare generosamente con lo sciroppo precedentemente preparato, creare uno strato di mousse, adagiare il secondo disco e bagnare generosamente, creare un altro strato di mousse e chiudere con il terzo disco sempre ben bagnato.
Coprire con della pellicola e lasciare in frigorifero ( a 3°C) per una notte.
Ganache al cioccolato
quantità sufficiente per glassare una torta di 24 cm
Lontano dal fuoco aggiungere il glucosio ( o il miele) e il cioccolato e mescolare fino a che non risulti completamente sciolto ( se dovesse servire porre nuovamente su fuoco dolcissimo, solo per il tempo necessario a permettere a tutto il cioccolato di sciogliersi bene).
Far raffreddare fino a 40 °C e unire il burro morbido, mescolare bene.
Prendere la torta dal frigo, rovesciarla su una base adatta al glassaggio, rimuovere l'anello e la fascia di acetato.
Versare la glassa, cominciando dai bordi ( come suggerisce preziosamente Caris) per poi coprire il centro, evitare di utilizzare una spatola. Porre in frigo.
Recuperare la glassa in eccesso e montarla leggermente nella planetaria.
Versare in una sac à poche e utilizzare per creare dei decori sulla torta.
Terminare con piccole guarnizioni a base di arancia candita.
Caris , vincitrice dell'MTC n°46, ci ha teletrasportato direttamente in una scuola di pasticceria.
Una "semplice" ricetta come quella del pan di spagna si è rivelata un banco di prova sul quale sedersi umilmente per imparare tanto e di più da chi sa non solo passarti la ricetta sicura, ma anche darti quattro varianti della stessa e, soprattutto, spiegarti il perchè di errori comuni o semplici leggerezze.
Per tutti i particolari correte da Caris e sul blog dell'MTC, che con i suoi approfondimenti, sa regalarci vere lezioni di cucina.
Per quanto mi riguarda, ho provato subito la ricetta proposta da Caris per il pan di spagna di Massari tradizionale a freddo, perfetto per essere inzuppato per bene prima di essere farcito, è stato una piacevole scoperta che entrerà , anzi, è già entrata nella mia cucina e non solo.
La ricetta che ho pensato prevede l'utilizzo di un liquore tipico abruzzese, già decantato da D'Annunzio , che ne intuì da subito il valore , dandogli un nome che ne esaltava l'eccellenza: Aurum come "oro", il colore stesso del liquore; Aurum come la parola latina “arantium”, il frutto da cui si estraeva il liquore.
Ho pensato di creare una torta con una mousse leggera a profumata da questo liquore, che ha un sapore di arancia , leggermente dolce.
Ho aggiunto dei canditi di arancia frullati finemente , bagnato il tutto con uno sciroppo con un tocco di Aurum e coperto con la glassa al cioccolato che utilizzo solitamente per la Sacher,( cambiando però il metodo di preparazione ed utilizzando quello di Assunta La cuoca dentro), perchè cioccolato e arancia si sa che sono un'accoppiata perfetta.
Il risultato è semplicemente sublime, ma forse detto da me non conta molto.
Torta alla mousse all'Aurum e arancia con glassa al cioccolato
per il pan di spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari)
stampo da 24 cm
Ingredienti:
- Uova intere a temperatura ambiente 300 g
- Zucchero 200 g
- Sale g1,5
- Farina bianca 00 (W 150-170) 150 g
- Fecola 50 g
per circa15 minuti a media velocità .
Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia.
Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti per teglie alte 4-4,5 cm.
Se utilizzate un anello, poggiarlo su un foglio di cartaforno direttamente sulla placca.
Appena fuori dal forno cospargere con zucchero semolato ( io l'ho dimenticato!)
Far raffreddare e tagliare in tre dischi sottili.
Per la bagna all'Aurum
- 300 g zucchero semolato
- 300 ml acqua
- liquore Aurum 50 ml circa
Far raffreddare e aggiungere il liquore.
Tenere da parte.
Per la mousse all'Aurum
- 600 g circa di crema pasticcera
- 200 ml panna fresca
- 50 ml liquore Aurum
- 12 g gelatina alimentare in fogli
- 50 g arancia candita
Tritare finemente i canditi e tenere da parte.
Preparare la crema pasticcera scaldando 500 ml di latte , nel frattempo, in una ciotola lavorare 4 tuorli con 100 g di zucchero semolato e 30 g di farina setacciata.
Una volta che il latte sarà quasi al bollore, versarne un paio di cucchiai nel composto di uova, mescolare e aggiungere tutto il miscuglio di uova, al latte sul fuoco, mescolando fino a a quando non si avrà la giusta consistenza ( basteranno pochi minuti).
Unire l'arancia candita, mescolare bene.
Scaldare il liquore e, lontano dal fuoco, sciogliervi la gelatina strizzata dall'acqua.
Versare nella crema, attraverso un setaccio, mescolare e lasciar raffreddare.
Una volta che la crema risulterà fredda, semimontare la panna, unire alla crema e tenere da parte.
Composizione della torta
Su una base porre, in un anello per torte foderato con dell'acetato, il primo disco di pan di spagna, bagnare generosamente con lo sciroppo precedentemente preparato, creare uno strato di mousse, adagiare il secondo disco e bagnare generosamente, creare un altro strato di mousse e chiudere con il terzo disco sempre ben bagnato.
Coprire con della pellicola e lasciare in frigorifero ( a 3°C) per una notte.
Ganache al cioccolato
quantità sufficiente per glassare una torta di 24 cm
- 300 g cioccolato fondente al 60%
- 240 ml panna fresca
- 60 gr burro
- 30 gr di glucosio ( per me miele)
Lontano dal fuoco aggiungere il glucosio ( o il miele) e il cioccolato e mescolare fino a che non risulti completamente sciolto ( se dovesse servire porre nuovamente su fuoco dolcissimo, solo per il tempo necessario a permettere a tutto il cioccolato di sciogliersi bene).
Far raffreddare fino a 40 °C e unire il burro morbido, mescolare bene.
Prendere la torta dal frigo, rovesciarla su una base adatta al glassaggio, rimuovere l'anello e la fascia di acetato.
Versare la glassa, cominciando dai bordi ( come suggerisce preziosamente Caris) per poi coprire il centro, evitare di utilizzare una spatola. Porre in frigo.
Recuperare la glassa in eccesso e montarla leggermente nella planetaria.
Versare in una sac à poche e utilizzare per creare dei decori sulla torta.
Terminare con piccole guarnizioni a base di arancia candita.
Con questa ricetta partecipo all'MTC n°47
Questo mese non volevo partecipare, lo confesso.
Pensavo che con tutti gli impegni della vita reale fosse giunto il momento di cominciare a lasciare qualcosa, ma poi... si sa come accade, no forse non si riesce ad immaginare la forza e l'energia e l'entusiasmo e la voglia che viene ogni volta che c'è una nuova ricetta all'MTChallenge.
Questo mese poi c'è l'energia fatta persona a proporla, una delle persone più solari, allegre e piene di vita che ho avuto il piacere di incontrare realmente: Elisa, e allora mi sono trovata a non poter rinunciare.
Non avevo grandi idee e , forse, anche queste non lo sono poi più di tanto, in compenso ho scoperto una sablée che mi è piaciuta moltissimo, semplice da realizzare e perfetta dopo la cottura, friabile al punto giusto e dalla consistenza ideale per accompagnre ripieni morbidi.
E allora eccomi qui, come sempre i primi giorni , non per mania di voler essere la prima a tutti i costi, ma semplicemente perchè vedendo le proposte altrui, mi andrebbe in standby il neurone.
Quindi Elisa carissima, beccati le mie versioni , dovevano essere tre, ma il tempo è tiranno e sono riuscita a realizzarne solo due, e grazie ancora per questa bellissima proposta.
Torta salata alle erbe aromatiche
per la brisée di Roux ( proposta da Elisa )
Dose per uno stampo da 28 cm o 6 stampini da 10 cm
Lavorare con la punta delle dita, tirando man mano la farina dai bordi, al termine unire il cucchiaio di latte freddo e continuare a lavorare , utilizzando il palmo della mano per spingere bene il composto ed ottenere la giusta consistenza.
Fare una palla e lasciare in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Come suggerisce Elisa è possibile conservarlo in un contenitore a chiusura eremtica per una settimana in frigo, tre mesi in freezer.
Una volta tirata fuori dal frigo, lasciarla ambientare brevemente.
Su un piano stendere la pasta allo spessore di 2-3 mm ( è consigliabile non superare queste misure per evitare che il guscio troppo doppio alteri l'insieme dei sapori della torta, prevalendo nel gusto, come ci insegna benissimo Maria Pia in questo post ).
Foderare una tortiera con la pasta, bucherellare il fondo, coprire con della cartafornoe lasciare in freezer per almeno 30 minuti, nel frattempo preriscaldare il forno a 190°C.
Una volta tirata fuori dal freezer, coprire con dei pesi ( legumi, sale grosso o pesi in ceramica) e cuocere in forno per 15 minuti, rimuovere carta e pesi e proseguire la cottura per altri 5-10 minuti, abbassando la temperatura a 170°C.
Il nostro guscio è pronto per accogliere il ripieno.
Per la prima torta salata ho voluto rendere omaggio alla primavera utilizzando erbe aromatiche fresche, il risultato è stato una torta molto profumata e gradevole al palato.
Farcia alle erbe
Unire il caciocavallo grattugiato, mescolare con una spatola e versare sul guscio di brisée.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 35 minuti circa.
La realizzazione pomeridiana non mi ha permesso di ottenere la luce migliore per le foto, in compenso la cena era perfetta ;)
Quiche al tonno di coniglio, pomodori secchi , olive nere e créme royal
Per una tortiera da 28 cm di diametro
Permette di proporre la carne di coniglio, che mangiamo sempre troppo poco, in modo semplice, saporito e anche poco riconoscibile, oltre al fatto che è semplicissima da mangiare per i bambini ( e i pigri) non presentando parti con ossa.
Tonno di coniglio
Unire il coniglio , precedentemente lavato bene, aggiustare di sale, aggiungere 6/8 grani di pepe.
Lessare a fiamma moderata per circa un'ora, al termine allontanare dal fuoco e lasciar raffreddare il coniglio direttamente nella pentola.
Disossare il coniglio, staccando pezzi non troppo grandi, formare degli strati in un contenitore, alternandoli a foglie di salvia, grani di pepe e spicchi di aglio.
Al termine coprire tutto con l'olio extravergine di oliva e lasciare in frigorifero per almeno due giorni.
**************************
Mentre la base di brisée cuoce in forno preparare il ripieno.
Sgocciolare dall'olio i pezzetti di polpa di coniglio.
In un pentolino con acqua e aceto di vino bianco , portata a bollore, far rinvenire i pomodori secchi per pochi minuti.
Sgocciolare e tagliare a pezzetti.
Tagliare a rondelle le olive nere.
Preparare l'appareil ( che Knam chiama créme royal) : in una ciotola mescolare alla panna fredda di frigo le 2 uova, aggiustare di sale e pepe .
Versare nel guscio il coniglio, i pomodori secchi e le olive, coprire tutto con il miscuglio di panna e uova e cuocere in forno caldo a 180°C per 35' circa.
Pensavo che con tutti gli impegni della vita reale fosse giunto il momento di cominciare a lasciare qualcosa, ma poi... si sa come accade, no forse non si riesce ad immaginare la forza e l'energia e l'entusiasmo e la voglia che viene ogni volta che c'è una nuova ricetta all'MTChallenge.
Questo mese poi c'è l'energia fatta persona a proporla, una delle persone più solari, allegre e piene di vita che ho avuto il piacere di incontrare realmente: Elisa, e allora mi sono trovata a non poter rinunciare.
Non avevo grandi idee e , forse, anche queste non lo sono poi più di tanto, in compenso ho scoperto una sablée che mi è piaciuta moltissimo, semplice da realizzare e perfetta dopo la cottura, friabile al punto giusto e dalla consistenza ideale per accompagnre ripieni morbidi.
E allora eccomi qui, come sempre i primi giorni , non per mania di voler essere la prima a tutti i costi, ma semplicemente perchè vedendo le proposte altrui, mi andrebbe in standby il neurone.
Quindi Elisa carissima, beccati le mie versioni , dovevano essere tre, ma il tempo è tiranno e sono riuscita a realizzarne solo due, e grazie ancora per questa bellissima proposta.
Torta salata alle erbe aromatiche
per la brisée di Roux ( proposta da Elisa )
Dose per uno stampo da 28 cm o 6 stampini da 10 cm
- 250 g di farina ( per me 0)
- 150 g di burro, leggermente ammorbidito
- 1 cucchiaino di sale
- Un pizzico di zucchero
- 1 uovo
- 1 cucchiaio di latte freddo
Lavorare con la punta delle dita, tirando man mano la farina dai bordi, al termine unire il cucchiaio di latte freddo e continuare a lavorare , utilizzando il palmo della mano per spingere bene il composto ed ottenere la giusta consistenza.
Fare una palla e lasciare in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Come suggerisce Elisa è possibile conservarlo in un contenitore a chiusura eremtica per una settimana in frigo, tre mesi in freezer.
Una volta tirata fuori dal frigo, lasciarla ambientare brevemente.
Su un piano stendere la pasta allo spessore di 2-3 mm ( è consigliabile non superare queste misure per evitare che il guscio troppo doppio alteri l'insieme dei sapori della torta, prevalendo nel gusto, come ci insegna benissimo Maria Pia in questo post ).
Foderare una tortiera con la pasta, bucherellare il fondo, coprire con della cartafornoe lasciare in freezer per almeno 30 minuti, nel frattempo preriscaldare il forno a 190°C.
Una volta tirata fuori dal freezer, coprire con dei pesi ( legumi, sale grosso o pesi in ceramica) e cuocere in forno per 15 minuti, rimuovere carta e pesi e proseguire la cottura per altri 5-10 minuti, abbassando la temperatura a 170°C.
Il nostro guscio è pronto per accogliere il ripieno.
Per la prima torta salata ho voluto rendere omaggio alla primavera utilizzando erbe aromatiche fresche, il risultato è stato una torta molto profumata e gradevole al palato.
Farcia alle erbe
- erba cipollina fresca circa 20 fili
- menta fresca 8 foglie
- salvia fresca 8 foglie
- rosmarino fresco 6 rametti teneri
- buccia di un lime non trattato
- 2 scalogni
- un ciuffo di prezzemolo
- sale q.b.
- 60 g testa di caciocavallo di Agnone stagionato grattugiato
- ricotta di mucca 200 g
- uova 4
Unire il caciocavallo grattugiato, mescolare con una spatola e versare sul guscio di brisée.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 35 minuti circa.
La realizzazione pomeridiana non mi ha permesso di ottenere la luce migliore per le foto, in compenso la cena era perfetta ;)
Quiche al tonno di coniglio, pomodori secchi , olive nere e créme royal
Per una tortiera da 28 cm di diametro
- Pasta brisèe ( realizzata come sopra)
- tonno di coniglio 500 g circa
- pomodori secchi 60 g
- olive nere una ventina
- 2 uova
- 250 ml panna fresca
- sale
- pepe
Permette di proporre la carne di coniglio, che mangiamo sempre troppo poco, in modo semplice, saporito e anche poco riconoscibile, oltre al fatto che è semplicissima da mangiare per i bambini ( e i pigri) non presentando parti con ossa.
Tonno di coniglio
- un coniglio a pezzi di circa 1 kg
- 2 carote
- 3 gambi di sedano
- 1 cipolla
- salvia, alloro, rosmarino
- 200 ml vino bianco secco
- aglio
- olio extravergine di oliva
- sale
- pepe in grani
Unire il coniglio , precedentemente lavato bene, aggiustare di sale, aggiungere 6/8 grani di pepe.
Lessare a fiamma moderata per circa un'ora, al termine allontanare dal fuoco e lasciar raffreddare il coniglio direttamente nella pentola.
Disossare il coniglio, staccando pezzi non troppo grandi, formare degli strati in un contenitore, alternandoli a foglie di salvia, grani di pepe e spicchi di aglio.
Al termine coprire tutto con l'olio extravergine di oliva e lasciare in frigorifero per almeno due giorni.
**************************
Mentre la base di brisée cuoce in forno preparare il ripieno.
Sgocciolare dall'olio i pezzetti di polpa di coniglio.
In un pentolino con acqua e aceto di vino bianco , portata a bollore, far rinvenire i pomodori secchi per pochi minuti.
Sgocciolare e tagliare a pezzetti.
Tagliare a rondelle le olive nere.
Preparare l'appareil ( che Knam chiama créme royal) : in una ciotola mescolare alla panna fredda di frigo le 2 uova, aggiustare di sale e pepe .
Versare nel guscio il coniglio, i pomodori secchi e le olive, coprire tutto con il miscuglio di panna e uova e cuocere in forno caldo a 180°C per 35' circa.
Con queste ricette partecipo all'MTChallenge N°46

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