L'avevo detto che non avrei aspettato molto a provarne un'altra...di cosa?? ma di Frangipane!!

Dopo aver rivisto tutte le mie idee negative su questa crema e sperimentato le infinite possibilità, mi sono lanciata nella preparazione della seconda torta frangipane della mia vita, a cui sento che seguiranno altri esperimenti.

Ringrazio sempre Ambra e le ragazze dell'MTChallenge e , ve lo confesso, la certezza di avere già vinto e di non poter vincere di nuovo mi rende il piacere della gara ancora più allettante.



Torta frangipane ai frutti di bosco

Cosa occorre:
  • frolla al cacao
  • marmellata alle fragole
  • ricotta vaccina 250 gr
  • frutti di bosco 250 gr
  • fragole q.b.
  • crema frangipane
  • agar agar

Frolla al cacao  (riporto la stessa  ricetta della precedente, ho usato la frolla avanzata! )
( da Viva le torte dolci e salate di Knam)


  • 275 gr farina 0
  • 150 gr burro
  • 150 gr zucchero di canna ( modifica apportata da me per aumentare la croccantezza della base)
  • 25 gr cacao amaro in polvere
  • 3 uova (per me 3 tuorli e 1 uovo intero)
  • lievito per dolci 7gr
  • 2,5 gr sale
Setacciare la farina con il sale su una spianatoia, aggiungere il cacao, il lievito.
Formare una fontana e, nel centro, mettere le uova e il burro precedentemente lavorato con lo zucchero di canna.

Impastare con la punta delle dita e, appena gli ingredienti saranno incorporati in modo uniforme, formare una palla.

Avvolgere nella pellicola alimentare e lasciar riposare in frigo per almeno 2 ore.

( Io l'ho preparata due giorni prima e messa in frezeer).


Crema frangipane ( di Ambra)

Per la crema frangipane:

  • 100g di farina di mandorle (o mandorle pelate)
  • 100g di burro appena ammorbidito
  • 100g di zucchero semolato
  • 1 uovo
  • 30g di fecola di patate/maizena

Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa, aggiungervi l'uovo leggermente sbattuto e la polvere di scorza d'arancio, sempre lavorando con lo sbattitore, incorporare la farina di mandorle (o le mandorle precedentemente tritate finemente nel mixer con un paio di cucchiai di zucchero) poco per volta e la fecola (o maizena), continuando a montare.

Esecuzione

Stendere la frolla e posizionarla in una tortiera a cerchio apribile foderata di carta forno su fondo e pareti ( io me lo sono dimenticato anche questa volta!!!!)


Versare 250 gr di frutti di bosco ( surgelati nel mio caso) in un tegame , aggiungere 100 ml di acqua e 75 gr di zucchero.
Portare a bollore e lasciar bollire per circa 5/10 minuti , fino a quando il liquido non appare un poco sciropposo ( pochissimo!!!) .
 Spegnere e separare i frutti di bosco dal liquido, tenere da parte entrambi.

Lavorare la ricotta a crema e unire i frutti di bosco freddi, mescolare bene.

Sul fondo della frolla creare uno strato di marmellata alle fragole ( la mia fatta in casa l'anno scorso), di circa 5 mm.


Versare la ricotta con i frutti di bosco  e coprire tutto con la crema frangipane, aiutandovi con una sac à poche.

Cuocere in forno caldo a 180° per 30'-40'.
Anche in questo caso non ho cotto in bianco il guscio.

Far raffreddare e lasciare in frigo per una notte.

Il giorno successivo preparare le fragole, lavandole e tagliandole a fettine .
Posizionarle sulla torta.
Prendere il liquido di cottura dei frutti di bosco freddo e unirvi mezzo cucchiaino da caffè di agar agar, attendere 2 minuti che si impregni bene, mescolare, porre sul fuoco e portare a bollore, proseguire per 2 minuti, sempre mescolando.

Spegnere e lasciar raffreddare fino a 40°.
Versare la gelatina ai frutti di bosco sulle fragole, far rapprendere.

Conservare in frigo fino al momento di consumare.





Con questa ricetta partecipo alla sfida di Aprile  di Menù Turistico



e al  contest di L'Amore in cucina




Ogni mese è così e mi ripeto.
Questo mese, complice Ambra e la sua dolcezza, ci si cimenta su una crostata con la crema frangipane.

Niente di particolarmente difficile, anzi con un larghissimo margine alla fantasia tranne che...a me la frangipane non piace, almeno così credevo!!

Pensa ad un abbinamento, pensa a come non sentire troppo il sapore delle mandorle, pensa a come non usare una semplice frolla e a come non inserire della frutta, che poi cotta non mi piace.

Sembra un'impresa impossibile???
Invece è venuta fuori una torta (perchè chiamarla crostata è riduttivo) da leccarsi i baffi, chi lo ha detto???
Le cavie che hanno assaggiato l'esperimento ( leggere : una parte delle colleghe ).
Lodi a profusione ad Ambra e alla sfida di quelle mattacchione dell'MTChallenge!!

La ricetta risulta un pò articolata, ma considerando che sia la frolla che la crema si possono preparare in anticipo è tutto più semplice, io in un'ora ho fatto tutto.


 Frolla cacao e zucchero di canna all'arancia

Ingredienti
  • frolla al cacao
  • marmellata di arance amare
  • crema all'arancia
  • ricotta vaccina
  • crema frangipane
Frolla al cacao
( da Viva le torte dolci e salate di Knam)

  • 275 gr farina 0
  • 150 gr burro
  • 150 gr zucchero di canna ( modifica apportata da me per aumentare la croccantezza della base)
  • 25 gr cacao amaro in polvere
  • 3 uova (per me 3 tuorli e 1 uovo intero)
  • lievito per dolci 7gr
  • 2,5 gr sale
Setacciare la farina con il sale su una spianatoia, aggiungere il cacao, il lievito.
Formare una fontana e, nel centro, mettere le uova e il burro precedentemente lavorato con lo zucchero di canna.

Impastare con la punta delle dita e, appena gli ingredienti saranno incorporati in modo uniforme, formare una palla.

Avvolgere nella pellicola alimentare e lasciar riposare in frigo per almeno 2 ore.

( Io l'ho preparata due giorni prima e messa in frezeer).
Crema all'arancia e ricotta
  • 2 tuorli
  • 250 ml latte
  • 25 gr farina
  • 40 gr zucchero
  • 30 gr arancia candita
  • 250 gr ricotta vaccina
Preparare la pasta di arancia candita frullando con un mixer i canditi, fino ad avere una consistenza cremosa.

Lavorare in un tegame che poi andrà sul fuoco, i tuorli con lo zucchero, fino ad avere un composto ben montato, aggiungere la farina passandola attraverso un setaccino , allungare con il latte freddo a filo, fino a quando non ci saranno più grumi e , al termine, unire la crema di canditi mescolando bene per farla sciogliere.

Posizionare sul fuoco basso e portare a bollore,sempre mescolando, calcolare 2/3 minuti o fino a quando la crema non velerà il cucchiaio.

Far raffreddare con della pellicola da cucina a contatto per evitare che si formi un velo.

Una volta fredda aggiungere 250 gr di ricotta vaccina  precedentemente lavorata con un cucchiaio per renderla cremosa.

Amalgamare bene.

Crema frangipane ( di Ambra)
Per la crema frangipane:
  • 100g di farina di mandorle (o mandorle pelate)
  • 100g di burro appena ammorbidito
  • 100g di zucchero semolato
  • 1 uovo
  • 30g di fecola di patate/maizena
  • polvere di scorza d'arancia (qui per realizzarla)
 Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa, aggiungervi l'uovo leggermente sbattuto e la polvere di scorza d'arancio, sempre lavorando con lo sbattitore, incorporare la farina di mandorle (o le mandorle precedentemente tritate finemente nel mixer con un paio di cucchiai di zucchero) poco per volta e la fecola (o maizena), continuando a montare.


Assemblare la torta
(per una tortiera da 24 cm di diametro)

Stendere la frolla al cacao allo spessore di 3/4 millimetri e posizionare su uno stampo a cerniera precedentemente foderato con carta forno ( possibilmente anche lateralmente).

Versare sul fondo 4/5 cucchiai di marmellata i arancia amara.


Fare uno strato di crema all'arancia e ricotta.

Terminare versando la crema frangipane.
Io per facilitarmi il compito ho versato la frangipane in una sac a poche e ho creato una serie di cerchi concentrici fino a ricoprire tutta la superficie della torta.


Cuocere in forno caldo a 180° per 30 minuti.
( Questa frolla non necessitava della cottura in bianco).

Una volta fredda spennellare la superficie con poca marmellata di arancia sciolta con un paio di cucchiai di acqua sul fuoco.




Con questa ricetta partecipo alla sfida di Menù Turistico per il mese di aprile






E al contest di Federica Note di cioccolato





Che belle queste giornate oramai quasi primaverili, tranne ieri che nevicava, ma oramai anche il tempo è impazzito!!


Tutto è verde, tenero, sa di terra fresca, di erba tenera...perfino la solita puzza dei gas di scarico ha un altro odore, non trovate?

Sarà merito delle ore di luce che sono aumentate, della temperatura che è finalmente risalita, insomma quale che sia il motivo, a me è venuta una gran voglia di ricominciare a pasticciare con i gelati.

La ricetta questa volta viene dall'India, da come riporta il libro a cui ho attinto , questo è un tradizionale gelato indiano a base di latte.

L'ho provato, il gusto è particolare, adatto a chi ama sapori non consueti e l'uso delle spezie.



Kulfi
( da Il grande libro del gelato e di dessert di J.Farrow  e S. Lewis)

Per 4 persone ( facendone bicchierini si ottengono il doppio delle porzioni)
  • 1,5 lt. latte intero
  • 3 baccelli cardamomo
  • 25 gr zucchero semolato
  • 50 gr pistacchi spellati non salati, più altri per decorare
Versare il latte in un tegame grande e dal fondo spesso.

Portare a ebollizione, abbassare la fiamma e fate sobbollire per un'ora, mescolando di tanto in tanto.

mettere i baccelli di cardamomo in un mortaio e schiacciarli con un pestello.

Unire i baccelli e i semi al latte e continuare a far sobbollire per un'ora e trenta o finchè il latte si è ridotto a circa 475 ml.

Filtrare il latte attraverso un setaccio, unire lo zucchero, mescolare e lasciar raffreddare.

Tritare metà dei pistacchi con un frullatore, ottenendo una polvere omogenea.

Tagliare il resto dei pistacchi a scaglie e lasciare da parte per la decorazione.

Incorporare i pistacchi al composto con il latte.

Versare in stampini monodose, lasciare in frezeer tutta la notte, finchè non è solidificato.

Per rimuovere i kulfi dallo stampo immergere per 10 secondi gli stampini in acqua molto calda.

Tirarli fuori e capovolgerli su un piattino.

Decorare con i pistacchi e petali di rosa ( io non li ho trovati!)
                     
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Per questi gelati occorerebbero stampi a forna di cono, ma si possono utilizzare anche stampi per i ghiaccioli , bicchierini da finger food o delle tazzine.

Per abbreviare i tempi di preparazione si può utilizzare direttamente del latte condensato, ma il sapore sicuramente ne risentirebbe.




Con questa ricetta partecipo al calendario di Ammodomio per il mese di maggio



L'avevo detto qui che non sarebbe passato molto dalla prova...e così è stato.

Come trascorrere un pò di tempo in una Pasquetta che alle otto di mattina ha mostrato neve e vento???

Impastando la Ciaramicola.

Mi sono attenuta alla ricetta originale, sempre qui, per questa volta, mentre per la glassa ho usato una meringa all'italiana, ma non mi ha molto convinta, continuerò a provare, fino a quando non troverò la soluzione perfetta, per me.

Ringrazio Elisa del blog Elisa nel Paese delle meraviglie, per avermi raccontato di questo dolce e per avermi invitato a provarlo, come vedi Elisa dovrò rifare ancora una volta questa versione per poterlo assaporare, ma poi proverò anche la tua ! ;)

Per adesso beccatevi le foto del primo tentativo...l'interno non  ho potuto immortalarlo perchè l'ho regalata!!





In questo periodo mi è presa così, con chiunque abbia a che fare provo ad estorcere ricette tradizionali.

E' successo anche con Laura, una cara giovane amica di Lanciano, che parlando della Pasqua  mi ha raccontato di questi dolci tipici.

Ho fatto subito una rapida ricerca in rete e ne ho trovato diverse versioni, con più uova, con il mosto cotto...questa è quella che realizzano abitualmente a casa della mia amica e io così ve la passo.

Lasciandovi anche i miei auguri di una Buona Pasqua.


La Pupa di Pasqua
( dose per tre soggetti medi o due grandi)
  • 5 tuorli
  • 1 albume montato a neve
  • 150 gr zucchero
  • 150 gr mandorle tostate e macinate finemente
  • 100gr cioccolato fondente grattugiato
  • buccia di mezzo limone grattugiato
  • 1 pizzico di cannella in polvere
  • 1 bicchiere da vino di olio ( 125 ml olio di semi)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 300 gr farina 00 ( eventualmente un pò di più se l'impasto dovesse risultare poco malleabile)
  • cedro a cubetti q.b. ( io l'ho omesso)
Lavorare i tuorli con lo zucchero , una volta che risultino spumosi unire l'albume montato a neve.

Unire di seguito l'olio, la mandorle, la cioccolata, la cannella e il cedro.

Mescolare il lievito con la farina e aggiungerli al composto gradatamente.

L'impasto dovrà risultare sufficientemente compatto da poter essere modellato.

Procedere a formare i soggetti, di solito le figure preferite sono la pupa, il cavallo e il cuore.

Io ho realizzato tutti e tre, senza stampo, ma disegnando la sagoma sul retro della carta forno.

La pasta deve avere uno spessore di max 1 cm.

Cuocere in forno caldo a 180° per 20-25 minuti.

Far raffreddare e procedere alla decorazione.

Ho utilizzato questa glassa, ma volendo si può usare del cioccolato sciolto a bagnomaria.

Una volta fatto asciugare bene si può proseguire con le decorazioni con ghiaccia reale, realizzata unendo un cucchiaino di succo di limone e poco albume a 150 gr di zucchero a velo, mescolare fino ad avere una consistenza abbastanza densa, ma ancora sufficientemente fluida da essere utilizzata con dei conetti di carta forno o una sacca da pasticcere con una punta molto piccola.

Decorare a piacere e terminare con della mompariglia colorata.




Con questa ricetta partecipo al contest di Terry


e alla raccolta di ricette abruzzesi  di Eva


                                 e alla raccolta di Laura per la regione Abruzzo






Non resisto, non resisto.

Il sole, la primavera, i fiori...è tutto talmente bello che la voglia di conservare a lungo i profumi e i colori di questa stagione mi fanno fare sempre cose strane, come mangiare i fiori, farne sottaceti,
oppure liquori.

Non è che sia un'amante dell'alcool in genere, ma come resistere di fronte a un liquore dal colore tenue e dal profumo di violetta?

Non ho resistito, tutto qui.

Le dosi che riporto sono per circa 700 ml di liquore, io ho utilizzato un decimo delle quantità e ne sono venuti fuori 3 bicchierini, giusto il piacere di un assaggio.

In questo modo non sono stata nemmeno costretta a far fuori un intero bosco di violette!

Se amate i sapori insoliti, provate questo liquore!




Liquore alle violette
  • 150 gr violette
  • 350 gr zucchero semolato
  • 500 gr acqua
  • 250 gr alcool 90°
Preparare uno sciroppo con acqua e zucchero, facendolo scaldare bene sul fuoco fino a quando lo zucchero non risulti completamente sciolto.

Versarlo sulle violette staccate dal gambo, lavate e asciugate.

Lasciare in infusione per 24ore.

Aggiungere l'alcool e lasciare ininfusione altre 24 ore.

Filtrare e imbottigliare.

Far riposare per un mese prima di utilizzarlo.





Alle volte capitano storie che hanno un che di magico.

Storie minime che raccontano di piccole cose, di scintille che scoccano come per i nuovi amori, ma che amori non sono, o forse si.

A quattordici anni sembrerebbe semplice fare amicizia, ma lo è come a tutte le età, ci si trova bloccati, spesso demotivati, a volte depressi.
Ci si sente brutti , indefiniti, in quel limbo di chi non è più bambino, ma non è ancora adulto.
Con un corpo che si trasforma e in cui non sempre ci si ritrova.
E tutto il loro disagio questi adolescenti se lo portano dietro come uno di quegli zainetti colmi di libri sgualciti, del diario con tutti i segreti, dell'MP3.
Un peso sulle spalle che non permette loro di vivere pienamente la bellezza di quegli anni che poi, invece, saranno rimpianti e ricordati come i migliori (!!!).
Io confesso che non ne ho nessuna nostalgia!

Così è stato anche per l'adolescente di casa che la scorsa estate è riuscita a venir fuori dal guscio incontrando sulla sua strada un gruppetto di ragazzi e ragazze provenienti dal sud, centro, nord Italia .
Quella che doveva essere una noiosa vacanza al mare con madre e fratellino marmocchio al seguito si è trasformata in una splendida occasione di metamorfosi.

Amicizie da mare, pensavo io, finiranno come sono nate e invece no.

I social network, skipe e tutto il resto della tecnologia  hanno permesso di mantenere il contatto, con chi più, con chi meno.
Tanto che , dopo ripetute insistenze per rivedere un'amica, noi genitori abbiamo ceduto ( per sfinimento , lo confesso!) e abbiamo approfittato dell'occasione per un mini viaggio.
Meta: Perugia.

L'incontro delle due fanciulle è stato emozionante, due ragazzine abbracciate che parlano fitto fitto per raccontarsi dal vivo dei mesi passati in due città diverse.
Un iniziale imbarazzo dei quattro genitori semisconosciuti che alla fine, invece sono riusciti a trascorrere piacevolmente un pomeriggio e una gradevolissima cena insieme.

La ragazza ha ritrovato un'amica e noi abbiamo scoperto due belle persone .
Naturalmente l'appassionata di cucina che è in me non ha resistito e ha dovuto estorcere qualche ricetta tradizionale umbra ( a cui è seguito l'acquisto di un bel libro).

Una tra tante che mi aveva affascinato dalle vetrine delle pasticcerie e panetterie di Perugia: La Ciaramicola.

Dolce tipico del periodo pasquale e che , alla fine, mi è stato regalato.

Le foto sono appunto del dolce realizzato da un panificio.

La ricetta è tratta dal libro Un secolo di Cucina Umbra di G.Corsi.

Io ancora non l'ho realizzata, ma è così buona che prima o poi ( sicuramente prima!!) la farò!


La Ciaramicola
  • 450 gr farina
  • 120gr burro o strutto
  • 120 gr zucchero
  • 2 uova
  • 30 gr alchermes
  • un limone
  • una bustina di lievito in polvere
  • 2 albumi d'uovo
  • 150 gr zucchero a velo
  • 50 gr mompariglia
Penete la farina a fontana sulla spianatoia , creare un vuoto e versare le uova, il burro, lo zucchero , la buccia grattugiatadi limone e il liquore.

Impastare tutto e lavorare la pasta per qualche minuto , infine aggiungere il lievito setacciato.

Arrotolare la pasta cul tavolo leggermente infarinato,dividerla in due partie; una parte ponetela a ciambella in una tortiera bene imburrata, l'altra parte dividetela e ponetela incrociando i due pezzi al centro della ciambella.

( Spiegazione che può apparire poco chiara, ma in pratica alla ciambella occoorre applicare la restante pasta creando un incrocio al posto del buco, naturalmente la tortiera non deve avere la forma a ciambella, ma semplicemente essere tonda).

Cuocere in forno caldo per circa mezz'ora.

( E qui è tutto da sperimentare, penso che 170° siano sufficienti)

Nel frattempo montare le chiare incieme allo zucchero  velo, non appena la ciaramicola sarà sfornata spalmate la meringa su tutta la superficie, spargendo la mompariglia , fate raffreddare lievemente il forno e passate di nuovo la ciaramicola nel forno per far asciugare la chiara d'uovo.


Questa è la ricetta, non appeno la proverò posterò la mia versione.








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