venerdì 23 marzo 2012

Le poulet en sarcophage glutenfree di Babette

Siamo circondate da esempi di donne illustri, di donne che hanno fatto la storia, di donne di fantasia che hanno popolato i nostri sogni e nelle quali ci siamo immedesimate.
Abbiamo sognato, sofferto, riso, pianto su pagine di romanzi .
Le abbiamo viste con gli occhi della mente esattamente come erano descritte dal loro autore o autrice.
Sono così tanti i personaggi femminili reali o non che ho amato, che ho avuto difficoltà a pensare a solo uno di loro.
Si affollavano tutti nella mia mente e chiedevano di essere presi in considerazione, di poter vivere quei cinque...tre...vabbè, un minuto di gloria , donatogli dalle mie brevi parole.
Allora come procedo?
Assegno un numeretto ed estraggo a sorte??...fosse mai che qualcuno pensi che sto facendo un giveway e mi multi anche!!
E allora?
Mi lascio guidare dal cuore.
Visto che questo che ho aperto un anno fa è un blog di cucina e non altro ( ma si era capito chiaramente, vero?)
Visto che l'arte culinaria è il principale argomento di queste pagine, 
la scelta è ricaduta su di lei

Madame Babette Hersant.

Immagine presa dal web
Indimenticabile protagonista del racconto Il pranzo di Babette di Karen Blixen, la stessa autrice della "Mia Africa".

Racconto breve che racchiude in sè tutte le suggestioni ben visibili nell'omonimo film del regista Gabriel Axel.
Ho sempre preferito i libri alle trasposizioni cinematografiche, ma questo è uno di quei rari casi in cui un film non toglie nulla alla pagina scritta, ma piuttosto la rafforza.

Ma passiamo a Babette.
Arriva a casa delle sue future padrone in una serata piovosa del 1871.

La prima immagine è quella di una donna tarchiata, bruna, mortalmente pallida.
 Fuggita dalla guerra civile in Francia, in cui ha perso marito, figlio e professione, giunge in Norvegia con una lettera di presentazione di un vecchio cantante, Papin , da giovane spasimante deluso di una delle due sorelle a cui è indirizzata.
La consegnerà a  Martina e Filippa, figlie del decano, ormai anziane e zitelle e alla guida della piccola comunità religiosa, al posto del padre.
  
La vita  di Babette scorre tranquilla tra pasti frugali e cestini da preparare per i poveri, parla poco la lingua locale e mantiene attorno a sè un alone di mistero, ma le due sorelle ne sono soddisfatte.

Babette è brava, riesce a contrattare sui prezzi nel suo titubante norvegese, tutta la comunità, dapprima ostile, piano piano si abitua alla sua presenza e all'effetto benefico e tranquillizzante che esercita sulle due sorelle.

Dopo 14 anni arriva da Parigi una grossa vincita di denaro, 10000 franchi.
Babette deve recarsi in Francia a riscuoterli, ma prima chiede il permesso alle due sorelle di poter preparare un pranzo celebrativo in onore del centenario della nascita del decano, un vero pranzo francese.

L'insistenza è tale che le signorine non riescono più ad opporsi.
Il loro consenso , infine, trasformò completamente Babette. Capirono che da giovane era stata stupenda.


Il viaggio a Parigi viene fatto, a novembre, e le provviste vengono acquistate; un giorno di dicembre arrivano.


La cucina delle due sorelle inizia a riempirsi di cibo e vini.

Martina rimase allibita quando vide rotolare fino in cucina una carriola carica di bottiglie. Toccò le bottiglie, ne prese in mano una.
"Babette, che cosa c'è in questa bottiglia?" chiese sottovoce, "non è vino?"
"Vino, madame!" rispose Babette, "no , madame, è un Clos vougeot 1846!" Dopo un attimo aggiunse " Viene da Philippe, in rue Montorgueil!" Martina non aveva mai sospettato che i vini potessero avere un nome, e fu messa a tacere.
L'idea della cena turba le due sorelle che si sentono in obbligo di giustificarsi nei confronti dei Fratelli e Sorelle invitati, dicendo loro che non sanno cosa avrebbero avuto da mangiare, o da bere , nel compleanno del genitore.
E quei vecchi, per amore delle due sorelle, decidono che quel gran giorno avrebbero taciuto a proposito di cibi e bevande.
La domenica iniziano i preparativi, agli ospiti si aggiunge il generale Loewenhielm, vecchia conoscenza delle sorelle quando era ancora un giovane ufficiale.

 Le sorelle non osano mettere piede in cucina in cui Babette e il suo assistente, scovato e arruolato per l'occasione, si muovono indaffarati.
Biancheria da tavola e argenteria e caraffe e bicchieri sono giunte chissà da dove.

Arrivano gli ospiti...inizia il pranzo.
La promessa di non parlare del cibo unisce i commensali, tranne il generale che subito apprezza il vino servitogli, intuisce che la minestra che ha davanti è brodo di tartaruga...e che brodo!
La conversazione è incentrata sul decano, sui sermoni, sulle azioni della sua vita, nessuno sembra far caso al cibo, neanche quando vengono serviti i blinis Demidoff, come se simili cibi li avessero mangiati ogni giorno per trent'anni di fila.

Il vino colma ancora i bicchieri e quando i Fratelli e le Sorelle lo vedono spumeggiare capiscono che non è vino.
" Ma Veuve Cliquot 1860!" come esclama il generale.

I convitati quella sera si sentivano alleggerire di peso e di cuore più mangiavano e più bevevano.
E poi arrivano le Cailles en sarcophage .
Il generale è di colpo riportato indietro nel tempo, a Parigi, a quando gli fu servito un piatto estremamente ricercato e gustoso, inventato dallo chef dello stesso cafè in cui stava pranzando, quel cuoco era una donna!
Quel piatto erano le Cailles en sarcophage.
La cena continua con splendida uva, pesche e fichi freschi.
 Babette compie una piccola magia, gli ospiti iniziano a sentirsi diversi, vecchi taciturni ricevettero il dono della parola, orecchi che erano stati quasi sordi per tanti anni si aprirono per ascoltarla.

Il tempo stesso s'era diluito nell'eternità.
Gli ospiti in uno stato di grazia e di seconda faciullezza vanno via.
Martina e Filippa si ricordano di Babette e si sentono improvvisamente il cuore colmo di riconoscenza per lei.
Babette è sfinita, nella cucina circondata di pentole e tegami neri e unti, è pallida e dichiara "Una volta ero cuoca al Cafè Anglais!"
"Ricorderemo tutti questa serata quando sarete tornata a Parigi, Babette"
"Non torno a Parigi...e come potrei tornare a Parigi, mesdames? Io non ho denaro".
"Ma i diecimila franchi?"
"Un pranzo per dodici al Cafè Anglais costerebbe diecimila franchi".
"Cara Babette, non dovevate dar via tutto quanto avevate per noi".
"Per voi? No. Per me".
"Io sono una grande artista".
"Sono una grande artista, mesdames:"
Allora Martina disse: "E adesso sarete povera per tutta la vita, Babette?"
"Povera? No.  Non sarò mai povera. Ho detto che sono una grande artista.
Un grande artista non è mai povero. Abbiamo qualcosa di cui gli altri non sanno nulla".
E' così anche per monsieur Papin, si per il suo Monsieur, povera signora mia.
Me l'ha detto lui stesso .2e' terribile ed insopportabile essere un artista, essere incoraggiato a fare, essere applaudito per aver fatto meno del meglio.
Per tutto il mondo risuona un solo lungo grido che esce dal cuore dell'artista: consentitemi di fare il meglio che posso!"
Mi ha fatto piacere parlare di Babette, grande personaggio e ispiratrice di tante che cercano nel loro piccolo di creare con il cibo una magia.
La ricetta da cui sono partita sono Le cailles en sarcophage.

Quando però il diavolo ci mette la coda, diventa sempre tutto complicato...per prima cosa non ho trovato le quaglie disponibili, i miei figli non avrebbero mai mangiato qualche volatile ripieno di patè e tartufo, e ultima cosa, dovevo fare una sfoglia glutenfree.

Vabbè allora questo è quello che è diventato il piatto per mettere d'accordo figli e voglia di provare, sicuramente la preparazione di Babette era un'altra cosa, ma la bontà resta.

Per la ricetta originale di Babette basta cercare in rete, io mi sono attenuta al procedimento cambiando qualche ingrediente.



Poulet en sarcophage glutenfree
(per 2 persone)

  • 2 polletti molto piccoli
  • 2 vol-au-vent gluten free
  • sale
  • pepe
Per la farcia
  • 150 gr salsiccie fresche
  • burro chiarificato( visto che oramai ce l'ho!)
  • mezzo scalogno
  • 50 gr funghi champignon
  • 40 gr lardo a fette
  • timo fresco
  • 50 ml vino bianco
Inoltre:
  • 8 fettine di lardo tagliato a fette sottili
  • 2 cucchiai di Porto
  • 1 bicchiere di brodo leggero

Finta sfoglia gluten free
(anche questa ricetta gira in rete in svariate versioni, non so più da chi l'ho presa anche in queste proporzioni)

Una premessa qui è d'obbligo.

Ho sottovalutato e letto in ritardo il consiglio- suggerimento di Stefania di utilizzare dello xantano...adesso capisco a cosa potesse servire, visto che sono stata a fare l'appello di tutti i santi del Paradiso!


Ingredienti:

250gr di farina ( per me 80 gr farina di riso, 90 gr fecola di patate, 80 gr amido di mais)
250gr formaggio spalmabile (tipo Philadelphia o similari)
160gr burro morbido
2 pizzichi abbondanti di sale

Setacciare le farine con il sale, unire il formaggio ed il burro a pezzetti e mescolare con una forchetta e poi velocemente a mano.

Cercare di dare la forma di un panetto e mettere in frigo per almeno 30 minuti.

Riprendere l'impasto e procedere con le pieghe...ho dovuto utilizzare un tappetino in silpat come base e la pellicola per alimenti tra la pasta e il mattarello, altrimenti si sarebbe attaccato tutto!

Ho fatto questa operazione per 3 volte, sempre con un riposo di 30 minuti tra una e l'altra.

Alla fine ho prelevato la sfoglia, che oramai aveva, almeno all'apparenza , quasi l'aspetto giusto e ho tentato di creare i sarcophages per i mie poulet!!!

Dopo aver sistemato il risultato su carta forno ho fatto cuocere per 30/35 minuti a 180°.

Consiglio: uno solo, la prossima volta sfoglia glutenfree già pronta!!! ^_^




********************

Preparazione dei poulet

Per prima cosa cercate di disossare i polletti aprendo dal  lato superiore, centralmente, staccando bene il petto dallo sterno e proseguendo lungo la gabbia toracica, separandola bene dalla pelle.

Tenere da parte.

In un padellino sciogliere un cucchiaino di burro e soffriggere il lardo tagliato a dadini, aggiungere la salsiccia privata della pelle e sbiciolata e lasciar cuocere, a metà cottura unire il vino bianco,far evaporare.

Unire i funghi mondati e tagliati a fette, aggiustare di sale e pepe ( se piace), unire il timo fresco.

Continuare la cottura fino a quando i funghi non saranno cotti al punto giusto, controllare che resti un pò di fondo di cottura.

Al termine versare tutto nel mixer e tritare fino ad avere la consistenza di un patè.

Riporre in frigo per 30 minuti.

Prendere i polletti , farcire l'interno con il patè di funghi.
Ricomponeteli . Fasciateli con le fettine di lardo e, se occorre chiudere con dello spago da cucina.

Posizionare in una teglia con un pò di burro sul fondo e passare in forno preriscaldato a 200° per 30/40 minuti ( i tempi variano a secondo della grandezza dei polletti).

Al termine liberare dallo spago da cucina e porre ognuno in un vol-au-vent.
Sistemare in una seconda teglia e tenere al caldo.

Porre sul fuoco il contenitore nel quale avete cotto i polletti, in cui si sarà raccolto il fondo di cottura, allungare con il brodo e il Porto e ridurre a fuoco vivo.

Versare almeno tre cucchiai del liquido su ogni polletto, facendolo penetrare anche nel vol-
-au-vent.
Reinfornare per 5 minuti.

Servire caldo.

E con questo piatto mi sono sentita un pò chef del Cafè Anglais anche io!!





  



Con questa ricetta partecipo  al contest di Stefania
per le Donne (St)raordinarie


Ringrazie tutti coloro che mi lasceranno un commento, ma non potrò ricambiare la visita in questi giorni...sono a perugia con la mia famiglia per un fine settimana di relax!
Ci si rilegge lunedì!!

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29 commenti:

  1. Questo film mi ha sempre incantato. Per la fotografia, per l'atmosfera, per il personaggio soprattutto.
    Questa ricetta poi è deliziosa, Sarà che son nipote di un cacciatore e con la cacciagione sono stata svezzata!
    Bella realizzazione e bella scelta come personaggio, schivo senza boria... come se ne dovrebbe incontrare più spesso.
    Buona giornata
    Nora

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  2. Quanto ho amato quel libro e adorato il film! Credo che tutte noi qui dentro siamo intimamente legate all'immagine di Babette per le ragioni di cui tu parli e spesso ci ispiriamo al suo sogno. Quelle cailles en sarcophage hanno sempre nutrito la mia fantasia e la tua idea del polte in alternativa e' veramente deliziosa. Un post molto bello Lori , per una donna veramente straordinaria. Ti abbraccio, Pat

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  3. Ciao Loredana, che bel post!

    Volevo chiederti se vuoi farmi un guest post per il sito della Dante Alighieri di Auckland
    http://dantealighieriauckland.blogspot.co.nz/
    che abbiamo appena cominciato come un gruppo di volontari per star piu' vicini all'Italia, e per far conoscere meglio il nostro paese e lingua ai neozelandesi. sarebbe bello avere una ricetta tradizionale abruzzese, o della tua citta', anche un post vecchio da riciclare va bene, guarda quello che ha offerto Chiara su Trieste. Naturalmente mettiamo tutti i link al tuo blog :-).

    Fammi sapere

    ciao
    Alessandra

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    1. Alessandra , con vero piacere, sono in partenza ci risentiamo lunedì!

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    2. Grazie, e fa pure con comodo, non abbiamo fretta :-)

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  4. Non ho letto quel libro ma dal tuo racconto mi è venuta voglia di cercarlo. mhhh avrai penato 7 camice per la sfoglia ma i santi del Paradiso devono aver ascoltato le tue preghiere perchè il risutltao è perfetto e davvero tres chic ^_^ Un bacione, buon we

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  5. questa ricetta è un capolavoro! Veramente un capolavoro!

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  6. Prima di svenire di lascio un b.we. che ricetta e che bel post!!! Ciao.

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  7. Bellissimo racconto e bellissima ricetta, io ho visto il film e mi è piaciuto da morire. Brava

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  8. Caspita Loredana, CHAPEAU!!!! Se c'è una cosa che avrei reputato impossibile, era fare i vol-au-vent gluten-free, tu invece ci sei riuscita!!!!
    Bella l'idea di usare il polletto al posto delle quaglie, sai che non mi era mai venuta in mente?

    Complimenti ancora!

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  9. Sei originale e curiosa, due caratteristiche necessarie per chi s'intende di cucina , e tu, te ne intendi... e non solo di cucina.

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  10. E' un film che mi sono sempre ripromessa di vedere ma non ci sono ancora riuscita. Fantastica ricetta che proverò SOLO con la sfoglia già pronta eheheh

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  11. che meraviglia!!!! non ho mai visto il film..ma sei bravissima!!!! buon weekend cara

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  12. fare una ricetta gluten free e semplice ... se non si fa la pasta sfoglia ... ma tu ti sei complicata la vita ... mi sa che sappiamo chi sarà una delle 5 ... e non sono io!!!
    Bacioni e complimenti!

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  13. non ho mai letto questo libro ma il tuo racconta mi ha incuriosita molto!!!! cara ma ti sei complicata la vita per la sfoglia però sei stata super brava e il risultato è meraviglioso :-) buon fine settimana :-)

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  14. Non conoscevo nè il libro nè il film, ma dopo aver letto il tuo appassionato racconto mi sembra doveroso almeno cercare il libro. Per la ricetta ti dico che Babette, secondo me sarebbe stata fiera di te, BRAVISSIMA!buon fine settimana smack

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  15. Come Marianna non conoscevo né il libro né il film, ma conosco l'autrice. Anch'io solitamente preferisco i libri piuttosto che i film, ma mi fido del tuo giudizio, quindi cercherò libro e film! Un bacione e buon weekend perugino!!

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  16. mai letto il libro ma dal tuo racconto mi è venuta una gran voglia di averlo tra le mani!

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  17. Bel racconto e aancora più gustosa la ricetta...il tutto come sempre egregiamente Lory...complimenti.
    Un buona vacanza.

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  18. Mi piace il polletto nel sarcofago! ed anche tutto il post... Buon fine settimana, Laura

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  19. ricetta strepitosa...il film non lo conoscevo, ma che bella storia!!! ;)

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  20. Questo post mi ha conquistata. l'ho letto e riletto e sono ovviamente corsa a comprare il libro. Grazie! :)

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  21. Arrivo solo ora dopo una giornata estenuante, ma mi sono goduta fino in fondo il racconto sulla tua donna straordinaria... Quando ho letto la ricetta e soprattutto ho visto che hai anche fatto la sfoglia, ho pensato che la vera donna straordinaria sei tu!
    P.s. queste corna le vuoi per davvero, allora! :DDD

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  22. Di donne straordinarie ne vedo più d'una: ammiro tanto la cuoca :DDD
    Anch'io in genere preferisco i libri, ma nel caso di quest'opera ho visto solo il bellissimo film :D

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  23. film indimenticabile e tu... che dire... un'artista! ma guarda che non esagero, che me frega di dirti una cosa che non penso???
    sono un pò assente, mi dispiace... ma un motivo c'è e presto lo spiegherò...
    un abbraccio

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  24. Brava Loredana, bellissima presentazione ed impareggiabile ricetta, grazie a te per aver pensato a Madame Babette! Io ne ho fatta una semplicissima per questo contest, ma essendo sempre in ritardo non l'ho ancora pubblicata.

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  25. Loredana, sono senza parole....la ricetta, la presentazione, il racconto....Tutto meraviglioso, complimenti!

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