Questa ricetta letta anni fa su Ammodomio ha sempre fatto parte delle mie tradizioni di Pasqua. A casa mia non si usa, ma a me è sempre piaciuta l'idea di un pane briosciato dal sapore deciso di formaggio e perfetto per accompagnare la colazione di Pasqua o pasquetta.

La ricetta è di Paola Lazzari e io non l'ho mai modificata, è perfetta così.

È una preparazione che necessita di tre giorni di riposo prima di essere gustata, si può quindi preparare in anticipo e gustarsela senza stress la mattina di Pasqua.

Vi lascio la ricetta così come la riportava il blog Ammodomio che, purtroppo, ha deciso di chiudere i battenti, ma potete ritrovarla anche sul blog di Anice e Cannella.

Provatela senza timore, non servono lieviti cresciuti come figli e accuditi accuratamente, qui il caro, bistrattato lievito di birra fa il suo lavoro e lo fa più che bene.

Non appena li aprirò provvederò ad inserire una foto della fetta.








Pizza di Pasqua al formaggio

Dose per due stampi a tronco di cono di 12 cm di base, 18 cm di ampiezza e 9 cm di altezza, oppure uno stampo di 16 cm, 21 cm e 12 cm di altezza.

  • 5 uova medie
  • 300 g farina 0
  • 200 g farina Manitoba
  • 100 ml acqua
  • 25/30 g lievito di birra fresco
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale se occorre
  • 1 cucchiaino di pepe
  • 5 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
  • 50 g strutto ( da non omettere o sostituire assolutamente)
  • 250 g formaggio grattugiato tra parmigiano e pecorino, per me 50/50
Sciogliere il lievito con lo zucchero nell'acqua tiepida prevista e far fermentare per 5'/6'.
In una ciotola inserire la farina, creare un buco al centro e versarvi il lievito fermentato, mescolare con una forchetta inserendo poca farina presa dai bordi, fino ad avere una consistenza tipo impasto della ciambella, coprire con poca farina e lasciare fermentare per 40'/50'.
Nel frattempo in una ciotola mescolare le uova con il pepe, formaggi e l'olio, assaggiare e se occorre aggiungere il sale.
Quando il pastello sarà screpolato iniziare a lavorare con la foglia inserendo gradualmente il composto di uova.
Far impastare bene, il composto dovrà risultare legato e incordato, aggrappato attorno alla foglia, se occorre aggiungere altri 50 g di farina, NON DI PIÙ.
In ultimo inserire lo strutto morbido poco alla volta.
Impastare a lungo .
Far riposare a temperatura ambiente per 45' , coperto, trascorso questo tempo arrotondare e porre nello stampo ben oliato e far lievitare fin quasi al bordo, coperto e al caldo.
Tempi di cottura adatti ad un unico impasto , se ne realizzate due dimezzate i tempi e fate la prova stecchino.

Preriscaldare il forno a 200°C lasciando lo sportello a fessura ( suggerimento preso da Paoletta di Anice e Cannella ), infornare inserendo dell'acqua sul fondo e cuocere per 20',proseguire senza vapore, rimuovendo il contenitore con l'acqua, per altri 20'/25', fare la prova stecchino ( regolatevi in base alle pezzature) nel caso proseguire per altri 5'.
Sfornare e coprire e far raffreddare, riacquisteranno sofficità.
Conservare in buste di cellophane per tre giorni prima di consumare.

Il cibo mi incuriosisce,  più che dalle belle fotografie sono attratta dalle ricette,  le leggo come fossero storie.

Se poi sono ricette che raccontano di Paesi lontani e di altre culture, mi intrigano ancora di più. 

Curiosando sul blog di Miria Due amiche in cucina ho trovato questa ricetta che mi ha subito fatto venire il prurito alle mani,  sono dei biscotti a base di un formaggio che si può autoprodurre partendo dal kefir,  oppure si può  sostituire con della ricotta. 

La sfida è  stata proprio quella di voler provare la ricetta originale con il tvorog preparato da me. 

La realizzazione é semplicissima,  unico fattore fondamentale è il tempo. 

I biscotti sono altrettanto semplici nella realizzazione e non avendo zucchero nell' impasto regalano anche l'illusione di mangiare un biscotto quasi dietetico. 

Unico difetto : con queste dosi si ottengono 10 dolci,  considerando che sono buonissimi  conviene raddoppiare le dosi. 







Iniziamo il giorno prima preparando il formaggio che servirà per l' impasto. 

Tvorog formaggio russo 

Dose per 100/120 g

  • 480 ml kefir 
Versare il kefir in un barattolo di vetro,  porre il barattolo in un tegame,  immerso in acqua per i ⅔.
Portare ad ebollizione,  abbassare e far sobbollire per 15'/20'.
Spegnere e lasciar raffreddare nella stessa pentola per 4/5 ore. 
Trascorso questo tempo porre un setaccio a maglie fitte coperto con una garzina di un recipiente e versare il kefir,  lasciar sgocciolare per tutta la la notte in frigo. 
Io ho utilizzato un filtro in carta per il caffè americano ed era proprio della misura giusta. 
Al mattino recuperare il tvorog filtrato,  pesare 100 g da utilizzare per la ricetta. 




Biscotti tvorogli pechenyelar biscotti uzbeki 
Dose per 10 pezzi
  • 100 g tvorog  o ricotta
  • 50 g  burro a temperatura ambiente 
  • 75 g farina 00
  • 3 g lievito per dolci 
  • ½ cucchiaino di vaniglia 
  • un pizzico di sale 
  • zucchero semolato per la finitura 
Lavorare il burro e il formaggio con una forchetta,  in una ciotola. Unire la farina setacciata con il il lievito,  la vaniglia  e il sale e impastare .
Formare un panetto,  se occorre aggiungere poca farina, avvolgere  nella pellicola  e porre in frigo per un' ora. 
Preriscaldare il forno a 200° C. 
Stendere la pasta su un piano leggermente infarinato, allo spessore di 3 mm,  ritagliare dei dischi di 9 cm di diametro. 
Passare nello zucchero semolato da entrambi i lati,  piegare a metà  e poi ancora a metà. 
Porre su teglia con carta forno e cuocere per 12'/15'.
Prestare attenzione dopo 12', per evitare di farli forare troppo. 

La ricetta è semplicissima e i biscotti assolutamente gustosi. 
Ottimi appena fatti,  ma anche il giorno dopo sono ancora fragranti.

Ancora non ho capito se amo di più i cornetti all'italiana o quelli sfogliati.
Nel frattempo continuo a provare ricette diverse cercando di ottenere il massimo risultato andando ad alleggerire il carico di uova e burro.
La ricetta da cui sono partita l'ho letta qui poi , strada facendo, l'ho modificata.
Ve la lascio così come l'ho realizzata.
L'esperimento è riuscito e piaciuto anche al pargolo numero due.





Cornetti integrali al formaggio
Dose per 6 cornetti

  • 100 g farina 00
  • 100 g farina integrale
  • 35 g zucchero di canna
  • 15 g burro fuso
  • 1 tuorlo e poco albume
  • 25 ml latte
  • 75 g formaggio cremoso ( tipo Philadelphia )
  • 5 g lievito di birra fresco
  • Buccia grattugiata di mezzo limone biologico
  • Vaniglia
  • sale un pizzico
Versare nella ciotola della planetaria le farine, lo zucchero, l'uovo e mescolare.
Unire il lievito, precedentemente sciolto nel latte tiepido, il formaggio e il sale, mescolare e inserire il burro fuso fatto intiepidire e gli aromi.
Lavorare con la foglia fino ad ottenere un impasto che si aggrappi alla foglia, ribaltare la pasta un paio di volte, poi artotondare , coprire e far raddoppiare.
Trascorso questo tempo stendere su un piano leggermente infarinato, dare una serie di pieghe a tre, far lievitare un'altra ora.
Stendere formando un cerchio, allo spessore di 4/5 mm.
Ritagliare sei spicchi, allungare leggermente e artotolare, formando i cornetti.
Porre su cartaforno e far lievitare coperto con pellicola per un'altra ora, circa.
Preriscaldare il forno a 190°C , spennellare con l'albume rimasto, cospargere con zucchero a granella e cuocere per 15'. 
La famosissima torta di Sal De Riso , nocciole , ricotta e pere io non l'ho mai assaggiata.
Le diverse versioni che ho letto, in realtà non mi hanno convinto troppo, forse perché a me, fondamentalmente la ricotta non fa impazzire, tranne che nei cannoli alla siciliana, nella pastiera napoletana e nella cassata.
L'abbinamento nocciole e pere, invece mi intriga molto.
Ho pensato , quindi , di utilizzare delle basi già provate e di sicura riuscita , ne é venuto fuori un dolce veramente buono.
L'ispirazione e i ringraziamenti vanno al Maestro Massari e al blog  Bavette , per la gelatina al caramello e pere.






Torta nocciole, ricotta e gelée caramello e pere
Dose per una torta di 20 cm

Pan di spagna alle nocciole 
da Non solo zucchero vol I di I. Massari
Con queste quantità verranno due basi, per il dolce sarà sufficiente una.

  • 115 g tuorli
  • 75 g zucchero semolato
  • 50 g nocciole tostate e tritate
  • 125 g albumi
  • 50 g zucchero
  • 35 g fecola
  • 40 g farina 00
Montare i tuorli con i 75 g di zucchero, per 12'.
Con una spatola inserire la farina di nocciole.
Montare gli albumi con i 50 g di zucchero, aggiungere al composto senza smontare.
Inserire le farine setacciate.
Versare in due cerchi imburrati di 18 cm,  poggiati su cartaforno, cottura in forno preriscaldato a 180°C per 22'/23'.

Far raffreddare e dividere un disco in due parti.

Gelatina di caramello e pere
Per un disco di 16/18 cm
  • 6 g gelatina in fogli
  • 30 g acqua per reidratare la gelatina
  • 40 g zucchero semolato
  • 1 bacca di vaniglia
  • 200 ml succo di pere
  • succo di mezzo limone
  • 1 pera pelata , a cubetti.

Reidratare la gelatina in  acqua.
Sbucciare la pera, tagliarla a cubetti e irrorare con il succo di mezzo limone.
Versare lo zucchero e i semini della bacca di vaniglia in una casseruola dal fondo spesso, porre su fuoco dolce , far sciogliere e caramellare, fino a raggiungere un color ambra, unire il succo di pera poco alla volta, decaramellare e far bollire, mescolando, per un paio di minuti.
Lontano dal fuoco , inserire nel composto la gelatina strizzata e farla sciogliere.
Inserire i cubetti di pera, nel composto bollente e far macerare per un minuto.
Versare il liquido in uno stampo di 16/18 cm di diametro, allo spessore di un cm scarso.
Inserire i cubetti di pera in maniera armoniosa e far solidificare in frigo, poi passare in freezer.

Crema alla ricotta e mascarpone
  • 100 g ricotta sgocciolata
  • 150 g mascarpone
  • 100 ml panna fresca
  • 60 g zucchero a velo
  • 70 g crema pasticcera
  • 6 g  gelatina in fogli
  • Vaniglia
  • Limoncello q.b.
Passare al setaccio la ricotta, versarla nella ciotola della planetaria, aggiungere lo zucchero a velo e mescolare,  poi il mascarpone e continuare a mescolare.
Ammorbidire la gelatina in 30 g di acqua, scaldare un paio di cucchiai di limoncello e, lontano dal fuoco sciogliervi la gelatina.
Versare sulla crema pasticcera, mescolare bene e inserire nel composto di formaggi, unire i semi della vaniglia e mescolare bene. In  ultimo inserire la panna semimontata.

Montaggio del dolce

Su una base porre un anello d'acciaio regolabile, foderato con una fascia di acetato, sul fondo posizionare un disco di pan di spagna alle nocciole, inumidire con uno sciroppo di acqua, zucchero e limoncello, secondo i gusti.
Fare uno strato con la crema alla ricotta , posizionare il disco di gelée alle pere congelato, coprire con la crema rimanente e chiudere con il secondo disco di pan di spagna , precedentemente inzuppato con poca bagna.
Lasciare in frigorifero per una notte.
Sformare dall'anello, rimuovere l'acetato e decorare i bordi con granella di nocciole soffiate.
Spolverare la superficie con zucchero a velo bucaneve.


Cari amici e affezionati lettori de L'Italia nel Piatto è estate.
Fa caldo, siamo felici di trascorrere le giornate all'aperto e la voglia di cucinare è davvero pochissima, ma non potevamo lasciarvi senza il consueto appuntamento con la cucina regionale e così abbiamo pensato di darvi degli spunti per utilizzare prodotti tipici di ogni regione in modo veloce e fresco.
Oggi , noi de L'Italia nel Piatto vi stuzzicheremo la curiosità e l'appetito raccontandovi di eccellenze da utilizzare semplicemente nelle nostre cucine.Quasi senza accendere il gas ;-)

Qui trovate le regioni partecipanti ( in formazione leggermente ridotta, ma il caldo colpisce ancora!)
Valle d'Aosta:

Piemonte: Pesche al cioccolato 2.0 http://alterkitchen.it/2015/07/16/pesche-al-cioccolato-2-0/

Trentino-Alto Adige:Insalata di cavolo cappuccio e mela al cumino
http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/07/insalata-di-ca…ppuccio-e-mela.html

Friuli-Venezia Giulia: non partecipa

Lombardia: non partecipa

Veneto: non partecipa

Emilia Romagna: Insalata di pesche con songino, noci e Parmigiano Reggiano  http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/07/insalata-di-pesche-con-songino-noci-e.html

Liguria: insalata di pasta e polpo http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/07/litalia-nel-piatto-piatti-freddi-e.html

Toscana: Prosciutto e fichi con gelato al tartufino del Mugello
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/07/prosciutto-e-fichi-con-gelato-al.html

Marche: non partecipa

Umbria: Fagiolini all'agllio e mentuccia http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/07/fagiolini-allaglio-e-mentuccia.html

Abruzzo:Insalata di patate e rucola http://ilmondodibetty.it/insalata-di-patate-e-rucola/

Molise: Insalata con caciocavallo di Agnone, frutta secca e miele di castagno
http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/07/insalata-con-caciocavallo-di-agnone.html

Lazio:  non partecipa

Campania: non partecipa

Basilicata:  non partecipa

Puglia:  non partecipa

Calabria: Antipasto freddo alla calabrese  http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/07/antipasto-freddo-alla-calabrese.html

Sicilia:  non partecipa

Sardegna: non partecipa


Il nostro blog - http://litalianelpiatto.blogspot.it/


Per quanto riguarda il Molise, ho voluto rendergli omaggio utilizzando uno dei suoi prodotti di punta: il caciocavallo.
Il caciocavallo è un formaggio prodotto con latte vaccino e prodotto tipico molisano.
 È un formaggio originario del comune montano di Agnone fin dai tempi della Magna Grecia. L’usanza di appenderlo a cavallo di una pertica, denota una tecnica produttiva comune nel Meridione italiano.
 Il latte crudo viene riscaldato alla temperatura di 36-38° e addizionato con caglio in pasta di agnello o di capretto. La cagliata, presamica, viene rotta in due fasi: la prima in modo grossolano, la seconda, dopo una breve sosta, alle dimensioni di un chicco di mais. Estratta una parte del siero, la si riscalda a 65° per poi riversarla nella caldaia, sopra la pasta depositata sul fondo. Ad acidificazione avvenuta, si estrae la pasta, la si taglia a fette sottili e si procede alla filatura con acqua a 85°. La formatura avviene a mano e la salatura è in salamoia, per un periodo variabile di 12-20 ore.
 Dopo una breve maturazione di 20 giorni, le forme devono stagionare, spesso in grotte naturali, per un minimo di tre mesi.
 La crosta è dura e sottile, di colore paglierino nelle forme di breve stagionatura, di colore marrone chiaro nelle più stagionate. La pasta è dura, compatta, untuosa, con piccole fessurazioni, di colore paglierino chiaro che varia d'intensità in base alla stagionatura.
Come produzione tipica molisana è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf).
Il caciocavallo di Agnone è inserito nell'arca del Gusto di Slow Food.
 ( Notizie prese  qui e qui )




INSALATA CON CACIOCAVALLO DI AGNONE, FRUTTA SECCA E MIELE DI CASTAGNO

Ingredienti per 2 persone
  • 80 g insalata tipo iceberg o lattuga
  • 100 g caciocavallo di Agnone semistagionato in una sola fetta
  • frutta secca : noci, semi di zucca, mandorle , nocciole, pistacchi
  • olio extravergine di oliva q.b. ( per me molisano)
  • sale
  •  un cucchiaio abbondante di miele di castagno
Lavare e asciugare l'insalata, ridurla a striscioline e adagiarla sul fondo di un piatto.
Tagliare la fetta di caciocavallo a cubetti non troppo piccoli, circa 1,5 cm.
Disporli sull'insalata.
Cospargere a piacere con la frutta secca, aggiustare di sale e olio e , in ultimo versare un filo di miele di castagno e...BUON APPETITO.


Come per tutte le ricette semplici anche  qui la differenza la fa la qualità dei prodotti utilizzati.


Buona estate a tutti da noi de L'Italia nel Piatto, 
ci si rilegge a settembre.

Questo mese non volevo partecipare, lo confesso.
Pensavo che con tutti gli impegni della vita reale fosse giunto il momento di cominciare a lasciare qualcosa, ma poi... si sa come accade, no forse non si riesce ad immaginare la forza e l'energia e l'entusiasmo e la voglia che viene ogni volta che c'è una nuova ricetta all'MTChallenge.
Questo mese poi c'è l'energia fatta persona a proporla, una delle persone più solari, allegre e piene di vita che ho avuto il piacere di incontrare realmente: Elisa, e allora mi sono trovata a non poter rinunciare.
Non avevo grandi idee e , forse, anche queste non lo sono poi più di tanto, in compenso ho scoperto una sablée che mi è piaciuta moltissimo, semplice da realizzare e perfetta dopo la cottura, friabile al punto giusto e dalla consistenza ideale per accompagnre ripieni morbidi.
E allora eccomi qui, come sempre  i primi giorni , non per mania di voler essere la prima a tutti i costi, ma semplicemente perchè vedendo le proposte altrui, mi andrebbe in standby il neurone.
Quindi Elisa carissima, beccati le mie versioni  , dovevano essere tre, ma il tempo è tiranno e sono riuscita a realizzarne solo due, e grazie ancora per questa bellissima proposta.

Torta salata alle erbe aromatiche



per la  brisée di Roux ( proposta da Elisa )
Dose per uno stampo da 28 cm o 6 stampini da 10 cm
  • 250 g di farina ( per me 0)
  • 150 g di burro, leggermente ammorbidito
  • 1 cucchiaino di sale
  • Un pizzico di zucchero
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di latte freddo
Versare sul piano di lavoro la farina, creare una fossetta al centro, spezzettarvi il burro, unire il sale, lo zucchero e l'uovo.
Lavorare con la punta delle dita, tirando man mano la farina dai bordi, al termine unire il cucchiaio di latte freddo e continuare a lavorare , utilizzando il palmo della mano per spingere bene il composto ed ottenere la giusta consistenza.
Fare una palla e lasciare in frigo fino al momento dell'utilizzo.



Come suggerisce Elisa è possibile conservarlo in un contenitore a chiusura eremtica per una settimana in frigo, tre mesi in freezer.

Una volta tirata fuori dal frigo, lasciarla ambientare brevemente.
Su un piano stendere la pasta allo spessore di 2-3 mm ( è consigliabile non superare queste misure per evitare che il guscio troppo doppio alteri l'insieme dei sapori della torta, prevalendo nel gusto, come ci insegna benissimo Maria Pia in questo post ).
Foderare una tortiera con la pasta, bucherellare il fondo, coprire con della cartafornoe lasciare in freezer per almeno  30 minuti, nel frattempo preriscaldare il forno a 190°C.

Una volta tirata fuori dal freezer, coprire con dei pesi ( legumi, sale grosso o pesi in ceramica) e cuocere in forno per 15 minuti, rimuovere carta e pesi e proseguire la cottura per altri 5-10 minuti, abbassando la temperatura a 170°C.



Il nostro guscio è pronto per accogliere il ripieno.

Per la prima torta salata ho voluto rendere omaggio alla primavera utilizzando erbe aromatiche fresche, il risultato è stato una torta molto profumata e gradevole al palato.

Farcia alle erbe
  • erba cipollina fresca circa 20 fili
  • menta fresca 8 foglie
  • salvia fresca 8 foglie
  • rosmarino fresco 6 rametti teneri
  • buccia di un lime non trattato
  • 2 scalogni
  • un ciuffo di prezzemolo
  • sale q.b.
  • 60 g testa di caciocavallo di Agnone stagionato grattugiato
  • ricotta di mucca 200 g
  • uova 4
 In un robot da cucina versare le erbe lavate ed asciugate, frullare brevemente aggiungendo le uova, il sale e la ricotta.


Unire il caciocavallo grattugiato, mescolare con una spatola e versare sul guscio di brisée.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 35 minuti circa.





 La realizzazione pomeridiana non mi ha permesso di ottenere la luce migliore per le foto, in compenso la cena era perfetta ;)


Quiche al tonno di coniglio, pomodori secchi , olive nere e créme royal




Per una tortiera da 28 cm di diametro

  • Pasta brisèe  ( realizzata come sopra)
  • tonno di coniglio 500 g circa
  • pomodori secchi 60 g
  • olive nere una ventina
  • 2 uova
  • 250 ml panna fresca
  • sale
  • pepe
Un paio di giorni prima prepariamo il tonno di coniglio, è, questa, una ricetta comoda e pratica da tenere in frigo all'occorrenza.
Permette di proporre la carne di coniglio, che mangiamo sempre troppo poco, in modo semplice, saporito e anche poco riconoscibile, oltre al fatto che è semplicissima da mangiare per i bambini ( e i pigri) non presentando parti con ossa.

Tonno di coniglio


  • un coniglio a pezzi di circa 1 kg
  • 2 carote
  • 3 gambi di sedano
  • 1 cipolla
  • salvia, alloro, rosmarino
  • 200 ml vino bianco secco
  • aglio
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe in grani
Versare in una pentola acqua fredda, unire carote, sedano e cipolla, qualche foglia delle erbe aromatiche e il vino, portare ad ebollizione.
Unire il coniglio , precedentemente lavato bene, aggiustare di sale, aggiungere 6/8 grani di pepe.
Lessare a fiamma moderata per circa un'ora, al termine allontanare dal fuoco e lasciar raffreddare il coniglio direttamente nella pentola.

Disossare il coniglio, staccando pezzi non troppo grandi, formare degli strati in un contenitore, alternandoli a foglie di salvia, grani di pepe e spicchi di aglio.
Al termine coprire tutto con l'olio extravergine di oliva e lasciare in frigorifero per almeno due giorni.

                                                    **************************


Mentre la base di brisée cuoce in forno preparare il ripieno.
Sgocciolare dall'olio i pezzetti di polpa di coniglio.
In un pentolino con acqua e aceto di vino bianco , portata a bollore, far rinvenire i pomodori secchi per pochi minuti.
Sgocciolare e tagliare a pezzetti.
Tagliare a rondelle le olive nere.

Preparare l'appareil ( che Knam chiama créme royal) : in una ciotola mescolare alla panna fredda di frigo le 2 uova, aggiustare di sale e pepe .

Versare nel guscio il coniglio, i pomodori secchi e le olive, coprire tutto con il miscuglio di panna e uova e cuocere in forno caldo a 180°C per 35' circa.




Con queste ricette partecipo all'MTChallenge N°46

Ho raccontato qualcosa delle mie origini siciliane, o meglio di quelle del mio papà.
In realtà se ne è parlato sempre poco, ma gli indizi lasciati dai suoi piatti preferiti parlano decisamente siculo, come questo formaggio.

Da brava figlia femmina ho sempre ritenuto che quello che proponeva il mio papà come pietanza fosse eclusivo ed appartenesse solo alla nostra famiglia, crescendo mi sono accorta che, invece, il mio papà mi stava tramandando sapori a lui stesso tramandati dal suo papà, trasferitosi in altra regione, ma con la sua Sicilia nel cuore e, soprattutto, nello stomaco.

Questa ricetta è sempre stata preparata seguendo le indicazioni di mio padre, semplice, semplicissima, così come la sua origine racconta: a Palermo viveva un argentiere che, si racconta, ebbe un periodo meno fortunato negli affari.
Per non perdere la credibilità, che all'epoca passava anche attraverso i profumi che si sprigionavano dalla cucina di casa, la moglie pensò bene di preparare semplicemente del formaggio, ma arricchendolo con aromi e una spuzzata di aceto.
Il profumo che si sprigionerà dalla prepararzione di questo piatto è degno dei migliori manicaretti, non sappiamo come andò la fortuna dell'argentiere, ma di certo la sua fama è rimasta legata a questa ricetta.
La ricetta originale prevede l'utilizzo di un formaggio a media stagionatura ( caciocavallo o ragusano o canestrato) con l'aggiunta di origano , aglio ( ma il mio papà non l'ha mai messo) e una spruzzata di aceto.

Io ho pensato di utilizzare un primo sale.

Ah, già la ricetta, ma quasi non serve, vi avverto.


Cacio all'argentiera
  •  fette di formaggio a media stagionatura spesse non meno di 1 cm ( per me primosale)
  • olio extravergine di oliva
  • aceto di vino
  • origano secco
 Scaldare l'olio e adagiarvi la fetta di formaggio, formerà subito una crosticina croccnte, girarlo con una spatola dall'alto lato e fare cuocere anche l'altro lato, spruzzare con dell'aceto e cospargere con origano secco.
Servire ben caldo.


 Visto che lo scorso venerdì ho preso una cantonata con una ricetta di soli albumi, ma con la farina, questa volta spero di aver fatto bene e invio questo piatto alle amiche del 100% Gluten Free (fri)day


 Questa volta la ricetta la scrivo subito, anche se le feste sono terminate e, diciamocelo, sarebbe più utile programmare questo post per il prossimo dicembre, ma non voglio correre il rischio di non ricordarmela più.
Sarebbe difficile visto che per andare sul sicuro ho copiato direttamente da Menù Turistico e una ricetta d'autore, di Felder.

Cosa volere di più?
Vi racconto brevemente che ne ho realizzato doppia dose, metà al parmigiano e metà alle olive nere, le ho utilizzate come base per una mousse di formaggi e una di prosciutto cotto e le ho servite sul buffet del 31 dicembre, se sono piaciute? Fate un pò voi ;)



Sablé al parmigiano e olive
da una ricetta di C. Felder letta qui
  • 130 g farina 00
  • 100 g burro
  • 1 tuorlo ( per me 1 uovo intero)
  • 100 g parmigiano grattugiato
  • sale q.b.
  • pepe nero
  • olive nere 
Mescolare tutti gli ingredienti e lavorare con la punta delle dita fino ad avere una consistenza sabbiosa.
Aggiungere l'uovo, compattare, se decidete di voler dare altre forme avvolgete nella pellicola e lasciate in frigo per almeno un'ora.

Se volete fare una furbata fate come me, formate un salsicciotto e, aiutandovi con la pellicola e qualche parete rigida, date una forma squadrata, avvolgete nella pellicola e lasciate in frigo.


Nel momento di utilizzare basterà tagliare fatte spesse 5 mm da poggiare direttamente sulla cartaforno, altrimenti proseguite nel modo tradizionale, stendendo l'impasto e ritagliando con formine da biscotti.

Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 15'-18'.

La versione alle olive prevede di aggiungere delle olive nere, tritate al coltello, nell'impasto.

Si conservano per 3 giorni in contenitori di latta.





La base della ricetta è quella del pane quotidiano con lievito madre.
La solita ricetta che oramai faccio ad occhi chiusi.

Durante le feste ho deciso di darle un aspetto un pò più gioioso e ricco e così oltre a farlo diventare una spiga l'ho anche farcito con del formaggio a fette.

Scenografico e buono da mangiare in compagnia, staccando un pezzo direttamente dalla spiga.



Pane con lievito madre farcito al formaggio a forma di spiga o pane épis

per la biga , da preparare la sera prima

  • 100 gr lievito madre attivo
  • 100 gr manitoba
  • 100 gr acqua
 Far lievitare 12 ore.

Impasto del mattino
  • biga
  • 600 gr manitoba
  • 300 gr acqua 
  • 10 gr sale
  • 1 cucchiaino di malto d'orzo
Per farcire
  • formaggio a fette  200 g
Impastare tutto, valutando se occorre altra acqua, dipende molto dalla farina, valutare, io ho aggiunto 20 gr in più.

Porre in un contenitore unto e lasciar lievitare al caldo per un'ora, trascorso questo tempo dare delle pieghe ( per me di tipo 2) senza stringere troppo.

Ripetere per altre 2 volte.
Con l'ultima piega dividere l'impasto in due parti ,appiattirlo leggermente dando una forma rettangolare, coprire con fette di formaggio e arrotolare.
Incidere la superficie con una lametta e tagliare con le forbici come mostrato qui.

 Far lievitare fino al raddoppio coprendo con della pellicola e un canovaccio.

Cuocere in forno caldo a 180°C per 30' circa, o fino a doratura.



 Una semplice quiche che racchiude il sapore dell'estat;, il tipo di preparazione che preferisco per rapidità di esecuzione e per gusto.

 Ma davvero l'estate è andata via?

Con una fetta di questo rustico si riesce a trattenerla ancora un pò!


Quiche alla feta, basilico e olive
per uno stampo da 24 cm

per la brisée di Knam
  • 165 gr farina 0
  • 70 gr di burro
  • 50 gr di acqua
  • 1 tuorlo
  • 5 gr di sale
 Setacciare la farina con il sale, formare una fontana, mettere nel centroil tuorlo e il burro a pezzatti.
Impastare con la punta delle dita unendo l'acqua, formare una palla e avvolgere in una pellicola.
Far riposare in frigo almeno 2 ore.







Una volta pronta stendere la brisée in uno stampo foderato con carta forno.

Preparare la farcia.
  • 250 gr feta a cubetti
  • 15 gr di foglie di basilico fresco sminuzzate grossolanamente
  • 10 pomodori secchi fatti rinvenire in acqua bollente
  • 30 gr di olive nere
  • 3 uova
  • 80 ml di latte
  • 90 gr di panna acida o panna fresca
  • sale
Versare nel guscio il basilico sminuzzato , coprire con la feta a pezzetti e i pomodori tagliuzzati.
Mescolare le uova con il latte,  la panna, le olive tagliate a rondelle e poco sale.
Versare nel guscio e cuocere in forno caldo a 200° per 15', poi abbassare a 180° e proseguire per altri 25'.




Ho copiato alla grandissima dal suo blog.

Purtroppo ho cancellato un intero servizio fotografico dalla memory card convinta di avere già trasferito le foto sul pc, conclusione: abbiamo mangiato divinamente, ma di foto neanche una!!

Ho preparato altre due ricette, proprio perchè questo periodo è un pò strano, teoricamente avrei più tempo che in altri momenti, praticamente i minuti, le ore, le giornate mi sfuggono tra le dita e arrivo alla sera senza aver realizzato niente di quello che avevo pensato.

In compenso vivo in palestra, si sa quando entro, ma non si sa quando e come ne uscirò...si può intuire facilmente che mangiare e cucinare sia l'ultimo dei miei pensieri.

Epperò alle ricette di LaGreg è difficile resistere e ne avrei ancora un tre, quattro da provare, intanto ho sperimentato questa che l'ha portata ad essere la vincitrice del The Recipe-tionist, che poi è la preparazione di Fairies'kitchen.

Come sempre per questo "gioco" ideato da Eli-Fla, si copia , si ricopia e le ricette passano nelle cucine delle partecipanti, come succede tra vecchie amiche che si raccontano dell'ultimo piatto speciale preparato, facilissimo e di sicura riuscita.

Con questa ricetta è stato così ed è piaciuta così tanto che immediatamente mi è stata chiesta la ricetta.

Le polpette di zucchine ( senza feta) 
 per 18 polpette medie o 30 piccole
  • 4 zucchine medie
  • 100 gr di ricotta
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato ( 3 cucchiai in tutto)
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato ( omesso per allergia della figliola)
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • sale e pepe
  • menta ( per me erba cipollina fresca e foglie di basilico)
  • farina
  • olio per friggere ( se preferite farle fritte)
Dopo aver lavato le zucchine, spuntarle, grattugiarle con una grattugia a fori larghi, cospargerle di sale e metterle in uno scolapasta, sotto un piatto con un peso sopra, a perdere l'acqua di vegetazione, per 30 minuti.
Trascorsa la mezz'ora strizzarle e versarle in un contenitore, unire la ricotta, l'uovo, il parmigiano grattugiato, il pangrattato e le erbe aromatiche tritate finemente.
 Regolate di sale e pepe.
Mescolate bene gli ingredienti e
formare delle palline leggermente schiacciate che passerete in un po’ di farina prima di friggerle oppure di cuocerle in forno fino a quando saranno dorate.


Io ho preferite passarle in forno, le ho posizionate su carta forno con un filo di olio evo, ho cosparso con un altro filo di olio e infornatpo a 180° forno ventilato fino a quando non sono risultate dorate, circa 30'.



 Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di luglio


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