Non sono un'appassionata di pastasciutta.
Mangio la pasta, mediamente, non più di una volta a settimana.
La domanda che mi rivolgono sempre le persone a cui lo confesso è : Ma cosa mangi?

Chiariamoci, io non sarò una fan della pasta, ma esistono altri milioni di alimenti che nutrono, saziano, sono buoni e permettono di vivere e sopravvivere anche senza la pasta!

Fatta questa premessa passo a dire che questa sfida, proposta da Paola , la vincitrice dello scorso MTC, targata MTC n°48 mi ha leggermente mandato in crisi, per prima cosa per l'essenza stessa del piatto da preparare ( la pasta!) e poi per il condimento da abbinare: sugo di pomodoro fresco, PUNTO, semplicemente questo.
Paola ha saputo spiegarcelo in maniera esauriente, riuscendo a rendere un piatto di pasta al pomodoro un'opera d'arte, da eseguire con tutti i crismi e i sentimenti.


Stavolta la mente ha faticato più del solito a concentrarsi e a tirare fuori qualcosa.
Poi mi sono ricordata di uno dei miei primi cavalli di battaglia ( si fa per dire) nei pranzi ufficiali con i suoceri, ben sapendo che troppa originalità non sarebbe stata compresa, e il confronto con la madre del consorte non sarebbe mai stato superato.
Questa è la prima ricetta che mia suocera mi ha chiesto di passarle ! ;D


Altro discorso per il secondo condimento: ho preso ispirazione da una piantina di mentuccia che , ripetutamente, è apparsa su questo blog, come sfondo alle ricette, anche in altre sfide dell'MTC, e che mi è stata donata dalla cara Sabina .
 Lei mi aveva raccomandato di utilizzarla per la vera ricetta dei carciofi alla giudia, io ho promesso di farlo , ma poi...il tempo è trascorso, la piantina è cresciuta, sono riuscita anche a non ammazzarla prima del tempo ( ricordandomi di darle un pò di acqua ogni tanto, ma solo perchè la tengo vicina al lavandino della cucina) e i carciofi non li ho praticamente più comprati.
In compenso ogni mattina strofino una fogliolina e mi annuso le dita ( su su, non fate quelle facce, ognuno si annusa quello che vuole, no?) e da questo è partita l'ispirazione, poi, visto che la mentuccia con la feta è la morte sua, il passaggio è stato facile ed ecco qui il piatto, che la figliola vegetariana ( e per giunta a dieta) mi ha promosso con un : è più buona anche di quella che mi faceva papà!

(Per curiosità : la pasta tanto decantata risale a quando la figliola aveva circa 6/7 anni ed era una semplice pasta all'olio e parmigiano ... e sono soddisfazioni anche queste!)



Spaghetti gamberi, bresaola, rucola e pomodori



Per 4 persone


  • 320 g spaghetti
  • 1 kg pomodori ciliegini
  • 12 gamberi
  • 100 g bresaola in una sola fetta
  • 200 g rucola
  • olio extravergine di oliva
  • aglio
  • peperoncino ( facoltativo)
  • sale
In una larga padella far soffriggere olio, agio e peperoncino ( se lo usate), aggiungere la bresaola tagliata a dadini,farla rosolare qualche minuto.
Unire 8 gamberi sgusciati e privati della testa .

Dopo pochi minuti unire i  pomodorini, lavati e tagliati a metà , cuocere per una decina di minuti , poi aggiungere i gtamberi interi ed eventualmente dell'acqua di cottura, salare e coprire con un coperchio.
Controllare la cottura, cercando di schiacciare leggermente i pomodorini con il cucchiaio di legno.
Dopo circa 20 minuti il condimento sarà pronto.Lavate e tritate finemente la rucola e tenetela da parte.

Nel frattempo portare a bollore una pentola con dell'acqua, salare, versare gli spaghetti e cuocerli al dente per il tempo riportato sulla confezione.
Scolare e passare direttamente nella padella del condimento, versare la rucola e mescolare, lasciando cuocere per un paio di minuti, su fuoco vivace, badando a non far restringere troppo il fondo..
Servire .






 ******************************************************************************

Pennette rigate con sugo al pomodoro fresco, feta, origano e mentuccia





Per 4 persone
  • 320 g pennette corte rigate
  • 1 kg pomodori ciliegini
  • 200 g feta
  • origano secco
  • mentuccia romana fresca
  • olio extravergine di oliva
  • sale
Porre sul fuoco la pentola con l'acqua e portare a bollore, nel frattempo versare in una larga padella un filo di olio, scaldarlo e aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a metà.
Cuocere su fuoco vivace, aggiustare di sale e unire un abbondante pizzico di origano secco, coprire e proseguire la cottura per circa trenta minuti.
Se occorre unire un pò di acqua di cottura della pasta.

Quando l'acqua raggiunge il bollore, salarla e verare la pasta.
Cuocere per il tempo previsto per ottenere una pasta al dente, scolare e versare nella padella con il condimento, sbriciolare la feta, unire la mentuccia spezzettata e mescolare, su fiamma vivace, unendo un pò di acqua di cottura della pasta per permettere alla feta di sciogliersi e amalgamarsi al pomodoro e alla pasta.

Mescolare bene e servire.




Con queste ricette partecipo all'MTC n°48


  Si creano degli strani legami nella vita virtuale.
Dopo quattro anni ancora non mi abituo e, forse , non lo farò mai.
Semplici ricette che riescono a mettere in contatto persone lontane, diverse e sconosciute.
Oggi ho scelto di preparare, anzi di postare un lievitato per partecipare e festeggiare con Alice i suoi 4 anni di blog.
Probabilmente il suo blog e il mio sono nati insieme e subito le nostre strade si sono incrociate.
Dopo tutto questo tempo ( e nonostante la mia latitanza), posso dire che Alice è una di quelle piacevoli e discrete presenze che continuo ad apprezzare anche se oramai tutto si è spostato su facebook .
Sono secoli che non partecipo più ai contest, non per snobismo, ma proprio perchè non riesco a fare quasi più nulla quassù ,se non parlare di cucina molisana per L'Italia nel Piatto e giocare all'MTC.
Per te, cara Alice, però ho voluto fare un piccolo sacrificio ( non ti crucciare, un sacrificio piacevolissimo!) e realizzare un lievitato da colazione accompagnandolo però con una composta di fragole che mi lega in modo particolare ad un'altra amica virtuale, mai conosciuta personalmente, ma che stimavo moltissimo : Milena di Una finestra di fronte.
Ho già detto che è tutto molto strano nel mondo virtuale, anche i sentimenti, da un lato sono un pò ovattati, ma dall'altro sanno colpirti come pugni allo stomaco.
Così è stato quando Milena ci ha lasciato, non so come, non so nulla, ma a distanza di quasi un anno dalla sua scomparsa , mi sono ritrovata a pensare a lei guardando delle fragole e pensando di farne della confettura e allora sono tornata sul suo blog   per trovare esattamente la ricetta che volevo.
Ho preparato la confettura e poi le brioche ben sapendo che sarebbe stata un'accoppiata perfetta.
E un grazie a questo mondo virtuale.
Confettura di fragole 
(Metodo Ferber da una ricetta di Milena Una finestra di fronte
  • 1 kg fragole lavate e pulite
  • 500 g zucchero
  • succo di un limone piccolo
Tagliare a pezzetti le fragole, adagiarle in una ciotola di ceramica, aggiungere lo zucchero, il succo di limone e coprire con un foglio di cartaforno a contatto.
Lasciare in frigorifero per una notte.
Il giorno successivo versare tutto il contenuto della ciotola in una pentola dal fondo spesso, portare a bollore, spegnere , far raffreddare e conservare nuovamente in frigorifero in una ciorola di ceramica con cartaforno a contatto.

Il giorno seguente separare le fragole dallo sciroppo, versare quest'ultimo in una pentola, portare a 105°C e aggiungere le fragole tenute da parte, riportare al bollore e proseguire la cottura per 8-10 minuti.

Fare la prova su un piattino, invasare e conservare.

Se aumentate le quantità di fragole aumentate anche il tempo di cottura: per un chilo di fragole all'ultimo passaggio fare bollire per 16/20 minuti, per un chilo e mezzo di fragole prolungare di altri 8 / 10 minuti ( in totale 24/30 minuti ).
Vale sempre la prova del piattino : su un piattino tenuto in freezer fare cadere un paio di gocce di marmellata, dovrà scivolare lentamente.
 
Brioche
( ricetta trovata su un pdf di MonPetitBistrot, ma molto simile alla tarte tropetiènne letta in giro,nutrendo dei dubbi sulla paternità, fate le ricerche che volete)

Per 15 pezzi circa ( dipende dalla grandezza)
  • 500 g farina 0
  • 3 uova intere medie
  • 130 ml latte
  • 90 g zucchero
  • 15 g lievito di birra fresco
  • 90 g burro a temperatura ambiente
Preparare un lievitino sciogliendo il lievito nel latte a 36°C, unire 150 g della farina prevista.
Mescolare grossolanamente con una forchetta e porre a lievitare in ambiente caldo fino a che non sarà raddoppiato ( circa un'ora).

Versare l'impasto nella planetaria e incorporare un cucchiaio di farina e un uovo, facendo assorbire bene.
Poi unire metà dello zucchero previsto, altra farina e un altro uovo.
Far sempre inglobare bene, in ultimo versare la farina rimanente, lo zucchero e l'ultimo uovo, far assorbire e inserire il sale e il burro a pezzettini e facendolo assorbire bene prima di aggiungerne altro.
L'impasto dovrà staccarsi bene dalla ciotola e risultare molto elastico.
Arrotondare e porre in una ciotola , coperta con pellicola, lasciandolo a temperatura ambiente per 30 minuti.
Poi riporre in frigo a 6/7° e...dimenticatevelo per una notte.
Il giorno successivo riportare a temperatura per circa un'ora.

Staccare delle palline di impasto, arrotondarle e porre  su cartaforno e far lievitare fino al raddoppio ( dipenderà dalla temperatura, circa un'ora).

Preriscaldare il forno a 180°C e cuocere per 15'-20'.




Con questa ricetta partecipo al contest di Alice La cucina di Esme sui lievitati


Stavolta la voglia irrefrenabile di andare a fare una gita fuori porta ha preso anche noi de L'Italia nel Piatto.
Abbiamo pensato di invitare tutti ad un picnic virtuale che toccherà quasi tutte le regioni della nostra della penisola, solleticandovi con piatti tradizionali pensati apposta per rendere più appetitose le nostre gite.

Seguiteci nel nostro itinerario, qui trovate le regioni partecipanti:


Trentino-Alto Adige: La Pinza di Donna Simona http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/05/la-pinza-di-donna-simona.html
  
Friuli-Venezia Giulia: NON PARTECIPA

Veneto: Cuor di mela  http://ely-tenerezze.blogspot.com/2015/04/cuor-di-mela.html

Lombardia: Frittata con le cipolle (Fritada cun le sigule)
http://www.kucinadikiara.it/2015/05/frittata-con-le-cipolle-fritada-cun-le.html

Liguria: perline ripiene e polpettone di fagiolini http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/05/litalia-nel-piatto-le-ricette-per-il.html
   
Emilia Romagna: Bruciatini bolognesi e misticanza http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/05/bruciatini-bolognesi-e-misticanza-per.html

Toscana: Pan del pescatore
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/05/pan-del-pescatore.html 

Marche: non partecipa

Umbria: Insalata di farro http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/05/insalata-di-farro.html


Molise: Le Facenne http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/05/le-facenne-pizze-fritte-salate-con.html

Lazio: Cheesecake fave e pecorino http://beufalamode.blogspot.com/2015/05/cheese-cake-fave-e-pecorino-per-litalia.html

Campania: Frittata di spaghetti alla napoletana
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2015/05/frittata-di-spaghetti-alla-napoletana.html

Basilicata: Calzoni ripieni di carne: i Pastizzi http://blog.alice.tv/profumodicannella/2015/04/28/calzoni-con-la-carne-falagoni-di-rotondella-i-pastizzi/

Puglia: La focaccia alla baresehttp://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/05/cucina-pugliese-la-focaccia-alla-barese.html

Calabria:Pitta ripiena con tonno e cipolle rosse di Tropea
http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/05/pitta-ripiena-con-tonno-e-cipolle-di.html



Per il Molise  vi propongo delle frittelle tipiche della mietitura: le facenne.

Le facenne sono delle piccole pizze di pasta lievitata, fritte.
Venivano distribuite ai mietitori dopo la pennichella della "controra"; erano sempre accompagnate dalla " vevetella pomeridiana" e precedevano l'insalata che spegneva l'arsura e puliva la bocca.
A Montefalcone a quell'ora si cantava:
mo ve' ventun'ore a la Palata
e lu patrone 'nze vede che la 'nzalata..."
Oggi le facenne sono tradizionali delle scampagnate.





Le facenne

per 10 pezzi circa
  • 3 uova
  • 30 ml olio extravergine di oliva
  • 50 ml latte
  • 400 g farina 00
  • 50 g patate lessate schiacciate
  • 100 g lievito naturale 
  • sale q.b.
  • olio per friggere
In una terrina battete le uova fino a renderle spumose, unite l'olio, il latte e la farina, fatta cadere a pioggia ( teoricamente quanta ne assorbe il composto, io l'ho pesata ;)  ).
Aggiungete le patate schiacciate, il lievito naturale a pezzetti e il sale.
Lavorate nella ciotola della planetaria con il gancio fino a quando l'impasto non risulterà liscio ed omogeneo.


Rovesciatelo su un piano leggermente infarinato, date una forma rotonda e ponetelo in una ciotola, coperto con della pellicola, a lievitare fino al raddoppio ( circa 4/5 ore).


Trascorso il tempo necessario scaldate dell'olio in una padella.
Staccate dei pezzi di impasto , appiattiteli e allungateli leggermente e cuocete fino a doratura.



Buoni sia caldi che freddi, anche farciti possibilmente da salumi e formaggi molisani ;)




Ricetta al volo, perchè con questa storia dell'olio di palma a me, personalmente, è venuta l'ansia.

Leggo più etichette di prodotti confezionati che libri, in questo momento, e le trovo anche più divertenti , appassionanti, capaci di suscitare in me sentimenti contrastanti.
La scena è sempre la stessa, ferma davanti allo scaffale dei biscotti, afferro il pacchetto, scorro la lista degli ingredienti e puntualmente scopro olii vegetali ( generici) o, per i più audaci olio di palma, poi ci sono quelli che cercano di rassicurarti con la dicitura olii vegetali NON idrogenati ( adesso si che mi sento tranquilla!) e io, nell'ordine:
-ridacchio
-parlo da sola
-mando qualche imprecazione a chi fa le leggi
-mando qualche imprecazione a chi fa i biscotti
...mi guardo intorno e scopro di essere osservata dagli altri clienti,  alcuni sembrano anche spaventati, altri sono già con il cellulare alla mano pronti a chiamare il 118 per farmi portare via.

Non posso continuare con questa vita, mi tocca produrre, più del solito , cercando di accontentare i gusti di tutti e allora rispolvero riviste , libri e ricette della nonna e ritrovo il piacere di dare il buongiorno a tutta la famiglia con un dolce , sano e che fa tanto happy family del Mulino Bianco riunita al tavolo della colazione ( tranne poi ritrovarsi a fare colazione a distanza di 15 minuti uno dall'altro e l'ultimo : chiuda la porta!)




Berlingozzo

 stampo a ciambella  22 cm
  • 400 g farina 00 
  • 180 g zucchero semolato
  • 3 uova
  • 100 g burro
  • 100 ml latte
  •  scorza grattugiata di un'arancia bio
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito per dolci 

Montare le  uova con lo zucchero per 5 minuti fino a renderle gonfie e chiare.
Aggiungere il butto fuso, fatto intiepidire, il sale e la scorza di arancia.

Setacciare farina e lievito e aggiungere nel composto alternandole con il latte.

Siotterrà un impasto abbastanza denso, ma sempre liquido.

Imburrare e infarinare uno stampo a ciambella e versare.
Cospargere la superficie con zucchero a granella e porre in forno preriscaldato a 170°C per 35 minuti.

( Ricetta presa da A Tavola di febbraio 2014)





Omaggio alla primavera per questa nuova uscita de L'Italia nel Piatto, tante gustose preparazioni con ingredienti che sanno esaltare la gioia della nuova stagione che è una promessa di delizie tutte da scoprire.
Qui trovate tutte le regioni partecipanti ( prima o poi ce la faremo ad essere tutte, abbiate fede! ).

Valle d'Aosta:  Risotto al burro e fiori di rosmarino http://www.atuttopepe.ifood.it/2015/04/risotto-al-bur…sta-nel-piatto.html
 
Friuli-Venezia Giulia: Asparago bianco del Friuli Venezia Giulia
 http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/asparago-bianco-del-friuli-venezia-giulia-per-litalia-nel-piatto

Veneto: non partecipa

Lombardia: non partecipa

Liguria:  l'asparago violetto d'Albenga e una ricetta con le uova   http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/04/litalia-nel-piatto-ricette-e-prodotti.html
   
Emilia Romagna: Gli agretti con le uova http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/04/gli-agretti-con-le-uova-per-litalia-nel.html

Toscana: Garmugia
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/04/garmugia.html


Umbria: Umbricelli con sugo di asparagi selvatici http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/04/umbricelli-al-…ragi-selvatici.html

Abruzzo: Il Carciofo di Cupello http://ilmondodibetty.it/il-carciofo-di…lia-nel-piatto.html


Lazio: Carciofi alla romana http://beufalamode.blogspot.com/2015/04/carciofi-alla-romana.html

Basilicata: Non partecipa

Puglia: Piselli e carciofi ripieni http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/04/cucina-pugliese-piselli-e-carciofi.html

Calabria: Hfavi e buhjularu http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/04/hfavi-e-buhjularu.html

Sicilia: non partecipa


e qui il Molise con un piatto semplice ed intenso, primaverile per la presenza dei piselli, della cipollina novella , in contrasto con la sapidità del pecorino, insomma una vera delizia per il palato.






Piselli casce e ova
 per 6 persone

  • un kg di piselli sgranati
  • un bicchiere di olio extravergine di oliva
  • una cipolletta fresca
  • un ciuffo di prezzemolo
  • formaggio pecorino grattugiato q.b. ( circa 150 g)
  • 4 uova
  • sale
Sgranare i piselli, lavarli e sgocciolarli.
Versare l'olio in una teglia rotonda, adatta ad andare in forno, aggiungere la cipolla affettata a velo, far appassire e unire i piselli.
Fare insaporire qualche minuto, quindi salarli, poco, e aggiungere un paio di mestoli di acqua calda e lasciar cuocere a fuoco moderato, per circa 10 minuti, fino a quando i piselli non saranno quasi cotti e il fondo quasi ritirato.

In una terrina mescolare le uova le uova con il formaggio, un pizzico di sale e il prezzemolo tritato, versare sui piselli mentre bollono ( e sono quasi arrivati a cottura), cercando di farle penetrare, spegnere il fuoco ed infornare a calore moderato ( 180°C)  fino a quando sulla superficie non si sarà formata una crosticina dorata, circa 20-25 minuti.





Grande, grandissima sfida questo mese.
Caris , vincitrice dell'MTC n°46, ci ha teletrasportato direttamente in una scuola di pasticceria.
Una "semplice" ricetta come quella del pan di spagna si è rivelata un banco di prova sul quale sedersi umilmente per imparare tanto e di più da chi sa non solo passarti la ricetta sicura, ma anche darti quattro varianti della stessa e, soprattutto, spiegarti il perchè di errori comuni o semplici leggerezze.
Per tutti i particolari correte da Caris  e sul blog dell'MTC, che con i suoi approfondimenti, sa regalarci vere lezioni di cucina.

Per quanto mi riguarda, ho provato subito la ricetta proposta da Caris per il pan di spagna di Massari tradizionale  a freddo, perfetto per essere inzuppato per bene prima di essere farcito, è stato una piacevole scoperta che entrerà , anzi, è già entrata nella mia cucina e non solo.

La ricetta che ho pensato prevede l'utilizzo di un liquore tipico abruzzese, già decantato da D'Annunzio , che ne intuì da subito il valore , dandogli un nome che ne esaltava l'eccellenza: Aurum come "oro", il colore stesso del liquore; Aurum come la parola latina “arantium”, il frutto da cui si estraeva il liquore.

Ho pensato di creare una torta con una mousse leggera a profumata da questo liquore, che ha un sapore di arancia , leggermente dolce.
Ho aggiunto dei canditi di arancia frullati finemente , bagnato il tutto con uno sciroppo con un tocco di Aurum e coperto con la glassa al cioccolato che utilizzo solitamente per la Sacher,( cambiando però il metodo di preparazione ed utilizzando quello di Assunta La cuoca dentro), perchè cioccolato e arancia si sa che sono un'accoppiata perfetta.

Il risultato è semplicemente sublime, ma forse detto da me non conta molto.



Torta alla mousse all'Aurum e arancia con glassa al cioccolato

per il pan di spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari) 
 stampo da 24 cm

Ingredienti:
  • Uova intere a temperatura ambiente 300 g
  • Zucchero 200 g
  • Sale g1,5
  • Farina bianca 00 (W 150-170) 150 g
  • Fecola 50 g
Nella ciotola della planetaria, con la frusta, montare le uova intere,  con lo zucchero, il  sale
per circa15 minuti a media velocità .
 Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia.
Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti per teglie alte 4-4,5 cm.
Se utilizzate un anello, poggiarlo su un foglio di cartaforno direttamente sulla placca.
Appena fuori dal forno cospargere con zucchero semolato ( io l'ho dimenticato!)

Far raffreddare e tagliare in tre dischi sottili.



Per la bagna all'Aurum
  • 300 g zucchero semolato
  • 300 ml acqua
  • liquore  Aurum 50 ml circa
Porre sul fuoco un pentolino con l'acqua e lo zucchero, far bollire fino a quando lo zucchero non risulterà completamente sciolto.
Far raffreddare e aggiungere il liquore.
Tenere da parte.

Per la mousse all'Aurum
  • 600 g circa di crema pasticcera
  • 200 ml panna fresca
  • 50 ml liquore Aurum
  • 12 g gelatina alimentare in fogli
  • 50 g arancia candita
Mettere ad ammorbidire la gelatina in acqua fredda.

Tritare finemente i canditi e tenere da parte.


Preparare la crema pasticcera scaldando 500 ml di latte , nel frattempo, in una ciotola lavorare 4 tuorli con 100 g di zucchero semolato e 30 g di farina setacciata.
Una volta che il latte sarà quasi al bollore, versarne un paio di cucchiai nel composto di uova, mescolare e aggiungere tutto il miscuglio di uova, al latte sul fuoco, mescolando fino a a quando non si avrà la giusta consistenza ( basteranno pochi minuti).

Unire l'arancia candita, mescolare bene.

Scaldare il liquore e, lontano dal fuoco, sciogliervi la gelatina strizzata dall'acqua.
Versare nella crema, attraverso un setaccio, mescolare e lasciar raffreddare.

Una volta che la crema risulterà fredda, semimontare la panna, unire alla crema e tenere da parte.

Composizione della torta

Su una base porre, in un anello per torte foderato con dell'acetato, il primo disco di pan di spagna, bagnare generosamente con lo sciroppo precedentemente preparato, creare uno strato di mousse, adagiare il secondo disco e bagnare generosamente, creare un altro strato di mousse e chiudere con il terzo disco sempre ben bagnato.
Coprire con della pellicola e lasciare in frigorifero ( a 3°C) per una notte.



Ganache al cioccolato
quantità sufficiente per glassare una torta di 24 cm
  • 300 g cioccolato fondente al 60%
  • 240 ml panna fresca
  • 60 gr burro
  • 30 gr di glucosio ( per me miele)
Scaldare la panna a 60°C, nel frattempo tritare grossolanamente il cioccolato.
Lontano dal fuoco aggiungere il glucosio ( o il miele) e il cioccolato e mescolare fino a che non risulti completamente sciolto ( se dovesse servire porre nuovamente su fuoco dolcissimo, solo per il tempo necessario a permettere a tutto il cioccolato di sciogliersi bene).
Far raffreddare fino a 40 °C e unire il burro morbido, mescolare bene.

Prendere la torta dal frigo, rovesciarla su una base adatta al glassaggio, rimuovere l'anello e la fascia di acetato.


Versare la glassa, cominciando dai bordi ( come suggerisce preziosamente Caris) per poi coprire il centro, evitare di utilizzare una spatola. Porre in frigo.



Recuperare la glassa in eccesso e montarla leggermente nella planetaria.
Versare in una sac à poche e utilizzare per creare dei decori sulla torta.
Terminare con piccole guarnizioni a base di arancia candita.





  
Con questa ricetta partecipo all'MTC n°47


Siamo alle porte della Pasqua e noi de L'Italia nel Piatto abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione sui piatti tipici di questo periodo, sono sicura che troverete ottimi spunti e suggerimenti per preparare il vostro buffet.
Per quel che riguarda il Molise, ho deciso di proporre una ricetta tipica e piuttosto originale per l'utilizzo del grano.
 Tradizionalmente l'utilizzo più comune del grano nella cucina molisana è all'interno della pastiera, dolce passato dalla Campania al Molise e diventato tradizionale delle festività di Pasqua.
Spulciando i miei libri di cucina però , ho scoperto che esiste l'utilizzo di questo cereale anche in una ricetta salata.
Ho provato a reperire il grano da cuocere, ma è stato praticamente impossibile, ho dovuto ripiegare sul grano già cotto, quello che in questo periodo si trova proprio per la preparazione della pastiera e, devo dire, è stato così semplice utilizzarlo che da oggi in poi questo piatto ( con tutte le sue infinite varianti) entrerà a pieno titolo nel menù di casa mia.

Qui trovate tutte le regioni che sapranno farvi viaggiare sulle ali della tradizione e dei profumi delle cucine di tutta Italia:

Valle d'Aosta: Frittata di patate e ortiche http://www.atuttopepe.ifood.it/2015/04/frittata-di-pa…sta-nel-piatto.html

Piemonte: non partecipa

Trentino-Alto Adige:  Fiadoni Trentini http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/04/fiadoni-trentini.html

Friuli-Venezia Giulia: Pinze triestine http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/pinze-triestina-per-litalia-nel-piatto

Veneto: non partecipa

Lombardia: La colomba pasquale http://kucinadikiara.blogspot.com/2015/03/la-colomba-pasquale.html

Liguria:  tagliolini al sugo di carciofi      http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/04/litalia-nel-piatto-le-ricette-di-pasqua.html

Emilia Romagna: Pagnotta Pasquale di Sarsina http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/04/pagnotta-pasquale-di-sarsina-per.html

Toscana: Coniglio pasqualino (o in carciofaia)
http://acquacottaf.blogspot.it/2015/04/coniglio-pasqualino-o-in-carciofaia.html

Marche: I piconi marchigiani http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2015/04/piconi-marchigiani-ricetta-tipica-delle.html

Umbria: Frittata Pasquale  http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/04/frittata-pasquale.html

Abruzzo: :Cuori,Pupe e Cavalli di Pasqua http://ilmondodibetty.it/cuoripupe-e-cavalli-di-pasqua/
  
Molise: La Pia: zuppa di grano alla molisana http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/04/la-pia-ovvero-zuppa-di-grano-molisana.html

Lazio:  Vignarola http://beufalamode.blogspot.com/2015/04/vignarola.html

Campania: Minestra Maritata di Pasqua
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2015/04/minestra-maritata-di-pasqua.html

Puglia: Taradde ch-u scelèppe http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/04/cucina-pugliese-taradde-ch-u-sceleppe.html


Basilicata: Pane di Pasqua salato
http://blog.alice.tv/profumodicannella/2015/04/02/pane-di-pasqua-salato-il-puccillato-di-noepoli/


Calabria: Riganella http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/04/riganella.html

Sicilia: Le colombine http://burro-e-vaniglia.blogspot.com/2015/04/le-colombine.html

Sardegna: non partecipa



La  pia è un piatto tipico di Sant'Agapito, paese in provincia di Isernia, dove, per tradizione viene mangiato il Sabato Santo o la mattina di Pasqua.
Richiama antichi riti pagani di primavera, propiziatori di buoni raccolti e di abbondanza.
Anticamente per preparare questo piatto veniva utilizzato il grano "spogliato", cioè  messo a bagno per ventiquattro ore nella "pila" ( grosso recipiente di legno a forma di imbuto), poi privato della pula con i colpi di un pesto ( mazzola) in legno.
Mentre veniva " spogliato", il grano era bagnato con pochissima acqua tiepida, questa operazione veniva fatto fino a quando il grano non era pronto per essere setacciato.
A questo punto il grano era pronto per essere cotto a fuoco lento con abbondante acqua salata.
Oggi è possibile saltare  questo passaggio utilizzando del grano precotto, in barattolo.


In foto la ricetta realizzata con mezza dose.

La Pia
per 4 /6 persone
  • due barattoli di grano cotto ( per pastiere) circa 900 g
  • una noce di strutto o un cucchiaio di olio di oliva
  • 4 uova sode
  • 2 cucchiai di capperi
  • olive verdi snocciolate
  • 2 scamorze secche
  • salsiccia secca
  • prosciutto crudo tagliato a fette sottilissime
Versare il grano in una pentola in cui avrete fatto sciogliere lo strutto o scaldare l'olio, mescolare e unire un bicchiere di acqua, far asciugare e aggiungere la salsiccia secca a pezzetti ( io ho utilizzata una al peperoncino), fare insaporire e salare se occorre.


Ungere un tegame di terracotta ( o uno stampo per soufflè)  con una noce di strutto, versare una parte del composto, fare uno strato con fettine di uova sode, olive verdi e pochissimi capperi, versare un altro strato e farcire con tocchetti di scamorza secca e prosciutto crudo, terminare con uno strato di grano.
Cuocere in forno caldo a 180°C per circa 30 minuti , o fino a quando non si sarà formata una crosticina.

Far riposare 10 minuti e servite.






Template by pipdig