lunedì 29 aprile 2013

Biscotti all'avena e farina di riso

Biscotti inventati rielaborando un pò di ricette lette in giro, perchè ho acquistato un sacchetto di avena e adesso è lì che mi guarda con occhi imploranti ogni volta che apro lo scaffale.

Mi piacciono molto i biscotti ai cereali, croccanti e friabili e che quasi non fanno sentire in colpa nel mangiarli.

Questi che propongo non li definirei propriamente "dietetici", sarà per questo che mi sono piaciuti un sacco? ;)









Biscotti all'avena
Per 40 pezzi ( 5 cm di diametro)
  • 120 gr di fiocchi d'avena
  • 110 gr di farina di riso ( biologica per me)
  • 30 gr di frutta secca ( per me uvetta sultanina, ma anche i mirtilli rossi ci starebbero benissimo)
  • 110 gr di burro a temperatura ambiente
  • 60 gr di zucchero di canna
  • 40 gr di miele
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1/4 di cucchiaino di estratto di vaniglia  o i semini di mezza bacca
  • 3 gr di bicarbonato di sodio
Frullare grossolanamente i fiocchi d'avena, lasciarne qualcuno intero.
Unire la farina di riso, il sale e il bicarbonato .

Lavorare il burro morbido a crema con lo zucchero, fino ad avere un composto spumoso, unirele farine e l'uvetta.
Amalgamare bene il tutto, aiutandovi con le mani e date la forma di un salame.
Avvolgere nella pellicola e lasciare in frigorifero per 3 ore.

Trascorso questo tempo riprendere l'impasto e tagliare delle fette, stendere allo spessore di 4/5 mm e ritagliare con una formina per biscotti.
L'impasto è piuttosto friabile , una volta ritagliati i biscotti, posizionarli su carta forno e porli in frigo per almeno un'ora.

Preriscaldare il forno a 170° e cuocere per 13', spegnere e lasciarli in forno per tutta la notte , se li cuocete la sera, altrimenti fino a quando il forno non sarà freddo.

Al termine della cottura, dopo 13', sembreranno ancora morbidi, ma raffreddandosi diventeranno duri, pur mantenendo la caratteristica della friabilità.





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venerdì 26 aprile 2013

Frittata con broccoli e ciabatta

 Le uova...non potrei vivere senza.
No, non mi piacciono a colazione, nè come zabaione , nè fritte.
Quando capita di ritrovarsene 18 in frigorifero e Pasqua è appena passata, bisognerà pure farne qualcosa...e allora mi autoconvingo e preparo... la frittata !!
E che sarà mai! -direte , giustamente, voi.
Sarà, sarà , considerando che è almeno un anno che non ne preparo una :)
Se poi ad accompagnarla c'è un'ottima ciabatta, non si può volere di più!


Frittata con broccoletti
  • 5 uova medie
  • 40 gr parmigiano grattugiato
  • 100 gr mozzarella fresca
  • 250 gr broccoletti lessati
  • olio evo
  • sale

In una padella  versare un filo d'olio e i broccoletti tritati grossolanamente, far saltare, salare .

Nel frattempo sgusciare le uova in un recipiente e sbatterle , unire il sale, il formaggio, la mozzarella a dadini.
Versare tutto sui broccoletti, se occorre prima di versare aggiungere altro olio, coprire con un coperchio e cuocere a fuoco medio-basso.
Una volta che risulterà ben rappresa girarla e proseguire la cottura per altri 4'-5'.


Accompagnare con fette di ciabatta con lievito naturale e una buona dose di appetito ;)





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mercoledì 24 aprile 2013

Budino di limone e mandorle con salsa alle fragole

Il punto è : vatti a fidare degli chef.

Compri l'ennesimo libro , lo sfogli, lo annusi ( come, voi non lo fate? Io lo faccio con tutti i libri e lo fa anche il piccolo di casa! Un futuro da segugi !!), ammiri le foto dei piatti e poi trovi la ricetta, la leggi, la rileggi, dimezzi le dosi , che prima di essere in 10 bisogna aspettare Natale, leggi ancora il procedimento e all'opera.

In questi anni di cucina folle e disperatissima, ho imparato che  una ricetta si capisce bene SOLO preparandola.
Sfuggono spessissimo dei passaggi nella preparazione, nella cottura, sfuggono degli ingredienti...come in questo caso: solo alla fine mi sono resa conto che non conteneva farina, errore? Svista? Io l'ho fatta così, ma volendo ci sono altre possibilità!


Budino di limone e mandorle con salsa alle fragole
di Claudio Sadler da Menù per quattro stagioni

per 6 budini
  • 2 limoni bio interi
  • 90 gr mandorle tritate
  • 90 gr di zucchero
  • 4 uova
  • 40 gr di burro
  • 25 gr limoncello
Per la salsa alle fragole
  • 200 gr fragole
  • 125 gr di zucchero

Mettere sul fuoco tre casseruole con acqua fredda.
Bollire i limoni passandoli da una casseruola all'altra ogni 5' dalla ripresa del bollore e lasciandoli nell'ultima per 20'.Questa operazione permette ai limoni di perdere tutto l'amaro.

Scolarli, raffreddarli e frullarli.
Passare il composto ottenuto al setaccio per eliminare i semi.

Montare i tuorli con 45 gr di zucchero, unire il burro morbido , il composto di limoni, le mandorle tritate e il liquore.

Imburrare e spolverare di zucchero gli stampini d'alluminio.

Montare gli albumi a neve con gli altri 45 gr di zucchero e unire i due composti senza smontare.

Versare con una sac à poche  negli stampini.
Cuocere in forno caldo a 180° per almeno 30'.
Fare la prova stecchino.

Preparare la salsa frullando le fragole con lo zucchero e passando tutto al setaccio.

Versare la salsa sul fondo del piatto e adagiarvi un budino cosparso di zucchero a velo.

                         *****************************************************

Nella ricetta originale Sadler parla del burro, ma non indica quando nè come utilizzarlo, io ho pensato di inserirlo nel composto lavorandolo a crema e mi sembra che sia andato a buon fine.

Anche la cottura risulta errata, dopo 15' i budini erano crudi, ho raddoppiato il tempo ottenendo una cottura giusta.

Il budino tende a rimanere umido,non contenendo farina, ma con la salsa alle fragole, che esalta il gusto del limone, è perfetto.
Uno o due giorni dopo è ancora più buono, consiglierei di prepararli in anticipo.

Dalle foto riportate sul libro originale, l'idea era più quella di un muffin, per cui mi viene un dubbio sugli ingredienti, forse invece che 40 gr di burro erano 40 gr di farina?

Non ho provato questa variante, se lo fate, me lo comunicate? :)

Vatti a fidare degli chef pluristellati o meglio degli errori di stampa!! ^_^





Con questa ricetta partecipo al contest di Giò "Colori in cucina"



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lunedì 22 aprile 2013

Banoffee pie di Oscar

Se ero convinta di essere una brava madre, ho avuto modo di ricredermi o, quanto meno, di farmi venire qualche dubbio.

Tutto parte da un titolo che mi attira immediatamente, ma che impiego all'incirca due anni ad acquistare : La meraviglia delle piccole cose - di Dawn French.

La storia di una famiglia, i Battles. La madre Mo, quarantanovenne, psicologa infantile, capace di entrare in contatto empatico con i suoi piccoli pazienti, ma di non trovare la chiave giusta per comunicare con i suoi figli, rispettivamente Peter,sedicenne intelligente,ironico e sarcastico che si ribattezza Oscar, come Wilde, di cui è un ammiratore e a cui cerca di somigliare in tutto e per tutto, e Dora, diciassettenne complicata e spigolosa, con un piede nella fanciullezza e uno nell'età adulta.
Sono loro a parlare in tutto il libro, ciascuno con il proprio stile, la propria età e le proprie esperienze, dalle loro parole emergono altri due protagonisti il marito, nonchè padre, di cui scopriamo il nome solo nell'ultima parola dell'ultima pagina del romanzo, ma che non vi rivelerò, e la nonna Pamela, che sembrerebbe la più equilibrata dei quattro, oltre ad essere fenomenale nello sfornare torte per ognuno dei protagonisti.

Ah, già, la storia...mettiamola così: ho letto le parole della madre, stanca e grigia,in una quasi crisi di mezza età e mi ci sono ritrovata, in parte;
ho letto le parole della figlia che continua a ripetere di odiare la madre  e ci ho rivisto la figliola;
ho sorriso alle frasi forbite e ricercate del piccolo amante di Oscar Wilde, con un'autostima sicuramente ipertrofica;
mi sono arrabbiata con il marito , capace di defilarsi nei momenti  in cui è richiesta la sua presenza,(perchè gli uomini sono tutti uguali?) ma che alla fine, da vero lottatore, ristabilisce confini e il proprio predominio su tutti i membri della famiglia.
Conclusione : un libro che sembra quasi uno specchio, ognuno ci vede riflesso qualcosa di sè e ci si ritrova, nel bene e nel male.

Mi sono sorpresa moltissimo nell'ultima sezione, quella tratta Dal ricettario di nonna P. in cui vengono riportate le ricette delle torte preparate da Pamela: alla figlia, Mo, la torta alle barbabietole, alla nipote Dora, la torta all'ananas capovolta, al genero, la torta al whisky e una voluttuosa Banoffee Pie per il nipote dandy, ed è proprio quella che ho realizzato .

 Anche questa volta  ho provato qualcosa che proprio non sta nelle mie corde, non amo il caramello, nè il sapore delle mou, eppure questa torta è stata una scoperta, i sapori si fondono lasciando il piacere di un gusto nuovo e avvolgente.
Visto quello che diceva Oscar Wilde: Ciò che non abbiamo osato, abbiamo certamente perduto, posso affermare che una fetta di questa torta non si può assolutamente perdere, quindi osate.

L'originale Banoffee pie è una torta inglese , creata nel 1972 dallo chef Ian Dowding del ristorante The Hungry Monk (ora chiuso) in Jevington , East Sussex.
L'idea di partenza nasce da una torta americana , la  Coffee Toffee Pie di Blum, a base di caramello , caffè e panna, viene rielaborata e rinominata, creando una crasi tra le parole banana e toffee.

La ricetta originale prevede l'utilizzo di dulche de leche, io ho seguito la ricetta del libro con il procedimento imparato da Pamirilla.


da PensieriParole Banoffee pie di Oscar ( con le mie modifiche)
Per una torta di 16/18 cm

Per la base
  • 80 gr di biscotti digestive ( o altri frollini secchi)
  • 33 gr di noci pecan ( le ho omesse, non le avevo!)
  • 30 gr di burro fuso
Per il caramello
  • 30 gr di burro
  • 50 gr di zucchero  di canna scuro
  • 10 gr di acqua
  • 80 gr di panna fresca

Per la copertura
  • 1 banana grossa e matura
  • 170 ml di panna fresca
  • un cucchiaio raso di zucchero a velo
  • 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • Cioccolato fondente grattugiato per decorare
Preparare la base tritando i biscotti e le noci con un mixer, fino a ridurli in polvere.
Versare il burro sciolto, mescolare bene e compattare sul fondo di una tortiera foderata con cartaforno. Mettere in frigorifero per almeno 30'.

Versare in un pentolino antiaderente lo zucchero e l'acqua e far sciogliere fino a quando lo zucchero non inizierà a colorire e profumare ( attenzione a non farlo buciare e a mantenere pulite le pareti dalle gocce di caramello), se possedete un termometro da cucina deve raggiungere i 150° ( i preziosi consigli di Pamirilla valgono sempre!).
Nel frattempo far scaldare la panna , una volta pronto il caramello versare, lentamente, la panna, poco alla volta e amalgamare bene, fino a quando non inizierà ad addensarsi un pò.Spegnere e far raffreddare.


Versare il caramello sulla base della torta.
Sbucciare e tagliare a fette sottili la banana e disporle sopra il caramello.


Montare la panna con lo zucchero a velo e l'estratto di vaniglia, fino ad avere un composto ben fermo, versare sulle banane e livellare.

Cospargere di cioccolato fondente a scaglie e conservare in frigo fino al momento di consumare.

Rimuovere dallo stampo staccando delicatamente dai bordi con una spatola ( io avevo rivestito con carta forno) e servire.






Con questa ricetta partecipo al contest Strati su Strati



Con questa ricetta partecipo al contest di Rosso Lampone: Sapori tra le righe




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sabato 20 aprile 2013

Fiarone molisano per L'Italia nel piatto

Tutti pronti per L'Italia nel Piatto?

Questa volta parliamo di Ricette salate al forno:

RICETTE AL FORNO SALATE
      La vincitrice del nostro gioco su fb è Un pezzo della mia Maremma,dal Lazio che sarà con noi con la sua ricetta dei Panzerotti alla romana.
      Per partecipare al gioco leggere tutte le regole qui.

    Lo so che Pasqua è passata, ma questo è un rustico che merita di essere ancora presente sulle nostre tavole, sa di scampagnate, di erba fresca, di giornate luminose e di gioia di condividere sapori semplici.




    Fiarone
    Dose per un ruoto di 26 cm , per me mezza dose per 22 cm

    Per la pasta
    • 500 gr farina 00
    • 100 gr di sugna
    • 3 uova
    • 50 ml vino bianco ( o poco più se dovesse servire)
    • sale qb
    Per il ripieno
    • 7 uova
    • un'abbondante manciata di pecorino fresco grattugiato
    • un'abbondante manciata di parmigiano grattugiato
    • 300 gr di formaggio fresco di pecora
    • tocchi di salsiccia secca a piacere ( quella molisana fa la differenza)
    • 4 uova sode
    • un pizzico di sale
    • pepe se piace

    Versate la farina sulla spianatoia, nella fontana battete le uova con un pizzico di sale, amalgamatele alla sugna ed ammassate l'impasto aggiungendo il vino fino ad ottenere un composto liscio, omogeneo e morbido.
    Avvolgetelo con un tovagliolo ( che non sappia di detersivo o ammorbidente!) e fatelo riposare per circa 30'.

    A questo punto con il matterello stendete la pasta sulla spianatoia e, quando avrete ottenuto una sfoglia sottile ( 3 mm) e liscia , disponetela in un ruoto  unto e infarinato ( io ho posizionato anche un foglio di cartaforno sul fondo), facendola aderire bene ai bordi.


    Riempitela con uno strato di salsiccia, uno di formaggio fresco, l'una e l'altro tagliati a tocchetti, ed uno di uova sode a fettine.
    Continuate ad alternare gli strati fino ad esaurire gli ingredienti, quindi versate su tutto le uova battute con il formaggio grattugiato e coprite il "fiarone" con listarelle di pasta, disposte a losanga; ripiegate i bordi o pizzicateli con la punta delle dita, pennellate la superficie del "fiarone" con un tuorlo d'uovo battuto, infornatelo a calore moderato e fatelo cuocere per circa un'ora; solo quando avrà preso un bel colore dorato, sfornatelo.





    Mi raccomando: ricordatevi della nostra pagina su fb e del gioco a cui potete partecipare copiando una delle ricette regionali proposte oggi, per tutte le informazioni leggere qui




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    mercoledì 17 aprile 2013

    Vellutata di zucca di Becca

    Avevo cominciato a parlare anche di libri, su queste  pagine, poi ho smesso...di scriverne, ma non di leggere.

    La lettura è uno di quei piaceri a cui difficilmente si rinuncia e, soprattutto, è un piacere da solitari , immergersi in un libro è come entrare in un'altra realtà, in cui le azioni, i pensieri si svolgono davanti ai nostri occhi e noi ne siamo spettatori e attori allo stesso tempo.

    Ho scovato il contest di Rosso Lampone. Sapori tra le righe  e ho immediatamente pensato alla ricetta da proporre: avevo appena terminato la lettura della trilogia della Pancol, scrittrice che non conoscevo , ma ho scoperto con molto piacere, passando da Gli occhi gialli dei coccodrilli a Il valzer lento delle tartarughe, per finire a Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì.

    A parte i titoli piuttosto originali, la storia è quella di una famiglia moderna, nel corso di circa dieci anni,ambientata tra Parigi, Londra e New York, avvenimenti e personaggi si incrociano, scompaiono e poi si ripresentano nel libro successivo, trattenendo il lettore con il naso nelle pagine per scoprire come e cosa e chi.
    La protagonista è Josephine , una donna quarantenne alle prese con un divorzio,con due figlie adolescenti, una vita da recuperare e una bugia: suo malgrado diventa famosa scrivendo un romanzo  al posto della sorella.
    Le cose si complicano: quando si scopre l'inganno, la sorella bellissima , ricchissima  cade in depressione, finisce in una clinica, si allontana dal figlio e dal marito, bello anche lui , ricco, e che te lo dicoaffà, che ama circondarsi di opere costosissime e pregiate.
    Si susseguono situazioni, personaggi, riflessioni sulla vita e sulla commedia umana , si viene presi dal vortice della lettura  e non si vorrebbe mai smettere, affezionandosi ad ogni singolo personaggio, nel bene e nel male.
    Non racconto altro della trama, anche perchè è talmente articolata che lascerebbe sicuramente qualcosa fuori, un solo consiglio, leggete questi libri.

    Nelle oltre 1800 pagine  si racconta senza esagerare, di cibo, se ne parla nella preparazione di un tacchino farcito per Natale, complice di un bacio rubato, ma quello che mi ha colpito maggiormente è la descrizione della preparazione di una vellutata di zucca nell'ultimo libro della serie.

    Becca, una barbona, viene accolta in casa da Philippe (il marito ricchissimo di cui sopra) su insistenza del figlio Alexandre, che in lei aveva trovato l'unica amica e confidente.
    Lei è una ex-étoile della danza , dimenticata da tutti, che ha scelto di vivere ai margini, trascinandosi su una sedia a rotelle e trasportando così i suoi pochi stracci.
    L'incontro con Alexandre le cambia la vita e la cambia anche a Philippe, và a vivere con loro e piano piano ognuno ricompone il puzzle dei proprio sentimenti che la vita aveva sparpagliato...anche Becca.
    Riesce finalmente a rifare pace con il suo amore, morto anni prima.
    Lei era vecchia, ma il suo amore era rimasto vivo...Il suo amore che la faceva danzare, saltare , la sollevava sopra la testa. [...]Quando lui se n'era andato, lei aveva incassato il colpo a bruciapelo. Pam! Era morta. Nessuno se n'era accorto, ma lei sapeva che si stava dissanguando a poco a poco. Era una ferita invisibile, una ferita su cui non si poteva soffermare più di tanto perchè era qualcosa che succedeva a tutti.Percò non ne parlava.
    Aveva continuato a perdere sangue.
    Tenendosi dritta, pallida, esile.Si era ritrovata per la strada.Su una sedia con le rotelle.Vecchia, infelice. E così banale. Banale di fronte alle disgrazie del mondo intero. Inutile.Come se per servire a qualcosa, [...], si dovesse essere giovani[...].Tuttavia si è vivi anche quando si è vecchi e non si è più esuberanti.
    Le sembrava di assomigliare alla zucca nell'acquaio.Si era ammorbidita e si lasciava sbucciare senza dire niente.[...]
    La tagliò a tocchetti e fu subito più semplice pulirli uno a uno. "Lasciamo ammorbidire la zucca con un pò di latte, burro salato e  scalogno." Aggiunse sale, pepe, mescolò con il cucchiaio, schiacciando la zucca che si disfava dolcemente, scoppiettando in bolle arancioni ai bordi della pentola.
    "Vedrà è buonissima, un cucchiaio di crème fraiche e sarà una delizia".
    Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì - Katherine Pancol

    Come finisce la storia? Questo vi consiglio di scoprirlo da soli, intanto godiamoci la

    Vellutata di zucca di Becca


     per 4 persone
    • 1 kg di zucca pulita a cubetti
    • lt 1,5 di latte fresco
    • scalogno 2
    • burro salato 50 gr
    • sale
    • pepe
    • crème fraiche e poco latte per la finitura del piatto
     Far sciogliere il burro in una pentola dai bordi alti, affettare lo scalogno e farlo ammorbidire nel burro.
    Unire la zucca a pezzetti, lasciarla rosolare brevemente e coprire tutto con il latte .
    Far bollire bolcemente fino a quando la zucca non sarà disfatta, aggiustare di sale.


    Per una consistenza più vellutata frullare tutto con un minipimer.

    Servire con del formaggio cremoso lavorato con poca panna o latte, fino ad avere un composto soffice.
    Versare una cucchiaiata sulla vellutata e cospargere con una macinata di pepe nero.



    Con questa ricetta partecipo al contest di Rosso Lampone



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    lunedì 15 aprile 2013

    Baci salati con mousse alle erbe

    Cara Sarah,
    sono venuta a spulciare sul tuo blog, che conoscevo da  tanto.

    Ora tocca a te essere la Recipetionist per il mese di aprile e a me piace molto provare le ricette degli altri...in questo caso, però, il cerchio si allarga un pò, anzi più che un cerchio direi che è un trenino.

    Partiamo?
    Io copio da Sarah, che a sua volta ha preso l'idea da Stefania che aveva modificato una ricetta di Alessandra, rendendola gluten free, conclusione?
    Una ricetta da fare ad occhi chiusi!

     Se le ricette passano tra amiche non può che essere un bene , quindi grazie a tutte le partecipanti a questo trenino e, chi vuole, può aggiungersi in coda...pèppèpèpèreppè...pèppèpèpèreppè...AEIOU ypsilon....







    Baci di dama salati 

    per 40 baci grandi come una ciliegia
    • 100 gr burro freddo
    • 100 gr farina di mandorle ( io ho usato metà farina e metà mandorle tritate, con tutta la pelle)
    • 100 gr farina di riso
    • 70 gr parmigiano reggiano grattugiato
    • 1 tappo di acqua minerale
    • 1 tappo di brandy
    Per farcire ( ho modificato un pò la farcia di Sarah)
    • 100 gr formaggio cremoso ( per me robiola)
    • erba cipollina
    • prezzemolo
    • rucola
    • 1/2 cucchiaio di miele di castagno
    • 1 cucchiaio di aceto balsamico
    • 1 cucchiaio di olio
    Preparare i baci versando tutti gli ingredienti nel mixer, frullare fino ad ottenere un composto bricioloso.

    Versare sulla spianatoia e lavorare velocemente.
    Prima di formare le palline ho fatto riposare l'impasto in frigo per 30'.

    Riprendere l'impasto e formare delle palline di circa 5 gr di peso, massimo 10 gr.

    Far riposare in frigo prima di infornare.

    Cuocere in forno preriscaldato a 150° per 15'-17'.

    Aspettare , una volta sfornati, che siano ben freddi, conservare in una scatola di latta se non si utilizzano subito.

    Farcia
     
    Versare nel mixer tutti gli ingredienti e frullare fino ad avere un composto cremoso.

    Farcire i baci accoppiandoli.

    Conservare in frigo, reggono fino a 3/4 ore una volta farciti.





    Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di aprile



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    sabato 13 aprile 2013

    Chili, fagioli , nachos e il West a modo mio

    Mia nonna era Calamity Jane ovvero tutto quello che ho sempre immaginato sul Far West grazie ad una nonna mai conosciuta.

    Il tema del mese in corso per l'MTChallenge è la cucina texana e il West.

    L'unico contatto tra me e questo mondo non sono i film, nè i vestiti da carnevale e neanche una passione per la cucina texana, no! L'unico ricordo e legame con il West lo devo a mia nonna, titolo di cui non si è potuta fregiare.

    Questa che racconterò è la storia di una ragazza, figlia di immigrati , nata a Buffalo e cresciuta con la passione per i cowboy, non quelli veri, ma quelli che vedeva al cinema.

    Era forte lei, minuta, ma intraprendente, anticonformista e coraggiosa, tanto da decidere di tornare in Italia, la patria dei suoi genitori, una volta cresciuta abbastanza.
    Lei che andava a pattinare sul ghiaccio, che masticava i chewingum quando qui ancora non si diffondevano, che amava godersi la vita senza timore, sceglie di tornare indietro, a cercare le radici della sua famiglia, nel periodo peggiore , a cavallo tra le due guerre mondiali.

    Trova un Paese in crisi, cerca un lavoro, si rimbocca le maniche e incontra l'amore della sua vita, una storia complicata, per l'epoca, ma che lei affronta da donna "moderna", in altre parole andando contro le convenzioni e il giudizio degli altri e seguendo solo il proprio cuore.

    Una donna così avrei proprio voluto conoscerla, una che se ne andava al cinema da sola ( negli anni 40') infischiandosene di chi non condivideva e cosa andava a vedere? Film western.
    Le piacevano così tanto che restava in sala per almeno due proiezioni, sempre con le sue cicche da masticare.

    Ho amato questa piccola donna, di cui conservo solo qualche foto in bianco e nero, ma che ha saputo insegnarmi moltissimo: il valore della libertà di scegliere il proprio destino, un pò come i veri cowboy.


    Con vera curiosità ho preparato questo piatto e con altrettanta curiosità l'ho mangiato.
    La sorpresa è stata nello scoprire che il peperoncino utilizzato in questo modo non "ustiona" la bocca, pizzica, ma dopo non lascia nessun retrogusto amaro o fastidioso e lo dice una che non mangia MAI il peperoncino.
     Ho deciso di accompagnare la carne con i fagioli cucinati secondo la ricetta del mio papà che, non so perchè, in famiglia abbiamo sempre definito "alla messicana" e con dei nachos, preparati per la prima volta sperimentando un pò.

     Chili con carne di Anne  con contorno di fagioli alla "messicana" e nachos 


    Per due porzioni
    • peperoncini piccanti freschi  ( per me 6)
    • 500 gr di scottona di vitello 
    Prepariamo la salsa di peperoncini, fondamentale per la buona riuscita di questo piatto.


    Ho seguito le indicazioni di Anne, ho fatto cuocere i peperoncini in forno per circa 20 minuti a 170°, fino a quando non li ho visti cotti, ma non bruciati.

     Ricordarsi di fare questa operazione di giorno, così è possibile areare bene la cucina mentre il peperoncino cuoce e diffonde il suo aroma pungente, se i peperoncini sono di quelli molto piccanti utilizzare i guanti per spellarli e privarli dei semi, evitare il contatto delle mani con gli occhi! ;)


    Li ho tirati fuori dal forno, avvolti nella carta argentata e fatti raffreddare.
    Ho provveduto a privarli della pelle, dei semi e dei filamenti interni, inserito nel mixer e frullato fino ad ottenere una crema.

    Mescolare in una ciotola la carne a cubetti di circa 2-3 cm con la salsa.
    Versare in una pentola di coccio, di ghisa o di acciaio con il fondo spesso e cuocere a fuoco bassissimo coprendo con un coperchio leggermente sollevato, per circa 3 ore, aggiustando di sale.
    Controllare di tanto in tanto che il fondo non si asciughi , nel caso aggiungere un pò di acqua.

    Una volta terminata la cottura conservare e consumare il giorno dopo, se resistete!


     Fagioli alla messicana ( ricetta del mio papà)
    • 120 gr fagioli cannellini secchi
    • olio evo
    • rosmarino fresco
    • un cucchiaio di concentrato di pomodoro
    • mezza cipolla piccola
    • una spruzzata di aceto di vino bianco
    • rosmarino fresco
    • sale
    La sera precedente mettere in ammollo i fagioli  in acqua fredda.





    La mattina scolare e sciacquare bene.
    Cuocere in abbondante acqua , a fuoco medio, fino a quando non risulteranno teneri.
    Questa volta  ho aggiunto del rosmarino durante la cottura dei fagioli.

    Sgocciolarli, conservare un pò di acqua di cottura e tenere da parte.

    In una padella scaldare l'olio con la cipolla tritata, farla ammorbidire e versare i fagioli con un pò della loro acqua di cottura ( poca),far scaldare e unire il cucchiaio di concentrato di pomodoro, il rosmarino fresco e il sale.

    Far ritirare un pò e aggiungere la spruzzata di aceto, lasciare evaporare e servire.


    Nachos a modo mio
    • 125 gr di farina di mais fioretto
    • 100 gr di farina 00
    • 100 ml di acqua , circa
    • 2 cucchiai di olio di semi
    • sale q.b.
    Mescolare le due farine e il sale , aggiungere la farina e l'olio e lavorare fino ad avere un composto con cui si possa formare un panetto.

    Lasciar riposare per circa 20' coperto ( altrimenti si secca troppo).


    Dividere in porzioni grandi come una polpetta e stendere con un matterello, aiutandovi con della carta forno. Incidere ogni sfoglia con una rotella creando 6 spicchi.

    Spennellare il fondo di una padella antiaderente con dell'olio evo , far scaldare e adagiarvi i nachos.
    Far cuocere 2'-3' per lato, facendoli asciugare bene.

    Più l'impasto sarà sottile, più il nachos avrà la caratteristica croccantezza.

    Servire il chili con contorno di  fagioli e nachos.





     Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di aprile




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