Non sono così tecnologica come vorrei, anzi sono decisamente una schiappa, ma da quando ho scoperto come creare delle cartelle su facebook e su Instagram ho un' infinità di ricette salvate con l'intenzione di farle prima o poi.

Lo ammetto, più poi che prima, ma sono fiduciosa che riuscirò a provarle tutte.

Intanto ho provato questi dolcetti del pasticcere Antonio Bachour, i suoi dolci sono eleganti e raffinati, le sue ricette spesso condivise su Instagram e non così impossibili da realizzare, come questi financier.

La versione originale prevedeva un gelée alle ciliegie,  da inserire prima della cottura, io ho invece farcito con della composta di mirtilli dopo la cottura.

Non possedendo gli stampi della misura giusta, mi sono arrangiata con quelli per i plumcake, tutto sommato sono andati bene lo stesso.

La glassa che ho utilizzato è una glassa rocher al cioccolato bianco e ruby.

Per decorare ho utilizzato dei ciuffetti di crema al lemon curd, crema pasticcera e panna e due mirtilli.

I dolcetti erano semplicemente deliziosi.







Financier pistacchio con composta ai mirtilli e glassa rocher da una ricetta di Antonio Bachour

Dose per 12 monoporzioni

  • 105 g burro nocciola *
  • 150 g zucchero a velo
  • 14 g zucchero invertito o miele
  • 67 g farina 00
  • 2 g lievito per dolci
  • 60 g farina di mandorle
  • 45 g pasta di pistacchio
  • 167 g albumi
  • Sale un pizzico

  • Composta di mirtilli per farcire
  • Glassa rocher cioccolato bianco e ruby
* Preparare il burro nocciola: porre in un tegame dal fondo spesso 130 g di burro tedesco.
Porre sul fuoco e portare a 148°C, una volta raggiunta la temperatura, togliere dal fuoco e filtrare attraverso un setaccio. Far raffreddare.

Mescolare un pizzico di sale, lo zucchero invertito o il miele, lo zucchero a velo, la pasta di pistacchio, la farina, il lievito e la farina di mandorle.
Inserire gradualmente il burro nocciola nella quantità prevista ( pesatelo! ).
Conservare in frigo per almeno quattro ore.

Spennellare gli stampini con burro  , riempire a ¾, cuocere in forno preriscaldato a 175°C per 15'/20' , modalità ventilato.
Far raffreddare. Utilizzando una sac a poche con un beccuccio a siringa farcire i financier con la composta di mirtilli.
Conservare in freezer prima di glassare.

Preparare la glassa
 

  • 300 g cioccolato bianco
  • 150 g cioccolato ruby
  • 100 g olio di semi
Fondere i due cioccolati al microonde, mescolare e unire l'olio di semi. Creare un composto ben amalgamato e utilizzare per glassare i financier freddi di freezer, lo shock termico farà rapprendere immediatamente la glassa.
Conservare in frigorifero.
Completare i dolci con ciuffetti di crema chantilly , mirtilli e pistacchi pralinati.

Decor

Questa è la torta che ho preparato per San Valentino, non mi piace festeggiarlo, ma mi piace la forma delle torte a cuore e avevo voglia di sperimentare, così ho preso una base di qua, una namelaka di là e ho assemblato il mio dolcino della domenica, che poi abbia la forma a cuore e casualmente questa domenica sia San Valentino è una coincidenza.

La ricetta della base viene dal blog di Elo Consuelo, ed è di Rita Busalacchi, poi ho aggiunto una gelatina con composta di lamponi e una namelaka al limone da una ricetta di Gianluca Fusto, solitamente la namelaka si prepara scaldando la prima parte di liquidi e unendo dopo la panna fredda, questa versione cambia un po' le carte in tavola, mettendo tutto insieme, il risultato ? Non delude.

Ogni giorno è quello giusto per regalare dolcezza, ne sono consapevole 😉







Torta pistacchio, lamponi e namelaka al limone

Per una torta a cuore

Base trocadero ai pistacchi

Gelatina di composta di lamponi

Namelaka al limone

Base trocadero con queste quantità si otterranno due basi a cuore oppure uno stampo 20X25 cm

  • 60 g farina di mandorle
  • 50 g farina di pistacchi
  • 110 g zucchero a velo
  • 15 g fecola di patate
  • 80 g albumi
  • 10 g tuorlo
  • 30 g pasta di pistacchio
  • 85 g burro
  • 75 g albumi
  • 45 g zucchero semolato
In una ciotola mescolare le farine di mandorle e pistacchi, lo zucchero a velo, la fecola,  gli 80 g di albumi, il tuorlo, la pasta di pistacchio e mescolare fino ad avere un composto omogeneo.
Montare i 75 g di albumi inserendo lo zucchero semolato a pioggia fino a quando gli albumi avranno una consistenza spumosa. Una volta ottenuto un composto soffice e stabile, riservare.
Sciogliere il burro senza scaldarlo troppo, inserire nel primo composto e aggiungere gli albumi montati.
Versare in uno stampo a forma di cuore imburrato e foderato con carta forno.
Cuocere in forno caldo, ventilato, a 170°C per circa 35', fare la prova stecchino, se occorre, prolungare la cottura, se lo versate in uno stampo rettangolare potrebbe essere necessario una cottura più breve.

Far raffreddare, sformare, dividere in due parti per ottenere una base  di circa due centimetri di spessore, se avete usato uno stampo a cuore, oppure ritagliare la forma dalla base rettangolare.
 Avvolgere nella pellicola e conservare in frigo.

Gelatina ai lamponi
  • 400 g composta di lamponi
  • Succo di mezzo limone
  • 6 g gelatina in fogli
Versare la composta e il succo di limone in un pentolino e scaldare sul fuoco, contemporaneamente ammorbidire la gelatina in acqua fredda, strizzarla e scioglierla nella composta calda, passare tutto attraverso un setaccio, far intiepidire  e versare sulla base al pistacchio inserita in uno stampo e contornata con una striscia di acetato.
Far raffreddare e porre in frigo a solidificare.

Namelaka di cioccolato bianco al limone di Gianluca Fusto tratta da Le mie 24 ore dolci

  • 213 g cioccolato bianco di qualità
  • 15 g buccia di limone biologico ( per me 7 g)
  • 6 g gelatina in fogli
  • 125 g di latte UHT
  • 250 g panna fresca
  • 6 g miele di limone
Ammorbidire la gelatina in acqua fredda e conservare in frigorifero.
In una casseruola far bollire latte e panna con il miele, strizzare la gelatina e aggiungerla al composto e scioglierla.
Fondere il cioccolato bianco a bagnomaria o con il microonde, unire le bucce di limone e mescolare.
Versare il mix di latte e panna in tre volte sul cioccolato fuso, mescolando energicamente dopo il primo inserimento per creare un nodo elastico e brillante.
Terminare con un mixer ad immersione per affinare la struttura. Far addensare la crema trasferire in un contenitore, coprire a contatto con pellicola e far riposare in frigorifero per almeno 6 ore.
Prima di utilizzare volendo montare con la foglia .

Montaggio
Sulla base di pistacchio e gelée creare dei ciuffi di namelaka al limone, decorare a piacere e gustarsela.



 Questo Natale  si merita un ritorno alle tradizioni, uno stringersi più  forte agli affetti vicini e un abbracciarsi virtualmente con quelli lontani,  cercando di ricreare quell' atmosfera e quel calore dato anche da sapori che fanno parte della nostra memoria. 

Così  ho preparato per il maritino i pepatelli, secondo la ricetta della sua mamma.

 Rispetto alla ricetta conosciuta dai più  questa non prevede l' uso del pepe ( che poi é l'ingrediente che dà  il nome a questi dolcetti) , ma essendo la ricetta che più  di ogni altra cosa per mio marito rappresenta il Natale,  l' ho realizzata senza cambiare nulla. 

É una  ricetta semplicissima,  con pochi ingredienti,  ma ricca di sapore.  Migliora con il passare del tempo,  questi biscotti  appena realizzati sono molto duri,  ma con il passare dei giorni il miele rende tutto più  morbido,  con buona pace del dentista. 







Pepatelli alla molisana di Bice

Dose per tanti pepatelli,  volendo dimezzare o raddoppiare 😉

  • 500 g farina setacciata 00
  • 600 g miele
  • 500 g mandorle con la pelle
  • Buccia di mezzo mandarino non trattato tagliata finemente al coltello
  • 8 g lievito per dolci 
  • un pizzico di sale
Preriscaldare il forno a 250°C.
Scaldare il miele fino a renderlo liquido. 
Tritare finemente la buccia di mandarino precedentemente lavata e asciugata e privata della parte bianca.  
Lavare le mandorle con la pelle,  tamponare e utilizzarle bagnate. 
Non è  necessario lavorare in planetaria,  si può fare tutto a mano. 
In una ciotola capiente versare la farina,  fare una fontana e nel centro inserire il miele scaldato,  la buccia di mandarino,  il lievito e il sale. 
Lavorare e,  se occorre, unire altra farina fino ad avere in composto non appiccicoso,  poi inserire le mandorle e farle distribuire bene. 
Con le mani leggermente bagnate formare dei filoncini  di circa 6 cm di larghezza e 2/3 cm  di spessore, su carta forno,  posta su una teglia.
Infornare  e abbassare subito la temperatura  a 180°C / 200°C, regolarsi con il proprio forno,  non devono scurire. 
Cuocere per 30'/35' , sfornare e tagliare da caldi creando delle fette di meno di un centimetro. 
Raffreddandosi  diventeranno molto  duri,  riacquisteranno morbidezza con il passare dei giorni,  conservati on scatole di latta. 
La tradizione vuole che diano ancora più  buoni consumati verso l' Epifania. 
Vi suggerisco di prepararli ora e di sgranocchiarli durante tutto questo  periodo .

 Da quando ho visto questa ricetta da Fabio e Annalú  la preparo ad ogni Natale. 

Sono dei dolcetti gustosi e profumati, nati a Napoli dalle mani delle suore del Divino Amore e creati appositamente per la madre di Carlo II  D'Angió.

Non mancano sui vassoi di dolci delle feste a Napoli, ma vi assicuro che se li provate non mancheranno più  neanche dai vostri. 

Rispetto alla ricetta originale ho fatto delle piccole modifiche,  ho utilizzato farina di mandorle, invece che  mandorle con la pelle, e solo canditi di arancia .

Per la glassa questa volta ne  ho utilizzata una già  pronta,  quella data non mi ha convinto molto, nell' attesa di trovarne una valida non ve ne lascio nessuna.

Provateli e gustateveli. 



Dolci Divino Amore 

Per 20 pezzi 

  • 250 g mandorle con la pelle ( per me farina di mandorle) 
  • 250 g zucchero semolato 
  • 75 g canditi ( per me arancia candita) 
  • 1 cucchiaio essenza di vaniglia
  • buccia grattugiata di un limone bio
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • ostie
Per lafinitura 
  • Gelatina di albicocche per spennellare 
  • Glassa pronta
Tritare finemente le mandorle con metà  dello zucchero ( io ho solo mescolato i due ingredienti),  tritare i canditi con l' altra metà dello zucchero,  unire i due composti in una ciotola,  inserire vaniglia e buccia di limone,  le uova e impastare. 
Coprire con la pellicola e porre in frigo per una notte.. 
Il giorno successivo  formare delle palline di circa 30 g e porre sull' ostia. 
Disporre i dolcetti su una teglia e cuocere in forno caldo a 180°C  , modalità statica,  per 15'/18'.
Estrarre i dolci dal forno  e far intiepidire, ritagliare l' ostia in eccesso, spennellare ogni dolcetto con gelatina di albicocche fatta intiepidire. 
Far raffreddare  completamente. 
 
Immergere i dolcetti , solo dal lato superiore , nella glassa, far raffreddare,  porre dei confettini sulla glassa,  prima che rapprenda completamente. 
Far asciugare bene. 
Conservare in scatole di latta. 

Una ciambella che spopola sul web e che io sono riuscita a sbagliare dal punto di vista estetico, l'ho vista per la prima volta realizzata dai Fables de Sucre, ma la ricetta originale è di Natalia Cattelan.
Doveva risultare, al taglio, una specie di maculato...doveva, a me sono venuti solo degli strati, però il dolce è buonissimo, lo proverò di nuovo, cercando di ottenere il risultato sperato.
Il gusto é ottimo, la ricetta di facile esecuzione ( non guardate il mio risultato finale ).
Per semplificare ancora di più conviene preparare gli ingredienti separatamente per i due impasti.




Ciambella giraffa di Natalia Cattelan
Dose per uno stampo a ciambella do 22/24 cm

  • 5 uova
  • 100 g + 100 g zucchero
  • 100 g + 150 g farina 00
  • 50 g farina di mandorle
  • 50 g + 50 g olio di semi
  • 50 g + 50 g latte
  • 8 g + 8 g lievito per dolci
  • Buccia grattugiata di un limone biologico
  • Aroma naturale di mandorle amare un cucchiaino
  • Cacao amaro due cucchiai
Separare i tuorli dagli albumi.
Iniziare a montare a neve gli albumi inserendo i 100 g di zucchero.
Unire 50 g di olio, di latte e amalgamare.
Aggiungere 100 g farina setacciata con il lievito previsto e 50 g di farina di mandorle,mescolando con una spatola, senza smontare il composto, inserire l'aroma di mandorle amare e riservare.

In un contenitore montare i tuorli con il resto dello zucchero, aggiungere latte e olio e mescolare, in ultimo farina setacciata con lievito e buccia di limone grattugiata, mescolare con una spatola .
Imburrare bene lo stampo scelto, versare una parte del composto giallo, cercate di non livellarlo troppo per ottenere un risultati meno netto, cospargere di cacao amaro con un setaccio, versare il composto bianco , sempre in maniera irregolare, cospargere con altro cacao e terminare con il composto giallo.
Cuocere in forno caldo a 180°C modalità ventilato per 45'.

Le ricette più  semplici sono quelle che si rivelano sempre le più  difficili,  almeno per me.
Ho cercato in rete diverse ricette di tozzetti e cantucci per  fare poi a modo mio.
Il risultato finale è  un biscotto croccante,  ma friabile,  insomma non ci fa saltare il lavoro del dentista.
Ho utilizzato  delle nocciole di Giffoni che regalano un profumo  e un gusto unico.





Tozzetti alla frutta secca 
  • 350 g farina 00
  • 300 g zucchero 
  • 200 g frutta secca  ( noci,  nocciole di Giffoni, noci pecan,  pistacchi) 
  • 2 uova intere
  • 2 tuorli
  • Scorza di limone bio frsttugiata
  • Vaniglia
  • 16 g lievito per dolci 
Montare uova e tuorli,  inserire farina setacciata  con il lievito e zucchero, inserire gli aromi e la frutta secca. 
Formare quattro  filoncini non più larghi di due dita,  in cottura si allargheranno  un po'. 
Porre in teglia con cartaforno. 
Preriscaldare  il forno a 180°C, cuocere  per 30'.
Sfornare,  far raffreddare e tagliare,  mettere nuovamente sulla teglia e far asciugare in forno caldissimo ( per me 200°C)  , ma spento. 
Lasciare anche tutta la notte. 
Conservare in scatola di latta. 
Dovranno risultare croccanti,  ma friabili. 
Mi incuriosiva tanto sapere se a quelle belle torte vegan corrispondesse anche un buon sapore.
Così ho provato adattando il risultato a quel poco di esperienza che ho acquisito in questi anni.
Quello che segue è quanto sono riuscita a fare tentando  per la prima volta una crostata vegana.
Sia chiaro: un dolce fatto con burro,uova,latte,eccetera,eccetera è un'altra cosa, ma questo non esclude che si possa comunque variare o provare a variare, ogni tanto, la nostra alimentazione.
E poi diciamocelo la loro figura la fanno lo stesso.
Ricetta adattata da diverse  torte viste su Instagram, in particolare  su questo blog.




Torta vegana ai mirtilli senza cottura
Dose per uno stampo in silicone da 20 cm

Base

  • 12 datteri
  • 10 prugne secche 
  • 50 g anacardi
  • 50 g mandorle con la pelle 
  • 1/4 di cucchiaino  di  sale  fino 
Con un robot da cucina tritare tutti gli ingredienti  fino ad avere un composto omogeneo e malleabile. 
Versarlo nel guscio e appiattito fino a ricoprire base e bordi dello stampo. 
Conservare in freezer. 

Crema ai mirtilli 
  • 160 g mirtilli  freschi
  • 1 cucchiaino  di succo di limone 
  • 200 g latte  di cocco 
  • 50 ml sciroppo d'acero 
  • 1 cucchiaino  di maizena
  • 3 g agar agar 
Ridurre in purea i mirtilli con il succo di limone,  aggiungere lo  sciroppo d'acero  e il latte di cocco. 
Porre in una  casseruola  e cuocere a fuoco medio/alto, quando é quasi al bollore inserire la maizena miscelata bene con l' agar agar,  per evitare i grumi. 
Mescolare con una frusta e portare al bollore,  proseguire la cottura  per due minuti. 
Filtrare la crema ottenuta e versare nel guscio,  rimosso  dallo stampo,  porre in frigo per un'ora  o più.

Decorare a piacere con frutti rossi,  granella di pistacchi,  ecc. 


Ho attraversato un piccolo momento di crisi rispetto al senso di fotografare e postare ogni mattina la mia colazione sui social.
Mi domandavo ( e mi domando ) in questo periodo in cui si comunica prevalentemente con le immagini, in cui si fotografa praticamente di tutto, a che serve la foto della mia colazione?
L'annuncio delle mie intenzioni ha suscitato un piccolo moto di protesta da parte di quei quattro lettori affezionati ( grazie , ragazze vi voglio bene ), tanto che mi hanno convinta a proseguire e poi, lo confesso, non dare il buongiorno mi sarebbe mancato e quindi continuerò imperterrita.

Ho capitolato davanti ad una fetta di torta di mele sperimentale come l'ha definita la sua ideatrice Helga , ( un'amica che con i suoi post spazia dalla fotografia alle mostre, alle riflessioni sulla vita tra Torino e la Francia alle ricette di cucina, insomma tutto da godere il suo blog, fateci un salto) per me la numero 122 e devo dire che il suo esperimento é riuscito benissimo, il dolce è morbido, profumato di banana, leggero , senza burro, senza uova, senza glutine e, utilizzando del latte vegetale, anche vegan.
È stato perfetto per la colazione di questa mattina e mi ha fatto fare pace con la mia piccola fissazione.




Torta di mele sperimentale di Helga n°122
Dose per uno stampo da 17 cm ( se la preferite alta) da 19 cm per farla venire più bassa

  • 150 g farina di riso
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 80 g anacardi ( mandorle nella ricetta di Helga )
  • 80 g zucchero di canna
  • 1 banana media matura
  • 70 g latte parzialmente scremato ( vegetale se volete renderla vegan )
  • 3 cucchiai olio di semi
  • 2 cucchiaini di spezie ( io un cucchiaino di cannella )
  • 1 mela grande ( una in più se utilizzate lo stampo da 19 cm )
Setacciare farina, lievito e cannella.
In un mixer tritare gli anacardi, aggiungere la banana e poi lo zucchero, in ultimo inserire la  farina, il latte e l'olio.
Si fa tutto facilmente in un robot da cucina.

Sbucciare e affettare sottilmente la mela, in uno stampo foderato con cartaforno sul fondo, versare metà impasto, coprire con metà delle fettine di mele, versare il resto dell'impasto e terminare con le fette di mele rimanenti.
Cuocere in forno caldo a 180°C  modalità ventilato per 45'/55', fare sempre la prova stecchino.
Volendo spennellare con uno sciroppo di acqua e zucchero bollenti, sulla torta appena uscita dal forno, oppure spennellare con poca gelatina di albicocche.




Senza volere mi sono ritrovata una intera colazione vegana, nelle mie ore di iperattività pomeridiana ho realizzato una serie di  biscotti , tra cui questi perché avevo dello zenzero candito da smaltire.
La ricetta viene da questo blog, da cui attingeró sicuramente ancora.

La caratteristica di questi biscotti è una piacevole croccantezza, data dalle noci tostate, oltre al gusto che si sposa benissimo con quello dello zenzero candito.

Se amate l'abbinamento di sapori provateli senza indugio e godeteveli.






Biscotti ai fiocchi d'avena , noci e zenzero vegani
Dose per circa 40 pezzi

  • 200 g fiocchi d'avena
  • 60 g noci tostate, tritate grossolanamente
  • 60 g zenzero candito a cubetti
  • 120 g farina 00
  • 1 pizzico bicarbonato di sodio
  • 60 g olio di semi di girasole
  • sale
  • 70 g zucchero
  • 160 g latte vegetale ( per me d'avena )
Preriscaldare a 160° C.
Lavorare tutto insieme , formare delle piccole noci, bagnando leggermente le mani con latte vegetale o poco olio, porre su cartaforno , appiattire leggermente e infornare per 20'.

Inutile, non troverò mai un equilibrio tra i biscotti grondanti burro e quelli senza, senza uova, senza grassi, senza zuccheri, insomma quelli che ci fanno illudere di essere brave a seguire la dieta.
Questa ricetta viene dal blog di Pizza, fichi e zighini con qualche piccola modifica da parte mia.
La consistenza non è croccante, ma non dispiace, il sapore prevalente è quello delle nocciole , la dolcezza proveniente solo dalla frutta, non fa rimpiangere l'assenza dello zucchero.





Biscotti integrali alle nocciole senza zucchero
Per 20 pezzi

  • 50 g farina di farro
  • 50 g farina di grano saraceno
  • 50 g fiocchi d'avena
  • 90 g frutta disidratata ( datteri  albicocche, fichi secchi, prugne )
  • 50 g nocciole
  • 50 ml latte vegetale o vaccino
  • 20 ml olio di semi
  • 1 cucchiaino scarso di lievito per dolci
Frullare nocciole e fiocchi d'avena.
Frullare frutta disidratata, latte e olio.
Riunire le polveri nella ciotola della planetaria, inserire i liquidi, lavorare fino ad ottenere un composto compatto.
Stendere tra due fogli di cartaforno appiattire a 4 mm.
Ritagliare i biscotti, volendo premerli leggermente su fiocchi d'avena.
Cuocere a 175°C per 10' / 15'.

Ho visto questa torta qui  e me ne sono subito invaghita, oltre che per la magistrale esecuzione anche per la particolarità della ganache, realizzata utilizzando solo limone, cioccolato e pasta di mandorle.
Avrei dovuto inserire del colorante, ma non avendolo ho preferito farne a meno, anche perché non influisce sul gusto finale.
Se vi dovesse capitare tra le mani della pasta di mandorle provate questo dolce, non ve ne pentirete.
La ganache risulta un po' abbondante per la torta, riducete di un terzo la dose e non ve ne avanzerà.
L'utilizzo della bocchetta forata fa un po' effetto spaghetti, dovrò migliorare nell'utilizzo.




Tarte au citron
Ricetta presa da Cooking me softy
Dose per una torta di 22 cm

Pâte sablée
  • 103 g burro morbido 
  •  65 g zucchero a velo
  • 22 g farina di mandorle
  • 33 g uovo intero ( mescolare tuorlo e albume e prendere la quantità necessaria )
  • Vaniglia
  • 173 g farina 00 
  •  Burro di cacao o Mycryo per impermeabilizzare la base oppure cioccolato bianco se non si ha il Mycryo

Sabbiare il burro, lo zucchero a velo, la farina di mandorle e la vaniglia, unire l'uovo e terminare con la farina, lavorare POCO.
Stendere in un disco, riposo in frigo per 8 ore.
Tascorso questo tempo foderare un anello in acciaio, riposo in frigo due ore.
Cottura in bianco in forno preriscaldato a  160°C  ventilato per 22'.
Spennellare l'interno del guscio con mycryo fatto fondere oppure con del cioccolato bianco sciolto e spennellato ( circa 50 g).
Riservare.

Crema di limone

  • 141 g succo di limone
  • 91 g zucchero semolato
  • 91 g uova intere
  • 45 g tuorli
  • 91 g cioccolato bianco
  • 25 g Mycryo
  • 41 g burro
Scaldare il succo di limone a 80° C.
In una ciotola sbianchire uova e tuorli con lo zucchero.
Versare il succo di limone caldo sulle uova e cuocere, mescolando, fino a 82° C.
Lontano dal fuoco versare la crema sul cioccolato bianco spezzettato e sul burro di cacao, attendere qualche minuto, poi emulsionare con un mixer.
Quando il composto raggiunge i 50° C  aggiungere il burro a cubetti ed emulsionar ancora.
Versare nel guscio e far raffreddare in frigorifero.

Ganache di limone, pasta di mandorle e cioccolato bianco
Diminuire la dose di un terzo.
  • 225 g succo di limone
  • 275 g pasta di mandorle
  • 1 cucchiaino di vaniglia
  • 225 g cioccolato bianco
  • Colorante giallo 
Ammorbidire la pasta di mandorle, aggiungere il succo di limone ed emulsionare con un frullatore ad immersione, unire la vaniglia.
Scaldare il composto a 80° C e versare sul cioccolato fuso,  insieme al colorante , emulsionare e lasciar cristallizzare in frigo per 12 ore.
Il giorno successivo versare in una sac á poche con bocchetta forata e dressare sulla superficie del dolce.



Il mio cibo della memoria ha un nome meno poetico delle madeleine, ma un gusto sicuramente molto più corposo: celli chieni.
Succede quando si hanno le proprie radici in una regione fino a qualche tempo fa data per inesistente : il Molise.
Una ricetta, questa, tramandata dalla mia prozia Maria, la sorella di mia nonna, quella che è andata in America, ma poi è tornata , perché si può anche avere cibo in tavola, ma se la nostalgia per il tuo paese non te lo fa apprezzare, meglio tornare indietro e accontentarsi di pane e cipolle.
Questi dolci tradizionali tipici di tutto il Molise sono cosa ben diversa da pane e cipolle, per fortuna.
Sicuramente questa è una versione rielaborata e riadattata dalla prozia, la differenza più importante l'ho notata nella presenza di marmellata di ciliegie invece che mostocotto, ma a casa nostra questi dolci sono quelli che danno il sapore del Natale, in qualunque stagione e noi li realizziamo seguendo la ricetta di zia Maria.

La frutta secca utilizzata, può essere modificata a piacere, così come i canditi.
Imprescindibile invece i chiodi di garofano per dare l'aroma giusto.





Celli chieni della prozia Maria

Dose per 60 pezzi

Pasta ( versione della prozia )

  • 600/700 g farina 00
  • 200 g zucchero
  • 180 g strutto
  • 100/150 ml latte
  • 2 uova intere
  • 8 g lievito per dolci
                            ************
Pasta versione tradizionale ( tratta da La cucina molisana vol. II ) 
Non l'ho provata, non garantisco sulla riuscita.
  • 500 g farina 00
  • 2 uova intere
  • 150 g strutto
  • 100 g zucchero
  • Un bicchiere di vino bianco
                            *************
Pasta , versione definitiva 
  400 g farina 00
 1 bicchiere olio di semi
 1 bicchiere vino bianco
 Buccia di  due arance grattugiate
 Vaniglia

Impastare bene, fare riposare 30'.
Stendere a 2 mm di spessore. 
Farcire, sigillare bene e cuocere in forno statico a 180°C per 15' - 20' .


Farcia

  • 150 g marmellata di ciliegie
  • 150 g fichi secchi
  • 150 g prugne secche
  • 150 g uva passa
  • 200 g mandorle tostate tritate
  • Buccia grattugiata di arancia bio
  • Buccia grattugiata di limone bio
  • Buccia grattugiata di mandarino bio ( se riuscite a trovarne altrimenti omettere )
  • 250 g miele
  • 1 cucchiaino scarso di polvere di chiodi di garofano
  • 2 cucchiai di cacao amaro in polvere
  • 1 uovo
Preparare la farcia che dovrà riposare una notte in frigo.

In un robot da cucina versare tutti gli ingredienti tranne il miele e frullare fino ad avere un composto omogeneo.
Scaldare il miele sul fuoco fino a che avrà un colore dorato.

Unire al composto di frutta e lavorare ancora con le lame.
Versare in una ciotola e conservare, coperto in frigorifero per una notte.

Il giorno seguente preparare la pasta.
Nella ciotola della planetaria versare la farina setacciata, il lievito, lo zucchero, le uova, lo strutto e iniziare a lavorare con la foglia inserendo il latte poco alla volta, potrebbe non servire tutto, regolatevi.
Si dovrà ottenere un impasto simile ad una frolla.

Su un piano leggermente infarinato stendere la pasta allo spessore di 3/4 mm , ritagliare dei cerchi di 8/9 cm di diametro , farcire con un cucchiaio di ripieno, chiudere sigillando bene i bordi, dare dei piccoli tagli con le forbici e adagiare su cartaforno.
Cuocere in forno preriscaldato a 180°C modalità ventilato per circa 15', dovranno risultare dorati.

Si conservano a lungo in scatole di latta.






Dopo diversi anni ho deciso di provare una ricetta dal libro di Federico Prodon Dolci nel bicchiere.
Ho aumentato leggermente le quantità per non sprecare niente.
Con le dosi che riporto ho ottenuto 5 bicchieri.

La ricetta può essere preparata in step, lasciando al momento  di assemblare solo di montare la namelaka.
Per la purea di pera ho utilizzato quelle già pronte, senza zuccheri in vendita nei supermercati.

Per la tabella di marcia vi suggerisco di preparare prima il crumble alle arachidi e il caramello alle pere.
La namelaka di pere prevede un riposo in frigo di 12 ore.
I bicchieri si possono preparare in anticipo e conservare in frigorifero per 24 ore, volendo si possono congelare.
La namelaka si presta tranquillamente ad essere utilizzata anche per crostate moderne.





Bicchieri  alle pere caramellate di Federico Prodon
Dose per 5 bicchieri

Streusel alle arachidi

  •  50 g burro
  • 50 g zucchero di canna ( Carefin nella ricetta originale )
  • 50 g farina 00
  • 50 g farina di arachidi tostate e salate ( frullare nel mixer le arachidi fino ad ottenere  una farina )
Namelaka alle pere
  • 100 g purea di pera senza zucchero
  • 5 g glucosio
  • 4 g gelatina in fogli
  • 200 g panna fresca al 35% mg
  • 170 g cioccolato bianco
Caramello alle pere vanigliate
  • 50 g zucchero semolato
  • 100 g purea di pera
  • 23 g burro
  • 50 g sciroppo di glucosio
  • Semi di una bacca di vaniglia
Streusel
In planetaria con la foglia, lavorare il burro freddo, tagliato a dadini , la farina setacciata, la farina di arachidi e lo zucchero.
Ottenere un impasto della consistenza della frolla, sbriciolarlo e lasciare in frigo per almeno due ore.
In seguito cuocere in forno ventilato a 160°C per 20'.
Far raffreddare e conservare in una scatola di latta fino all'utlizzo.

Namelaka alle pere
Versare la purea in un pentolino e scaldarla a 50°C.
Aggiungere lo sciroppo di glucosio e la gelatina precedentemente idratata in acqua fredda. Amalgamare con una spatola.
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria, versarlo in un bicchiere alto e stretto, inserire la purea di pere e glucosio, con un mixer emulsionare inserendo la panna liquida fredda.
Coprire con pellicola a contatto e lasciare in frigorifero per 12 ore.
Il giorno successivo, prima di assemblare, versare la namelaka in planetaria e con la frusta montare fino ad avere una massa areata.
Versare in una sac à poche con bocchetta rigata.

Caramello alle pere
Scaldare un pentolino su fuoco leggero, quando sarà tiepido inserire una parte dello zucchero semolato, far sciogliere, versare a pioggia un'altra parte e far sciogliere, proseguire fino alla fine dello zucchero, portare a 185°C.
Decuocere inserendo la purea portata a 90°C con glucosio e i semi di vaniglia, in più volte, mescolare con una frusta.
Far bollire per un minuto, filtrare attraverso un colino, pelicola a contatto e far raffreddare a temperatura ambiente fino a 35°C / 40°C.
Aggiungere il burro pomata, mixare e far cristalizzare 12 ore in frigo.

Assemblare
In ogni bicchiere versare circa 25 g di crumble alle arachidi.
Creare con la sac à poche dei ciuffi di crema sul crumble ( circa 90 g per ogni bicchiere ).
Versare della salsa al caramello sopra la namelaka.
Conservare in frigorifero fino al momento di consumare.

I dolci con le nocciole hanno un loro perché a prescindere.
Metti le nocciole e tutto sarà buono, dal pane, alla pasta, ai biscotti e ai cake.
Aggiungiamo che questo cake utilizza solo albumi e io ne ho sempre tanti da smaltire, che la ricetta viene dal sito Relais Dessert  ed è del pasticcere Maelin Georgelin, e il cerchio è chiuso.
Ultima chicca che vi farà capitolare: la presenza dei lamponi.




Cake ai lamponi di Maelin Georgelin
Dose per uno stampo da plumcake 6 cm X 18 cm

  • 130 g zucchero a velo
  • 50 g farina di nocciole
  • 55 g farina 00
  • 2 g lievito per dolci
  • 15 g miele
  • 120 g albumi
  • 75 g burro fuso
  • 50 g lamponi ( per me congelati )
Decorazione
  • Lamponi
  • Zucchero a velo
Mescolare con la spatola lo zucchero, la farina di nocciole, la farina 00, il lievito e il miele.
Scaldare gli albumi a bagnomaria, portandoli a 30°C , prima di mescolare alle polveri.
Inserire anche il burro fuso e portato a 50°C.
Versare nello stampo scelto imburrato e cosparso di zucchero, deporre i lamponi sopra il cake.
Cuocere a 170°C modalità ventilato, per 35'.

Sfornare, far raffreddare e decorare con qualche lampone  e zucchero a velo.

Durata tre giorni .

Prendi una ricetta e modificala, questo potrebbe essere il mio motto.
In effetti la ricetta originale di Menta e Cioccolato è per una torta, ma mi sono lasciata tentare dalla voglia di sperimentare e così ne ho fatto delle tortine mini per assaggiare in anteprima, sono buonissime, soffici e con quello che in questo momento è un ortaggio presente su ogni tavola : la zucca.
La ricetta della torta è ottima e vi suggerisco di provarla così come riportata da Morena, ma anche le tortine da sole meritano un posto a tavola.





Tortine alla zucca o Pumpkin cake 

Ingredienti per una torta di 20 cm di diametro o per 6/8 muffin 
  • 210 g di farina 00
  • 200 g di zucca lessata e passata
  • 200 g di zucchero semolato 
  • 40 g di farina di nocciole
  • 4 uova 
  • 60 g di burro 
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • Noci o semi per la finitura per i muffin

In planetaria montare le uova con lo zucchero fino a farle triplicare di volume, inserire la zucca passata, lavorando a bassa velocità, inserire anche il burro fuso.
Aggiungere le polveri, poco alla volta con una spatola.
Versare il composto in stampini per muffin oppure in uno stampo unico di 20/22 cm di diametro imburrato e infarinato.
Volendo coprire con semi misti o un gheriglio di noce o dello zucchero a granella.
Cuocere in forno caldo a 170°C per 25'/30' per i muffin e 40'/50' per la torta.
Fare sempre la prova stecchino.
Lavoro in un posto in cui da circa 20 anni sento quasi esclusivamente parlare di pensioni.
Tra quote rosa, opzione donna, scivolamenti vari, mi sale una smania di far passare in fretta questi altri tre/ quattro anni ( a favore delle mie colleghe , sia chiaro ) in modo da avere finalmente un ricambio generazionale e potere, nel frattempo, iniziare anche io a parlare di quando andrò in pensione ( la cosa é ancora così lontana che sicuramente troverò altri e migliori argomenti di conversazione ).
Per ora mi accontento di aver raggiunto la quota 100 , ma solo sul mio quadernino, quello dedicato alle torte di mele.
Questa che vi lascio è la numero 99 ed è del Maestro Rinaldini, condivisa su fb da Cecco del blog I dolci del Cecco ( a proposito date un'occhiata a tutte le bontà che prepara ).

La ricetta è particolare nell'esecuzione, si fa un impasto simile a quello per la pâte á choux e poi si prosegue inserendo le mele, e particolare nella cottura.
Così come suggeriva il Cecco anche io consiglio di inserire un elemento croccante aggiungendo pinoli tostati o noci  nell'impasto.
Ho dovuto prolungare la cottura di altri 15' per avere un composto asciutto alla prova stecchino.






Torta di mele del Maestro Rinaldini numero 99
Dose per uno stampo da 22/24 cm
  • 120 g burro
  • 67 g acqua
  • 2,2 g sale 
  •  16 g latte in polvere
  • 196 g farina 00 
  •  152 g zucchero
  • 20 g lievito per dolci 
  •  165 g uova intere
  • 22 g latte fresco 
  •  4/5 mele gala
  • Buccia grattugiata di un limone
  •  Gelatina per la finitura
Accendere il forno in modalità ventilato a 250°C, imburrare e infarinare la tortiera scelta.
In un pentolino portare a bollore acqua, burro, sale e latte in polvere , al bollore aggiungere la farina setacciata e cuocere per un paio di minuti fino a quando il composto staccherà bene dalle pareti.
Versare il composto nella planetaria e aggiungere le uova, uno alla volta, alternandole allo zucchero miscelato con il lievito, in ultimo aggiungere il latte fresco e la buccia di limone.
Spegnere la planetaria e inserire le mele sbucciate e tagliate a cubetti, lasciare due mele per la superficie,  a questo punto inserire la nota croccante ( noci o pinoli o mandorle ).
Versare nella teglia, disporre le fettine di mele.
Infornare a 250° C per 5' poi spegnere  il forno ( FATELO SENZA TIMORE ) e aspettare 15'.
Riaccendere il forno a 170°C e cuocere per 30', a questo punto ho fatto  la prova stecchino e ho prolungato la cottura per altri 15'.
Spegnere il forno e lasciare qualche minuto prima di estrarre.
Far raffreddare e lucidare bene con la gelatina.





Ultimamente sto frequentando gente virtuale strana: gente che preferisce un ragù di tofu ad uno vero alla bolognese, ma è importante non avere pregiudizi, né nei confronti delle persone , né nei confronti del cibo e quindi vado a spulciare blog e ricette e poi le provo anche per capire se quello di cui si parla tanto può piacermi o meno.
Probabilmente chi sta risentendo realmente dei miei esperimenti è il maritino, abituato a trovare ciambelle, biscotti al burro e crostate pronti per la colazione ( e quindi i suoi spuntini notturni ) si ritrova a dare un morso a biscotti senza niente e a plumcake strani.
Ho deciso : gli esperimenti li mangerò io, a lui ricomincio a sfornare dolci come si deve, però questi biscottini si possono mangiare tranquillamente e sono anche buoni.




Biscotti senza vegani
Dal sito Ricette Vegolose

  • 75 g farina di riso
  • 75 g farina di grano saraceno
  • 20 g farina di mandorle
  • 30 g farina di piselli
  • 70 ml latte di avena + altri 20 ml se serve
  • 40 g uvetta
  • sale un pizzico
  • ½ cucchiaino di bicarbonato
Mettere l'uvetta in ammollo nel latte poi frullare bene, fino ad avere un composto liscio.
In una ciotola versare le farine, il sale e il bicarbonato.
Unire il latte frullato, impastare con le mani, ottenere un composto omogeneo.
Far riposare 10'.
Stendere a 3/4 mm di spessore e ritagliare i biscotti.
Porre su cartaforno e cuocere a 180°C modalità ventilato per 12'.

Durata: fino a 14 gg in barattolo di latta.

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