Cara Cri, non sai quanto avrei voluto continuare a sperimentare le tue ricette, una più appetitosa dell'altra, una più invitante dell'altra, ma come si suol dire : il tempo è tiranno e questo mese mi è sfuggito dalle mani, rotolando precipitosamente verso giugno e lasciandomi ancora con tanto tantissimo "lavoro" arretrato.

Sono riuscita a pescare questi hamburger vegetariani, per accontentare la nuova idea di alimentazione che circola tra queste mura e anche per avere qualcosa di alternativo alle solite pietanze da proporre.

Tutti soddisfatti e cena salvata.



Hamburger di melanzane di Cristiana Beuf à la mode


  • 3 melanzane
  • 2 cucchiani di tahina
  • 6 cucchiai di pan grattato
  • basilico
  • sale
  • fiocchi d'avena ( per me pane grattugiato)
  • sesamo ( omesso per allergia ) per me spezie per arrosti
  • olio extra vergine d'oliva


Lavare le melanzane, tagliarle a cubetti e cuocerle a vapore per 20 minuti circa
.
 Passare al mixer 5-6 foglie di basilico, aggiungere le melanzane, la tahina ( io l'ho omessa) e il pangrattato (se il composto dovesse risultare troppo morbido aggiungerne altro).
 Lasciare riposare in frigorifero per circa un'ora. 
Ricavare degli hamburger, passarli nei fiocchi d'avena e nei semi di sesamo  ( per me nel pane grattugiato aromatizzato con spezie per arrosti) e farli dorare in una padella con un filo d'olio d'oliva.




Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di maggio


Ancora a curiosare da Stefania e ancora il marshmallow fluff da utilizzare, prima che finisca mangiato a cucchiaiate e siamo già a metà.
Generalmente cerco di evitare cibi spudoratamente inutili, ma quando io e la figliola , dopo la mezza giornata a Roma , siamo finite da Castroni, sono rimasta a contemplare quel barattolo e a rigirarmelo tra le mani per 10 minuti buoni, ripetendo tra me e me: lo compro, no! Non lo compro…ma si lo compro.
Decisivo  l’intervento della figliola:Daaaaiiii, mamma e su e compralo e lo voglio assaggiare e chissà come è buono e…ok, comprato!
Ho poi cercato qualche ricetta per il suo utilizzo, ma non mi ero mai decisa seriamente fino a quando non ho trovato una torta ( che vedrete prossimamente) e la mousse che propongo oggi.
Utilizzo di due ricette per un solo dessert, che mi sembrava perfetto per la tavola di Pasqua, ma non solo.


Mousse al cioccolato e mousse alla banana in ovetto di cioccolato
ricette di Stefania

• Ovetti di cioccolato a metà, cavi
• Mousse al cioccolato
• Mousse alla banana


Mousse alla banana gluten free
Da preparare in anticipo rispetto a quella al cioccolato, perché necessita di un riposo in frigo di un paio di ore.

Dose per 4 porzioni

• 2 banane mature
• 2 cucchiai di zucchero a velo
• 2 cucchiai di cocco grattugiato
• 200 ml panna fresca
• Succo di mezzo limone
• 2 cucchiai di rum
• 2 fogli di colla di pesce (4/5 g circa)

Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda per 10 minuti.
Tagliare le banane a fette e frullarle insieme al succo di limone e allo zucchero a velo.
Strizzare la gelatina messa in ammollo, versarla in un pentolino con il rum e, a bagnomaria, far sciogliere bene .
Unire alla banana frullata passando attraverso un setaccino e mescolare bene.
Lasciare da parte.
Montare la panna e unirla al composto lasciato da parte.
Versare in una sac à poche, munita di punta a stella,  e conservare in frigorifero per un paio di ore.

Mousse al cioccolato e marshmallow
( Se i marshmalloz sono gluten free anche questa ricetta è adatta agli amici celiaci)
Dose per 4 porzioni

• 100 g cioccolato fondente
• 50 g burro
• 50 g marshmallow oppure marshmallow fluff
• 50 ml acqua o liquore a piacere
• 200 ml panna montata

In un pentolino, a fuoco bassissimo o, ancora meglio, a bagnomaria, sciogliere il cioccolato spezzettato, il burro, il liquore e il marshmallow.


Allontanare dal fuoco e far raffreddare.
Montare la panna e unirla delicatamente al composto freddo ( io l’ho lasciato in freezer per 10 minuti) senza smontare.
Versare in una sac à poche e conservare in frigo fino all’utilizzo.

Prendere un mezzo ovetto di cioccolato e riempire con la mousse al cioccolato e la mousse alla banana.
Decorare a piacere, volendo anche con una fragola.





Naturalmente invio questa ricetta alle amiche del GFFD

Sono stata piuttosto assente .
Il bello del blog è andare in giro nelle cucine degli altri, da un pò lo faccio poco, pochissimo e me ne dispiace.
Si perdono quei contatti che sono la peculiarità dell'avere un blog.
Per fortuna che Elisa c'è, con il suo The Recipe-tionist, riesce sempre a farmi tornare la voglia di andare a sbirciare a casa di qualcuno: questo mese siamo tutte ospiti da Stefania, vorrei poter passare dal virtuale al reale e provare i suoi piatti che sono incredibilmente appetitosi, dalla cucina tradizionale ai dolci, da lei c'è solo da copiare, esattamente quello che ho fatto e che continuerò a fare.

Avevo un mezzo pacchetto di quinoa avanzato da una delle fisse alimentari del maritino ( leggi dieta del ciclista), non avevo assolutamente idea di cosa farne, non è che abbia tutto questo feeling con semi, cereali e robe simili.
Provvidenziale come non mai è arrivata la ricetta di Stefania, buona, ideale per tutti , anche per la figliola che da un pò ha deciso di passare ad un'alimentazione con meno carne ( come mi divertirò a rifilarle tutte le verdure che ha sempre snobbato per 16 anni!! ...hihihihi).

Ho modificato  la mela con la mozzarella appassita molisana, esclusivamente per una questione di allergia alimentare della figliola, ed ho aggiunto delle carote  chips per dare una nota croccante e una zucchina al posto della cipolla.
L'insieme da leccarsi i baffi.
Naturalmente le mie modifiche, in rosso, mi manderanno fuori concorso, ma non importa :)
La ricetta è stata apprezzata .





Insalata di quinoa con verdure al profumo d'estate

Per 3-4 persone


  • 250 gr di quinoa ( 200 g)
  • 1 melanzana
  • 1 peperone
  • 1 piccola cipolla (una zucchina)
  • due carote
  • 4 cucchiai di pesto di basilico
  • scorza grattugiata di mezzo limone
  • 1/2 mela a dadini (mezza mozzarella appassita molisana)
  • sale, pepe, basilico, curry
  • buccia di limone bio grattugiata
  • olio q.b.



Lavare le verdure e tagliarle a cubetti di quasi un cm di lato, condire con due, tre cucchiai di olio, salare e unire due cucchiaini di curry.Versare in una teglia che le contenga comodamente.
Grattare le carote e tagliarle a chips sottilissime, versare in un'altra teglia, su carta forno, versare l'olio e il sale .
porre le verdure in forno caldo a 200°C per 40'-50'.
A metà cottura mescolare le verdure con un cucchiaio di legno e girare le carote, facendo attenzione alla cottura di queste ultime, non devono bruciare.
Farle intiepidire.

Nel frattempo versare circa 500 ml di acqua in una pentola, unire la quinoa e porre sul fuoco, con poco sale.
Una volta raggiunto il bollore abbassare la fiamma e proseguire la cottura per 20 minuti.

Spegnere e lasciar gonfiare altri 5 minuti.
Teoricamente non dovrebbe esserci acqua residua , nel caso eliminarla.
Lasciar intiepidire , unire le verdure rosolate , la mozzarella tagliata a dadini, il pesto e mescolare bene.
Aggiungere le carote al momento di servire, per non far perdere la croccantezza e la buccia di limone grattugiata.

Ricetta ideale anche da mangiare in questa stagione, servita tiepida.
Per le sere d'estate è sufficiente porre in frigo a raffreddare, una volta condita e servire fredda .




 





Naturalmente invio questa ricetta alle amiche del GFFD , direi che piano piano, sto componendo un bel menù tutto gluten free.



Adoro il tam tam virtuale.
Probabilmente il richiamo ancestrale è vivo e forte dentro di me, ma lo è ancora di più quando da un  blog che racconta di cucina riesce a partire un messaggio di pace capace di unire uomini e donne di buona volontà.

Tutto è partito da una ricetta di Annamaria e dal post ad essa collegato, da lì al ritrovarci tutti uniti per promuovere questo progetto il passo è stato breve, siamo arrivate in frotte, come formichine laboriose ed oggi eccoci qui, a festeggiare con il rosso dei lamponi, invece che il giallo delle mimose, delle donne coraggiose.
Non servono tante parole , ognuno può cercarle, trovarle, leggerle.
Ognuno può andare con la memoria a quegli anni, recenti  eppure che segnano una terribile pagina del XX  secolo, la guerra in Bosnia Erzegovina.
Noi italiani, così vicini, ma così distratti da non accorgerci realmente di cosa stesse accadendo, o semplicemente troppo occupati a vivere le nostre tranquille vite per "indignarci".

Sono passati tanti anni dal quel lontano 1992, abbiamo imparato a guardare cosa è accaduto, i nostri figli hanno iniziato a studiare quella storia , sono stati scritti romanzi, pubblicate immagini, allestite mostre, ma l'esempio più forte viene dalle donne di Bratunac.
Ognuno di noi può provare a fare qualcosa di concreto, partendo dalla propria dispensa, noi oggi abbiamo voluto colorare di rosso lampone le nostre cucine, preparando una ricetta che contenesse questi frutti.


Ci sono cose. Piccole cose che non dimenticherò, che sono niente e invece restano più forti di tutto.
dal libro "Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini


Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a Un Lamponelcuore intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace" della Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/),nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. 
Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo oltre dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti.
A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare". 

Per altre informazioni  sulla storia della cooperativa, sui criteri che ispirano le loro colture, sull'evoluzione del progetto potete leggere qui.




Hi-hat con meringa ai lamponi
Adattata da una ricetta di Martha Stewart
Dose per 40 stampini

Per la base

  • 90 g burro a temperatura ambiente
  • 45 g cacao
  • 45 g acqua calda
  • 45 g latticello ( mescolare metà latte con metà yogurt naturale)
  • 180 g farina
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1/4 cucchiaino di sale
  • 80 g zucchero
  • 1 uovo
  • 1/2 cucchiaino di vaniglia

Per il frosting

  • 300 g zucchero
  • 3 bianchi d'uovo a temperatura ambiente
  • 60 g acqua
  • 1/2 cucchiaino di cremor tartaro
  • 100 g di marmellata di lamponi, setacciata per privarla dei semi

Per la copertura di cioccolata

  • 350 g cioccolato fondente al 50%
  • 3 cucchiai di olio di girasole

Per prima cosa accendere il forno a 180°C e preparare i pirottini sulla teglia da forno.

Mescolare l'acqua, fatta riscaldare, con il cacao, fino ad avere un composto morbido.

Unire il latticello, mescolare e tenere da parte.

Setacciare la farina con il sale, il bicarbonato di soda e tenere da parte.

Montare il burro morbido con lo zucchero, fino ad ottenere una crema, unire l'uovo e la vaniglia.

Mescolare la farina, alternando con l'impasto a base di cacao, iniziare e terminare con la farina.
Mescolare bene.

Versare nei pirottini riempiendoli fin sotto il bordo.

Cuocere a 180°C per 15'.
Se utilizzate stampini piccoli, diminuite un pò il tempo di cottura, per evitare che asciughino troppo.

Sfornare e far riposare altri 15'.

 Frosting

Lavorare lo zucchero, gli albumi, l'acqua e il cremor tartaro  fino ad avere un composto spumoso.

Passare su un bagnomaria e montare per almeno 5', fino a quando gli albumi non risulteranno tiepidi,  togliere dal bagnomaria e continuare a montare per altri 15', in planetaria, aggiungendo la composta di lamponi. Versare in una sac à poche con bocchetta liscia.

Su ogni minicupcake disegnare  una doppia spirale dal centro alla periferia e viceversa.

Non abbiate timore ad abbondare, ma cercate di eliminare i bordi all'esterno, così sarà più facile glassarli.

Conservare in frigo per almeno 2 ore.

Glassa

Far sciogliere a bagnomaria il cioccolato tritato con l'olio, mescolare fino ad avere un composto liquido, far intiepidire per almeno 15', prendere i dolcetti e "tuffarli" nel cioccolato, aiutandovi con due forchette e metterli a sgocciolare su delle grate.
Conservare in frigorifero.







Foto di Anna Maria Pellegrino

Foto di Luca Ciaramella


Di seguito vi preciso dove si possono trovare i prodotti della Cooperativa Agricola Insieme: - sono distribuiti da Coop-Adriatica e NordEst quindi si trovano più facilmente nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell'Emilia e della Lombardia al confinte.
I punti vendita che hanno in assortimento i prodotti partono dai 1000mq in su;
- sono distribuiti anche da Altromercato e dal commercio equosolidale e dal loro sito (altromercato.it) è possibile, tramite anche una richiesta via email, ottenere i punti vendita;
- nel milanese vengono distribuito da MioBio (http://www.mio-bio.it/), un gas molto attivo;
- Rada Zarcovick, la responsabile della cooperativa, sta prendendo accordi con le Coop che si occupano dei punti vendita della Lombardia e della Toscana per poter distribuire anche in queste zone i loro prodotti.
Per quanto riguarda Coop Adriatica le confetture dei frutti della pace è in assortimento solo nel canale iper:
ADRIATICA BOLOGNA IPER BORGO
ADRIATICA BOLOGNA NOVA
ADRIATICA BOLOGNA LAME
ADRIATICA VENETO SAN DONA'
ADRIATICA VENETO SCHIO
ADRIATICA VENETO CONEGLIANO
ADRIATICA VENETO VIGONZA
ADRIATICA ROMAGNA IMOLA
ADRIATICA ROMAGNA RIMINI
ADRIATICA ROMAGNA LUGO
ADRIATICA ROMAGNA FAENZA
ADRIATICA ROMAGNA RAVENNA
ADRIATICA MARCHE PESARO
ADRIATICA MARCHE CESANO
ADRIATICA ABRUZZO SAN BENEDETTO
ADRIATICA ABRUZZO CHIETI
ADRIATICA ABRUZZO ASCOLI

Mi era quasi sfuggito di mente, eppure si sa che adoro questo giochino.
Meno male che Elifla sa come rinfrescare la memoria anche a chi è distratto da le mille inutili faccende quotidiane.

Come non provare una delle ricette di Zibaldone Culinario ? Considerando che Elena è anche una compagna di avventure per l'appuntamento dei piatti regionali.
Non appena me ne sono resa conto sono corsa da lei e ho iniziato a scorrere le tante, tantissime ricette che ha provato e pubblicato, ne avrei voluto realizzare tante, tantissime, ma, visto che vado di corsa e ho ancora zucche da smaltire, mi sono fermata su questa.

Elena è riuscita a dare a questi biscottini una forma tondeggiante, i miei si sono leggermente spatasciati, probabilmente per colpa della temperatura eccessiva di casa mia, la prossima volta proverò a far fare un riposino al fresco del frigo all'impasto, prima di procedere con il formare i biscotti. Mi sono permessa di aggiungere un pò di cannella nell'impasto e un aggettivo al titolo di questi biscotti, perchè sono così soffici da risultare una vera goduria al palato.
Sono sicura che Elena non me ne vorrà!



Biscotti morbidi alla zucca
dose per 30 biscotti circa
  • 180 g di zucca cotta al vapore e passata
  • 150 g farina 00
  • 50 g maizena
  • 80 g zucchero ( per me 130g , me ne è scappato un pò)
  • 8 g lievito per dolci
  • 1 tuorlo
  • 80 g burro morbido
  • cannella a piacere ( mia aggiunta)
  • sale
  •  scaglie di mandorle a lamelle per decorare ( non avevo la granella di nocciole)
Montare il burro a crema con lo zucchero.
Setacciare farina, maizena, lievito, unire il pizzico di sale e la cannella.

Versare il tuorlo nella crema di burro e far assorbire bene, aggiungere la polpa di zucca passata, lentamente senza smontare il composto, per ultimo farina e lievito.

Far riposare in frigo per almeno un'ora, versare in una sac à poche e creare dei mucchietti abbastanza distanziati, cospargere con le mandorle a lamelle e cuocere in forno caldo a 180° C per 15'.





Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist




http://melacannella.blogspot.fr/2013/10/contest-dautunno-autumn-is-here.html



... come dare poi torto alla figliola che dice che cucino robe strane??  ^________^
Ma l'idea mi è venuta leggendo tutte le ricette di Gianni.

In effetti ho preso spunto da un suo suggerimento e ho creato tutto un altro piatto, ma riconosco che se non avessi letto da lui di questo abbinamento, probabilmente l'idea non sarebbe nata.
Devo ammettere che la dolcezza della castagna contrasta benissimo l'amaro del caffè.
A me il piatto è sembrato molto equilibrato, anche la figliola ha riconosciuto la bontà!

Per questo, anche se fuori concorso, invio ugualmente questa ricetta a Elisa per il suo The Recipe-tionist e considerato il colore che ho voluto ottenere anche a Cinzia e Valentina per Colors &Food.

Cavatelli al cacao con salsa al caffè 



Per una porzione di cavatelli
  • 250 gr farina di semola di grano duro
  • 2 albumi
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 4 cucchiai di brodo vegetale bollente
Versare la farina, il cacao e al centro gli albumi e il brodo.

Lavorare fino ad ottenere in impasto omogeneo.
Mettere a riposare coperto per almeno 30'.

Tagliare dei pezzetti, farne un salsicciotto dello spessore di un mignolo, tagliare in gnocchetti di un centimetro e cavare con due dita.

Mettere a bollire una pentola con dell'acqua, salare e versare i cavatelli, cuocere per 5' una volta ricominciato il bollore, controllando sempre la cottura con l'assaggio.


Per il condimento di una porzione
  • olio evo
  • 1 spicchio di aglio
  • 2 castagne sbucciate e spellate
  • brodo vegetale
  • 1/2 tazzina di caffè amaro
  • rosmarino
  • sale
Cuocere le castagne sbucciate e spellate nel brodo bollente, fino a quando non siano tenere.

Per spellare rapidamente le castagne passarle in forno caldo a 200° per 10'.

Una volta cotte schiacciarle , fino a renderle a purea e tenere da parte.

Versare l'olio in una padella con lo spicchio di aglio, lasciar cuocere a fuoco bassissimo, per permettere all'aglio di profumare l'olio, una volta rosolato rimuoverlo.
Unire la purea di castagne e lasciar soffriggere qualche minuto, aggiungere il caffè , il rosmarino fresco spezzettato e il sale.
Cuocere fino a quando non risulterà cremoso.


Non appena cottti i cavatelli scolarli e versarli nel condimento.
Mescolare sul fuoco per un minuto.
Impiattare e servire caldi.




Con questa ricetta partecipo al contest di Cinzia e Elena





Con questa ricetta partecipo ad Aboutfood



Con questa ricetta partecipo ( fuori concorso) e The Recipe-tionist

E a Colors e Food


Una piccolissima nota per ringraziare Barbara e Luna  per aver premiato la mia ricetta copiata facendola arrivare seconda. GRAZIE!!! Sapevo di saper copiare benissimo!!! ;)




Poche parole , stavolta vado di corsa per il post, ma ho dedicato tutto il tempo necessario a questo pane.

Ho curiosato a "casa" della nuova Recipe-tionist , Cristina del blog Beuf à la mode, e dove sono andata finire? Su un pane , naturalmente con lievito madre , che utilizza anche la tahina, una crema a base di sesamo che, però, non avevo e allora me la sono preparata, anche per utilizzarla con l'hummus, ma questa sarà un'altra ricetta e un'altra storia.

Torniamo a noi e alla ricetta di Cristina, in realtà questi pani erano dolci, ma ho voluto semplicemente eliminare lo zucchero e diminuire l'olio per avere una versione salata, che si è sposata benissimo con il resto della cena.

Iniziamo dalla salsa che utilizzeremo per la farcia, se volete fare i pigri correte a comprare un barattolo in un negozio di prodotti etnici, oppure fate come me.



Salsa tahina

  • 100 gr semi di sesamo
  • 50 gr olio extravergine di oliva, alcuni consigliamo diusare dell'olio di semi
Far tostare brevemente i semi di sesamo in una padella, rimestando con un cucchiaio di legno, non farli tostare troppo o prenderannpo un sapore amaro.

Farli raffreddare, versarli in un frullatore e iniziare a frullare, unendo poco alla volta l'olio.
Una volta raggiunta una consistenza cremosa, versare in un barattolo e conservare in frigo.

Pane al tahin di Cristina

La ricetta , a sua volta, Cristina l'ha presa qui.

Io ho dimezzato le dosi riportate di seguito e ho ottenuto 5 pani, abbastanza grandi.

  • 900g di farina manitoba
  • 200g di pasta madre attiva (nell'originale 1 bustina di lievito di birra granulare)
  • 250 ml di latte
  • 80 ml di olio d'oliva
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • acqua


Per la farcia:

  • 120 g di tahine
  • 120 ml di olio d'oliva ( io non l'ho messo)
  • 250 g zucchero  ( l'ho evitato)

Per l'esterno:

  • 1 tuorlo
  • un po' di latte
  • semi di sesamo
Iniziare facendo sciogliere il lievito nel latte tiepido , unire tutti gli ingredienti, per ultimo il sale.

Ottenere un impasto ben omogeneo e lasciarlo lievitare in una ciotola cosparsa con un filo d'olio e coperto con della pellicola .
Una volta raddoppiato ricavare delle palline, appiattirle, spalmarvi sopra la salsa tahina mescolata con del sale, chiudere e avvolgere formando delle chiocciole.

Far lievitare fino al raddoppio e spennellare con il tuorlo mescolato con il latte e cospargere di sesamo.

Cuocere in forno caldo a 180° per circa 25 minuti, fino a doratura.
Consumare caldi o tiepidi.






con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist 


Una vera chicca questa ricetta copiata dalla Mai, la nuova Recipe-tionist e, ancora una volta, l'occasione per apprezzare questo gioco che mi ha permesso, sempre, di scoprire bellissime e ottime preparazioni. Come questa tratta  dal libro Adventures with chocolate di Paul A. Young

Mentre scorrevo le ricette della Mai, riflettevo che partecipare a questo appuntamento è un pò come guardare il quadro di Escher "Le mani che disegnano": prepariamo ricette preparate da altre, che a loro volta preparano la nostra ricetta!
Divertente o no?

A proposito , per chi fosse interessato, l'immagine di Escher è quella impressa sul piccolo puzzle accanto ai truffles.



Truffles aztechi speziati


per la ganache:

  • 200ml di acqua ( per me 160 ml)
  • 1/2 stecca di cannella
  • 1/4 di cucchiaino di chili il polvere ( per me 40 ml di caffè amaro)
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata
  • 75g di zucchero moscovado light
  • 200g. di cioccolato 85%



Per la copertura:

  • 50 g. di cacao in polvere
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata
  • 250g di cioccolato dark 70%








Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist 

 
Come sempre nel momento di decidere cosa mangiare a pranzo o a cena, dalle mie parti è sempre una gran confusione.
Siamo SOLO in quattro , dovrebbe essere abbastanza semplice trovare qualcosa che metta d'accordo tutti, ma non è così.

Iniziamo dal primo:
  •  la mamma ( cioè io) non ama la pasta;
  •  il papà la vuole, ma solo in bianco;
  •  la grande la preferisce corta e al sugo;
  •  il piccolo ama decisamente gli spaghetti, che puntualmente si fa tagliare dopo le prime forchettate e lo riempiono di schizzi di pomodoro fin sopra ai capelli.

Il secondo è ancora più problematico:
  • la mamma ( sempre io) indecisa, ma sicuramente niente carne;
  • il papà insalatona o verdure;
  • la grande e il piccolo per una volta d'accordo: wurstel o hamburger.
Lo so che state inorridendo...ma tant'è, i miei figli amano il cibo spazzatura e non c'è verso di fargli cambiare idea, nonostante qualche piccola eccezione  nei confronti della mia cucina.

Tutta 'sta tiritera per spiegare l'entusiasmo per questa ricetta, sempre de La Greg e sempre per il gioco di EliFla.

La pizza mette d'accordo tutti ( e fin qua il lavoro è semplice) la difficoltà è sul condimento:
  • io ( la mamma) e il maritino ( il papà) siamo di gusti semplici: la pizza ci piace sempre.
  • la grande ha scoperto un'insana passione per le alici, è arrivata al punto di immaginarle anche in un panino con la nutella!!!!
  • il piccolo ha una vera adorazione per le cipolle, crude, cotte, sott'aceto.
Ed ecco la  soluzione: la pissaladière niçoise,una pizza ( accontentati la mamma e il papà) con le cipolle ( accontentato il piccolo) e le acciughe ( e resa felice la grande) e nessuno che abbia criticato le olive nere, quelle piacciono proprio a tutti .
Rispetto alla ricetta originale ho utilizzato solo farina di forza ( non quella integrale), ho utilizzato la metà dell'acqua consigliata e ho dovuto  accontentarmi di semplici olive nere, le taggiasche passate dalle mie parti sono state divorate prima di capire dove metterle!



PISSALADIERE NICOISE ricetta de La Greg
(dosi per una teglia rettangolare da forno)
  • 250 gr di farina manitoba
  • 125 ml di acqua
  • 1/2 cubetto di lievito di birra ( 10 gr)
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 cucchiano di sale
  • 4 cipolle bianche di media grandezza ( per me quelle del nonno)
  • olive taggiasche denocciolate ( le abbiamo mangiate tutte, stavolta ho usato quelle nere)
  • filetti di acciuga (sott’olio o sotto sale)
  • olio e.v.o.
 

 Sciogliere il lievito di birra in un pò dell'acqua totale, insieme ad un cucchiaino di zucchero , per circa 10'.
Versare la farina setacciata sulla tavola, unire l'acqua rimanente, il lievito sciolto, l'olio e il sale.
Lavorare fino ad avere un composto ben amalgamato, non appiccicoso.
Formare una palla, mettere in una ciotola con un filo d'olio, coprire con la pellicola e far raddoppiare di volume ( circa due ore).
Nel frattempo preparare le cipolle, sbucciarle affettarle e metterle in una padella con 3 cucchiai di olio e un cucchiaino di zucchero.
Far appassire dolcemente, fino a quando risulteranno trasparenti, aggiungendo dell'acqua se occorre.
Dopo 15'-20' saranno pronte, aggiustare di sale e pepe.

Prendere l'impasto lievitato e stenderlo in una teglia ( quella del forno è perfetta) cosparsa di olio, bucherellare con una forchetta e lasciar lievitare per un'altra ora.
A questo punto coprire con le cipolle stufate, i filetti di acciuga e le olive.

Cuocere in forno caldo a 200° per 15'-20'.



Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist
e vi lascio gli auguri di un caldo e soleggiato ferragosto!
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