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martedì 20 maggio 2014

Pesche di Castelbottaccio, una baronessa dimenticata e L'Italia nel piatto


Una baronessa dimenticata e un dolce indimenticabile



Mentre il “secolo dei lumi” volgeva al termine, in un paesino del Contado di Molise, Castelbottaccio, ogni estate veniva da Napoli a villeggiare la baronessa donna Olimpia Frangipane.
 “Donna bellissima ed affascinante, corpo giunonico ed armonioso, era soprattutto una donna colta e saggia, amante della musica e della poesia”.
All’età di vent’anni, era andata sposa all’anziano barone Francesco Cardone (di ventisei anni più anziano di lei), al quale aveva dato tredici figli, senza perdere minimamente le proprie grazie e conservando l’amore ed il desiderio per una vita brillante”, questa la breve descrizione data dallo studioso molisano Antonio Mucciaccio di una figura di donna caduta quasi completamente nell’oblio.
Nel salotto della baronessa Olimpia Frangipane , frequentato da intellettuali, quali Giambattista Masciotta, Vincenzo Cuoco, Gabriele Pepe , medici, avvocati, notai , si parlava, si discuteva delle nuove idee, delle cose pubbliche, ci si preparava ai cambiamenti che iniziavano a serpeggiare e a manifestarsi in azioni antifeudali, anche in una società arretrata e sottosviluppata come quella del Molise.
Sfortunato il suo cenacolo, alcuni ospiti furono accusati di giacobinismo , con conseguente arresto e condanna a morte, in seguito fu completamente dimenticata la sua vita e anche il suo salotto, il suo desiderio di vivere liberamente fece si che né lei, né il suo circolo sopravvivesse nella memoria dei posteri.
Un episodio che la riguarda racconta che si adoperasse spesso per migliorare le condizioni di vita dei suoi concittadini contro privilegi ed abusi dell’anziano marito. Si narra che in occasione della nascita della prima figlia donna Olimpia pretendesse come regalo speciale dal marito l’assenso affinché i cittadini potessero costruirsi il forno in casa, togliendoli in tal modo dalla servitù del forno feudale. Il 25 marzo 1785, la richiesta fu esaudita e molti forni furono costruiti nel paese.
Non si hanno notizie certe, ma mi piace immaginare che Donna Olimpia deliziasse i suoi ospiti con questi dolci tradizionali di chiara provenienza borghese ed extraregionale, sicuramente diversi dalla semplicità dei dolci contadini molisani eppure entrati prepotentemente nella tradizione di Castelbottaccio.


Bibliografia

La cucina molisana vol II A.M. Lombardi-R. Mastropaolo

Castelbottaccio e il Cenacolo Culturale di Donna Olimpia Frangipane I.Di Ianni

Articolo apparso su A Tavola di febbraio 2014


Con questi dolci partecipo al nuovo appuntamento con la cucina regionale de L'Italia nel piatto :
dò il benvenuto alle nuove regioni , la Lombardia e la Calabria, vi consiglio un bel tour culinario seguendo il profumo del latte che sarà l'ingrediente che farà da filo conduttore tra le nostre ricette regionali.

Lombardia- Riso al latte
http://kucinadikiara.blogspot.com/2014/05/riso-al-latte-per-litalia-nel-piatto.html

Veneto - Risini di Verona  http://ely-tenerezze.blogspot.it/2014/05/risini-di-verona-per-litalia-nel-piatto.html


Trentino Alto Adige -  Torta Simona, ricetta originale trentina
 http://afiammadolce.blogspot.com/2014/05/torta-simona-ricetta-originale-trentina.html

Emilia Romagna - Buslàn - Ciambella Piacentina 
http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/05/buslan-ciambella-piacentina.html

Liguria -  Budino di latte 
http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/05/litalia-nel-piatto-le-ricette-con-il.html

Marche - Il lattaiolo in pasta matta
http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/05/il-lattaiolo-in-pasta-matta-ricetta.html

Umbria -  Torcolo al latte   http://amichecucina.blogspot.com/2014/05/torcolo-al-latte-per-litalia-nel-piatto.html



Campania - Paccheri alla bufalina http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/05/paccheri-alla-bufalina.html

Puglia - La ricotta fatta in casa
http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2014/05/cucina-pugliese-la-ricotta-fatta-in-casa.html

Calabria- Pitta China con ricotta e salsiccia  http://ilmondodirina.blogspot.it/2014/05/pitta-chinacon-ricotta-e-salsiccia.html


Sardegna- non parteciperà per questo mese


Pesche di Castelbottaccio
per circa 20 pesche accoppiate

Per la pasta
  • 350 g farina 00
  • 2 uova intere
  • 50 g olio evo delicato
  • 65 g di zucchero
  • 8 g di lievito di birra oppure 3 g di lievito di birra in polvere
  • 100 ml di latte
  • sale, un pizzico
Per la crema
  • 120 g di zucchero semolato
  • 500 ml latte fresco
  • mezza bacca di vaniglia
  • 40 g di maizena
  • 4 tuorli

Per lo sciroppo
  • 120 g di zucchero
  • 80 ml di acqua
  • 60 ml tra  Alchermes e Milk ( liquore tipico prodotto nel Molise http://www.pasticceriaiannetta.com/ ) o altro liquore a scelta
 Zucchero semolato per decorare.


Preparazione della pasta.
Su una tavola di legno mescola tutti gli ingredienti insieme, aggiungi il lievito sciolto nel latte tiepido e lavora fino a quando la pasta non avrà una consistenza liscia ed elastica, se dovesse risultare troppo appiccicosa, aggiungi altra farina,  se dovesse risultare troppo asciutta aggiungi qualche cucchiaio di latte.

Prepara delle pallottoline di circa 15 gr, grandi come una noce, sistemale su cartaforno e lasciale crescere in ambiente caldo ( forno con la lucetta accesa) fino a quando raddoppieranno di volume , circa tre ore.

A lievitazione completa cuoci in forno caldo , ventilato, a 220°C per 8'.
Fai raffreddare.

Preparazione della crema
Versa il latte in un tegame, unisci i semi della bacca di vaniglia, aperta e grattati con la punta di un coltello e la bacca , porta ad ebollizione e lascia intiepidire.

In un altro recipiente mescola bene i tuorli con lo zucchero semolato, NON devono montare, unisci la maizena setacciata, allunga con poco latte tiepido filtrato.

Aggiungi il resto del latte filtrato, riporta a bollore su fuoco medio e cuoci per 2'-3', mescolando continuamente, fino a quando non si addenserà ( se possiedi un termometro da cucina la temperatura è tra gli 82°C- 85°C ).
Lascia raffreddare in un contenitore largo con pellicola a contatto.

Preparazione dello sciroppo
In un tegame versa lo zucchero e l'acqua, porta a bollore, fino a quando lo zucchero non risulterà sciolto.
Spegni e unisci i liquori. Lascia intiepidire.

Prendi le brioches e premi leggermente con un dito nel centro della base per creare una piccola cavità, immergile nello sciroppo per qualche secondo, facendole inzuppare adeguatamente e tieni da parte. Prosegui con tutte le brioches.

Versa la crema fredda in una sac a poche,  deponi una noce di crema sulla base di ogni mezza peschetta.
Accoppiale e rotolale nello zucchero semolato, facendo "sporcare" i bordi laterali e non l'intera superficie.

Adagia ogni pesca in un pirottino di carta, volendo decora con una foglia di alloro.



 

                            Come sempre vi aspettiamo sulla pagina fb de L'Italia nel piatto






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19 commenti:

  1. che bello questo post!! e deliziosi questi dolci da mangiare in un sol boccone!!
    un abbraccio Silvia

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  2. Ma sono pesche finte! Eppure squisite, Lory, e interessante la storia della baronessa Olimpia. Un bacione a presto

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  3. Perfette bellissime e golose! Grazie della storia non la conoscevo
    baci
    Alice

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  4. non conoscevo la storia ne sapevo fossero molisane queste deliziose pesche,bravissima

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  5. Che bel post, hai descritto molto bene questa baronessa :)
    Ottime queste pesche che fanno venire voglia di prenderne una!
    Un bacio

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  6. bellissimo questo post che profuma di storia e di pane... ma che bello il regalo per la nascita della prima figlia femmina, sì immagino anch'io la baronessa che nel salotto buono degusta queste pesche!
    complimenti Lory, un post e una ricetta da incorniciare!!!

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  7. La vostra bellissima iniziativa mi ha incuriosita e cercherò di seguirvi :)
    Non ho mai assaggiato queste pesche, ma riesco ad immaginarne la bontà, perché sono simili a quelle di Prato :)

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  8. Che donna questa signora! Una piccola eroina direi... E che dolce che hai preparato.. meraviglia scoprire queste storie semi sconosciute e comunque le donne hanno una marcia in più, niente da fare..
    :*

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  9. sono bellissime e sicuramente buonissime!!!

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  10. Quante storie interessanti scopriamo sui blog! I nostri paesi ne hanno tanto da raccontare. buonissime queste pesche, sicuramente daprovare.
    Un abbraccio

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  11. Bellissimo post, correlato da notizie e storie interessanti.
    La tua ricetta di questo mese e' superlativa.
    A presto

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  12. Questa ricetta non me la faccio scappare. complimenti per le foto e le notizie. Un abbraccio

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  13. Sono la perfezione, in assoluto! Ma quanto ti sono venute bene. E quando vorrei affondare i denti per assaggiarle. E non solo ricette a casa tua! Anche la storia, bella... di come ci sono state "donate"!

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  14. E' da un po' che manco dal blog, ma su fb ti seguo regolarmente.. devo dire che qui si ingrassa con gli occhi eh..

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  15. Ma quanto sono belli questi dolcnii???? Stupendi da vedere...chissà da mangiare!!!! Complimenti!!!!

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  16. Io adorooooooo le pesche dolci!!! E..come sai adoro te e il tuo blog, non ne ho mai fatto mistero:) Il racconto è affascinante e....adesso ho voglia anche io di conoscere Castelbottaccio!!!!:-) Bravissima, un abbraccio grande!

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  17. Complimenti Loredana,
    per aver raccontato la storia, immaginando come fosse allora,
    e per deliziarmi con le immagini di questi stupendi dolci!
    un abbraccio
    Dany

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  18. bellissimo post pieno di notizie storiche, le pesche poi, una tira l'altra, un bacione

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  19. Loryyyyy....mi inchino davanti a tanta delizia e sopratutto davanti alla tua bravura! una delizia unica queste pesche!
    e che bella la storia di donna Olimpia!
    bravissima

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