Una Signora Sfida quella che porta il numero 49 dell'MTChallenge, ma non lo dico ogni mese, da circa 41 sfide?
Con l'MTC è così, non fai in tempo a riprenderti dal turbinio delle proposte sempre più creative e fantasiose del mese precedente, che si resetta tutto e si riparte.
Nuovo giro, nuova corsa, nuova ricetta, nuova possibilità di dare voce allo chef che è in noi e che scalpita e che tutte vorremmo poter fare esprimere...più o meno.
Diciamo che a me questa "dimensione" casalinga sta più che bene, anzi, rispetto alla responsabilità di cucinare "sul serio", questa è la situazione ideale: posso provare quello che mi pare, non avvelenerò nessuno, nella peggiore delle ipotesi avrò solo messo sottosopra la cucina, sporcato questo e quell'altro mondo e rovesciato due scatole di ammennicoli vari, usati per creare il set.
Nella migliore delle ipotesi avrò tirato fuori una versione della ricetta della sfida che farà mugulare i figlioli per il piacere dell'assaggio.

Non riuscirò mai a ringraziare abbastanza la bravissima Arianna, vincitrice della sfida sugli spaghetti: con la sua  proposta ha naturalmente avuto immediatamente il consenso del piccolo di casa, mentre la figliola ha subito fatto richiesta di una versione vegetariana...io, che sono una madre perfida, ho realizzato una ed una sola versione per 4, esclusivamente a base di carne, ma il profumo ha talmente stuzzicato le narici della vegetariana in erba ( mi sa che sono ispirata!!!!), che ha prontamente svestito l'abito di mite agnellino ( sempre per restare in tema di erba) per indossare quello di lupo famelico.

In parole povere, cara la mia Mazzetta, la figliola solo per una volta  e solo per dare onore all'hamburger preparato per la tua sfida, ha chiuso gli occhi e addentato un panino di quelli che non mangiava più da secoli...sono quasi commossa, che mi vien voglia di sacrificare un agnello,ecco, l'ho detto!

Il post di Arianna è dettagliatissimo e ricco di spunti e suggerimenti: dal panino, alle salse; dopo aver provato a realizzare un VERO panino farcito, in casa, NIENTE sarà più come prima, quindi ORGANIZZATEVI e non perdete questa possibilità.

Questa volta ho dovuto trovare il fine settimana giusto per poter realizzare la ricetta che avevo in mente, sono partita da una delle idee più banali a cui si possa pensare per risolvere velocemente un antipasto o una cena veloce: prosciutto e melone.
Ho costruito tutto intorno a questo abbinamento, senza strafare, ma cercando di esaltare e "amplificare" i sapori.

Riporto le testuali palore che hanno accompagnato l'assaggio :

(la scena si svolge nel più assoluto disordine di una cucina di casa, con sportelli di pensili semiaperti, frigo lasciato spalancato, tavolo e piani di lavoro ingombri di piatti, taglieri, meloni, cibo, tovaglie, tovagliette, una macchina fotografica pericolosamente in bilico su un cavalletto instabile e due ragazzi di 9 e quasi18 anni in piedi davanti ad un piatto con un panino).
 
- Hmmmmmmm!
-Bbbuono!!
-Fai provare anche a me, anche se non dovrei, ma il profumo è TROPPO invitante....Hmmmmmmmm, ma è una squisitezza.

...e la faccio finita qui!



HAMBURGER PROSCIUTTO E MELONE ovvero L'HAMBURGER ALL'ITALIANA

Dosi per 4 persone.

BUNS CON LIEVITO NATURALE

(la ricetta è rigorosamente quella di Arianna, la riporto solo per promemoria, ma potete leggerla qui)

per 4 panini del diametro di 10 cm circa

  • 250 g di farina (00 e Manitoba al 50%)
  • 150 g di latte 
  • 60 g di lievito madre rinfrescato almeno due volte
  • 20 g di burro 
  • 15 g di zucchero
  • 5 g di strutto 
  • 5 g di sale
  • 1 cucchiaino di miele
Se possedete una planetaria, utilizzatela, ma nel caso ne foste momentaneamente sforniti, sappiate che questi panini verranno bene anche  a mano.

Spezzettate il lievito in una ciotola, unite il latte a temperatura ambiente e scioglietelo, unire le farine setacciate, lo zucchero, il miele, lo strutto e il burro morbido, in ultimo unire il sale.
Lavorare energicamente fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.

Formare una palla e porre a lievitare in una ciotola coperta con pellicola e con un canovaccio.
Al raddoppio ( che varierà in base alla temperatura ambiente) dare una serie di pieghe a tre, porre nuovamente a lievitare con la chiusura delle pieghe in basso.
Dopo un'ora dividere l'impasto in quattro pezzi uguali, arrotondare bene, per formare i buns, adagiarli sulla teglia coperta con cartaforno, schiacciarli leggermente e lasciare lievitare per un'altra ora coperti con della pellicola.


Trascorso questo tempo preparare una miscela con un uovo battuto e poco latte, spennellare la superficie dei buns, coprire con i semi scelti ( per me sesamo e zucca) , preriscaldare il forno a 180°C e cuocere per circa 20'-25'.
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.

HAMBURGER AL PROSCIUTTO E MARSALA

per 4 hamburger dello stesso diametro dei panini
  • 250 g spalla di vitello macinata al momento
  • 100 g prosciutto crudo
  • 1 cucchiaino di cipolla tritata finemente
  • 1 spicchio di aglio piccolo tritato finemente
  • un cucchiaio e mezzo di Marsala
  • sale un pizzico
In una ciotola mescolare la carne tritata e il prosciutto, passato ugualmente nel tritacarne, unire la cipolla, l'aglio, il Marsala e pochissimo sale.

Mescolare senza scaldare troppo il composto, come suggerisce Arianna meglio non superare i 22°C per evitare di sciogliere il grasso contenuto nella carne.
Dividere in 4 parti, schiacciare leggermente e tenere da parte.
La dimensione dovrà essere di poco più grande di quella dei panini.



RIDUZIONE ALL'ACETO BALSAMICO
 
 per la riduzione all'aceto balsamico

  • 300  ml aceto balsamico
  • 25 g zucchero
  • 25 g miele di castagno
 In una casseruola versare l'aceto, unire lo zucchero e il miele e portare a bollore.
Cuocere fino a che la salsa sia ridotta della metà, allontanare da fuoco e tenere da parte.
È possibile preparare la salsa in anticipo e conservarla anche a temperatura ambiente in una bottiglietta.

PER FARCIRE
    • scamorza affumicata tagliate a fette sottili ( 1 fetta per ogni panino)
    • prosciutto crudo a fette ( 1 fettina per panino)
    • melone retato a fettine sottilissime
    INSALATA DI RUCOLA , MELONE CON RIDUZIONE ALL'ACETO BALSAMICO

    per 4 persone

    • rucola 100 g
    • melone retato 300 g 
    • riduzione all'aceto balsamico
    • sale
    • olio extravergine di oliva
    Tagliare il melone a dadini di circa 2 cm per 2.
    In un piatto mescolare la rucola con i dadini di melone, unire il sale e l'olio e terminare con un filo di riduzione all'aceto balsamico.



    COMPOSIZIONE DEL PANINO

    Scaldare bene la griglia su fuoco medio /alto, cuocere gli hamburger per circa 3 minuti per lato, evitare di schiacciare.
    Essendo un hamburger abbastanza ricco di grasso, in cottura questo si scioglierà è il vostro piano cottura non sarà più quello di prima ;)
    Nel frattempo, in un pentolino antiaderente, rosolare senza nessun condimento le fette di prosciutto.
    Tagliare i panini a metà, porre una fetta di scamorza affumicata, l'hamburger caldissimo, le fettine di melone, la fetta di prosciutto, una generosa dose di riduzione, chiudere con il resto del pane.

    Servire con accompagnamento di insalata di rucola , melone e riduzione all'aceto balsamico.




    Con questa ricetta partecipo all'MTC n°49
    Una delle primissime ricette trovate e provate sul web è stata quella del ciambellone all'acqua.
    Oggi oramai è cosa stranota, ognuno ha la propria versione con le modifiche opportune , ma quella da cui ho copiato io è Ady.

    Ho scoperto che anche la Moroni ne ha fatto una propria versione che mia figlia ha prontamente utilizzato per realizzare i suoi primi muffin con l'aggiunta di fragole ( se vi state ponendo la domanda, vi dico subito che no! La figliola non consulta il blog della mamma e neanche le quantità di libri, riviste e quadernini zeppi  che girano per casa. No, lei , come tutti i gggiovani si affida al web , snobbando bellamente la sua mamma!)

    Un altro interrogativo potrebbe sorgere, giunti a questo punto, vale a dire: se nel web ci sono millemila versioni di 'sto ciambellone, che necessità ti spinge a pubblicarne la ricetta?

    Risposta semplice: quei ( pochi) amici o conoscenti che di tanto in tanto sbirciano il mio blog, mi dicono che le mie ricette sono difficili, complicate, con troppi passaggi.
    Probabilmente sarà anche vero ( ma non del tutto) e allora inauguro oggi l'etichetta: ricette facili.

    Sperando di fare cosa gradita a chi continua a pensare che su questo blog troverà solo preparazioni complicate.



    CIAMBELLONE ALL'ACQUA
    Dose per uno stampo da 24 cm
    •  250 g zucchero
    • 250 g farina 00
    • 3 uova
    • 130 g olio di semi
    • 130 g acuqa
    • 10 g lievito per dolci ( ricetta originale 16 g , una bustina intera)
    • liquore a piacere ( per me limoncello)
    • sale un pizzico
    • vaniglia
    Montare le uova con lo0 zucchero fino a renderle spumose ( e quasi triplicate di volume), unire l'olio e l'acqua, il liquore scelto per aromatizzare, la vaniglia e il sale e mescolare.
    Setacciare farina e lievito e aggiungerlo al composto .
    Versare in uno stampo imburrato e infarinato, cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 40'.

    Fare sempre la prova stecchino.

    È possibile variare a piacere la ricetta aggiungendo in una parte di impasto del cacao amaro, per ottenere un effetto marmorizzato/zebrato, oppure aggiungere dell'uvetta passita alla fine, o delle gocce di cioccolato.
    Ognuno può adattarlo ai propri gusti.




     Nuovo appuntamento con la cucina de L'Italia nel Piatto, oggi un omaggio all'Italia con un piatto "patriottico".
    Ci saranno sicuramente regioni che avranno piatti specificatamente legati alla storia del nostro Paese, per quanto riguarda il Molise ho cercato qualcosa che potesse unire un pò tutte le regioni, uno di quei piatti che oramai è indice di Cucina Italiana , uscendo così dallo specifico della territorialità.

    Il Molise è una terra con una rinomata produzione casearia, non è stato difficile trovare nelle ricette tradizionali un piatto che preveda la sostituzione della carne con la più accessibile scamorza.

    E allora ecco la ricetta, semplice, come tutte le ricette tradizionali molisane, ma di sapore.

    Qui trovate tutte le altre regioni:

    Trentino-Alto Adige:  Canederli al pomodoro http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/06/canederli-al-pomodoro.html 
      
    Friuli-Venezia Giulia: Oca alla friulana http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/oca-alla-friulana-per-litalia-nel-piatto

    Lombardia: Risotto tricolore  http://www.kucinadikiara.it/2015/06/risotto-tricolore-per-litalia-nel-piatto.html

    Veneto: non partecipa

    Valle d'Aosta:non partecipa

    Piemonte: Bicerin http://j.mp/bicerin-italia-nel-piatto

    Liguria:  garibaldin mainà  http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/06/litalia-nel-piatto-piatti-patriottici.html

    Emilia Romagna: Garganelli tricolori per L'Italia nel piatto http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/06/garganelli-tricolori-per-litalia-nel.html

    Lazio: Ponce http://beufalamode.blogspot.com/2015/06/ponce-alla-romana-per-litalia-nel-piatto.html

    Toscana: Panzanella
    http://acquacottaf.blogspot.com/2015/06/panzanella.html

    Marche: non partecipa

    Abruzzo:Spaghetti Tricolore http://ilmondodibetty.it/spaghetti-tricolore/
      
    Molise: Scamorza alla pizzaiola http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/06/scamorza-alla-pizzaiola-alla-molisana.html

    Umbria: Gnocchi verdi con spinaci e ricotta: http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/05/gnocchi-verdi-con-spinaci-e-ricotta.html

    Basilicata: Bucatini alla maratiota:
    http://blog.alice.tv/profumodicannella/2015/06/01/bucatini-alla-maratiota-crudaiola-tutta-lucana/

    Campania: Caprese http://www.isaporidelmediterraneo.it/2015/06/caprese-con-fior-di-latte.html

    Puglia: A Bandir (La Bandiera) http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/06/cucina-pugliese-bandir-la-bandiera.html

    Calabria:Pastasciutta del brigante
       http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/05/pastasciutta-del-brigante.html

    Sicilia:non partecipa

    Sardegna: non partecipa

    Il nostro blog - http://litalianelpiatto.blogspot.it/


     Scamorza alla pizzaiola alla molisana

      per 4 persone
    • 4 scamorze appassite ( le mie del caseificio Di Nucci di Agnone)
    • 500 ml di passata di pomodoro fatta in casa ( in alternativa 500 g pomodori maturi)
    • olio extravergine di oliva ( circa mezzo bicchiere)
    • origano secco
    • uno spicchio di aglio
    • sale q.b.
    In una padella versate l'olio , fatelo scaldare con lo spicchio di aglio sbucciato, quando inizia a sfrigolare unite la passata di pomodoro e fatela cuocere fino a quando non risulterà sufficientemente ristretta, unendo a metà cottura l'origano e il sale.
    Se utilizzate i pomodori freschi procedete in questo modo: lavateli, tagliateli a pezzi , privandoli dei semi e fateli cuocere con olio e aglio,sale e origano, fino a quando non avranno formato un sughetto ( circa 30 minuti) .

    Abbassare la fiamma e adagiare nel condimento la scamorza divisa a metà, farla insaporire per circa 5 minuti poi girarla sull'altro lato , aspettare un altro paio di minuti e servire.








    Ho una ricetta supercollaudata per la panna cotta, viene bene, piace, è apprezzata, però quando trovo una versione diversa non posso fare a meno di farmi  prudere le mani per la smania di provarla.


    Questa è una ricetta di Sergio Mei, pubblicata su La grande pasticceria d'autore del Sole 24 ORE.
    Come sempre utilizzo questo spazio come mia raccolta personale , ma nulla vieta di provare a farla, anche perchè per me la consistenza e l'abbinameno di sapori è stato molto piacevole.





    Panna cotta al timo e caffè con salsa alle fragole , riduzione all'aceto balsamico e mentuccia
    per 4 porzioni da 100 ml circa

    per la panna cotta
    • 400 ml panna fresca
    • 40 g zucchero
    • 7 g gelatina in fogli
    • 10 chicchi di caffè
    • 1 rametto di timo fresco
    per la passata di fragole
    • 100 g fragole fresche ( per me Candonga della Basilicata)
    • 30 g zucchero a velo
    per la riduzione all'aceto balsamico
    • 300  ml aceto balsamico
    • 25 g zucchero
    • 25 g miele di corbezzolo
    per decorare
    • 8 fragole fresche 
    • 4 g menta fresca
    Preparare la panna cotta

    In una casseruola riunire la panna con lo zucchero, i chicchi di caffè e il rametto di timo.
    Portare ad ebollizione, mescolando per far sciogliere lo zucchero.
    Togliere dal fuoco e lasciar riposare 20 minuti.

    Filtrere il composto per eliminare i chicchi di caffè e il timo, aggiungere la gelatina precedentemente ammorbidita in acqua fredda e strizzata, mescolare delicatamente e farla sciogliere.
    Versare il composto in stampini monoporzione ( i miei in alluminio precedentemente bagnati con acqua fredda) e porre in frigorifero .

    Preparare la riduzione all'aceto balsamico 

    In una casseruolaversare l'aceto, unire lo zucchero e il miele e portare a bollore.
    Cuocere fino a che la salsa sia ridotta della metà, allontanare da fuoco e tenere da parte ( io ho messo il tutto in una bottiglietta).

    Passata alle fragole

    Frullare le fragole, precedentemente lavate e private del picciolo , passare al passaverdure a maglia stretta, unire lo zucchero a velo e mescolare fino ad avere una salsa liscia.

    Montaggio

    Sformare la panna cotta su un piatto da portata.
    Guarnire con le fragole tagliate a fettine e disposte a ventaglio.
    Coprire la panna cotta con la salsa alle fragole e aggiugnere a filo la riduzione di aceto balsamico.

    Terminare con le foglioline di menta tagliate a julienne.


    Poche certezze sono rimaste della mia vita da blogger, travolta dalla vita reale ( per fortuna!).
    Una di queste è il panificare per la mia famiglia.

    Mia madre non preparava il pane in casa e neanche mia nonna.
    Probabilmente sono cresciuta con troppe letture romantiche e con troppe puntate viste alla tv della famiglia Ingalls, quella de La casa nella prateria, fatto sta che a me sembra il massimo vedere i miei figli mordere fette di pane preparato da me.

    E quando poi la figliola dice che perfino quando non è più fresco il pane che faccio è buonissimo, beh! Non posso chiedere di più.

    Questa è una di quelle ricette improvvisate, quasi ad occhio, recuperando le farine che avevo in casa e cercando di non tirare fuori un mattoncino.
    A questo giro direi che mi è andata bene, considerando che ho lavorato tutto a mano ;)




     Pane alla farina multicereali con lievito naturale
    • 400 g farina 0 (w 350)
    • 250 g farina per pane nero ( quella con i cereali della Conad)
    • 120 g lievito madre rinfrescato
    • 350 g acqua+ poca acqua per sciogliere il lievito
    • sale
    Mescolare le farine con le mani per ossigenarle, unire l'acqua prevista e mescolare grossolanamente con una forchetta.
    Lasciare in autolisi per almeno un'ora , ma anche di più senza superare le 5 ore.
    Contemporaneamente sciogliere il lievito in poca acqua, trascorso il tempo dell'autolisi aggiungere il lievito sciolto, nelle farine, se occorre unire un altro pò di acqua (a me non è stato necessario), unire il sale.
    Lavorare energicamente con le mani in ciotola e passare a lavorare sulla tavola di legno, cercando di far prendere l'incordatura.

    Efficace a questo punto la tecnica dello S & F, Stretch and fold , che consiste nello sbattere energicamente, tirare e piegare l'impasto sulla tavola di legno , proseguendo fino a quando l'impasto non risulterà più appiccicoso.
    Trovo questo tipo di lavorazione un ottima tecnica antistress, un pò come prendere a pugni un sacco, con il vantaggio di ritrovarsi un impasto perfettamente incordato ;)
    Formare una palla e coprire a campana.
    Ogni 40 minuti dare una serie di pieghe a 3: io ne ho date circa 4-5.
    Dopo l'ultima piega porre un canovaccio cosparso di semola in una ciotola adagiarvi l'impasto con le pieghe in alto, coprire con altra semola e chiudere con il canovaccio.
    Coprire con della pellicola, lasciare circa due ore a temperatura ambiente e poi passare nella zona meno fredda del frigo, quella sopra lo scomparto delle verdure.
    Lasciare tutta la notte in frigo. Dovrebbe continuare a lievitare nonostante il riposo in frigo.
    Al mattino far ambientare , preriscaldare il forno al massimo.
    Rovesciare su pietra refrattaria calda, accompagnando la caduta con una mano e cuocere con un pò di acqua in un pentolino sul fondo del forno per 20 minuti a 220°C; altri 20' a 200°C, gli ultimi 20' a 180°C.
    Controllare la cottura battendo sul fondo, dovrà dare un suono secco.



    Finalmente dopo tanti tentativi, tante domande esistenziali su consistenza, cottura, sapore, abbinamenti, FINALMENTE sono riuscita ad ottenere quella che , secondo il mio modestissimo avviso, assomiglia di più ad una VERA  pavlova.
    Merito di Instagram e delle foto condivise dalle amiche blogger, merito di una ricetta letta e provata immediatamente, fatto sta che sono stata così soddisfatta del risultato che da oggi in poi questa sarà la ricetta che userò per stupire e addolcire tutti.
    Grazie a Ackyart e alla sua ricetta.
    Io vi lascio la mia versione, adattata agli albumi che avevo in frigo al momento del raptus creativo! ;)
    Con queste dosi non vi sentirete neanche troppo in colpa! 




    Pavlova
     per una pavlova di circa 16/18 cm di diametro


    • 65 g albumi ( da 2 uova medie, conservati in frigo per un giorno)
    • 80/90 g zucchero ( possibilmente extrafine per evitare che restino granelli nel composto)
    • 1cucchiaino aceto
    • 1cucchiaino maizena
           Panna montata  e fragole fresche per farcire.

     Montare gli albumi a neve ferma poi unire lo zucchero un cucchiaio alla volta, alla fine aggiungere l' aceto e la maizena setacciata.
    Versa con un cucchiaio su della cartaforno creando un cerchio con i bordi più alti.
    Preriscalda il forno a 180°C,  abbassa a 130°C quando inforni.
    Cuoci per  un'ora e 15 minuti.
    Spegni e lascia in forno aperto a fessura fino a raffreddamento.


    Il giorno successivo stacca delicatamente dalla cartaforno.
    Riempie la pavlova con della panna montata e aggiungi delle fragole fresche tagliate a pezzetti.






    Nuovo appuntamento con noi de L’Italia nel Piatto, oggi vi racconteremo di frutta e verdura tipica o IGP o DOP delle nostre regioni.

    Qui le regioni partecipanti:


    Nel Molise non sono riuscita a trovare frutta o verdura che abbia già ottenuto tali denominazioni, pur riconoscendo che esistono aziende che lavorano cercando di salvaguardare prodotti tipici della zona.
    Ho pensato di raccontare di un frutto che ha accompagnato la mia infanzia e che ancora oggi, quando riesco a reperirlo, ha la capacità di commuovermi: la mela Limoncella che è il simbolo del Molise.



    Immagine presa da qui



    Deriva da un’antica varietà di melo coltivata nelle aree interne a confine con la Campania, ma con un areale di distribuzione che coinvolgeva le zone limitrofe di Abruzzo, Campania e Puglia.

    E’ la tipica mela da conservare per la sua straordinaria serbevolezza, conosciuta
    e apprezzata(sapore, aspetti salutistici) solo a livello di mercati locali, particolarmente nella provincia di Campobasso. Un tempo, se non bastava il magazzino, la si conservava anche in bella vista per adornare e profumare la cucina e le stanze di soggiorno.
    Le quantità prodotte oggi sono veramente modeste; da diversi anni questo
    frutto è oggetto di mirate attività di ricerca (Università Politecnica
    delle Marche, Ancona) al fine della sua valorizzazione per scopi produttivi
    e commerciali.
    I caratteri pomologici che la distinguono sono il peduncolo corto, la forma cilindrico-arrotondata,leggermente appuntita o cilindroconica oblunga, a volte leggermente
    costoluta; il peso è di g 100-120; il colore della buccia è giallo dorata,
    marmorizzata nella parte soleggiata, ruvida, cosparsa di lenticelle piccole rugginose di forma angolare.
     La polpa bianco crema è di consistenza soda, asciutta, fine, dal sapore zuccherino-acidulo, sapida, profumata e aromatica.
     Di grande interesse per l’agricoltura a basso impatto ambientale e per l’agricoltura tipica locale sono le sue peculiari caratteristiche come la fioritura tardiva, la resistenza al freddo, l’epoca di maturazione (ottobre/novembre) e, soprattutto, la naturale conservabilità (si conserva,senza avvizzire, fino a gennaio/ febbraio).
     Interessante è inoltre la tecnica colturale che richiede semplici e modesti apporti di concimazioni,di potature e di trattamenti.
     La mela limoncella è adatta per frutteti amatoriali, nei parchi, negli agriturismi e contribuisce, sicuramente, alla diversificazione del panorama varietale.

    fonte ISPRA, Quaderni - Natura e Biodiversità n. 1/2010


    Immagine presa da qui


    Trascrivo con piacere una "ricetta" molisana che vede l'utilizzo di questa varietà di mele, utilizzate, in passato, anche per rendere un pò più "consistenti" le calze della Befana, insieme ad un mandarino, un pugno di fichi secchi e quattro torroncini.

    Limongelle al forno 
    • 800 g mele limoncelle
    • zucchero q.b.
     Lavate le mele, asciugatele e, dopo averledisposte in un ruoto, fatele cuocere in forno caldo ( a 180°C).
    Quando saranno ben cotte e la loro buccia sarà raggrinzita, spolverizzatele di zucchero e, dopo averle lasciate ancora qualche minuto in forno, disponetele su un vassoio e mangiatele calde calde.
      

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