Da tanto mancava una torta di mele, trovarmene diverse davanti agli occhi scorrendo le foto di Instagram,  mi ha fatto tornare la voglia.
Probabilmente questo tipo di torta l'ho già  realizzata,  ma mi piace sempre cercare qualcosa di diverso,  anche se alla fine sono sempre,  tutte, torte di mele.
Questa ricetta viene dal blog Cucina,  libri e gatti.




Torta di mele rovesciata  n°174
Per uno stampo da 22/24 cm

Base

  • 240 g farina 00
  • 100 g zucchero 
  • 30 g burro 
  • 2 uova
  • 120 ml latte  ( per me di mandorle) 
  • 1 bustina di lievito per dolci 
  • Vaniglia o buccia di limone grattugiata 
Mele caramellate
  • 3 mele
  • 50 g zucchero muscovado 
  • 20 g burro 
  • Succo di limone 
  • Cannella 
Iniziare  dalle mele.
Sbucciarle e tagliare a cubetti.
Irrorare con poco succo di limone per evitare che anneriscano. 
Sciogliere il burro in una padella,  unire lo zucchero  a farlo sciogliere a fiamma dolce. 
Unire le mele e far cuocere per circa 10', a fuoco basso,  fino a quando non risulteranno caramellate. 
Unire un cucchiaino di cannella.

Nel frattempo preparare l'impasto. 
Mescolare farina,  zucchero e lievito. 
Aggiungere le uova leggermente battute e il burro fuso e mescolare con una spatola. Ammorbidire l' impasto unendo il latte a filo e gli aromi scelti.
Rispetto alla ricetta originale  consiglio una teglia più  larga per avere una fetta più bassa. 
Il gusto del dolce é tutto nelle mele caramellate,  conviene aumentare la quantità di mele  e realizzare una torta più  bassa,  riconsiderando i tempi di cottura. 
Imburrare la teglia,  versare sul fondo le mele caramellate e coprire tutto con l' impasto, aiutandovi con un sac á poche, eventualmente. 
Cuocere in forno caldo a 170°C  modalità  statico, circa 30', fare sempre la prova stecchino. 
Una volta cotta,  attendere un paio di minuti e rovesciare  su un piatto. 
Non lasciare raffreddare nello stampo  altrimenti raffreddandosi non sarà  possibile sformarla.

 La torta di mele numero 202 sul mio quadernino dedicato, ma è la prima che realizzo in questo inverno, sono quasi al limite del tempo massimo, in effetti, ma per me è sempre tempo per un dolce con le mele.

La ricetta viene dal profilo Instagram I piatti del buonumore, non ho modificato nulla, tranne la quantità di lievito che ho diminuito, secondo me la classica bustina è troppa per questo tipo di dolci e inevitabilmente si percepisce quando si gusta .




Ciambellone della nonna alle mele

  • ‌180 g farina 00
  • ‌40 g fecola di patate
  • ‌3 uova
  • ‌2 mele a cubetti
  • ‌150 g zucchero
  • ‌120 ml olio di semi
  • ‌80 ml latte
  • ‌vaniglia , buccia di limone grattugiata
  • ‌10 g lievito per dolci
  • ‌1 mela a fettine , zucchero a granella per decorare

Montare uova e zucchero, unire olio, poi latte, fecola, aromi, farina e lievito , lavorare tutti in planetaria con la frusta.

Unire le mele a cubetti, mescolando con una spatola in silicone.

 Versare in uno stampo a ciambella imburrato, decorare con le fettine di mele e la granella di zucchero. 

Cuocere in forno preriscaldato, ventilato a 180°C per 40'/45'.

Fare sempre la prova stecchino.

 Non capita anche a voi di dover necessariamente preparare altre ricette per smaltire quello che è avanzato da una ricetta precedente? A me spessissimo , poi succede anche che mi avanza qualcosa dalla seconda ricetta fatta e così via, in un circolo senza fine.

Questa volta mi era avanzata della crema pasticcera e mi è sembrata una degna fine inserirla in questo dolce perché di fronte ad un lievitato non mi tiro mai indietro.

Stavolta nessuna complicazione, solo lievito di birra e neanche eccessive ore di lievitazione, iniziando nel primo pomeriggio potrete gustarlo a cena.

La ricetta viene da questo profilo Instagram.














Chinoise alla crema pasticcera e gocce di cioccolato

Per una torta da 24 cm:

  • pasta lievitata
  • crema pasticcera
  • gocce di cioccolato fondente
Per la crema pasticcera utilizzate pure la ricetta che preferite oppure seguite questa, questa di Knam o questa .

Per la pasta brioche
  • 250 g farina 00
  • 250 g farina di forza ( manitoba )
  • 80 g burro a temperatura ambiente
  • 50 g zucchero semolato ( volendo aumentare a 100 g)
  • 1 cucchiaino di sale
  • 20 g lievito di birra fresco
  • 2 uova
  • 200 ml di latte fresco
  • Crema pasticcera 250 g
  • Gocce di cioccolato fondente
  • Un tuorlo per spennellare
Nella ciotola della planetaria mescolare farina, zucchero, sale, uova e lievito, aggiungere il latte poco alla volta, lavorare per alcuni minuti e far incordare,inserire il burro morbido a fiocchetti, far assorbire bene prima di inserire il successivo.
Lavorare per altri 5'.
Arrotondare , porre in ciotola, coprire con pellicola e far raddoppia re, impiegherà circa un'ora e mezza.
Se non avete già la crema pronta approfittate di questo momento per prepararla, così sarà fredda quando dovrete utilizzarla.
A raddoppio avvenuto rovesciare di un piano leggermente infarinato e stendere formando un rettangolo di 28 cm per 35 cm.
Spalmare tutta la superficie con la crema pasticcera, cospargere di gocce di cioccolato e arrotolare dal lato lungo.
Ritagliare dei pezzi di 5 cm, ne otterrete 9.
Porre in uno stampo a cerniera, foderato con carta forno, di 24 cm di diametro e far lievitare per altri 30'.
Spennellare con il tuorlo.
Preriscaldare il forno a 180°C ventilato, cuocere per 45' , fare la prova stecchino, se avete un termometro a sonda la temperatura dovrà essere di 95°C.
Volendo, una volta fredda decorare con della glassa.
Ottima consumata nel giro di due giorni, conservare sotto una campana per torte o avvolta nel cellophane.

 Ho una passione per le torte di mele, su questo blog ne troverete abbastanza, per me c'è sempre un buon motivo per provarne una nuova.

Ma di fronte ad una predilezione così spiccata la natura ci ha messo lo zampino e mi sono ritrovata la figliola allergica alle mele ( oltre che ad un altro elenco di alimenti), lasciando a me la responsabilità di mangiare tutte le torte che provo.

Poi, per fortuna, abbiamo testato che la mela cotta non creava problemi e finalmente ho avuto via libera dalla figliola che ha potuto richiedermi le torte di mele che preferisce, quelle con diverse consistenze, con una base croccante, un interno a base di mele e uno strato soffice, la ricetta della pasticcera Rita Busalacchi è risultata perfetta.

E da oggi saremo in due a mangiarle.






Torta di mele di Rita Busalacchi

Per uno stampo da 20 cm

La torta si compone di un guscio di frolla, uno strato di mele spadellate e uno strato di cake.

Per la frolla

  • 250 g farina 00
  • 125 g burro
  • 125 g zucchero semolato
  • 50 g uova
  • scorza di limone bio grattugiata
Lavorare burro e zucchero, poi unire l'uovo leggermente battuto, la farina e gli aromi.
Ad impasto omogeneo, appiattire, avvolgere nella pellicola e far riposare in frigorifero per un'ora almeno.
Stendere la pasta a 5 mm di spessore e foderare un anello in acciaio, creare il bordo, bucherellare il fondo che così non si gonfierà in cottura e fare una cottura in bianco a 160°C per 10'.

Per la mele spadellate
  • 2 mele Golden
  • 30 g zucchero semolato
  • 30 g burro
  • 1 mela per la finitura
Sciogliere il burro, unire  le mele e lo zucchero e spadellare fino a quando le mele non risulteranno tenere, ma non disfatte.
Volendo sfumare con un liquore a scelta.
Preparare le mele mentre la frolla riposa in frigorifero

Per il cake

  • 100 g burro a temperatura ambiente
  • 50 g zucchero semolato
  • 90 g crema pasticcera
  • 50 g uova
  • 50 g farina 00
  • 40 g amido di mais
  • 5 g lievito per dolci
  • 2 g sale
  • Scorza di un limone bio
Montare il burro con lo zucchero a crema, unire le uova leggermente battute e a temperatura ambiente e continuare a montare, inserire il resto degli ingredienti.

Nel guscio precotto fare uno strato von le mele spadellate, versare la massa per il cake e terminare con fette di mele.
Cuocere in forno preriscaldato, ventilato a 170°C per 30'. Con il mio forno dopo 30' ho proseguito per altri 15' controllando la superficie, quando è risultata dorata e asciutta alla prova stecchino , ho tirato fuori.

Volendo spennellare con gelatina di albicocche calda.







 Serviva un lievitato per concludere in bellezza questo periodo e anche le ferie,  giorni all'insegna del relax , delle mani in pasta per scacciare il nervosismo che serpeggia dalle mie parti. Prima o poi ne verremo fuori,  nel frattempo io continuo a  impastare e a pensare che tutto andrà  per il meglio. 

Ho già  provato la galette des rois ai kumquat  lo scorso anno e,  per restare in tema di re magi ho deciso di realizzare questa ricetta che la tradizione  chiama roscón de Reyes (traduzione italiana Ciambella dei Re Magi) nota anche come rosca de Reyes in America Latina o rosco de Reyes (torta dei Re Magi) , un dolce spagnolo a forma di ciambella decorato con frutta candita o caramellata in vari colori.

L'origine del roscón de Reyes sembra essere in relazione con i Saturnalia romani, le feste dedicate al dio Saturno in concomitanza con i giorni successivi al solstizio di inverno. Per questi festeggiamenti, si elaboravano torte rotonde con fichi, datteri e miele, che venivano distribuite indistintamente a plebei e schiavi. Già nel secolo III, si introduceva all'interno del dolce una fava secca e il fortunato a cui capitava veniva nominato re dei re per un breve periodo di tempo precedentemente stabilito, oggi si introduce  nel dolce una figurina che decreterà il re, mentre è tradizione che colui che trova la fava paghi il roscón. Si mangia il 6 gennaio, in occasione dell'Epifania

Notizie prese da qui 

Tra le varie  ricette mi sono affidata a quella di Clelia FoodPhoto , leggermente modificata, vista su Instagram , ma siccome i canditi non sono molto apprezzati dalle mie parti, ho deciso di modificare un poco la ricetta inserendo una farcia golosa alla crema di pistacchi. 

I re Magi  saranno contenti lo stesso,  secondo me 😉







Roscon de reyes o ciambella dei Re Magi

Dose per una ciambella  

  • 250/300 g metà  farina 00 e metà farina manitoba
  • 50 g zucchero 
  • 5 g sale
  • 1 cucchiaio acqua di fiori d' arancio
  • 32 g latte freddo 
  • 2 uova
  • 10 g lievito di birra fresco 
  • 125 g burro freddo
In planetaria con la foglia inserire le farine,  sale e zucchero e mescolare per trenta  secondi .
In un bicchiere mescolare latte e lievito,  far sciogliere,  aggiungere le uova e l' acqua di fiori d' arancio,  versare questo composto,  poco alla volta,  in planetaria  a velocità 1.
A impasto incordato inserire il burro freddo a cubetti,  sostituire la foglia con il gancio e portare a velocità  media. 
Lavorare per 15', se occorre ribaltare l' impasto durante la lavorazione. 
Al termine arrotondare e porre su un piano,  far lievitare per 30' a temperatura ambiente,  coperto. 
Trascorso questa sto tempo sgonfiare la pasta,  avvolgere nella pellicola  e porre in frigo  per una notte. 

Farcia
La tradizione prevede una farcia a base di di frutta candita ( 40 g),  io ho voluto utilizzare della crema di pistacchi, gocce di cioccolato,  canditi di arancia e dei kumquat canditi. 
Avremo bisogno inoltre di gelatina di albicocche e zucchero a granella per la decorazione,  oltre ad una fava e una figurina da nascondere all' interno ( che io ho dimenticato  di inserire). 

Al mattino  ribaltare l' impasto su un piano di lavoro leggermente  infarinato,  stendere la pasta ottenendo un rettangolo,  farcire a piacere,  inserire anche la fava e la figurina ( se la si possiede e non lo si dimentica ),  avvolgere l' impasto, arrotolandolo . 
Su una teglia porre della carta forno  e un coppa pasta attorno a cui creeremo la ciambella,  sigillando bene le due estremità. 
Porre in forno  un pentolino con dell' acqua bollente per creare un ambiente umido e inserire la teglia con la ciambella,  far lievitare per un'ora e venti minuti. 
Rimuovere l' acqua e la teglia dal forno e preriscaldare a 170°C.
Cuocere per 20'/30'.
Se si preferisce una superficie dorata spennellare con tuorlo mescolato con poco latte prima di infornare.  
Dopo la cottura far raffreddare. 
Spennellare con la gelatina di albicocche calda,  decorare con zucchero a granella e frutta candita a piacere. 

 

 Annus horribilis questo 2020.

Credo che nessuno di noi lo dimenticherà, ma oggi voglio fare un esercizio diverso,  invece che concentrarmi sulle cose negative di questo anno appena trascorso,  voglio pensare alle cose buone che ci sono state,  perché comunque ci sono state e, cosa non da poco,  mi sento grata per avere ancora tutti i miei cari vicini anche se lontani. 

Questo anno appena arrivato  merita  l' ottimismo  che si riserva a tutte le cose nuove , io l'ho festeggiato con un dolce in cui affondare il cucchiaino,  una coccola per il palato con la  consistenza vellutata della crema e il croccante dello zucchero caramellato, una crème  brulée che mi ha attirato sopratutto perché si cuoce direttamente nel forno senza bagnomaria. 

A noi è piaciuto moltissimo. 

Auguri a chiunque passi di qui per un 

                                    buon 2021 


La ricetta viene dal profilo Instagram di #framboise_et_vanille. 







Crème brulée

Per sei ramequin

  • 4 tuorli
  • 80 g di zucchero 
  • Una bacca di vaniglia
  • 400 ml panna fresca al 30% m. g. 
  • Zucchero di canna per la finitura
Preriscaldare il forno a 100°C. 
Far bollire la panna con la bacca di vaniglia e i semini estratto. 
In una ciotola capiente mescolare i tuorli con lo zucchero,  senza montare. 
Inserire la panna bollente,  filtrando la e mescolare bene. 
Versare nei ramequin. 
Cuocere in forno a 100°C  per un' ora. 
All' uscita dal forno la crema risulterà  leggermente tremolante,  va bene così,  di rapprendere raffreddandosi. 
Lasciare a temperatura ambiente e poi passare in frigorifero per almeno due ore. 
Prima di consumare cospargete ogni ramequin con un cucchiaio di zucchero di canna e caramellare con un cannello oppure lasciando in forno con funzione grill,  fino a quando non risulterà caramellata la superficie. 
Io ho utilizzato un cannello. 

 Da quando ho visto questa ricetta da Fabio e Annalú  la preparo ad ogni Natale. 

Sono dei dolcetti gustosi e profumati, nati a Napoli dalle mani delle suore del Divino Amore e creati appositamente per la madre di Carlo II  D'Angió.

Non mancano sui vassoi di dolci delle feste a Napoli, ma vi assicuro che se li provate non mancheranno più  neanche dai vostri. 

Rispetto alla ricetta originale ho fatto delle piccole modifiche,  ho utilizzato farina di mandorle, invece che  mandorle con la pelle, e solo canditi di arancia .

Per la glassa questa volta ne  ho utilizzata una già  pronta,  quella data non mi ha convinto molto, nell' attesa di trovarne una valida non ve ne lascio nessuna.

Provateli e gustateveli. 



Dolci Divino Amore 

Per 20 pezzi 

  • 250 g mandorle con la pelle ( per me farina di mandorle) 
  • 250 g zucchero semolato 
  • 75 g canditi ( per me arancia candita) 
  • 1 cucchiaio essenza di vaniglia
  • buccia grattugiata di un limone bio
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • ostie
Per lafinitura 
  • Gelatina di albicocche per spennellare 
  • Glassa pronta
Tritare finemente le mandorle con metà  dello zucchero ( io ho solo mescolato i due ingredienti),  tritare i canditi con l' altra metà dello zucchero,  unire i due composti in una ciotola,  inserire vaniglia e buccia di limone,  le uova e impastare. 
Coprire con la pellicola e porre in frigo per una notte.. 
Il giorno successivo  formare delle palline di circa 30 g e porre sull' ostia. 
Disporre i dolcetti su una teglia e cuocere in forno caldo a 180°C  , modalità statica,  per 15'/18'.
Estrarre i dolci dal forno  e far intiepidire, ritagliare l' ostia in eccesso, spennellare ogni dolcetto con gelatina di albicocche fatta intiepidire. 
Far raffreddare  completamente. 
 
Immergere i dolcetti , solo dal lato superiore , nella glassa, far raffreddare,  porre dei confettini sulla glassa,  prima che rapprenda completamente. 
Far asciugare bene. 
Conservare in scatole di latta. 

Sono tanti anni che preparo il ciambellone di Santin e mi sono accorta di non averlo mai scritto su  questo blog. 

É una ricetta facile,  che riesce ( e non poteva essere altrimenti),  con ingredienti di facile reperibilità  .

L' ho preparato una mattina  andandolo a cercare in uno dei miei tanti quadernini e così  ho deciso di farlo approdare su queste pagine virtuali. 







Ciambellone di Maurizio Santin 

Per uno stampo a ciambella di 26/28 cm

  • 300 g farina 00
  • 250 g zucchero 
  • 4 uova 
  • 150 ml olio di semi 
  • 120 ml latte
  • 7 g lievito per dolci 
  • 5 g sale fino
  • vaniglia o buccia di limone
Montare gli albumi a neve,  riservare. 
In planetaria montare i tuorli con lo zucchero , far triplicare,  inserire il sale e gli aromi e aggiungere a filo l' olio e il latte. 
Inserire la farina setacciata con il lievito inglobandola  con una spatola. 
Incorporare anche gli albumi  senza far smontare il composto. 
Versare in uno stampo a ciambella  unto con burro  , cospargere con zucchero a granella  e cuocere in forno caldo  a 180°C  per 40'/45'.


 Senza tanti grilli per la testa questi biscotti. 

Semplicemente una buona ricetta per un risultato ideale da inzuppare,  direttamente dal Maestro pasticcere Gino Fabbri, ed è perfetta , sia nell' esecuzione che nel gusto. 

La dose é giusta , non dimezzate o ve ne pentirete. 











Biscotti da colazione di Gino Fabbri 

  • 500 g farina 00
  • 15 g lievito per dolci 
  • 100 g burro morbido 
  • 200 g zucchero 
  • 2 uova
  • 50 g latte
  • Buccia di limone bio
  • Vaniglia
  • Latte e zucchero per la finitura
In planetaria  amalgamare burro,  zucchero,  limone grattugiato  e vaniglia,  unire le uova e il latte e continuare a lavorare,  inserire tutta la farina setacciata con il lievito. 
Stendere su un piano infarinato allo spessore di 7 mm,  ritagliare i biscotti con le formine,  porre su teglia con carta forno , spennellare con latte e cospargere di zucchero semolato. 
Cuocere in forno preriscaldato,  ventilato a 150/160°C  per 12'/14'.



 Cerco sempre un dolce speciale per la colazione e così,  questa volta,  ho voluto provare la ricetta di Cristophe Felder un pasticcere  francese che è quasi un monumento nazionale. 

La ricetta è semplice e veloce da realizzare,  ho modificato solo il tipo di frutta da inserire,  mirtilli al posto delle fragole. 

Devo dire che utilizzando la temperatura prevista ho avuto problemi di cottura,  ho dovuto prolungare per avere un risultato asciutto e coprire con della carta argentata per non farlo bruciare,  probabilmente il mio forno é tarato in modo diverso. 

Il dolce è buono e migliora con il passare dei giorni, ha una durata di quattro / cinque giorni se conservato coperto. 





Gateau yogurt, mirtilli e lamponi  di Cristophe Felder 

Stampo da plumcake da 24 cm

  • Confettura di lamponi 
  • 125 g burro a temperatura ambiente 
  • 125 g yogurt al naturale 
  • 3 uova a temperatura ambiente 
  • 250 g zucchero 
  • 10 g lievito per dolci 
  • 300 g farina 00
  • 15 g rum
  • Mirtilli,  lamponi
Ammorbidire il burro fino a renderlo a pomata. 
Nella ciotola del robot unire burro,  yogurt,  uova e zucchero. Mescolare. 
Versare farina e lievito, il rum e far girare le lame fino ad ottenere un composto liscio. 
Versare nello stampo da plumcake imburrato e infarinato,  metá composto, inserire la frutta e coprire con il resto dell' impasto. 
Cuocere in forno preriscaldato a 190°C ( Felder consigliava 210°C,  ma per il mio forno sono troppi ) per 45' , fare la prova stecchino e prolungare se occorre. 
Sformare caldo. 
Scaldare la confettura di lamponi e spennellare la superficie del dolce,  far raffreddare e dare una seconda spennellata. 


 Mi sono accorta di avere questa strana abitudine, il giorno prima di ferragosto  metto le mani in pasta. 

Pensavo di essermela cavata con le sperimentazione della vasocottura al microonde,  ma poi,  complice un licoli bello rinfrescato,  ci sono ricaduta. 

Facendo seguito alla tendenza vegana/ vegetariana  che mi sta accompagnando in questo periodo,  ho provato una ricetta di maritozzi vegana,  ma ho modificato la ricetta originale,  con lievito di birra,  per utilizzare il licoli.

Con la temperatura della mia cucina la lievitazione è stata una bomba. 

Il tempo totale per la ricetta é stato di circa nove ore, dall' impasto alla cottura. Ho iniziato alle 14,30 e sfornato alle 23 circa. 

La ricetta originale viene da Instagram  dal profilo di Sementis.veg.





Maritozzi vegani con licoli

Per 12 pezzi da 75/80 g

  • 225 g farina 00
  • 225 g farina per pizza o tipo 1
  • 110 g zucchero di canna 
  • 200 ml latte vegetale ( per me di mandorle) 
  • 80 g olio di semi
  • 100 g licoli rinfrescato 
  • Buccia di arancia e limone grattugiata 
  • Sale
* Per la versione con lievito di birra utilizzare 500 g di farina totale,  250 g di latte e 18 g di lievito di birra. Considerare 2/3 ore per la prima lievitazione e 30' circa per la seconda.

In planetaria versare il latte tiepido,  il licoli e lo zucchero,  mescolare per far sciogliere lo zucchero,  aggiungere l' olio. 
Unire le farine setacciate, gli aromi e il sale,  lavorare con la foglia a media velocità fino ad avere un composto liscio e incordato. 
Arrotondare e porre in un contenitore,  coprire e far raddoppiare a temperatura ambiente ( ad agosto la temperatura è ideale)  per me sono state necessarie 3/4 ore. 
Rovesciare su un piano leggermente infarinato,  dividere in pezzi da circa 80 g,  arrrotondare, porre su teglia con carta forno  coprire con pellicola e far lievitare per altre 2/3 ore. 
Preriscaldare il forno a 180°C,  spennellare i maritozzi con una miscela di latte vegetale olio di semi  e infornare per 15', fino a doratura. 

Far raffreddare  e farcire con panna montata vegetale aromatizzata con vaniglia e zucchero a velo. 
Spolverizzare con zucchero a velo e gustare. 

Quando  la figliola chiede un dolce per il fidanzato che si fa?  Si cerca di accontentarla, provando a far riuscire una ricetta,  dopo che l'ho fatta una volta e non mi ricordo più  come.
Alla fine il plumcake lo ha realizzato lei stessa,  con le sue manine,  come è giusto che sia e io ho scoperto che la versione muffin piace tanto anche al pargolo, così  caldo torrido  ignorato e forno acceso per preparare nuovamente questa ricetta.




Plumcake  o muffin allo yogurt senza burro
Dose per 6/7 muffin o un plumcake ( per la quantità  in foto raddoppiare le dosi) 

  • 3 uova 
  • 140 g zucchero 
  • 100 ml olio di semi
  • 125 g yogurt  al limone
  • buccia di limone  bio grattugiata 
  • 200 g farina 00
  • 5 g lievito per dolci 
  • sale
In planetaria  montare le uova con lo zucchero,  far triplicare,  inserire l'olio,  lo yogurt,  la buccia grattugiata  e il sale.
Setacciare  farina e lievito e versare nella ciotola continuando  a mescolare. 
Versare in stampo da muffin  foderato con cartine, riempire fino a ¾ dell' altezza,  decorare la superficie  con zucchero a granella. 
Preriscaldare il forno a 175°C ,  infornare per 25' circa per i muffin,  45'/50' per un plumcake unico. 

Era da tanto che non preparavo una torta. 
Il penultimo giorno di ferie ha portato la voglia di provare un dolce che mi ha sempre incuriosito : la torta Medovik. 
È un dolce di origine russa che deve il suo nome dalla parola  "miod" che vuol dire dire miele ed è  il principale ingrediente della torta. 
La leggenda attribuisce la nascita del primo “Medovik” al 1820, si dice che sia stato creato dallo chef personale della moglie dell’imperatore russo Alessandro I, Elizaveta Alekseevna, che detestava il miele, come tutti i cuochi della corte sapevano, ma non il giovane chef. 
Al momento del dessert  arrivano tanti dolci,  ma è proprio la torta Medovik a colpire l'imperatrice che,  una volta scoperto che era a base dell' ingrediente che lei non amava,  decide di premiare l' audacia  del giovane, e la bontà  della torta ,  facendolo diventare il suo dolce preferito. 
Non esiste una ricetta ufficiale,  quello che è  certo è  che si tratta di una torta con 8 strati di una pasta a base di miele alternati ad una crema al mascarpone e panna acida,  alcune versioni aggiungono anche delle noci,  io ho voluto replicare la ricetta vista su questo canale YouTube.

La preparazione richiede un po'  di tempo nella cottura degli strati, ma non presenta difficoltà particolari se non quella di stendere i panetti nella misura giusta e ritagliarli. Non fatevi scoraggiare,  volendo si può preparare in due step realizzando un giorno le basi e il giorno dopo assemblando con la crema. 
La crema è semplicissima,  consiste nell'unire mascarpone,  panna acida e panna montata e un po'  di gelatina per stabilizzare,  ma volendo si può  omettere. 
Il resto lo fa il riposo e la bontà dell' insieme. 
Vi suggerisco di dare un' occhiata al video,  è chiarissimo e permette di ottenere un ottimo risultato. 





Torta Medovik 
Dose per 10 /12 persone,  per una torta di 22/23 cm

Base 
Dose per 8 strati
  • 400 g farina 00
  • 100 g miele
  • 130 g zucchero semolato 
  • 2 uova
  • 50 g burro 
  • 20 ml acqua
  • ½ cucchiaino di sale 
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio 
  • 12 g lievito per dolci 
Crema
  • 250 g mascarpone 
  • 30 g zucchero semolato 
  • vaniglia
  • 4 g gelatina in fogli 
  • 500 g panna fresca da montare
  • 80 g panna fresca per sciogliere la g et latina
  • 140 g panna acida ( se non riuscite a reperire potete prepararla unendo 20 ml di succo di limone a 120 g di panna fresca 15 minuti prima dell'utilizzo)
Bagna
  • Mezzo bicchiere d'acqua 
  • Un cucchiaino di miele
Finitura
  • 200 ml panna da montare
  • 15 g zucchero 
  • vaniglia
  • Briciole di biscotto al miele
Preparazione delle basi
Setacciare la farina e tenere da parte. 
In un pentolino porre il miele scaldare a fuoco medio /basso,  una volta sciolto aggiungere il bicarbonato  e,  lontano dal fuoco,  mescolare con un cucchiaio di legno fino a quando la schiuma che si verrà a creare non inizi a diminuire ( serviranno un paio di minuti). 
Porre nuovamente sul fuoco e unire lo zucchero,  il sale e l'acqua e mescolare fino a sciogliere tutto lo zucchero. 
A questo punto si può scegliere di proseguire ancora la cottura per avere un composto color caramello oppure procedere con la ricetta,  io ho proseguito nella cottura mescolando continuamente. 
Allontanare dal fuoco e inserire il burro freddo,  mescolando. 
Versare tutto in una ciotola e inserire le uova leggermente battute,  mescolando rapidamente per non farle coagulante. Utilizzare una forchetta,  servirà per tutto l' impasto. 

Iniziare ad inserire la farina poco alla volta,  quando si è  a metà aggiungere il lievito setacciati nella farina rimasta e terminare di inserire,  mescolando sempre con una forchetta. 
Si otterrà un composto ben amalgamato,  ma abbastanza morbido. 
Versare su una pellicola e avvolgere dando una forma cilindrica,  far riposare in frigorifero per almeno un' ora e mezza. 
Trascorso questo tempo porre l' impasto su un piano infarinato e dividere in 8 pezzi del peso di 100 g ciascuno. 
Formare delle palline,  porre su un piatto infarinato e coprire con la pellicola,  mentre si lavorano le basi. 
Preriscaldare il forno a 175°C,  ventilato. 
Ritagliare 8 pezzi di cartaforno e iniziare a stendere la prima base. 
Su cartaforno leggermente infarinata appiattire con le mani una pallina di impasto,  allargare bene e proseguite con il matterello,  infarinando bene per non far attaccare la pasta,  ottenere una circonferenza , ritagliare una base,  aiutandovi con un anello per torte, di circa 22 cm,  lasciare gli scarti sul foglio,  ma allontanateli dalla base, bucherellare la base con una forchetta,  rimuovere la farina in eccesso e procedere alla cottura per 5'/6'.
Prestare attenzione che cuoce rapidamente,  non far scurire troppo. 
Appena sfornato,  porre su un tagliere per mantenere la forma piatta,  recuperare i ritagli e tenere da parte. 
Proseguire con tutte le otto basi,  cuocendo sempre i ritagli e  tenendoli da parte. 
Dopo l' ultima base sfornata,  su un foglio di cartaforno versare tutti i ritagli e inserire nel forno spento,  ma caldo per farli biscottare, per 4'/5'.
Una volta tostati porre in un frullatore e  frullare fino ad ottenere delle briciole,  serviranno per la finitura della torta. 
Tenere da parte. 












Preparare la bagna: scaldare l' acqua,  sciogliervi il miele e tenere da parte. 

Preparare la crema 
Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda. 
Se non avete la panna acida adesso è il momento di crearla unendo  i 120 g di panna e i 20 ml di succo di limone e facendo riposare per 15'.

Scaldare gli 80 g di panna e sciogliere la gelatina strizzata dall' acqua. 

Montare la panna,  a metà inserire lo zucchero e la vaniglia, ottenere una consistenza soda,  riservare. 
Ammorbidire il mascarpone con una frusta elettrica,  unire poco alla volta la panna acida,  mescolando sempre con la frusta elettrica,  iniziare ad unire la panna montata poco alla volta,  utilizzando una frusta a mano per non smontare il composto. 
Unire la gelatina sciolta nella panna poco alla volta,  mescolando sempre dal basso verso l'alto.

Montaggio
Su un piatto da portata versare un cucchiaino di crema e poggiare la prima base,  inserire in un anello regolabile con acetato o cartaforno sui bordi. 
Bagnare la base con un pennello da cucina con la bagna al miele,  bagnare poco. 
Aspettare 30 secondi per far assorbire  é inserire ⅛ della crema  preparata,  proseguire con le altre basi allo stesso modo, terminare con la crema. 
Sigillare con la pellicola e porre in frigo a stabilizzare per 5 ore circa. 

Montare la panna con lo zucchero e la vaniglia. 
Sformare la torta, rimuovere l'anello e  l' acetato,  creare con la spatola uno strato di panna sul top e sui lati della torta. 
Cospargere tutta la torta con le briciole di biscotto tenuto da parte,  iniziando dal top,  aiutandovi con un pennello da cucina per distribuire meglio le briciole,  passare ai lati e coprire con le briciole,  aiutandovi con una spatola. 




Mi piace essere originale,  non posso farci nulla é più  forte di me.
L' ho fatto anche questa volta,  é la festa del papà,  tutti  preparano zeppole e io invece mi dedico alle chouquettes  piccoli bignè  venduti nelle panetterie parigine é molto apprezzato dal pargolo dalla prima volta che li provai,  nel 2015.
Questo periodo merita delle piccole attenzioni nei confronti delle persone che sono vicine a noi , il mio modo di di coccolare passa anche attraverso il cibo.

La ricetta é simile ad una pasta da bignè,  ma bilanciata diversamente e con più  zucchero nell' impasto,  inoltre necessità di una finitura con tuorlo che regalerà  un bel colore dorato dopo la cottura.
Questa ricetta,  con la mia firma,  é apparsa sulla rivista A Tavola nel 2015.




Les chouquettes 
Dose per 50 pezzi grandi come una noce 

  • 200 g acqua 
  • 50 ml latte 
  • 50 g zucchero semolato 
  • ½ cucchiaino di  sale
  • 80 g burro 
  • 150 farina 0 
  • 150 g uova ( circa tre) 
  • 1 tuorlo per la finitura 
  • 1 cucchiaio di latte per la finitura 
  • Zucchero semolato e a granella  per la finitura 
In una pentola portare a bollore acqua,  latte e zucchero, unire il burro e farlo sciogliere. 
Lontano dal fuoco  unire in un solo colpo la farina setacciata due volta. 
Mescolare con un cucchiaio di legno,  portare nuovamente sul fuoco e continuare a mescolare  vigorosamente  fino a quando il composto non formerà una palla e inizierà a  sfrigolare contro le pareti della pentola. 
Porre nella ciotola della planetaria e,  con la foglia,  far girare fino a quando non si sarà  intiepidito. 
A questo punto iniziare ad inserire un uovo alla volta,  far assorbire bene prima di inserire il successivo,  valutare la consistenza che dovrà essere come una crema compatta,  se occorre inserire un altro uovo,  poco alla volta. 
Versare in una sacca à poche  oppure utilizzare due cucchiaini  e formare su una teglia , imburrata e asciugata con dalla carta assorbente per rimuovere l' eccesso,  dei mucchietti  di impasto grandi come una noce. 
Mescolare tuorlo,  latte e spennellare  le chouquettes  cospargere con zucchero semolato e a granella e cuocere in forno preriscaldato  a 180°C  per 20', proseguire altri 10' a 175°C'. 
Far raffreddare. 
Per conservarle porre in sacchetti di nylon ancora tiepidi  per mantenermi morbidi, volendo farcire con panna montata con poco zucchero a velo. 
La prima volta che ho provato questa ricetta ho combinato un macello.
Non mi è riuscita,  ma il sapore mi piaceva molto. 
A distanza di un anno ci ho riprovato,  una brioche allo zucchero di Cedric  Grolet meritava un' altra possibilità e questa volta ho avuto il risultato sperato. 
La ricetta gira in rete,  la trovate in tantissimi blog e da oggi anche qui. 
Ho utilizzato un anello da 20 cm ottenendo una brioche più  alta,  la prossima volta proverò con uno stampo da 22 cm,  ma anche questa forma é molto piacevole da mangiare con una bella spalmata di cioccolata  o marmellata. 





Tarte au sucre di Cedric Grolet 
Per uno stampo da 20/22 cm
  • 250 g farina 0
  • 3 g sale ( 6 g nella ricetta originale) 
  • 10 g lievito di birra fresco 
  • 115 g uova ( circa due) 
  • 38 g latte fresco  
  • 125 g burro a temperatura ambiente 
Per la finitura 
  • Un tuorlo
  • Poco latte 
  • Zucchero di canna 
  • Burro
Versare in planetaria tutti gli ingredienti , tranne il burro,  e lavorare con la foglia a velocità 1 per 15'.
Una volta ottenuto un composto aggrappato alla foglia iniziare ad inserire il burro a fiocchi,  poco alla volta,  continuare a lavorare a velocitá 2 per 10'.
Ribaltare l'impasto di tanto in tanto,  dopo ogni inserimento del burro, fino a quando non si otterrà  un impasto liscio. 
Far lievitare per due ore in una ciotola coperta con pellicola. 
Trascorso questo tempo sgonfiare la pasta con i pugni. 
Stendere in un anello con cartaforno sul fondo e lasciar lievitare per due ore,  coperto con un canovaccio inumidito. 
Preriscaldare il forno ventilato  a 170°C .
Mescolare il tuorlo con un paio di cucchiai di latte,  utilizzare per spennellare tutta la superficie del dolce,  creare con le dita 15 fossette,  inserire in ognuna un pezzetto di burro,  cospargere tutta la superficie con lo zucchero di canna. 
Cuocere per 15'/20'.
Ottima tiepida,  ma anche il giorno successivo é perfetta con qualcosa da spalmare. 
Chissà perché quando i nostri cari non ci sono più  ogni minimo ricordo diventa  importante.
Quelle cose che rifuggivamo, quando erano loro a farle,  assumono un altro valore e siamo proprio noi a cercare di non perderle, magari dedicando un pomeriggio ad una ricetta che fino a poco tempo prima evitavano accuratamente.
Si possono fare queste riflessioni preparando le chiacchiere o cioffe,  come vengono chiamate a Sulmona?
Un amico mi ha coinvolto nella preparazione di questi dolci, tipici del Carnevale, che la sua mamma,  la signora Lucia, preparava in grandi quantità con l'aiuto delle donne del vicinato.
Con Franco abbiamo ripercorso  i momenti di quello  che era un rito: preparare l' impasto,  tirare fuori la spianatoia, girare la manovella della nonna papera, ritagliare le strisce con la rotella dentellata e  alla fine tuffare le cioffe nell' olio caldo del frappiere.



Quella che vedete in foto è una   particolare pentola in rame, stagnata all'interno, che permetteva di friggere l'impasto conferendogli una forma tondeggiante. Il frappiere, ormai é quasi introvabile.
La fabbricazione del frappiere venne avviata nella bottega fondata da Agrisello Arduini, a L'Aquila,  conosciuta in città per la lavorazione del rame, del ferro e dell'ottone, e il suo utilizzo fu costante fino alla seconda metà del secolo scorso. In tutte le famiglie si utilizzava per la prepazione di dolci del carnevale. Per la difficoltà della lavorazione del rame oggi gli antichi strumenti sono stati sostituiti con altri in alluminio e acciaio.
( Notizie prese dal sito Calendario etnoantropologico sul Carnevale a L'Aquila ).
Ebbene il mio amico Franco ne possiede uno,  ha trovato il modo di farsi costruire una specie di tripode per sostenere il frappiere sul fuoco e avere così  entrambe le mani libere.
Il frappiere viene riempito di olio di arachidi e,  una volta raggiunta la temperatura ( che per la frittura ideale  dovrebbe aggirarsi tra i 165°C e  i 185°C  ) si inserisce una striscia molto lunga di impasto delle chiacchiere  e subito si copre con la parte del frappiere composta da una specie di mestolo bucherellato e capovolto che avvolge completamente l' impasto e permette di mantenerlo in immersione nell' olio.







Quando la cioffa risulta dorata , si sgocciola e si fa asciugare su carta assorbente.
Si servono cosparse con zucchero a velo,  realizzato rigorosamente con un macinacaffé dedicato a macinare lo zucchero semolato.




Entrare in casa della signora  Lucia é stato il modo più  bello per celebrare una tradizione antica ed è stato un onore per me far rivivere gesti antichi che spero non andranno perduti.

Per la ricetta delle cioffe ho utilizzato quella della mia mamma,  che trovate qui,  con l' aggiunta di anice nell' impasto,  per ottenere proprio il sapore che il mio amico Franco ricordava.

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