Con la storia di una leggera intolleranza al lattosio  ho iniziato a provare latte vegetale  , quello di noci resta il mio preferito a pari merito  con quello alle mandorle.
Tamara Giorgetti  condivide una foto  su fb e io subito sono andata a curiosare,  la ricetta la ritrovate qui , sulla pagina di Repubblica .
É talmente semplice da realizzare che da oggi il latte di mandorle  sarà  sempre autoprodotto.

Con le dosi riportate ho realizzato circa 650 ml di latte.




Latte di mandorle
  • 150 g mandorle  spellate preferibilmente  italiane (se le reperite ) 
  •  500 ml + 200/250ml acqua 
  • un cucchiaio di zucchero
 In un contenitore porre le mandorle e versare i 500 ml di acqua.
Lasciare reidratare per almeno un'ora , trascorso questo tempo versare tutto in un frullatore e frullare fono ad avere una consistenza finissima.
Inserire il resto dell'acqua ( senza superare le dosi altrimenti  si avrà un latte annacquato),  frullare ancora.
Filtrare tutto attraverso  un setaccio finissimo,  la parte solida che avanzerà  si potrà  utilizzare in altre preparazioni.
Conservare in frigo  e consumare entro il tre giorni.
Ho visto questa torta qui  e me ne sono subito invaghita, oltre che per la magistrale esecuzione anche per la particolarità della ganache, realizzata utilizzando solo limone, cioccolato e pasta di mandorle.
Avrei dovuto inserire del colorante, ma non avendolo ho preferito farne a meno, anche perché non influisce sul gusto finale.
Se vi dovesse capitare tra le mani della pasta di mandorle provate questo dolce, non ve ne pentirete.
La ganache risulta un po' abbondante per la torta, riducete di un terzo la dose e non ve ne avanzerà.
L'utilizzo della bocchetta forata fa un po' effetto spaghetti, dovrò migliorare nell'utilizzo.




Tarte au citron
Ricetta presa da Cooking me softy
Dose per una torta di 22 cm

Pâte sablée
  • 103 g burro morbido 
  •  65 g zucchero a velo
  • 22 g farina di mandorle
  • 33 g uovo intero ( mescolare tuorlo e albume e prendere la quantità necessaria )
  • Vaniglia
  • 173 g farina 00 
  •  Burro di cacao o Mycryo per impermeabilizzare la base oppure cioccolato bianco se non si ha il Mycryo

Sabbiare il burro, lo zucchero a velo, la farina di mandorle e la vaniglia, unire l'uovo e terminare con la farina, lavorare POCO.
Stendere in un disco, riposo in frigo per 8 ore.
Tascorso questo tempo foderare un anello in acciaio, riposo in frigo due ore.
Cottura in bianco in forno preriscaldato a  160°C  ventilato per 22'.
Spennellare l'interno del guscio con mycryo fatto fondere oppure con del cioccolato bianco sciolto e spennellato ( circa 50 g).
Riservare.

Crema di limone

  • 141 g succo di limone
  • 91 g zucchero semolato
  • 91 g uova intere
  • 45 g tuorli
  • 91 g cioccolato bianco
  • 25 g Mycryo
  • 41 g burro
Scaldare il succo di limone a 80° C.
In una ciotola sbianchire uova e tuorli con lo zucchero.
Versare il succo di limone caldo sulle uova e cuocere, mescolando, fino a 82° C.
Lontano dal fuoco versare la crema sul cioccolato bianco spezzettato e sul burro di cacao, attendere qualche minuto, poi emulsionare con un mixer.
Quando il composto raggiunge i 50° C  aggiungere il burro a cubetti ed emulsionar ancora.
Versare nel guscio e far raffreddare in frigorifero.

Ganache di limone, pasta di mandorle e cioccolato bianco
Diminuire la dose di un terzo.
  • 225 g succo di limone
  • 275 g pasta di mandorle
  • 1 cucchiaino di vaniglia
  • 225 g cioccolato bianco
  • Colorante giallo 
Ammorbidire la pasta di mandorle, aggiungere il succo di limone ed emulsionare con un frullatore ad immersione, unire la vaniglia.
Scaldare il composto a 80° C e versare sul cioccolato fuso,  insieme al colorante , emulsionare e lasciar cristallizzare in frigo per 12 ore.
Il giorno successivo versare in una sac á poche con bocchetta forata e dressare sulla superficie del dolce.



I biscotti sono la mia passione, se poi sono con i fichi secchi e di un pasticcere che ammiro moltissimo non resta che provarli.
La ricetta originale l'ho letta qui, e mi é subito piaciuta, peccato che nel trascriverla io abbia omesso che le mandorle erano intere e non in polvere.
Conclusione?
É venuto fuori un altro biscotto, ma così buono che io, la mia versione sbagliata, ve la lascio lo stesso.



Biscotti Che fico! di Omar Busi ( modificata per sbaglio)
Dose per circa 30 biscotti

  • 250 g farina 00
  • 200 g zucchero a velo
  • 110 g albumi
  • 108 g mandorle macinate  ( intere nella ricetta originale )
  • 108 g fichi secchi morbidi
  • 50 g cioccolato fondente
  • 25 g burro
  • 25 g cacao amaro in polvere
  • 10 g lievito per dolci
  • 3 g sale
Con la fogli mescolare, senza montare, albumi, zucchero e sale.
Unire il burro sciolto e le polveri setacciate, la farina di mandorle.
Tagliare i fichi secchi in pezzetti , aggiungerli al composto, unire anche il cioccolato tritato grossolanamente.
Lavorare poco.
Avvolgere con pellicola e far riposare in frigo per tre ore.
Formare dei cilindri di 4 cm di diametro , porre su cartaforno e cuocere in forno caldo a 200°C  per 10'.
Far raffreddare BENE, tagliare diagonalmente e infornare nuovamente a 150° C per farli asciugare, circa 15'/20', ma regolatevi controllando la cottura.
Una volta freddi tendono a indurire, ma dopo un giorno tornano relativamente morbidi.  
Ho impiegato solo quattro anni prima di provare questa torta.
Erano i tempi dei primi anni di blog, andavo in giro come una forsennata sugli altri blog per leggere e commentare, per lasciare un salutino, per dire : ci sono, mi piace la tua ricetta, mi piace leggere quello che fai....poi tutto è passato, trasformato, spostato.

Il luogo virtuale è diventato facebook, siamo tutte sempre lì e lì commentiamo, mettiamo like e faccette e fiorellini con una facilità incredibile, ma con molto meno attenzione.

Se i commenti sui blog, già all'epoca, mi sembravano poco attendibili nel 90% dei casi, quelli su fb sono proprio aria fritta.

Questa ricetta è stata pubblicata da Maria nel suo blog Panza e Presenza , che ho sempre letto con molto piacere e io ho sempre pensato di volerla provare.

Finalmente ci sono riuscita, ho dimezzato le dosi e ne ho realizzato una versione più adatta alle mie esigenze, considerando che sono l'unica in casa a consumare dolci a colazione.

Il risultato è buono, ma la prossima volta cambierò la proporzione amaretti/pane grattugiato , invece che 1:1 farò 3:1 , sono sicura che il sapore tenderà più verso l'amaretto e meno verso il pane grattugiato.



Torta di amaretti e pangrattato
Ricetta originale qui 
Per uno stampo di 20 cm di diametro
  • 100 g pangrattato ( la prossima volta 50 g)
  • 100 g amaretti ( la prossima volta 150 g)
  • 100 g zucchero
  • 125 g panna da cucina
  • 50 g cioccolato fondente in gocce
  • 2 uova intere medie
  • lievito per dolci 6/8 g
 Lavorare panna e zucchero, unire i due tuorli e amalgamare.
Aggiungere il pane grattugiato, gli amaretti sbriciolati finemente e il lievito setacciato.

Montare a neve gli albumi e unire al composto senza smontare.
Inserire il cioccolato.

Versare nello stampo, per me al silicone.
Cuocere in forno preriscaldato, modalità ventilato a 180°C per 30'/35'.




 
  •  
Cari amici e affezionati lettori de L'Italia nel Piatto è estate.
Fa caldo, siamo felici di trascorrere le giornate all'aperto e la voglia di cucinare è davvero pochissima, ma non potevamo lasciarvi senza il consueto appuntamento con la cucina regionale e così abbiamo pensato di darvi degli spunti per utilizzare prodotti tipici di ogni regione in modo veloce e fresco.
Oggi , noi de L'Italia nel Piatto vi stuzzicheremo la curiosità e l'appetito raccontandovi di eccellenze da utilizzare semplicemente nelle nostre cucine.Quasi senza accendere il gas ;-)

Qui trovate le regioni partecipanti ( in formazione leggermente ridotta, ma il caldo colpisce ancora!)
Valle d'Aosta:

Piemonte: Pesche al cioccolato 2.0 http://alterkitchen.it/2015/07/16/pesche-al-cioccolato-2-0/

Trentino-Alto Adige:Insalata di cavolo cappuccio e mela al cumino
http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/07/insalata-di-ca…ppuccio-e-mela.html

Friuli-Venezia Giulia: non partecipa

Lombardia: non partecipa

Veneto: non partecipa

Emilia Romagna: Insalata di pesche con songino, noci e Parmigiano Reggiano  http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/07/insalata-di-pesche-con-songino-noci-e.html

Liguria: insalata di pasta e polpo http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/07/litalia-nel-piatto-piatti-freddi-e.html

Toscana: Prosciutto e fichi con gelato al tartufino del Mugello
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/07/prosciutto-e-fichi-con-gelato-al.html

Marche: non partecipa

Umbria: Fagiolini all'agllio e mentuccia http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/07/fagiolini-allaglio-e-mentuccia.html

Abruzzo:Insalata di patate e rucola http://ilmondodibetty.it/insalata-di-patate-e-rucola/

Molise: Insalata con caciocavallo di Agnone, frutta secca e miele di castagno
http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/07/insalata-con-caciocavallo-di-agnone.html

Lazio:  non partecipa

Campania: non partecipa

Basilicata:  non partecipa

Puglia:  non partecipa

Calabria: Antipasto freddo alla calabrese  http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/07/antipasto-freddo-alla-calabrese.html

Sicilia:  non partecipa

Sardegna: non partecipa


Il nostro blog - http://litalianelpiatto.blogspot.it/


Per quanto riguarda il Molise, ho voluto rendergli omaggio utilizzando uno dei suoi prodotti di punta: il caciocavallo.
Il caciocavallo è un formaggio prodotto con latte vaccino e prodotto tipico molisano.
 È un formaggio originario del comune montano di Agnone fin dai tempi della Magna Grecia. L’usanza di appenderlo a cavallo di una pertica, denota una tecnica produttiva comune nel Meridione italiano.
 Il latte crudo viene riscaldato alla temperatura di 36-38° e addizionato con caglio in pasta di agnello o di capretto. La cagliata, presamica, viene rotta in due fasi: la prima in modo grossolano, la seconda, dopo una breve sosta, alle dimensioni di un chicco di mais. Estratta una parte del siero, la si riscalda a 65° per poi riversarla nella caldaia, sopra la pasta depositata sul fondo. Ad acidificazione avvenuta, si estrae la pasta, la si taglia a fette sottili e si procede alla filatura con acqua a 85°. La formatura avviene a mano e la salatura è in salamoia, per un periodo variabile di 12-20 ore.
 Dopo una breve maturazione di 20 giorni, le forme devono stagionare, spesso in grotte naturali, per un minimo di tre mesi.
 La crosta è dura e sottile, di colore paglierino nelle forme di breve stagionatura, di colore marrone chiaro nelle più stagionate. La pasta è dura, compatta, untuosa, con piccole fessurazioni, di colore paglierino chiaro che varia d'intensità in base alla stagionatura.
Come produzione tipica molisana è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf).
Il caciocavallo di Agnone è inserito nell'arca del Gusto di Slow Food.
 ( Notizie prese  qui e qui )




INSALATA CON CACIOCAVALLO DI AGNONE, FRUTTA SECCA E MIELE DI CASTAGNO

Ingredienti per 2 persone
  • 80 g insalata tipo iceberg o lattuga
  • 100 g caciocavallo di Agnone semistagionato in una sola fetta
  • frutta secca : noci, semi di zucca, mandorle , nocciole, pistacchi
  • olio extravergine di oliva q.b. ( per me molisano)
  • sale
  •  un cucchiaio abbondante di miele di castagno
Lavare e asciugare l'insalata, ridurla a striscioline e adagiarla sul fondo di un piatto.
Tagliare la fetta di caciocavallo a cubetti non troppo piccoli, circa 1,5 cm.
Disporli sull'insalata.
Cospargere a piacere con la frutta secca, aggiustare di sale e olio e , in ultimo versare un filo di miele di castagno e...BUON APPETITO.


Come per tutte le ricette semplici anche  qui la differenza la fa la qualità dei prodotti utilizzati.


Buona estate a tutti da noi de L'Italia nel Piatto, 
ci si rilegge a settembre.

Io e il cioccolato non andiamo molto d'accordo.
Lo ammiro, sia chiaro.
Apprezzo tutto di lui, profumo, consistenze, versatilità, ma non è proprio uno dei cibi che sceglierei  per primo.

Non mi piace ritrovarmi mani, tegami, spatole, strofinacci, piani di lavoro, cosparsi di gocce che tendono quasi sempre a solidificare, ma pensando bene, prima, di attaccarsi allegramente a tutto quello che le sfiora.

Me le sono inventate tutte, nella mia breve vita da cuciniera, ho provato a sciogliere tavolette intere direttamente nelle sac à poche, pur di evitare travasi e "inguacchi", ho provato a grattugiare con tritatutto e frullatori ( l'ultimo credo di averlo buttato due giorni fa) , compromettendone per sempre il funzionamento.
Da tutte queste ( fallimentari) esperienze ho capito una cosa: con il cioccolato non si può bluffare o sai come trattarlo o non lo sai.

Per questo motivo sono stata felicissima di mettermi alla prova con la ricetta proposta per l'MTC di febbraio dalla bravissima Annarita.
Finalmente la possibilità di provare a fare le cose per bene, senza trucchetti...più o meno.

E si perchè , naturalmente il mio affezionatissimo termometro da cucina, che già aveva mostrato un certo cambiamento di carattere, passando per sempre dai gradi Celsius a quelli Fahrenheit, costringendomi a complicate ( per me, naturalmente) conversioni proprio durante l'esecuzione delle ricette, ha pensato bene di esalare l'ultimo respiro mentre mi accingevo a realizzare la copertura dei miei baci.

Grazie a tutti i consigli di Annarita e della Redazione dell'MTC con i suoi Tips &Tricks, sono riuscita a cavarmela anche questa volta, comunque , per la cronaca, un termometro è stato riacquistato in tempo record e  chissà che non mi venga la voglia di provare il temperaggio come una vera maitre chocolatier.

La sfida nella sfida, questa volta era legata al lato romantico del creare un cioccolatino , ispirandosi ad un Bacio e quindi , inevitabilmente alla frase che lo accompagnerà, dedicata al proprio lui, in questo caso al mio lui, che non ama molto le smancerie, ma sa apprezzare la dolcezza e anche quel pizzico di sale che rende tutto più saporito, dolce incluso!

Essenziale e semplice, ma che racchiude due sapori contrari e complementari, questo è quello che ho voluto esprimere con la mia ( sciocca) frase e un ringraziamento particolare a Pupo! ;)


Il commento del maritino all'assaggio dei cioccolatini è stato :
-  Mmmmm! Buoni , mi ricordano qualcosa nel sapore...
Pausa di meditazione, durata un giorno.
Il giorno successivo all'assaggio io:
-Ma poi cosa ti ricordavano?
Lui : Un dolce che preparava mia madre !

Perchè a noi Proust e Freud ci fanno un baffo!




Baci al cioccolato bianco, arancia candita e nocci atterrati

dose per 9 baci 

  • Panna fresca 35 ml
  • Cioccolato bianco 100 g
  • Mandorle pralinate ( nocci atterrati) 120 g
  • Arancia candita 50 g + 4-5 scorzette per la decorazione
  • Aurum ( liquore all'arancia) un cucchiaio
  • Cioccolato fondente 280 g

Per i nocci atterrati potete vedere qui  come realizzarli in casa.

Spezzettare il cioccolato bianco e tenere da parte.
Porre in un pentolino la panna e far scaldare fin quasi al bollore, versare il cioccolato e mescolare fino al completo scioglimento
Nel frattempo tritare insieme le mandorle pralinate e le scorze di arancia candite, inserendo a metà il liquore, utilizzando un mixer o un tritatutto.

Una volta che il cioccolato è completamente sciolto unire il composto di mandorle, arancia e Aurum, mescolare bene e far raffreddare completamente ( io ho sfruttato le basse temperature stagionali per accelerare il raffreddamento), poi ho versato tutto in una sac à poche monouso e ho creato dei mucchietti su cartaforno, riposizionando subito tutto in frigo e lasciandolo per una notte.



La mattina ho prelevato i mucchietti, dato una forma tondeggiante, tagliati dei cubetti dalle scorze di arancia avanzate e posizionati in cima , per ricreare la rotondità di una nocciola ( a me sembravano altro, in effetti), poi riposto tutto nuovamente in frigo.



Probabilmente il cioccolato bianco solidifica in modo diverso rispetto al cioccolato fondente, le mie praline hanno mantenuto una consistenza abbastanza cremosa, per poterle glassare le ho tirate fuori dal frigo all'ultimo momento e aspettato che il cioccolato temperato si raffreddasse un pochino.


Il giorno dopo preparare la copertura, ho utilizzato il metodo dell' inseminazione, vale a dire sciogliere su un bagnomaria  a fuoco medio, i 3/4 del cioccolato previsto , fino a farlo arrivare a 45°C,  una volta sciolto aggiungere il resto, tritato, e mescolare rapidamente con movimenti circolari per abbassare la temperatura e creare, così, una specie di temperaggio.




Ho lasciato raffreddare un poco e poi ho prelevato le praline dal frigo tuffandole nel cioccolato.



Ho seguito l'ottimo suggerimento di Annarita ed utilizzato una forchettina di plastica a cui ho tolto i due rebbi centrali.

Poi ho lasciato sgocciolare brevemente ed adagiato su carta forno.



Come sempre le basse temperature esterne mi hanno permesso di far solidificare la copertura nel minor tempo possibile.











Per chi volesse dedicare un pensiero, questo è il mio termometro defunto dopo anni di onorato servizio ( e torture da parte mia!).                  
   R.I.P.


Con questa ricetta partecipo all'MTC n°45


 Ammetto che ho avuto qualche resistenza psicologica a procedere e postare questa ricetta per il contest del Molino Grassi, sarà che per me una ricetta con delle farine di qualità deve essere un lievitato, sarà che un biscottino è sempre qualcosa di quasi banale, eppure una di quelle coccole che sanno accontentare il palato senza esagerare.

Alla fine mi sono convinta ed ho deciso di procedere.
Ricetta semplicissima, prevede l'utilizzo di soli albumi, la consistenza migliora con il passare dei giorni, l'insieme dei sapori sa regalare piacevoli sensazioni, pur nella sua semplicità.
Per ora è solo la prima, intanto continuano le prove per il lievitato ;)

Questa è la scheda, presa dal sito del Molino Grassi, della farina che ho utilizzato, in tante altre preparazioni e tutte apprezzate dai commensali.

  Multicereali: miscela di farina tipo 0 di grano tenero Manitoba biologico, farina di segale biologica, farina di orzo biologico, farina di riso biologico e farina di avena biologica. Risultato dell’unione del grano Manitoba con segale, orzo, riso e avena, raggiunge alti valori nutrizionali e una qualità unica.



Biscottini con farina multicereali, mandorle e arancia
  • 100 g burro
  • 120 g zucchero a velo
  • 120 g albumi
  • 150 g farina multicereali del Molino Grassi
  • 60 g farina di mandorle
  • 6 g arancia grattugiata disidratata
 Lavorare il burro a crema, unire lo zucchero a velo.
Inserire gradualmente gli albumi, far inglobare e proseguire con l'arancia e le due farine mischiate.

Versare in una sac à poche e lasciare in frigo per 30'.

Formare dei biscotti di circa 4 cm di diametro, su della cartaforno.

Cuocere in forno caldo a 170°C per 20'.

Aspettare almeno 24 ore prima di consumare, migliorano con il tempo.

Si conservano a lungo in un contenitore di latta o vetro.




Con questa ricetta partecipo al contest Blogger love QB del Molino Grassi



Oggi una ricetta svuota dispensa.
Ancora buona nonostante si dica  sia primavera, qui la neve in montagna e la temperatura bassa permettono di godere di un dolce non proprio estivo.

Ve la lascio e la lascio alla mia cara amica Lindita che ha scoperto il piacere di cucinare anche grazie  a questa ricetta! ;)



Pan del vescovo
( ricetta presa in rete più di 10 anni fa, chi la riconoscesse come propria me lo faccia sapere)
  • 5 uova sgusciate ( pesarle)
  • pari peso delle uova di zucchero
  • pari peso delle uova di farina 00
  • sale
  • 200 g cioccolato fondente tritato
  • 100 g mandorle 
  • 100 g nocciole
  • 100 g uvetta
  • 8 g lievito per dolci
  • 4 cucchiai di acqua bollente
Mescolare uova, zucchero, farina, acqua e lievito.
Unire la frutta secca tritata grossolanamente e il pizzico di sale.

Versare in una teglia rettangolare , su carta forno.

Lasciare allo spessore di 2 cm circa.

Cuocere in forno caldo a 160°C per 45'.

Far raffreddare e tagliare a cubotti.

Si conserva per diversi giorni in una scatola di latta.



Non ho mai amato particolarmente questo dolce, ma non ho potuto impedirmi  di provare una versione che veniva pubblicizzata come "morbidissima" da Eva e Claudio i Fables de Sucre.
Non mi sono particolarmente impegnata per l'estetica, nè per le foto, avevo voglia di provare subito per testare il risultato finale.

Questa ricetta viene direttamente dal pasticcere Beppe Allegretta.
Ho seguito tutte le indicazioni di Eva, ma penso di poter aggiungere qualche piccola nota per il procedimento casalingo.

La sveglia che si intravede in fondo alle foto sta ad indicare il mio "non vedere l'ora"!


Salame al cioccolato 
da una ricetta di Beppe Allegretta postata da Fables de Sucre
 
(Dose per due salami da 290 gr circa)
  • 110 gr di cioccolato al latte consentito da prontuario AIC
  • 145 gr di cioccolato fondente consentito da prontuario AIC
  • 160 gr di pasta di nocciole consentito da prontuario AIC
  • 120 gr di mandorle bianche intere
  • 40 gr di miele d’acacia
  • zucchero a velo consentito da prontuario AIC

Queste le dosi per due salami, io ho dimezzato tutto, che siamo ancora in periodo post natalizio , la dose è sufficiente per 4 persone mediamente golose.

Tritare il cioccolato fondente e quello al latte con un coltello e conservare in un sacchetto per alimenti, in freezer per una notte, insieme al recipiente e alle lame del cutter.

Il giorno successivo tritare finemente i due cioccolati, fino ad avere quasi una polvere ( con il mio robot non si ha proprio una polvere, ma la cosa non disturba).
Le mandorle è meglio tritarle grossolanamente con un coltello ( a me nella planetaria con la foglia non si sono rotte, quindi meglio procedere manualmente).

Versare nella ciotola della planetaria il cioccolato tritato, il miele, la pasta di nocciole ( niente nutella, per favore!) a temperatura ambiente, il miele e le mandorle tritate.

Mescolare fino ad avere un composto abbastanza amalgamato.

Versare su cartaforno cosparsa di zucchero a velo e avvolgere.

Lasciare a temperatura ambiente ( 18°-20°C) per 48 ore.

Confesso che casa mia è più calda e il salame è rimasto molto morbido, a quella temperatura sarà sicuramente perfetto.

Conclusione: Ricetta ottima

 


   E visto che oggi è venerdì invio questa ricetta naturalmente gluten free a
Il punto è : vatti a fidare degli chef.

Compri l'ennesimo libro , lo sfogli, lo annusi ( come, voi non lo fate? Io lo faccio con tutti i libri e lo fa anche il piccolo di casa! Un futuro da segugi !!), ammiri le foto dei piatti e poi trovi la ricetta, la leggi, la rileggi, dimezzi le dosi , che prima di essere in 10 bisogna aspettare Natale, leggi ancora il procedimento e all'opera.

In questi anni di cucina folle e disperatissima, ho imparato che  una ricetta si capisce bene SOLO preparandola.
Sfuggono spessissimo dei passaggi nella preparazione, nella cottura, sfuggono degli ingredienti...come in questo caso: solo alla fine mi sono resa conto che non conteneva farina, errore? Svista? Io l'ho fatta così, ma volendo ci sono altre possibilità!


Budino di limone e mandorle con salsa alle fragole
di Claudio Sadler da Menù per quattro stagioni

per 6 budini
  • 2 limoni bio interi
  • 90 gr mandorle tritate
  • 90 gr di zucchero
  • 4 uova
  • 40 gr di burro
  • 25 gr limoncello
Per la salsa alle fragole
  • 200 gr fragole
  • 125 gr di zucchero

Mettere sul fuoco tre casseruole con acqua fredda.
Bollire i limoni passandoli da una casseruola all'altra ogni 5' dalla ripresa del bollore e lasciandoli nell'ultima per 20'.Questa operazione permette ai limoni di perdere tutto l'amaro.

Scolarli, raffreddarli e frullarli.
Passare il composto ottenuto al setaccio per eliminare i semi.

Montare i tuorli con 45 gr di zucchero, unire il burro morbido , il composto di limoni, le mandorle tritate e il liquore.

Imburrare e spolverare di zucchero gli stampini d'alluminio.

Montare gli albumi a neve con gli altri 45 gr di zucchero e unire i due composti senza smontare.

Versare con una sac à poche  negli stampini.
Cuocere in forno caldo a 180° per almeno 30'.
Fare la prova stecchino.

Preparare la salsa frullando le fragole con lo zucchero e passando tutto al setaccio.

Versare la salsa sul fondo del piatto e adagiarvi un budino cosparso di zucchero a velo.

                         *****************************************************

Nella ricetta originale Sadler parla del burro, ma non indica quando nè come utilizzarlo, io ho pensato di inserirlo nel composto lavorandolo a crema e mi sembra che sia andato a buon fine.

Anche la cottura risulta errata, dopo 15' i budini erano crudi, ho raddoppiato il tempo ottenendo una cottura giusta.

Il budino tende a rimanere umido,non contenendo farina, ma con la salsa alle fragole, che esalta il gusto del limone, è perfetto.
Uno o due giorni dopo è ancora più buono, consiglierei di prepararli in anticipo.

Dalle foto riportate sul libro originale, l'idea era più quella di un muffin, per cui mi viene un dubbio sugli ingredienti, forse invece che 40 gr di burro erano 40 gr di farina?

Non ho provato questa variante, se lo fate, me lo comunicate? :)

Vatti a fidare degli chef pluristellati o meglio degli errori di stampa!! ^_^





Con questa ricetta partecipo al contest di Giò "Colori in cucina"


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