giovedì 31 marzo 2011

Tarassaco in insalata

Altra passeggiata, altro prato , altra raccolta di vegetali...questa volta il tarassaco,conosciuto anche con il nome di dente dileone, soffione, pissaca, ingrassaporci,piscialetto,boffarello,capo di monaco, girasole dei prati, cicoria asinina, cicoria selvatica, radicchiella.
E altri tipici coloriti nomi a seconda delle zone, che richiamano ognuno qualcuna delle caratteristiche o proprietà della pianta.
Il tarassaco si trova praticamente su tutto il territorio italiano,ma preferisce i prati stabili concimati, gli incolti, i margini delle strade campestri…cresce fino a 3300m, praticamente ovunque.
E’ una pianta dalle innumerevoli proprietà curative e depurative…il sapore amarognolo delle foglie crude , decisamente aromatico,non disturba il palato.
Si può consumare anche cotta .

Insalata di tarassaco

Per 4 persone

  • 8 fiori novelli di tarassaco (senza gambo)
  • 150 gr foglie di tarassaco
  • 200 gr mais
  • 100gr formaggio tipo fontina
  • 6 cucchiai di olio EVO
  • 2 cucchiai di aceto
  • ½ cucchiaio di senape
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 mazzetto di erba cipollina
  • Pepe
  • Sale


In una ciotola emulsionare l’aceto con sale, pepe e senape; incorporare l’olio  a filo. Sciacquare i fiori e asciugarli tra due tovaglioli.
Mondare le foglie di tarassaco e gli steli di erba cipollina e tagliuzzateli.
Dividete il formaggio a dadini, sfregare l’aglio sulle pareti di una terrina e mescolare nel recipiente tutti gli ingredienti, salvo i fiori; condire don la vinaigrette, sparpagliare i fiori e servire.

Con questa ricetta partecipo al contest di aboutfoodrecepies


e al contest di gustoshop. con i fantastici premi di gustoshop.biz



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martedì 29 marzo 2011

premio no grazie

 

Buongiorno a tutte ragazze, ieri sono stata contattata per ricevere dei premi da Debora, premi che servono a farmi conoscere meglio.
Sono molto lusingata, ma preferisco non parlare di me se non attraverso quello che può trapelare dai post, spero che chi ha pensato a me non se la prenda e che non mi si reputi snob per questa mia decisione.
Grazie Debora,anche se dico no.


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torta alla mousse di limone...sono in finale!

Con questa torta ho partecipato al contest di Cinzia e...sono in finale! Incredibile ,ma vero :)))
Ne sono felicissima, anche perchè l'idea di aprire un blog è partita dagli incoraggiamenti ricevuti sia da Cinzia http://ilricettariodicinzia.blogspot.com/ che da Antonella http://lacucinadiantonella.blogspot.com/
comunque ci sono anche io!!! e se vi piace andatemi a votare ^_____^ entro il 3 aprile : )



Torta alla mousse di limone

 Per la pasta:
  • 4 uova
  • 200 gr zucchero
  • 100 gr farina di mandorle
  • 80gr burro
  • 60gr farina
  • 60gr fecola

Preparare la pasta. Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto ben spumoso. Incorporare la farina di mandorle, il burro fuso, la farina e la fecola.
Imburrare e infarinare uno stampo del diametro di 22cm. Versarvi il composto e cuocere per 25 minuti in forno caldo a 180° C.
Sfornare e lasciar raffreddare.

Per la mousse:

  • 2 uova
  • 150 gr zucchero
  • 30 gr fecola
  • Succo di 5 limoni biologici
  • 3 fogli di colla di pesce
  • 20 cl di panna da montare

Separare gli albumi e battere con la frusta i tuorli e lo zucchero; unire la fecola, il succo bollente dei limoni e la buccia grattugiata di uno di questi. Versare il composta in una casseruola e portarlo a ebollizione a fuoco basso, continuando a batterlo con la frusta. Unire la colla di pesce precedentemente ammorbidita in acqua fredda.
Montare gli albumi a neve ferma, unirli alla crema di limoni calda, poi lasciare intiepidire.
Montare la panna , quindi incorporarla alla crema ormai tiepida.

Ricavare due dischi di pasta spessi circa 1cm, posarlo sul fondo di un cerchio apribile,coprire con metà  mousse, , posizionare l’altro disco e versarvi la mousse rimanente. Pareggiare in superficie e mettere in frigo per almeno 2 ore.

Prima di servire rimuovere il cerchio con la lama di un coltello calda.

Con questa ricetta partecipo al contest di Crema e panna




Con questa ricetta partecipo al contest di Alice di lacucinadialice


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lunedì 28 marzo 2011

frollini al miele

Come non lasciarsi coccolare da un biscottino della buonanotte o della buona colazione a seconda di quale siano le vostre abitudini in fatto di biscotti, per me spesso sono anche della mezzanotte:))
Eccolo qui, semplice, profumato e fragrante.
In effetti cercavo di realizzare un biscotto al miele morbido, che una vecchia conoscenza di famiglia ci portava ad assaggiare ogni volta che veniva a trovarci dal paese: San Felice, nel Molise.
Era uno di quei biscotti dal sapore genuino e semplice eppure...quando lo andavi a mordere ti sorprendeva per la sua morbidezza e per quel gusto di miele...
Il biscotto dei miei ricordi non è riuscito, in compenso questo frollino è veramente buono!

FROLLINI AL MIELE

  • 100 gr miele ( il colore più chiaro o più scuro determinerà  la colorazione dopo la cottura)
  • 120 gr burro
  • 1 uovo
  • 200 gr maizena
  • 100 gr farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito
  • cannella a piacere
  • sale un pizzico

Per  decorare: zucchero di canna.

Mescolare gli ingredienti fino ad avere un composto omogeneo, lasciar riposare in frigo avvolto in una pellicola per 30’.

Fare delle palline grandi come una noce, rotolare nello zucchero.
Disporre su una teglia con carta forno.

Cuocere in forno ventilato a 180° per 10’-12’.

Con questa ricetta partecipo al contest di Antonella

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sabato 26 marzo 2011

risotto alle pratoline

La primavera è nell'aria, e con il sole mi scatta la voglia di aria aperta, di passeggiate e di campagna.
Certo è piacevole passeggiare , ma ancora di più finalizzare l'uscita, e in questo periodo girando nei prati di spunti e idee se ne trovano tantissimi.
 Si, va bene che i fiori sono belli, ma perchè non devono essere anche buoni?
Mi piace tornare un pò al passato, ad un passato molto remoto in cui, forse, riuscivamo ad avere un rapporto con le piante e le erbe più diretto. Ora siamo inquadrati,  i vegetali commestibili li cerchiamo nei supermercati, al massimo al mercato e quasi non siamo più in grado di procurarceli autonomamente in un prato.
Tutto questo per dire che la giornata era propizia, il campo pieno di pratoline  e...l'occasione fa l'uomo ladro: pratoline a me!


Risotto alle pratoline

Per 4 persone

  • 8 margherite e una manciata di petali
  • 320 gr riso
  • 1 lt. Brodo vegetale
  • 1 bicchiere di spumante
  • 3 cucchiai di olio
  • ½ cipolla
  • 1 noce di burro
  • 3 cucchiai di grana grattugiato
  • Sale


Far imbiondire nell’olio la cipolla tritata.
Unire il riso e lasciarlo tostare; irrorare con lo spumante e farlo evaporare, proseguire la cottura per 10’, diluendo con il brodo caldo.
Pulire i fiori ei petali con uno straccio umido.
Buttare i petali nel riso e ultimare la cottura.
Mantecare con burro e formaggio e aggiungere le margherite.
Dopo un breve riposo, aggiustare di sale e servire.


Con questa ricetta partecipo al contest di leivinvita



Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Paneepomodoro







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venerdì 25 marzo 2011

Le pizzelle

Oggi punto sulla tradizione ovvero "colazione all'abruzzese".

Ebbene si, qui la pizzella, o ferratella dai cugini molisani, o neola per il resto d'Italia, va alla grande.
La si trova nei forni, nelle pasticcerie, nei bar arrotolata e farcita di marmellata (come da tradizione) o di nutella (come da golosità :-) ) da accompagnare al cappuccino, al cappellino , al mocaccino o al mocaccione...insomma paese che vai colazione che trovi!
E poi c'è quella morbida, quella croccante, quella della sposa, quella con lo strutto, quella con l'olio,ecc.
Comunque sia da quando vivo qui (18 anni) ho sempre cercato la ricetta ideale delle pizzelle, eh si! Qui ogni famiglia ha la sua ricetta tradizionale e alcune sono segretissime...addirittura ogni famiglia dovrebbe avere il ferro per cuocerle con le iniziali...insomma na' roba complicatissima.
Io che sono "forestiera" più modestamente ho acquistato la mia seconda piastra-la prima mi ha abbandonato dopo aver fatto da cavia a tutti i miei esperimenti- per pizzelle a cuoricino , o waffel.
Così mi è toccato ricominciare con i tentativi, stavolta però ho raccolto tutte le ricette trovate su internet e quelle fornitemi da una collega di lavoro e ho provato a capire...cosa cerco nella pizzella perfetta?
  • morbidezza
  • nessun pizzicore da eccessivo lievito per dolci
concludendo ci ho riprovato per la ....esima volta e (forse ) ce l'ho fatta.

  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 cucchiaio di farina
  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • buccia grattugiata di limone bio
  • lievito per dolci la punta di un cucchiaino, anche meno
Lavorare il tuorlo con lo zucchero, unire la farina e il lievito, l'olio e l'albume montato a neve.
A piacere si può aromatizzare con l'Aurum (liquore all'arancia).
La consistenza è piuttosto liquida, versarne due cucchiai nel ferro e cuocere per il tempo di un un'Ave Maria, come recita la tradizione.

Io ho raddoppiato le dosi e me ne sono venute cinque.
L'esperimento per questa volta sembra ruiscito,ma chissà...





Partecipo volentieri alla raccolta di ricette per l'Abruzzo di Eva in cucina




 







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giovedì 24 marzo 2011

Giornata nazionale della lettura. "Leggere è il cibo della mente. Passaparola”


24 marzo 2011
Giornata nazionale della lettura.
"Leggere è il cibo della mente. Passaparola”



Volevo proporre anche io un passaparola di un libro che a me è piaciuto perché mi ha permesso di conoscere una donna che a distanza di 1600 anni ancora  affascina e ci lascia una domanda

Quanto diverso sarebbe il nostro mondo
se non fossero stati messi a tacere tanti spiriti liberi, come Ipazia?


IPAZIA
VITA E SOGNI DI UNA SCIENZIATA DEL IV SECOLO

ADRIANO PETTA
ANTONINO COLAVITO

LA LEPRE
EDIZIONI


Si racconta la storia di Ipazia –astronoma,matematica e filosofa, erede della scuola alessandrina (370-415 d.C.)- fatta massacrare dal vescovo Cirillo per mettere a tacere la sete di sapere e la libertà di pensiero che la animavano.
Antesignana della scienza sperimentale, studiò e realizzò l’astrolabio l’idroscopio e l’aerometro.[…]è legittimo chiedersi come potrebbe essere il mondo oggi e con quanti secoli di anticipo avremmo conseguito le conquiste moderne, se persone come Ipazia  fossero state lasciate libere di esprimersi e di agire.
La prima parte del romanzo, avvalendosi di un’accurata ricostruzione del contesto storico e culturale, narra l’avventura di Ipazia  negli aspetti pratici, quotidiani, scientifici e politici: una vita che assume connotati sempre più drammatici, fino al tremendo epilogo.
Nella seconda parte la voce narrante è quella della stessa Ipazia  che ci parla dei suoi sogni, delle sue ricerche e della sapienza di cui era depositaria.
Un sapere millenario che, dopo il crollo del mondo ellenistico e il trionfo del cristianesimo, è rimasto sepolto per secoli, fino al nascere della scienza moderna.
“Questa storia romanzata ma vera di Ipazia  ci insegna ancora oggi quale e quanto pervicace possa essere l’odio per la ragione, il disprezzo per la scienza. E’ una lezione da non dimenticare, è un libro che tutti dovrebbero leggere.”
                                                                  Margherita Hack

Buona lettura a tutti

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mercoledì 23 marzo 2011

danubio campagnolo

Sempre alla ricerca di stimoli culinarii , mi sono imbattuta nel contest di MT Challenge di marzo..poteva essere interessante visto che finora non avevo mai provato a farne uno, e così è stato.
Naturalmente continuo a ripetere che c'è chi lavora per me (macchina del pane) e buona parte del risultato dipende da questo...tutto il resto è opera mia.
Ho pensato di fare un Danubio Campagnolo, con un ripieno abbastanza rustico ... sarà la cena della mia famiglia stasera, ma dal profumo si direbbe buonissimo!

Ingredienti come riportati da http://peperoniepatate.blogspot.com/2011/03/il-danubio-per-lmt-challange.html

500gr di farina (300gr manitoba, 200gr farina 00)
150gr di latte (anche 160, 170, regolatevi in base all'assorbimento della farina)
3 tuorli ed 1 uovo intero
1 cucchiaino di sale (circa 8-10 gr)
10gr di lievito di birra
40gr di zucchero
1 cucchiaino di miele
80gr di strutto
20gr di burro

Per il ripieno
650 gr verza
200 gr pancetta tesa affumicata
mozzarella
100gr olive nere snocciolate
mezzo bicchiere olio EVO
2 spicchi d'aglio
sale
pepe

Lessare la verza in acqua salata per 15' scolarla, tagliarla e soffriggerla nell'olio con l'aglio.
Aggiungere la pancetta tagliata a dadini, salare e insaporire con un pò di pepe. Unire le olive tagliate a rondelle. Cuocere a fuoco lento per 20'.
Formare le palline di impasto e mettere nel centro di ognuna un cucchiaio di ripieno e un pezzetto di mozzarella.

Chiudere dare la forma e porre a lievitare.

Spennellare con l'uovo e cuocere per 20' (nel mio caso) a 220° .


Qualcuno non ha saputo resistere

Il ripieno
La lievitazione


http://2.bp.blogspot.com/-qEJWGza8LVw/TXHlnF_yZmI/AAAAAAAABjU/UFrfAwO0PfE/s150/mtc-%2Bbanner%2Bmarzo.jpg

Con questa ricetta partecipo al contest

Il contest de Il Gamberetto




Scade il 31 marzo

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martedì 22 marzo 2011

riso al curry con erba cipollina e polpa di granchio

La ricetta preparata per cena l'ho tirata fuori da una vecchia agenda del 1995 in cui scrivevo tutto quello che sperimentavo in cucina e mi piaceva...vivevo da sola dal 1993 e la cucina della mia mamma mi mancava un bel pò.
Questa preparazione l'ho proposta per la prima volta nel 2000 ai nonni venuti a festeggiare il compleanno della loro nipotina, devo riconoscere che pur nella sua semplicità l'accostamento di sapori è veramente gradevole, infatti l'hanno apprezzata pur avendo dei gusti molto "classici".

Riso al curry con erba cipollina e polpa di granchio

Per 4 persone

  • Riso Parboiled 240 gr
  • Piselli surgelati 80 gr
  • Peperone rosso una falda 40 gr
  • Polpa di granchio in scatola 100 gr
  • Olio EVO 50 ml
  • Succo di limone 30 ml
  • Curry in polvere 1 cucchiaio 10 gr
  • Erba cipollina 20 fili
  • Sale grosso
  • Lattuga

Cuocere i piselli 3’ in acqua salata, scolarli.
Lessare il riso in acqua salata, sgocciolarlo e farlo asciugare 10’ coperto.
Versare in un’insalatiera il curry e il succo di limone, mescolare fino a che il curry è sciolto, unire l’olio , emulsionare per 1’.
Aggiungere la polpa di granchio,il peperone tagliato a dadini, i piselli e il riso.
Mescolare bene, unire l’erba cipollina tagliuzzata, mescolare ancora.
Porre in frigo per almeno 20’.

Pulire la lattuga senza dividerla a foglie, togliere il cuore e riempire di riso, decorare con l’erba cipollina.


Con questa ricetta partecipo al contest:

http://iocomesono-pippi.blogspot.com/2011/03/cucinando-conle-erbe-aromatiche-e-i.html

e al contest di lacucinapiccolina


e al contest di Ricci Picci e Capricci



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domenica 20 marzo 2011

Zuppa di verdure e zenzero

Lo zenzero è uno degli aromi che ho sempre cercato di usare, nonostante in famiglia piaccia solo a me.
Eppure quell'esplosione di gusto che lascia in bocca è unica, si passa dall'aspro del limone, al piccante del rafano, ed infine quella sensazione di fresco e "sgrassato" come dopo una pulizia dal dentista.
I miei esperimenti sono andati, ovviamente, verso le preparazioni dolci (neanche a dirlo!), ma devo riconoscere che è nei piatti salati che si possono avere le esperienze più interessanti.
Così ho provato la ricetta proposta da una nota marca di pasta, modoficandola secondo il mio gusto.
Il risultato è stato mooolto piacevole .

Zuppa di verdure e zenzero



Per 4 persone:

·        160 gr pastina tipo stelline
·        300 gr bresaola a listarelle
·        100gr carote
·        60 gr cipolle
·        50 gr sedano
·        40 gr zenzero fresco
·        2 cucchiaino curry in polvere
·        1 lt latte
·        2 cucchiai olio EVO
·        Sale
·        Pepe
·        Buccia di limone bio per decorare

Tagliare a bastoncini carote e sedano.
Rosolare nell’olio insieme alla cipolla, unire lo zenzero grattugiato, il curry e la bresaola.
Bagnare con il latte e cuocere a fuoco medio per 25’, salare e pepare.

Cuocere le stelline direttamente nella zuppa.
Decorare il piatto con la buccia di limone precedentemente bollita per far perdere l’amaro.
Con questa ricetta partecipo al contest

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sabato 19 marzo 2011

pops cake al cioccolato per contest

Pops cake di tortine alla crema di limone con copertura al cioccolato


Questa è una ricetta – non ricetta nel senso che si riduce ad assemblare ingredienti già pronti, ma per quanto mi riguarda l’ho trovata molto divertente sia nell’esecuzione  che nel risultato finale.

Per 10 pops cake

  • 3 merendine tipo plumcake con crema al limone
  • 100 gr cioccolato fondente
  • 10 stecchi di legno
  • Codette colorate per decorare

Si possono realizzare con qualunque base un po’ umida ( torta allo yogurt, margherita, paradiso, ciambellone , ecc.) a cui va unita una parte cremosa (mascarpone, philadelpia, crema pasticcera , nutella) oppure comprare la merendina già con la crema e risolvere il problema in una sola mossa : )

Procedimento:
Sbriciolare le merendine e lavorarle con le mani fino ad avere un composto omogeneo da cui ricavare delle palline, non molto grandi , max 5cm di diametro.
( Nel caso usiate una base non cremosa seguire il medesimo procedimento, vale a dire :
  • Sbriciolare
  • Unire la parte cremosa prescelta in quantità sufficiente a d avere un composto omogeneo e compatto.)

Mettere in frigo per un paio di ore, o tutta la notte.
Far sciogliere il cioccolato a bagnomaria, tirare fuori i dolcetti dal frigo, prendere i bastoncini di legno e bagnarli per un paio di cm. nel cioccolato sciolto, dopo di che infilzarli subito nel dolcino, il contrasto tra il caldo del cioccolato e il freddo dell’impasto determina una reazione di “fissaggio” del bastoncino al cuore del dolce.
Proseguire per tutti i dolcetti, rimettere al fresco per qualche minuto.
Riprendere i dolci e spalmare su ognuno del cioccolato, cospargendoli in seguito con le codette,poggiare in un pirottino oppure infilzare su una base di polistirolo e lasciare asciugare.
Naturalmente anche la copertura può essere realizzata in qualunque modo: Cioccolato bianco, ghiaccia reale, glassa tradizionale , o come più vi aggrada.
pops cake al cioccolato

Con questa ricetta partecipo al contest di Antonella




e al contest di Cinzia:
http://ilricettariodicinzia.blogspot.com/2011/01/il-mio-primo-contest-gli-agrumi.html


e al contest assaggidiviaggio


e al contest di lacucinadiesme







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venerdì 18 marzo 2011

Torta delle rose salata



Oggi presento una mia "creazione", nel senso che un giorno ho provato ad usare quella che è la base solita della mia pizza in modo diverso.
Così è nata questa torta delle rose rustica che ai miei figli piace molto, tanto che il piccolo a merenda ne ha mangiato quasi metà.


Torta delle rose salata



Ingredienti per l’impasto
• 250 gr manitoba
• 250 gr farina 00
• 250 gr acqua
• 10 gr lievito di birra
• 1 cucchiaino di zucchero
• 1 cucchiaino di sale
• 30 gr olio EVO

Farcitura
• 200 gr pancetta arrotolata tagliata a fette sottili

Premetto che io ho chi lavora per me :), la mia macchina del pane!
Per chi preferisce il metodo tradizionale, leggi: a mano il procedimento è il seguente:
Versare in un contenitore le farine, l’acqua in cui avrete fatto sciogliere il lievito di birra,lo zucchero, il sale ( in un angoletto sopra le farine, lontano dal lievito), l’olio.
Lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Mettere in una ciotola e coprire con un canovaccio, far lievitare per 1 ora e 30’.
Riprendere l’impasto , sgonfiarlo e stenderlo su della carta forno su cui avrete precedentemente versato un filo di olio. Dare una forma rettangolare .
Mettere sulla pasta le fettine di pancetta fino a ricoprirla completamente, arrotolare partendo dal lato più lungo e aiutandovi con la carta forno , formate un salsicciotto.
A questo punto tagliare delle fette (all’incirca 8 o 9) di circa 5 cm e adagiarle in un contenitore rotondo , di circa 22cm di diametro rivestito di carta forno.
Partendo dal centro porre il lato tagliato come appoggio (in questo modo in alto si vedrà la parte arrotolata e farcita che così formerà la rosa), disporre le fette successive intorno a quella centrale, ma lasciando un pochino di spazio.
Mettere in forno a lievitare per 1 ora.
Trascorso questo tempo accendere il forno ventilato a 180° (senza preriscaldare) e cuocere per 35’-40’.

con questa ricetta partecipo al contest di Francy




Con questa ricetta partecipo al contest

http://dolciedesserts.blogspot.com/2011/01/primo-contest-mani-nella-manitoba.html

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