mercoledì 30 aprile 2014

Torta marshmallow, banana , rum e cocco


Solo un dolce, per risollevarsi da questa stagione che non vuole decollare.
Per provare ad immaginare sole, spiaggia e mare anche quando fuori c'è pioggia a secchiate.
Perchè a me la pioggia a fine aprile riesce a mandarmi in depressione e bisogna anche tirarsi su in qualche modo.
E voi cosa fate per tirarvi su?





Torta marshmallow, banana , rum e cocco

Dose per uno stampo da 20 cm

Per la base
150 g wafer alla nocciola ( per me al limone)
60 g burro

Per la crema
  • 250 ml latte
  • 50 g farina di cocco
  • 25 marshmallow ( per me 50 g di fluff di marshmallow da aumentare fino a 150 g la prossima volta)
  • 50 g di zucchero a velo ( non era presente nella ricetta di Stefania, ma per me da aggiungere perchè poco dolce)
  • 20 g burro
  • 250 ml panna fresca
  • 50 g rum
  • 1 foglio di colla di pesce ( per me 2 fogli circa 5 g)
  • 1-2 banane mature

( Stefania aggiungeva la meringa all'italiana sulla torta, io non ho il cannello per flambare e ho utilizzato della panna montata!)

Scaldare il latte, spegnere e unire il cocco, lasciare in fusione per 30' minimo.
Portare a bollore e unire il marshmallow e il burro e far sciogliere ( aggiungere anche lo zucchero).
Far raffreddare in frigo per una notte.
Preparare la base di wafer, sminuzzare i wafer e il burro.
Pressare in un cerchio foderato con cartaforno e cuocere a180°C per 10 minuti.
Far raffreddare.
Il giorno successivo far ammorbidire la gelatina , strizzarla e scioglierla a fuoco dolcissimo ( o a bagnomaria) nel rum.
Montare la panna, unirla alla crema, senza smontare e aggiungere anche la gelatina e il rum, passandoli attraverso un setaccino.
Mescolare bene senza smontare.

Foderare la tortiera con delle strisce di acetato ( permetteranno al dolce di sformarsi meglio).
Sul fondo distribuire le banane tagliate a fette, versarvi la crema e porre in frigorifero per 3/4 ore.

Sformare su un piatto, rimuovere l'acetato, decorare con fette di banana lasciate in succo di limone e zucchero , granella di nocciole  e panna montata.



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lunedì 28 aprile 2014

Pane senza impasto

Dopo tanto penare dietro al mio lievito madre , sempre quello senza nome, ho deciso di voler provare un pane semplice, facile da realizzare, senza tanto stress.

L'occasione è stata determinata dalla rottura del gancio della planetaria.
Strano come ci si abitui subito alle macchine che lavorano al posto nostro, quando è accaduto ho pensato che non sarei stata in grado di fare niente e addio pane per la famiglia, così ho cercato in rete la ricetta del pane senza impasto, dopo aver letto diverse versioni, ho realizzato il mio.

Devo ammettere che è un pane di semplicissima realizzazione, anche cambiando le farine utilizzate, unica difficoltà, per me, è stata quella della forma ( mi si è un pò spatasciato), per il resto tutto lineare.
Rispetto al pane con il lievito naturale, questo , superato un certo numero di giorni, tende ad ammuffire, pur mantenendo la sofficità.



Pane senza impasto
  • 100 g farina manitoba
  • 100 g farina Einkorn
  • 150 g farina 00
  • 150 g semola rimacinata di grano duto
  • 3-4 g lievito di birra
  • 1 cucchiaino malto d'orzo
  • 10 g sale
  • 370 ml acqua + 50 ml
La sera sciogliere il lievito di birra in 60 ml di acqua tiepida presa dal totale, con il malto e far riposare 10'.

Riunire le farine, il sale, unire l'acqua rimasta e quella con il lievito in un contenitore .
Impastare velocemente con una spatola.
Coprire con la pellicola e porre in forno per 20 ore.
Il giorno successivo rovesciare sulla spianatoia ben infarinata con della semola, spolverare e dare 2 giri di pieghe a 3.
Cospargere di semola un canovaccio pulito ( farlo bollire in acqua per rimuovere residui di detersivo) e rovesciarvi l'impasto con le pieghe sotto.
Cospargere con altra semola, chiudere e far lievitare 3 ore.
Preriscaldare il forno a 230°C lasciando al suo interno una pentola e il rispettivo coperchio.
Una volta ragiunta la temperatura, tirare fuori la pentola, rovesciarvi l'impasto, facendo capitare le pieghe in alto, coprire con il coperchio e cuocere per 30', trascorso questo tempo rimuovere il coperchio e cuocere per altri 15'.






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venerdì 25 aprile 2014

Plumcake alla farina di castagne, mandorle e arancia, gluten free e anche buonissimo

Ricetta pensata a lungo e , fino alla fine, neanche so se andrà bene.
Non potevo mancare al contest che vedono insieme le prime due amiche virtuali conosciute dal vero: Patty e Pamirilla.
Agli albori della mia vita virtuale, il blog di Pamirilla era uno di quelli in cui curiosavo sempre, bellissime le ricette, ma ancora di più i suoi racconti .
È passato tantissimo tempo dal nostro incontro, ma sia Patty che Pam occupano sempre un posto speciale nella mia vita virtuale e reale, anche se lontante, anche se distanti.
Ho difficoltà a creare ricette "salutari", di solito non sto tanto a pensare a cosa possa far bene, se mangio devo sentirmi appagata anche solo con un boccone , piccolo , ma con tutto quello che di piacevole posso trovarci.
Seguendo questa filosofia  ho messo insieme dei sapori per un risultato, magari poco fotogenico, ma incredibilmente buono da mangiare, sofficissimo e aromatico. Credetemi sulla parola e provate questa ricetta, non ve ne pentirete.
Questi plumcake  li ho chiamati semplicemente plumcake ecc.. e visto che è volutamente gluten free e anche con le mandorle, la mando con piacere anche a Stefania.



Plumcake alla farina di castagne, mandorle e arancia
Dose per 6 pezzi da 55 g l'uno
  • 35 g farina di castagne
  • 35 g farina di mandorle
  • 50 g fecola di patate
  • 50 g zucchero di canna
  • 62 g burro
  • 1 uovo intero
  • 30 g di scorza di arancia candita home made ( la mia realizzata con questa ricetta)
  • 25 g miele di castagno
  • 5 g rum
  • mezzo cucchiaino di essenza di vaniglia o i semini di mezza bacca di vaniglia
  • 8 g lievito per dolci
  • sale
Per prima cosa prepariamo il mix aromatico con l'arancia, il miele, la vaniglia e riducendolo a crema, con l'aiuto di un robot da cucina.
Tenere da parte.
Preriscaldare il forno a 180°C.
Montare il burro a crema e unire lo zucchero di canna , aggiungere il mix aromatico e far amalgamare bene, unire l'uovo a temperatura ambiente e far montare bene per diversi minuti, aggiungere il pizzico di sale .
In una ciotola mescolare la farina di mandorle, la farina di castagne setacciata e il lievito.
Aggiungere al composto di burro e uova e continuare a mescolare fino ad avere una massa omogenea.
Versare 55 g di impasto in stampini da plumcake .
Cuocere in forno caldo per 16'-18'.

Fare la prova stecchino e far raffreddare.
Si mantengono morbidi per diversi giorni, il sapore ne guadagna con il passare dei giorni, permettendo agli aromi di amalgamarsi bene.




Con questa ricetta partecipo al contest di Patty: "E' Senza? E' Buono!" 
in collaborazione con "Cose dell'altro pane"
nella categoria Prodotti per colazione


Con questa ricetta partecipo al contest Per un pugno di mandorle"


 E invio questa ricetta anche alle amiche del  #GFFD




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martedì 22 aprile 2014

Seitan

Dalla prima volta che l'ho visto da Helga, al realizzarlo è passato meno tempo del previsto.
Spinta anche dalle nuove prospettive alimentari della figliola, mi sono data coraggio e ci ho provato.
La preparazione è semplice, i risciacqui successivi richiedono poco meno di un'ora , ma abbastanza acqua.
Il risultato con queste dosi permette di avere all'incirca 10 fette.

Per cuocerlo ho utilizzato un brodo che ho trovato qui.

E visto che i bagordi per le feste li abbiamo terminati, si può anche provare qualcosa di alternativo, come questo piatto, cge, detto tra noi, risulta anche abbastanza economico rispetto a quello già pronto del supermercato.



Seitan Fatto in Casa

Seitan
  • 1 Kg di farina Manitoba
  • 660 ml circa di acqua
Per il brodo
  • 2 l circa di acqua
  • Facoltativo: 1 cucchiaino di aromi per arrosti
  • 100 g circa di carote
  • 1 cucchiaino di paprica dolce
  • q.b. di pepe
  • q.b. di sale
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • 1 costa di sedano


Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/Tv/Ricette/Secondi_piatti/seitan-fatto-in-casa.html


Setacciare la farina in una ciotola e aggiungere l'acqua calda, poco per volta, fino ad avere un impasto della consistenza tipo quello del pane o della pizza.
È necessario lavorare con energia l'impasto per permettere la formazione della maglia glutinica.



Riporre l'impasto in una ciotola con acqua tiepida e lasciar riposare un paio di ore.


Nel frattempo preparare il brodo unendo tutti gli ingredienti e facendo bollire il tempo necessario.



Rimuovere il panetto dalla ciotola ed iniziare la fase di lavaggio, serve per rimuovere la maggior parte dell'amido e conservare il glutine.



Porre la palla di impasto in un colino posizionato su una ciotola e, versando acqua fredda, stringere ripetutamente tra le mani.
Alternare un lavaggio con acqua fredda ad uno con acqua calda.
Terminare con l'acqua fredda.
Man mano l'acqua apparirà sempre più chiara e l'impasto acquisterà compattezza.



Modellare l'impasto con le mani, avvolgere in un canovaccio pulito , avvolgere a cilindro, chiudere a caramella con dello spago da cucina e adagiare nel brodo, avendo cura di far sobbollire a fuoco moderato ( per evitare che un'ebollizione eccessiva renda il seitan spugnoso).
Proseguire per un'ora e trenta , al termine rimuovere dal brodo e lasciare intiepidire per una decina di minuti.


Tagliare a fette ed utilizzare a piacere ( fritto, alla piastra, al forno ecc).

Si conserva in un contenitore per frigo, con il brodo per 10 giorni.
È possibile anche surgelare le fette, sempre immerse nel brodo di cottura.



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domenica 20 aprile 2014






Auguri per una Pasqua piena di sole,
 di gioia e di cibo buono,
 condiviso con chi si ama.








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sabato 19 aprile 2014

Minestra di verdure campestri

Una ricetta semplicissima, con quello che si trova nei campi ora.
Ammetto la mia ignoranza e dico che queste erbe mi sono state regalate , è possibile, andando al mercato del sabato trovare ancora delle contadine che offrono erbe di vario tipo , presenti in primavera nei campi.

Il tema per questo nuovo appuntamento de L'Italia nel piatto è L'erba del vicino è sempre più verde, siete pronti a fare un giretto, ancora un pò ridotto, per (quasi) tutta l'Italia?
Seguiteci.



Trentino Alto Adige Spätzle alle erbette



MarcheRavioli con le ortiche e ricotta

Umbria - risotto con asparagi di bosco 




e il Molise con la Minestra di verdure campestri e fagioli


Minestra di verdure campestri, patate e fagioli borlotti
per 4 persone
  • minestra campestre 300 g al netto degli scarti
  • fagioli borlotti lessati 300 g
  • patate 300 g
  • olio extravergine di oliva
  • peperoncino secco macinato
  • aglio
  • sale
Lessare le verdure e salare leggermente.
Scolare bene e conservare l'acqua di cottura.
In una padella far scaldare abbondante olio con l'aglio e il peperoncino tritati finemente, versarvi le verdure e saltare fino a che siano ben insaporite.
Tagliare a cubetti di 1 cm le patate, pelate e lavate e sbianchirle nell'acqua delle  verdure, facendo cuocere, dal bollore, per 4'/5'.
Scolare bene.
Scaldare dell'olio in una padella, versarvi le patate e farle rosolare fino a quando non formeranno una bella crosticina, salare.
Agiungere alle verdure, i fagioli e le patate, allungare con un mestolo di acqua delle verdure, coprire e cuocere per 5'.

Servire caldo.
Volendo è possibile gustare su un crostone di pane tostato e cosparso con scaglie di pecorino.


 


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venerdì 18 aprile 2014

Mousse al cioccolato e marshmallow fluff e mousse alla banana gluten free per un dessert perfetto per Pasqua

Ancora a curiosare da Stefania e ancora il marshmallow fluff da utilizzare, prima che finisca mangiato a cucchiaiate e siamo già a metà.
Generalmente cerco di evitare cibi spudoratamente inutili, ma quando io e la figliola , dopo la mezza giornata a Roma , siamo finite da Castroni, sono rimasta a contemplare quel barattolo e a rigirarmelo tra le mani per 10 minuti buoni, ripetendo tra me e me: lo compro, no! Non lo compro…ma si lo compro.
Decisivo  l’intervento della figliola:Daaaaiiii, mamma e su e compralo e lo voglio assaggiare e chissà come è buono e…ok, comprato!
Ho poi cercato qualche ricetta per il suo utilizzo, ma non mi ero mai decisa seriamente fino a quando non ho trovato una torta ( che vedrete prossimamente) e la mousse che propongo oggi.
Utilizzo di due ricette per un solo dessert, che mi sembrava perfetto per la tavola di Pasqua, ma non solo.


Mousse al cioccolato e mousse alla banana in ovetto di cioccolato
ricette di Stefania

• Ovetti di cioccolato a metà, cavi
• Mousse al cioccolato
• Mousse alla banana


Mousse alla banana gluten free
Da preparare in anticipo rispetto a quella al cioccolato, perché necessita di un riposo in frigo di un paio di ore.

Dose per 4 porzioni

• 2 banane mature
• 2 cucchiai di zucchero a velo
• 2 cucchiai di cocco grattugiato
• 200 ml panna fresca
• Succo di mezzo limone
• 2 cucchiai di rum
• 2 fogli di colla di pesce (4/5 g circa)

Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda per 10 minuti.
Tagliare le banane a fette e frullarle insieme al succo di limone e allo zucchero a velo.
Strizzare la gelatina messa in ammollo, versarla in un pentolino con il rum e, a bagnomaria, far sciogliere bene .
Unire alla banana frullata passando attraverso un setaccino e mescolare bene.
Lasciare da parte.
Montare la panna e unirla al composto lasciato da parte.
Versare in una sac à poche, munita di punta a stella,  e conservare in frigorifero per un paio di ore.

Mousse al cioccolato e marshmallow
( Se i marshmalloz sono gluten free anche questa ricetta è adatta agli amici celiaci)
Dose per 4 porzioni

• 100 g cioccolato fondente
• 50 g burro
• 50 g marshmallow oppure marshmallow fluff
• 50 ml acqua o liquore a piacere
• 200 ml panna montata

In un pentolino, a fuoco bassissimo o, ancora meglio, a bagnomaria, sciogliere il cioccolato spezzettato, il burro, il liquore e il marshmallow.


Allontanare dal fuoco e far raffreddare.
Montare la panna e unirla delicatamente al composto freddo ( io l’ho lasciato in freezer per 10 minuti) senza smontare.
Versare in una sac à poche e conservare in frigo fino all’utilizzo.

Prendere un mezzo ovetto di cioccolato e riempire con la mousse al cioccolato e la mousse alla banana.
Decorare a piacere, volendo anche con una fragola.





Naturalmente invio questa ricetta alle amiche del GFFD


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mercoledì 16 aprile 2014

Colomba con lievito madre di Giovanni Pina con una lavorazione ispirata dal maestro Massari e le mie immancabili modifiche

Nutro e moltiplico il mio lievito madre per tutto l'anno e , quando arrivano i periodi a lui dedicati, non posso evitare di metterlo alla prova ( leggi panettoni e colombe).
Anche quest'anno ero partita con l'idea di fare solo due colombe, giusto per provare...sono a quota sei e , devo dire, con molta soddisfazione e meno ansia.

Dopo prove e tentativi, fallimenti e impasti volati direttamente nella spazzatura, sono riuscita a gesire tempi, temperature e quantità e mi sono stressata molto meno.

Ho voluto sperimentare il metodo di lavorazione suggerito da Teresa sulla ricetta di Giovanni Pina.
Grande risultato e facilità di esecuzione, fermo restando la difficoltà oggettiva di un grande lievitato, ma comunque realizzabile con pochissimi accorgimenti.

Ho apportato delle modifiche nell'inserimento degli ingredienti del secondo impasto e nel mix aromatico da aggiungere, unendo ricette diverse per un risultato che a noi è piaciuto molto.


Premessa indispensabile per una buona riuscita è la forza del lievito madre.
I giorni precedenti provvedete a rinfreschi ravvicinati, arrivando all'ultimo rinfresco la mattina del giorno previsto, ottenendo che raddoppi di volume in tre ore.



 La colomba a lievitazione naturale di Giovanni Pina , metodo Massari e mie modifiche
 Dose per 2 colombe da 750 g

Per prima cosa prepariamo la glassa:


  • Farina di mandorle dolci 110 g
  • Farina di mandorle amare 25 g
  • Zucchero 200 g
  • Farina gialla 4 g
  • Farina 4 g
  • Albumi 120 g

Mescolare tutti gli ingredienti, conservare in un contenitore chiuso in frigorifero, fino al giorno successivo.






Primo impasto, intorno alle ore 14 ( oppure alle 20 con riposo in frigorifero)



  • Farina  360 g
  • Lievito naturale 120 g attivo
  • Tuorli 90 g
  • Zucchero semolato 100 g
  • Acqua 140 g
  • Burro 120 g



Utilizzando il gancio, impastare la farina, lo zucchero sciolto nell’acqua, il burro morbido e 1/3 dei tuorli fino ad ottenere una prima incordatura dell'impasto. Aggiungere il lievito madre a piccoli pezzi e poi il resto dei tuorli, un po' per volta, leggermente sbattuti e aggiunti un cucchiaino alla volta.

Lavorare la pasta fino ad ottenere un composto liscio, ma non eccessivamente lucido. Controllare durante questa fase che l'impasto non superi la temperatura di 26°C per permettere un avvio veloce della lievitazione.
Mettere a lievitare a 26/28° fino a che non sia triplicato di volume.
Versare una pallina di impasto in un bicchierino spia , per controllare i tempi di lievitazione, segnando l'inizio dell'impasto e coprendo con della pellicola.


Note mie: ho preparato il primo impasto la sera verso le 20, l'ho lasciato lievitare per tutta la notte e al mattino era più che triplicato.
Ho messo la ciotola e il bicchierino in frigorifero e ( ogni tanto mi tocca) sono andata al lavoro.
Alle 13 ho riportato la ciotola a temperatura ambiente e alle 14 ho iniziato il secondo impasto.

Importantissimo che il primo impasto sia triplicato o ne risentirà anche la lievitazione successiva.

2° impasto ( da fare al mattino o alle 14 se fatto il riposo in frigo)

Farina  125 g
Zucchero 90 g
Tuorli 90 g
Sale 6 gr
Miele d’acacia 22 g
Acqua 45 g
Burro 120 g
Mix aromatico 25 g da preparare il giorno prima
Arancia candita a cubetti 360 g

Prima di riprendere l'impasto, riporlo per un po' a bassa temperatura. ( solo se non ha fatto il riposo in frigo).

Prepariamo il mix aromatico:
  • burro 15 g
  • miele 8 g ( possibilmente di arancia o acacia, per me di sulla)
  • cioccolato bianco tritato o burro di cacao 15 g
  • buccia di arancia bio grattugiata
  • semini di una bacca di vaniglia o 1 cucchiaino di estratto
Sciogliere il burro e il miele con gli aromi. Lontano dal fuoco aggiungere il cioccolato grattugiato e mescolare con una frusta.
Far raffreddare.


Reimpastare l’impasto lievitato (se si usa una planetaria sempre a velocità bassa) e aggiungere la farina e il miele.
L'impasto avrà difficoltà ad assorbire tutta la farina, ma non importa, unendo i tuorli , si amalgamerà bene.
Aggiungere  lo zucchero leggermente sbattuto con 2/3 dei tuorli, un cucchiaio alla volta mantenendo sempre l’impasto liscio, aggiungere il sale e il resto dei tuorli , leggermente sbattuti , un cucchiaio alla volta.
Quando la pasta è di nuovo bella elastica ed omogenea incorporare il burro morbido e il mix aromatico. 
Questo è il punto più critico , per chi si accinge a provare un lievitato come la colomba, si ha quasi l'impressione che l'impasto non riesca ad assorbire tutti quei grassi, ma non temete, in piccole quantità e facendo assorbire bene prima dell'inserimento successivo, l'impasto riuscirà ad inglobare tutto.
Mantenere la velocità sempre su 1,5, max 2.
Impastare aggiungendo  l'acqua, un cucchiaio alla volta . Lavorare quindi fino a quando l'impasto non si presenta ben elastico (deve fare il velo).

Nota: se durante la lavorazione l'impasto dovesse tendere a non mantenere l'incordatura e a diventare troppo lucido, staccare gancio e ciotola e porre una decina di minuti in freezer.
Infine inserire i canditi, a bassissima velocità , io li amalgamo a mano, rovesciando l'impasto su un piano imburrato.
Dopo aver aggiunto i canditi, lasciare sempre sul piano imburrato e far puntare per un'ora.

Dividere l'impasto in due pezzi ( ciascuno peserà circa 850 g) pirlare e lasciar riposare , sempre all'aria, 30 minuti.
Ripetere l'operazione altre tre volte, al termine dividere ciascun impasto in due parti con cui fare il corpo e le ali della colomba e porre nel pirottino a lievitare, coperto da pellicola.
 

L'impasto che ho tenuto in frigo, ha lievitato per tutta la notte, alle 5 di mattina era pronto ( regolatevi con i tempi se non volete fare levatacce).
Rispettando la tabella di marcia data, invece, la sera le colombe dovrebbero essere pronte per essere infornate.
Una volta che la lievitazione ha raggiunto quasi il bordo ( un centimetro sotto), rimuovere la pellicola e lasciare all'aria per 30 minuti, nel frattempo preriscaldare il forno a 175°C.
Trascorsi i 30 minuti procedere con la glassatura (  avremo provveduto a versare la glassa in una sac à poche con bocchetta piatta), dopo aver glassato tutta la colomba cospargere con zucchero a granella, mandorle con la pelle e spolverizzare con zucchero a velo.

Cuocere in forno caldo , ( su pietra refrattaria se la possedete) nel ripiano basso per circa 45 minuti  la temperatura al cuore dovrà essere di 95°C.
Spegnere e infilzare le colombe con due ferri, rovesciarle a testa in giù e lasciare raffreddare e all'aria per 24 ore.
Il giorno successivo vaporizzare dell'alcool a 95° in buste di cellophane e conservarvi le colombe.
Far riposare almeno 4/5 giorni prima di consumare, si mantengono benissimo per quasi un mese, migliorando anche nel gusto.

E anche per quest'anno ce l'ho fatta.





E le mie confezioni

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domenica 13 aprile 2014

Il quinto quarto secondo me : Agrodolce alla molisana e fegato di agnello su letto di albicocche all'anice stellato , ecc

Quello che le blogger non dicono.
No, non è il rifacimento di una nota canzone, ma è quello che un post e relativa ricetta e foto nascondono.
Segreti incoffessabili che neanche la fantasia più fervida potrebbe intuire.

La famiglia che si intravede dietro il mio blog è soggetta ad invidia da parte di conoscenti .
"Beati voi che mangiate tutte quelle prelibatezze!"
"Che fortuna avere tutti i giorni chi cucina queste bontà!"

La realtà è un'altra e meno splendida di quanto si possa immaginare, lo dichiaro una volta per tutte per far cessare immediatamente i pensieri di invidia e tramutarli all'istante in una sorta di compatimento, piuttosto.
Faccio outing e chiedo venia.

Cucino prevalentemente monoporzioni.
Cucino abitualmente intorno alle 9 di mattina, per avere una buona luce e poter fotografare.
Mangio quello che ho cucinato subito dopo averlo fotografato, alle 10 del mattino, solitamente... anche stavolta e per entrambe le ricette che sto per mostrare.
Spesso mi dimentico di preparare pranzo o cena e si risolve rapidamente con quello che si trova in frigo.
Il piatto più amato dai miei figli è costituito da pane a cassetta con salsa di pomodoro e origano, passato in forno a mò di pizzette...forse qualcosa non funziona proprio come dovrebbe, ma questa è la realtà vera.
Non provate più ad invidiare i miei e siate felici dei piatti che preparate o vi preparano due volte al giorno le persone che vi sono vicine , con un pensiero a quella sforunata famiglia ( la mia) tirata su a pane, acqua e foto per il blog ;)


E adesso passiamo alla sfida di questo mese per l'MTC.
Cristiana ci ha messo di fronte al cibo povero per eccellenza, quello delle nostre nonne , quello che maggiormente ripugna e che richiede particolari cure nella pulizia, nella preparazione, oltre che stomaci forti per la degustazione: il quinto quarto, ma che sa appagare come e meglio di qualunque piatto gourmet, per sapere tutto, ma proprio tutto leggete tutti gli approfondimenti iniziando da questo di Eli.

Personalmente ne sono stata felicissima, mangio di tutto e mi spiace aver avuto poco tempo per sperimentare la coda alla vaccinara, a questo turno, ma tanto posso sempre provarci.

Mi sono cimentata che quello che è maggiormente reperibile in questo periodo, la coratella di agnello.
Ho realizzato due ricette, una che si richiama alla tradizione molisana ( tanto per non smentire le mie origini) , semplicemente rivisitata un pò  e un'altra di pura invenzione e divertimento, perchè in cucina gode solo chi osa sperimentare ( se poi si evitasse di sperimentare la mattina, con solo un'ora e mezza a disposizione per preparare, cucinare, fotografare e pulire prima di andare al lavoro alle dodici, sarebbe moooolto meglio).


Millefoglie di fegato di agnello in agrodolce alla molisana
Per due porzioni
  • un fegato di agnello
  • fette di pane casereccio raffermo
  • un uovo
  • aceto di vino bianco
  • mostocotto
  • olio extravergine di oliva
  • sale
Lavare e tamponare il fegato.
Tagliarlo a pezzi molto piccoli.
Versare in una pentola con dell'acqua e portare ad ebollizione, proseguire la cottura per 5 minuti dopo aver fatto tornare a bollore.
Scolare il fegato conservando l'acqua di cottura.

Tagliare le fette di pane allo spessore di 2 mm, passarle in forno e farle tostare.
Una volta pronte inzupparle nell'acqua di cottura del fegato, rapidamente, farle sgocciolare.
In una ciotola battere le uova e aggiustare di sale, bagnarvi le fette di pane sgocciolate e friggerle in abbondante olio di oliva caldo, tenere da parte.
Proseguire con tutte le fette di pane.
Al termine friggere, nello stesso olio il fegato precedentemente lessato, facendo attenzione agli schizzi, fino a che non risulti ben rosolato.
Salare.

Nel frattempo, in un pentolino portare a bollore una parte di mosto cotto e due parti di aceto, far bollire qualche minuto e lasciare intiepidire leggermente.

Comporre il piatto alternando una fetta di pane e dei cubetti di agnello.
Terminare con l'agnello.
Versare su tutto il mosto cotto e l'aceto, facendo impregnare bene le fette di pane.



Fegato di agnello su letto di albicocche all’anice stellato , con riduzione di mosto cotto, arancia e finocchietto selvatico


Per 2 persone

•Un fegato di agnello
•10 albicocche secche
•100 ml liquore all’anice stellato ( se non si reperisce è possibile sostituirlo con del liquore all’anice allungato con dell’acqua,1 parte di anice, due parti di acqua)
•Succo di un’arancia
•Aceto di vino bianco
•Mosto cotto
•Finocchietto selvatico
•Sale
•Olio evo

In un contenitore porre le albicocche secche e versarvi il liquore all’anice stellato, lasciar ammorbidire per almeno 30 minuti ( volendo anche di più).
Sgocciolare le albicocche, ridurle in poltiglia con un robot da cucina, allungando con qualche cucchiaio di liquore della marinata.
Tenere da parte il liquore avanzato.

Lavare il fegato.
Tamponarlo con della carta assorbente.
Tagliare delle fette spesse poco più di un centimetro e larghe 5 cm x 5 cm, ricavando 6 cubotti in totale.
 Unire10 ml di aceto bianco, 20 ml di mosto cotto, portare a bollore per alcuni minuti e far intiepidire( io ho usato quello avanzato dalla preparazione precedente)
In una ciotola versare il succo d’arancia e l'agrodolce preparato, fatto intiepidire.
Porre le fette di fegato nella marinata per 10 minuti.
Scaldare una padella antiaderente a fuoco vivo, adagiarvi il fegato sgocciolato dalla marinata.
Far cuocere pochi minuti per lato, voltare, salare, versare un paio di cucchiai del liquore all’anice avanzato dalle albicocche e proseguire la cottura facendolo evaporare.


Versare su un piatto un cucchiaio di purea di albicocche, adagiarvi il fegato.
Nella padella utilizzata per la cottura del fegato, versare 40 ml del miscuglio di arancia, mosto cotto e aceto, salare e far ridurre.
Versare qualche cucchiaio della riduzione sul fegato.
Cospargere con finocchietto selvatico.
Servire.



Con queste ricette partecipo alla sfida dell'MTC del mese di aprile .



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