lunedì 30 gennaio 2012

Cannelloni di ricotta e baccalà con salsa di cavolfiore al profumo di alici

Avete presente quelle ricette strappate dai giornali e conservate per anni nelle agende??

Ecco questa è una di quelle, non so neanche  più da quale giornale l'ho strappata, so che la conservo da diversi anni...almeno 5.

E' giunto il momento di provarla...con la scusa della cavia, che ha accettato di buon grado di essere sottoposto all'esperimento.

Questa ricetta arriva dallo chef de "I sette consoli" di Orvieto Anna Rita Simoncini...non so se lo è ancora, considerando quanto è vecchio il ritaglio.



Cannelloni di ricotta e baccalà con salsa di cavolfiore al profumo di alici
Per 4 persone

  • 1 filetto di baccalà
  • ricotta di pecora
  • 1 piccolo cavolfiore
  • 12 fogli di pasta fresca
  • 3 acciughe sotto sale
  • burro
  • olio evo
  • sale
Lessare il filetto di baccalà, spellatelo e togliete accuratamente le lische.

Mettetelo in una terrina, schiacciatelo con i rebbi di una forchetta e unite la ricotta, in quantità pari al peso del baccalà ottenuto, e amalgamate fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo; regolate di sale.

Nel frattempo lessate in acqua salata un poccolo cavolfiore, scolatelo e frullatelo con un filo di olio, fino ad ottenere una crema omogenea; regolate di sale.

Sbollentare i fogli di pasta in acqua salata, quindi farciteli con il composto di ricotta e baccalà e arrotolateli; adagiate i cannelloni in una teglia, distribuite sopra alcuni fiocchetti di burro e lasciate scaldare dolcemente nel forno ben caldo per 5 minuti.

Mettete le acciughe, ben dissalate e spinate, in un pentolino con l'olio e fatele sciogliere fino ad ottenere una crema omogenea.

Disponete nel piatto da portata la salsa di cavolfiori, adagiate i cannelloni, completate con la salsa di acciughe e un filo d'olio; servite ben caldo.

Ah! La cavia, alias il fratellone, ha gradito e bissato!!





Con questa ricetta dò il mio contributo per la raccolta di 366 ricette con le acciughe di


e partecipo al contest de La Tata Remise en forme


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Leda



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domenica 29 gennaio 2012

Ringraziamenti!

Oggi che è domenica utilizzo questo spazio per ringraziare Elisa del blog Stasera si cena da noi e la Ballarini per aver scelto anche la mia ricetta tra le 5 vincitrici del contest Autori in pentola:

La mia ricetta era quella dei Gueffus e il libro Accabadora di Michela Murgia.

Un altro ringraziamento particolare va a Chiara de Le recensioni di Chiara per aver deciso di inviare a me il libro per il suo giveway natalizio e che i miei figli hanno già iniziato a leggere.


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venerdì 27 gennaio 2012

Quadrifoglio alla mousse di prosciutto e salsa verde e gelatina portafortuna allo chardonnay



« Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio,
ego me baptizzo contro il malocchio.
Puh! Puh!
E con il peperoncino e un po' d'insaléta
ti protegge la Madonna dell'Incoronéta;
con l'olio, il sale, e l'aceto
ti protegge la Madonna dello Sterpeto;
corrrrrno di bue, latte screméto,
proteggi questa chésa dall'innominéto. »





E adesso che ho fatto i debiti scongiuri posso procedere con gli auguri.

A chi??

Ma alla Ale, proprio a lei, alla persona più vulcanica che io abbia mai incrociato nella mia vita, a lei che ne pensa 1000 e ne fa di più, a lei che dispensa idee e cede ricette...mi dispiace solo non averla, ancora, conosciuta personalmente, ma tanto prima o poi...


E allora   .....           

Un augurio a modo mio, con un bocconcino portafortuna e un mangia e bevi alcolico e scaramantico, melius abundare ( fosse mai!!!)



Quadrifoglio alla mousse di prosciutto e salsa verde e gelatina portafortuna allo chardonnay

Per la mousse al prosciutto
ricetta presa da Sale e Pepe dicembre 2010
  • 400 gr prosciutto cotto
  • 4 cucchiai di salsa di pomodoro
  • 2 cucchiai di Porto
  • 150 ml panna fresca
  • noce moscata
  • olio
  • sale
Tagliare a dadini il prosciutto cotto, trasferire nel mixer con la salsa, il Poto e 2 cucchiai di olio.

Frullare molto bene.

Versare la panna in una ciotola e montarla leggermente.
Unire al composto insieme alla noce moscata e al sale.

Tenere al fresco, in frigo, si mantiene per un paio di giorni.
( Se non si utilizza per farcire delle tartine si può presentare in una coppa , guarnita con dadini di prosciutto e servita con sottaceti)


Per la salsa verde
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 1 cucchiaio di senape
  • 2 cucchiai di aceto di vino bianco
  • 10 cucchiai di olio evo
  • 1 uovo sodo
  • 8/10 cipolline sott'aceto
  • sale
Mettere nella ciotola del mixer il prezzemolo lavato e asciugato e tutti gli altri ingredienti, frullare fino ad avere un composto omogeneo.

Si può utilizzare per accompagnare verdure grigliate o al vapore.

Per il quadrifoglio
  • pane per tramezzini

Assemblare il quadrifoglio ritagliando dal pane per tramezzini dei cuoricini.

Farcire con la spuma al prosciutto, prendere i cuoricini che andranno sopra e fare uno strato di salsa verde.

Dare la forma del quadrifoglio.




Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Martina : Sapori d'estate



Con questa ricetta partecipo al contest Strati su strati


Gelatina portafortuna allo Chardonnay




E qui lo ammetto, ho dato il meglio di me...ho assaggiato e bevacchiato per due giorni pur di trovare l'equilibrio giusto...che ho trovato a discapito del mio, di equilibrio!!!

Le dosi per un bicchiere sono un pò ad occhio...dopo tutto quell'assaggiare non si può pretendere anche lucidità!!

  • Vino Chardonnay
  • succo di un mandarino
  • succo di mezza melagrana
  • qualche chicco di melagrana
  • un cucchiaio di zucchero di canna
  • un pizzico di peperoncino secco
  • mezzo foglio di colla di pesce
Spremere il mandarino, filtrare il succo, versare in un pentolino e unire un pò di vino ( circa una tazzina da caffè), nel frattempo dividere il mezzo foglio di gelatina e metterne metà in ammollo in acqua fredda.

Non appena sarà morbida versarla nel vino al mandarino e far sciogliere sul fuoco, facendo attenzione a non farlo scaldare troppo altrimenti è da buttare e ricominciare.

Versare in un bicchiere passandolo attraverso un setaccino, unire qualche chicco di melagrana e un pizzico di peperoncino.

Porre in frigo a rapprendere ( io per tutta la notte)

Spremere la melagrana,filtrare il succo,
 unire un cucchiaio di zucchero di canna e la colla di pesce ammollata,
 sciogliere sul fuoco dolce e versare nel bicchiere tolto dal frigo,
sempre passando il succo attraverso un setaccino,
aggiungere vino a piacere e rimettere in frigo .

Dopo un paio di ore si può consumare decorando la superficie con altri chicchi di melagrana.

Più portafortuna di così non si può!!



E per gli altri auguri passa anche da loro:

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giovedì 26 gennaio 2012

Giorno della memoria



Agli indifferenti,
agli increduli,
agli "apolitici"

Questo post è dedicato agli indifferenti,
agli increduli,
agli "apolitici",
a coloro i quali sono inclini a chiudersi
nella egoistica ignoranza delle azioni,
delle opere,
degli sforzi,
delle sofferenze di quanti, lottando per la libertà degli altri,
contemporanei  e posteri,
sono stati sottratti alla liberazione di una
morte immediata
e inviati a popolare le
infernali città dello sterminio
create dal nazismo in Germania e nei Paesi occupati
durante la guerra dal nazismo scatenata.

Quattro, cinque  milioni di creature.

Questo post è destinato a quanti,
indifferenti increduli "apolitici" egoisti,
ignorano che altri cinque milioni di persone,
soltanto perchè nate da una determinata stirpe, quella ebraica,
furono distrutte nei modi più efferati
nei  campi di sterminio.

Questo post è destinato a quanti
non sanno e non credono
che la libertà degli individui e dei popoli, e quindi la solidarietà umana,
sono uniche garanti contro la sopraffazione,
contro la crudeltà,
contro la violenza;
e indulgono ancora oggi
ai miti che hanno fatto scatenare
la più grande strage della storia.

dalla prefazione di Pensaci , uomo! di P. Caleffi e A. Steiner



LA LEGGE ISTITUTIVA IL GIORNO DELLA MEMORIA


 « La Repubblica italiana
riconosce il giorno 27 gennaio,
data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz,
 “Giorno della Memoria”,
 al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico),
 le leggi razziali,
 la persecuzione italiana dei cittadini ebrei,
 gli italiani che hanno subìto la deportazione,
 la prigionia, la morte,
nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi,
 si sono opposti al progetto di sterminio,
ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».






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mercoledì 25 gennaio 2012

Fesciole 'mbenate

Ed ecco un utilizzo della pizza de randinie,che è semplicemente una pizza fatta con la farina di mais, detto granone, questa versione è davvero saporita e gustosa.

Questa ricetta è assolutamente una di quelle zuppe calde e coccolose che la trdizione regionale molisana ci regala e permette di riscaldare lo stomaco e il cuore stando tutti raccolti attorno ad una tavola e condividendo anche il calore della famiglia!


Fesciole 'mbenate



Per la pizza vedere qui.

Per il condimento:
  • un bicchiere di olio evo
  • mezza cipolla
  • 300 gr di fagioli tondini
  • un "diavolillo" ( peperoncino)
Lessare i fagioli, che avrete tenuto a bagno per 12 ore, in una pignata di terracotta;
( per chi vive nel 2012, invece, e non possiede pignate nè camini, lessare i fagioli nella pentola a pressione per 40 minuti circa)
Quando saranno cotti, nello stesso recipiente versate il condimento, che in questo caso consisterà nella cipolla affettata sottilmente e fatta rosolare in padella con l'olio e il peperoncino piccante.


Dopo aver unito questo semplice condimento ai fagioli, lasciate cuocere ancora tutto insieme in modo che i sapori si amalgamino bene.

Spezzettate la pizza in una grossa insalatiera, su di essa versate i fagioli con il loro brodo e con una forchetta cercate di schiacciare i pezzi di pizza e di farli amalgamare ai fagioli

Gustate questo piatto ben caldo e "cocente di diavolillo".

cfr. La cucina molisana diA:M: Lombardi,R. Mastropaolo vol.I





Con questa ricetta partecipo al Contest Mani in pasta del Molino Chiavazza


Con questa ricetta partecipo al contest di bryceshouse



Con questa ricetta partecipo al contest Mine(St)renne's gluten free
di Stefania

e alla raccolta sulle ricette regionali di Laura



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lunedì 23 gennaio 2012

"Pizze de randinie"

Questa è una ricetta tradizionale, appartiene al bagaglio gastronomico di ogni molisano, fino alla mia generazione, almeno.

E' una ricetta semplice eppure ricca di sapore, rimanda direttamente a tempi in cui si cucinava con il fuoco del camino e si doveva saziarsi riempiendolo stomaco di tanta verdura , legumi e pochi grassi.

"La diffusione della coltivazione del granturco, dopo la scoperta dell'America, rende la pizze de randinie l'alimento base delle masse sterminate di diseredati [...] Essa per secoli diventa il "pane quotidiano" dei poveri; accompagna il piatto di verdure campestri o di legumi e raccoglie il poco grasso che fa da condimento e da sostentamento.
[...] Ora si può dire che non si conosce il Molise senza incontrarsi, perlomeno qualche volta, con questa grande madre umile e benigna dell'alimentazione popolare regionale".
cfr. La cucina molisana di Lombardi, Mastropaolo- vol.I



Pizze de randinie

  • 700 gr di farina di granone
  • un pizzico di sale
  • qualche cucchiaiata di olio di oliva
  • acqua q.b.
Versate la farina di granone, macinata di fresco, in un'insalatiera, unitevi qualche cucchiaiata di olio  extravergine di oliva, un pizzico di sale ed impastatela con tanta acqua calda fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo.



Versare l'impasto in un "ruoto" (teglia rotonda) ben unto e infornatela per circa un'ora in forno caldo a 200°.




Per la cottura tradizionale al camino, procuratevi la "coppa" (è un grosso coperchio concavo di ferro con un manico, che sfrutta il calore del camino) e, dopo aver formato con l'impasto una pizza alta tre dita, datele, lisciandola con le mani, una bella forma rotonda e, per tradizione,  "beneditela" con un segno di croce al centro, avvolgetela in foglie di vite e castagno e ponetela sulla "liscia", la pietra del focolare su cui accendere il fuoco almeno un'ora prima, per renderla calda e poi pulirla bene con una scopa di saggina per cuocere la pizza.
Copritela con la coppa e coprite con la brace del camino.Cuocere per circa un'ora.


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domenica 22 gennaio 2012

Zuppa di cipolle di Magalì

Ho conosciuto Helga e Magalì poco dopo aver aperto il mio blog.

All'inizio di ogni avventura si ha uno spirito diverso da quello che viene con la consuetudine, quando andavo in giro per blog mi soffermavo con pazienza e con la voglia di capire chi ci fosse dietro quelle ricette.

Helga è stata una concorrente, in una squadra  avversaria , in una sfida culinaria, ma tra noi non c'è stata rivalità, piuttosto ammirazione ( da parte mia nei suoi confronti) per le sue idee geniali.

Fatevi un giro sul suo blog e guardate con attenzione, il suo non è un semplice blog, è un posto su cui leggere le sue riflessioni, i suoi stati d'animo e anche guardare le sue foto in abbigliamenti stravaganti...ma ancora di più è il posto di Magalì, il suo gatto, altrettanto presente quanto Helga,  in foto e agghindata in fogge stranissime.

Per fortuna Helga non ha mantenuto i propositi espressi all'apertura del suo blog...avrebbe pubblicato per 365 giorni e poi...???

Helga è ancora qui, a farmi sorridere con le sue buffe foto, anzi, con le loro buffe foto e ad aprire il suo cuore a chiunque abbia voglia di leggere.

Confesso che la vittoria di Helga del The Recipe-tionist organizzato da EliFla per il mese di dicembre mi ha fatto enormemente piacere, talmente tanto che, nonostante le mie difficoltà legate a tutto quello che ho in mente di fare e non riesco, non me la sono sentita di non entrare a far parte di questo gioco.

Dall'infinità di ricette di Helga e Magalì io ho scelto questa per diversi motivi:
  • Adoro la zuppa di cipolle preparata esattamente così...sarò mica stata francese in un'altra vita?

  • Il figlio numero due mi farebbe mettere le cipolle ovunque, cipolline sott'aceto, pizza con le cipolle e da oggi anche la zuppa sono i suoi piatti preferiti.

  • Questa zuppa mi ricorda il mio viaggio di nozze a Parigi, giovani abbastanza, con pochi soldi da spendere , ma con la voglia di appropriarsi di una città in una settimana, cucina inclusa...dopo aver cercato diverse ricette sia io che mio marito abbiamo deciso che questa era quella giusta.



E allora ecco la ricetta presa direttamente da Pàtes e pattes ovvero Helga e Magalì

Zuppa di cipolle di Magali

Ingredienti per 4 persone:

800 g di cipolle bianche
1 baguette ( per me pane di Altamura)
20 g di burro
25 g di farina
100 g di Emmental grattugiato
1 l di brodo vegetale
1 bicchiere di vino bianco secco
3 cucchiai di brandy
sale e pepe

Preparazione:
pelate le cipolle, lavatele e affettatele finemente.
Fatele soffriggere in una casseruola con il burro per 10 minuti a fuoco basso, aggiungete sale (poco che poi ci andrà il brodo) e pepe, spolverizzate con la farina, mescolate bene e aggiungete il vino.

Lasciare evaporare un poco e bagnate con il brodo, portate a ebollizione, coprite e fate cuocere a fuoco basso per circa 45 minuti.

Affettate il pane e fatelo tostare, mettete alcune fette sul fondo di ogni piatto, mettetevi sopra la zuppa bollente, l’emmental e fate gratinare per qualche minuto.

E come dice Magali “leccatevi i baffi!”





Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist per il mese di gennaio.




 
Vorrei partecipare con questa ricetta anche a Carving in the kitchen per la decima scultura



Questa volta, molto semplicemente dò il titolo che mi è venuto in mente
 non appena ho visto la scultura:
Un abbraccio

Prendo in prestito le parole di Paulo Coelho, che non è proprio il mio autore preferito, ma in questo caso ho trovato efficace la sua descrizione:

Un abbraccio vuol dire “tu non sei una minaccia.
Non ho paura di starti così vicino.
Posso rilassarmi, sentirmi a casa.
Sono protetto, e qualcuno mi comprende”.
La tradizione dice che quando abbraciamo qualcuno in modo sincero,
guadagnamo un giorno di vita.

Guardando la scultura di Stefano Bianco sono rimasta colpita dalle mani aperte e rivolte all'insù, gesto molto bello sono disarmate e mostrano il loro contenuto, mani che indicano direzioni opposte, ma fanno pensare che si riuniranno avvolgendo tutto ciò che è compreso al loro interno...uomini, diversi ma uguali.

Le mani contengono un cubo e una sfera.


Tra le figure geometriche, il Quadrato e il Cerchio si richiamano continuamente. 
Il Quadrato rappresenta lo Spazio e il Cerchio  rappresenta il Tempo
Il significato del Quadrato è nell’esprimere l'elemento terrestre,
 inteso come Creato, come manifestazione del divino. 

Il Cerchio esprime l'elemento celeste, l'unità divina, l'eternità e l'infinito.
Il Quadrato e il Cubo rappresentano la perfezione terrestre,
come il Cerchio e la Sfera rappresentano quella celeste.

Notizie prese da qui

Le mani riescono ad contenere il cielo e la terra ,
 così come un abbraccio sa avvicinare i cuori.

Ho abbinato la ricetta della zuppa di cipolla perchè è proprio come un abbraccio,
 riscalda e consola e , sicuramente, in quanto semplice zuppa, unisce.



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venerdì 20 gennaio 2012

Turbanti bianco neri

Non so se capita anche ad altri, ma io in questo momento della mia vita sono sempre in affanno...continuo a saltellare in giro come il Bianconiglio, con l'orologio alla mano ripetendo
 "Sono in ritardo, sono in ritardo...è tardi, è tardi ormai!"

Non so se è l'effetto blog.

Non so se è l'età che avanza.

Non so se sono le giornate ad essere diventate più corte, o io a volerci infilare dentro troppo....fatto sta, che c'è sempre qualcosa ancora da fare, alla fine della giornata che mi avanza per il giorno dopo e dopo ancora.

Sarà colpa della mia vita precedente...chissà a cosa devo porre rimedio, cosa avrò mai potuto combinare per meritare questa piccola tortura?

Ho capito...sono stata una sveglia che andava sempre indietro!!

ECCO!!!

Questo è stato il mio karma...e il vostro qual'è?

Allora, senza perdere ulteriore tempo, parto subito con la ricetta pensata  per continuare a disintossicarmi dopo le feste...e visto che la leggerezza non fa mai male, magari mi permetterà di migliorare il karma della mia vita successiva!!!


Turbanti di merluzzo e seppie con mousse di formaggi e fili di melanzana

  • filetti di merluzzo ( anche surgelati)
  • seppia
  • formaggio cremoso
  • ricotta
  • succo di limone
  • melanzana
  • olio EVO
  • sale
Non riporto i quantitativi, ognuno può regolarsi da sè.

Foderare delle cocottine con carta forno, adagiarvi i filetti di merluzzo alti circa 4 cm. formando un turbante, porre nel centro dei pezzetti di sappia.

Posizionare su un cestello per la cottura a vapore e cuocere per 15'.



Nel frattempo preparare la mousse mescolando in parti uguali il formaggio cremoso con la ricotta vaccina e un cucchiaino di succo di limone, mescolare bene, aggiustare di sale se occorre.

Lavare la melanzana, ricavare delle strisce sottilissime dalla buccia e friggerle in olio evo, sgocciolarle dopo qualche minuto e tenere da parte.


Rimuovere i turbanti dalla cacotte e adagiare in un piatto.

Creare con una sac a poche un ciuffo di mousse nel centro.

Adagiare qualche filo di melanzana e servire.



  Con questa ricetta partecipo al contest di Cinzia e Valentina





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mercoledì 18 gennaio 2012

Genziana

La vita è dura???
Dai, facciamoci un bicchiere!

Mi piaceva l'idea di produrre un liquore tradizionale di queste zone, ho cercato nel web, varie ricette, ma alla fine mi sono affidata e fidata della ricetta di famiglia di una collega...mi piacciono da matti le ricette di famiglia!!
Alcuni preferiscono evitare l'aggiunta di spezie, per lasciare il gusto inalterato,io invece ho seguito quasi alla lettera la ricetta che mi è stata passata e...il profumo forte e intenso della genziana mi ha accompagnato per tutto il mese di dicembre e il risultato finale è stato molto positivo.

Piccole note sulla genziana potete trovarle qui.

Va anche specificato che le radici di genziana non possono essere più raccolte liberamente in quanto specie protetta come cita il " L. R. n. 45 del 11.09.1979 (tab. 1 all. A), la Genziana può essere raccolta, come cita l’art. 11 della legge stessa, previa autorizzazione da parte degli Ispettorati Dipartimentali delle Foreste solo “per scopi scientifici, didattici, medicamentosi ed erboristici, mediante rilascio di licenze temporanee, di durata non superiore ad un anno, rinnovabili, contenenti l’indicazione della località ove consentita la raccolta o l’estirpazione della specie, della finalità della raccolta e della quantità consentita e delle modalità per provvedervi,…”per il resto della legge leggere qui.

Quindi se avete voglia di provare questo liquore nessuna azione da ladro gentiluomo, nè da ladro di bestiame, anzi di radici...basta andare in erboristeria o in drogheria e acquistare la radice.


Continuerò ad essere astemia, ma preparare un liquore è una gran bella soddisfazione!



Liquore alla genziana
(dose per un litro di liquore circa)
  • 1 lt vino bianco (per me dello Chardonnay)
  • 40 gr di radici di genziana ben essiccate e spazzolate
  • 1/2 stecca di cannella
  • 8 chiodi di garofano
  • 8 chicchi di caffè ( io non li ho messi perchè non li avevo)
  • buccia di un limone bio
Versare tutti gli ingredienti in un barattolo di vetro e lasciare al buio e al  fresco per 40 giorni.

Trascorso questo periodo filtrare, unire 200 gr di zucchero semolato e 200 ml di alcool.

Mescolare bene fino a far sciogliere completamente lo zucchero, filtrare ancora e imbottigliare.

Alcuni consigliano di aspettare qualche mese prima di utilizzarla.







Con questa ricetta partecipo al calendario Ammodomio per il mese di febbraio




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lunedì 16 gennaio 2012

Le tagliatelle e...o caffè nun è cosa per te, Cuncè

E a questo giro devo fare ammenda...non ce l'ho fatta, proprio non sono stata capace.

Ogni mese è così, un pò di scoragiamento iniziale e poi la voglia di mettersi in gioco, di provare quello che non mi sarebbe mai venuto in mente di provare, ma questa volta...


Lo sapevo che per me sarebbe stato impossibile, lo sapevo da subito, non appena letta la sfida di Ale per questo mese: Le Tagliatelle!!!

Lo scrivo in rosso e a caratteri cubitali ad indicare l'enorme difficoltà che per me rappresenta l'impastare la pasta...impasto di tutto, pizza, pane, cornetti e sfoglia, ma la pasta all'uovo, no quella l'avrò fatta due, tre volte.

Ma questo è L'MTChallenge e queste sono le regole di questo mese, impastare , ma soprattutto tirare a mano...A MANOOOOO???

Ma, ma e quel bell'aggeggino che ci ha facilitato la vita??

No, non il Bimby, neanche la lavatrice, no l'aspirapolvere, nè il microonde...no semplicemente la nonna papera, che permette a chiunque di avere una bella sfoglia tirata ad arte...ma bisogna attenersi alle regole e le regole dicono di tirare amano :(((

E come ogni volta mi sono presa il tempo per metabolizzare ed elaborare e sabato sera mi sono decisa, preparato l'impasto, lasciato riposare, armata di mattarello e di buona volontà ho affrontato LA COSA!!

Eh, si...era lì mi guardava e, secondo me, se la rideva pure, pregustando la sconfitta, la mia , naturalmente.

Ho cercato di ammansirla, l'ho lisciata, massaggiata, evitato di batterla con il mattarello ( cosa che avrei fatto molto volentieri più tardi),  e iniziato  a tirare, rigorosamente in diagonale, fosse mai che non veniva per un errore tecnico...tira di qua, pigia di là, giro un pò ad ogni passaggio, ma la sfoglia non viene.

Dopo circa trenta minuti, che neanche una seduta in palestra con 200 addominali di seguito,  mi sento stanca , ma soddisfatta...guardo quella che , secondo me è una sfoglia perfetta, e decido di procedere al taglio.

Arrotolo.

Prendo un coltello.

E vado con il taglio...ma qualcosa non mi convince, perchè non si srotolano bene, come dovrebbero???

Ci riprovo, inizio a tirare un altro pò di pasta, ma dopo quaranta minuti e buona parte di visione passiva di Italia's got talent, che è quasi peggio che continuare ad ammazzarmi sulla sfoglia, butto la spugna.

In fondo è pur sempre il pranzo che avevo deciso di preparare per la domenica e non posso mica buttarlo via.

Alle 23 dopo due ore di tentativi , tiro fuori la nonna papera...e vado, adesso si che si ragiona, in meno di 30 minuti ho terminato e ho le mie belle tagliatelle nei vassoi che mi guardano sorridenti...la sfida l'avrò mancata, ma il pranzo è salvo!!

E visto il risultato mi sono sentita molto , molto vicina al personaggio di Concetta di "Natale in casa Cupiello" e al suo caffè.

Tu sei una donna di casa e sai fare tante cose, come si deve.

 Pasta e faggioli, ‘a frittata c’ ’a cipolla, sei maestra, sei la reginetta della frittata c’a’ cipolla, come la fai tu non la sa fare nessuno.

Ma ‘o ccafè non è cosa per te.

...ma la pasta tirata a mano, non è cosa per me!!!



Tagliatelle al rosmarino all'arancia
  • farina di semola di grano duro 400 gr
  • farina 0 200 gr
  • 6 uova piccole
  • aghi di rosmarino secchi tritati
Setacciare le farine, fare un buco al centro e sgusciarvi le uova, aggiungere il rosmarino e procedere all'impasto.




Dopo aver ottenuto una pasta omogenea, avvolgere in una pellicola a far riposare in frigo.


Prelevare la pasta e iniziare a stenderla.


Seguendo tutte le indicazioni di Ale non potrete sbagliare, se invece siete proprio come me ( leggere INCAPACE) procedete con la macchina per la pasta e tirate le vostre tagliatelle.






A questo punto passiamo al condimento, ho deciso di usare una ricetta famosissima proprio loro, ma l'ho modificata un pò...partendo dal condimento dei Tagliolini al limone di Menù Turistico, ne ho fatto una versione all'arancia, che mi piace tantissimo in abbinamento al salato.
Salsa all'arancia
( per 4 persone)
  • 400 gr di tagliatelle fresche
  • 50 gr di burro
  • 150 ml di panna
  • succo e scorza grattugiata di un''arancia bio
  • polvere d'arancia ( per prepararla vedere qui )
  • sale grosso
  • pepe nero
Versare in una pentola larga e bassa l'acqua in quantità doppia rispetto alla pasta, aggiungere il burro e far sciogliere  nell'acqua a fuoco medio.

Unire la scorza di arancia grattugiata e il succo filtrato e , al bollore, un cucchiaino di sale grosso.
Buttare la pasta nella pentola e farla coprire completamente dall'acqua.

Cuocere per 3-4 minuti e, non appena sono al dente, versare la panna.

Proseguire la cottura per qualche minuto, mescolando bene.

Versare in un piatto da portata cospargere con polvere d'arancia e pepe nero.



E con questa ricetta, riuscita a metà, partecipo fuori concorso all'MTChallenge di gennaio



E al contest di Kuki



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