venerdì 25 ottobre 2013

Halloween ...menù completo

 Nessuna polemica, nessuna storia infinita su cosa sia giusto o no, su quanto questa festa ci appartenga o meno: a me Halloween piace e io lo festeggio.

Lascio una veloce carrellata di piatti preparati lo scorso anno, avviandosi ora  per giovedì si potrà avere pronto qualche dolcetto da paura!!







Fantasmini di patate duchesse

( La ricetta nel blog non c'è , basta lessare e schiacciare delle patate aggiungere burro, tuorli d'uovo, sale, noce moscata e parmigiano, fino ad ottenere un composto abbastanza compatto, poi spruzzarlo con una sac à poche su carta forno e cuocere in forno caldo a 200° C per circa 15' .)



Pizza al pomodoro e pizza al gorgonzola


 


Altre idee, spunti e suggerimenti per una tavola allegramente paurosa  li trovate qui.


Felice Halloween


Invio questo menù a  Un'americana in cucina per il suo contest!





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mercoledì 23 ottobre 2013

Torta pere e cioccolato


Troppa cioccolata storpia??

Sarà il senso di colpa nei confronti della figliola costretta a mangiare cose strane, sarà l'autunno che ispira a certi abbinamenti, sarà che mi diverte provare quello che non ho mai provato.

Per me la torta di pere e cioccolato era solo una canzoncina dello Zecchino d'oro, mai pensato di provarla realmente...fino a quando non ho letto questa ricetta, senza tanti fronzoli, nè impaginazioni stratosferiche...il solito giornaletto che trovo al supermercato, ma che, spesso, propone ricette ottime, come questa!


Torta pere e cioccolato
(BeneInsieme settembre 2012)
 
Per 6 persone ( ma anche 8/10)
  • 100 gr cioccolato fondente
  • 200 gr burro (125 gr la seconda volta che l'ho fatta)
  • 180 gr zucchero
  • 4 uova
  • sale
  • un cucchiaino di succo di limone
  • 100 ml di latte
  • 400 gr farina 00
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 2 pere Williams mature
  • scaglie di cioccolato per decorare
Tritate il cioccolato fondente e fatelo fondere a bagnomaria.
Lasciare intiepidire.
Sbattere con le fruste il burro insieme con lo zucchero, aggiungere un uovo alla volta, un pizzico di sale, il latte e il succo di limone.

Incorporare la farina precedentemente mescolata con il cacao e il lievito.
Versare il cioccolato fondente e  amlgamare bene all'impasto.

Preriscaldare il forno a 180°.
Ungete uno stampo apribile ( per me 26cm ) con il burro e spolverizzatelo con poca farina.
Distribuire l'impasto lisciando la superficie con un cucchiaio.
Sbucciate le pere, tagliatele in quarti, eliminate i torsoli e distribuite nell'impasto con la parte rotonda in sù.
Fatele sprofondare un poco poi cuocere per 45'-50'.
Fare la prova stecchino.
Lasciar raffreddare nello stampo.
Prima di servire cospargere di scaglie di cioccolato.






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domenica 20 ottobre 2013

Cotognata della suocera : l'autunno in tavola con L'Italia nel piatto

L'autunno è arrivato, inutile scappare o fingere di non vederlo, lui è qui.

Si annuncia con quel cielo grigiolino al mattino, con quel sole che stenta a comparire, con quella pioggerellina che non sai se sia meglio aprire l'ombrello o bagnarsi.

Fatto sta che ho dovuto rinunciare a sandali e infradito, ma non solo, cosa ancora più difficile da mandare giù, ho dovuto indossare nuovamente le calze!!
Non so per voi, ma io le calze da donna, i collant, li odio proprio.

Non c'è mai la possibilità che riesca ad evitare di sfilarle, non solo quando le infilo, ma anche quando le indosso, durata media di un paio di calze: 15 minuti massimo.

Ho un conto sempre aperto, e mai estinto, presso quel negozio di calze che fa sentire tutte le donne delle gran strafighe, tutte tranne me, che con le mie calze smagliate non faccio certo tutta questa figura.

Mi salvo indossando sopra i pantaloni e pazienza se ogni volta che mi sfilo le scarpe in un camerino i miei alluci salutano allegramente le commesse!

Anche questo mese noi de L'Italia nel Piatto abbiamo deciso di deliziarvi con la cucina regionale, stavolta dedicata all'autunno, io ho deciso di prenderla con dolcezza e vi propongo la cotognata realizzata con la ricetta originale della suocera.
Ne trovate una versione simile anche qui, ma questa della suocera è perfetta realizzata nelle formine, recuperate in un mercatino apposta per questa preparazione.

Qui invece ci sono tutte le ricette per scaldare questo autunno, proposte dalle amiche de L'Italia nel piatto.





Cotognata alla molisana
  • 4 mele cotogne
  • zucchero semolato
  • cannella a piacere

Lavare bene le mele cotogne, rimuovendo la peluria che le ricopre, posizionare in una pentola e coprire di acqua fredda, portare a bollore fino a quando non risulteranno morbide , provare con i rebbi di una forchetta, se penetrano facilmente, sono pronte.

Scolarle e farle raffreddare, conservare un pò di acqua di cottura.

Aprire le cotogne, liberarle del torsolo, ridurle a pezzetti e frullare con un minipimer, fino ad avere una consistenza cremosa.
Pesarle,per ogni chilo di polpa aggiungere 700 gr di zucchero , unire un mestolo di acqua di cottura. le spezie secondo il proprio gusto, e far bollire fino a che la gelatina scenderà con difficoltà dal cucchiaio di legno, un'ora circa, mescolando sempre.

Versare il composto ottenuto negli stampini precedentemente bagnati con dell'acqua fredda.

Far raffreddare e rapprendere per uno, due giorni all'aria.

Rimuovere dagli stampi e conservare in un contenitore ermetico, in frigorifero.






Vi ricordo della pagina fb de L'Italia nel piatto , passate a lasciarci un saluto, a dare un'occhiata  o a provare una delle nostre ricette regionali.
Vi aspettiamo!!


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venerdì 18 ottobre 2013

Marmellata di mele e lemon grass con il metodo di Christine Ferber...forse.

Ne leggevo ovunque e io continuavo a preparare le mie marmellate con le bustine...su non fate quella faccia schifata, in fondo erano anche buone e poi crescendo si impara, anche in cucina!
L'idea della marmellata preparata con il metodo tradizionale, mi dava sempre l'impressione che venisse troppo cotta, troppo caramellata e non sapesse  che di zucchero.

Ho letto di tante che hanno utilizzato il metodo di Christine Ferber ( che poi ho scoperto essere molto simile al metodo di cui mi parlava la mia amica albanese), fatto sta che mi sono studiata i vari post in rete e ho provato a farne una versione mia.

Non mi  fregio di nessun merito, sia chiaro, ma semplicemente vi racconto come e cosa ho fatto io per avere una marmellata di mele incredibilmente buona.


Partiamo dalla materia prima: le mele.


Mele di campagna, da un albero non trattato e che mi sono state date dicendomi: sono come le mele per i diabetici(!!! No, non sono le renette!) , non sono molto dolci.

Tornata a casa ho voluto sperimentare questo metodo e ho pulito le mele, tagliate a fette, unito lo zucchero e il succo di un limone, poi, visto che occorreva utilizzarlo, perchè l'avevo acquistato, ho aggiunto due gambi di lemon grass, puliti e schiacciati con un batticarne, e lasciato così per un'ora.


Poi ho passato tutto in una pentola bassa e larga, in acciaio, non di rame che non ce l'ho, messo su fuoco basso e non appena ha iniziato a fremere ho spento , travasato in una scodella di ceramica, posizionato un foglio di cartaforno a contatto e, una volta freddo, passato in frigo per una notte.

Il mattino successivo ho separato la parte liquida dalle mele.

Ho versato il liquido in una padella, ho aggiunto i gambi di lemongrass, tolti dalle mele, e ho fatto scaldare, facendo raggiungere la temperatura di 105°, a questo punto ho eliminato le radici e aggiunto le mele, passate precedentemente al minipimer per renderle più piccole, e, una volta riportato il composto al bollore, ho calcolato 8', ho invasato in barattoli sterilizzati,  chiuso e fatto raffreddare.

Il risultato semplicemente spettacolare...il mio dubbio è: questo è o non è il metodo Ferber?



Marmellata di mele verdi e lemon grass
  • 750 g di mele verdi sbucciate e tagliate a fettine
  • 75 g di succo di limone
  • 400 g di zucchero semolato
  • 2 gambi di lemon grass freschi
Per il procedimento leggere sopra.



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mercoledì 16 ottobre 2013

Panini al tahin versione salata

Poche parole , stavolta vado di corsa per il post, ma ho dedicato tutto il tempo necessario a questo pane.

Ho curiosato a "casa" della nuova Recipe-tionist , Cristina del blog Beuf à la mode, e dove sono andata finire? Su un pane , naturalmente con lievito madre , che utilizza anche la tahina, una crema a base di sesamo che, però, non avevo e allora me la sono preparata, anche per utilizzarla con l'hummus, ma questa sarà un'altra ricetta e un'altra storia.

Torniamo a noi e alla ricetta di Cristina, in realtà questi pani erano dolci, ma ho voluto semplicemente eliminare lo zucchero e diminuire l'olio per avere una versione salata, che si è sposata benissimo con il resto della cena.

Iniziamo dalla salsa che utilizzeremo per la farcia, se volete fare i pigri correte a comprare un barattolo in un negozio di prodotti etnici, oppure fate come me.



Salsa tahina

  • 100 gr semi di sesamo
  • 50 gr olio extravergine di oliva, alcuni consigliamo diusare dell'olio di semi
Far tostare brevemente i semi di sesamo in una padella, rimestando con un cucchiaio di legno, non farli tostare troppo o prenderannpo un sapore amaro.

Farli raffreddare, versarli in un frullatore e iniziare a frullare, unendo poco alla volta l'olio.
Una volta raggiunta una consistenza cremosa, versare in un barattolo e conservare in frigo.

Pane al tahin di Cristina

La ricetta , a sua volta, Cristina l'ha presa qui.

Io ho dimezzato le dosi riportate di seguito e ho ottenuto 5 pani, abbastanza grandi.

  • 900g di farina manitoba
  • 200g di pasta madre attiva (nell'originale 1 bustina di lievito di birra granulare)
  • 250 ml di latte
  • 80 ml di olio d'oliva
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • acqua


Per la farcia:

  • 120 g di tahine
  • 120 ml di olio d'oliva ( io non l'ho messo)
  • 250 g zucchero  ( l'ho evitato)

Per l'esterno:

  • 1 tuorlo
  • un po' di latte
  • semi di sesamo
Iniziare facendo sciogliere il lievito nel latte tiepido , unire tutti gli ingredienti, per ultimo il sale.

Ottenere un impasto ben omogeneo e lasciarlo lievitare in una ciotola cosparsa con un filo d'olio e coperto con della pellicola .
Una volta raddoppiato ricavare delle palline, appiattirle, spalmarvi sopra la salsa tahina mescolata con del sale, chiudere e avvolgere formando delle chiocciole.

Far lievitare fino al raddoppio e spennellare con il tuorlo mescolato con il latte e cospargere di sesamo.

Cuocere in forno caldo a 180° per circa 25 minuti, fino a doratura.
Consumare caldi o tiepidi.






con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist 



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domenica 13 ottobre 2013

MTC.: Benedict's Egg , la colazione all'americanacontaminata e come passo la domenica .

Una domenica in famiglia.
La gita programmata si è dissolta per un diluvio improvviso.
La sveglia mattutina viene zittita e si continua a dormire.
Con lentezza e placido ozio inizia la domenica a casa mia, ciondoliamo in pigiama, ognuno occupato nelle proprie pigre faccende...e io?
Io mi tuffo nella nuova sfida dell'MTC che, ancora una volta, mi appare difficile e complicata, questo mese le uova la fanno da padrone, e per me è ancora più difficile da affrontare, ma mi metto in gioco e corro da Roberta ad imparare a memoria il suo post.
Trascorro un'intera mattinata a preparare salse, pane, uova, macedonie, e poi assemblo, cuocio, monto, sciroppo e, alla fine, VOILA': il risultato che fa mugulare di compiacimento la figliola.

Dopo aver utilizzato più di metà della giornata per la sfida dell'MTC, la seconda tocca ai pargoli che decidono, di comune accordo, di voler vedere insieme un film dell'orrore, che visto alle tre del pomeriggio, insieme a me , fa meno effetto e poi con le mie battute diventa persino divertente.
Tutto questo per dire che all'inizio del film scelto ( a proposito era 1408 , si intitolava proprio così!), dopo aver pensato a come preparare un uovo alla Benedict per tutta la mattina, mi ritrovo la battuta del protagonista che, uscendo da un hotel in cui avrebbe dovuto vedere dei fantasmi, dice:
"...In ogni caso le uova alla Benedict sono squisite!".

E la figliola può confermarlo!

In tutto questo non ho ancora capito se questa versione di una colazione americana può ritenersi in gara oppure no.
Iniziamo dalla base: il pane che ho utilizzato è un pane arabo.
L'uovo è rigorosamente in camicia ( da notte, considerando l'abbigliamento del resto della famiglia!).
La salsa, con le uova, come da regolamento.
La bevanda di accompagnamento ha subito la contaminazione del pane  e della recente esperienza di Cagliari, ho provato ad abbinare il famoso carcadè preparato secondo le modalità dello chef egiziano,Moustafa El Refaye.
La frutta di accompagnamento , rigorosamente ridotta in macedonia, è condita con uno sciroppo al cardamomo , pistacchi a pezzi e chicchi di melograno, per dare una nota croccante, come dicono gli chef veri, in tv.

Insomma non sarà un pò troppo contaminata dalle influenze mediterranee, questa colazione?
Nel dubbio noi ce la siamo gustata tutta e con piacere, riuscendo anche ad utilizzare la salsa avanzata come piscina in cui tuffare bastoncini di focaccia bianca , per merenda.

E adesso beccatevi la spiegazione chilometrica per riuscire a realizzare questo American Breakfast.



Colazione all'americana contaminata

  • pane arabo
  • uova
  • salsa universale per carpaccio
  • carpaccio di manzo
  • carcadè
  • macedonia di frutta

Pane arabo ( trovate la ricetta anche qui)

  • 100 g di lievito madre NON rinfrescato
  • 300 g manitoba
  • 150 g acqua
  • 1/2 cucchiaino di zucchero
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • farina di semola
Nella planetaria con il gancio versare farina, lievito madre, zucchero e acqua e far girare a vel.1 per amalgamare bene gli ingredienti, proseguire per altri 5' a vel.2.

Unire il sale e proseguire per altri 5'.

Rovesciare il composto in una ciotola unta di olio, coprire con della pellicola e far lievitare al caldo per 3 ore.

Trascorso questo tempo rovesciare l'impasto su una tavola cosparsa con farina di semola di grano dura, dividere in 6 pezzi e formare delle palline, schiacciarle, come per fare la pizza, adagiare su cartaforno e far lievitare per altre 2 ore.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 20'.


Salsa universale per carpaccio di Cipriani

Questa salsa fu "creata"nel 1950 da Giuseppe Cipriani, fondatore dell'Harry's Bar di Venezia per
 la contessa Amalia Nani Mocenigo,che poteva mangiare solamente carne non cotta. Il nome venne dato in onore del pittore Vittore Carpaccio, in quanto a Giuseppe Cipriani il colore della carne cruda ricordava i colori intensi dei quadri del pittore ed in quel periodo si teneva una mostra a lui dedicata.
Più precisamente il carpaccio che propose Cipriani consisteva in fettine sottilissime di controfiletto di manzo disposte su un piatto e decorate con una salsa che viene chiamata universale.

Maionese
Dose per 300 ml 
  • 2 tuorli
  • 150 ml olio extravergine di oliva delicato
  • 150 ml di olio di semi di girasole
  • 7,5 ml aceto di vino bianco
  • 7,5 ml succo di limone
  • sale
  •  pepe macinato al momento
Versare i tuorli nella planetaria e iniziare a montare.
In un recipiente mescolare i due tipi di olio e versare goccia a goccia nelle uova, continuando a montare alla massima velocità , finoa quando non ne avrete versato la metà.
A questo punto fermare la frusta e aggiungere metà aceto e metà succo di limone, sale e pepe e sbattere lentamente per amalgamare il tutto.

Ricominciare ad unire l'olio rimasto, poco alla volta, riportando la frusta alla massima velocità, terminare con il resto dell'aceto e del succo di limone. Conservare in un recipiente coperto.
Si conserva in frigo per tre giorni.


Per la Salsa Universale
  • una ciotola di maionese 200 ml
  • 20 g senape di Digione
  • 7 g salsa Worcester
  • 10 g brandy
  • 10 gr whisky
  • 50 g panna fresca
Versare la maionese in una ciotola e incorporarvi la senape e la salsa Worcester , unire il brandy, mescolando bene e , in seguito, il wisky.
Aggiungere la panna mescolando delicatamente fino ad avere un composto ben amalgamato.
Conservare in frigo fino al momento dell'utilizzo.



Uovo alla Benedict

Si tratta di un uovo in camicia, come racconta benissimo Roberta, le tecniche per realizzarlo possono essere diverse, io, ad esempio, uso cuocerlo in abbondante acqua portata al bollore, lo lascio scivolare, abbasso immediatamente il fuoco e faccio cuocere per 3 minuti esatti.
Scolo utilizzando un mestolo forato e lascio asciugare brevemente.

L'importante è avere l'albume che circondi il tuorlo e mantenere la consistenza del tuorlo liquida.

Macedonia con sciroppo al cardamomo
  • uva bianca pizzutella
  • banan
  • mandarino
  • pugne nere
  • prugne gialle
  • melograno
  • pistacchi non salati
  • zucchero
  • acqua cardamomo in bacche
Preparare uno sciroppo facendo bollire in 150 ml di acqua  10 bacche di cardamomo aperte e schiacciate e 80 gr di zucchero. Una volta ottenuta una consistenza tipo sciroppo, filtrare e tenere da parte.

Lavare e tagliare la frutta in pezzi piuttosto piccoli, sgranare il melograno, mescolare tutto e condire con lo sciroppo al cardamomo.
Decorare con i pistacchi tritati grossolanamente.

Carcadè
 per due bicchieri
  • 24 gr di carcadè
  • 500 ml acqua
  • 15 gr zucchero
  • 6 cubetti di ghiaccio
Versare l'acqua lo zucchero e il carcadè in una pentola, portare a bollore e far sciogliere lo zucchero, spegnere, aggiustare di zucchero, se occorre, e far raffreddare.
Versare nel bicchiere del minipimer il carcadè e il ghiaccio a cubetti e frullare fino ad ottenere un schiuma densa in superficie.

Versare nei bicchieri.


Comporre la colazione :

 Dividere in due il pane arabo, adagiarvi l'uovo.
Versare la salsa  fino a coprire l'uovo, adagiare due fette di carpaccio tagliate a listarelle, chiudere con l'altra metà del panino.

Servire con il carcadè e la macedonia.




E questa è la mia colazione per l'MTC di ottobre


E anche la ricetta che invio alla cara Vatinee per il suo contest, che dici è abbastanza contaminata la mia colazione? ;)



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