venerdì 28 marzo 2014

Cacio all'argentiera ed è anche gluten free

Ho raccontato qualcosa delle mie origini siciliane, o meglio di quelle del mio papà.
In realtà se ne è parlato sempre poco, ma gli indizi lasciati dai suoi piatti preferiti parlano decisamente siculo, come questo formaggio.

Da brava figlia femmina ho sempre ritenuto che quello che proponeva il mio papà come pietanza fosse eclusivo ed appartenesse solo alla nostra famiglia, crescendo mi sono accorta che, invece, il mio papà mi stava tramandando sapori a lui stesso tramandati dal suo papà, trasferitosi in altra regione, ma con la sua Sicilia nel cuore e, soprattutto, nello stomaco.

Questa ricetta è sempre stata preparata seguendo le indicazioni di mio padre, semplice, semplicissima, così come la sua origine racconta: a Palermo viveva un argentiere che, si racconta, ebbe un periodo meno fortunato negli affari.
Per non perdere la credibilità, che all'epoca passava anche attraverso i profumi che si sprigionavano dalla cucina di casa, la moglie pensò bene di preparare semplicemente del formaggio, ma arricchendolo con aromi e una spuzzata di aceto.
Il profumo che si sprigionerà dalla prepararzione di questo piatto è degno dei migliori manicaretti, non sappiamo come andò la fortuna dell'argentiere, ma di certo la sua fama è rimasta legata a questa ricetta.
La ricetta originale prevede l'utilizzo di un formaggio a media stagionatura ( caciocavallo o ragusano o canestrato) con l'aggiunta di origano , aglio ( ma il mio papà non l'ha mai messo) e una spruzzata di aceto.

Io ho pensato di utilizzare un primo sale.

Ah, già la ricetta, ma quasi non serve, vi avverto.


Cacio all'argentiera
  •  fette di formaggio a media stagionatura spesse non meno di 1 cm ( per me primosale)
  • olio extravergine di oliva
  • aceto di vino
  • origano secco
 Scaldare l'olio e adagiarvi la fetta di formaggio, formerà subito una crosticina croccnte, girarlo con una spatola dall'alto lato e fare cuocere anche l'altro lato, spruzzare con dell'aceto e cospargere con origano secco.
Servire ben caldo.


 Visto che lo scorso venerdì ho preso una cantonata con una ricetta di soli albumi, ma con la farina, questa volta spero di aver fatto bene e invio questo piatto alle amiche del 100% Gluten Free (fri)day



Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

20 commenti:

  1. anche io oggi vado in sicilia, che bellezza, vero? e questo primo sale è da provare!

    RispondiElimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  3. ah! Il cacio all'argentiera, uno sfizio strepitoso. Sai che a Palermo ci sono viuzze intitolate ai mestieri? Una di queste è dedicata agli argentieri. La leggenda racconta e se ci fai caso è vero, che il profumo del cacio mescolato all'aceto e all'origano pare carne. Quindi il ciavuru pareva di carne non di formaggio e i vicini che sparlavano sulla cattiva sorte del commerciante si rodevano le ossa picchì chiddu manciava carne nonostante fosse in cattive acque mettendo in dubbio la mala sorte...vidi chi cosi. Brava la mamma Loredana :*

    RispondiElimina
  4. Ciao Loredana,
    questo cacio preparato così non lo conoscevo ma mi alletta parecchio, proverò!
    Spero ti faccia sapere che ti ho assegnato un premio, ecco il link:
    http://www.theinsaladwriter.com/2014/03/e-piovono-ancora-premi-grazie.html
    Un abbraccio e a presto
    Manu

    RispondiElimina
  5. Ecco, un'altra mazzata al mio colesterolo, ma questa la devo provare per forza!!!! Grazie Loredana!!

    RispondiElimina
  6. rapido, a me sconosciuto, invitante! Grazie mille per la ricetta, baciotti e ronron Helga e Magali

    RispondiElimina
  7. io griglio la scamorza ma senza insaporirla, fatta così sarà buonissima!
    magari anche con un po' di balsamico...
    buon w.e., Laura

    RispondiElimina
  8. concordo per il colesterolo, tutte le cose buone fanno male...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma no, è un primo sale...poco colesterolo, credo. ;)

      Elimina
  9. Ma quanto mi piace la crosticina croccante!!! Devo provarlo con l'aceto, mi sembra squisitissimo!

    RispondiElimina
  10. cacio che piatto!!!
    scherzi a parte, voglio proprio provarlo :)

    RispondiElimina
  11. Ma che bontà, ricetta semplice ma davvero golosa e da provare!!!!! Domani vado al mercato e compero il formaggio! Grazie cara di questa condivisione della tradizione, un bacione!

    RispondiElimina
  12. Questo è il piatto preferito di mio marito e io non glielo faccio mai, perché non mangio il formaggio stagionato. Ma è verissimo che l'odore che sprigiona è meraviglioso, talmente buono che quasi mi verrebbe voglia di assaggiarlo.
    E sai che non sapevo che tuo padre fosse siciliano? Ma proprio di Palermo? Ecco perché c'è tanta affinità fra di noi! :*
    P.s. La ricetta, stavolta, è perfetta per il 100% Gluten Free (Fri)Day e noi ti adoriamo!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è mio padre , è mio nonna ad avere origini sicule, ma non so esattamente di dove, dovrei chiedere al mio papà :
      Comunque buon sangue non mente :)

      Elimina
  13. Loredana io ti adotteri come mamma! Proposta perfetta, questa eleva anche il più sglutinato dei pani!

    RispondiElimina
  14. Mamma mia quanto mi ispira!!!

    RispondiElimina
  15. Estupendo y saludable me gusta tu receta,abrazos:)

    RispondiElimina
  16. Il cacio così, "nature", la più piccola di noi due lo disdegna parecchio, ma quando è fatto all'argentiera...Non può resistere :-)

    RispondiElimina
  17. si vede che non sono originaria di Palermo, sta ricetta non la conoscevo e ci hai pensato tu a togliermi dalla beata ignoranza! A me di sicuro piacerà, so già che è una vera goduria! Un abbraccio e grazie mille!

    RispondiElimina
  18. Come sai questi piatti dalla ricetta-non-ricetta semplice e antica mi fanno impazzire, soprattutto quando vi trovo una storiella allegata! Segno e imparo, grazie!! :)

    RispondiElimina

Lascia un tuo commento se ti fa piacere :)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...