lunedì 23 gennaio 2012

"Pizze de randinie"

Questa è una ricetta tradizionale, appartiene al bagaglio gastronomico di ogni molisano, fino alla mia generazione, almeno.

E' una ricetta semplice eppure ricca di sapore, rimanda direttamente a tempi in cui si cucinava con il fuoco del camino e si doveva saziarsi riempiendolo stomaco di tanta verdura , legumi e pochi grassi.

"La diffusione della coltivazione del granturco, dopo la scoperta dell'America, rende la pizze de randinie l'alimento base delle masse sterminate di diseredati [...] Essa per secoli diventa il "pane quotidiano" dei poveri; accompagna il piatto di verdure campestri o di legumi e raccoglie il poco grasso che fa da condimento e da sostentamento.
[...] Ora si può dire che non si conosce il Molise senza incontrarsi, perlomeno qualche volta, con questa grande madre umile e benigna dell'alimentazione popolare regionale".
cfr. La cucina molisana di Lombardi, Mastropaolo- vol.I



Pizze de randinie

  • 700 gr di farina di granone
  • un pizzico di sale
  • qualche cucchiaiata di olio di oliva
  • acqua q.b.
Versate la farina di granone, macinata di fresco, in un'insalatiera, unitevi qualche cucchiaiata di olio  extravergine di oliva, un pizzico di sale ed impastatela con tanta acqua calda fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo.



Versare l'impasto in un "ruoto" (teglia rotonda) ben unto e infornatela per circa un'ora in forno caldo a 200°.




Per la cottura tradizionale al camino, procuratevi la "coppa" (è un grosso coperchio concavo di ferro con un manico, che sfrutta il calore del camino) e, dopo aver formato con l'impasto una pizza alta tre dita, datele, lisciandola con le mani, una bella forma rotonda e, per tradizione,  "beneditela" con un segno di croce al centro, avvolgetela in foglie di vite e castagno e ponetela sulla "liscia", la pietra del focolare su cui accendere il fuoco almeno un'ora prima, per renderla calda e poi pulirla bene con una scopa di saggina per cuocere la pizza.
Copritela con la coppa e coprite con la brace del camino.Cuocere per circa un'ora.


Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

38 commenti:

  1. Una preparazione ricca di storia, allora, grazie per avermela fatta conoscere!

    RispondiElimina
  2. Sono di colpo tornata indietro di 30 anni! La faceva la mia nonna nel periodo in cui si ammazzava il maiale, cotta nel camino sulla brace. Di una bontà unica. Quanto mi mancano quei sapori! Ciao, buona settimana

    RispondiElimina
  3. quanto mi piacerebbe trovare queste attrezzature x il mio camino ma nn saprei dove girare xche' nessuno ormai lo fa' piu'...tentero' su internet!!! adoro le tradizioni e nn sopporto che vadano xse!! buon inizio sett ^_^

    RispondiElimina
  4. Che fascino Lory le ricette dela tradizione, in un secondo ti catapultano in un'altra dimensione, profumi, colori, sapori pacatezza...non so, sicuramente la vita incasinata lo è sempre stata, ma mi piace pensare ad un'isola felice, almeno nei ricordi :)

    RispondiElimina
  5. Non lo mai ne vista ne mangiata ma dall'aspetto credo sia veramente sgranocchiosa!
    Buona giornata

    RispondiElimina
  6. sempre ottime le ricette della tradizioni, dalle mie parti si faceva una minestra simile di latte con la farina di mais... mi hai fatto tornare la voglia di farla ^^ un bacione

    RispondiElimina
  7. Non la conoscevo, molto interessante e poi queste preparazioni le adoro...ciao.

    RispondiElimina
  8. Bellissima preparazione,la tradizione è favolosa!!!!
    Baci e buon inizio settimana!

    RispondiElimina
  9. Lori, la conosco, ne ho sentito parlare da mia suocera ma non l'ho mai vista fare ne l'ho mai assaggiata. Il fatto che le mie nonne non ci siano più, in questo periodo sto attaccata come una cozza a mia suocera, per saperne di più sulla cucina Molisana ed ogni volta scopro cose meravigliose. Adoro il passato con le sue ricette ed hai ragione tu: VIVA LA TRADIZIONE! Ti strabacio! Pat

    RispondiElimina
  10. Grazie a te vengo a conoscenza di ricette tradizionali interessanti e particolari! Sei una fonte inesauribile di informazioni!!! Grande Loredana!!!!!! :D

    RispondiElimina
  11. quindi la farina di granone è farina di granoturco? bellissimo questo post, mi piacciono da morire le ricette della tradizione. L'Italia è veramente ricchissima di prodotti e piatti tipici..questa ricetta davvero non la conoscevo. il focolare in campagna ce l'ho..la potrei anche provare! baci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si Ilaria il granone è il mais, la farina è quella della polenta, un pò grezza.

      Elimina
  12. ma è granoturco? mica l'ho mai sentita la farina di granone :O Che scarsa che sono! ahah!

    RispondiElimina
  13. Lory, che bel regalo questo post! Non conoscevo questa ricetta e nemmeno le sue origini (ma stasera chiederò a mio suocero originario di Sulmona che certamente saprà illuminarmi!)
    Il tuo modo di raccontare mi piace un sacco, è bellissimo e mi sono sentita catapultata in quel mondo certamente più povero del nostro di oggi, ma anche più semplice! Un abbraccio stretto e felice settimana! ^___^ Any

    RispondiElimina
  14. che ricetta iteressante, non la conoscevo affatto!sicuramente una volta si mangiava davvero motlo meglio!

    RispondiElimina
  15. non la conoscevo proprio... e non avendo il camino dovrò rinunciarci..... uhhheeeeee uheeeee...
    caio cara, ti auguro una buona settimana!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Monica, neanche io ho il camino, ma si può cuocere anche in forno! ;)

      Elimina
  16. Non ne conoscevo l'esistenza.. :) Brava! Buon inizio settimana!

    RispondiElimina
  17. Una volta l'ho mangiata perchè una ragazza che viveva con me in casa era molisana e ne ha portate tante fatte al camino erano davvero squisite! grazie per la ricetta vedrò di procurarmi la farina di granone e poi all'opera ;) smack

    RispondiElimina
  18. Una ricetta della tradizione! Come mi piacerebbe cucinarla con un camino come si deve :-) Baci

    RispondiElimina
  19. fantastica una vera prelibatezza

    RispondiElimina
  20. Ho mostrato il tuo post a mio marito(sempre quello molisano, per ora ho solo lui!!!!)ed è stato ben contento di questa pagina di storia...buona serata!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Domani arriva anche la prima minestra con questa pizza...aspetto i commenti di tuo marito!!

      Elimina
  21. che meraviglia! Già il colore ti predispone al buonumore e all'assaggio! Helga

    RispondiElimina
  22. Ciao Loredana che bellissima ricetta! e che colore giallo sole!! mi viene voglia di provarla! una domanda, la farina di granone cos'è? forse è la farina di mais bramata? ciao e a presto!

    RispondiElimina
  23. adpro le ricette tradizionali ma devo farti una domanda che cos'è il granone?

    RispondiElimina
  24. Ciao Loredana, grazie per aver condiviso un pezzo di storia..
    ..nella svizzera interna c'è una ricetta tradizionale con farina di mais al forno, probabilmente anch'essa con le sue origini contadine.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mondo e le tradizioni sono sempre più simili di quanto si possa pensare!

      Elimina
  25. Che bella la tua descrizione della preparazione, sono riti che non dovrebbero andare persi per niente al mondo!

    RispondiElimina
  26. E' bello come con pochi ingredienti si riesca a fare qualcosa di così buono e come si riescano a rievocare dolci ricordi :-) Abbracci Debora

    RispondiElimina
  27. mmm... ci potrei provare!!!!
    E' un piacere leggere quanta passione c'è nelle tradizioni della nostra cucina regionale, complimenti!
    Nel mio blog (non di cucina) ho aperto un Contest per "Ricette senza lievito": ti va' di partecipare?
    A presto!
    http://bryceshouse-eri.blogspot.com/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Eri che bella l'idea delle ricette senza lievito, visto che si può partecipare con una sola ricetta ci penso...ma contaci! ;)

      Elimina
  28. ça m'a l'air bien délicieux, j'aime beaucoup
    bonne journée

    RispondiElimina
  29. Anche nell'avellinese, dove sono nata, esiste una pizza, "'a pizza e' rarignero", molto simile alla tua anche nel nome. Io la ricordo ancora, si cuoceva sotto la cenere e la parte più buona era la crosta che noi bimbi ci contendavamo! Bacioni, Laura

    RispondiElimina
  30. Bellissime le ricette della tradizione.

    Quando puoi vieni a trovarmi ho un premio per te, baci

    RispondiElimina
  31. Non conoscevo questa ricetta nè la farina di granone, ha proprio un ottimo aspetto, un abbraccio SILVIA

    RispondiElimina

Lascia un tuo commento se ti fa piacere :)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...