Vivo cucinando a raffica, provando, leggendo ricette, studiando per quel che mi é possibile, ma soprattutto facendomi incuriosire.
É accaduto così anche per questa ricetta, vista in un video di Tasty Vegetarian.
I video sono la nuova frontiera dei blog, veloci da guardare, accattivanti , moderni....ecco io mi sento antica , procedo come sempre, quadernini di appunti su cui scrivere le ricette che vedo e rivedo e rivedo ancora, avevo detto che i video sono velocissimi, vero?
Mi sono decisa e torno a scrivere su questo che resta il mio quaderno virtuale preferito su cui appuntare i piatti che provo e che riscuotono l'approvazione degli altri membri della famiglia.
RICETTA
CURRY DI VERDURE
Ingredienti per 4 persone
4 cipollotti freschi
spicchio di aglio rosso
Olio extravergine d'oliva
4 patate tagliate a tocchetti e lessate
2 cucchiaini di cumino in polvere
1 cucchiaino di paprika dolce
2 cucchiaini di curry
Sale e pepe q.b.
1 barattolo pomodorini pelati
1 barattolo piselli
1 barattolo ceci
1 barattolo latte di cocco da 400 ml
Versare in una padella 4 / cucchiai di olio , unire cipollotti e aglio tritati e fare soffriggere.
Aggiungere le spezie, mescolare e inserire pomodori, piselli , ceci e latte di cocco, mescolare, aggiustare di sale e portare a bollore.
Mescolare e inserire i tocchetti di patate lessati, cuocere ancora alcuni minuti, fino a quando il composto risulterà abbastanza denso.
Versare in una ciotola, cospargere con poco prezzemolo e gustare.
7 commenti
Una domenica in famiglia.
La gita programmata si è dissolta per un diluvio improvviso.
La sveglia mattutina viene zittita e si continua a dormire.
Con lentezza e placido ozio inizia la domenica a casa mia, ciondoliamo in pigiama, ognuno occupato nelle proprie pigre faccende...e io?
Io mi tuffo nella nuova sfida dell'MTC che, ancora una volta, mi appare difficile e complicata, questo mese le uova la fanno da padrone, e per me è ancora più difficile da affrontare, ma mi metto in gioco e corro da Roberta ad imparare a memoria il suo post.
Trascorro un'intera mattinata a preparare salse, pane, uova, macedonie, e poi assemblo, cuocio, monto, sciroppo e, alla fine, VOILA': il risultato che fa mugulare di compiacimento la figliola.
Dopo aver utilizzato più di metà della giornata per la sfida dell'MTC, la seconda tocca ai pargoli che decidono, di comune accordo, di voler vedere insieme un film dell'orrore, che visto alle tre del pomeriggio, insieme a me , fa meno effetto e poi con le mie battute diventa persino divertente.
Tutto questo per dire che all'inizio del film scelto ( a proposito era 1408 , si intitolava proprio così!), dopo aver pensato a come preparare un uovo alla Benedict per tutta la mattina, mi ritrovo la battuta del protagonista che, uscendo da un hotel in cui avrebbe dovuto vedere dei fantasmi, dice:
"...In ogni caso le uova alla Benedict sono squisite!".
E la figliola può confermarlo!
In tutto questo non ho ancora capito se questa versione di una colazione americana può ritenersi in gara oppure no.
Iniziamo dalla base: il pane che ho utilizzato è un pane arabo.
L'uovo è rigorosamente in camicia ( da notte, considerando l'abbigliamento del resto della famiglia!).
La salsa, con le uova, come da regolamento.
La bevanda di accompagnamento ha subito la contaminazione del pane e della recente esperienza di Cagliari, ho provato ad abbinare il famoso carcadè preparato secondo le modalità dello chef egiziano,Moustafa El Refaye.
La frutta di accompagnamento , rigorosamente ridotta in macedonia, è condita con uno sciroppo al cardamomo , pistacchi a pezzi e chicchi di melograno, per dare una nota croccante, come dicono gli chef veri, in tv.
Insomma non sarà un pò troppo contaminata dalle influenze mediterranee, questa colazione?
Nel dubbio noi ce la siamo gustata tutta e con piacere, riuscendo anche ad utilizzare la salsa avanzata come piscina in cui tuffare bastoncini di focaccia bianca , per merenda.
E adesso beccatevi la spiegazione chilometrica per riuscire a realizzare questo American Breakfast.
Colazione all'americana contaminata
Pane arabo ( trovate la ricetta anche qui)
Unire il sale e proseguire per altri 5'.
Rovesciare il composto in una ciotola unta di olio, coprire con della pellicola e far lievitare al caldo per 3 ore.
Trascorso questo tempo rovesciare l'impasto su una tavola cosparsa con farina di semola di grano dura, dividere in 6 pezzi e formare delle palline, schiacciarle, come per fare la pizza, adagiare su cartaforno e far lievitare per altre 2 ore.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 20'.
Salsa universale per carpaccio di Cipriani
Questa salsa fu "creata"nel 1950 da Giuseppe Cipriani, fondatore dell'Harry's Bar di Venezia per
la contessa Amalia Nani Mocenigo,che poteva mangiare solamente carne non cotta. Il nome venne dato in onore del pittore Vittore Carpaccio, in quanto a Giuseppe Cipriani il colore della carne cruda ricordava i colori intensi dei quadri del pittore ed in quel periodo si teneva una mostra a lui dedicata.
Più precisamente il carpaccio che propose Cipriani consisteva in fettine sottilissime di controfiletto di manzo disposte su un piatto e decorate con una salsa che viene chiamata universale.
Maionese
Dose per 300 ml
In un recipiente mescolare i due tipi di olio e versare goccia a goccia nelle uova, continuando a montare alla massima velocità , finoa quando non ne avrete versato la metà.
A questo punto fermare la frusta e aggiungere metà aceto e metà succo di limone, sale e pepe e sbattere lentamente per amalgamare il tutto.
Ricominciare ad unire l'olio rimasto, poco alla volta, riportando la frusta alla massima velocità, terminare con il resto dell'aceto e del succo di limone. Conservare in un recipiente coperto.
Si conserva in frigo per tre giorni.
Per la Salsa Universale
Aggiungere la panna mescolando delicatamente fino ad avere un composto ben amalgamato.
Conservare in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Uovo alla Benedict
Si tratta di un uovo in camicia, come racconta benissimo Roberta, le tecniche per realizzarlo possono essere diverse, io, ad esempio, uso cuocerlo in abbondante acqua portata al bollore, lo lascio scivolare, abbasso immediatamente il fuoco e faccio cuocere per 3 minuti esatti.
Scolo utilizzando un mestolo forato e lascio asciugare brevemente.
L'importante è avere l'albume che circondi il tuorlo e mantenere la consistenza del tuorlo liquida.
Macedonia con sciroppo al cardamomo
Lavare e tagliare la frutta in pezzi piuttosto piccoli, sgranare il melograno, mescolare tutto e condire con lo sciroppo al cardamomo.
Decorare con i pistacchi tritati grossolanamente.
Carcadè
per due bicchieri
Versare nel bicchiere del minipimer il carcadè e il ghiaccio a cubetti e frullare fino ad ottenere un schiuma densa in superficie.
Versare nei bicchieri.
Comporre la colazione :
Dividere in due il pane arabo, adagiarvi l'uovo.
Versare la salsa fino a coprire l'uovo, adagiare due fette di carpaccio tagliate a listarelle, chiudere con l'altra metà del panino.
Servire con il carcadè e la macedonia.
E anche la ricetta che invio alla cara Vatinee per il suo contest, che dici è abbastanza contaminata la mia colazione? ;)
La gita programmata si è dissolta per un diluvio improvviso.
La sveglia mattutina viene zittita e si continua a dormire.
Con lentezza e placido ozio inizia la domenica a casa mia, ciondoliamo in pigiama, ognuno occupato nelle proprie pigre faccende...e io?
Io mi tuffo nella nuova sfida dell'MTC che, ancora una volta, mi appare difficile e complicata, questo mese le uova la fanno da padrone, e per me è ancora più difficile da affrontare, ma mi metto in gioco e corro da Roberta ad imparare a memoria il suo post.
Trascorro un'intera mattinata a preparare salse, pane, uova, macedonie, e poi assemblo, cuocio, monto, sciroppo e, alla fine, VOILA': il risultato che fa mugulare di compiacimento la figliola.
Dopo aver utilizzato più di metà della giornata per la sfida dell'MTC, la seconda tocca ai pargoli che decidono, di comune accordo, di voler vedere insieme un film dell'orrore, che visto alle tre del pomeriggio, insieme a me , fa meno effetto e poi con le mie battute diventa persino divertente.
Tutto questo per dire che all'inizio del film scelto ( a proposito era 1408 , si intitolava proprio così!), dopo aver pensato a come preparare un uovo alla Benedict per tutta la mattina, mi ritrovo la battuta del protagonista che, uscendo da un hotel in cui avrebbe dovuto vedere dei fantasmi, dice:
"...In ogni caso le uova alla Benedict sono squisite!".
E la figliola può confermarlo!
In tutto questo non ho ancora capito se questa versione di una colazione americana può ritenersi in gara oppure no.
Iniziamo dalla base: il pane che ho utilizzato è un pane arabo.
L'uovo è rigorosamente in camicia ( da notte, considerando l'abbigliamento del resto della famiglia!).
La salsa, con le uova, come da regolamento.
La bevanda di accompagnamento ha subito la contaminazione del pane e della recente esperienza di Cagliari, ho provato ad abbinare il famoso carcadè preparato secondo le modalità dello chef egiziano,Moustafa El Refaye.
La frutta di accompagnamento , rigorosamente ridotta in macedonia, è condita con uno sciroppo al cardamomo , pistacchi a pezzi e chicchi di melograno, per dare una nota croccante, come dicono gli chef veri, in tv.
Insomma non sarà un pò troppo contaminata dalle influenze mediterranee, questa colazione?
Nel dubbio noi ce la siamo gustata tutta e con piacere, riuscendo anche ad utilizzare la salsa avanzata come piscina in cui tuffare bastoncini di focaccia bianca , per merenda.
E adesso beccatevi la spiegazione chilometrica per riuscire a realizzare questo American Breakfast.
Colazione all'americana contaminata
- pane arabo
- uova
- salsa universale per carpaccio
- carpaccio di manzo
- carcadè
- macedonia di frutta
Pane arabo ( trovate la ricetta anche qui)
- 100 g di lievito madre NON rinfrescato
- 300 g manitoba
- 150 g acqua
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- 1/2 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
- farina di semola
Unire il sale e proseguire per altri 5'.
Rovesciare il composto in una ciotola unta di olio, coprire con della pellicola e far lievitare al caldo per 3 ore.
Trascorso questo tempo rovesciare l'impasto su una tavola cosparsa con farina di semola di grano dura, dividere in 6 pezzi e formare delle palline, schiacciarle, come per fare la pizza, adagiare su cartaforno e far lievitare per altre 2 ore.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 20'.
Salsa universale per carpaccio di Cipriani
Questa salsa fu "creata"nel 1950 da Giuseppe Cipriani, fondatore dell'Harry's Bar di Venezia per
la contessa Amalia Nani Mocenigo,che poteva mangiare solamente carne non cotta. Il nome venne dato in onore del pittore Vittore Carpaccio, in quanto a Giuseppe Cipriani il colore della carne cruda ricordava i colori intensi dei quadri del pittore ed in quel periodo si teneva una mostra a lui dedicata.
Più precisamente il carpaccio che propose Cipriani consisteva in fettine sottilissime di controfiletto di manzo disposte su un piatto e decorate con una salsa che viene chiamata universale.
Maionese
Dose per 300 ml
- 2 tuorli
- 150 ml olio extravergine di oliva delicato
- 150 ml di olio di semi di girasole
- 7,5 ml aceto di vino bianco
- 7,5 ml succo di limone
- sale
- pepe macinato al momento
In un recipiente mescolare i due tipi di olio e versare goccia a goccia nelle uova, continuando a montare alla massima velocità , finoa quando non ne avrete versato la metà.
A questo punto fermare la frusta e aggiungere metà aceto e metà succo di limone, sale e pepe e sbattere lentamente per amalgamare il tutto.
Ricominciare ad unire l'olio rimasto, poco alla volta, riportando la frusta alla massima velocità, terminare con il resto dell'aceto e del succo di limone. Conservare in un recipiente coperto.
Si conserva in frigo per tre giorni.
Per la Salsa Universale
- una ciotola di maionese 200 ml
- 20 g senape di Digione
- 7 g salsa Worcester
- 10 g brandy
- 10 gr whisky
- 50 g panna fresca
Aggiungere la panna mescolando delicatamente fino ad avere un composto ben amalgamato.
Conservare in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Uovo alla Benedict
Si tratta di un uovo in camicia, come racconta benissimo Roberta, le tecniche per realizzarlo possono essere diverse, io, ad esempio, uso cuocerlo in abbondante acqua portata al bollore, lo lascio scivolare, abbasso immediatamente il fuoco e faccio cuocere per 3 minuti esatti.
Scolo utilizzando un mestolo forato e lascio asciugare brevemente.
L'importante è avere l'albume che circondi il tuorlo e mantenere la consistenza del tuorlo liquida.
Macedonia con sciroppo al cardamomo
- uva bianca pizzutella
- banan
- mandarino
- pugne nere
- prugne gialle
- melograno
- pistacchi non salati
- zucchero
- acqua cardamomo in bacche
Lavare e tagliare la frutta in pezzi piuttosto piccoli, sgranare il melograno, mescolare tutto e condire con lo sciroppo al cardamomo.
Decorare con i pistacchi tritati grossolanamente.
Carcadè
per due bicchieri
- 24 gr di carcadè
- 500 ml acqua
- 15 gr zucchero
- 6 cubetti di ghiaccio
Versare nel bicchiere del minipimer il carcadè e il ghiaccio a cubetti e frullare fino ad ottenere un schiuma densa in superficie.
Versare nei bicchieri.
Comporre la colazione :
Dividere in due il pane arabo, adagiarvi l'uovo.
Versare la salsa fino a coprire l'uovo, adagiare due fette di carpaccio tagliate a listarelle, chiudere con l'altra metà del panino.
Servire con il carcadè e la macedonia.
E questa è la mia colazione per l'MTC di ottobre
E anche la ricetta che invio alla cara Vatinee per il suo contest, che dici è abbastanza contaminata la mia colazione? ;)
L'avventura con il mio lievito madre, quello senza nome , continua.
Oramai è uno di famiglia, quando si apre il frigo lui è lì che mi guarda speranzoso, mi fa l'occhiolino, alle volte tenta di fuggire dal suo barattolo di vetro facendo forza sul tappo e, spesso, riuscendo anche a rovesciarlo...mi viene il dubbio che forse vuol dirmi qualcosa, magari che un contenitore un pò più grande glielo potrei anche trovare?
Ma io sono, come si dice da queste parti, una " coticona", non mi commuovo facilmente ( anche su questo posso smentirmi da sola, che la maturità mi sta facendo strani scherzi!) e comunque non mi lascio convincere da un lievito SENZA NOME, anche se lo vedo quasi in fin di vita.
Fatto sta che di tanto in tanto gli permetto di fare un giretto in cucina e allora vai con il divertimento, la planetaria , per lui, diventa come la migliore attrazione di un parco dei divertimenti,e io lo vedo che si diverte da matti: quando esce da lì è quasi irriconoscibile, gonfio, soffice e rilassato :)
Ma anche raddoppiato di volume e non sempre mi occorre utilizzarne una parte e allora, dopo un altro riposino al calduccio, gli dò una strizzatina e lo ripongo nella sua casetta di vetro trasparente.
Mi dispiace doverne sacrificare un pò , quando non so cosa preparare e le ricette che utilizzano lievito madre non rinfrescato sono sempre le benvenute.
Questa l'ho vista da Monica , ma seguendo i vari link ho scoperto che la fonte è Kitty's kitchen, quindi dopo aver giustamente dato a Cesare quel che è di Cesare, vi lascio la ricetta che, a parte i tempi per la lievitazione, risulta fattibilissima!
Pane arabo con lievito madre NON rinfrescato
Unire il sale e proseguire per altri 5'.
Rovesciare il composto in una ciotola unta di olio, coprire con della pellicola e far lievitare al caldo per 3 ore.
Trascorso questo tempo rovesciare l'impasto su una tavola cosparsa con farina di semola di grano durao, dividere in 6 pezzi e formare delle palline, schiacciarle, come per fare la pizza, adagiare su cartaforno e far lievitare per altre 2 ore.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 20'.
Ho fatto il doppio della dose realizzando anche delle pizzette con del pomodoro pelato, olio extravergine di oliva, origano e poco sale, i tempi di cottura non cambiano, il risultato è allo stesso modo gustoso.
Oramai è uno di famiglia, quando si apre il frigo lui è lì che mi guarda speranzoso, mi fa l'occhiolino, alle volte tenta di fuggire dal suo barattolo di vetro facendo forza sul tappo e, spesso, riuscendo anche a rovesciarlo...mi viene il dubbio che forse vuol dirmi qualcosa, magari che un contenitore un pò più grande glielo potrei anche trovare?
Ma io sono, come si dice da queste parti, una " coticona", non mi commuovo facilmente ( anche su questo posso smentirmi da sola, che la maturità mi sta facendo strani scherzi!) e comunque non mi lascio convincere da un lievito SENZA NOME, anche se lo vedo quasi in fin di vita.
Fatto sta che di tanto in tanto gli permetto di fare un giretto in cucina e allora vai con il divertimento, la planetaria , per lui, diventa come la migliore attrazione di un parco dei divertimenti,e io lo vedo che si diverte da matti: quando esce da lì è quasi irriconoscibile, gonfio, soffice e rilassato :)
Ma anche raddoppiato di volume e non sempre mi occorre utilizzarne una parte e allora, dopo un altro riposino al calduccio, gli dò una strizzatina e lo ripongo nella sua casetta di vetro trasparente.
Mi dispiace doverne sacrificare un pò , quando non so cosa preparare e le ricette che utilizzano lievito madre non rinfrescato sono sempre le benvenute.
Questa l'ho vista da Monica , ma seguendo i vari link ho scoperto che la fonte è Kitty's kitchen, quindi dopo aver giustamente dato a Cesare quel che è di Cesare, vi lascio la ricetta che, a parte i tempi per la lievitazione, risulta fattibilissima!
Pane arabo con lievito madre NON rinfrescato
- 100 g di lievito madre NON rinfrescato
- 300 g manitoba
- 150 g acqua
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- 1/2 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
- farina di semola per il piano di lavoro
Unire il sale e proseguire per altri 5'.
Rovesciare il composto in una ciotola unta di olio, coprire con della pellicola e far lievitare al caldo per 3 ore.
Trascorso questo tempo rovesciare l'impasto su una tavola cosparsa con farina di semola di grano durao, dividere in 6 pezzi e formare delle palline, schiacciarle, come per fare la pizza, adagiare su cartaforno e far lievitare per altre 2 ore.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 20'.
Ho fatto il doppio della dose realizzando anche delle pizzette con del pomodoro pelato, olio extravergine di oliva, origano e poco sale, i tempi di cottura non cambiano, il risultato è allo stesso modo gustoso.
Il viaggio non è ancora terminato, direi che la cucina catalana me la sono proprio gustata.
Questa volta niente pesce, ma carne, eppure il sapore non fa rimpiangere la Fideuà!
Di semplice esecuzione, ma fondamentale è il brodo da utilizzare ( per favore niente dado, ma un brodo fatto con tutti i crismi!) e il pane, di qualità, magari fatto in casa.
La ricetta la trovate qui , vi lascio le foto sperando di mettervi un pò di acquolina ;)
Zuppa al timo
Questa volta niente pesce, ma carne, eppure il sapore non fa rimpiangere la Fideuà!
Di semplice esecuzione, ma fondamentale è il brodo da utilizzare ( per favore niente dado, ma un brodo fatto con tutti i crismi!) e il pane, di qualità, magari fatto in casa.
La ricetta la trovate qui , vi lascio le foto sperando di mettervi un pò di acquolina ;)
Zuppa al timo
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| Pancetta e timo |
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| Pane di casa con lievito madre e brodo |
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| La pancetta a fette sottilissime |
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| Pane rosolato e timo fresco |
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| Il brodo di pollo |
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E buon appetito!
Il giro di boa dei quarant'anni era stato una bella prova.
Una specie di momento di riflessione che aveva aperto la porta ad idee nuove, strane, un pò temerarie.
Si era sentita ancora forte ed in grado di affrontare una nuova avventura, aveva ascoltato i suggerimenti di gente sconosciuta che l'aveva incoraggiata a tentare; in fondo, perchè no?
Le piaceva viaggiare,navigare, se non dal vero almeno con l'immaginazione e così, ogni volta che attraversava quella porta magica, si perdeva in mondi, viaggiava, stupita da colori, suoni, immagini di luoghi conosciuti e nuovi, esotici o dietro l'angolo.
E allora si butta, senza rete, senza bombola, senza nessun tipo di attrezzatura, nè di conoscenza di quello strano modo di viaggiare.
Sceglie un nome, suggerito dalla figliola, lo prende per buono e come buon augurio e ...preme il tasto pubblica.
Da quel momento sono trascorsi due anni. La navigazione l'ha portata a girare per il web, con la curiosità del vero esploratore, raccogliendo notizie e spunti e incrociando altri viaggiatori.
In particolare incrocia un gruppo di scalmanate che ogni mese si riunisce per mettersi alla prova su una ricetta.
Grazie a loro i viaggi si infittiscono, di mese in mese aumentano le conoscenze, si corregge la rotta, si fa esperienza e si impara che attraverso il cibo si può girare tutto il mondo.
Come finisce questa storia? Non saprei, la quarant.....enne è ancora qui a smanettare, cercando di stare dietro a un mondo virtuale non sempre comprensibilissimo, ma soprattutto è ancora entusiasta di viaggiare attraverso la cucina.
Così questo mese si approda in Spagna, per la precisione in Catalogna.
E' stato un viaggio impegnativo, ma soprattutto nuovo e, in quanto tale, non mi ha permesso di modificare qualcosa che non conoscevo.
Sono partita dalla base, ho seguito Mai nella sua cucina e nei profumi del suo piatto e, faticosamente, ho cercato di riproporlo.
Faticosamente per me.E' una preparazione impegnativa, ma fattibile, ricca di sapore , di aromi, originale per il metodo di cottura, insomma tutta da provare perchè va bene la descrizione, perfetto vedere le immagini, ma il sapore di questo piatto è qualcosa di unico e appagante.
Unica modifica la salsa, all'aglio proprio non sono riuscita ad arrendermi ;)
Fideuà con salsa ai pomodori secchi
Per 4 persone
Una specie di momento di riflessione che aveva aperto la porta ad idee nuove, strane, un pò temerarie.
Si era sentita ancora forte ed in grado di affrontare una nuova avventura, aveva ascoltato i suggerimenti di gente sconosciuta che l'aveva incoraggiata a tentare; in fondo, perchè no?
Le piaceva viaggiare,navigare, se non dal vero almeno con l'immaginazione e così, ogni volta che attraversava quella porta magica, si perdeva in mondi, viaggiava, stupita da colori, suoni, immagini di luoghi conosciuti e nuovi, esotici o dietro l'angolo.
E allora si butta, senza rete, senza bombola, senza nessun tipo di attrezzatura, nè di conoscenza di quello strano modo di viaggiare.
Sceglie un nome, suggerito dalla figliola, lo prende per buono e come buon augurio e ...preme il tasto pubblica.
Da quel momento sono trascorsi due anni. La navigazione l'ha portata a girare per il web, con la curiosità del vero esploratore, raccogliendo notizie e spunti e incrociando altri viaggiatori.
In particolare incrocia un gruppo di scalmanate che ogni mese si riunisce per mettersi alla prova su una ricetta.
Grazie a loro i viaggi si infittiscono, di mese in mese aumentano le conoscenze, si corregge la rotta, si fa esperienza e si impara che attraverso il cibo si può girare tutto il mondo.
Come finisce questa storia? Non saprei, la quarant.....enne è ancora qui a smanettare, cercando di stare dietro a un mondo virtuale non sempre comprensibilissimo, ma soprattutto è ancora entusiasta di viaggiare attraverso la cucina.
Così questo mese si approda in Spagna, per la precisione in Catalogna.
E' stato un viaggio impegnativo, ma soprattutto nuovo e, in quanto tale, non mi ha permesso di modificare qualcosa che non conoscevo.
Sono partita dalla base, ho seguito Mai nella sua cucina e nei profumi del suo piatto e, faticosamente, ho cercato di riproporlo.
Faticosamente per me.E' una preparazione impegnativa, ma fattibile, ricca di sapore , di aromi, originale per il metodo di cottura, insomma tutta da provare perchè va bene la descrizione, perfetto vedere le immagini, ma il sapore di questo piatto è qualcosa di unico e appagante.
Unica modifica la salsa, all'aglio proprio non sono riuscita ad arrendermi ;)
Fideuà con salsa ai pomodori secchi
Per 4 persone
- 300 gr. di "fideus" (potete farli spezzando degli spaghetti, 2/3 cm)
- 5 pomodori maturi
- 1 o 3 spicchi d'aglio (a piacere)
- 350 gr. di calamari
- 12 gamberoni
- 8 scampi
- 1/2 cucchiaino di paprica dolce
- un pizzico di pistilli di zafferano
- sale
- olio extra vergine
Brodo
- 1 cipolla media
- acqua
- sale
- pesce di roccia (perché è più saporito, per me: razza, gallinella, scampi)
Per la salsa
Procedimento
Mettere
il pesce per il brodo in una pentola piena d'acqua fredda (2 l.)
aggiungere la cipolla, sbucciata e fatta in 4 pezzi grossolani.
Portare a ebollizione e togliere la schiumetta che si forma sopra,
cuocere per 30/40 minuti.
Dopo filtrare e tenere da parte a caldo.
Tritare gli spaghetti alla lunghezza di 2-3 cm.
Aggiungere
olio alla paella e cuocere i gamberoni, salare verso la fine e mettere
da parte.
Nella
"paella" scaldare un filo d'olio, versarci i fideus e farli tostare il
più omogeneamente possibile, devono diventare sul marroncino ma
attenzione a non bruciarli troppo. Poi mettere da parte.
Conviene munirsi di un recipiente, meglio con coperchio, per
preservare il pesce cotto e mantenendolo caldo. Se serve, aggiungere
olio e cuocere gli scampi, salare verso fine cottura e mettere in
caldo.
Passare ai calamari, puliti e fatti a pezzi, (ad anelli , io ho unito anche i tentacoli) salare anche questi a fine cottura e unire al resto del pesce.
Fate attenzione alle diverse cotture, il pesce fresco cuoce
velocemente, ve la cavate in pochi minuti, ma aggiungete sempre abbastanza olio, perché vi servirà anche per il soffritto.
Lavare
e sbucciare i pomodori. Tagliuzzateli piccoli, piccoli.
Sbucciare gli spicchi
d'aglio, passarli in uno schiaccia aglio e soffriggere nell'olio, dopo qualche secondo
aggiungerci i pomodori. Aggiungere una punta di zucchero, e più avanti
correggere di sale. Se è necessario, (e lo sarà) bagnare con del brodo
di pesce.
Quando
il soffritto ha cambiato colore, si è ridotto e addensato, versare lo
zafferano pestato nel mortaio e sciolto con un filo di brodo, amalgamare
e aggiungere mezzo cucchiaino di paprica dolce. Dopo di che va versato
il brodo, il sufficiente a coprire appena appena la pasta quando la
andremo a buttare. Dovrete regolarvi a secondo la pentola o padella che
avete a disposizione, ma meglio se questa è bassa e larga.
Quando
il brodo comincia a sobbollire buttare la pasta, disporla omogeneamente
su tutta la padella. Qui vanno controllati i tempi di cottura della
pasta, la mia era 10 minuti, dopo i primi 4 minuti che cuoceva la pasta
ci ho aggiunto i calamari e i gamberoni, amalgamato e cotto fino ai 6
minuti restanti. Assaggiare se è giusto di sale e adagiare sopra gli scampi.
Ammorbidire i pomodori secchi in acqua bollente e un poco di aceto, strizzarli e versarli in un mixer, unire l'olio e l'aglio sbucciato.
Frullare fino ad avere una consistenza cremosa.
Con questa ricetta navigo verso l'Mtc di marzo ;)
Mai stata a Creta e mai sentito parlare di Boureki.
Non so quale sia la ricetta originale, ho letto che alcuni utilizzano la sfoglia , non ho neanche idea di quale debba essere il sapore vero, ma quando l'ho vista da lei mi è venuta subito la voglia di provare, mi dava l'idea di un piatto fresco e gustoso e poi mi piace moltissimo la feta.
Io l'ho provato e ne sono rimasta molto soddisfatta.
Riporto le dosi utilizzate da me.
Boureki
Ingredienti per una teglia di 30 cm per 40 cm
- patate 500 gr
- zucchine 500 gr
- feta 200 gr
- caprini freschi 200 gr
- latte q.b
- 2 uova
- menta fresca
- sale
- pepe
- olio evo
Pelare le patate , lavarle e tagliarle in fette sottilissime.
Lavare e tagliare a fette sottili le zucchine.
Lavorare i caprini con un pò di latte, fino ad avere un composto cremoso, ma morbido.
Nella teglia cosparsa di olio fare un strato di patate, cospargere con poco sale, uno strato di zucchine e coprire con il caprino cremoso.
Non si riesce a spalmare, consiglio di metterne dei ciuffetti sparsi, con la cottura si scioglierà distribuendosi omogeneamente.
Versare anche la feta sbriciolata e delle foglie di menta sminuzzate.
Fare un altro strato di patate e zucchine, terminare con i fomaggi e la menta.
Sgusciare le uova, aggiungere il latte, circa 100 ml e mescolare, aggiustare di sale e versare sul composto di verdure.
Cuocere in forno caldo a 180° per circa un'ora, dopo 30 minuti coprire con un foglio di alluminio per evitare che scurisca troppo.
Per provare la cottura infilare una forchetta, se si introduce con facilità è pronto.
Con questa ricetta partecipo al contest Strati su strati
Con questa ricetta partecipo al calendario di Ammodomio
Che belle queste giornate oramai quasi primaverili, tranne ieri che nevicava, ma oramai anche il tempo è impazzito!!
Tutto è verde, tenero, sa di terra fresca, di erba tenera...perfino la solita puzza dei gas di scarico ha un altro odore, non trovate?
Sarà merito delle ore di luce che sono aumentate, della temperatura che è finalmente risalita, insomma quale che sia il motivo, a me è venuta una gran voglia di ricominciare a pasticciare con i gelati.
La ricetta questa volta viene dall'India, da come riporta il libro a cui ho attinto , questo è un tradizionale gelato indiano a base di latte.
L'ho provato, il gusto è particolare, adatto a chi ama sapori non consueti e l'uso delle spezie.
Kulfi
( da Il grande libro del gelato e di dessert di J.Farrow e S. Lewis)
Per 4 persone ( facendone bicchierini si ottengono il doppio delle porzioni)
Portare a ebollizione, abbassare la fiamma e fate sobbollire per un'ora, mescolando di tanto in tanto.
mettere i baccelli di cardamomo in un mortaio e schiacciarli con un pestello.
Unire i baccelli e i semi al latte e continuare a far sobbollire per un'ora e trenta o finchè il latte si è ridotto a circa 475 ml.
Filtrare il latte attraverso un setaccio, unire lo zucchero, mescolare e lasciar raffreddare.
Tritare metà dei pistacchi con un frullatore, ottenendo una polvere omogenea.
Tagliare il resto dei pistacchi a scaglie e lasciare da parte per la decorazione.
Incorporare i pistacchi al composto con il latte.
Versare in stampini monodose, lasciare in frezeer tutta la notte, finchè non è solidificato.
Per rimuovere i kulfi dallo stampo immergere per 10 secondi gli stampini in acqua molto calda.
Tirarli fuori e capovolgerli su un piattino.
Decorare con i pistacchi e petali di rosa ( io non li ho trovati!)
Tutto è verde, tenero, sa di terra fresca, di erba tenera...perfino la solita puzza dei gas di scarico ha un altro odore, non trovate?
Sarà merito delle ore di luce che sono aumentate, della temperatura che è finalmente risalita, insomma quale che sia il motivo, a me è venuta una gran voglia di ricominciare a pasticciare con i gelati.
La ricetta questa volta viene dall'India, da come riporta il libro a cui ho attinto , questo è un tradizionale gelato indiano a base di latte.
L'ho provato, il gusto è particolare, adatto a chi ama sapori non consueti e l'uso delle spezie.
Kulfi
( da Il grande libro del gelato e di dessert di J.Farrow e S. Lewis)
Per 4 persone ( facendone bicchierini si ottengono il doppio delle porzioni)
- 1,5 lt. latte intero
- 3 baccelli cardamomo
- 25 gr zucchero semolato
- 50 gr pistacchi spellati non salati, più altri per decorare
Portare a ebollizione, abbassare la fiamma e fate sobbollire per un'ora, mescolando di tanto in tanto.
mettere i baccelli di cardamomo in un mortaio e schiacciarli con un pestello.
Unire i baccelli e i semi al latte e continuare a far sobbollire per un'ora e trenta o finchè il latte si è ridotto a circa 475 ml.
Filtrare il latte attraverso un setaccio, unire lo zucchero, mescolare e lasciar raffreddare.
Tritare metà dei pistacchi con un frullatore, ottenendo una polvere omogenea.
Tagliare il resto dei pistacchi a scaglie e lasciare da parte per la decorazione.
Incorporare i pistacchi al composto con il latte.
Versare in stampini monodose, lasciare in frezeer tutta la notte, finchè non è solidificato.
Per rimuovere i kulfi dallo stampo immergere per 10 secondi gli stampini in acqua molto calda.
Tirarli fuori e capovolgerli su un piattino.
Decorare con i pistacchi e petali di rosa ( io non li ho trovati!)
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Per questi gelati occorerebbero stampi a forna di cono, ma si possono utilizzare anche stampi per i ghiaccioli , bicchierini da finger food o delle tazzine.
Per abbreviare i tempi di preparazione si può utilizzare direttamente del latte condensato, ma il sapore sicuramente ne risentirebbe.
Con questa ricetta partecipo al calendario di Ammodomio per il mese di maggio
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