venerdì 4 novembre 2011

Gueffus...suggestioni letterarie - culinarie : Accabadora



Accabadora

"Invece a Maria la scuola piace...- proseguì decisa a non lasciar cadere il discorso. -...cosa vuoi diventare Maria, dottore di mandorla ? Professore di orli e di asole come Tzia Bonaria Urrai ?
  Le altre sorelle risero , ma la ragazzina non si lasciò intimidire ; non era la prima volta che sua madre batteva su quel tasto per sfotterla, e sin dall' inizio del discorso aveva capito che anche quel giorno la stava aspettando al varco.
 - La scuola serve a tutto, serve anche per fare i dolci.
 - Come no. Noi senza scuola i dolci non li sapevamo fare , infatti. Ma cosa t'inventi ?
 Maria smise di grattugiare il limone che aveva in mano e prese una delle palline di pasta di mandorle che Regina aveva appena finito di arrotondare. Poi la porse alla madre con aria di sfida.
 - Lo sai perchè i gueffus si chiamano gueffus?
 Anna Teresa Listru la guardò come se fosse diventata matta , mentre le sorelle avevano smesso di muovere le mani per godersi la scena.
 - Che domanda. Si chiamano così perchè si sono sempre chiamati così.
 - Si ,  ma perchè? Perchè non si chiamano bombette, o...trictrac?
 Bonacatta si lasciò sfuggire una risatina, incassando subito lo sguardo di fuoco della madre.
 - Non lo so . E tu lo sai ? Diccelo , maestra Maria , dai. Spiegaci questa cosa fondamentale.
 - Perchè la parola deriva dai Guelfi, i combattenti che nel Medioevo sostennero il papa contro l'imperatore.
 - Interessante. Si tiravano palle di pasta di mandorle ?
 Stavolta le altre risero tutte , ma Maria proseguì imperterrita.
 - Si chiamano così perchè quando li mettiamo a caramella nella carta, tagliuzziamo i bordi a denti piatti , come le torri dei castelli guelfi.
  Anna Teresa Listru aveva ascoltato la spiegazione tra l'irritato e il divertito , ma ora si divertiva e basta.
 - Roba da non credere...
 Con grazia esibita prese un guefo dal tavolo infarinato e se lo portò alla bocca , dandogli un morso che ne staccò metà. Mentre masticava chiusa gli occhi e poi li sgranò improvvisamente , ostentando sorpresa.
 - Mi scenda un lampo ... Adesso che so perchè si chiama così ha persino cambiato sapore ! Certo che se non me lo dicevi , Maria , non sapevo proprio cosa mi perdevo !
 Giulia e Regina , che tra credere e non credere avevano furtivamente addentato un guefo tanto per gradire , per poco non si strozzarono dalle risate , mentre Bonacatta, preoccupata di non vanificare la preparazione dei suoi dolci, commentava con un sorriso la delusione di Maria :
 - Per oggi la lezione ce l'hai fatta . Adesso fai un'altra cosa bella, finisci i limoni , che devo mettere la cappa ai pirichittus . E ti avviso che se mi chiedi perchè si chiamano così, io lo so.
 - Ma te lo dice quando cresci -. Regina si prese uno scappellotto per quell'impertinenza, mentre Maria si rimise a grattugiare le scorze con furia degna di miglior causa.
Per tre giorni interi la casa della sposa fu un vero formicaio , un viavai di parenti e vicine di casa con le sporte piene di ingredienti freschi e vassoi in prestito su cui riporre i dolci finiti . Le sorelle Listru lavorarono quasi senza sosta , alternandosi i compiti per dar vita al miracolo di un esercito di capigliette ricamate di zucchero come trine [...] e centinaia di rotondi gueffus di mandorle, avvolti uno per uno a caramella nella carta velina bianca sfrangiata all'estremità come le torri guelfe.

Da Accabadora di Michela Murgia ed. Einaudi pag. 44

E per chi volesse leggerlo dico solo che è la storia di una donna e una bambina, "l'incontro di due solitudini che ha il sapore della grazia".




I gueffus
  • 200 gr farina di mandorle
  • 120 gr zucchero
  • 3/4 di cucchiaio di acqua di fiori d'arancio ( io ho utilizzato mezza fialetta)
  • 20 gr zucchero a velo
Sciogliere lo zucchero con 2 cucchiai di acqua e l'aroma di fiori d'arancio.
Continuare a mescolare senza far caramellare.
Dopo 10' versare la farina di mandorle.
Mescolare e cuocere fino a che il composto non sarà denso e abbastanza asciutto, non troppo altrimenti si sbriciolerà.

Fare delle palline grandi come una noce e rotolarle nello zucchero a velo.

Avvolgere ogni pallina a caramella in un pezzetto di carta velina sfrangiata alle estremità...a ricordare le torri dei Guelfi, come ci ha insegnato Maria.

 Ricetta presa dal sito  http://www.ideasardegna.com/i-gueffus/






Con questa ricetta partecipo al contest di Elisa





Con questa ricetta partecipo al contest di Stasera si cena da noi




E al contest di Cuochi da biblioteca









Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

32 commenti:

  1. Io credo che conoscere le origini e il significato del nome di una ricetta dia un tocco in più, un sapore più intenso...
    Copio questa ricetta che mi ha già conquistata ;) e ora vorrei continuare a leggere il libro

    RispondiElimina
  2. non so se preferire il libro o la ricetta :-D Direi che sono interessanti entrambi, intanto mi prendo un dolcetto ;-)Un abbraccio fortissimo!

    RispondiElimina
  3. brava! anche io sono sarda...quindi posso dirti di conoscere bene questi dolcetti...i tuo devono essere una delizia!

    RispondiElimina
  4. Bellissimo il racconto e anche i dolci... non li conoscevo... ed essendo gluten free naturalmente, entreranno a far parte del mio ricettario personale!

    RispondiElimina
  5. loredana. che bel post... mi piaaaace!! buona giornata cara!

    RispondiElimina
  6. Ciao..non lo dico così per dire, ma questa ricettina semplicissima mi ha incantata!! voglio farla come strenna natalizia, magari avvolta in carta bianca.Te la farò vedere assolutamente. secondo te si conservano bene? ciao Ilaria..ma sei Loredana di CI?

    RispondiElimina
  7. Murgia...tipico cognome sardo!Li conosciamo benissimo questi dolcetti!Li chiamano anche sospiri!Complimenti ti sono venuti proprio bene!

    RispondiElimina
  8. Bellissimo il passo del libro che hai citato e anche il tuo breve significativo commento ad esso... sono davvero bellini questi gueffus! Baci e buon weekend!

    RispondiElimina
  9. Il brano mi ha colpito, ma i dolcetti non di meno: erano tanto amati da mia madre...
    Mi fa piacere averne la ricetta, grazie.

    RispondiElimina
  10. Mi premurerò di cercare questo romanzo, lo stralcio che hai riportato mi ha fatto capire che mi piacerebbe leggerlo. Buonissimi anche quei dolcetti, li conosciamo bene, ma mai avevamo pensati di prepararli, ora ci facciamo un pensierino, sono una dolce coccola!
    Mille baciotti da Sabrina&Luca

    RispondiElimina
  11. sono stupendi questi dolcetti, mia zia sarda me li portava sempre per le varie feste in famiglia, non ne conoscevo la ricetta. Mi iace anche il libro che hai descritto, lo cercherò di sicuro in libreria, mi piace regalarmi libri.
    Approfitto anche per invitarti al contest che sto facendo con un'altra blogger, Artù, ci farebbe piacere se anche tu partecipassi http://nuvoledifarina.blogspot.com/2011/11/nuovo-contest-sfrutta-linverno-e-pasta.html
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  12. Lory, ma la farina di mandorle dove la trovi???
    Comunque bellissimo il passo del libro l'hai descritto molto bene e associato a questi dolcetti poi una vera delizia ^_^!

    RispondiElimina
  13. Bimbina mi sono emozionata... per il racconto e per la ricetta. Io sos guelfos li ho preparari per i matrimoni delle mie due sorelle, e anche gli altri dolci, e l'atmosfera è quella descritta, formicaio con parentado all'opera a sbucciare mandorle e pesare zucchero... grazie

    RispondiElimina
  14. @Titti:questi dolcetti sono favolosi almeno quanto il libro che ti consiglio caldamente!!
    @Debora: serviti pure, cara!
    @Gemma Olivia: sono sicura che ne esistono diverse versioni, mi piacerebbe conoscerne altre...se ne hai una tua me la passi???
    @Fantasie: alla fine spesso si cucina gluten free senza saperlo!
    @Monica: grazie, cara!!
    @Ilaria:Si nconservano per tantissimo tempo...puoi prepararli abbastanza in anticipo, oltre alla facilità dell'esecuzione...no, non sono Loredana di CI...fammi sapere come ti verranno!
    @Nanni e Lolly : e visto che li conoscete cheido anche a voi la vostra versione...vorrei ritrovare il sapore di quelli che mangiavo comprati in Sardegna!
    @Chiaretta: grazie, sicuramente tu lo conosci questo libro!
    @Araba: spesso i dolci tradizionali sono quelli che sanno regalarci più soddisfazioni...come i tuoi tutù, e chi se li dimentica!!
    @Sabrina e Luca: e piaceranno anche alla piccola buongustaia di casa, tra qualche anno!
    @Stefania: avevo già visto il vostro contest da Artù...cercherò di partecipare!!!Grazie per l'invito!
    @Marianna:la farina di mandorle io la trovo al LIDL, ma se sei proprio volenterosa puoi anche farla da te tritando le mandorle spellate con un robot fino ada avere la consistenza voluta...io sono pigra e la prendo bella e fatta!!

    RispondiElimina
  15. Sono molto legata a queste dolci palline avvolte nella carta velina colorata. Le faceva sempre la nonna di una mia amica. Bellissimo il libro di Michela Murgia.

    RispondiElimina
  16. ecco forse mi manca il tempo per farla ho un mini macina caffè... ma da lidl WOW adesso sguinzaglio il mio boyfriend e lo mando subito all'avanscoperta ^_^ grazieeeeeeeeeeee

    RispondiElimina
  17. Il sapore della grazia? Uhm, mi piace :)
    Sono appena tornata da due settimane di peripezie di ogni genere, gioie e dolori e....RRoma. Presto ti scrivo....ma dovevo lasciarti un abbraccio urgente!

    RispondiElimina
  18. oh cavolo non sapevo che questi dolcetti squisiti parlassero un po di me...sono una Guelfi e credo proprio che questo meraviglioso bob bon diventera' il regalo ufficiale per i mie parenti!!!!

    RispondiElimina
  19. Hai sconfinato nella mia Sardegna! Non ho ancora letto il libro, che vergogna!
    I gueffus o sospiri, come li chiamano qui, invece sono di casa, non c'è festa che non goda della loro presenza.
    A presto!

    RispondiElimina
  20. Un'idea strepitosa per i dolcetti da regalare a natale :-))))

    RispondiElimina
  21. Credo proprio che leggerò questo libro, i dolcetti sono perfetti! Complimenti e in bocca al lupo :)

    RispondiElimina
  22. Splendido post Loredana, complimenti!! :)
    Copio la ricetta e mi metto alla ricerca del libro! :)
    Baci

    RispondiElimina
  23. Ci credi che ti dico che mi ero segnata il titolo perché mi ispirava la storia? Ora non posso non leggerlo, ti pare??

    RispondiElimina
  24. Che bel post! Ottimo consiglio per la lettura e dolcetti buonissimi. In bocca al lupo per i contest, Laura

    RispondiElimina
  25. Una volta li feci ma la ricetta non era quella giusta....esageratamente dolci!!
    Devo provare la tua. Brava Loredana.

    RispondiElimina
  26. Questi "gueffus" sono deliziosi e così confezionati sono proprio adatti al mio contest!! Un bacione e spero di leggere questo bellissimo libro!!

    RispondiElimina
  27. E' una sciccheriaa loredana!

    RispondiElimina
  28. Ciao , mi sono ritrovata nel tuo blog per caso , ho letto il tuo post , molto bello il pezzo che hai tratto dal libro . Ottimi anche i dolcetti , le mandorle mi piacciono ed anche l'aroma che hai messo , non ho mai provato questa combianzione ,dovrò riparare

    RispondiElimina
  29. Anche a me capita leggendo un libro di voler assolutamente provare una ricetta descritta.
    Bellissimi e ben presentati questi dolcetti che mi fanno pensare al nostro marzapane ma ancor più soffici!!

    RispondiElimina
  30. Bellissimo post e ottima la ricetta. Mi è venuta voglia di leggere il libro e di preparare i dolcetti... Ti inserisco con piacere nel mio contest e grazie davvero per aver partecipato!
    Un abbraccio
    Anna

    RispondiElimina
  31. Oh... che meraviglia.... devono essere deliziosi e grazie per questo pezzettino di parole che ci hai regalato, vado a comperare il libro di sicuro! un bacione

    RispondiElimina
  32. Ciao Loredana, ti annuncio che sei una delle 5 vincitrici del Contest Autori in pentola! Potresti indicarmi i tuoi recapiti per inviarti il premio?

    Grazie!
    Elisa

    http://staserasicenadanoi.blogspot.com/2011/10/il-mio-primo-contest-autori-in-pentola.html

    RispondiElimina

Lascia un tuo commento se ti fa piacere :)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...